Tutto in linea con la stagione climatica e non è detto sia negativo per l'agricoltura
Ci aspetta un venerdì particolarmente insidioso per
quanto riguarda il meteo che preannuncia
temperature ancora molto basse con rischio di gelicidio, cioè pioggia che gela
al suolo. È stata infatti diramata un’allerta meteo gialla, valida dalle ore
00:00 di domani, venerdì 9 gennaio 2026 alle ore 00:00 di sabato 10 gennaio
2026, per condizioni meteorologiche avverse su ampie aree
dell’Emilia-Romagna.
L’allerta riguarda il vento nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e
Rimini, e il rischio di pioggia
che gela nelle province di Bologna,
Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Per la giornata di venerdì 9 gennaio sono previsti venti di burrasca moderata da sud-ovest,
con velocità comprese tra 62 e 74 km/h
e raffiche di intensità superiore,
soprattutto sui rilievi centro-orientali
e in particolare lungo le aree di crinale,
dove le condizioni potranno risultare più critiche.
Non si escludono inoltre locali episodi di pioggia che gela,
fenomeno insidioso che potrebbe rendere particolarmente scivolose le superfici
stradali, con maggiore probabilità nel settore centro-orientale della regione.
Le temperature notturne e del primo mattino sono previste inferiori allo zero sia in pianura sia
nella bassa collina, con conseguente rischio
di gelate diffuse. Sui crinali centro-orientali, infine, potrebbero
verificarsi fenomeni franosi localizzati,
favoriti dal progressivo scioglimento del
manto nevoso.
Si raccomanda particolare attenzione
alla circolazione stradale, soprattutto nelle ore notturne e mattutine, e
prudenza nelle aree montane e collinari più esposte agli effetti del vento e
del gelo.
Gli esperti invitano a non
considerare il freddo invernale come un fattore necessariamente penalizzante
per l’agricoltura. Al contrario, le basse temperature tipiche della stagione
svolgono un ruolo fondamentale nei cicli naturali delle colture.
Molte piante, infatti,
hanno bisogno di trascorrere un adeguato numero di ore di freddo per entrare in una fase di riposo
vegetativo, un processo naturale noto come vernalizzazione,
indispensabile per garantire una corretta ripresa della crescita nella stagione
primaverile. Anche la neve contribuisce positivamente, agendo come una coperta
naturale che protegge il suolo e le radici dalle escursioni termiche più
brusche.
Le gelate, sottolineano gli agronomi,
diventano invece problematiche soprattutto a
fine inverno o in primavera, quando i germogli iniziano a spuntare e
risultano particolarmente vulnerabili agli abbassamenti improvvisi di temperatura.
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