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venerdì 11 luglio 2025

L’Arma dei Carabinieri lancia il cortometraggio ‘Oltre le Apparenze’ per prevenire le truffe agli anziani



 


Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle truffe ai danni delle persone anziane, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna ha realizzato un cortometraggio dal titolo “Oltre le Apparenze”, volto a informare e tutelare una delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il progetto, parte di un’ampia iniziativa di educazione civica e prevenzione promossa dall’Arma su scala nazionale, mira a fornire agli anziani – e ai loro familiari – strumenti concreti per riconoscere i segnali di potenziali raggiri e agire con tempestività. La campagna si inserisce in un contesto in cui le truffe agli anziani, spesso raggirati da falsi tecnici, sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine o finti conoscenti, rappresentano un fenomeno purtroppo ancora troppo diffuso.

Protagonista del cortometraggio è l’attrice imolese Lucia Ricalzone ( nella foto con il Generale Ettore Bramato), che con la sua interpretazione contribuisce a dare voce e realismo a una vicenda ispirata a fatti realmente accaduti. Il video, della durata di pochi minuti, è pensato per essere uno strumento immediato ed emotivamente coinvolgente, in grado di sensibilizzare anche i più giovani sul ruolo fondamentale della comunità nel proteggere gli anziani.

L’iniziativa è accompagnata dalla diffusione di un vademecum di consigli utili forniti direttamente dall’Arma dei Carabinieri, con indicazioni pratiche per riconoscere situazioni sospette, evitare comportamenti rischiosi e sapere come comportarsi in caso di tentativi di truffa.

Il cortometraggio “Oltre le Apparenze” è disponibile a questo link:
👉 https://we.tl/t-qlVd3yFVwv (link temporaneo – disponibile per il download fino a scadenza)

La guida con i consigli dell’Arma dei Carabinieri per la prevenzione delle truffe:




sabato 1 febbraio 2025

Truffe agli anziani, decine di tentativi sventati: i Carabinieri intensificano la campagna informativa


 

Truffatori sempre più agguerriti, ma la prevenzione funziona. Solo nell’ultima settimana, tra Bologna e provincia, sono stati sventati dieci tentativi di raggiro ai danni di cittadini tra i 66 e gli 86 anni. Gli schemi adottati dai criminali sono sempre più sofisticati: dalle finte emergenze familiari, come incidenti stradali o interventi chirurgici improvvisi, ai problemi bancari inesistenti.

L’ultima frontiera delle frodi è lo spoofing, una tecnica informatica che consente di far apparire sul display della vittima un numero telefonico ufficiale, come quello di una caserma dei Carabinieri. È quanto accaduto ieri mattina a Imola, dove un 70enne ha ricevuto una telefonata apparentemente proveniente da un ufficio dell’Arma. L’uomo, però, ben informato sul fenomeno, ha riconosciuto il tentativo di truffa e ha interrotto la chiamata, come raccomandato dalle forze dell’ordine.

Proprio la conoscenza di queste dinamiche si sta rivelando fondamentale nella lotta alle truffe. Per questo, la campagna informativa dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna prosegue senza sosta. Attraverso volantinaggi e incontri con gli anziani, organizzati in collaborazione con le autorità comunali, i militari diffondono consigli utili per riconoscere ed evitare le frodi. Un’attività che si sta dimostrando efficace: sebbene le truffe tentate siano numerose, crescono anche i casi in cui le vittime riescono a smascherare i malviventi prima che sia troppo tardi.

venerdì 12 luglio 2024

Lino Banfi testimonial speciale dell'Arma

 Campagna di prevenzione delle truffe in danno degli anziani.



Dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri


L’Arma dei Carabinieri rivolge particolare attenzione ai soggetti vulnerabili, tra cui gli anziani, sempre più fragili di fronte alle insidie della modernità. Già da tempo l’Istituzione ha assunto efficaci iniziative a loro tutela, soprattutto in relazione alle truffe: un fenomeno sempre più diffuso e attuale, che prende di mira le persone fragili, lasciando in loro segni indelebili. Oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio domestico, le vittime subiscono, infatti, anche il senso di colpa di essere state raggirate. I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati. In questo contesto, l’Arma ha deciso di avviare una campagna di comunicazione diretta alla parte della popolazione maggiormente colpita da questo tipo di reati, allo scopo di rafforzare la prevenzione e accrescere la funzione di rassicurazione sociale. Il testimonial della campagna è il celebre attore Lino Banfi, il quale, per la profonda stima che nutre nei confronti dell’Istituzione e per la sua particolare sensibilità rispetto ai temi della legalità, si è mostrato fin da subito disponibile, con la grande generosità che lo caratterizza, a ricoprire questo ruolo così importante. La scelta del “Nonno d’Italia” è stata ispirata dall’esigenza e dal desiderio di avvicinarsi ancora di più agli anziani, con l’intento principale di trasmettere in modo diretto ed efficace consigli utili a tutelarsi dai raggiri. Per questo l’attore ha subito aderito all’invito dell’Arma dei Carabinieri. 


Nello spot, che sarà diffuso sulle piattaforme social dell’Arma e sui media, Lino Banfi e il Comandante di Stazione del quartiere in cui vive mettono in guardia gli spettatori dalle truffe. Nel corso di un dialogo con il “suo” Comandante di Stazione, Banfi, con l’inconfondibile stile che lo contraddistingue, racconta di alcuni suoi conoscenti che hanno subito truffe, per poi lasciare la scena al Maresciallo dell’Arma che esorta il pubblico a prestare massima attenzione e a rivolgersi con fiducia ai Carabinieri chiamando il 112 N.U.E. Lo spot si conclude con l’invito a consultare il sito Carabinieri.it, in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle. 


Le tecniche adottate dai truffatori, infatti, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti: individuarli è il primo passo per difendersi. Oltre a questa iniziativa, è stata realizzata una locandina che sarà affissa in tutte le caserme, nelle parrocchie e nei luoghi di ritrovo degli anziani, nonché un opuscolo pieghevole da distribuire ai cittadini. In maniera chiara e semplice, vi sono indicati i consigli per evitare di rimanere vittima delle truffe tra i quali: attenzione ad aprire la porta agli sconosciuti, diffidare dalle apparenze, limitare la confidenza su internet. Protagoniste assolute della missione di rassicurazione sociale dell’Arma sono le Stazioni Carabinieri, che vivono le comunità, rappresentando punti di riferimento sempre presenti e affidabili. 

Ed è per questo che i Comandanti di Stazione: 

· svolgono incontri formativi in luoghi di culto, presso sedi comunali e strutture assistenziali/ricreative per anziani, con distribuzione di opuscoli informativi; 

· mantengono contatti con i direttori di istituti di credito e degli uffici postali, per condividere informazioni su casi sospetti; 

· sviluppano collaborazioni con gli organi di informazione e istituzioni locali per sensibilizzare l’opinione pubblica.

martedì 3 luglio 2018

Truffe agli anziani: le tecniche più usate e le regole per evitare i raggiri

Il capo della Squadra Mobile Luca Armeni, dopo aver tracciato le regole per limitare furti in casa e borseggi, delinea i profili e gli alias dei truffatori e dà consigli su come evitare guai



Luca Armeni, il capo della Squadra Mobile di Bologna, parla delle truffe e dei raggiri ai danni di anziani, fenomeno per cui la prevenzione è fondamentale soprattutto in questo periodo dell'anno, nel quale molte persone vivono una maggiore solitudine: «Che poi tutti così anziani non sono, visto che la fascia di vittime va dai 60 anni in su - spiega il dirigente della Polizia di Stato da Piazza Galileo - ma comunque soggetti, vuoi per l'abilità dei truffatori vuoi per una buona predisposizione nei confronti del prossimo, a cascare in alcune trappole ben studiate e collaudate».

Tante le precauzioni, una per tutte: mai dare informazioni personali a estranei 

Una persona che aiuta un'altra più "debole" a portare il sacchetto della spesa, ad attraversare la strada, qualche chiacchiera che rompe il silenzio dato dall'isolamento e dalla solitudine, spesso dalla noia: sono approcci utilizzatissimi dai truffatori per conquistare la fiducia delle vittime e poi portare a termine i loro scopi anche dopo diverso tempo.
«Parlare dei propri figli, lamentarsi della propria solitudine, dare dettagli sulla vita personale è un errore perchè tutto quello che viene detto a un estraneo potrebbe poi essere trasferito a un complice e usato anche diverse settimane/mesi dopo anostro discapito, per simulare vicinanza a parenti, far vedere di sapere il nome dei familiari per lasciare intendere di conoscerli...Bene avere fiducia nel prossimo, ma lasciamoci sempre quel 20% di dubbio, anche perchè di solito questi malviventi sono degli insospettabili».

Le scuse più utilizzate: l'incidente stradale e la cauzione da pagare

Fra le scuse più utilizzate dai truffatori quella dell'incidente e della cauzione da pagare per "liberare" la persona che lo ha provocato e che di solito è il figlio o il nipote della vittima; un poliziotto o un carabiniere senza divisa che descrive solitamente sempre problemi con la giustizia e un prezzo da pagare anche in preziosi; vendita di abbonamenti a riviste inesistenti e di varia natura; addetti delle varie utenze che devono fare controlli e che spesso chiedono di isolare i metalli preziosi che interferiscono con alcuni inesistenti macchinari/strumenti.
«Sappiamo che spesso i consigli e le raccomandazioni lasciano il tempo che trovano e che certe abitudini  sono dure da abbandonare (ritirare tutta la pensione a inizio mese, ecc....) - prosegue Armeni -  suggerisco però di allertare costantemente i nostri parenti anziani sui rischi che corrono quando qualcuno fa leva sulle loro paure. Chiamiamoli spesso, qualche telefonata in più non fa male e soprattutto diciamo loro che davanti a qualsiasi situazione sospetta o richieste di denaro (anche grandi somme come spesso accade) bisogna chiamare i figli e il 112».

Cose da fare e non fare e cose da sapere:

1. Non dare informazioni personali, nomi di figli e parenti, indirizzo di casa, orari e periodi in cui si è soli anche se la persona con cui si ha a che fare sembra per bene e onesta.


2. Se vi viene detto che uno dei vostri cari si trova in custodia dalle Forze dell'Ordine telefonare prima a figlio/nipote oppure direttamente in Questura: dagli uffici potranno dare o meno conferma.
3. Tra le figure più abusate per carpire la fiducia delle vittime ci sono sedicenti avvocati, carabinieri, marescialli, poliziotti e addetti del tribunale. Spesso chi avvicina gli anziani è di sesso femminile perchè le donne danno maggiore fiducia
4. Non aprire mai portone e cancello a chi non si conosce e ricordare che lavori e presenza di addetti vari è sempre annunciato con avvisi specifici giorni prima
5. Non esistono dispositivi od operazioni di sicurezza che prevedano il 'raduno' di gioielli e preziosi

Furti e rapine agli over 65: il Comune di Bologna li rimborsa

Le tipologie di truffe e di raggiri ai danni di anziani sono di diverso tipo, ma come abbiamo visto, seguono spesso canovacci che si ripetono. 




Sedicenti Carabinieri, poliziotti e marescialli








domenica 20 maggio 2018

Truffe anziani, falsi dipendenti delle poste: colpi in regione, presi nel bolognese

I Carabinieri hanno ricostruito tutti i colpi e le truffe messe a segno dalla banda fino a individuarli a Granarolo: a gennaio erano riusciti a derubare un'anziana di 15 mila euro


In trasferta da Bologna per mettere a segno nuove truffe agli anziani, seguendo un copione ben preciso: si spacciavano per dipendenti delle poste, ma alla fine sono stati smascherati dai Carabinieri di Faenza che hanno arrestato una 21enne e un 32enne. Sono loro gli autori di un colpo da 15mila euro che risale allo scorso 18 dicembre quando i due avevano suonato al campanello di una 83enne.

Finge di metterla in guardia, ma la truffatrice è lei

Con grande faccia tosta la ragazza aveva spiegato alla vittima che, in città, c'era un gran numero di truffatori che si presentavano come dirigenti postali e che raggiravano gli anziani. Proprio per questo motivo, la malvivente era arrivata a casa della 83enne per spiegarle che doveva ricevere una grossa somma come arretrato della pensione e che, allo stesso tempo, non era sicuro tenere dei valori nell'appartamento. La 21enne, quindi, aveva consigliato all'anziana di approfittare dell'occasione per mettere in custodia i propri gioielli in un'apposita cassetta di sicurezza delle Poste.

Gioielli consegnati per la finta messa in scurezza

La vittima quindi, era caduta nel tranello e, dal nascondiglio, aveva recuperato tutti i gioielli di famiglia per farli stimare alla truffatrice. La giovane, dopo aver raggirato l'anziana, aveva fatto sparire tutti i preziosi e, con una scusa, si era allontanata in tutta fretta per raggiungere il complice e fuggire. Ad assistere alla fuga era stata sia l'83enne, che si era affacciata alla finestra, che una sua vicina di casa ed entrambi erano riuscite ad annotare alcuni numeri della targa del veicolo usato dai truffatori.

I truffatori sono del bolognese

Grazie a questi indizi, gli inquirenti dell'Arma faentina sono così riusciti a risalire a una coppia di giostrai, residenti nel bolognese, che si muovevano a bordo di una Mercedes. Entrambi già noti alle forze dell'ordine per reati analoghi, la targa completa è stata immessa nel database delle forze dell'ordine e nei sistemi di videosorveglianza di Faenza.
Grazie agli occhi elettronici, i Carabinieri hanno così scoperto che, con la stessa vettura, il 32enne e altre due donne era nuovamente in giro per la città riuscendo a bloccarli dopo un tentativo di truffa analogo nei primi giorni di gennaio. In quella occasione, dopo la convalida del fermo il giudice li aveva rimessi in libertà con misure alternative al carcere. Il lavoro degli inquirenti dell'Arma, coordinato dal sostituto procuratore Antonio Bartolozzi, non si era però fermato e, il prosieguo delle indagini, ha permesso di ricostruire tutti i colpi e le truffe messe a segno dalla banda.

L'uomo è stato trovato a Granarolo

I riscontri dei carabinieri hanno così permesso al Gip di emettere un ordine di cattura per il 32enne, trovato in un campo nomadi di Granarolo Emilia, sulla base della sua "spiccata personalità criminale". La 21enne, invece, è stata trovata in un campo nomadi di Granarolo Emilia e, per lei, è stato disposto l'obbligo di dimora. Allo stesso tempo, la Mercedes della coppia è stata messa sotto sequestro.
Anche quest’ultima indagine - sottolinea il capitano Marella, comandante della Compagnia dei carabinieri di Faenza - dimostra quanto i truffatori, pur inventando sempre fantasiosi stratagemmi, seguano il solito copione: introdursi in casa per rubare. Spesso si presentano come persone distinte, eleganti e particolarmente gentili e fingono di essere funzionari delle Poste; altre volte raccontano di far parte di enti di beneficenza, dell'Inps o addetti delle compagnie di luce, acqua e gas. Altre volte ancora si spacciano come ufficiali delle forze dell'ordine. Il consiglio dell’Arma, soprattutto per gli anziani, è di non fidarsi delle apparenze, non sempre l'abito fa il monaco. L’unica difesa è di non aprire mai la porta agli sconosciuti ne' tantomeno farli entrare in casa, soprattutto se si è da soli.


Avvertimento ai familiari degli anziani: "Non lasciateli soli, chiamateli più volte al giorno"

Anche il ruolo dei familiari delle persone avanti con l'età è importantissimo. A loro consigliamo di non lasciare soli gli anziani e di farsi sentire più volte al giorno; interssarsi ai loro problemi quotidiani e ricordare loro di evitare di fermarsi a parlare con sconosciuti e comunque di contattare per ogni evenienza il 112 oltre che chiedere aiuto anche ai vicini di casa. Se nel vostro palazzo abitano anziani, scambiare quattro chiacchiere con loro li farà sentire meno soli e li renderà più sicuri. così facendo, il vicino di casa diventerà una efficace “sentinella” che potrà segnalare al 112 qualsiasi circostanza anomala o sospetta che coinvolga gli anziani della porta accanto”.

(Bologna Today)


giovedì 10 maggio 2018

Truffe agli anziani: nomade denunciato dai Carabinieri.


Il Comando Provinciale Carabinieri di Bologna informa nell'ennesimo tentativo di truffa e invita a fare tesoro dei consigli dell’Arma per tutelarsi da raggiri. Ricorda poi prosegue la campagna informativa sulle truffe agli anziani, avviata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna. 

L’iniziativa è stata apprezzata dalla popolazione, soprattutto dalle persone più anziane che a forza di sentire i consigli dei militari e leggere i vari opuscoli che trattano l’argomento, hanno iniziato a difendersi dalle truffe più svariate che esperti manipolatori mentali mettono in atto ogni giorno per arricchirsi a spese degli altri. Il problema, però, non è stato ancora risolto e per questo è importante continuare la campagna informativa. Di recente, infatti, un’ottantaquattrenne di Baricella che stava guidando in via Severino Ferrari, all’altezza dell’intersezione con via Canale della Botte, località San Pietro Capofiume, è stata truffata dall’ennesimo malvivente originario di Noto (SR). La donna è stata avvicinata da un’automobilista che pretendeva di avere 300 euro, come forma di risarcimento per la rottura dello specchietto retrovisore che, a suo dire, gli aveva provocato durante un sorpasso. L’anziana ha preso il portafogli, ma si è mostrata sin da subito contraria ad assecondare le richieste dell’automobilista che stava iniziando a innervosirsi. Questi, alla vista dei soldi che l’anziana teneva tra le mani, glie li ha sottratti ed è fuggito a bordo di una Volkswagen Golf. I Carabinieri della Stazione di Molinella, dopo essere risaliti alla targa dell’auto, hanno rilevato che il mezzo è intestato a una ventenne di Bologna ed è utilizzato anche da un suo conoscente, un ventiquattrenne di Noto (SR), corrispondente alla descrizione che la vittima aveva fornito in sede di denuncia. La ventenne e il ventiquattrenne sono nomadi con precedenti di polizia soprattutto per reati in danno delle fasce più deboli (invalidi e anziani). Il ragazzo, ricercato dai Carabinieri, perché irreperibile, è stato denunciato per danneggiamento, truffa e furto con strappo.  

Opuscolo “Come difendersi – I consigli dell’Arma per tutelarsi da truffe e raggiri”.









venerdì 6 aprile 2018

Finto promoter truffa un aziano a Sasso Marconi.


La tecnica è quella già collaudata: il truffatore propone un contratto vantaggioso per la fornitura di servizi, il 'cliente' sottoscrive e paga gli anticipi, ma alla verifica il tutto si rivela un inganno.

E' successo a Sasso Marconi dove i Carabinieri hanno denunciato un ventiquattrenne bengalese, residente a Montecchio Maggiore, per truffa e appropriazione indebita ai danni di un settantaquattrenne italiano.
La vittima della truffa, dopo aver verificato di essere caduto in un inganno, ha sporto querela ai Carabinieri di Sasso Marconi nei confronti del soggetto che, dopo essersi spacciato agente promotore di una nota azienda bolognese, lo aveva convinto a stipulare un contratto “conveniente” per la fornitura dei servizi ambientali, idrici ed energetici.
L’anziano allettato per la proposta di risparmio era caduto nella trappola e aveva firmato il contratto rimettendoci un migliaio di euro. Dopo qualche settimana, il settantaquattrenne ha però scoperto di essere stato truffato recandosi presso uno sportello dell'azienda a cui credeva di aver versato il suo anticipo, il cui operatore (quello vero) lo informava che la sua società non aveva incaricato alcun agente a incassare denaro a domicilio o a procacciare potenziali clienti.
Il ventiquattrenne bengalese, quando è stato controllato dai Carabinieri che lo hanno individuato qualche giorno fa sul pianerottolo di casa della vittima, è stato trovato in possesso di altri contratti che menzionavano un’altra azienda leader del settore. I precedenti di polizia a carico del giovane bengalese hanno confermato la sua indole criminale. Nel 2016 era stato allontanato dal Comune di San Giovanni in Persiceto con un “Foglio di via”.  

Un consiglio per il cittadino importunato per strada o presso la propria abitazione, da soggetti analoghi che propongono di stipulare contratti “imbattibili”, non solo per la fornitura dei servizi ambientali, idrici ed energetici, ma anche per abbonamenti alla linea fissa, mobile o internet, è quello di chiamare subito il 112. Sarà poi cura dei Carabinieri di recarsi sul posto per procedere all’identificazione dell’agente-promoter e verificare l’attendibilità del servizio proposto. Qualora i soggetti identificati, non abbiano le credenziali per svolgere quel tipo di attività, potrebbero rispondere di tentata truffa. 
 
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 30 settembre 2016

Da Napoli a Bologna per truffare 'anziani'.



Nella conferenza stampa, presieduta dal Procuratore della Repubblica di Bologna, dottor Giuseppe Amato, è stato ulteriormente chiarito: 
La provincia di Bologna, da circa un anno, è tra le più colpite a livello nazionale da fenomenologie delittuose legate all’età avanzata delle vittime.
In particolare, alcuni malfattori, spacciandosi per 'avvocati' e 'appartenenti alle Forze di Polizia', hanno perpetrato numerosissime truffe in danno di anziani: le vittime, contattate telefonicamente da un 'sedicente avvocato', vengono indotte a credere che un parente sia coinvolto in un sinistro stradale e che, per non avere pagato in tempo l’assicurazione, è trattenuto in una 'Caserma dei Carabinieri'. Per rendere il tutto più credibile, la conversazione viene indirizzata ad un finto 'Maresciallo dei Carabinieri', che le rassicura sulle buone intenzioni dell’avvocato, carpendone così definitivamente la buona fede ed inducendole a consegnare ad un altro complice, presente nelle vicinanze ed in contatto diretto con l’avvocato, denaro o preziosi, per pagare il bollettino dell’assicurazione.
Questa truffa, di apparente semplicità esecutiva, richiede invece un accurato studio preparatorio, articolato su tre fasi:
-       “raccolta illegale di informazioni personali”. Questo momento concerne l’illecita acquisizione, per esempio, di dati sia anagrafici che medici, delle abitudini quotidiane e dell’età, mediante l’esecuzione di telefonate, di pedinamenti o di quesiti ai vicini di casa, impersonando pubblici ufficiali (carabinieri, finanzieri, amici, tecnici riparatori ecc. ecc.);
-       “utilizzazione delle informazioni raccolte”. Questa circostanza è utilizzata per scegliere la truffa che meglio si adatta alla vittima;
-        “scelta del momento e del luogo ideale”. La consumazione di questo tipo di truffe è legata inequivocabilmente ad un orario in cui un condominio o un vicinato sono meno frequentati o in cui la vittima è sola in casa, o se in piena strada, simulando una situazione di emergenza, come per esempio un incidente.
Dal febbraio 2016 i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bologna e della Compagnia Bologna Centro hanno avviato una complessa indagine finalizzata a disarticolare un sodalizio criminale dedito appunto alle truffe con la cosiddetta “tecnica della cauzione”.
Le investigazioni, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna – Dottor FORTE -  e svoltesi anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di individuare l’esistenza di un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe alle persone anziane, con sede esecutiva a Napoli, composta da una pluralità di “batterie”, attive sul territorio nazionale in maniera autonoma. Nello specifico, è stata individuata una “batteria” riconducibile al clan “Marsicano-Esposito” di Casoria, composta da soggetti suddivisi stabilmente in “aliquote specializzate”:
-             “cellula di telefonisti/terminalisti”, normalmente tre soggetti, stanziali a Napoli, incaricati di:
·            individuare e contattare come “avvocato” le potenziali vittime, grazie a siti web che abbinano l’indirizzo al numero del telefono fisso (“www.paginebianche.it” o “www.inelenco.com”);
·            provocare il contatto con il finto Carabiniere, spesso presentato come “Maresciallo Primo”, per rassicurare la vittima, invitata a comporre un numero di telefono della caserma dei Carabinieri, senza rendersi conto che il truffatore, in realtà, non interrompe mai la comunicazione;
-            ’“aliquota di emissari”, due soggetti, presenti sui luoghi delle truffe, in contatto diretto con i telefonisti, a cui suggeriscono gli indirizzi e che riscuotono le finte cauzioni dalle vittime.
Le indagini hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale in questione è collegata al clan “Contini” di Napoli, a cui corrispondono una tangente, che nel corso delle conversazioni è invocata in maniera convenzionale con i termini di “pesone” o “carosiello”, ed il cui pagamento, a titolo di protezione, è ritenuto indispensabile per poter operare in tutta “tranquillità” e “sicurezza”.

In particolare, il “canovaccio” abituale era un sedicente avvocato, che si presentava come “avvocato Molinari”, componeva numeri di telefono di abitazioni di una medesima via/quartiere reperendoli da siti internet, fino a quando non s’imbatteva in una persona anziana in casa da sola.
L’avvocato cercava di convincere l’anziano che l’unico modo di risolvere la situazione del suo parente coinvolto in un sinistro stradale e trattenuto in una caserma dei Carabinieri evitando quindi l’arresto, era pagare una determinata somma, generalmente qualche migliaio di euro, da consegnare ad un suo collaboratore che si sarebbe presentato quanto prima presso l’abitazione.
Per rendere il tutto ancora più credibile, la conversazione veniva indirizzata, seguendo la modalità tecnica prima riferita e cioè senza interrompere mai la comunicazione, al “finto” maresciallo dei carabinieri, che si presentava come “Maresciallo Primo”, con il compito di “rassicurare” la vittima sulle buone intenzioni dell’avvocato e, pertanto, carpirne definitivamente la fiducia.
La truffa si consumava quando la vittima consegnava al “collaboratore dell’avvocato”, che nel frattempo stazionava nei pressi della via/quartiere preso di mira per la circostanza, il denaro chiesto.
In molte circostanze, poiché le persone anziane non detenevano in casa grandi somme di contante, i truffatori si facevano consegnare anche gioielli o preziosi.
Le indagini hanno acclarato che alle truffe partecipavano, direttamente o indirettamente, componenti di intere famiglie, uomini, mogli, madri e figli, non solo con compiti operativi ma anche di collegamento con gli emissari, intervenendo all’occorrenza anche in prima persona, e/o logistici, reperendo numeri di telefoni cellulari ed autovetture con cui spostarsi, trasformando l’attività illecita in un vero e proprio “affare di famiglia”, dal quale tutti traevano sostentamento.

L’indagine ha avuto una decisa accelerazione quando, il 13 aprile 2016 in Bologna, nel corso di uno degli innumerevoli servizi di osservazione condotti dai Carabinieri per contrastare il dilagante fenomeno, venivano individuati due “collaboratori dell’avvocato”, che tentavano di farsi consegnare del contante da alcuni anziani incappati nella truffa, bloccati e tratti in arresto in flagranza di reato:
-       NERESINO Domenico, nato a San Gennaro Vesuviano (NA) il 14.05.1996;
-       VINCITORE Giuseppe, nato a Napoli il 29.12.1993.

Il GIP del Tribunale di Bologna – D.ssa Ines RIGOLI, recependo le risultanze investigative, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 soggetti, dei quali 4 da restringere in carcere e 5 agli arresti domiciliari, ravvisando nelle condotte dei correi il reato di cui all’art.416 C.P.. Si tratta di una contestazione assolutamente originale, innovativa ed efficace rispetto alla fattispecie delittuosa: aver fatto emergere la matrice ideativa comune ed aver individuato gli elementi fattuali costitutivi di un’associazione finalizzata a commettere una serie elevatissima ed indeterminata di truffe pluriaggravate in danno di anziani, con condotta protratta nel tempo ed ancora in essere, agendo mediante ripartizione dei compiti, con carattere di continuità e stabilità, ha permesso di aggredire in modo incisivo fenomeni delittuosi nei cui confronti, se presi singolarmente, la normativa vigente non offre strumenti di contrasto efficaci ed adeguati
Alla batteria vengono al momento contestate 43 truffe tra tentate e consumate, nelle città di Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Catanzaro, Roma, Cosenza, Bari e Avezzano (AQ).

Nel corso della nottata di oggi 30 settembre 2016, in Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna e della Compagnia di Bologna Centro, supportati da quelli del Comando Provinciale di Napoli, hanno dato esecuzione ai provvedimenti traendo in arresto e traducendo in carcere :
-       ESPOSITO Michele, nato a Napoli il 19.08.1988;
-       ESPOSITO Salvatore detto “Totore”, nato a Napoli il 04.11.1977;
-       ESPOSITO Salvatore detto “Totoriello”, nato a Napoli il 25.07.1984;
-       SCUDIERO Giovanni nato a Napoli il 02.05.1975;
collocando agli arresti domiciliari:
-       COPPOLA Davide, nato a Napoli il 18.01.1988;
-       LICOLI Mario, nato a Napoli (NA) il 20.09.1985;
-       ESPOSITO  Gennaro detto “Genny”, nato a Napoli il 22.11.1997;
-       MARSICANO Michele, nato a Napoli il 15.07.1987.
Un nono componente della banda è ricercato, probabilmente all’estero.
Sono state anche eseguite perquisizioni in ulteriori 12 abitazioni di altrettanti soggetti che nel corso delle investigazioni sono risultati essere implicati nella truffa. In numerose abitazioni è stato rinvenuto materiale riconducibile alle attività truffaldine dei soggetti, soprattutto ingenti somme di denaro contante, telefoni cellulari e sim card.





Nella rete dei Carabinieri i membri di una organizzazione criminale specializzata in TRUFFE AGLI ANZIANI.

Dal COMANDO PROVINCIALE della Legione Carabinieri.  

Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Bologna e Napoli stanno eseguendo  un’ordinanza di custodia cautelare personale, emessa dal GIP presso il Tribunale di Bologna, nei confronti di 9 persone, ritenute membri di un’associazione criminale specializzata nelle truffe in danno di persone anziane.

Il provvedimento, che è l’esito di un’indagine condotta dai militari dell’Arma di Bologna coordinati dalla locale Procura della Repubblica, è in corso di esecuzione, congiuntamente ad una serie di perquisizioni domiciliari, tutte in provincia di Napoli dove risiedono gli autori delle truffe, che però sono state perpetrate nei mesi scorsi a Bologna e provincia ed in altre città d’Italia.
Il gruppo di criminali aveva un metodo consolidato per raggirare persone anziane e sole: contattavano telefonicamente le vittime e, per carpire la loro buona fede, si spacciavano come avvocati ed assicuratori, paventando il rischio del carcere per un parente dell’anziano, evitabile solo dietro il pagamento immediato di una somma, qualificata per premio assicurativo.  

Tra gli altri, usavano presentarsi come 'maresciallo dei Carabinieri', figura che rassicurava gli anziani e li induceva a cedere alle richieste dei malfattori di affidare loro denaro o preziosi.

lunedì 22 agosto 2016

Truffe agli anziani: eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna:


I Carabinieri della Stazione di Crevalcore hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una 31enne rumena, senza fissa dimora, ritenuta responsabile di rapina aggravata in concorso
Il provvedimento cautelare, emesso dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, nasce da una richiesta della locale Procura della Repubblica a seguito di un’indagine dei Carabinieri avviata con la denuncia di un 76enne di Crevalcore che il 21 maggio scorso venne rapinato in via Giacomo Matteotti da due donne che si erano avvicinate con la scusa di avere un rapporto sessuale. Nella circostanza, la vittima era stata aggredita, scaraventata a terra e privata del suo orologio d’oro che indossava. A rapina conclusa, le due donne si erano dileguate a bordo di una Skoda Fabia. L’attività investigativa dei militari ha permesso di risalire alla 31enne destinataria del provvedimento, tra l’altro gravata da precedenti di polizia. La donna, individuata sabato mattina a Ravarino (MO) dai Carabinieri della Stazione di Crevalcore, è stata arrestata e condotta presso la Casa Circondariale di Modena.
Le indagini dei Carabinieri proseguono nei confronti di un’altra rumena, anche lei gravata da precedenti di polizia, sospettata di aver preso parte alla rapina descritta.  




Si trasmette la foto di PASCU Lidia, la 31enne rumena destinataria del provvedimento per agevolare la difesa a future potenziali vittime della traffa.

Qualora vi siano altre vittime di rapine analoghe commesse nel bolognese, possono rivolgersi alla più vicina Stazione dei Carabinieri per avere ulteriori dettagli.

Foto dei Carabinieri di
San Giovanni in Persiceto.

mercoledì 3 agosto 2016

Marzabotto. Agente di commercio denunciato per truffa.


L'agente di commercio 'era vero', i contratti da lui stipulati falsi, redatti e regolarizzati all'insaputa dei destinatari.
I Carabinieri di Marzabotto hanno denunciato un 52enne italiano, agente di commercio, per truffa, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata.
L’uomo, dipendente di un’azienda bolognese, partner di una società italiana che fornisce servizi energetici, idrici e ambientali, ha stipulalo illegalmente dei contratti 'porta a porta' nei confronti di almeno ventitré anziani. Uno tra i casi più eclatanti che gli inquirenti hanno rilevato, è quello relativo a un’anziana vedova di Bologna che a settembre si era vista recapitare un nuovo contratto per la fornitura dei servizi energetici, senza averne fatto richiesta. Colui che aveva avviato la pratica, però, non sapeva che il marito della donna indicato negli atti, come intestatario del nuovo contratto, era deceduto da una decina di anni. Un errore che il malfattore aveva commesso il mese prima recandosi a casa della vittima con la scusa di visionare le vecchie bollette e così facendo si era accorto che le stesse erano intestate al coniuge, ormai defunto da anni. Dettaglio che il promoter non poteva conoscere in quanto la donna, non avendoglielo detto, aveva continuato ad usufruire dei servizi energetici intestati al marito anche dopo la sua morte, non avendo ancora effettuato la voltura.
Altri anziani, invece, si sono visti recapitare i nuovi contratti per la fornitura dei servizi domestici, i quali, oltre ad essere intestati e sottoscritti a loro nome, riportavano anche i nomi di altri cittadini, scelti, a loro insaputa, come “Garanti” delegati a procedere in assenza degli intestatari delle bollette.



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 6 luglio 2016

Truffe agli anziani: una signora 80enne non cade nella 'truffa del finto Carabiniere'.


I truffatori sono in agguato e hanno nel mirino gli anziani. E' bene fare attenzione. L'informazione ha lo scopo di mettere in preallarme.
 
I Carabinieri di San Giovanni in Persiceto hanno avviato le indagini per risalire agli autori di una tentata truffa aggravata in concorso, commessa ieri mattina ai danni di una 80enne italiana.
La donna, che si trovava in casa, ha sentito suonare il campanello e quando si è affacciata dalla finestra ha visto stazionare davanti al cancello d’ingresso, un uomo di statura bassa, vestito con dei pantaloni blu e una camicia azzurra. L’anziana si è avvicinata al visitatore chiedendogli se fosse il postino, ma lui le ha risposto dicendole che era un 'Carabiniere' incaricato di fare dei controlli perché aveva scoperto che la stessa, poco prima, aveva fatto un pieno all’auto pagando con delle banconote false. Inizialmente, la donna, che si era effettivamente recata al distributore di benzina per fare rifornimento, si è lasciata convincere dalla capacità persuasiva dell’uomo che, simulando anche una chiamata alla 'Centrale Operativa' e mostrando un adesivo con la scritta 'Carabinieri' attaccato sul taschino della camicia, tentava di fare breccia per entrare in casa. Qualche minuto dopo, però, il “controllore”, non riuscendo a trovare altre scuse per portare a termine il colpo, in quanto l’anziana si mostrava sempre più diffidente, si è allontanato unitamente a un complice che lo stava aspettando alla guida di un’auto utilitaria di colore chiaro parcheggiata nelle vicinanze.     

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna 


giovedì 30 giugno 2016

Altre cinque truffe ai danni degli anziani a Imola e a Porretta, sventate grazie alla collaborazione tra cittadini e Carabinieri.

La Legione Carabinieri, Comando di Bologna, informa:

Gli anziane sempre più 'nel mirino' dei truffatori. Ieri sono stati ben 5 tentativi, fortunatamente andati a vuoto, grazie alla prontezza delle 'vittime prescelte' , ben informate dalla campagna di sensibilizzazione messa in atto dai Carabinieri, che hanno ora avviato le indagini per risalire agli autori del tentativo di truffa.

A Imola, un 75enne residente in via Calunga Buore, ha messo in fuga un malfattore che gli si era presentato alla porta spacciandosi per un 'agente in borghese' incaricato di controllare i documenti. Il truffatore, vestito con un paio di pantaloni scuri, una camicia azzurra, sulla quale aveva appeso una sorta di placca in metallo e con in mano un berretto da divisa, ha tentato di farsi strada mettendo in campo i soliti artifizi e raggiri, ma l’anziano non si è lasciato intimorire e, invece di lasciarlo entrare, lo ha invitato ad attendere sul pianerottolo ammonendolo: 'Un attimo che chiamo i Carabinieri'. Così, mentre l’anziano era al telefono con la Centrale Operativa del 112 di Imola per verificare l’autenticità del controllo, il malvivente è salito a bordo di una Fiat Punto grigia che aveva parcheggiato nelle vicinanze e si è allontanato velocemente in direzione di Castel Bolognese.

A Porretta Terme, invece, quattro anziane di 63, 64, 73 e 90 anni che vivono separatamente nelle vicinanze del centro, hanno ricevuto la telefonata di un certo 'Avvocato G……' che le informava di aver assunto la difesa legale dei rispettivi figli, fermati dai Carabinieri a seguito di un incidente stradale che avevano provocato nei confronti di altri automobilisti. L’avvocato, inoltre, che parlava unitamente al sottofondo di una sirena acustica, evidentemente utilizzata per rendere ancora più credibile il fantomatico 'Fermo di Polizia Giudiziaria', proseguiva chiedendo 4.500 euro in contanti o in oggetti in oro, equivalenti allo stesso valore, per procedere alla liberazione dei fermati. Impassibili a qualsiasi richiesta, grazie alla campagna di sensibilizzazione dell’Arma contro le truffe agli anziani, le vittime non si sono lasciate intimorire e invece di assecondare il sedicente 'Avvocato G……' hanno interrotto la conversazione e dopo aver preso atto che i rispettivi figli stavano bene si sono rivolte ai Carabinieri.

venerdì 12 febbraio 2016

Truffe agli anziani: 76enne, informata dei pericoli, non cade nella trappola del falso avvocato Molinari.


L'informazione sui pericoli di 'truffe' ha dato i suoi frutti. Una signora 'ben informata' ha evitato infatti la truffa tentata da un 'falso avvocato'.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Bologna informa di aver avviato le indagini per risalire a un soggetto che lo scorso mercoledì pomeriggio ha tentato di truffare una 76enne bolognese, residente in zona 'Saragozza', con la tecnica del 'Figlio coinvolto in un incidente stradale'.

La vittima ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da parte di un certo Avvocato Molinari che, dopo averla informata che il figlio era in stato di fermo per aver procurato un tamponamento con una macchina senza assicurazione, le suggeriva di chiamare il Maresciallo Primo della Caserma di via Leopardi, di fatto inesistente, per avere maggiori informazioni. Contattato il Maresciallo Primo, la 76enne ha trovato dall'altro capo del telefono un uomo che l'ha prima intimorita con tono arrogante e descrivendo una situazione molto grave a carico del figlio. Poi le ha imposto di dare una somma di denaro a un suo 'Collega', che da lì a poco l'avrebbe raggiunta. La somma serviva ad evitare che il figlio venisse condannato penalmente. La signora, informata dagli organi di stampa della diffusione delle truffe condotte con questo metodo, grazie alla campagna di informazione dell’Arma dei Carabinieri e ai recenti fatti di cronaca, ha risposto con determinazione, mostrandosi disinteressata. Ha chiuso la comunicazione e ha telefonato al figlio che, estraneo alla vicenda, l'ha rassicurata, le ha chiesto di chiudersi in casa e di non aprire a nessuno fino al suo arrivo.
Ora i Carabinieri stanno cercando di dare un volto ai due 'mestieranti' della truffa.

sabato 28 giugno 2014

Ritruffe agli anziani. Indagano i Carabinieri.




Non solo il ‘postino suona due volte’, pure i ‘truffatori’. I malviventi infatti, dopo aver derubato una anziana di diverse migliaia di euro, si sono ripresentati come incaricati di indagare del furto e hanno ripulito di nuovo l’ignara signora dei valori che teneva in casa.
 I Carabinieri hanno avviato le indagini in seguito alla denuncia sporta ieri pomeriggio da due anziane del luogo cadute nel raggiro di abili truffatori.
La prima, un’88enne ha raccontato ai Carabinieri di aver accolto in casa due soggetti, sui 25 - 30 anni, con accento meridionale che, dopo essersi spacciati per appartenenti alle forze dell’ordine e incaricati di condurre un’indagine per un furto che la vittima aveva veramente subito alcuni mesi fa, sono riusciti a sottrarle dei beni personali per un valore di 700 euro.
La seconda, una 72enne i, ha riferito  di essere rimasta truffata da un uomo che,  spacciandosi per un tecnico dell’acqua, con l’aiuto di un complice è riuscito a sottrarre preziosi per un valore limitato ma non saputo quantificare.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna invitano i cittadini ad essere molto diffidenti nei confronti di chi, con la scusa di effettuare un controllo (acqua, luce, gas o altro ancora) o spacciandosi per appartenente alle Forze di Polizia, chiede di entrare in casa. Eventuali casacche colorate o cartellini appesi al collo, facilmente reperibili da chiunque nei negozi preposti alla vendita di tale vestiario, non garantiscono la qualifica di chi l’indossa. In tal caso è opportuno fare una segnalazione immediata al 112 o 113.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna