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mercoledì 4 dicembre 2024

Disagi in Alto Reno: studenti lasciati a piedi dalla soppressione del treno delle 7:29

 


Vergato – Continua a far discutere la decisione di sopprimere il treno 17762 delle 7:29 sulla tratta Porretta-Riola, un collegamento cruciale per gli studenti dell’Alto Reno che ogni giorno si recano a scuola a Vergato. La situazione ha generato numerosi disagi, con genitori e studenti che denunciano un disservizio inaccettabile per una comunità già penalizzata dalla difficoltà di collegamenti con il capoluogo.

L’Istituto scolastico di Vergato, colto di sorpresa dalla cancellazione del convoglio, ha cercato di correre ai ripari inviando una lettera agli studenti per suggerire di anticipare la partenza, utilizzando treni precedenti. Un tentativo che, purtroppo, non è stato sufficiente a evitare ritardi e disagi. Di fronte alla persistenza del problema, la dirigenza scolastica ha poi deciso di anticipare l’orario d’inizio delle lezioni, una misura estrema per permettere agli studenti pendolari di non perdere ore di didattica.

L’ira dei genitori e il disagio degli studenti
Le famiglie degli studenti non nascondono la loro rabbia. "Non è accettabile che i nostri figli debbano svegliarsi ancora prima del necessario per sopperire a una mancanza di servizi essenziali", lamenta un genitore. Gli studenti, dal canto loro, vivono con frustrazione una situazione che li obbliga a sacrificare ulteriormente ore di riposo per poter rispettare l’orario scolastico.

Un problema non solo scolastico
Il disservizio del trasporto pubblico colpisce in modo particolare la popolazione dell’Alto Reno, una zona montana dove le alternative al treno sono scarse e i collegamenti stradali spesso lenti o difficoltosi. La soppressione di un treno così importante non è solo un problema per gli studenti, ma mette in evidenza la difficoltà di garantire a tutti i cittadini un accesso equo ai servizi fondamentali.

Le prospettive: si attendono risposte
Nonostante le proteste e le misure adottate dall’Istituto scolastico, la situazione rischia di peggiorare se non arriveranno soluzioni concrete. Le richieste di ripristinare il servizio ferroviario soppresso si fanno sempre più pressanti. Se i disservizi continueranno, gli sforzi della scuola e delle famiglie potrebbero rivelarsi vani, acuendo ulteriormente il senso di isolamento di una comunità che da anni chiede maggiore attenzione alle sue necessità.

Il messaggio è chiaro: non basta anticipare l’orario delle lezioni, serve un intervento deciso per garantire il diritto all’istruzione, un diritto che non può essere compromesso da problemi di trasporto.


Il bollettino  di ieri. martedì 3 dicembre,  dei disservizi  ferroviari nella valle del Reno,  redatto da Valerio Giusti   del Comitato per la Ferrovia Porrettana

 Da Bologna

Treno 17729 delle 05:15 ritardo di 25 minuti

Treno 17733 delle 06:17 ritardo di 20 poi cancellato da Riola a Porretta

Treno 17741 delle 08:17 ritardo di 26 minuti

Treno 17765 delle 14:17 ritardo di 8 minuti

Treno 17777 delle 17:17 ritardo di 9 minuti

Treno 17779 delle 17:47 ritardo di 12 minuti

Treno 17787 delle 19:47 ritardo di 6 minuti

Da Porretta:

Treno 17662 delle 07:29 ritardo di 13 cancellato da Porretta a Riola “cause tecniche”

Treno 17700 delle 16:32 ritardo di 7 minuti

Treno 17704 delle 17:30 ritardo di 13 minuti

Soppresso il Marzabotto 17668 delle 9:36

Segnaliamo anche il ritardo di 25 minuti del treno 17729 delle 5:15 da Bologna di ieri.

lunedì 6 dicembre 2021

Si truffa persino per ottenere ‘sussidi per alimenti’

Scoperte autocertificazioni irregolari per ottenere i buoni spesa dei comuni dell’Alto Appennino bolognese


Delle 800 autocertificazioni presentate ai Comuni dell'alto Appennino per ottenere il beneficio a sostegno della ‘spesa’ per famiglie in difficoltà, ben 80 erano ‘truffaldine’, il 10 %. Un dato inquietante  poiché la truffa penalizza chi è veramente in difficoltà. Triste verifica  che si aggiunge a quella altrettanto inquietante dei numerosi furbetti del ‘reddito di cittadinanza'. I sussidi dello Stato sono in una nave attaccata dai pirati. I Finanzieri estenderanno la verifica in altri comuni.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza informa:

Nell’ambito del dispositivo di vigilanza predisposto per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, i Finanzieri hanno avviato specifici controlli nei confronti dei beneficiari dei buoni spesa erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all'acquisto di generi alimentari e di prima necessità. Le attività ispettive hanno riguardato oltre 1000 domande presentate presso l’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino Bolognese per l’ottenimento del beneficio, consentendo l’approfondimento di oltre 800 posizioni, caratterizzate da autocertificazioni con profilo di rischio. I controlli, condotti nello specifico dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Vergato, hanno permesso di accertare la presentazione, da parte di 80 beneficiari della specifica misura, di autocertificazioni riportanti dati riferiti a requisiti oggettivi, soggettivi e reddituali, incongruenti e/o non veritieri rispetto a quanto richiesto dall’ente erogante, tali da determinare la decadenza dei benefici richiesti. Le irregolarità riscontrate sono state sanzionate amministrativamente e segnalate all’Ente erogante per il conseguente recupero delle somme accertate, per un valore totale degli indebiti importi percepiti di oltre 44.000 euro. Le attività di controllo, che proseguiranno con la collaborazione degli enti locali interessati, testimoniano l'impegno della Guardia di Finanza nell'azione di contrasto a ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, a tutela dell'economia nazionale, nell'ottica di prevenire distrazioni di risorse e garantirne un più efficace indirizzamento verso famiglie, soprattutto in tale momento, realmente bisognose di sostegno economico.



giovedì 30 luglio 2020

Molto attenzione per la 'criticità ambientale nell’Alto Reno' per lo svuotamento del Bacino Pavana,

Si moltiplicano le iniziative per avere una spiegazione sul disastro ambintale del fiume Reno. Il Consigliere Mastacchi ha presentato una interrogazione sugli sversamenti inquinanti segnalati in centro a Porretta Terme. Silvia Piccinini (M5S) denuncia: “Grave danno ambientale. assessori Priolo e Lori subito in commissione a spiegare quanto successo”

Il capogruppo della Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi, informa della sua interrogazione scritta alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale riguardo a una criticità ambientale a Porretta Terme:

La segnalazione di diversi cittadini e documentata da foto inviate di ingenti sversamenti di liquidi di origine ignota in centro a Porretta nelle acque superficiali del fiume Reno, preoccupa la popolazione.
L’aspetto dell’acqua, l’odore maleodorante e la moria di pesci, oltre a creare disagio alla popolazione, fanno pensare a una emergenza ambientale e a un possibile pericolo per la salute degli abitanti oltre che a un pericolo certo per l’ambiente e la fauna ittica.
Il danno si estende anche all’economia locale, configurato in un danno d’immagine per una località notoriamente a vocazione turistica, reso ancor più grave dalla particolare situazione che viviamo a causa del Covid19 e dal fatto che avviene in piena stagione turistica, già pesantemente compromessa dalla situazione appena menzionata.

Le richieste del Consigliere Mastacchi alla Giunta Regionale e alla Presidente riguardano:
  • la loro conoscenza di tale criticità ed azioni di approfondimento e valutazione dei rischi connessi eventualmente intraprese, con coinvolgimento anche dell’ARPAE, in ottemperanza al Piano di Tutela delle Acque, perché sia garantita la tutela della risorsa idrica attraverso misure di messa in sicurezza o di riduzione del rischio.
  • Quali provvedimenti la Giunta e la Presidenza intendano attuare nel casi in cui si configurasse un evento doloso che sarebbe causa di danni ingenti all’immagine e all’ambiente della Regione e che motiverebbe il risarcimento oltre alla sanzione.
  • Quali ulteriori azioni si intenda intraprendere in considerazione della disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio e nel rispetto dei principi di protezione della salute umana e ambientale sanciti dalla comunità europea e assunti dalla Regione con diversi Piani (Tutela delle acque, Gestione dei rifiuti, etc.)



Anche il gruppo M5S regionale formalizza:
 
 
Un’audizione immediata delle assessore Priolo e Lori sul disastro ambientale che si è verificato in Appennino nel fiume Reno e nel torrente Limetra. A richiederla è Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo che lo svaso di sedimenti nella Diga di Pavana da parte di Enel Green Power ha reso torbide le acque dei corsi d’acqua e provocato la moria di diversi pesci. “Si tratta di un episodio molto grave che è necessario approfondire in Commissione Ambiente per capire come sia stato possibile arrivare fino a tanto – spiega Silvia Piccinini – Per questo crediamo che sia doveroso che sia l’assessore all’ambiente Irene Priolo che quello alla montagna Barbara Lori riferiscano su quanto accaduto e le conseguenze che lo sversamento avrà nei prossimi giorni. Le immagini delle acque torbide e di centinaia di pesci morti sono molto preoccupanti e per questo crediamo che sia necessario fare assoluta chiarezza magari convocando immediatamente anche i responsabili di Enel Green Power per capire quanto è successo” conclude la capogruppo M5S.  

martedì 25 giugno 2019

L’Appennino chiude: anche la Lem Srl va verso il fallimento nella speranza di un acquirente per la storica azienda dell'Alto Reno

 Segnalato
Si è tenuto venerdì scorso il Tavolo di Salvaguardia della Città metropolitana per la Lem srl storica azienda del nostro appennino con due stabilimenti situati a Porretta e Marano che si occupa di pressofusione di leghe leggere e stampaggio e che impiega oltre 40 addetti.
All'incontro,  erano presenti il sindaco di Gaggio Montano Elisabetta Tanari e il vice sindaco di Alto Reno Terme Elena Gaggioli, le RSU assistite da Barbara Graziano della Fiom Cgil, Lorenzo Tamarri della Fim Cisl e gli amministratori dell'azienda assistiti dai professionisti.
 Al Tavolo l'azienda ha dichiarato che a nulla sono valsi gli sforzi per proseguire l'attività e pertanto si trova costretta a portare i libri in Tribunale per chiedere che venga dichiarato il fallimento.
Per far fronte alle commesse in essere verrà richiesto l'esercizio provvisorio con l'obiettivo di trovare un acquirente nei prossimi mesi.
Il Sindaco di Gaggio Montano e il Vice Sindaco di Alto Reno Terme, a nome delle Istituzioni, esprimono “profondo dispiacere per una realtà che esiste nel territorio da oltre 50 anni ma soprattutto preoccupazione e vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie. Come Istituzioni ci impegneremo, a fianco delle Organizzazioni Sindacali, affinché sia possibile, in costanza di fallimento, proseguire con un esercizio provvisorio che tuteli la continuità aziendale e tutte le persone coinvolte e perché venga individuato un compratore in grado di rilanciare l'azienda”.
Le Organizzazioni Sindacali dichiarano “per Fim e Fiom territoriali si aggrava ulteriormente il sistema industriale dell'Appennino dopo la lunga crisi Demm, il fallimento della Lem rischia ora di accentuare la perdita di ulteriori posti di lavoro e quindi si mette a rischio la tenuta sociale delle famiglie del territorio. Speriamo di trovare una soluzione che dia continuità e salvaguardi l'occupazione, tenteremo tutte le strade per ricercare una soluzione compatibile con il tipo di azienda che è la Lem. Siamo preoccupati e oggi faremo l'assemblea con i lavoratori, a cui esprimiamo massima solidarietà. Abbiamo chiesto l'immediata attivazione degli ammortizzatori sociali e speriamo anche insieme alla Città metropolitana di Bologna e ai Sindaci dei territori coinvolti di trovare una soluzione per questa triste vicenda”.

domenica 17 giugno 2018

Al via domani, lunedì 18 giugno, l’assistenza sanitaria per i turisti nei comuni della montagna. Sarà attiva sino al 9 settembre

Il servizio è garantito dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e dal servizio di continuità assistenziale (guardia medica) la notte e nei giorni prefestivi e festivi
 
L’Azienda USL di Bologna comunica
Una estate ancora più sicura per i turisti, italiani e stranieri che sceglieranno i comuni dell’Appennino per le proprie vacanze. Dal 18 giugno e fino al 9 settembre è attiva, infatti, l’assistenza sanitaria turistica, riservata ai turisti italiani e stranieri, ai lavoratori stagionali e a tutti i cittadini con dimora occasionale. Un servizio che si aggiunge all’offerta sanitaria assicurata dagli ospedali dell’Azienda USL di Bologna e dalla continuità assistenziale (ex guardia medica).

Il servizio di Assistenza Sanitaria per turisti garantito dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20,  è disponibile nei comuni di Camugnano, Castel di Casio, Castel d’Aiano, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Monzuno, Alto Reno Terme, San Benedetto Val di Sambro, Vergato, Savigno, Loiano e Monghidoro.

Maggiori informazioni su luoghi e orari sono disponibili sul sito internet dell’Azienda USL di Bologna, oppure telefonando al numero verde regionale 800 033 033

Materiale informativo sul servizio è presente, inoltre, presso le sedi dei comuni interessati e le farmacie del territorio.

sabato 4 novembre 2017

Bignami ed Evangelisti: “Partorire nell’Alto Reno è sempre pi difficile”. L'AUSL replica: “ Non è vero. Nel 2016-17 solo in due casi il ricovero della donna ed il parto sono avvenuti a distanza di poco tempo”


Riceviamo


Sempre più di frequente le donne gravide a termine, che provengono dalla zona dell’Alto Reno Terme e visitate per problemi legati a inizio contrazioni al PS Ostetrico del Maggiore, vengono dimesse a domicilio per poi, a poche ore di distanza, dover ritornare per il parto presso l’Ospedale Maggiore.
Una situazione che costringe le gestanti a ripercorrere 60-70 Km di strada non certo pianeggiante, con tutti i conseguenti rischi connessi alla viabilità in termini di sicurezza, per fare rientro alla propria abitazione, salvo ritornare, spesso (come dimostrano i dati) a meno di 24 ore di distanza, al presidio Ospedaliero del Maggiore, per poter partorire, ripercorrendo la stessa strada.

E’ quanto segnala il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami in una interrogazione rivolta alla Giunta regionale, anche a seguito della missiva inviata in data 16 ottobre alla Direzione generale e sanitaria della Ausl di Bologna, al Servizio di medicina Legale e Gestione del rischio Ausl di Bologna, al Sindaco della Città Metropolitana, ai Sindaci dell’Alto Reno Terme, all’Ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bologna, ai Medici dell’Emergenza Territoriale, a firma della sigla sindacale SNAMI nella persona del Presidente e della Responsabile di settore.
Il medesimo atto ispettivo è stato presentato anche nel Comune di Alto Reno Terme e in Città metropolitana a firma di Marta Evangelisti (consigliera di “Adesso Alto Reno Terme” che siede anche in Città metropolitana).
“In questa sede – spiegano i consiglieri - non si intende entrare nel merito dei criteri clinici di dimissioni, volendo invece porre l’attenzione su quello che gli stessi medici hanno reputato essere un inappropriato criterio logistico di dimissione”. “Tali pratiche inoltre – si legge nell’atto ispettivo - comportano sempre più frequentemente l’attivazione
last minute del servizio di emergenza territoriale. Una situazione che, visti i tempi, le distanze, le percorrenze, le condizioni climatiche, costringe l’unica automedica presente sul territorio a frequenti accompagnamenti, comportanti la totale scopertura della intera area territoriale per le altre emergenze. Numerosi ad oggi sono già stati i casi di parti precipitosi e di bambini nati in ambulanza lungo la strada Porrettana”.
Nelle rispettive sedi di competenza i consiglieri chiedono dunque verifiche su tale situazione e in che modo ci si intenda attivare per ripristinare e incentivare l’uso di tutti gli strumenti organizzativi atti a limitare tali episodi.

L’Azienda USL di Bologna replica e precisa:

In relazione alla segnalazione del consigliere regionale Bignami e della consigliera comunale Evangelisti, riportate oggi dalla DIRE, l’Azienda USL di Bologna precisa che dal  2013 (quindi prima della  chiusura  del  punto  nascita  di Porretta Terme) già il 75% circa dei parti delle donne residenti nel Distretto di Porretta Terme avveniva altrove, prevalentemente a Bologna.

Dopo il 14 febbraio 2014 (data della chiusura), sono state attivate delle procedure, in collaborazione con il Servizio 118, per ottimizzare la gestione della gravidanza delle donne residenti nel Distretto Appennino Bolognese.

Al contrario di quanto affermato dai due consiglieri, dall’analisi dei dati relativi agli interventi effettuati negli anni 2016-2017 dai mezzi di soccorso 118 operanti nell’area interessata emerge che solo in due casi il ricovero della donna ed il parto siano avvenuti a distanza di poco tempo dalle dimissioni dal PS Ostetrico e che solo uno dei suddetti casi era rientrato al domicilio attraverso il Pronto Soccorso.

I dati raccolti in questi anni confermano la validità dell’attuale modello organizzativo di gestione centralizzata del parto presso i punti nascita a più elevato volume di attività e maggiore competenza nella gestione di eventi e complicanze talvolta imprevedibili.

L’Azienda USL di Bologna, ad ogni modo, continuerà a monitorare attentamente la casistica degli interventi effettuati  dai  mezzi  di  soccorso  118  operanti  nei  Comuni  della  Valle  del  Reno,  al  fine  di  adottare i provvedimenti correttivi che si dovessero rendere necessari.

lunedì 10 aprile 2017

Camugnano non si vuole 'sposare' con Castiglione dei Pepoli.


Camugnano resterà single. Le prove di matrimonio con Castiglione dei Pepoli non hanno avuto l'apprezzamento sperato e il progetto di fusione è naufragato.

Così riporta infatti l'informazione di un residente di Camugnano, evidentemente molto attento alle dinamiche socio-politiche che guidano la vita del suo bel paese.

Egli infatti scrive: “La fusione in Alto Reno tra Castiglione dei Pepoli e Camugnano molto probabilmente non si farà. Il sindaco di Camugnano, comune capofila, ha riconosciuto nel consiglio comunale del 23 marzo che la popolazione non vuole nemmeno fare il referendum.” 

Sembra di capire che gli abitanti di Camugnano siano determinati  nel non volersi apparentare. Tempo sprecato persino organizzare il referendum previsto dall'ordinamento in caso di 'fusione fra comuni'. Il primo cittadino, Alfredo del Moro, è arrivato alla sua conclusione dopo aver presentato il 'progetto di fattibilità' della fusione, in tutte le consulte di frazioni. Il confronto ha evidenziato una netta contrarietà alla proposta di fusione. 

L'attento informatore ha anche indicato l'indirizzo web su cui trovare la delibera comunale che comprova quanto da lui affermato:
http://www.comunecamugnano.gov.it/upload/camugnano/albopretorio_allegati/20170023c_22602_7216.pdf

venerdì 10 marzo 2017

A Porretta Terme il Liberty nei dipinti e nei disegni.

Renzo Zagnoni invita all’inaugurazione di una mostra alla quale sarà presente Vieri Chini, discendente della famiglia dei famosi Tito e Galileo, rappresentanti italiani ed europei del Liberty.


La locandina riproduce una parte del Grottino delle Terme Alte.


La Mostra di dipinti e disegni 'LIBERTY E NOVECENTO. I Chini a Porretta' sarà inaugurata domani, sabato 11 marzo, alle 17, nella SALA FRANCESCANA di PORRETTA TERME.
 
L'esposizione sarà visitabile fino al 2 aprile, tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30. La domenica anche dalle 10 alle 12.30.

martedì 10 maggio 2016

Fusione dei Comuni, è un affare !?

Fusioni di Comuni: più di 7 milioni di Euro di contributi statali ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione.

 

Con la nota : “Avviso ai naviganti (gli elettori di Alto Terme) su 

chi scegliere di far amministrare questo fiume di denaro pubblico”, 

un lettore ha inviato:

Fusioni di Comuni, ripartizione contributi 2016

La Direzione Centrale della Finanza locale ha recentemente pubblicato la tabella riguardante il contributo che spetta per l'anno 2016 ai Comuni nati da fusione.
Si tratta di ben 30 milioni di euro che sono destinati alle 37 fusioni di Comuni realizzate dal 2012 ad oggi.
Le norme che disciplinano le modalità di attribuzione del finanziamento sono contenute nel DM Interno del 26 aprile 2016; ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione vanno un totale di circa 7.782.256,000  euro.
 Vai al sito Fusioni di Comuni
 Provincia Nuovo Comune Comuni fusi Numero Comuni Popolazione Istat Contributo spettante
Ferrara Fiscaglia Migliaro ‐ Migliarino‐ Massafiscaglia                   3 9.438 1.300.234,00
Parma Sissa Trecasali Sissa ‐ Trecasali                                                            2 7.993 790.590,57
Rimini Poggio Torriana Torriana ‐ Poggio Berni       2 5.057 582.212,44
Reggio Emilia Ventasso Busana ‐ Collagna ‐ Ligonchio ‐ Ramiseto  4 4.306 1.058.444,39
Bologna Alto Reno Terme Granaglione ‐ Porretta Terme 2 7.003 886.483,72
Rimini Montescudo - Monte Colombo Montescudo -  Monte Colombo 2 6.777 671.972,52
Parma Polesine Zibello Polesine Parmense ‐ Zibello 2 3.265 492.319,43
Bologna Valsamoggia Bazzano ‐ Castello di Serravalle‐Crespellano - Monteveglio- Savigno 5 29.644 2.000.000,00


giovedì 7 aprile 2016

Porretta Terme. Aspirante suicida salvato dai Carabinieri.


I Carabinieri di Porretta Terme hanno scongiurato il suicidio di un 47enne del luogo, affetto da crisi depressive.
I militari, allertati dalla chiamata di un collega in congedo, si sono precipitati sul posto e tramite l’abbaino sono saliti sul tetto, posto all’altezza di 8 metri, e hanno bloccato a fatica il soggetto mentre tentava di lanciarsi nel vuoto. Successivamente, con una paziente opera di persuasione, hanno convinto il ragazzo a desistere e ad affidarsi alle cure del personale del 118 sopraggiunto sul posto.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


lunedì 4 aprile 2016

Porretta Terme. Rapina ai danni di un pensionata.


Finisce le  sigarette nella notte, scende al distributore automatico per rifornirsi e incontra un rapinatore armato di coltello che le estorce 100 euro.


I Carabinieri della Stazione di Porretta Terme stanno indagando per risalire all’autore della rapina commessa questa notte ai danni di una pensionata 63enne del luogo.

La malcapitata, verso le 2, mentre era intenta a prelevare un pacchetto di sigarette da un distributore automatico di via Mazzini, è stata avvicinata da un individuo che dietro la minaccia di un coltello si è fatto consegnare 100 euro.

sabato 28 novembre 2015

Crisi Saeco: i sindaci dell'Appennino Bolognese e dell'Alto Reno al fianco dei lavoratori: “coinvolgeremo tutte le istituzioni”.


Maria Elisabetta Tanari, sindaco di Gaggio Montano.
I Sindaci scrivono

Le notizie che da qualche giorno circolano a riguardo dello stabilimento produttivo Philips-Saeco di Gaggio Montano, per il quale si prospetta il rischio di una riduzione della forza lavoro di oltre duecento unità, ha ovviamente scosso tutti gli amministratori locali dell'Appennino Bolognese. Il problema infatti non riguarda solo Gaggio Montano e i comuni limitrofi, ma rischia di aprire un'autentica ferita in tutto il tessuto produttivo dell'Appennino Bolognese. Le ricadute sociali dirette sui lavoratori e sulle loro famiglie sono gravissime, ma anche le altre imprese produttive e commerciali della zona sono destinate a soffrire di una tale eventualità. Da sempre i sindaci sono impegnati in prima linea per dimostrare che in montagna si può e si deve produrre come altrove, considerando peculiarità e ricchezze del territorio, e questa decisione da parte della multinazionale, che si aggiunge ad altre crisi aziendali, non può assolutamente lasciare indifferenti.
I 9 sindaci dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese e i 4 dell'Unione dei Comuni dell'Alto Reno hanno sottoscritto una nota di solidarietà congiunta nella quale si dichiara che:

"Le notizie relative a Philips Saeco ci allarmano e ci lasciano sconcertati. I numeri resi pubblici in questi giorni ci prefigurano una situazione drammatica per l'intera vallata, già messa a dura prova da altri importanti crisi aziendali e ci impegnano alla massima solidarietà e ad azioni congiunte con Città Metropolitana, Regione e Ministero, al fine di trovare percorsi utili a garantire la massima tutela per i lavoratori e le maggiori garanzie produttive, per una realtà già problematica e svantaggiata come è da sempre quella montana.
Esprimiamo la massima solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e cercheremo, in ogni modo, di dare un contributo per il superamento di questa grave crisi che può avere drammatiche conseguenze dal punto di vista sociale, per tutto il territorio."

lunedì 23 marzo 2015

ALTO RENO: Domani partirà ' il treno della protesta' contro il taglio ai servizi.



di Pasqualina Tedesco
su Reno News

I cittadini dell’Alto Reno, nel giro di pochi anni si sono visti depredati  dei servizi essenziali , come il Punto Nascite dell’Ospedale Costa di Porretta Terme chiuso drasticamente il 14 febbraio 2014 e dei trasporti ferroviari che nel giro di qualche anno hanno avuto rilevanti tagli sulla linea Porretta Terme- Pistoia.
A tutto questo, che ha creato e crea a tutt’oggi  enormi disagi nella popolazione dei comuni interessati, si aggiunge la prossima chiusura già annunciata di diversi uffici postali della montagna. Uffici essenziali, direi quasi vitali, per quella parte di popolazione che in quei luoghi ci è nata e continua a vivere. Ma  a una certa età, quando si dovrebbe vivere più serenamente,  ecco che si viene defraudati  anche dello sportello postale. E non serve a niente se a Granaglione capoluogo e nella vicina frazione di Borgo Capanne, uno dei tanti comuni colpiti da quest’ultima mannaia,  i locali sono del comune e le Poste non hanno spese rilevanti, se non quello di assegnare un impiegato e non per tutti i giorni della settimana.
Ma i numeri, per chi ci comanda, sono numeri, cosa servono le vite delle persone o i servizi che si deve dare loro? Non erano sufficienti 180 bambini nati ogni anno all’Ospedale Costa e non bastavano i passeggeri su un treno che passava ogni tre/quattro ore.
E adesso non bastano più centinaia di persone che abitano nei comuni  dell’Alto Reno e che vedono da sempre, nel loro paesino, l’ufficio postale, fulcro della loro vita e del bilancio familiare: per riscuotere la pensione, per pagare le bollette  e tutte le tasse di cui si è continuamente subissati, o semplicemente per tenere quel prezioso libretto di risparmio postale, tesoro per gli eventuali bisogni familiari o per qualche figlio vicino o lontano che sia.

Ed è per questo che domani MARTEDI 24 MARZO 2015, dalla stazione di Porretta Terme alle ore 12.20,  partirà “IL TRENO DELLA PROTESTA” che porterà gli amministratori locali, tra cui il Sindaco Giuseppe Nanni del Comune di Granaglione, cittadini e associazioni, a protestare davanti al Palazzo della Regione Emilia Romagna a Bologna, ALLE ORE 14.00, in Viale Aldo Moro 52. Una delegazione sarà ricevuta dal Governatore della Regione e l’auspicio è quello di avere risposte concrete e costruttive per difendere i servizi essenziali, affinchè la vita di ogni cittadino sia dignitosa nel luogo in cui ha scelto di vivere.