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sabato 9 aprile 2011

Visite guidate al museo etrusco di Marzabotto.


Visite guidate domani domenica 10 aprile, alle 10 e alle 15.30, al Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" e all’area archeologica della città etrusca di Marzabotto.

Lo scopo è quello di offrire l’opportunità di valutare sotto ogni profilo storico e culturale, con la guida dell’esperto, i tesori ricoverati nel museo e visitare un sito archeologico unico nel panorama dei centri abitati etruschi. A differenza di altre città etrusche -come ad esempio l’antica Felsina- qui l’abbandono del sito ha garantito la conservazione dell’impianto urbano nel suo disegno originale, cosa che consente ancora oggi di percorrere le antiche strade lungo le quali si snodano case di abitazione, aree artigianali ed edifici sacri. A margine della città sono inoltre presenti due necropoli e un’acropoli. Le visite guidate sono realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Archeologia dell'Università degli Studi di Bologna. Le visite di domenica sono a cura di Stefano Santocchini Gerg dell’Università degli Studi di Bologna. Il programma di visite verrà ripetuto domenica 17 marzo, a cura dall'archeologa Silvana Sani.
Il museo è di norma aperto dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; domenica 10 e 17 sarà invece aperto con orario continuato dalle 9 alle 18.30

Per informazioni, tel. 051.932353

lunedì 18 maggio 2009

MURALES


I bambini di seconda e terza della scuola primaria di Panico a Lama di Reno hanno adottato la stazione della loro frazione grazie a un progetto ideato in collegamento con la pediatria dell'Ospedale Maggiore.

I disegni ideati dai bambini della scuola sono stati prima portati ai bambini ospedalizzati, quindi riportati su un murales presso la stazione ferroviaria di Lama di Reno. Impegno che i giovanissimi pittori hanno assolto con grande dedizione.

A guidare il drappello di ‘artisti alle prime armi’ il pittore Piergiovanni Pierantozzi e i personaggi del disegno sono quelli della maga magò.

L'insegnante coordinatrice, Anna Maria Degli Esposti, ha detto. “Ritengo che sia è un bel modo di sentirsi protagonisti nella propria frazione. La proposta è stata accolta con molto interesse dall’amministrazione comunale che si è adoperata presso le ferrovie che hanno dato il consenso, con molto entusiasmo. Siamo stati sponsorizzati dalla Cotabo, l’azienda dei taxi di Bologna”.

venerdì 27 marzo 2009

AMMINISTRATIVE a MARZABOTTO



Una precisazione di Romano Franchi, candidato sindaco di Marzabotto per una lista civica, in merito all’articolo apparso sul Resto del Carlino di oggi (27 marzo) sulla centrale a turbogas che si vuole realizzare a Lama di Reno.

“In qualità di presidente del Parco storico di Monte Sole e di candidato sindaco di Marzabotto
alle prossime elezioni amministrative, anche al fine di sancire inequivocabilmente la distinzione tra tali due ruoli, ritengo che l’articolo apparso in data 27 c.m. sul Resto del Carlino dal titolo “Turbogas a impatto zero” necessiti di alcune precisazioni in merito all’intera vicenda.

Come presidente del Parco storico di Monte Sole, Ente facente parte della Conferenza di servizi convocata per la procedutra di V.I.A. della proposta centrale a Turbogas da realizzarsi a Lama di Reno (Marzabotto), preciso che ad oggi non risulta a noi pervenuta alcuna documentazione in risposta alla richiesta di integrazioni avanzate alla Dufenergy e che la documentazione disponibile rimane quella relativa alla proposta fatta nell’agosto 2008.

Non vi è quindi alcun elemento nuovo che possa far ritenere le emissioni di NOx, PM 10 e CO indistinguibili dalla situazione attuale. Ricordo inoltre che durante l’ultima seduta di conferenza di servizi il Parco, assieme ad altri soggetti, chiese che le valutazioni sull’inquinamento atmosferico fossero fatte considerando un periodo di tempo non limitato alla sola fase invernale, al fine di disporre di dati almeno annuali. Inoltre, alla data odierna, non risulta essere stata convocata la seduta della conferenza di servizi che dovrà valutare le integrazioni richieste alla Dufenergy.

Come candidato sindaco di Marzabotto, voglio invece esprimere un’opinione squisitamente politica, la quale nulla ha a che vedere con il mio ruolo di Presidente del Parco. Ho già da tempo dichiarato la mia contrarietà alla realizzazione dell’impianto in questione e questo per vari motivi: tra questi riveste particolare rilevanza il mancato coinvolgimento della popolazione in una scelta così importante per il futuro non solo di Lama di Reno, ma dell’intera vallata.

La tempistica con la quale è stata effettuata questa dichiarazione dimostra chiaramente una strategia che non aiuta il dialogo e il confronto.

Pur condividendo le motivazioni della manifestazione organizzata per domani dal comitato no
turbogas, comunico che non parteciperò, in quanto non intendo sostenere la lista elettorale con a
capo la Signora Morotti.

giovedì 26 marzo 2009

TURBOGAS

Circolo Setta Samoggia Reno di Legambiente annuncia l'adesione alla manifestazione 'No Turbogas'


TURBOGAS a Lama di Reno ?! Un impianto inutile e inquinante !

La chiusura della Cartiera Burgo ha rappresentato una grave crisi occupazionale ed economica per l’intera Valle del Reno nonostante la resistenza dei lavoratori e l’azione di sindacati ed Enti Locali.

Chiediamo agli organi preposti alla salute pubblica, se non è da considerarsi come discarica per i materiali tossici che giacciono sui terreni dell’ex Cartiera, come i fanghi derivati da inchiostri da stampa, e altri materiali inquinanti.

Legambiente chiede se è stata fatta una valutazione e che venga fornita pubblicamente la quantità e la qualità dei materiali abbandonati nelle vasche e nei depositi, e che a spese della proprietà, prima di qualsiasi intervento, l’area venga bonificata a salvaguardia della popolazione

Ma venendo al Progetto della costrizione di un impianto a Turbogas presentato da Dufenergy Italia spa, per prima cosa dobbiamo constatare una mancanza di democrazia, da parte del Sindaco e della Giunta Comunale, nell’aver firmato il protocollo d’intesa senza aver prima informato e chiesto parere al Consiglio Comunale e agli abitanti di Marzabotto.

Hanno fatto bene quei cittadini che si sono costituiti in Comitato, avvalendosi di scienziati e professionisti che hanno analizzassero in dettaglio ciò che stava capitando sulle loro teste.

Legambiente non è contraria a impianti di nuova tecnologia come il turbogas, l’eolico, la bio-massa, i rigassificatori, ma analizzando il progetto Dufenergy da 60 MW che si vorrebbe collocare a Lama di Reno, ci sembra che gli elementi negativi superino di gran lunga quelli positivi, e quindi non possiamo che esprimere il nostro parere contrario, per tutte le conseguenze negative, anche nei Comuni vicini, di inquinamento ambientale che si verificherebbero con l’impianto a regime, con polveri che resterebbero concentrate a lungo nei centri abitati, nella valle, colpendo flora e fauna, acidificando il terreno.

Le polveri sottili sono causa di numerose malattie dell’apparato respiratorio, i più sensibili sono i bambini e ragazzi per la loro struttura piu’ minuta.

Quindi, dopo aver consultato la Direzione Regionale Emilia Romagna di LEGAMBIENTE e il nostro Comitato Scientifico, condividiamo sostanzialmente le osservazioni tecniche presentate dai ricercatori Dr. Marco Bittelli e Dr. Marco Cervino, ed inoltre le osservazioni del Comitato cittadino NON turbogas a Lama di Reno attraverso lo studio Legale Klun – Frascaroli.

LEGAMBIENTE esprime un no al Turbogas a Lama di Reno, perché tale energia elettrica che si produrrebbe non è necessaria, non è prevista nel Piano Energetico Regionale, che è coperto per la parte fossile, mentre è scoperto per la parte delle fonti rinnovabili, eolico, solare, fotovoltaico.

LEGAMBIENTE chiede di abbandonare questo progetto impattante, ed inoltre chiede una costante e puntuale informazione degli organi istituzionali, con un’apposito tavolo di consultazione permanente, con gli abitanti, le associazioni, la società civile, i consigli comunali, provinciale e regionale per soluzioni dolci, condivise e partecipate, perché un mondo diverso è possibile, non inquinato, non perseguendo soluzioni speculative e superficiali a danno della collettività.

sabato 24 gennaio 2009

Autosospensione

I consiglieri del CDA della Scuola di Pace di Monte Sole Claudio Pettinotti e Sergio Spina hanno annunciato la loro autosospensione dall'organismo con questa lettera:

Scuola di Pace, non Scuola del Silenzio!

I tragici eventi che si stavano svolgendo a Gaza, e che
da subito si erano rivelati non una guerra di difesa ma
lo sterminio di una popolazione inerme, un vero e
proprio genocidio, come avevano denunciato già da i
primi giorni del conflitto, organizzazioni umanitarie
presenti a Gaza come Pax Cristi e anche l'ONU ;
 Il fatto che a condurre questi massacri fosse uno Stato
democratico che vuole esere un avamposto della civiltà
occidentale nel medioriente;
 Il silenzio colpevole e connivente di un occidente che
dopo aver bandito la guerra nelle proprie costituzioni,
dopo la dichiarazione dei diritti dell'uomo si è
riasoggettato alla cultura dominante di guerra e che la
usa per difendere i propri interessi;
avevano spinto la nostra coscienza a sollecitare la Scuola di
Pace di Monte Sole affinché si esprimesse convocando un
cda per riflettere sulle possibili azioni che la Scuola stessa
avrebbe potuto mettere in campo. Ciò in virtù del ruolo
acquisito in questi ultimi anni con le esperienze di
mediazione culturale nell'ambito del conflitto israelopalestinese.
Il “Campo di Pace a Quattro Voci” dove si
gestisce l'incontro tra giovani palestinesi ed israeliani, fa
della Scuola di Pace il soggetto depositario di un percorso di
dialogo di cui esistono atti, documenti e soprattutto una rete
preziosa di relazioni faticosamente ma efficacemente
costruite negli anni. Un vero e proprio tesoro ancora più
avvalorato dalla presenza di una persona, che da quasi un
anno la Scuola ha assunto con contratto a progetto e
finanziato dalla regione Emilia Romagna, per lavorare a
Gerusalemme presso un'associazione di cooperazione
internazionale. Tesoro che non può restare chiuso dentro
quattro mura soprattutto in un momento così grave come
quello attuale.
La sottrazione ad un confronto aperto manifestata con un
silenzio pesante da parte di quasi tutto il cda a seguito della
nostra richiesta, datata 09/ 01/2009, e la successiva
dichiarazione del Presidente Avv. Giuseppe Giampaolo,
(arrivata solo a pochi consiglieri - ci auguriamo si sia trattato
solo di disguidi di carattere tecnico - ), con cui egli esprime
una sostanziale negazione alla richiesta di confronto
stavolgendone il significato ed assegnandole un rinvio a
tempo indefinito, compongono per noi consiglieri di
amministrazione scriventi una situazione incomprensibile ed
inaccettabile.
Inoltre, al di la dei toni duri ed inopportunamente supponenti
utilizzati dal nuovo Presidente nella sua dichiarazione, non
siamo in grado di capire le ragioni per cui egli abbia
ritenuto, Compiendo una evidente scorrettezza, di attribuire
a noi la paternita di concetti relativi al ruolo della scuola di
pace che in realtà da noi stessi non sono mai mai espressi
in alcun ambito (vedi: Task-force, movimento, organo
politico, ecc).
Questi fatti , soprattutto in un frangente come questo,
insinuano molte ombre sulla agibilità relazionale,
comunicativa e conseguentemente politica di questo cda.
Occorre urgentemente un chiarimento!!!
Siamo del parere, col sostegno di altri consiglieri, che la
Scuola di Pace come ente culturale-formativo abbia il
compito e il dovere di individuare modi e contenuti nella
comunicazione e nell'azione politico-pedagogica calibrati
sulla propria specifica identità. E' chiaro che ci si muoverà
su canoni che tengano conto di un insieme complesso di
valutazioni ed analisi, in coerenza con un ruolo di
mediazione dei conflitti agito nella consapevolezza delle
delicate relazioni diplomatiche di respiro internazionale. Non
si capisce perciò da dove nascano le
E' e sarà perciò compito della Scuola quello di trovare una
strategia attiva ad ogni costo.
Sottolineiamo quindi, in base anche a segnali provenienti
dalle comunità in cui viviamo, come appaia del tutto fuori
luogo e lontano dalle esigenze concrete delle persone, la
scelta del silenzio passivo, ben diverso da quello attivo
eventualmente deciso collettivamente.
La Scuola di Pace non può non costituirsi soggetto attivo di
fronte a crimini contro l'umanità come quello avvenuto a
Gaza.
Nel sottoporre alla pubblica conoscenza queste nostre
considerazioni, auspicando possano contribuire all’apertura
di una seria riflessione su quanto accaduto e sul ruolo
generale di questa Istituzione, Dichiariamo di
autosospenderci dal Consiglio di Amministrazione della
Scuola di Pace – che peraltro non si riunisce dal luglio
scorso - fino a quando non saranno garantite le condizioni di
agibilità che consentano allo stesso di assumere decisioni
collegiali in frangenti così drammatici e fuori da posizioni
assunte dalla presidenza senza un adeguato confronto.

venerdì 22 agosto 2008

DA MARZABOTTO PER LA PACE


Settimana Internazionale di Dialogo a Srebrenica.

Anche Marzabotto ci sarà.

Ci sarà anche una delegazione di Marzabotto, guidata dall’assessore Patrizia Zanasi (nella foto), alla conferenza internazionale compresa nel nutrito programma di incontri organizzato dal 24 al 29 agosto a Srebrenica, città della Bosnia Erzegovina teatro di uno dei più efferati genocidi della guerra nella ex Jugoslavia. Si tratta di una settimana di iniziative ed eventi incontri, visite guidate alla città e ai villaggi limitrofi, workship artistici, teatrali e musicali, che si concluderà appunto con la conferenza internazionale cui parteciperanno personalità da tutta Europa, dal titolo "Da Srebrenica a Bruxelles: l'Europa che vogliamo". Presente anche un gruppo di universitari di Bologna e di Bolzano del Master per ‘operatori di pace e mediatori dei conflitti internazionali’. L’incontro ha anche la finalità di fare il punto della situazione dopo gli interventi a favore della cittadina coinvolta in modo drammatico nel conflitto etnico dell’ex Yugoslavia. La città di Srebrenica, territorio musulmano situato nei pressi dei confini con la Serbia, fu teatro nel 1995 del genocidio di circa 8000 musulmani maschi perpetrato dall’11 al 16 luglio dalle milizie serbo-bosniache . Dopo l’inizio delle ostilità Srebrenica venne dichiarata zona protetta dalla Nazioni Unite. Per questo motivo nel corso della guerra vi si rifugiarono migliaia di cittadini ‘bosnacchi (bosniaci musulmani)’ in fuga dai combattimenti e dalla pulizia etnica. Rapidamente la popolazione della città crebbe da 36.000 a quasi 60.000 abitanti. Nonostante la presenza di un contingente ONU olandese donne e bambini vennero espulsi e gli uomini uccisi. La città subì danni elevatissimi per il passaggio della guerra. Il comune di Marzabotto ha contribuito alla ricostruzione di un pastificio che, oltre a consentire alle 10.000 che oggi vi risiedono di preparare generi di prima necessità, è una occasione di ripresa e occupazione: gli addetti, quasi tutte donne, sono divisi in egual misura fra musulmani e non e l’integrazione sta dando i primi frutti.

giovedì 21 agosto 2008

L'ECCIDIO DI MONTE SOLE

Ancora guerra di dati sulla strage di Marzabotto.

Valter Cardi e Don Zanini: due verità.


"I fatti di Monte Sole dell’autunno del ’44 non sono interpretabili: hanno una verità storica frutto di una approfondita ricerca scientifica e di una sentenza giudiziaria". Valter Cardi, presidente associazione familiari delle vittime di Marzabotto, rigetta così la verità di don Dario Zanini sulla ‘Strage di Marzabotto’ recentemente riproposta dal sacerdote, il quale indica il numero delle vittime in circa 750. "Ancora una volta ci mortifica sapere che c’è chi sostiene ‘un’altra verità’ . Una verità che contrasta con i dati usciti dal processo di La Spezia che confermano il numero dei morti di Monte Sole in circa 770/800 persone". Don Dario ha condotto una lunga ricerca, direttamente dagli involontari testimoni dell’epoca. Cosa non vi torna ? "Il processo Militare di La Spezia si è avvalso della collaborazione dei professori Paolo Pezzino dell’Università di Pisa e Carlo Gentile dell’università di Colonia, che hanno analizzato le fonti storiografiche raccolte negli archivi tedeschi e anglo americani e sentito centinaia di testimoni che di fronte ai giudici Italiani hanno descritto minuziosamente i fatti. Don Zanini non cita mai le sue fonti e, soprattutto, se è in possesso di un’altra verità, perché non l’ha portata al vaglio dei giudici militari di La Spezia?. Dagli archivi tedeschi, per esempio, si è appreso che ad uccidere il comandante della stella Rossa, fu un SS di nome Kurt Wolfle, porta ordini della prima compagnia. Quando fino ad ora si è insistito su un delitto consumato all’interno della formazione partigiana". Don Zanini è un ricercatore e un sacerdote che sostiene l’obbligo cristiano del perdono. Qual è la vostra posizione? "Il tema va posto su un piano morale e religioso. Alcuni testimoni hanno pronunciato la parola perdono anche di fronte ai giudici di La Spezia. Sul piano laico e civile prevale la sentenza della magistratura che utilizzando dati certi ha condannato all’ergastolo 10 SS responsabili del massacro. Ritengo che la verità sull’eccidio, sganciata da logiche di guerra fredda , debba fare i conti con le nuove fonti storiche acquisite. L’operazione Monte Sole fu pianificata dall’ufficio di controspionaggio tedesco. Si trattò di un’azione punitiva diretta verso la popolazione civile, ritenuta solidale con la resistenza partigiana. Fu condotta da un reparto speciale di SS composto da molti della famigerata divisione Totenkoppf ( teste di morte). Nei rapporti giornalieri dei militari tedeschi furono riportate le cifre esatte del numero dei civili massacrati. Tutto il resto non appartiene alla verità".

giovedì 14 agosto 2008

Errata corrige


Ringrazio il consigliere del Comune di Marzabotto Dante Franchi (nella foto) che mi ha fatto notare l'imprecisione relativa all'informazione sull'impianto per la produzione di energia elettrica che si vuole realizzare a Lama di Reno.

L'impianto non è 'Biogas' ma 'Turbo gas'. Il significato è sostanzialmente diverso.

Sono grato a tutti i lettori che vorranno contribuire con le loro precisazioni, i commenti e le opinioni alla buona riuscita del blog.