Proclamato da Cub Trasporti e Sgb Ferrovie dopo l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio
È stato proclamato un nuovo sciopero nazionale del
trasporto ferroviario per le giornate di domani, venerdì
9 e sabato 10 gennaio. L’agitazione, indetta dalle sigle sindacali Cub Trasporti e Sgb Ferrovie, prenderà il via alle 21 di venerdì per concludersi alle 21 di sabato, coinvolgendo la circolazione
dei treni su tutto il territorio nazionale.
Alla base della protesta c’è l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34
anni ucciso nei pressi della stazione di Bologna nel pomeriggio di lunedì
scorso. Un episodio che, secondo i sindacati, riporta drammaticamente al centro
il tema della sicurezza sul lavoro nel settore ferroviario.
Lo sciopero è stato proclamato,
spiegano Cub e Sgb in una nota congiunta, «per protestare contro un problema
indifferibile di salute, sicurezza e incolumità dei lavoratori del settore»,
una questione che – sottolineano – viene affrontata «solo a posteriori e con
soluzioni tutt’altro che preventive». «Non si può accettare di perdere la vita
a 34 anni in queste condizioni», affermano le sigle, ricordando che
l’aggressione mortale è avvenuta «all’interno di un recinto ferroviario,
un’area di presenza, sosta e transito dei lavoratori che rientra nelle
responsabilità delle aziende ferroviarie».
«La sicurezza non è negoziabile. La
vita non è un costo», si legge ancora nel comunicato. «L’episodio di Bologna
impone una risposta immediata e collettiva. Non si può morire di lavoro a causa
di carenze strutturali denunciate da anni e mai risolte, o affrontate solo
parzialmente. È una questione che riguarda la tutela dei lavoratori ferroviari
e la sicurezza di tutti gli utenti».
La notizia è stata diffusa
dall’agenzia Dire.
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