venerdì 30 gennaio 2026

 





Due concerti, due spazi culturali aperti alla comunità e un treno che li collega. Prende il via “Take a Train – Viaggio musicale dalla città all’Appennino”, il progetto che punta a facilitare gli spostamenti all’interno del territorio metropolitano per partecipare a eventi culturali utilizzando il trasporto pubblico.

Il primo appuntamento è in programma sabato 31 gennaio. La serata si apre a Bologna, alle 18.30 all’ExDynamo, con un concerto, prosegue con il viaggio in treno accompagnato da musica dal vivo e si conclude a Lama di Reno (Marzabotto), dove alle 21 è previsto il concerto al Cellulosa. Il rientro a Bologna avverrà in autobus.

Le altre date in calendario sono sabato 21 febbraio e sabato 21 marzo. Per ciascun appuntamento il programma prevede: alle 18.30 concerto all’ExDynamo, alle 20.17 partenza del treno con esibizione musicale a bordo e alle 21 concerto al Cellulosa.

Il progetto nasce da un’idea di Lo Scoiattolo Cooperativa Sociale, Re-Esistente Società Cooperativa e Ozono Factory ed è promosso dalla Città metropolitana di Bologna e dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Comune di Marzabotto, Trenitalia Tper, Bologna Welcome–eXtraBO. L’obiettivo è rendere strutturale questa prima esperienza, trasformandola in un servizio stabile per chi vive in città e desidera raggiungere concerti e spettacoli nel territorio metropolitano attraverso il trasporto pubblico.

«Questo progetto è una bellissima occasione per unire la città all’Appennino, facendo vivere alla città metropolitana un’esperienza nuova e divertente – commenta Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese –. È un format che parte dall’Appennino ma potrà essere replicato anche in altre zone, con l’intento di rafforzare la percezione di Bologna come area metropolitana ricca e diffusa, in cui i distretti culturali dialogano e offrono opportunità ed esperienze artistiche su tutto il territorio».

I luoghi

ExDynamo (via dell’Indipendenza 71z, Bologna) – dove “ex” sta per “experimental” – è un centro culturale e sociale in dialogo con la città e l’area metropolitana. Spazio di mobilità sostenibile e hub culturale, ospita linguaggi legati alla musica, all’arte e alla cittadinanza attiva.

Cellulosa (via Lama di Reno 30, località Lama di Reno – Marzabotto) è uno spazio polifunzionale di rigenerazione urbano-industriale gestito dalla Cooperativa Sociale Lo Scoiattolo. Riunisce un laboratorio socio-occupazionale per giovani adulti con diverse abilità, una bottega biologica, un’osteria sociale e un palcoscenico dedicato a musica, teatro e cultura.

Il programma

domani, 31 gennaio
– 18.30, ExDynamo: Chiara Zaccaria (arpa ed elettronica)
– 20.17: treno con concerto
– 21.00, Cellulosa: Pick n Bow, con Virginia Sutera (violino) e Samuele Rampani (chitarra)

21 febbraio
– 18.30, ExDynamo: John De Leo e Fabrizio Tarroni (chitarra)
– 20.17: treno con concerto
– 21.00, Cellulosa: Luisa Cottifogli (voce) ed Enrico Guerzoni (violoncello)

21 marzo
– 18.30, ExDynamo: Metameccanici, con Angelo Trabace, Sebastiano De Gennaro e Alessandro Trabace
– 20.17: treno con concerto
– 21.00, Cellulosa: GuerzonCellos, con Enrico e Tiziano Guerzoni (violoncello)

Distribuzione di alberi nei vivai regionali e privati

 Mettiamo radici per il futuro: al via la consegna gratuita di piante forestali


Prosegue anche quest’anno la campagna di distribuzione gratuita di giovani alberi e arbusti promossa dalla Regione attraverso i vivai forestali regionali e i vivai privati convenzionati. Un’iniziativa che unisce tutela ambientale, biodiversità e partecipazione attiva dei cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la rete verde del territorio.

La distribuzione sarà attiva fino al 31 marzo nei vivai forestali regionali e fino al 15 aprile nei vivai privati convenzionati, compatibilmente con la disponibilità delle piante e con l’andamento climatico.

Le essenze messe a disposizione sono specie autoctone, selezionate perché adatte alla messa a dimora in pianura, collina e montagna. Le piante sono destinate a interventi di:

·         forestazione diffusa;

·         rinaturalizzazione di aree degradate;

·         realizzazione di siepi e filari;

·         sistemazione di aree verdi rurali e urbane;

·         miglioramento del paesaggio agricolo e periurbano.

Anche una singola pianta o una siepe possono diventare un tassello fondamentale di una rete ecologica capace di favorire la biodiversità, migliorare la qualità dell’aria, proteggere il suolo e rendere i territori più resilienti ai cambiamenti climatici. Un beneficio che riguarda non solo flora e fauna, ma anche le comunità che vivono questi spazi.

La distribuzione è rivolta a:

·         enti pubblici;

·         associazioni e soggetti del terzo settore;

·         cittadini;

·         imprese, in particolare agricole e forestali.

Per ciascuna categoria sono previste modalità e quantitativi specifici, consultabili nelle FAQ dedicate pubblicate sui canali istituzionali regionali.

Per accedere alla distribuzione è necessario:

1. Consultare l’elenco dei vivai forestali regionali e dei vivai privati convenzionati, disponibile sul portale della Regione o tramite gli uffici forestali territoriali.

2. Verificare le specie disponibili, i periodi di ritiro e le eventuali modalità di prenotazione.

3. Presentarsi al vivaio nel periodo indicato, muniti della documentazione richiesta (diversa a seconda che si tratti di enti, associazioni, cittadini o imprese).

I vivai regionali sono distribuiti sul territorio per garantire una copertura equilibrata delle diverse aree, dalla pianura all’Appennino, facilitando l’accesso alle piante e riducendo gli spostamenti.

Il successo dell’iniziativa non si esaurisce con il ritiro delle piante. La Regione raccomanda particolare attenzione alla corretta messa a dimora, alla cura nei primi anni di crescita e al rispetto delle indicazioni tecniche fornite dai vivai. Un attecchimento corretto è fondamentale per garantire la sopravvivenza delle piante e la piena efficacia degli interventi ambientali.

Mettere radici oggi significa investire nel futuro: un gesto semplice, ma concreto, per costruire territori più verdi, sani e vivibili. 

Focus Appennino: mobilità, casa, lavoro e residenzialità al centro del primo incontro del 2026

 



Mobilità, abitare, lavoro e residenzialità sono stati i temi al centro della prima riunione del 2026 di Focus sull’Appennino metropolitano, il tavolo di lavoro permanente promosso dalla Città metropolitana di Bologna. All’incontro hanno partecipato Comuni e Unioni dell’Appennino, associazioni di impresa e organizzazioni sindacali, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio, GAL Appennino bolognese, Ente Parchi, Bonifica Renana e Fondazione del Monte.

Nel corso della riunione sono stati presentati il PSM Bologna Metropolitana 2050 e la Spring School che si terrà al Centro ricerche ENEA del Brasimone, per la quale è attiva una call rivolta a startup e gruppi di ricerca innovativi. Fornito inoltre un aggiornamento sul DPCM di classificazione dei Comuni montani e sulle iniziative di BIS Appennino in programma nel primo semestre del 2026.

Grazie alle risorse PNRR di BIS Appennino, le amministrazioni locali avvieranno entro giugno 2026 un percorso condiviso per definire un modello di servizio di mobilità intermodale, costruito insieme a istituzioni, enti, imprese e cittadini.

Non un progetto calato dall’alto, ma un processo di ricerca e co-progettazione finalizzato a costruire un servizio realmente rispondente ai bisogni locali e sostenibile nel tempo. L’obiettivo è analizzare le caratteristiche dei territori e la domanda di mobilità, mettendo in luce abitudini, criticità dell’attuale offerta di trasporto pubblico (intra e inter-valliva), bisogni di residenti, lavoratori e turisti, nonché le tratte più richieste.

Il percorso prevede la raccolta e l’analisi di dati demografici, sui flussi pendolari e turistici, il confronto con gli amministratori locali, la somministrazione di un questionario online a cittadini, imprese e operatori socio-culturali e turistici, oltre a momenti pubblici di restituzione e co-creazione del servizio. Le attività si concluderanno entro aprile 2026.

Prosegue il lavoro dello Sportello Vivere e Lavorare in Appennino di BIS, laboratorio di innovazione sociale che ha già coinvolto una comunità di aspiranti imprenditori, problem solver e persone interessate a intraprendere un percorso di cambiamento.

Cuore della prossima fase sarà la co-progettazione di una piattaforma digitale integrata, pensata per facilitare l’accesso a informazioni, servizi e opportunità dell’Appennino bolognese e per rafforzare la dimensione di comunità. La piattaforma, in uscita entro l’estate 2026, offrirà percorsi personalizzati per nuovi abitanti, associazioni, enti pubblici e imprese, affiancando le attività degli sportelli BIS.

Tra le funzionalità previste: una mappa interattiva e filtrabile dei Comuni, schede territoriali, una sezione dedicata alle opportunità (eventi, iniziative, progetti), un’area per l’orientamento personalizzato sul “progetto di vita” e una bacheca di comunità per favorire connessioni tra nuovi e residenti storici. Non mancheranno servizi dedicati a professionisti e imprese, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, la condivisione di risorse e il networking locale.

Per affrontare in modo strutturato il tema dell’abitare nei territori montani, la Città metropolitana avvierà un tavolo interistituzionale sull’abitare in Appennino. L’obiettivo è rimettere sul mercato dell’affitto patrimoni pubblici e privati oggi inutilizzati, ampliando l’offerta abitativa per residenti, nuovi abitanti, lavoratori e studenti.

Il tavolo opererà all’interno della governance metropolitana, in raccordo con il Tavolo di concertazione delle politiche abitative della Conferenza metropolitana dei sindaci e con il costituendo Tavolo tecnico metropolitano, in collaborazione con l’Università.

Saranno coinvolti Regione, Comuni e Unioni, associazioni imprenditoriali, sindacati dei proprietari e degli inquilini, fondazioni bancarie, mediatori e agenzie immobiliari attive in Appennino, soggetti con patrimoni immobiliari disponibili, imprese interessate a sviluppare soluzioni abitative per i propri dipendenti e imprese di costruzione impegnate nel recupero o nella realizzazione di alloggi a costi accessibili.

giovedì 29 gennaio 2026

Caos sulla linea Porrettana: treni cancellati e ritardi fino a 30 minuti, pendolari bloccati per ore

 Completamente cancellati 9 treni e altri 8 parzialmente cancellati nella parte alta della Valle del Reno; lavoratori e studenti quasi completamente bloccati per almeno 4 ore, senza alcuna possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro e di studio.



Valerio Giusti informa:


Disagi pesanti per i pendolari dell’Alto Reno nella giornata di martedì 28 gennaio. A causa dell’ennesimo guasto alle infrastrutture ferroviarie, il servizio sulla linea Porrettana ha subito numerose cancellazioni e ritardi, lasciando lavoratori e studenti isolati per ore.

Secondo quanto segnalato dal Comitato per la Ferrovia Porrettana, un guasto a un isolatore ha reso impossibile garantire regolarmente il servizio ferroviario per diverse ore, in particolare nelle località più disagiate della parte alta della valle. Il bilancio è significativo: nove treni sono stati completamente cancellati e altri otto solo parzialmente, con conseguenze rilevanti sulla mobilità dell’area.

Molti pendolari sono rimasti bloccati per almeno quattro ore, senza alcuna possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro o di studio. A questi disservizi si sono aggiunti i ritardi: altri 15 treni hanno viaggiato con scostamenti fino a 30 minuti rispetto all’orario previsto. Numerose le segnalazioni di utenti che lamentano la mancanza di informazioni tempestive sia sulle cancellazioni sia sull’attivazione dei bus sostitutivi.

In serata, un ulteriore inconveniente tecnico nei pressi di Borgo Panigale ha provocato nuovi rallentamenti, con ritardi aggiuntivi di circa 30 minuti.

Il Comitato sottolinea come nei giorni precedenti siano state più volte sollecitate la Regione e le istituzioni competenti affinché intervenissero sui ripetuti disservizi che colpiscono il traffico ferroviario regionale. Tuttavia, denunciano i rappresentanti dei pendolari, continuano a mancare informazioni chiare, dati tecnici e statistici, e soprattutto un piano di interventi strutturali per risolvere una situazione che si ripresenta con frequenza.

«Le istituzioni locali e regionali tacciono – conclude la nota – mentre i cittadini pagano le conseguenze».

Una luce rosa ha unito i Comuni che saranno attraversati dal Giro d’Italia 2026

 



di Roberto Giusti


A cento giorni dal passaggio della corsa, una luce rosa ha illuminato nella serata di ieri, mercoledì 28 gennaio, l’Appennino bolognese, unendo simbolicamente territori, comunità e amministrazioni in vista di uno degli appuntamenti sportivi più attesi: il Giro d’Italia 2026.

I Comuni interessati dal tracciato hanno infatti illuminato di rosa i propri monumenti, dando vita a un suggestivo filo luminoso che, partendo da San Lazzaro di Savena, ha risalito la valle fino a raggiungere il Corno alle Scale, sede dell’arrivo della nona tappa, in programma il 17 maggio 2026. Un colpo d’occhio emozionante, capace di raccontare visivamente l’unità di un territorio che guarda con orgoglio a un evento di rilevanza internazionale.

A Vergato, ad accendersi è stato il Palazzo Comunale, vestito per una notte dei colori del Giro e divenuto simbolo di attesa, appartenenza e partecipazione. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha espresso la forza di una comunità capace di riconoscersi in un percorso condiviso.


L’iniziativa, denominata “Effetto Rosa”, rappresenta il primo passo concreto verso la tappa del 17 maggio 2026, quando il Giro d’Italia transiterà anche da Vergato lungo la strada che conduce al Corno alle Scale. Un appuntamento che segnerà il ritorno del grande ciclismo sull’Appennino bolognese e che coinvolgerà numerosi Comuni lungo il percorso.

Una serata particolarmente significativa, che ha messo in evidenza la stretta e proficua collaborazione tra le amministrazioni di San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato, Grizzana Morandi, Castel d’Aiano, Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere, unite dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso lo sport, la promozione turistica e l’identità locale.

Con “Effetto Rosa” i Comuni hanno lanciato un messaggio chiaro: quando i territori fanno squadra, la luce va oltre l’illuminazione scenografica e diventa energia collettiva, visione condivisa e investimento sul futuro. Un cammino appena iniziato, ma già capace di accendere entusiasmo e aspettative lungo tutta la dorsale appenninica.