Arriva il via libera ambientale al progetto per la
realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra da 5,5 megawatt a Sasso Marconi, in via Cartiera.
L’autorizzazione è stata concessa dopo una valutazione ambientale approfondita,
che ha escluso effetti negativi significativi sull’area naturale protetta dei Boschi di San Luca e Destra Reno, situata
a circa 150 metri dal sito dell’intervento.
L’impianto, proposto dalla società Chiron Energy SPV 37 Srl, sorgerà su
un’area di ex cava dismessa e
occuperà una superficie recintata di poco più di 5 ettari, di cui meno della metà sarà coperta dai
pannelli solari. Proprio la vicinanza a un sito della rete europea Natura 2000 ha imposto regole stringenti
e numerose misure di tutela ambientale.
Intorno
all’impianto sarà realizzata una fascia
verde con alberi e arbusti autoctoni, come nocciolo, prugnolo, viburno
e rosa canina, utili sia per schermare l’impianto sia per offrire rifugio e
cibo alla fauna.
All’interno dell’area non verranno
seminati prati artificiali: sarà lasciato spazio alla vegetazione spontanea, così da favorire insetti
impollinatori e piccoli animali. Dove necessario, verranno utilizzati solo semi
provenienti dal territorio locale.
Un’attenzione
particolare è stata riservata alla fauna selvatica. La recinzione dell’impianto
sarà sollevata da terra e dotata
di aperture regolari, per
permettere il passaggio di piccoli mammiferi. Sono inoltre previsti nidi artificiali e zone rifugio per
uccelli e fauna minore.
Anche i cavi elettrici saranno
progettati per essere ben visibili, così da ridurre il rischio di collisioni e
impedire l’elettrocuzione degli uccelli.
La
gestione dell’impianto dovrà avvenire nel rispetto dell’ambiente:
·
niente diserbanti o pesticidi,
·
sfalci
limitati e solo in alcuni periodi dell’anno,
·
nessuna
rimozione dell’erba tagliata, che verrà lasciata sul posto per arricchire il
suolo.
Potature e lavori più invasivi
saranno vietati nei mesi primaverili ed estivi, per non disturbare la
nidificazione della fauna.
Secondo
l’autorità ambientale, il progetto – solo
se realizzato rispettando tutte le prescrizioni – non arrecherà danni
significativi all’area protetta vicina e potrà contribuire alla produzione di
energia rinnovabile senza compromettere la biodiversità.
Resta la possibilità, per cittadini e
soggetti interessati, di presentare ricorso nei termini di legge.
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