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mercoledì 11 novembre 2015

La mela Rosa Romana, uno dei tesori dell'Appennino.

Si concretizza la nascita del Consorzio Mela Rosa Romana dell'Appennino Bolognese, a conferma del fatto che in agricoltura oggi il 'futuro è nel passato'.
Infatti l'idea è quella di recuperare la coltivazione di un frutto, la mela rosa romana appunto, che un tempo era molto diffusa nei fondi agricoli dell'Appennino, nei campi tra le viti e nelle vicinanze delle case coloniche, ma che poi è stata abbandonata con lo spopolamento della montagna. Il consumo di questa mela è stato soppiantato da quello delle mele di pianura dove le vaste coltivazioni a frutteto hanno permesso una produzione estensiva. Eppure questa piccola mela dal profumo intenso e dal sapore gustoso e inconfondibile è rimasto nei ricordi di tanti che hanno vissuto la loro infanzia in montagna e che hanno conservato l'abitudine di tornare d'autunno a cercare qualche residuo coltivatore che ancora conserva gelosamente gli alberi antichi.
Ieri sera, a un incontro a Pian di Setta, si sono ritrovati numerosi aspiranti soci del neo consorzio e aspiranti coltivatori che hanno ascoltato la relazione del grizzanese Pietro Vicinelli reduce da una spedizione informativa in Trentino, dove ha potuto sperimentare una macchina che estrae dalle mele il succo e dove ha avuto la prova che il succo di mela rosa romana è particolarmente gustoso e dissetante e non ha niente da invidiare a quello già ampiamente commercializzato con successo dai produttori di mele di quella zona.

Vicinelli, che ultimamente si è documentato ampiamente anche raccogliendo le conoscenze e le testimonianze dei 'vecchi' produttori, ha ricordato che fino agli anni '50, la rosa romana grizzanese veniva esportata nel nord Europa, in particolare in Francia, in Germania e in Inghilterra, dove era utilizzata per la produzione di una melassa che gli inglesi mettevano a contorno della carne.
L'esperto ricercatore universitario Salvatore Martelli ha detto che lui stesso ha fatto delle ricerche sugli alberi ancora esistenti, analizzando il Dna e ha appurato che sono ancora alberi sani dai quali è possibile estrarre 'le spolette' per innestare in modo molto efficace nuove piante. 

E' stato anche fatto notare che, a differenza delle altre mele che necessitano di uno stoccaggio in frigoriferi per essere conservate, la rosa romana si mantiene per tutto l'inverno in ambienti riparati.
Proprio queste notizie hanno destato forte interesse poiché è già forte il desiderio di recuperare la coltivazione di antiche colture locali nella convinzione che, fatte con le dovute attenzioni al biologico e applicando le tecniche operative moderne, ciò possa essere effettivamente una fonte di reddito interessante e un modo per ritornare ad appropriarsi di un ambiente salubre, bello e generoso.

Il consorzio ha già siti web che sono www.melarosaromana.it e www.consorsiomelarosaromanaappenninobolognese.it , quest'ultimo in allestimento e si propone di organizzare i soci per eventuali acquisti, domande di sussidi, informative e supporto per le nuove tecniche di coltivazione. 


Pietro Vicinelli ha inviato:


 

martedì 15 ottobre 2013

Le aziende vitivinicole del biologico di Marzabotto aprono le loro cantine alla visita del Gruppo d'Acquisto Solidale.



Maren von Appen informa:

Il Gruppo d'Acquisto Solidale di Marzabotto ha in programma, per domenica prossima 20 ottobre, una camminata con una interessante  visita  ad aziende agricole che si sono impegnate nella produzione di 'vino biologico'.

E’ un progetto impegnativo che potrà contribuire a caratterizzare la  valle del Reno come territorio vocato all'agricoltura sostenibile e per prodotti di alta qualità.






martedì 5 luglio 2011

SANA 2011, una fiera di qualità, professionalità e internazionalità.




Sana, Salone internazionale del Naturale, che si terrà a Bologna dall’8 all’11 settembre, si propone quest’anno con un nuovo progetto e l’impegno di approfondire il confronto con i principali mercati internazionali.

Diventa una fiera professionale che segue tre principali linee guida: qualità, professionalità e internazionalità.

Il Settore Alimentazione mette i valori ‘bio’ in primo piano e propone esclusivamente aziende con produzioni biologiche certificate. Altrettanto il Settore Benessere dedicato ad aziende biologiche certificate naturali che presentano produzioni a base di erbe officinali (integratori alimentari e prodotti di bellezza). Una selezione di prodotti a basso impatto ambientale per la casa e la vita quotidiana completerà la proposta di un benessere che pensa anche all’ambiente.

Una Commissione di Controllo esterna verificherà le certificazioni per garantire i visitatori sulla qualità.

Il Comitato Promotore, formato dai rappresentanti delle principali associazioni dei produttori (FederBio, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Federimpresa Erbe, Unipro, Assorbe, Siste e Fippo), sarà il punto di riferimento della nuova organizzazione.

Nei 40.000 mq di esposizione (quest’anno ci sarà un padiglione in più), saranno presentii 400 espositori, tra cui duecento provenienti da paesi stranieri di sicuro interesse per visitatori ed operatori: Emirati Arabi Uniti, Libano, Usa e paesi dell’Est Europeo.

Ricco il calendario di convegni che affiancherà la parte espositiva e offrirà occasioni di aggiornamento professionale e scambio di esperienze.

Nasce in questa edizione l’area ‘SANA NOVITA’, dedicata ai nuovi prodotti messi sul mercato dopo il primo ottobre 2010. Saranno presentati nelle due distinte sezioni: alimentazione e benessere e i visitatori sceglieranno i prodotti migliori votando giovedì 8 e venerdì 9. I risultati saranno resi noti sabato 10.

Un premio è previsto anche per il settore delle erboristerie (Sana award benessere) che prenderà in esame l’innovazione, servizi per migliorare la gestione del punto vendita e il contatto con il pubblico, vetrine capaci di comunicare nuove modalità di accoglienza e ascolto e strumenti di comunicazione legati al benessere e al ruolo dell’erboristeria.

Infine un premio, il LOCALE BRAVO BIO è rivolto a ristoranti, pizzerie, bar e hotel che utilizzano (del tutto o in parte) prodotti biologici certificati e biodinamici, ed è organizzato dalle maggiori riviste del settore in collaborazione con Sana.

Hanno presentato il programma gli assessori regionali Duccio Campagnoli e Tiberio Rabboni che ha sottolineato come questo progetto di Sana 2011 vuol fare di Bologna e dell’Emilia Roamagna la grande capitale europea del biologico.