giovedì 8 gennaio 2026

Alessandro morì in canoa a 17 anni: chieste quattro condanne


 


Quattro richieste di condanna al termine del processo di primo grado per la morte di Alessandro Ferriani, il ragazzo di 17 anni che perse la vita nel febbraio 2019 durante un’esercitazione di canoa alla chiusa di Casalecchio di Reno. Questa mattina, nell’aula del tribunale di Bologna, la Procura, rappresentata dal pubblico ministero Francesca Rago, ha formulato le proprie conclusioni nei confronti dei quattro imputati, accusati a vario titolo di omicidio colposo, falso e favoreggiamento.

La richiesta più pesante riguarda Michele Malossi, istruttore di secondo livello, per il quale il pm ha chiesto un anno e sei mesi di reclusione. Seguono Claudio Camporesi, all’epoca responsabile della formazione per il Comitato regionale della Federazione Canoa, per il quale è stata sollecitata una condanna a un anno e due mesi; Gianluca Zannoni, allora presidente del Canoa Club, e Enrico Partemi, assistente di base, per i quali la Procura ha chiesto un anno di reclusione ciascuno. La difesa è affidata agli avvocati Fabio Pancaldi e Ivan Dall’Ara.

La vicenda risale a un pomeriggio di sei anni fa, quando quella che avrebbe dovuto essere una normale sessione di allenamento si trasformò in tragedia nelle acque del Reno. Secondo l’impianto accusatorio, durante l’esercitazione sarebbero state commesse negligenze e violazioni delle norme di sicurezza, cui si aggiungerebbero irregolarità nelle fasi successive alla morte del giovane.

Nel corso del dibattimento è emersa anche la posizione della famiglia di Alessandro. I genitori, inizialmente costituiti parte civile, hanno successivamente revocato la loro costituzione dopo aver raggiunto un accordo risarcitorio, senza che ciò interrompesse l’iter giudiziario. Il procedimento, infatti, prosegue e si avvia ora verso la fase delle arringhe difensive, in attesa della sentenza di primo grado.

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