venerdì 9 gennaio 2026

PNRR, i ritardi di Sasso Marconi arrivano in Consiglio regionale

 

Progetto Pinqua di Sasso Marconi


I ritardi nella realizzazione dei progetti finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) a Sasso Marconi approdano in Consiglio regionale. Cresce il timore che il mancato rispetto delle scadenze possa portare alla revoca dei finanziamenti, con la conseguente rinuncia a due interventi ritenuti strategici per il territorio.

Le preoccupazioni hanno già avuto ripercussioni politiche a livello locale, con l’uscita dei Verdi dalla maggioranza di centrosinistra e le critiche espresse dal centrodestra. Ora la questione arriva all’attenzione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna attraverso un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Marta Evangelisti, presidente del gruppo Fratelli d’Italia.

Nel documento si ricorda che per le infrastrutture nel territorio comunale di Sasso Marconi sono stati assegnati 21 milioni di euro di fondi PNRR, destinati in particolare alla realizzazione di nuove scuole nell’area ex Metalplast e al piano urbanistico Pinqua nell’area ex Alfa Wassermann, a Borgonuovo. Interventi sottoposti a scadenze stringenti, fissate a livello nazionale ed europeo.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, evidenzia l’interrogazione, l’avanzamento dei progetti registrerebbe ritardi significativi. Alla data attuale risulterebbe completata solo la demolizione dei capannoni dell’ex Metalplast, mentre non sarebbe ancora iniziata quella delle vecchie scuole, con uno scostamento rilevante rispetto al cronoprogramma previsto. In caso di mancato rispetto delle tempistiche, fissate al 31 marzo 2026, il Comune potrebbe essere costretto a restituire le risorse PNRR, con pesanti ricadute economiche per l’ente.

A rischio anche i fondi destinati al piano urbanistico Piqua, che prevede la realizzazione di 105 alloggi nell’area ex Alfa Wassermann.

La consigliera Evangelisti sottolinea inoltre come una gestione inefficace delle risorse PNRR «rischi di compromettere la credibilità delle istituzioni e di aggravare il rapporto, già complesso, tra cittadini e pubblica amministrazione». Nell’atto si fa anche riferimento al fatto che il Comune avrebbe utilizzato solo una parte delle risorse stanziate dal Commissario straordinario per la ricostruzione a seguito degli eventi alluvionali.

Con l’interrogazione si chiede alla Giunta regionale se sia a conoscenza della situazione e quale valutazione ne dia, quale sia lo stato di avanzamento dei progetti PNRR nelle aree ex Metalplast ed ex Alfa Wassermann, se i cronoprogrammi siano ancora compatibili con le scadenze previste, quali attività di monitoraggio e coordinamento la Regione stia esercitando nei confronti dei Comuni e se, in caso di revoca dei fondi, siano previste forme di copertura finanziaria alternative. Infine, viene chiesto di chiarire se corrisponda al vero il parziale utilizzo dei fondi per la ricostruzione post-alluvione.

La magia dell’inverno offerta dal Parco Regionale del Corno alle Scale



Domenica 18 gennaio 2026, dalle 10.00 alle 13.00, il Parco Regionale del Corno alle Scale propone un’escursione guidata dedicata a bambini e famiglie (a partire dai 6 anni), alla scoperta del bosco invernale.

Cosa accade nella natura quando tutto sembra fermo e silenzioso? Un percorso di esplorazione tra forme, colori e atmosfere dell’inverno per osservare da vicino i suoi equilibri nascosti e lasciarsi sorprendere dal fascino di una stagione solo in apparenza immobile.

Il ritrovo è previsto alle ore 10.00 presso il Santuario di Madonna dell’Acero; il rientro avverrà nello stesso luogo intorno alle ore 13.00.

L’itinerario è di facile difficoltà (T), con una lunghezza di circa 1,5 km, 100 metri di dislivello e un’ora di cammino effettivo.

Si consiglia di indossare scarponcini da trekking e abbigliamento comodo e adeguato alla stagione, portando con sé una merenda e almeno un litro d’acqua a persona.

La partecipazione è su prenotazione obbligatoria, da effettuare entro il venerdì 16 gennaio ai seguenti contatti:
📞 333 2660329051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

giovedì 8 gennaio 2026

Nuovo sciopero nazionale dei treni il 9 e 10 gennaio

 Proclamato da Cub Trasporti e Sgb Ferrovie dopo l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio



È stato proclamato un nuovo sciopero nazionale del trasporto ferroviario per le giornate di domani,  venerdì 9 e sabato 10 gennaio. L’agitazione, indetta dalle sigle sindacali Cub Trasporti e Sgb Ferrovie, prenderà il via alle 21 di venerdì per concludersi alle 21 di sabato, coinvolgendo la circolazione dei treni su tutto il territorio nazionale.

Alla base della protesta c’è l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso nei pressi della stazione di Bologna nel pomeriggio di lunedì scorso. Un episodio che, secondo i sindacati, riporta drammaticamente al centro il tema della sicurezza sul lavoro nel settore ferroviario.

Lo sciopero è stato proclamato, spiegano Cub e Sgb in una nota congiunta, «per protestare contro un problema indifferibile di salute, sicurezza e incolumità dei lavoratori del settore», una questione che – sottolineano – viene affrontata «solo a posteriori e con soluzioni tutt’altro che preventive». «Non si può accettare di perdere la vita a 34 anni in queste condizioni», affermano le sigle, ricordando che l’aggressione mortale è avvenuta «all’interno di un recinto ferroviario, un’area di presenza, sosta e transito dei lavoratori che rientra nelle responsabilità delle aziende ferroviarie».

«La sicurezza non è negoziabile. La vita non è un costo», si legge ancora nel comunicato. «L’episodio di Bologna impone una risposta immediata e collettiva. Non si può morire di lavoro a causa di carenze strutturali denunciate da anni e mai risolte, o affrontate solo parzialmente. È una questione che riguarda la tutela dei lavoratori ferroviari e la sicurezza di tutti gli utenti».

La notizia è stata diffusa dall’agenzia Dire.

Allerta meteo gialla: vento forte e rischio pioggia che gela in Emilia-Romagna

Tutto in linea con la stagione climatica e non è detto sia negativo per l'agricoltura



Ci aspetta un venerdì particolarmente insidioso per quanto riguarda il meteo che  preannuncia temperature ancora molto basse con rischio di gelicidio, cioè pioggia che gela al suolo. È stata infatti diramata un’allerta meteo gialla, valida dalle ore 00:00 di domani, venerdì 9 gennaio 2026 alle ore 00:00 di sabato 10 gennaio 2026, per condizioni meteorologiche avverse su ampie aree dell’Emilia-Romagna.

L’allerta riguarda il vento nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e il rischio di pioggia che gela nelle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Per la giornata di venerdì 9 gennaio sono previsti venti di burrasca moderata da sud-ovest, con velocità comprese tra 62 e 74 km/h e raffiche di intensità superiore, soprattutto sui rilievi centro-orientali e in particolare lungo le aree di crinale, dove le condizioni potranno risultare più critiche.

Non si escludono inoltre locali episodi di pioggia che gela, fenomeno insidioso che potrebbe rendere particolarmente scivolose le superfici stradali, con maggiore probabilità nel settore centro-orientale della regione.

Le temperature notturne e del primo mattino sono previste inferiori allo zero sia in pianura sia nella bassa collina, con conseguente rischio di gelate diffuse. Sui crinali centro-orientali, infine, potrebbero verificarsi fenomeni franosi localizzati, favoriti dal progressivo scioglimento del manto nevoso.

Si raccomanda particolare attenzione alla circolazione stradale, soprattutto nelle ore notturne e mattutine, e prudenza nelle aree montane e collinari più esposte agli effetti del vento e del gelo.

Gli esperti invitano a non considerare il freddo invernale come un fattore necessariamente penalizzante per l’agricoltura. Al contrario, le basse temperature tipiche della stagione svolgono un ruolo fondamentale nei cicli naturali delle colture.

Molte piante, infatti, hanno bisogno di trascorrere un adeguato numero di ore di freddo per entrare in una fase di riposo vegetativo, un processo naturale noto come vernalizzazione, indispensabile per garantire una corretta ripresa della crescita nella stagione primaverile. Anche la neve contribuisce positivamente, agendo come una coperta naturale che protegge il suolo e le radici dalle escursioni termiche più brusche.

Le gelate, sottolineano gli agronomi, diventano invece problematiche soprattutto a fine inverno o in primavera, quando i germogli iniziano a spuntare e risultano particolarmente vulnerabili agli abbassamenti improvvisi di temperatura.

Ghiaccio e incidenti nel fondovalle dell’Olivetta: mattinata critica a Sasso Marconi

Foto di repertorio 


Mattinata ad alta tensione lungo la strada di fondovalle del rio Olivetta, a Sasso Marconi, dove le bassissime temperature hanno trasformato la carreggiata in una trappola di ghiaccio, rendendo il transito estremamente pericoloso.

La valletta, incassata tra due colline e ultima a essere raggiunta dai raggi del sole, è da sempre una delle zone più fredde del territorio. Proprio questa caratteristica ha reso poco efficace l’intervento preventivo di salatura dell’asfalto, ritardando lo scioglimento del ghiaccio e creando condizioni di guida critiche fin dalle prime ore del mattino.

Il bilancio è di diversi incidenti avvenuti nel giro di poche ore. Un’autovettura è uscita di strada andando a schiantarsi con la fiancata contro un albero di grandi dimensioni, mentre un secondo mezzo, anch’esso fuori controllo, è precipitato nel torrente sottostante.

Situazione delicata anche durante le operazioni di sgombero della neve: due veicoli sono rimasti coinvolti in collisioni con i mezzi spartineve in servizio. In un caso un SUV ha urtato la lama di uno spartineve in azione, mentre in un altro un’auto che seguiva il mezzo è stata colpita durante una manovra di retromarcia effettuata al termine dell’intervento.

Solo per circostanze fortunate non si sono registrati feriti: tutti gli episodi hanno provocato esclusivamente danni ai veicoli, ma l’accaduto riaccende l’attenzione sulla pericolosità del tratto stradale in presenza di gelo e invita alla massima prudenza alla guida, soprattutto nelle ore più fredde.