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giovedì 1 gennaio 2026

Gli interventi del 118 nella Notte di Capodanno

 



Tra la notte del 31 dicembre e la mattina del 1° gennaio sono stati complessivamente 529 gli interventi gestiti tra Bologna, Modena e Ferrara, con un picco di chiamate registrato dopo la mezzanotte.

A Bologna, in particolare durante le iniziative in Piazza Maggiore, dove era attivo un Posto Medico Avanzato fino alle 3.30, sono stati effettuati 27 interventi, prevalentemente per malori e traumi lievi. Dieci persone sono state trasportate in ospedale per accertamenti, tutte con codici di bassa gravità.

Tra gli interventi più rilevanti si segnala un trauma causato dallo scoppio di un petardo: una persona è stata trasportata in ospedale con codice 2.

In provincia di Bologna gli interventi complessivi sono stati 69, in gran parte risolti sul posto o con accessi al pronto soccorso per casi di lieve entità. Numeri più contenuti si sono registrati anche nelle province di Modena e Ferrara.

Nella notte di Capodanno il servizio di emergenza 118 è stato potenziato per garantire una risposta tempestiva agli eventi sul territorio e ciò  ha consentito di affrontare le emergenze senza criticità rilevanti.

sabato 23 novembre 2024

Lizzano in Belvedere, ciclista cade sul Monte Pizzo: soccorso dal Soccorso Alpino e 118

 



Un incidente durante un'escursione in mountain bike si è verificato questa mattina in zona Vidiciatico, nel comune di Lizzano in Belvedere. Un gruppo di amici aveva intrapreso un giro lungo il sentiero Arborea, molto frequentato dai biker e situato nella località Budiara, con l’obiettivo di raggiungere la cima di Monte Pizzo.

Durante la discesa, un ciclista di 68 anni, residente in provincia di Bologna, ha perso il controllo della bici e cadendo ha riportato un trauma alla spalla e al torace. Dopo diversi tentativi di rialzarsi, il dolore e i capogiri lo hanno costretto a rimanere a terra. Poco dopo mezzogiorno, gli amici dell'uomo hanno allertato i soccorsi.

Sul posto è intervenuta la squadra del Soccorso Alpino della stazione Corno alle Scale, attivata dal 118, che ha inviato quattro operatori, tra cui un infermiere, e l’ambulanza di Lizzano. Gli operatori hanno raggiunto rapidamente l'infortunato, lo hanno immobilizzato e trasportato fino al punto di incontro con i sanitari del 118, che lo hanno trasferito in codice di media gravità all’Ospedale di Porretta. 

sabato 24 febbraio 2024

Confronto tra esperti del soccorso in montagna

Gli specialisti del soccorso in alta quota insieme ai professionisti del Dipartimento dell’Emergenza dell’Azienda USL di Bologna si sono riuniti per condividere le linee guida sulla gestione dei pazienti in ipotermia, simulando scenari sul campo


L’Azienda USL di Bologna informa:


La Centrale Operativa 118 Emilia est torna a partecipare alla due giorni di confronto tra esperti del soccorso in montagna sul Monte Cimone. Mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio i professionisti del Dipartimento dell’Emergenza dell’Azienda USL di Bologna si sono riuniti insieme ai massimi esperti del soccorso in montagna per approfondire la gestione del paziente ipotermico: dalla scena sino alla gestione intraospedaliera, seguendo le linee guida internazionali di ICAR (Commissione internazionale per il soccorso alpino).

Durante la prima giornata, mercoledì 21 febbraio, si è tenuto presso il Centro Culturale Italo Bortologgi (Fanano, MO) un congresso finalizzato al confronto tra esperti internazionali e responsabili dei servizi dei Dipartimenti Emergenza Urgenza di tutta l’Emilia-Romagna con l’obiettivo di creare sinergie sempre più efficaci tra i vari sistemi dei Dipartimenti Regionali, nonché tracciare le linee guida regionali per la gestione dei pazienti in ipotermia.

Il programma ha previsto i seguenti interventi: Oskar Zorzi, Bergrettungsdienst (BRD) dell'Alpenverein Südtirol (AVS), “Aspetti tecnici e organizzativi del soccorso in valanga: il modello Alto Adige”, Simon Rauch, Senior Researcher, Institute of Mountain Emergency Medicine - Eurac Research, Bolzano, “Management clinico del paziente ipotermico”; Francesco Marconi e Matteo Erbacci, Soccorso Alpino Emilia Romagna, “Ipotermia e monitoraggio in ambiente impervio: quali strumenti per i soccorritori?”; Oscar Santunione e Claudia Dallari, FISPS Emilia Romagna, “Soccorso in pista e trattamento sanitario: realtà ed evoluzione del Comprensorio CimoneSci”; Luigi Festi, Direttore International Master Course in Mountain Emergency Medicine, “Il paziente ipotermico in Regione Lombardia: protocollo operativo e gestionale”; avv. Marco Del Zotto, “Responsabilità dei soccorritori: in pista come fuori?”.

La prima giornata formativa si è conclusa con la tavola rotonda “Ipotermia accidentale: quale gestione? Verso una procedura condivisa in Emilia-Romagna”, moderata da Carlo Coniglio, Responsabile della Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Bologna. In questa sede sono stati presentati i risultati preliminari della costruzione di un percorso regionale condiviso sul trattamento del paziente ipotermico, come per esempio un soggetto travolto da valanga. Un traguardo raggiunto grazie ad un gruppo di lavoro costituito dai rappresentanti regionali del 118 di Bologna, Parma, Modena e dell’Ausl Romagna e quelli dei centri ECMO attivi in Emilia-Romagna, ovvero Policlinico di Sant’Orsola, Ospedale Maggiore di Bologna, Ospedale di Parma, Modena e Cesena.

“Mettere insieme professionisti di diverse estrazioni favorisce lo sviluppo organizzativo e una crescita interprofessionale di cui possono beneficiare tutti, ed in particolare i pazienti. Siamo felici di aver portato il nostro contributo in quanto professionisti coinvolti sia nella fase dei soccorsi extraospedalieri, sia nella gestione intraospedaliera del paziente critico” ha precisato Carlo Coniglio, Responsabile della Rianimazione dell’Ospedale Maggiore.

“L’intervento tempestivo in situazioni di traumi e incidenti in alta quota è decisivo. Attuare procedure operative, linee guida e terapie efficaci in loco permette di anticipare l’ospedalizzazione successiva e guadagnare così fino ad un’ora, fondamentale per la sopravvivenza della persona recuperata” ha commentato Oscar Santunione, Coordinatore FISPS Soccorso Piste Cimone, organizzatore della due giorni.

La due giorni di formazione si concluderà con l’esercitazione sul campo presso il Passo del Lupo (Sestola, MO) nell’ambito del comprensorio sciistico del Monte Cimone. Qui avverrà la simulazione dell’arrivo di un paziente ipotermico in arresto cardiaco nonché la sua gestione in una sala d’emergenza intraospedaliera da parte di un ECMO team.

“Un importante traguardo, raggiunto grazie a questa due giorni, è stato la validazione di un’istruzione operativa regionale, condivisa dalle tre centrali operative dell’Emilia-Romagna (Emilia Est, Emilia Ovest e Ausl Romagna), finalizzata ad attivare in modo omogeneo e standardizzato le squadre territoriali del soccorso alpino in ambienti non raggiungibili su gomma e consentirne il trasporto sugli elicotteri regionali, riducendo così al minimo i tempi di recupero del paziente” ha sottolineato Andrea Franceschini, Coordinatore Centrale Operativa 118 Emilia Est.

"Pur riconoscendo l'eccezionalità di incappare in una situazione di soccorso in uno scenario valanghivo alle nostre quote, unito al cambiamento climatico sotto gli occhi di tutti, è utile, oltre che motivo di orgoglio, assistere alla nascita di un percorso condiviso a livello regionale nel quale le preziose risorse ultraspecialistiche per il trattamento con circolazione extracorporea, in casi selezionati di arresto cardiaco, vedano le tre Centrali Operative 118 Emilia Ovest, Emilia Est e Romagna, con il loro "know how" e la loro dotazione di tecnologia, collaborare come regia unica” ha concluso Simone Baroncini, Responsabile medico della Centrale Operativa 118 Emilia Est. 

mercoledì 17 gennaio 2024

Clima teso e malumori al 118

Antonella Rodigliano, segretaria territoriale di Bologna: “Problema dilagante dappertutto, lo denunciamo da tempo, ma non siamo mai stati ascoltati”

Riceviamo da Nursind Bologna:

 

“Invitiamo l'azienda, e come Nursind lo stiamo per fare anche attraverso una richiesta ufficiale, ad adottare delle azioni concrete per misurare la situazione di stress correlato al lavoro tra i professionisti dell'emergenza-urgenza”. Così Antonella Rodigliano, segretaria territoriale del Nursind Bologna, interviene nel dibattito di questi giorni riguardo un clima sul posto di lavoro che persino l'assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, ha definito “sotto pressione” per gli operatori del 118 (e non solo), in un'intervista rilasciata a seguito di alcuni fatti che hanno portato la magistratura ad intervenire per fare chiarezza.  

“È ormai da tanto tempo che denunciamo una situazione di stress correlato al lavoro dilagante praticamente dappertutto, in particolare sia al pronto soccorso del Maggiore, sia nella centrale operativa del 118 e negli ospedali “spoke”, quelli periferici -continua Rodigliano-. I Cau non si stanno rivelando certamente la risposta migliore per alleggerire il carico di lavoro nei pronto soccorso, quindi non si stanno dando risposte né ai cittadini e neppure ai professionisti. È però evidente come sia anche l'organizzazione interna a non rispondere ai bisogni dei professionisti, a non rispettarne i tempi di vita. È una situazione alla quale bisogna porre rimedio, lo diciamo da sempre: il benessere organizzativo dev'essere un obiettivo principale. Ecco perchè chiediamo all'azienda di adottare un questionario per valutare la situazione di stress correlato al lavoro in questi reparti -prosegue la rappresentante del sindacato degli infermieri-. Si tratta di un valido strumento per rispondere ad un'importante esigenza dei professionisti, attraverso la ricerca di soluzioni condivise da azienda e sindacati: molti problemi derivano infatti da questioni legate ad una cattiva organizzazione denunciate dal Nursind in più occasioni, senza mai ricevere ascolto. Adesso è il momento di fare davvero qualcosa”. 

“Ci sono dei malumori che vanno intercettati e affrontati, a prescindere da quali siano le cause -dice infine Rodigliano-. Il benessere organizzativo dev'essere un obiettivo importante per il futuro della nostra sanità, perché solo facendo stare bene gli operatori, avvicinandoli sempre di più ad un punto di equilibrio con i loro fabbisogni familiari e personali, possiamo tutelare la nostra professione. E non solo quella”.

venerdì 11 agosto 2023

Chiama il 118 denunciando un forte malore, ma mirava al solo ricovero

Dimesso dopo la vista, non voleva  lasciare l’ospedale


E’ stato nuovamente denunciato per  interruzione di un ufficio o un servizio pubblico, un 30enne originario di Castel San Pietro Terme, senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine. 

Martedì scorso, 8 agosto,  verso 3 del mattino ha contattato il 118 e si è fatto trasportare in ambulanza al pronto soccorso di Imola per un asserito malore.

Giunto in ospedale, i sanitari lo hanno visitato e subito dimesso poiché in buona salute. Solo allora il 30enne ha confessato di aver chiamato il 118 poiché in cerca di un ricovero.

La dottoressa del pronto soccorso ha richiesto l’intervento dei carabinieri anche perché l’uomo, noto per fatti simili, in altre circostanze aveva minacciato i sanitari e danneggiato alcuni strumenti presenti nella struttura. Dopo l’arrivo dei Carabinieri l’uomo si è spontaneamente allontanato.

venerdì 2 settembre 2022

Cade in moto in un sentiero sterrato e interviene il Soccorso Alpino

 

di Giulia Berni

 Un 64 enne di Ferrara , nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 2 febbraio, stava percorrendo da solo con una moto da enduro il sentiero sterrato 801 di Sasso della Mantesca, non lontano da Monghidoro, quando ha perso il controllo del mezzo ed è caduto rimanendo con la caviglia sotto la moto.

L’uomo ha potuto dare l’allarme ed è stata attivata la stazione Rocca di Badolo da parte della Centrale Operativa del 118.

E' intervenuta una squadra del Saer con il sanitario che ha valutato positivamente lo stato di salute del ferito. I Vigili del Fuoco lo hanno potuto liberare da sotto il mezzo in sicurezza e senza difficoltà. E il 118 ha provveduto a trasferirlo in una struttura medica per le cure di cui necessitava.

lunedì 29 agosto 2022

Suicidio lungo la linea ferroviaria Porrettana a Sasso Marconi

Foto d'archivio

Suicidio, oggi, lunedì 29 agosto, sulla ferrovia Porrettana nel tratto che fiancheggia Fontana di Sasso Marconi all'altezza del Palazzo Sanuti. L'allarme poco prima delle 16 e sul posto si sono portati l'auto medica del 118 di Cinque Cerri per tentare di evitare l'irreparabile se ancora era possibile, la Polfer e i Carabinieri della stazione di Sasso Marconi con l'intento di raccogliere elementi e testimonianze per chiarire la dinamica dell'accaduto. Al momento nessuna indiscrezione sulla identità del suicida e sulla eventuali ragioni che lo hanno portato al gesto estremo, poichè le indagini sono ancora in corso. 

Unico elemento dato per sicuro è l'avvenuto decesso. 

L'accaduto ha avuto notevoli ripercussioni sulla programmazione ferroviaria: alcuni treni sono stati soppressi ed è stato istituito un servizio di bus per coprire il percorso Sasso Marconi-Marzabotto. Questo tratto, su prescrizione del magistrato incaricato dell'indagine, è stato inibito, al momento, al passaggio dei convogli ferroviari. 


E' stato riferito che la vittima è una donna di 55 anni e che si sta valutando se si è trattato di un suicidio o di un incidente. La donna potrebbe essere stata vittima di un tentativo imprudente e azzardato di attraversare  i binari.  

domenica 17 ottobre 2021

Motociclista finisce fuori strada a Marzabotto


Oggi, domenica 17 ottobre, alle 17, t
raffico appesantito  sulla Porrettana all'ingresso sud di Marzabotto per la presenza dei mezzi dei soccorritori che hanno portato aiuto a un motociclista finito fuori strada. 

Nell'incidente pare non siano stati coinvolti altri mezzi veicolari. Ciò  fa ritenere  che l'uscita di strada della moto  possa essere avvenuta a seguito del tentativo di evitare un ostacolo improvviso o per un malore del conducente o altra causa.

Il centauro è stato sistemato sulla barella e caricato sull'autoambulanza del 118, per il trasferimento in ospedale. Le sue condizioni non apparivano particolarmente gravi.

sabato 14 agosto 2021

89enne cade in una scarpata profonda 70 metri.

 Ricoverato al Maggiore in condizioni molto gravi 

        


di Danilo Righi     

 

Un bolognese di 89 anni, che si trova in vacanza a Sestola, nel primo pomeriggio di oggi  è andato solo a fare una passeggiata nei pressi della seggiovia di Pian del Falco, quando, per cause da accertare, è caduto nella scarpata sottostante per circa 70 metri.

I famigliari, allarmati per le grida di aiuto dell’uomo,  hanno attivato immediatamente il 118.

Intorno alle 15 sono giunti sul posto l’ambulanza di Sestola, l’auto infermieristica e la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Monte  Cimone con il medico.

La squadra del CNSAS è riuscita a raggiungere il ferito  in pochi minuti.  Lo ha  immobilizzato sulla barella portantina e, dopo la valutazione da parte del medico, è stato chiesto, per contenere al massimo i tempi di recupero,  l’intervento dell’elicottero 118 di Pavullo nel Frignano dotato di verricello con a bordo un Tecnico del CNSAS.

La zona in cui si è verificato l’incidente però  non consentiva l’utilizzo del verricello a causa della fitta vegetazione e l’elicottero ha dovuto atterrare nella piazzola di Pian del Falco.

Nel frattempo i tecnici territoriali hanno iniziato il recupero della barella con tecniche alpinistiche, fino a raggiungere la strada carrozzabile dove li attendeva  l’ambulanza che ha poi trasportato il paziente fino alla piazzola dove era atterrato l’elicottero.

 L’uomo infine  è stato trasportato in codice di massima gravità all’ospedale Maggiore di Bologna. 

venerdì 13 agosto 2021

l Soccorso Alpino è intervenuto a Pian dello Stellaio

 Portato in salvo un uomo che si era sentito male durante   una lunga passeggiata

 

Ieri, giovedì 12 agosto,  alle 12 circa, un  uomo di 66 anni, residente a Zola Predosa, è andato a fare una passeggiata con la famiglia nella zona di Castelluccio a Granaglione. Partiti da Madonna del Faggio hanno imboccato il sentiero CAI 109. Dopo averne percorso un lungo tratto, arrivati in prossimità di Pian dello Stellaio, l’uomo ha iniziato a sentirsi stanco e spossato e non riusciva più  a camminare.

I famigliari, molto preoccupati per lo stato del congiunto, hanno allertato i soccorsi. A ricevere la richiesta di aiuto sono stati in Carabinieri del Comando di Compagni di Vergato che hanno attivato  il CNSAS. La squadra del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Corno alle Scale si è immediatamente recato  sul posto e dopo aver valutato il paziente, ha  attivato  il 118 che è giunto con una ’ambulanza. L’uomo è stato portato all’ ospedale di Porretta per accertamenti.

 


Il CNSAS raccomanda a tutti i frequentatori della montagna, in questi giorni di grande caldo, di portare una buona scorta di acqua. Il fabbisogno idrico aumenta. Raccomanda inoltre di  dotarsi  sempre un cappello per proteggersi dal sole. Per le persone portatrici di patologie a rischio consiglia  di evitare escursioni nelle ore più calde del giorno e comunque di consultarsi sempre con il proprio medico o con lo specialista.

lunedì 27 luglio 2020

Cade durante una escursione in bici: postato in salvo dal soccorso alpino

Giovane escursionista di Castel di Casio è stato vittima ieri pomeriggio di un incidente mentre percorreva in bici i sentieri che partono dal Lago della Ninfa, nel comune di Sestola. Nella caduta si è procurato un importante trauma toracico e un doloroso trauma alla spalla .

Gli amici che lo accompagnavano nell'escursione hanno subito dato l'allarme: il 118 è intervenuto con l’ambulanza di Sestola e il Soccorso Alpino e Speleologico stazione Monte Cimone con la squadra di Sestola. 
Arrivati sul posto, i soccorritori hanno accompagnato il giovane fino all’ambulanza, e da lì all'ospedale di Pavullo.

domenica 23 febbraio 2020

San Benedetto Val di Sambro. Colpito da malore mentre lavorava in un bosco

L'incidente è avvenuto ieri, sabato 23 febbraio e per recuperare il sofferente è stato necessario l'intervento del Soccorso Alpino.



Foto d'archivio
Un 62enne di Casalecchio di Reno è stato colto da malore mentre con un amico stava pulendo un bosco a Madonna dei Fornelli in Comune di San Benedetto Val di Sambro. L'amico ha subito dato l'allarme e sul posto è giunta l'auto medica del 118 i cui operatori con difficoltà hanno raggiunto l'uomo che si trovava in una posizione impervia e denunciava un forte dolore al petto e difficoltà a respirare.



Per riportarlo sulla strada è stato necessario l'intervento del Soccorso Alpino che, dopo averlo messo in sicurezza, è riuscito a trasportarlo fino all'ambulanza che l'ha trasferito all'Ospedale Maggiore di Bologna.



martedì 8 ottobre 2019

Gravissimo incidente a Tabina di Vergato. Porrettana chiusa

 Due feriti gravi

Statale Porrettana chiusa a Tabina di Vergato, per un incidente avvenuto all'incrocio con via Rio Cane' , nel tardo pomeriggio di oggi. Un'auto, con a bordo due persone, è uscita di strada e dopo aver divelto una trentina di metri di guard rail è finita nel fosso sottostante , profondo 8 -10 metri. L'impatto è stato violentissimo e i due a bordo hanno subito conseguenze gravi. Il primo, pare colui che era alla guida, è stato riportato in strada in condizioni critiche, il secondo, anche se in condizioni meno gravi, è stato comunque trasferito all'ospedale con codice 3, il più grave. Pare che nessuna altra vettura sia stata coinvolta nel sinistro.
Sul posto sono intervenute le ambulanze di Marano e di Vergato, l'elisoccorso del 118 di Pavullo e quello dell'Ospedale Maggiore.
I Carabinieri di Vergato hanno provveduto a regolare il traffico e ai rilievi per poter risalire all'accaduto che al momento non ha neppure ipotesi.

Per l'ora di punta, si sono formate lunghe code.

venerdì 17 maggio 2019

Grazie al 118

Rita Morri ha pubblicato su facebook questo messaggio di ringraziamento e di apprezzamento che pubblichiamo volentieri condividendone i contenuti: 


Voglio fare un ringraziamento particolare allo staff del 118 che ieri è intervenuto qui a Monzuno per soccorrere mio marito. Non ricordo i loro nomi, ne' quelli degli operatori dell' ambulanza e neppure del medico dell' auto medica. Sono stati bravissimi. Queste persone che nell' emergenza riescono anche a trovare parole di coraggio per il paziente e per i famigliari sono i nostri angeli.
Un grazie dal profondo del cuore.

Rita Morri

domenica 24 marzo 2019

11 docenti dell’Istituto Aldini Valeriani Siriani i primi allievi formati dal 118 con corsi di realtà virtuale per rianimare con il defibrillatore.

L'Azienda USL di Bologna rende noto:

Riconoscere l’arresto cardiaco, allertare il 118, eseguire la rianimazione cardiopolmonare, utilizzare i defibrillatori semiautomatici (DAE). Tutto all’interno di uno scenario di realtà virtuale. Accade a Bologna dove, per la prima volta in una scuola italiana, 11 docenti dell’Istituto Aldini Valeriani Siriani, hanno ricevuto la certificazione BLSD (Basic Life Support Defibrillation) utilizzando anche 5 caschetti per la realtà virtuale.

La formazione, gratuita, è stata organizzata nell’ambito del Progetto Pronto Blu 118 dell’Azienda USL di Bologna, attivo da anni per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e aumentare il numero di soccorritori volontari in grado di intervenire in caso di arresto cardiaco.

Virtual Reality CPR (VR CPR), promosso da Italian Resuscitation Council e finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, è un progetto innovativo e ambizioso che ha l’obiettivo di addestrare gli operatori sanitari, i laici, i ragazzi e i docenti, utilizzando anche ambienti virtuali. Nei 5 caschetti per realtà virtuale messi a disposizione durante il corso BLSD, gli allievi vengono catapultati in tre diversi scenari virtuali di arresto cardiaco ambientati in città: in piazza Santo Stefano, all’interno dell’Ospedale Maggiore e in una scuola. Per muoversi correttamente e fare le cose giuste all’interno dello scenario virtuale, affiancati da un altrettanto virtuale soccorritore, gli allievi devono rispondere ad alcune domande, che ripercorrono i temi già affrontati nel corso di formazione.
Pronto Blu 118 Bologna annovera, tra i suoi obiettivi, la diffusione della cultura dalla rianimazione cardiopolmonare anche nel mondo scolastico con la formazione di docenti/istruttori e la promozione della APP DAE RespondER, che fornisce la mappatura aggiornata dei defibrillatori presenti in città. In questi ambiti si inserisce, ad esempio, la diffusione della campagna Kid Save Lives, firmata dall’OMS, e rivolta ai ragazzi over 12 anni.
La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Queste manovre, praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, e la presenza di defibrillatori, anticipano i tempi di intervento, dimezzandoli rispetto a quelli garantiti dalla rete del 118, e triplicano le possibilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco. In Italia ciò avviene solo nel 15% dei casi, a fronte di percentuali intorno al 50% nei paesi scandinavi. Nella provincia di Bologna sono all’incirca un migliaio, ogni anno, le persone colpite da arresto cardiaco. Solo il 18% di esse sopravvive, nonostante il tempestivo intervento del 118, percentuale che sale al 50% se la persona colpita da fibrillazione ventricolare viene rianimata con il defibrillatore.
DAE RespondER, l’APP che attiva i soccorsi
DAE RespondER è la prima APP in Italia completamente integrata con la Centrale Operativa 118, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci.
1.343 i cittadini in provincia che si sono registrati nel primo anno dal lancio della APP (circa 740 solo a Bologna), 5.479 in Regione. Nella provincia di Bologna sono 105 i cittadini che, allertati dalla APP, si sono resi disponibili ad intervenire in casi di arresto cardiaco avvenuti in luoghi pubblici (324 in Regione). Nel 50% dei casi i volontari raggiungono effettivamente il luogo dell’evento. Nel 70% di questi, il loro arrivo precede quello dei mezzi di soccorso 118, e possono così anticipare le manovre rianimatorie a tutto vantaggio del paziente.
Premiata dalla School of Management del Politecnico di Milano, DAE RespondER censisce, inoltre, la rete dei defibrillatori semiautomatici, fornendo informazioni utili al reperimento, come ad esempio gli orari di disponibilità, e quindi all’utilizzo.
Pronto Blu, la rete dei soccorritori non sanitari
La APP DAE RespondER è solo l’ultima delle innovazioni che caratterizzano la rete solidale che lega la Centrale Operativa 118 alla città. Dal 2001, infatti, il 118 è impegnato in prima linea nella promozione della diffusione sempre più capillare dei defibrillatori in luoghi molto frequentati e nella formazione diretta di soccorritori non sanitari, con il progetto Pronto Blu. Oltre 1.600 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, tutti autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello stesso progetto Pronto Blu. Alla rete dei soccorritori laici partecipano anche le 20 auto di COTABO con defibrillatore a bordo, grazie al progetto DAE in Taxi che vede Comune di Bologna e 118 di Bologna, in partnership con COTABO, impegnati per dotare i taxi di defibrillatori semi automatici e formarne gli autisti al loro utilizzo corretto. Nel 2018 i taxisti sono intervenuti 6 volte.

Simulazione dei tre scenari di realtà virtuale al seguente link
https://www.youtube.com/watch?v=TzDzVq5M-7Q&t=2s


L'Azienda USL di Bologna rende noto:


sabato 15 dicembre 2018

118, un sistema corale, multi professionale, ad alto tasso tecnologico.

820 chiamate e 630 servizi di soccorso, ogni giorno. Tutti i numeri della Centrale Operativa 118 Emilia Est

L'Azienda USL di Bologna scrive:

300 mila chiamate (820 al giorno), 230 mila servizi di soccorso (630 al giorno), ai quali si aggiungono gli oltre 160 mila trasporti tra gli ospedali dell’area metropolitana bolognese. Si può riassumere in questi numeri l’anno che sta per concludersi, vissuto in Centrale Operativa 118 Emilia Est. La Centrale, realizzata nel 2014 e in rete con le Centrali 118 Emilia Ovest e Romagna, gestisce tutte le chiamate di soccorso dagli ambiti territoriali di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, e coordina gli interventi di 134 mezzi di soccorso: 11 automediche, 64 ambulanze e 6 biciclette sanitarie per Bologna ed Imola, 5 automediche e 16 ambulanze per l’area ferrarese, 5 automediche e 33 ambulanze per quella modenese. A questi si aggiungono 1 drone e 2 elicotteri, in volo sui cieli delle provincie di Bologna, Ferrara e Modena. Di questi, 1 è in grado di volare di notte.

Il 2018 della Centrale Operativa 118 Emilia Est, cuore del sistema di emergenza per i territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, è stato illustrato oggi in conferenza stampa da Carlo Coniglio, responsabile Rianimazione Ospedale Maggiore, Oscar Dell’Arciprete, coordinatore Centrale Operativa 118 Emilia Est, Giuseppe Di Pasquale, direttore Dipartimento Medico, Chiara Gibertoni, direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna, Giovanni Gordini, direttore Dipartimento Emergenza, Cosimo Picoco, responsabile medico Centrale Operativa 118 Emilia Est, Claudio Tacconi, infermiere 118, Tommaso Vecchiatini, medico 118, Andrea Zini, direttore Neurologia Ospedale Maggiore, responsabile rete Stroke metropolitana.

Un anno che ha visto la Centrale 118 misurarsi anche con grandi emergenze come l’esplosione dell’autocisterna in autostrada, avvenuta il 6 agosto – 193 chiamate solo nei primi 20 minuti, con 26 ambulanze, 3 auto mediche, 2 elicotteri, e 1 mezzo di coordinamento sul posto in 5 minuti  – e i grandi eventi in Piazza Maggiore come la visita di Papa Francesco, StraBologna, Gay Pride, Run Tune Up – nei quali, accanto ad ambulanze ed auto mediche sono intervenute le nuovissime bici sanitarie con defibrillatore.  
Quando si chiama il 118
A rispondere alle chiamate di soccorso è il team specializzato della Centrale, diretta dal responsabile medico Cosimo Picoco e dal responsabile infermieristico Fiorella Cordenons. 55 infermieri, 5 dei quali coordinatori, che si alternano nelle 16 postazioni di lavoro multimediali, completamente integrate tra i diversi sistemi radio, telefonici e dati grazie ad un applicativo informatico dedicato, con cui, tramite un solo computer ed una cuffia, colloquiare con i data base telefonici e visualizzare sulla cartografia la localizzazione di chi si rivolge alla Centrale.

Ma cosa accade quando un cittadino in difficoltà compone il numero telefonico 118? In 6 secondi l’operatore della Centrale è in linea e, sulla base di un protocollo di intervista, della propria competenza professionale e di parametri di valutazione oggettivi, identifica il luogo della chiamata e la gravità della richiesta di aiuto.
Bianco, Verde, Giallo e Rosso (quest’ultimo articolato in due livelli di gravità e in un ulteriore colore, Blu per gli arresti cardiaci), sono i codici in base ai quali l’operatore di Centrale attiva immediatamente l’invio dei mezzi di soccorso e l’eventuale allertamento degli ospedali di riferimento.

•    Ambulanza per il soccorso di base (codici Bianco e Verde) con soccorritori e volontari
•    Ambulanza con infermieri specializzati nell’area dell’emergenza (codice Giallo)
•    Ambulanza con infermieri specializzati nell’area dell’emergenza e automedica (codice Rosso)
•    Ambulanza con infermieri specializzati nell’area dell’emergenza, automedica, e rete dei soccorritori laici in grado di praticare la rianimazione con defibrillatore prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso (codice Blu), attraverso la APP DAeRespondER.

La criticità presunta delle emergenze è sovrastimata in via precauzionale, così come l’invio dei mezzi di soccorso. Nel territorio provinciale bolognese, nel 12% dei soccorsi, infatti, viene inviato anche il medico e nel 44% l’intervento è condotto da mezzi infermieristici, mentre sulla base dei dati di attività di tutte le Centrali 118 regionali, la presenza del medico è necessaria solo nel 4% degli interventi, quella dell’infermiere nel 10%.

Tutti i mezzi di soccorso, e quindi gli equipaggi, sono collegati in rete informatica tra loro e con la Centrale, che automaticamente vede la localizzazione di tutti i mezzi, i loro movimenti e le diverse fasi degli interventi (partenza, arrivo sul posto, ripartenza, trasporto verso l’ospedale). Ciò consente l’invio dei mezzi appropriati e più vicini al luogo dell’intervento, il dialogo costante tra l’equipaggio del mezzo inviato e il medico dell’automedica, e la possibilità di rimodellare in tempo reale l’invio di mezzi e professionisti sulla base dell’evoluzione delle condizioni del paziente soccorso.

L’assistenza dell’infermiere della Centrale 118 non si esaurisce con l’invio dei mezzi. In attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso l’operatore assiste la persona al telefono con istruzioni operative su cosa fare per mettere in sicurezza la persona da soccorrere e, in particolare in caso di arresto cardiaco, le istruzioni per la rianimazione. Nel corso del 2018 ciò è avvenuto per 228 richieste di soccorso. Grazie ad un software innovativo, inoltre, l’operatore può localizzare persone disperse attraverso un SMS locator, e indirizzare con precisione i mezzi di soccorso. Nel corso del 2018 ciò è avvenuto per 420 richieste di soccorso.
Correre contro il tempo: DAE RespondER, Pronto Blu, l’elisoccorso notturno
DAE RespondER, l’APP che attiva i soccorsi
DAE RespondER è la prima APP in Italia completamente integrata con la Centrale Operativa 118, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci.
1.171 i cittadini in provincia che si sono registrati nel primo anno dal lancio della APP (600 solo a Bologna), 4.658 in Regione. Nella provincia di Bologna sono 98 i cittadini che, allertati dalla APP, si sono resi disponibili ad intervenire in casi di arresto cardiaco avvenuti in luoghi pubblici (310 in Regione). Nel 50% dei casi i volontari raggiungono effettivamente il luogo dell’evento. Nel 70% di questi, il loro arrivo precede quello dei mezzi di soccorso 118, e possono così anticipare le manovre rianimatorie a tutto vantaggio del paziente.
Premiata dalla School of Management del Politecnico di Milano, DAE RespondER censisce, inoltre, la rete dei defibrillatori semiautomatici, fornendo informazioni utili al reperimento, come ad esempio gli orari di disponibilità, e quindi all’utilizzo.
Pronto Blu, la rete dei soccorritori non sanitari
La APP DAE RespondER è solo l’ultima delle innovazioni che caratterizzano la rete solidale che lega la Centrale Operativa 118 alla città. Dal 2001, infatti, il 118 è impegnato in prima linea nella promozione della diffusione sempre più capillare dei defibrillatori in luoghi molto frequentati e nella formazione diretta di soccorritori non sanitari, con il progetto Pronto Blu. 1.600 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, tutti autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello stesso progetto Pronto Blu. Alla rete dei soccorritori laici partecipano anche le 19 auto di COTABO con defibrillatore a bordo, grazie al progetto DAE in Taxi che vede Comune di Bologna e 118 di Bologna, in partnership con COTABO, impegnati per dotare i taxi di defibrillatori semi automatici e formarne gli autisti al loro utilizzo corretto. Nel 2018 i taxisti sono intervenuti 6 volte.
L’elicottero che vola anche di notte
Un nuovo elicottero dotato di tecnologia NVG (Night Vision Goggles, visori a intensificazione di luce posizionati sui caschi dei piloti), è operativo dallo scorso 15 agosto. Il nuovo elicottero permette di utilizzare in piena sicurezza le basi di decollo e atterraggio non illuminate, con modalità operative analoghe a quelle diurne. Grazie all’elisoccorso è possibile arrivare più velocemente e più vicino alle persone che hanno necessità di ricevere un soccorso sanitario tempestivo, soprattutto nelle zone più disagiate come quelle montane, garantendo standard di sicurezza elevati anche in occasioni di patologie tempo dipendenti.

87 gli interventi dell’elisoccorso notturno nelle provincie di Bologna, Modena, Ferrara (103 in Regione), 89 le basi di atterraggio e decollo, oltre la metà delle quali in zone montane (146 in tutta la Regione Emilia-Romagna).



lunedì 15 ottobre 2018

Dalla montagna alla pianura, una notte di superlavoro per l’elisoccorso notturno del 118.

Ha assistito 2 ictus, a San Benedetto Val di Sambro e a Porretta Terme, e un incidente stradale a Molinella.

L'Azienda USL di Bologna informa:


17 minuti da San Benedetto Val di Sambro e 21 minuti da Porretta per condurre due pazienti con ictus all’Ospedale Maggiore sede della Stroke Unit. 15 minuti da Molinella per trasportare al Maggiore una paziente vittima di incidente stradale. E’ il bilancio della notte scorsa, tra domenica e lunedì, dell’elisoccorso notturno. Gli interventi sono avvenuti attorno alle 20, alle 21.40 e alle 2.00. Le tre persone sono attualmente ricoverate all’Ospedale Maggiore.     

Un superlavoro dunque per l’elisoccorso notturno del 118, che si conferma elemento fondamentale nella rete dell’emergenza territoriale, a garanzia dei migliori protocolli di intervento anche nelle zone più disagiate come quelle montane. Garantendo sempre standard di sicurezza elevati anche in occasioni di patologie tempo dipendenti, come accaduto la notte scorsa nei due casi di ictus.

Gli operatori della Centrale Operativa 118 Emilia Est, infatti, sanno individuare un paziente con potenziale ictus, grazie ad un protocollo specifico che prevede poche semplici domande, ed attivare così il percorso più tempestivo che dal luogo dell’evento si conclude al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, se il paziente è candidabile alle terapie di riperfusione (trombolisi e/o trombectomia) o comunque durante la fascia notturna.

Con quelli di ieri notte, salgono a 33 gli interventi dell’elisoccorso notturno nella provincia di Bologna, in soli due mesi. L’attivazione del volo notturno, infatti, risale allo scorso 15 agosto.
Interventi possibili grazie alla nuova strumentazione e alle sempre più numerose basi di decollo e atterraggio notturno, realizzate su tutto il territorio regionale: ad oggi ne sono attive 119, di cui oltre la metà in zone montane.

mercoledì 3 ottobre 2018

Sasso Marconi. Giovane asiatica investita sulla Porrettana



Gravissimo incidente oggi, alle 17,25 sulla Porrettana a Tripoli di Sasso Marconi, nelle vicinanze del bivio che porta a Mongardino. Una giovane filippina appena scesa dal bus, di ritorno dal lavoro per rientrare a casa, è stata investita da una Bora Volkswagen mentre attraversava la statale. L'urto è stato molto violento e le conseguenze per la giovane sono parse subito molto gravi. A dare l'allarme è stato Lorenzo Meteori di Sasso Marconi che precedeva la vettura investitrice di un centinaio di metri. Resosi conto della gravità dell'accaduto ha chiamato il 118. Sul posto un'autoambulanza della Pubblica di Porretta in transito e l'elisoccorso atterrato nel vicino campo arato. Il trasferimento sull'elicottero non è avvenuto con immediatezza. Anzi si ritardava e ciò è stato ritenuto un segnale poco incoraggiante.
L'uomo alla guida dell'auto, che risiede a Lama di Reno, ha spiegato con grande preoccupazione di non essersi accorto della ragazza che stava attraversando, di non averla proprio vista. Non ha saputo spiegare se a causa dell'autobus o del sole basso all'orizzonte. Ai Vigili Urbani di Sasso Marconi , presenti per organizzare il traffico e per i rilievi, il compito di risalire all'esatta dinamica dell'accaduto e accertare se la giovane investita stava attraversando sulle strisce pedonali. 


domenica 22 luglio 2018

Bimbo 4 anni rischia annegare in piscina

Determinante l' intervento di volontario della Pubblica assistenza di Pianoro



Da ANSA
 
Sta bene, grazie al rapido intervento dei soccorsi, un bimbo di 4 anni che verso le 13 ha rischiato di annegare nella piscina 'Gori' di Pianoro, nel Bolognese. Il piccolo, che era insieme ai genitori, si è sentito male in acqua, non riuscendo a respirare e diventando cianotico.
    I primi a intervenire sono stati i bagnini della piscina, che lo hanno tirato fuori e praticato le prime manovre rianimatorie, chiamando il 118. pronti a usare il defibrillatore della struttura. Cruciale è stato un volontario della Pubblica Assistenza di Pianoro, per caso nella piscina dove lavora al bar con contratto stagionale. Salvatore, 20 anni, ha praticato al bimbo le tecniche per disostruire le vie aeree, facendogli rimettere il cibo ingerito prima di immergersi. La manovra gli ha fatto riprendere conoscenza: si è rimesso a respirare ed è scoppiato a piangere. Caricato in ambulanza insieme ai genitori, è stato portato all'ospedale S.Orsola e ricoverato, in condizioni non gravi. Intervenuti anche i carabinieri.

mercoledì 14 marzo 2018

Incidente sulla Porrettana. Un'auto ha travolto un pedone. L'uomo era probabilmente già a terra.




Un'auto ha travolto questa sera, intorno alle 19.30, un uomo sulla Porrettana all'altezza dell'incrocio con la strada per Mongardino. L'auto, alla cui guida era una giovane signora del luogo, proveniva da Casalecchio e stava svoltando a destra per immettersi nello svincolo che dalla statale porta alla provinciale di Mongardino, quando ha trovato sul suo tragitto un pedone che ha investito. La signora ha subito allertato i soccorsi e il 112. Sul posto è giunta la Pubblica di Sasso Marconi e l'auto medica del 118 di Cinque Cerri. Sono stati portati i primi soccorsi al ferito che perdeva notevolmente sangue dal capo. A un primo giudizio molto preoccupato dei sanitari sullo stato dell'incidentato è seguita una valutazione più incoraggiante quando l'uomo ha ripreso a parlare. E' stato trasferito all'ospedale quasi cosciente. La signora alla guida dell'auto ha detto di non essersi accorta dell'uomo poiché, a suo giudizio, era già a terra. Ha spiegato di essersi allarmata solo quando la sua auto ha fatto un grosso sobbalzo. Si è fermata e solo allora si è accorta di aver investo l'uomo. La tesi pare confermata anche dal fatto che la vettura non presenta alcun segno di urti. I rilievi sono stati affidati ai Carabinieri che dovranno anche individuare le cause dell'accaduto. Se la spiegazione dell'automobilista sarà confermata dalle indagini, resterebbe comunque da capire il perchè l'uomo fosse a terra sul ciglio della strada. Se colto da malore, se precedentemente colpito da un'altra vettura, se scivolato, se vittima di una aggressione o per altra causa.