Doppio intervento dei Carabinieri del Comando
Provinciale di Bologna in soccorso di operatori del trasporto pubblico, vittime
di aggressioni durante lo svolgimento del servizio. Gli episodi si sono verificati
tra Bologna città e l’Appennino bolognese, nel giro di poche ore.
Il primo intervento è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 18
gennaio, alla stazione ferroviaria di Porretta Terme. Intorno alle 18.40, i
Carabinieri della Stazione di Camugnano sono intervenuti, insieme ai sanitari
del 118, in soccorso di un capotreno aggredito fisicamente da un passeggero che
si rifiutava di scendere dal convoglio. Ne è nata una colluttazione durante la
quale il ferroviere ha riportato lesioni, rendendo necessario l’intervento del
personale sanitario.
Il secondo a Bologna, in zona Rotonda
Sant’Egidio. Intorno alle 00.20 di oggi, lunedì 19 gennaio, una pattuglia del
Nucleo Radiomobile dei Carabinieri è intervenuta per prestare assistenza a
un’autista di autobus, presa di mira verbalmente da un passeggero in evidente
stato di alterazione. L’uomo, armato di una bottiglia di birra, pretendeva di
essere trasportato verso una destinazione diversa da quella prevista dalla
linea e, al rifiuto dell’autista, ha iniziato a minacciarla e a insultarla.
L’arrivo dei militari ha consentito di riportare la situazione alla calma e di
tutelare la conducente, visibilmente scossa dall’accaduto.
In entrambi i casi sono in corso gli
accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e valutare eventuali
responsabilità. Gli episodi riaccendono l’attenzione sul tema della sicurezza
degli operatori del trasporto pubblico, sempre più spesso esposti a situazioni
di rischio durante il servizio.
Riportiamo le precisazioni di E’ TV in merito all’aggressione ai danni di un capotreno avvenuta alla stazione ferroviaria di Porretta Terme.
Un capotreno è stato aggredito poco prima delle 19 di ieri nella stazione di Porretta Terme, sull’Appennino bolognese. A colpirlo sarebbe stato un passeggero che si rifiutava di scendere dal treno giunto al capolinea e che lo avrebbe preso a calci. Si tratta di un trentenne emiliano, senza fissa dimora e con precedenti, successivamente identificato e denunciato dai Carabinieri.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo pretendeva di restare a bordo del convoglio regionale nonostante la corsa fosse terminata. Quando il capotreno, un 33enne, lo ha invitato a scendere — anche perché il mezzo doveva essere sottoposto alle operazioni di pulizia da parte della ditta specializzata — il passeggero avrebbe perso il controllo, colpendolo con un calcio.
In aiuto del capotreno è intervenuto anche il macchinista, ma per riportare la calma è stato necessario l’intervento dei Carabinieri della stazione di Camugnano e della compagnia di Vergato. L’addetto delle Ferrovie, che ha riportato lievi lesioni, si è fatto medicare e ha successivamente sporto denuncia per l’aggressione subita.
Il passeggero, privo di documenti, è stato accompagnato in caserma per l’identificazione. Risultato senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
L’episodio si inserisce in un contesto di particolare attenzione sul tema della sicurezza ferroviaria e avviene a poche settimane dall’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso con una coltellata nella stazione di Bologna.
4 commenti:
C'è un solo modo per ridurre al minimo questi continui episodi: COSTRUIRE NUOVE CARCERI! E' inutile che si varino leggi per creare nuovi reati ed inasprire le pene se poi nessuno finisce dentro. E questa non è una questione di destra o sinistra, questa è una questione di buon senso. In Italia ormai si sa che per questi reati nessuno viene carcerato anche se giudicato colpevole. Posso essere d'accordo che la pena detentiva non deve essere meramente una punizione, ma privare della libertà per un po' di tempo chi si comporta in questi modi sicuramente costituisce un deterrente per almeno il 90% di queste persone. Lungi da me dal sembrare un razzista, cosa che non sono, ma semplicemente deve finire la concezione che certi stranieri hanno che in Italia possono fare ciò che vogliono tanto non subiranno nessuna pena. Nella gran parte dei paesi da dove provengono, i comportamenti che hanno qua sarebbero puniti non solo con il carcere, ma anche con pene corporali. Noi non dobbiamo scendere a tanto, ma iniziamo a fargli scontare qualche mese in carcere e sicuramente a tanti passerà la voglia di compiere certi atti. Certo, costruire carceri e, soprattutto, mantenerle ha un costo elevato, ma qual è il costo nascosto di questi comportamenti per la nostra società? E come sarebbe bello poter camminare per le strade delle nostre città senza preoccuparsi di essere aggrediti da questi balordi? Io sono un elettore di sinistra e vorrei tanto che dalla mia parte politica si smettesse di essere così buonisti a prescindere, perchè, come si sa, il dottore pietoso, fa la piaga purulenta. Occorre prendere coscienza che se ci sono carceri sovraffollate, il rimedio non sia buttare fuori i delinquenti ma occorre COSTRUIRE NUOVE CARCERI!!! In 50 anni che seguo la politica, non ho mai sentito nessuno proporlo; solo amnistie e condoni per sovraffollamento. Sarà ora di cambiare registro, o no? Cosa ne pensate?
Il migliore carcere per gli stranieri che non si adattano è il rimpatrio nei loro paradisi, senza nessuna possibilità di ritorno.
Daspo ferroviario per questa persona. E 4 settimane di lavori socialmente utili inserendolo temporaneamente nella ditta di pulizie dei treni (locali bagni)
Non posso che condividere quanto espresso dal signore delle 12.13. E' trascorso più di mezzo secolo e si continua a parlare di sovraffollamento delle carceri! Vergogna e basta!
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