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giovedì 27 giugno 2024

Julien si improvvisa ostetrico e assiste la moglie nel parto

Marilù aveva fretta di nascere, ha anticipato il parto di un mese e ha abbandonato il grembo materno in tempo record

 

Bellissimo episodio a La Rosa, piccolo caseggiato sulle colline  di Sasso Marconi.  Un parto prematuro  ha visto mamma Valentina e papà Julien protagonisti della nascita della loro piccola Marilù

“Domenica scorsa, poco prima della mezzanotte”, racconta Julien felice e elettrizzato per ciò che gli è successo, “ inaspettatamente poiché eravamo all’ottavo mese di gravidanza,  mia moglie ha avuto una forte contrazione e le si sono rotte le acque. L’ho accompagnata in bagno perche eravamo convinti che si trattasse di un semplice episodio anomalo, ma poco dopo ha avuto una seconda contrazione più forte della prima. Ci siamo quindi resi conto di essere all’avvio del parto e abbiamo quindi chiamato il 118 i cui operatori ,  nella convinzione che fossero i primi segnali del parto e che si potesse contare ancora in un buon margine di tempo, ci hanno detto di raggiungere il  reparto maternità. Poi, con le nostre precisazioni, hanno capito l’urgenza e hanno inviato una ambulanza. Ma Marilù non ci ha lasciato più tempo. Una terza contrazione ancor più dolorosa ha portato a sistemare Valentina su un divano nella posizione più adatta per il parto. Una quarta contrazione e la testolina ha iniziato a uscire. A quel punto Valentina con grande forza d’animo mi ha aiutato ad affrontare l’emergenza per portare a termine il parto. Ho avuto tanta paura compensata poi dalla grande gioia di aver partecipato alla nascita di mia figlia e soprattutto dalla constatazione che è bella e sana”.

Quando l’ambulanza è arrivata, ai volontari ha dato il benvenuto anche la piccola neonata.

Auguri Marilù.

mercoledì 24 gennaio 2024

Parto in ambulanza a Monzuno

 Il bambino aveva fretta di nascere e i volontari Silvia  e Mauro con grande professionalità lo hanno assecondato. Il neonato e la mamma sono in ottima salute.

 

Sabato scorso 20 gennaio, all’1 del mattino il 118 ha chiesto l’intervento della Pubblica Assistenza di Vado presso il Centro Accoglienza di Trasasso per il trasferimento al Maggiore di un donna al termine di una gravidanza.

In soli 15 minuti l'equipaggio, formato da Silvia Ballotta e Mauro Minarini ( nella foto)  è giunto sul posto. La donna era in fase di piene contrazioni. Hanno quindi chiesto l’intervento di un medico e di un  infermiere  che però, per le condizioni metereologiche difficili, hanno impiegato un tempo non breve. Nell’attesa del loro arrivo l'equipaggio dei volontari si è preparato ad affrontare ogni situazione si dovesse presentare poiché la giovane donna era in procinto di far nascere il suo secondogenito.

Infine, all'arrivo del soccorso medico avanzato è stato deciso  di caricare la donna in ambulanza per poter raggiungere l'ospedale il prima possibile, ma, la soccorritrice Silvia, resasi conto che il parto era imminente e che la voglia del bambino era quella di nascere proprio in quel momento, ha accompagnato l’evento. Alle  2.30 di sabato notte all'interno dell'ambulanza di Vado, davanti al centro accoglienza di Monzuno, è venuto alla luce un bel bambino.

Dopo le valutazione necessarie per la salute della mamma e del neonato l’equipaggio di ‘provetti’ ostetrici ha provveduto al trasferimento all'Ospedale Maggiore.

“E' il secondo parto in questi anni che la Pubblica di Vado affronta ed è sempre un'emozione bellissima”, sottolineano i volontari e il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, aggiunge; “La nostra Pubblica è una grande risorsa, è  importantissima.  Sono volontari e sono sempre disponibili ad accorrere ad ogni chiamata e inoltre sanno risolvere i problemi che si presentano con capacità, altruismo e generosità. Questo parto ne è un esempio.”

lunedì 15 gennaio 2024

Parto precipitoso al Pronto soccorso di Bazzano

Mancavano 3 settimane al termine, ma Lavinia aveva fretta di nascere. Grati i genitori al personale sanitario 

Foto d'archivio


Alle 10.30 di domenica 14 gennaio, dopo la rottura delle acque, mamma Marianna e papà Enrico si precipitano in auto per raggiungere al più presto l’Ospedale Maggiore, punto nascita dove la donna era già stata presa in carico per la futura nascita. 

Dopo 5 minuti di viaggio, i giovani genitori si rendono conto che il tragitto da Savigno (luogo di residenza della famiglia) all’Ospedale Maggiore è troppo lungo. “Temevo che la piccola nascesse in macchina” spiega la neomamma “così insieme al papà abbiamo scelto di fermarci all’ospedale di Bazzano”.  

Non appena varcata la soglia del Pronto soccorso, il personale sanitario si è subito reso conto dell’imminente parto, provvedendo immediatamente a supportare la mamma e ad accogliere la piccola.

In meno di 3 minuti Lavinia è venuta alla luce nel Pronto soccorso di Bazzano. “Ringrazio tutto il personale sanitario per la pronta assistenza al parto. Sono stati molto bravi, non si aspettavano che Lavinia nascesse così in fretta” chiosa mamma Marianna.

“Il personale in servizio ha vissuto con grande emozione l’evento, mostrando rapida capacità di risposta e grande competenza, per un evento che è raro osservare in un Pronto Soccorso di un ospedale Spoke” spiega Grazia Pecorelli, Direttrice Pronto soccorso Ospedali Spoke dell’Azienda USL di Bologna.

Dopo il parto la piccola Lavinia insieme alla sua mamma sono state trasferite all’Ospedale Maggiore di Bologna per gli opportuni controlli. 

“La bimba sta bene” aggiunge Franco Antonio Ragusa, Direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Maggiore di Bologna. “Il parto precipitoso è un evento che si stima affligga l’1-3% dei parti e consiste in un travaglio ed un parto con una durata inferiore alle 3 ore”. “In questo tipo di parti – precisa il Direttore – è necessario prestare un’assistenza puntuale, tempestiva ed efficace poiché essi sono gravati da un maggior numero di complicanze. Dunque, un plauso particolare al personale del Pronto soccorso di Bazzano che ha efficacemente assistito la mamma e la piccola Lavinia”.

Ad attendere a casa la piccola, con tanta voglia di conoscerla, c’è anche la sorella maggiore, Ginevra, di poco più di 2 anni.  

Azienda USL di Bologna

L’accaduto ha sollecitato un intervento a Marta Evangelisti (FDI): “ La nascita di Lavinia a Bazzano dimostra la necessità dei punti nascita". 

Evangelisti scrive:

Benvenuta alla piccola Lavinia e felicitazioni ai genitori ed alla sorellina. 

Un grande plauso al personale del PS di Bazzano che ha saputo prontamente intervenire e fornire un’assistenza adeguata e tempestiva. L’evento conclusosi positivamente non può però non farci riflettere sulla importanza della permanenza dei Pronto soccorso nei presidi di provincia,  soprattutto quando sono a distanza di oltre un’ora di strada dall’ospedale Maggiore e di quanto sarebbe utile riaprire i punti nascita. Dove i professionisti sono formati ed hanno competenze, dove è il tempo del viaggio che può mettere a rischio la vita, deve poter essere possibile partorire, anche in deroga ai numeri. Per questo non perderemo di vista gli accessi agli atti che unitamente alle interrogazioni abbiamo sottoposto alla Regione per sapere se davvero vi è stata e vi è l’intenzione di riaprire i punti nascita come ha promesso Bonaccini in campagna elettorale. 

venerdì 18 dicembre 2020

Fiocco rosa al Pronto Soccorso di Porretta Terme.

La donna è giunta al pronto soccorso con frequenti contrazione. 14 minuti dopo il primo vagito. Mamma e bimba stanno bene

L'Azienda USL di Bologna informa:

Una bimba di 4 kg è nata, ieri sera, giovedì 17 dicembre, al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Porretta Terme in assoluta sicurezza e senza alcuna complicanza. Mamma e bimba sono alla Maternità dell’Ospedale Maggiore stanno bene e nei prossimi giorni verranno dimessi.

La cronologia dell’intervento


-Ore 23.33 di Giovedì 17 dicembre, una donna, in gravidanza alla 38esima settimana, si è presentata, con propri mezzi, al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Porretta Terme. La donna, alla quarta gravidanza, mostrava frequenti contrazioni (segno di parto imminente). Sono immediatamente intervenuti il medico e gli infermieri del Pronto Soccorso e la Pediatra presente in Ospedale. Contemporaneamente è stato chiamato il ginecologo di turno.
-Alle 23.47 la donna ha dato alla luce una femmina di 4 kg.
-Alle 00.47, dopo essere state accuratamente visitate dalla pediatra e dal ginecologo, mamma e bimba, all’interno della termoculla, vengono caricate sull’ambulanza, assistiti dalla pediatria e da un infermiere, per essere accompagnati all’Ospedale Maggiore.
-Alle 01.31 la donna e la neonata, vengono accolte, dagli operatori del Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico dell’Ospedale Maggiore.

Mamma e bimba stanno bene e rientreranno a casa nei prossimi giorni.

 

lunedì 7 dicembre 2020

Fiocco rosa sulla Porrettana


Una giovane donna di 29 anni ha dato alla luce il quarto figlio, una bella bimba di 4 chili e otto, sull'ambulanza che la trasportava da Porretta all'ospedale Maggiore.  

Quando ha iniziato ad accusare le contrazioni, è stato chiamato il 118 che ha provveduto a sintemare la partoriente sull'ambulanza per trasportarla a Bologna. 

A causa delle prescrizioni Covid il marito non ha potuto salire insieme a lei sul mezzo, ma è rimasto con gli altri tre figlioletti a casa, in attesa. 

All'altezza di Marzabotto però la bimba ha deciso di venire alla luce. Con l'aiuto del personale di bordo e del  medico che seguita l'autoambulanza, il parto è avvenuto felicemente e una bella bimba ha lanciato il suo primo vagito  con soddisfazione di tutti gli operatori. 

La mamma e la bimba hanno infine potuto raggiungere l'ospedale in buona salute. 

Non è il primo caso di un bambino che nasce sulla Porrettana durante il viaggio di trasferimento.

sabato 4 novembre 2017

Bignami ed Evangelisti: “Partorire nell’Alto Reno è sempre pi difficile”. L'AUSL replica: “ Non è vero. Nel 2016-17 solo in due casi il ricovero della donna ed il parto sono avvenuti a distanza di poco tempo”


Riceviamo


Sempre più di frequente le donne gravide a termine, che provengono dalla zona dell’Alto Reno Terme e visitate per problemi legati a inizio contrazioni al PS Ostetrico del Maggiore, vengono dimesse a domicilio per poi, a poche ore di distanza, dover ritornare per il parto presso l’Ospedale Maggiore.
Una situazione che costringe le gestanti a ripercorrere 60-70 Km di strada non certo pianeggiante, con tutti i conseguenti rischi connessi alla viabilità in termini di sicurezza, per fare rientro alla propria abitazione, salvo ritornare, spesso (come dimostrano i dati) a meno di 24 ore di distanza, al presidio Ospedaliero del Maggiore, per poter partorire, ripercorrendo la stessa strada.

E’ quanto segnala il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami in una interrogazione rivolta alla Giunta regionale, anche a seguito della missiva inviata in data 16 ottobre alla Direzione generale e sanitaria della Ausl di Bologna, al Servizio di medicina Legale e Gestione del rischio Ausl di Bologna, al Sindaco della Città Metropolitana, ai Sindaci dell’Alto Reno Terme, all’Ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bologna, ai Medici dell’Emergenza Territoriale, a firma della sigla sindacale SNAMI nella persona del Presidente e della Responsabile di settore.
Il medesimo atto ispettivo è stato presentato anche nel Comune di Alto Reno Terme e in Città metropolitana a firma di Marta Evangelisti (consigliera di “Adesso Alto Reno Terme” che siede anche in Città metropolitana).
“In questa sede – spiegano i consiglieri - non si intende entrare nel merito dei criteri clinici di dimissioni, volendo invece porre l’attenzione su quello che gli stessi medici hanno reputato essere un inappropriato criterio logistico di dimissione”. “Tali pratiche inoltre – si legge nell’atto ispettivo - comportano sempre più frequentemente l’attivazione
last minute del servizio di emergenza territoriale. Una situazione che, visti i tempi, le distanze, le percorrenze, le condizioni climatiche, costringe l’unica automedica presente sul territorio a frequenti accompagnamenti, comportanti la totale scopertura della intera area territoriale per le altre emergenze. Numerosi ad oggi sono già stati i casi di parti precipitosi e di bambini nati in ambulanza lungo la strada Porrettana”.
Nelle rispettive sedi di competenza i consiglieri chiedono dunque verifiche su tale situazione e in che modo ci si intenda attivare per ripristinare e incentivare l’uso di tutti gli strumenti organizzativi atti a limitare tali episodi.

L’Azienda USL di Bologna replica e precisa:

In relazione alla segnalazione del consigliere regionale Bignami e della consigliera comunale Evangelisti, riportate oggi dalla DIRE, l’Azienda USL di Bologna precisa che dal  2013 (quindi prima della  chiusura  del  punto  nascita  di Porretta Terme) già il 75% circa dei parti delle donne residenti nel Distretto di Porretta Terme avveniva altrove, prevalentemente a Bologna.

Dopo il 14 febbraio 2014 (data della chiusura), sono state attivate delle procedure, in collaborazione con il Servizio 118, per ottimizzare la gestione della gravidanza delle donne residenti nel Distretto Appennino Bolognese.

Al contrario di quanto affermato dai due consiglieri, dall’analisi dei dati relativi agli interventi effettuati negli anni 2016-2017 dai mezzi di soccorso 118 operanti nell’area interessata emerge che solo in due casi il ricovero della donna ed il parto siano avvenuti a distanza di poco tempo dalle dimissioni dal PS Ostetrico e che solo uno dei suddetti casi era rientrato al domicilio attraverso il Pronto Soccorso.

I dati raccolti in questi anni confermano la validità dell’attuale modello organizzativo di gestione centralizzata del parto presso i punti nascita a più elevato volume di attività e maggiore competenza nella gestione di eventi e complicanze talvolta imprevedibili.

L’Azienda USL di Bologna, ad ogni modo, continuerà a monitorare attentamente la casistica degli interventi effettuati  dai  mezzi  di  soccorso  118  operanti  nei  Comuni  della  Valle  del  Reno,  al  fine  di  adottare i provvedimenti correttivi che si dovessero rendere necessari.

domenica 20 marzo 2016

Corsa contro il tempo da Vergato a Bologna sul mezzo del 118

Un lettore ha inviato questo articolo de Il Resto del Carlino.


I genitori accanto ad Alyan

I genitori di Alyan

Bologna, 20 marzo 2016 - Alyan è nato sotto il segno dei Pesci, ma soprattutto sotto una buona stella. Aveva tanta fretta di venire al mondo che non ha aspettato il termine della gravidanza, scegliendo un modo rocambolesco di far partorire la giovanissima mamma Tihmina, ventunenne. Il bimbo ha rischiato di nascere in ambulanza, durante il viaggio da Vergato a Bologna, e ha emesso il primo vagito appena due minuti dopo che il mezzo del 118 è arrivato all’ospedale Maggiore. Ora Alyan è in incubatrice, alimentato a livello gastrico attraverso un sondino e con un’infusione endovenosa di glucosio. «Il bimbo sta bene – dice il dottor Fabrizio Sandri, direttore della Neonatologia e della Terapia intensiva neonatale – ma dovrà restare qui ancora qualche giorno. È nato all’ottavo mese, quindi prematuro, ed è piccolino, perché pesa due chili e 125 grammi. Fortunatamente, il parto è avvenuto in ambiente protetto».
Già, perché la paura è stata grande, come spiega papà Khurram Shezhd, 25 anni, operaio pachistano, che lo scorso anno è riuscito a far arrivare a Vergato anche Tihmina, che ancora non parla bene l’italiano, e il loro primo figlio, Shiban, di due anni, nato in Pakistan. «Nella notte tra martedì e mercoledì – spiega il padre di Alyan – Tihmina ha avuto dei dolori, poi è stata meglio. Ma alle 7 era già in piedi, tanto che mia madre ha detto così: ‘Sento che oggi nascerà tuo figlio’». E la donna ha ragione: le doglie stanno per tornare.

Alle 10,21 la centrale operativa del 118 riceve la richiesta di soccorso; alle 10,27 l’ambulanza Vergato 59 è sul posto. «Ho visto subito che non c’era tempo da perdere – spiega l’infermiera Simona Righi – e così abbiamo avvisato l’automedica che era a Marano, a una decina di chilometri». Passano pochi minuti e arriva anche il medico. Sono le 10,39. «Siamo partiti subito per il Maggiore. La situazione – ricorda il dottor Sebastiano Grasso – ha avuto un’accelerazione quando si sono rotte le acque e allora ho aperto il kit per il parto. Però non sono dovuto intervenire, ho solo cercato di rassicurare la mamma, dicendole che se la situazione fosse precipitata ci saremmo fermati lungo la strada. Intanto, abbiamo avvisato il Pronto soccorso». Alle 11,08 l’ambulanza è davanti alla Maternità, il travaglio è ormai nella fase espulsiva. «Aspettavo la mamma – dice la ginecologa Caterina Bisogni del Pronto soccorso ostetrico – e a mia volta avevo allertato la sala parto. In due minuti il bimbo è nato ed è stato immediatamente affidato ai neonatologi». L’avventura si era felicemente conclusa.

giovedì 31 luglio 2014

L'ASL di Bologna replica alla Fials: in montagna è garantito un affeciente sistema di assistenza al parto anche in condizioni di emergenza.



Riceviamo e pubblichiamo.

In relazione alle dichiarazioni della Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità (Fials), riprese oggi dalle agenzie, l’Azienda Usl di Bologna precisa:

Un protocollo di presa in carico delle donne in gravidanza efficiente che garantisce la sicurezza del parto anche in condizioni di emergenza-urgenza, e la sua corretta applicazione da parte degli operatori sanitari. Sono questi, e non altri, gli interventi che hanno consentito l’esito positivo dei parti avvenuti nelle scorse settimane, in situazioni di emergenza, negli ospedali della montagna. Affermare il contrario, accomunare a questi casi il parto avvenuto a domicilio, o peggio ancora, attribuire tutto ciò a fortuita casualità, significa mistificare volutamente la realtà e suscitare nella opinione pubblica un allarme ingiustificato. L’Azienda rilancia alla Fials l’inaccettabilità di un confronto fondato sulla strumentalizzazione e sulla distorsione della realtà.

Riguardo al personale ostetrico, il piano assunzioni avviato dall’Azienda già dallo scorso anno, integrato con il ricorso a contratti interinali, garantisce oggi la piena operatività del percorso nascita che, primo in regione, assicura alle donne in gravidanza una presa in carico puntuale e tempestiva, prima, durante e dopo il parto, coordinata proprio dalle ostetriche.

venerdì 3 gennaio 2014

Partorisce un feto morto di sei mesi.



 Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna comunica:


Nella serata di ieri, 2 gennaio, intorno alle 21, la centrale del 118 segnalava a quella dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna di essere intervenuta in via Landi di Bologna, dove, benché già sia stato sgomberato in passato un insediamento abusivo, si trovano ancora alcune baracche utilizzate come ricovero da nomadi e senza dimora, poiché era stata segnalata una donna che aveva appena partorito. I sanitari hanno trovato una giovane romena del 1992  che aveva appena partorito un feto poi risultato di circa 6 mesi. La donna soffriva di una emorragia poiché aveva trattenuto la placenta. Il feto era morto. Il cordone ombelicale sarebbe stato reciso dal suo compagno, un altro giovane romeno del 1991, questa almeno la sua versione.

Sono in corso accertamenti da parte della Compagnia di Bologna Borgo Panigale, che stanno sentendo tutte le persone presenti, per ricostruire la dinamica del fatto ed accertare se ci siano responsabilità per la morte del feto o si tratti di un aborto spontaneo in circostanze precarie.

domenica 20 gennaio 2013

“Aiuto! Siamo bloccati in mezzo al traffico! Mia cognata sta per partorire in macchina!”.




Come fosse il Presidente della Repubblica, è stata scortata fino all’ospedale dalle gazzelle dei Carabinieri a sirene spiegate per superare il ‘tappo viario’ generato da un traffico intasato anche per la caduta della neve:  una neo mamma ha potuto così  ascoltare il primo vagito della sua bambina  assistita in modo adeguato dal personale della ‘sala parto’.  Alle 19 circa di ieri è arrivata alla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna una disperata richiesta d’aiuto da parte di una donna alla guida di una Toyota Yaris che riferiva di trovarsi bloccata in mezzo al traffico, tra viale Enrico Panzacchi e via Castiglione, con la cognata a bordo prossima a partorire. Raggiungere il Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi in pochi minuti per affidare la partoriente alla cure dei sanitari, con quel traffico congestionato, era ormai per lei una missione impossibile. I mezzi del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Bologna, con una serie di manovre, sono riusciti ha raggiungere la Toyota Yaris. La conducente era in preda al panico e la partoriente stava urlando per i forti dolori sopraggiunti. La staffetta capeggiata dai Carabinieri è partita con tanto di segnali sonori e luminosi per tentare di aprire un varco tra le auto ‘accatastate’ in fila lungo il tragitto. Dopo soli tre minuti, ma interminabili per le condizioni della partoriente, le  auto hanno raggiunto l’ospedale e la donna è stata subito trasportata nel reparto ostetricia e ginecologia.
Dopo poco è venuta al mondo una bambina, che è stata chiamata Vittoria. La mamma, 38enne di San Giovanni in Persiceto, sta bene e ha ringraziato l’Arma dei Carabinieri per il prezioso aiuto.