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sabato 20 luglio 2019

Marzabotto commemora l'eccidio di Malfolle

Riceviamo



martedì 15 marzo 2016

Ritirata la medaglia al boia di Marzabotto, Wilhelm Kusterer.

da BolognaToday

E' stata ritirata la medaglia assegnata a Wilhelm Kusterer, uno dei boia condannato per l’eccidio di Marzabotto. Aveva  sollevato non poche polemiche e indignazione l'onorificenza attribuita all'ex sergente delle SS da parte della municipalità tedesca di Engelsbrand, per le sue qualità di “cittadino attivo e onorevole” e per aver reso “grandi servigi al suo luogo di origine”. 
"Un risultato della mobilitazione di tanti a sostegno dei familiari delle vittime dell’ eccidio e della nostra iniziativa parlamentare". Così il parlamentare Pd Andrea De Maria, che sottolinea come si tratti di "un segno di sensibilità delle istituzioni della Germania importante e significativo". Il dem poi promette: "non abbasseremo la guardia su questi temi. A partire dalla esecuzione delle sentenze dei tribunali militari italiani in Germania ed Austria. Non per le conseguenze per persone ormai molto avanti negli anni, ma per affermare che l’Europa democratica non dimentica e sa fare giustizia, prima di tutto come monito alle generazioni future".
"Il ritiro della medaglia  è un'ottima notizia. Dimenticare il passato, soprattutto le sua pagine più tragiche, è il più grosso errore che si possa fare se si vuol costruire una nuova patria europea comune, che superi le conflittualità e gli eventi tragici del passato recente". Così i parlamentari PD Sandra Zampa e Sergio Lo Giudice accolgono la notizia. Zampa domani illustrerà l'interrogazione al governo su questo tema in Commissione Esteri della Camera dei Deputati.
"In Europa e in Germania - proseguono i due parlamentari - come mostrano anche le recenti elezioni nei Land tedeschi, il rischio di un ritorno delle ideologie nazionaliste è sempre più vivo. Il ritiro di quella medaglia non solo cancella uno schiaffo alla memoria di tutti gli europei, a partire dai familiari delle 770 vittime di Marzabotto, ma riafferma che quel passato che non passa è incompatibile con la visione di un'Europa democratica, unita e pacifica".
Apprende con sollievo la notizia anche l’assessore alla Legalità della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, che fa sapare: "Ciò è potuto accadere grazie al moto spontaneo di sdegno da parte di tante associazioni, istituzioni e singoli cittadini, una mobilitazione che ha spinto il Comune tedesco ad accertare la verità sul passato di Kusterer e che rappresenta per noi un ulteriore motivo di orgoglio. Come Regione Emilia-Romagna non possiamo che esprimere piena soddisfazione per questo esito, perché i crimini commessi non si possono cancellare ne’ dimenticare”.
WILHELM KUSTERER. E' un ex sergente delle SS (primo aiutante del maggiore Walter Reder) che, in Italia, è stato condannato in via definitiva a due ergastoli per le stragi naziste di San Terenzo Monti, Vinca e Marzabotto-Monte Sole. Stragi, che, ricorda Paglia "in totale, sono costate la vita a circa 1.150 persone. E Kusterer risulta essere, in particolare, uno degli autori del massacro della collina di Monte Sole, sull’Appennino bolognese, dove fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 ci fu una retata e l’assassinio sistematico di 770 tra bambini, donne e uomini".

sabato 27 settembre 2014

Caffarra domenica a Monte Sole. Lunedì una funzione e una mostra a Sasso Marconi ricorderanno i religiosi e tutte le vittime dell'eccidio.



Domani , domenica 28 settembre, con la celebrazione eucaristica del Cardinale Arcivescovo  Carlo Caffarra,  alle 17,  a San Martino di Caprara di Monte Sole,  si conclude  il vasto programma  diocesano di commemorazione del 70° anniversario dell’eccidio di Monte Sole.  Il Vicariato di Sasso Marconi , che ha nel proprio territorio anche Monte Sole,  ha deciso di proseguire con un proprio programma di memoria anche lunedì  29 settembre con una  celebrazione religiosa, alle 18,  nella parrocchia di san Pietro di Sasso Marconi.

Questo di Sasso Marconi è il primo appuntamento di un programma di incontri finalizzato a ricordare le comunità di Monte Sole e  i sei religiosi immolati  nel compimento della loro funzione pastorale e sociale e  di cui è in corso il processo di beatificazione. I sacerdoti infatti erano chiamati a guidare le comunità in zone prive di ogni riferimento organizzativo e  spesso risultarono perno su cui si muovevano tutti i miglioramenti  anche di tipo  sociale delle loro parrocchie.  Il loro sacrificio fu quindi anche l’emblema della fedeltà al compito pastorale e di profondo attaccamento a quelle povere popolazioni.
Erano don Giovanni Fornasini , don Ubaldo Marchioni, don Ferdinando Caagrande, don Elia Comini, padre Martino Capelli cui viene aggiunta suor Maria Fiori, detta suor Ciclamino .

Il programma affianca alla funzione religiosa in san Pietro di Sasso Marconi  una mostra organizzata nella chiesa parrocchiale, in cui verranno esposte immagini dei sacerdoti,  cimeli e reperti riferiti alla strage e alla guerra. La mostra  resterà aperta da domenica 28 settembre a domenica 5 ottobre e sarà visitabile nel periodo di apertura della chiesa e cioè per l’intera giornata solare.

Delle iniziative è promotrice la parrocchia di Sasso Marconi, e ha in don Dario il principale curatore.
Gli  abbiamo chiesto: cosa si prefigge la parrocchia con questo programma?

“Riteniamo di avere l’obbligo di non disperdere la memoria di questi avvenimenti e delle persone che a costo della vita hanno testimoniato la loro fedeltà alla missione religiosa e all’impegno anche sociale che ne derivava. Tutti i sacerdoti sono stati infatti promotori di attività volte alla crescita sociale e civile delle loro comunità, come l’istituzione di scuole per migliorare la preparazione delle giovani generazioni”.

A che punto è il processo di beatificazione dei religiosi di Monte Sole ?

“Esaurita la fase diocesana,  tutto il materiale informativo riguardante i cinque sacerdoti è stato depositato in Vaticano in attesa che sia esaminato dalla commissione  cui compete la sentenza finale”.

 Per il 70 ° anniversario la diocesi si è impegnata in un programma particolarmente  intenso,  perché?

“Sono  da tempo stabilite le date dei due pellegrinaggi diocesani a Monte Sole che si faranno anche in futuro, due volte ogni 10 anni e il settantesimo ricade in una di queste date. La diocesi ha deciso , da sempre, di seguire un proprio protocollo commemorativo in linea con le motivazioni religiose che hanno determinato queste commemorazioni. Si vuole esaltare il valore religioso del sacrificio delle comunità cristiane lontano da tutte le interferenze di carattere politico e nello spirito squisitamente diocesano”.



mercoledì 14 agosto 2013

Il 14 agosto del 1861 a Pontelandolfo come a Monte Sole.




Nella ricorrenza del massacro di Pontelandolfo nel beneventano, nel quale il 14 agosto 1861 le truppe sabaude del neonato Regno d’Italia trucidarono circa 500  civili, per rappresaglia contro l’uccisione di 40 militari dell’esercito italiano, il cav. Uff. Gian Paolo Frabboni, guida del Parco di Monte Sole a Marzabotto, ha inviato una lettera al Sindaco e al Consiglio comunale di quella cittadina nella quale, dopo aver sottolineato la similitudine di quella vicenda con ciò che è avvenuto a Monte Sole durante l’ultimo conflitto mondiale, nella quale scrive:

Oggi 14 agosto, per il Vostro paese e per l’Italia tutta, ricorre la nefasta ricorrenza in cui i ‘novelli italiani’ si sono macchiati dell’assassinio di centinaia di ‘fratelli’ ad opera dei criminali Cialdini e Negri, per conto del sovrano Piemontese.
Azione anticipatrice di quanto è avvenuto, nel secolo seguente, a Marzabotto da parte delle ‘SS’ tedesche, dove nell’eccidio di Marzabotto sono state annullate intere collettività senza riguardo alcuno per anziani, invalidi, sacerdoti, religiose, donne, bambini e … nascituri.
Ma questo è stato perpetrato da … nemici, mentre a Pontelandolfo erano … i fratelli.
Ora il territorio di Marzabotto, oggetto della ‘strage’, è completamente disabitato e i suoi monti sono stati dichiarati, con Legge regionale : ‘Parco Storico regionale di Monte Sole’, di cui io sono una guida per le scolaresche, visitatori, curiosi e pellegrini.
Mi sento pertanto assai vicino al vostro dolore e mi auguro che giunga presto il momento in cui si riconosca il sacrificio delle vittime innocenti riconoscendo il ‘Martirio’ della Vostra comunità.
Questo per noi è già avvenuto.
L’ex nemico teutonico, nella persona del Presidente della Repubblica Federale di Germania (Johannes Rau) il 17 aprile 2002 è salito fino a San Martino (luogo maggiormente colpito dalla violenza nazista) per incontrare gli scampati alla strage e i parenti delle vittime, per chiedere loro ‘perdono’, accompagnato dal presidente Ciampi.
Era il minimo che potesse fare !
Spero che questo possa avvenire anche per Voi.
Soggiungo che, in occasione delle dispendiose manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, nella nostra valle del Reno si è voluto ricordare il 150° dell’inaugurazione   della Ferrovia Porrettana.
In bella mostra personaggi epocali e villici in costume, popolo plaudente e Sindaci della valle a fare ala alla imbandierata vaporiera in transito.
Al figurante Re Vittorio Emanuele II° ho platealmente consegnato la lettere allegata che ha creato un po’ di scalpore.
Negli incontri che terrò a Monte Sole siate certi che ricorderò Pontelandolfo. 

martedì 5 marzo 2013

I cento anni dalla nascita di Don Dossetti.



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La recente pubblicazione del Cardinale Giacomo Biffi sulla figura don Giuseppe Dossetti edita in occasione del centenario della nascita (13 febbraio 1913), contiene anche apprezzamenti  per il lavoro di ricerca di don Dario Zanini, che ha portato alla pubblicazione del volume ‘Marzabotto e Dintorni, 1944’.

Nella recente  opera ‘Don Giuseppe Dossetti. Nell’occasione di un centenario’ edita da Cantagalli, Biffi delinea la personalità di Dossetti dai primi impegni giovanili per la rivista ‘Cronache sociali’ ai contributi ricavati da incontri e conversazioni per offrire un quadro organico dell’uomo impegnato in politica e del religioso. “Un omaggio affettuoso e doveroso e insieme l’occasione di offrire i testi autentici e completi  a chi volesse conoscere in profondità e senza mediazioni il pensiero del Cardinale Biffi su una figura centrale del ‘900”, si legge nella presentazione.
Don Dossetti
Proprio trattando la tristissima storia di Monte Sole e dell’eccidio che vi si consumò nell’autunno del ’44 ad opera dei nazifascisti, Biffi ricorda l’importanza della pubblicazione di monsignor Luciano Gherardi, ‘Le querce di Monte Sole’, aggiungendo che per capire a fondo la dinamica degli avvenimenti “sarà utile e di grande interesse integrare questa lettura con quella di una pubblicazione, uscita nel 1996, di don Dario Zanini, arciprete di Sasso Marconi, che ricostruisce puntigliosamente giorno dopo giorno ogni dato ed elenca nome per nome tutti i protagonisti e quanti a qualunque titolo sono stati coinvolti”. 
Il Cardinale Biffi


Abbiamo chiesto al diretto interessato, don Dario, di commentare questo autorevole riconoscimento del suo lavoro. Il sacerdote si è limitato a sorridere con evidente compiacimento e a sussurrare ‘Le richieste del mio libro sono sensibilmente cresciute dopo questo lusinghiero parere che ripaga l’impegno di anni nella ricerca della verità”.