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domenica 8 febbraio 2026

Area ex Sapaba, Legambiente: “Difendere il suolo naturale lungo il Reno significa tutelare sicurezza e qualità della vita”

 



I circoli di Legambiente di Bologna, Imola, Medicina, Pianura Nord e Setta Samoggia Reno esprimono una profonda e rinnovata preoccupazione per l’intenzione di proseguire con il progetto edificatorio che prevede la realizzazione di circa 250 appartamenti nell’area ex Sapaba di Casalecchio di Reno, sulla riva sinistra del fiume Reno.

Si tratta di un’area che, per le sue caratteristiche naturali, storiche e ambientali, dovrebbe essere tutelata e preservata, non trasformata in un nuovo comparto residenziale. Il suolo naturale – sottolineano i circoli – non è una risorsa infinita né sacrificabile in nome di presunti diritti edificatori acquisiti: è un bene comune e una vera e propria infrastruttura ecologica, fondamentale per l’assorbimento delle acque, la mitigazione delle piene, la riduzione del rischio idraulico e la sicurezza dei cittadini.

Edificare in prossimità dei corsi d’acqua significa ignorare le evidenze scientifiche e gli insegnamenti lasciati dai recenti eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna. Alluvioni che non possono essere considerate eventi imprevedibili o eccezionali, ma alle quali hanno contribuito in modo significativo decenni di impermeabilizzazione del suolo, restringimento degli alvei ed edificazioni in aree fragili.

Secondo Legambiente è grave che si continuino ad avallare progetti potenzialmente dannosi per la collettività, paventando il rischio di contenziosi legali che, alla luce del mutato contesto climatico, normativo e dei pareri tecnici qualificati, potrebbero essere facilmente respinti. La tutela dell’interesse pubblico – ribadiscono – deve prevalere su quella degli interessi privati, soprattutto quando sono in gioco l’incolumità delle persone, la sicurezza del territorio e la qualità della vita.

I circoli ricordano inoltre che anche la Soprintendenza aveva già espresso pareri negativi sul progetto. Valutazioni che non possono essere archiviate come meri ostacoli burocratici, ma che rappresentano un chiaro segnale di allarme, che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e rispettare.

Da qui l’appello alla Città Metropolitana di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna affinché esprimano un parere negativo chiaro e netto, adottando uno sguardo sovracomunale e coerente con quanto accaduto negli ultimi anni sul territorio regionale. La pianificazione – conclude Legambiente – non può più essere frammentata né subordinata a singoli interessi: è necessaria una visione lungimirante, fondata sulla reale riduzione del consumo di suolo, sulla riqualificazione dell’esistente e sulla salvaguardia delle aree prossime ai fiumi.

Una scelta che rappresenterebbe un tassello importante per la tutela del futuro collettivo.

venerdì 28 marzo 2025

Legambiente contraria al nuovo palazzo di nove piani nell’area ex Pedretti a Casalecchio

 


di Angelo Farneti

Presidente Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno APS



Il Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno ribadisce la propria contrarietà al progetto di un edificio di nove piani nell’area ex Pedretti di Casalecchio di Reno , ritenendolo inadeguato per dimensioni e impatto paesaggistico. La struttura, prevista su un’area già fortemente urbanizzata, avrà una lunghezza di circa 45 metri, un’altezza di 32 metri e ospiterà 47 alloggi, altrettante autorimesse interrate e spazi destinati ad attività commerciali.

Secondo Legambiente, la realizzazione dell’edificio rischia di alterare le caratteristiche edilizie del contesto e di aprire la strada a nuove costruzioni di grandi dimensioni, aggravando la saturazione del territorio. L’associazione sottolinea come Casalecchio, un tempo luogo di villeggiatura tra le colline e il fiume Reno, sia stato progressivamente trasformato in un’area a prevalente vocazione commerciale, con un’espansione incontrollata di supermercati, capannoni e centri commerciali.

Legambiente chiede che le scelte urbanistiche siano guidate da criteri di sostenibilità e qualità della vita, evitando ulteriori interventi che snaturino il territorio. Per questo, l’associazione sollecita soluzioni più razionali e rispettose dell’equilibrio ambientale e sociale della zona.

giovedì 27 marzo 2025

Legambiente: marcia "Stop Pesticidi", evento online

 


Oggi, giovedì 27 marzo , dalle 17 alle 19, si terrà in diretta Zoom la marcia "Stop Pesticidi", un'iniziativa promossa da Legambiente per sensibilizzare sull'impatto dell'agricoltura intensiva e promuovere pratiche agroecologiche.

Il tema dell'incontro sarà "Stop Pesticidi: dall’impatto dell’agricoltura intensiva all’agroecologia". L'evento sarà introdotto e coordinato da Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente.

Interverranno:

  • Carlotta Priore (Ufficio Agricoltura Legambiente), che presenterà il dossier "Stop Pesticidi nel Piatto";
  • Fiorella Belpoggi (ISDE), esperta sugli effetti dei pesticidi sulla salute;
  • Stefano Bocchi (Università di Milano), che parlerà della transizione dall’agricoltura intensiva all’agroecologia.

L’iniziativa rientra nella Settimana per le alternative ai pesticidi (20-30 marzo).

Per partecipare, è possibile accedere alla diretta tramite il link: bit.ly/direttazoom27marzo. 

giovedì 19 dicembre 2024

Legambiente, Emilia Romagna investe solo 0,65% del bilancio per i treni

 'Occorrono più convogli e una frequenza maggiore di corse' 



Nel 2023 in Emilia-Romagna "solo lo 0,65% del bilancio è stato investito per il finanziamento del servizio ferroviario e l'acquisto di nuovo materiale rotabile".
    E' quanto segnala Legambiente nel rapporto 'Pendolaria 2025' in cui fa il punto sul trasporto pubblico in Italia analizzando i servizi, le infrastrutture, ma anche le proposte per migliorare il settore.
    Sempre nel 2023 in regione il numero dei viaggiatori al giorno sui treni regionali è tornato finalmente a crescere, superando del 19% il numero del 2009 e del 4% quello del 2019, anno di riferimento pre pandemia.

"C'è bisogno però di spostare un numero molto maggiore di persone dall'utilizzo del mezzo privato e inquinante a quello del trasporto ferroviario e collettivo - sottolinea Legambiente - facendo crescere al tempo stesso la qualità del servizio offerto, soprattutto perché la domanda di mobilità si sviluppa su distanze che possono trovare un'alternativa in servizi di trasporto collettivo efficienti e integrati".
    L'Emilia-Romagna, infatti, rimane sotto i 200mila viaggiatori al giorno contro i 700mila della vicina Lombardia, con 882 corse contro le 2.200 dei lombardi.

"La nota positiva è che il materiale rotabile ha un'età media di 13,9 anni (14,8 anni è la media nazionale". Pur non comparendo nel rapporto nazionale Pendolaria, fa notare ancora Legambiente, sono tre le linee peggiori: la Bologna-Portomaggiore, interessata da lavori e per questo in parte coperta con bus; la Bologna-Prato, anche questa interessata da lavori di potenziamento per migliorare il trasporto merci e quello di persone, che però registra ogni giorno ritardi e cancellazioni di treni; la linea Bologna-Ravenna-Rimini, con problemi di ritardo dei treni e soprattutto di sovraffollamento.
    "Occorrono più treni e una frequenza maggiore di corse, oltre al ripristino di corse di Intercity che con gli anni sono state soppresse per far posto all'AV salvo poi far fare a queste fermate in centri più piccoli per garantire collegamenti rapidi tra capoluoghi di provincia", spiega Legambiente Emilia-Romagna.
    "Positiva la realizzazione finalmente del Tram a Bologna, ma manca ancora il completamento dell'Sfm con corse frequenti e soprattutto un servizio Tpl accettabile in tutti i capoluoghi". (ANSA)

domenica 10 marzo 2024

Pendolaria rileva l’ennesimo ritardo italiano: quello della mobilità su ferro.

 

Mentre si rivela  la strisciante inefficienza della Ferrovia Porrettana e il dibattito politico sul tema si infiamma,  Legambiente ha reso noto il risultato di una indagine sulla mobilità in cui si denuncia un’altra carenza italiana, quella della viabilità ferroviaria.

 

Legambiente scrive: 

Italia ultima nelle performance sulla mobilità sostenibile su ferro: poche infrastrutture e pochi investimenti con città sotto scacco di traffico e smog.

Dal 2016 al 2023 realizzati appena 11 km di tranvie e 14,2 di metropolitane, mentre continuano le aperture e gli investimenti nel Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Roma, tra le città peggiori in Europa in termini di dotazione di binari di metro.

I dati parlano chiaro: in Italia la lunghezza totale delle linee di metropolitane si ferma a poco meno di 256 km, ben lontano dai valori di Regno Unito (680,4 km), Germania (656,5) e Spagna (615,6). Il totale di km di metropolitane nella nostra Penisola è inferiore, o paragonabile a quello di singole città europee come Madrid (291,3) o Parigi (225,2). Riguardo le tranvie, in Italia ci sono 397,4 km, assai lontani dagli 875 km della Francia e soprattutto dai 2.042,9 km della Germania. Analoga situazione per le ferrovie suburbane, quelle prese ogni giorno da tanti pendolari, dove l’Italia è dotata di una rete totale di 740,6 km mentre sono 2.041,3 quelli della Germania, 1.817,3 km nel Regno Unito e 1.442,7 in Spagna.

Tra le città, Roma è tra le peggiori in Europa in termini di dotazione di binari di metro. Parliamo di 1,43 km ogni 100mila abitanti, ben lontani da altre capitali quali Londra (4,93), Madrid (4,48), Berlino (4,28). Sul fronte investimenti su ferro, l’Italia ha fatto ben poco preferendo quello su gomma. Nel 2023 non è stato inaugurato nemmeno un chilometro di nuove tranvie, mentre l’unica aggiunta alla voce metropolitane riguarda l’apertura di un nuovo tratto della M4 a Milano. Se si guarda indietro negli anni, dal 2016 al 2023 sono stati realizzati appena 11 km di tranvie e 14,2 di metropolitane, con una media annua rispettivamente di 1,375 km e 1,775 km, ben lontani da quanto sarebbe necessario per recuperare la distanza dalle dotazioni medie europee.

Dall’altro lato la Penisola si conferma la nazione più legata all’utilizzo dell’auto. Quello italiano resta il parco auto tra i più grandi d’Europa. 666 auto ogni mille abitanti, il 30% in più rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna. A pesare su questa scelta la mancanza di interconnessioni tra le varie linee di trasporto di massa, di TPL e di mobilità dolce, di integrazione delle stazioni con il tessuto urbano pedonabile e ciclabile.

Un immobilismo quello delle città italiane, sempre più fragili e vulnerabili a causa della crisi climatica, che racconta anche quanto poco si stia investendo sul fronte dei trasporti. Senza dimenticare che l’ultima legge di bilancio (approvata nel dicembre 2023) per la prima volta dal 2017 non prevede fondi né per il trasporto rapido di massa, il cui fondo è stato definanziato, né per la ciclabilità e la mobilità dolce.

Per Legambiente, da qui ai prossimi anni, è necessario prevedere maggiori investimenti per le aree metropolitane italiane per sciogliere i nodi irrisolti della mobilità e dell’inquinamento, colmando quei ritardi che si sono ampliati rispetto agli altri grandi Paesi europei. Al Governo Meloni l’associazione ambientalista chiede di dar avvio ad una stagione di politiche per la rigenerazione urbana, a partire da una maggiore cura e potenziamento del trasporto sul ferro, il miglioramento del servizio lungo le linee esistenti, più sharing mobility e mobilità elettrica, insieme all’attuazione di azioni di adattamento delle infrastrutture agli eventi meteo estremi, in modo da ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici adattandoli in funzione delle persone e non delle auto.   


Dal 2010 al 2023 sono stati 182 gli eventi meteo estremi che hanno avuto impatti sui servizi ferroviari con rallentamenti o interruzioni causati da piogge intense e allagamenti, frane dovute a intense precipitazioni, temperature record e forti raffiche di vento. Le regioni più colpite: Lazio (37), Lombardia (25) e Campania (17). Tra le città, Roma è quella dove sono avvenuti più eventi meteo estremi, ben 34, che hanno causato danni alle infrastrutture di trasporto pubblico o interruzioni al servizio, quasi sempre legati a piogge intense e allagamenti. Seguono Napoli (12 casi) anche qui per allagamenti e danni a binari e stazioni, e Milano (10), dove le esondazioni di Seveso e Lambro hanno portato alla chiusura in particolare della M3. Legambiente ricorda che i danni su infrastrutture e mobilità provocati dal cambiamento climatico sono tra i più ingenti e aumenteranno entro il 2050 fino a circa 5 miliardi di euro l’anno, come evidenziato da un Rapporto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel 2022. Un incremento di circa 12 volte rispetto alle stime di danno attuali. Il danno complessivo, diretto e indiretto, in assenza di misure, raggiungerebbe un valore tra lo 0,33% e lo 0,55% del PIL italiano al 2050. 

lunedì 14 agosto 2023

Castel di Casio premiata da Legambiente

Il Comune montano al quinto posto nella classifica dell’indagine ‘Animali in città’


di Martina Mari 

E’ Castel di Casio il comune che si distingue, a livello nazionale, per la gestione degli animali in città. Il XII rapporto di Legambiente ha analizzato i dati 2022 relativi alle performance di Comuni e Aziende sanitarie nella gestione degli animali nei centri abitati.

 

Numerosi gli indicatori di qualità emersi dal questionario, composto da 28 domande, che Legambiente ha inviato alle amministrazioni comunali. Le informazioni raccolte sono state raggruppate in macroaree di indagine: quattro per le Amministrazioni comunali con 36 indicatori. Si va dal quadro delle regole (9 indicatori dedicati alla normativa vigente) alle risorse economiche impegnate e risultati ottenuti (9 indicatori), dall’organizzazione delle strutture e servizi per i cittadini (12 indicatori) alle attività di controllo (6 indicatori). E’ in quest’ultima macroarea che si è distinto Castel di Casioprimo miglior risultato nella valutazione dei 6 indicatori relativi al quadro dei controlli, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati.

Al questionario ha risposto il 7% del campione scelto tra le Amministrazioni comunali, pari al 21,9% della popolazione italiana e raggiungono una performance uguale o superiore alla sufficienza 218 città su 552.
La premiazione è avvenuta il 27 luglio a Roma nella sede di Legambiente di via Salaria.
 

Il Sindaco Marco Aldrovandi esprime la sua soddisfazione per Castel di Casio che conta 3.305 abitanti e ha ottenuto un punteggio di 18 su 25 nelle 6 performance relative ai controlli, che riassumiamo in questo prospetto:

·         Applicazione di norme, regolamenti e ordinanze sindacali e risultanze delle attività svolte;

·         Presenza in dotazione e numero della strumentazione minima (lettori microchip) assegnati

al personale dipendente;

·         Conoscenza aggiornata e adeguatezza delle informazioni relative all 'anagrafe canina;

·         Conoscenza aggiornata e adeguatezza delle informazioni relative all 'anagrafe felina;

·         Conoscenza aggiornata e adeguatezza delle informazioni su presenza, nel territorio di

competenza, di strutture dedicate agli animali da compagnia;

·         Partecipazione al Tavolo per il contrasto delle esche avvelenate presso la Prefettura.

Qui di seguito i primi 5 posti tra i premiati del XII rapporto nazionale:

·         Modena, Verona e Ferrara, in quanto primo, secondo e terzo miglior risultato nella valutazione complessiva dei 36 indicatori considerati, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati;

·         Modena, quale primo miglior risultato nella valutazione dei 9 indicatori relativi al quadro delle regole, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati;

·         Pinzolo (TN), quale primo miglior risultato nella valutazione dei 9 indicatori relativi alla gestione di risorse/risultati, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati;

·         San Giovanni in Persiceto (BO), quale primo miglior risultato nella valutazione dei 12 indicatori relativi all 'organizzazione/servizi offerti al cittadino, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati;

·         Castel di Casio (BO), quale primo miglior risultato nella valutazione dei 6 indicatori relativi al quadro dei controlli, tra tutti i 552 comuni che hanno fornito dati.

 

Il XII rapporto di Legambiente sulla gestione degli animali nelle città italiane è consultabile al seguente link: http://www.legambienteanimalhelp.it/animalincitta/ 

lunedì 22 maggio 2023

Legambiente: “ Bocciato per seconda volta il progetto per la costruzione di oltre 300 appartamenti nell'area Ex Sapaba di Casalecchio di Reno

 Da oltre dieci anni contrastiamo questo progetto. Vi sono anche aspetti legati al rischio idro-geologico, drammaticamente salito alla ribalta in queste settimane.


Il presidente del Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno, Angelo Farneti, comunica:

 

Ieri abbiamo appreso a che la Soprintendenza avrebbe di nuovo espresso contrarietà al progetto urbanistico che prevede la costruzione di più di 300 appartamenti nell’area ex Sapaba. 

Da oltre dieci anni Legambiente è contraria a questo progetto che partì con il taglio di un bosco di querce in quell’area che si era rinaturalizzata spontaneamente. 

Da sempre sosteniamo che le aree ai margini del fiume Reno vadano mantenuta verdi e non cementificate per consentire al suo alveo naturale di allargarsi in caso di piena, rallentando il deflusso delle acque verso la pianura ed il mare. La cementificazione invece, chilometro dopo chilometro, non fa che aumentare la sua velocità. 

Gli accadimenti di queste settimane non fanno che confermare come la Natura non si lasci imbrigliare dai manufatti umani e che, prima o poi, riprenda drammaticamente il sopravvento. 

Chiediamo quindi nuovamente all’Amministrazione comunale di riconsiderare il progetto ex Sapaba anche alla luce del rischio idraulico. I “progetti di alto profilo, in un’area privata, in ogni caso”, vanno realizzati dove non vi siano pericoli per i cittadini che, fiduciosi, vi andrebbero ad abitare.

Nel caso non lo facesse, si assumerebbe una grande responsabilità.

Legambiente ribadisce infine che il primo ed importante passo per combattere i cambiamenti climatici e gli eventi straordinari, sempre più frequenti ed ordinari, sia il consumo di suolo zero e la riqualificazione dell’esistente, da subito.

Attendiamo un segnale forte e chiaro in questo senso!


martedì 14 febbraio 2023

Lavino non vuole l’ipermercato

 Legambiente: “  Straordinario successo di partecipazione della raccolta firme di sabato 11 febbraio 2023. STOP al cemento nell’area Metropolitana di Bologna”.


Il Presidente Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, Angelo Farneti,  ha inviato il comunicato stampa congiunto di ‘ COMITATO Spontaneo di cittadini Lavino di Mezzo, AMBIENTIAMOCI, MALALA “gli occhi delle donne sulla pace”, Circoli LEGAMBIENTE di Bologna, Pianura Nord e SettaSamoggiaReno e WWF: 


In un Comune di circa 12.300 abitanti, ai banchetti allestiti a Lavino di Mezzo e Anzola dell’Emilia, in una sola giornata sono state raccolte oltre 1.000 firme alle quali si aggiungono oltre 1.250 adesioni (ad ora) alla petizione on line lanciata sabato scorso e che continua al link: https://chng.it/dLSyvHWX2R

 

Chi sosteneva che la cittadinanza fosse d’accordo con la costruzione dell’ipermercato è stato miseramente smentito dai fatti.

Si continua ad affermare che la realizzazione del progetto sia ormai inevitabile e che ad esso si possano solo apportare piccoli aggiustamenti. La realtà è un’altra: mancano ancora due passaggi decisivi, uno in Città Metropolitana ed un altro in Consiglio Comunale ad Anzola.

 


I cittadini in gran numero stanno pubblicamente e in modo democratico manifestando le ragioni per le quali sono contrari al progetto.

Invitiamo le amministrazioni che hanno sottoscritto l’Accordo Territoriale a non proseguire il percorso per l’attuazione di un polo funzionale a marcata caratterizzazione commerciale che si porrebbe in contrasto con larga parte della comunità del territorio nel quale dovrebbe essere realizzato.

 

Ancora una volta non si considerano le conseguenze ambientali e sociali dell’assurda corsa alla cementificazione ed al consumo di suolo, aggravando le criticità legate ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dell’aria. Non è questa la rigenerazione urbana di cui necessita l’area metropolitana bolognese!

Del resto che non ci sia interesse pubblico nella realizzazione del grande insediamento commerciale è oggettivamente dimostrato dalla necessità di legarlo alla realizzazione di oltre 180 alloggi di edilizia ERS/ERC (ai sensi dell’articolo 3.9 del PTM) per poter rendere esigibile la richiesta di variante. 

Chiediamo ai consiglieri comunali di Anzola, nell’esclusivo interesse della comunità che rappresentano, di prestare ascolto ai tanti cittadini che, dando prova di partecipazione alla vita pubblica, hanno ritenuto utile far conoscere in modo civile la propria opinione indicando quali sono le reali priorità e necessità del territorio e dell’area metropolitana di Bologna e li invitiamo ad esprimere con tutta serenità, in sede di Consiglio Comunale, la loro contrarietà al progetto. 

Successivamente auspichiamo che si attivi un percorso partecipato istituzionale all’interno del quale l’amministrazione ed i cittadini possano confrontarsi e ciascuno contribuire, nel rispetto dei ruoli, ad una progettazione condivisa e complessiva del territorio che risponda ai reali bisogni della collettività ed ispirata alle più avanzate soluzioni in tema di sostenibilità urbana e compatibilità ambientale. 

domenica 12 febbraio 2023

Emergenza smog, cambio di passo cercasi

 


Da Legambiente

 Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di PM10. Le situazioni peggiori a Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti.

Rispetto ai nuovi target europei previsti al 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2. 

Ecco i dati di “Mal’Aria di città 2023: cambio di passo cercasi” per combattere l’inquinamento atmosferico.

Legambiente: “Per rendere le nostre città più vivibili e sostenibili, serve un cambio di passo e una maggiore attenzione da parte di Governo e amministrazioni locali. Ecco le nostre proposte: zone a zero emissioni, città 30 km all’ora, potenziamento del trasporto pubblico, elettrificazione autobus e sharing mobility”

Al via anche la campagna itinerante Clean Cities, dal 1° febbraio al 2 marzo tappa in 17 capoluoghi per promuovere con forza una mobilità urbana più efficiente, sicura e pulita. 

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L’emergenza smog nelle città italiane è un problema sempre più pressante. Secondo il nuovo report di Legambiente “Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi”, redatto e pubblicato nell’ambito della Clean Cities Campaign, i livelli di inquinamento atmosferico in molte città sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030. Il report ha messo in evidenza i dati del 2022 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2). In sintesi, infatti, sono ben 29 città delle 95 monitorate, che hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo) con le centraline di Torino (Grassi) che si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano (Senato) con 84, Asti (Baussano) 79, Modena (Giardini) 75, Padova (Arcella) e Venezia (Tagliamento) con 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti.

 Sempre per il PM10, l’analisi delle medie annuali ha mostrato come nessuna di esse abbia superato il limite previsto dalla normativa vigente, ma ciò non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030. Per il PM10, sarebbero infatti solo 23 su 95 (il 24% del totale) le città che non hanno superato la soglia di 20 µg/mc. 72 città sarebbero dunque fuorilegge.

Le città che devono lavorare di più per ridurre le loro concentrazioni e adeguarsi ai nuovi target (20 µg/mc da non superare per il PM10, 10 µg/mc per il PM2.5, 20 µg/mc per l’NO2) sono: Torino e Milano (riduzione necessaria del 43%), Cremona (42%), Andria (41%) e Alessandria (40%) per il PM10; Monza (60%), Milano, Cremona, Padova e Vicenza (57%), Bergamo, Piacenza, Alessandria e Torino (55%), Como (52%), Brescia, Asti e Mantova (50%) per il PM2.5. Le città di Milano (47%), Torino (46%), Palermo (44%), Como (43%), Catania (41%), Roma (39%), Monza, Genova, Trento e Bolzano (34%), per l’NO2. 

“L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza”, dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “In Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l’Italia registra un triste primato con più di 52.000 decessi annui da PM2.5, pari a 1/5 di quelli rilevate in tutto il continente. È necessario agire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci ed integrate che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall’industria all’agricoltura. In ambito urbano è fondamentale la promozione di azioni concrete sulla mobilità sostenibile attraverso investimenti importanti sul trasporto pubblico, il ridisegno dello spazio cittadino con pedonalizzazioni e zone 30, politiche di promozione dell’uso delle due ruote in sicurezza, la diffusione delle reti di ricarica dei mezzi elettrici, facilitando la scelta di ridurre fortemente l’uso dell’auto privata. Chiediamo al Governo, alle Regioni e ai Comuni, di mettere in campo azioni coraggiose per creare città più pulite e sicure. La salute è un diritto fondamentale che non può essere compromesso”.

“La Direttiva europea sulla qualità dell’aria, recentemente proposta, rappresenta solo il primo step di una sfida importante. Le nuove AQGs (Air Quality Goals) impongono un notevole adeguamento rispetto ai valori guida OMS e introducono nuove metriche, come il dimezzamento dei valori di legge attuali”, dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Le nostre analisi hanno evidenziato che il 76% delle città monitorate superano già i limiti previsti dalla futura direttiva per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per il NO2. Questo significa che le città italiane dovranno lavorare duramente per adeguarsi ai nuovi limiti entro i prossimi sette anni, soprattutto considerando che i trend di riduzione dell’inquinamento finora registrati non sono incoraggianti e che i valori indicati dalle linee guida dell’OMS, che sono il vero obiettivo da raggiungere per tutelare la salute delle persone, sono ancora più stringenti dei futuri limiti europei”. 

Secondo l’associazione, la tendenza di decrescita dell’inquinamento è troppo lenta, esponendo le città a nuovi rischi sanitari e sanzioni. Il tasso medio annuale di riduzione delle concentrazioni a livello nazionale è, infatti, del solo 2% per il PM10 e del 3% per l’NO2. Le città più distanti dall’obiettivo previsto per il PM10, ad esempio, dovrebbero ridurre le proprie concentrazioni cittadine tra il 30% e il 43% entro i prossimi sette anni, ma stando agli attuali trend di riduzione registrati negli ultimi 10 anni (periodo 2011 – 2021, dati Ecosistema Urbano), potrebbero impiegare mediamente altri 17 anni per raggiungere l’obiettivo, ovvero il 2040 anziché il 2030. Città come Modena, Treviso, Vercelli potrebbero metterci oltre 30 anni. Anche per l’NO2 la situazione è analoga e una città come Catania potrebbe metterci più di 40 anni

Le proposte di Legambiente:

Per combattere l’inquinamento in ambito urbano, l’Associazione propone una serie di interventi “a misura di città”:

·         Il passaggio dalle Ztl (zone a traffico limitato) alle ZEZ (Zone a zero emissioni). Come dimostra l’esperienza di Milano (con l’area B) e, soprattutto, dell’ultra Low Emission Zone londinese, le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti riducono le emissioni da traffico del 30% e del 40%.

·         LEZ anche per il riscaldamento. Servono un grande piano di riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e privata, e incentivare una drastica riconversione delle abitazioni ad emissioni zero grazie alla capillare diffusione di misure strutturali, come il Superbonus, opportunamente corretto dagli errori del passato come gli incentivi alla sostituzione delle caldaie a gas.

·         Potenziamento del Trasporto Pubblico e Trasporto Rapido di Massa (TRM) attraverso la quadruplicazione dell’offerta di linea e la promozione di abbonamenti integrati, come fece la Germania nell’estate del 2022.

·         Sharing mobility. Incentivare la mobilità elettrica condivisa (micro, bici, auto, van e cargo bike) e realizzare e realizzare ulteriori000 km di percorsi ciclabili. 

·         Ridisegnare lo spazio pubblico urbano a misura d’uomo, “città dei 15 minuti”, sicurezza stradale verso la “Vision Zero”, “città 30” all’ora seguendo l’esempio di Cesena, Torino, Bologna e Milano.

·         Tutto elettrico in città, anche prima del 2035, grazie alla progressiva estensione delle ZEZ alla triplicazione dell’immatricolazione di autobus elettrici e l’istituzione dei distretti ZED (Zero Emissions Distribution).

 La campagna itinerante “Clean Cities”

Torna dal 1° febbraio al 2 marzo la campagna itinerante “Clean Cities” organizzata da Legambiente. L’iniziativa, realizzata nell’ambito della Clean Cities Campaign,

una coalizione europea di ONG e organizzazioni della società civile, di cui anche il cigno verde fa parte, farà tappa in 17 città italiane per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni e per chiedere città più vivibili e pulite. Prima tappa il 1° febbraio a Torino (1 e 2) per poi spostarsi a Genova (6 e 7 febbraio), Milano (8 e 9 febbraio), Bergamo (10 febbraio), Bari (13 e 14 febbraio), Napoli (15 febbraio), Avellino (16 febbraio), Roma (17 e 20 febbraio), Pescara (17 febbraio), Bologna (18 febbraio), Padova (22 febbraio), Perugia (23 e 24 febbraio), Trieste (25 febbraio), Palermo (25 febbraio), Catania (27 febbraio), Prato (27 e 28 febbraio) e Firenze (1 e 2 marzo). Durante le tappe, saranno organizzati incontri con rappresentanti delle amministrazioni locali, esperti e cittadini per discutere delle sfide legate alla mobilità sostenibile nei vari contesti urbani, sia iniziative di piazza come flash mob, presidi, attività di bike to school.

 Il racconto della campagna e la petizione

È possibile seguire tutte le tappe di Clean Cities sulla pagine Facebook e Instagram Legambiente Lab e Twitter GreenMobility. Infine, Legambiente lancia anche per quest’anno la petizione on line “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!” con la quale chiede al Governo risposte urgenti nella lotta allo smog, a partire dagli interventi sulla mobilità e l’uso dello spazio pubblico e della strada.

mercoledì 28 settembre 2022

A Sasso Marconi, giornate di attenzione all’ambientale e al proprio paese

 Domenica 2 e sabato 15 ottobre verrà ripulito il Fosso del Diavolo

La Consulta del capoluogo informa:

Sono state programmate dall’Amministrazione comunale due mattinate ecologiche per ripulire dai rifiuti il Fosso del Diavolo. L’intervento completa quello iniziato nei giorni scorsi per una qualificata manutenzione del verde e per la rimozione dei manufatti abusivi. 

Le due iniziative sono promosse in collaborazione con i coordinamenti locali di Plastic Free e Legambiente: tutti possono partecipare e dare il proprio contributo per restituire all’uso collettivo una zona importante del  territorio e della sentieristica locale (il sentiero CAI 120 parte proprio dal Fosso del Diavolo e sale fino a Lagune).

 

LE DATE 

Domenica 2 Ottobre, ore 9.30



Mattinata ecologica organizzata dal gruppo Plastic Free Sasso Marconi nell'ambito dell'evento nazionale Plastic Free.

Iscrizioni 👉https://www.plasticfreeonlus.it/.../2311/2-ott-sasso-marconi 

 

Sabato 15 Ottobre, ore 9.30



Iniziativa organizzata dal Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno nell'ambito della campagna di volontariato ambientale “Puliamo il Mondo”. In collaborazione con i volontari del Gruppo Alpini Casalecchio di Reno - Sasso Marconi  e le GEV Bologna.