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Sulla scia degli obiettivi della Strategia Forestale Nazionale e del Tavolo Forestale della Regione Emilia-Romagna, orientati alla valorizzazione delle forme aggregative nel settore primario, l’8 gennaio scorso è stato costituito il Consorzio AgroSilvoPastorale dell’Appennino Bolognese “La Voce della Montagna”, con sede a Lizzano in Belvedere.
A dar vita al consorzio sono 15 imprese agricole, agroforestali, zootecniche, agromeccaniche e proprietari di terreni agricoli e boschivi, unite dall’obiettivo di promuovere i prodotti e il territorio dell’Appennino bolognese e di valorizzare la figura dell’imprenditore agroforestale come custode dell’ambiente, del paesaggio e di un patrimonio di saperi tradizionali.
Il Consorzio nasce con l’intento di unire i settori agricolo, forestale e zootecnico, dando voce alla montagna e a chi la vive e la lavora quotidianamente, portando all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza di una gestione agroforestale sostenibile, economica e sociale dell’Appennino. Tra le priorità figurano in particolare la valorizzazione del Latte Fieno e del Parmigiano Reggiano di Montagna, oltre allo sviluppo della filiera del legname di castagno, attraverso progetti di gestione dei boschi abbandonati abbinati ad attività di vivaistica forestale.
Alla guida del Consorzio è stata eletta Laura Gelli, presidente, affiancata dal vicepresidente Pierluigi Pelagalli (nella foto). Il consiglio di amministrazione è composto in larga parte da giovani imprenditori, segno di un forte investimento sul futuro delle aree montane.
Il Consorzio opera nei territori pedocollinari, collinari e montani della provincia di Bologna e delle aree confinanti, con il compito di coordinare e sostenere le attività di produzione agro-silvo-pastorale e la gestione delle risorse ambientali. Le azioni previste spaziano dalla pianificazione forestale sostenibile, alla certificazione ambientale, dalla tutela della biodiversità alla valorizzazione economica delle risorse agricole e forestali, fino alla promozione di attività formative, progettuali e di innovazione tecnologica.
Tra gli ambiti di intervento rientrano inoltre la gestione delle tartufaie, lo sviluppo dell’olivicoltura di montagna, il sostegno all’allevamento brado e semibrado, la manutenzione della rete sentieristica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi boschivi, nonché il rafforzamento delle filiere locali di trasformazione e commercializzazione.
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1 commento:
A leggere l'articolessa parrebbe che tutte le problematiche che gravano sull'appennino verranno affrontate con il dovuto impegno. Bene, speriamo non sia un altro carrozzone che spilla soldi dal "pubblico"
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