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martedì 1 marzo 2022

Un giovane, insultato chiede il motivo e finisce in ospedale

 

Foto d'archivio


Gli danno del ‘mongoloide’, chiede il perché dell’appellativo e per risposta riceve calci e pugni. Trasportato al Maggiore, ne avrà per trenta giorni.

Il fattaccio è successo l’11 febbraio scorso.  Un sedicenne stava passeggiando  insieme al fratellino 11enne, quando improvvisamente  è stato aggredito con calci e pugni da un gruppo di ragazzi.

Il tutto, secondo quanto denunciato ai Carabinieri, perché il 16enne aveva osato chiedere spiegazioni dopo essere stato gratuitamente apostrofato come “mongoloide”. Una richiesta  interpretata dalla banda come una sfida che non poteva non essere raccolta.

Il malcapitato  ne è così uscito molto male, tanto da dover richiedere l’intervento dei Carabinieri. Quando i militari sono giunti sul posto hanno trovato soltanto il minorenne  ferito. Gli aggressori si erano già dileguati. Soccorso dai sanitari del 118, la vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove gli sono state diagnosticate diverse fratture facciali e al metacarpo, giudicate guaribili in 30 giorni. 

Gli autori del pestaggio, facilmente individuati dai Carabinieri, sono 3 studenti, tutti residenti a Bologna, dei quali due 18enni, uno straniero e uno minorenne di anni 17. I tre sono stati  denunciati per lesioni personali in concorso.

 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 3 marzo 2020

Festa con 150 persone, denunciato

L'evento pubblicizzato sui social


Da ANSA

Una festa con 150 persone, organizzata venerdì sera in un locale nonostante all'ordinanza del ministero della Salute che vieta eventi di questo tipo per la prevenzione del contagio da Coronavirus. È successo a Lavino di Mezzo, dove i carabinieri hanno denunciato per inosservanza di un provvedimento dell'autorità il titolare 39enne di un bar-ristorante. I Carabinieri della stazione di Anzola Emilia hanno scoperto che c'era stata la festa a tema latinoamericano dalla pagina Facebook del locale, dove sono stati pubblicati foto e video dell'evento, ampiamente pubblicizzato sulla stessa pagina.

martedì 31 dicembre 2019

Non indossate maschere che coprono l'intero volto. Siete a rischio denuncia.

Maschere di cartoni animati, tre denunce perché con il volto era integralmente coperto e quindi non riconoscibile

Una donna sui 50 anni e un ragazzo e una ragazza tra i 20 e i 25 anni, che indossavano maschere e costumi di protagonisti dei cartoni animati per bambini, sono stati denunciati dalla polizia per violazione delle disposizioni in materia di ordine pubblico. I loro volti, infatti, essendo coperti integralmente, non erano riconoscibili. I tre, romeni, si vedono spesso a fare foto con i bambini o dare palloncini in cambio di soldi ai passanti: sono stati intercettati nel pomeriggio in Piazza Maggiore. Data l'alta affluenza di persone per i giorni di festa e per garantire la sicurezza, sono stati intensificati i controlli da parte degli agenti che hanno accompagnato in Questura i tre, con precedenti e senza fissa dimora, e hanno sequestrato loro le maschere. Questo secondo l'articolo 2 della legge numero 533 del 1977 che vieta, in pubblico senza giustificato motivo, l'uso di qualsiasi indumento che renda difficoltoso il riconoscimento.


lunedì 27 agosto 2018

Cinque per mille, scelte manipolate dai Caf

Marco segnala la denuncia di Italia Oggi:


Scelte sul 5 per mille manipolate dai Caf per destinare i fondi a beneficiari diversi da quelli indicati (o non indicati) dai contribuenti. A lanciare nuovamente l'allarme è la Corte dei conti, che analizza l'attività di audit condotta dall'amministrazione finanziaria sui comportamenti degli intermediari



Dichiarazione
Scelte sul 5 per mille manipolate dai Caf per destinare i fondi a beneficiari diversi da quelli indicati (o non indicati) dai contribuenti. A lanciare nuovamente l'allarme è la Corte dei conti, che nella delibera 14/2018/G analizza l'attività di audit condotta dall'amministrazione finanziaria sui comportamenti degli intermediari. La magistratura aveva già segnalato le irregolarità con tre diverse relazioni tra il 2013 e il 2015. Sulla scorta di tali indicazioni, l'Agenzia delle entrate ha condotto una campagna di controlli sulle attività dei centri di assistenza fiscale, alcuni dei quali «in potenziale conflitto di interesse con l'attività di raccolta delle volontà dei contribuenti, in quanto essi stessi fruitori del 5 per mille o in stretto legame con i beneficiari», segnala la Corte. Nel 2014 le dichiarazioni controllate dal fisco sono state 8.502: il 5,7%, ossia 485, hanno rivelato irregolarità, consistenti nella trasmissione di scelte non conformi alla preferenza dei cittadini (87 casi) o nella mancata conservazione delle schede relative alle scelte (398), circostanza che «inibisce ogni controllo sull'effettiva volontà dei contribuenti», chiosa la delibera firmata dal consigliere Antonio Mezzera. In oltre il 40% dei casi, poi, i fondi del 5 per mille sono andati agli enti collegati o comunque vicini ai Caf che hanno prestato l'assistenza fiscale: una situazione che può essere giustificata dalla «comune matrice ideologica», ma anche dovuta a «forme di sensibilizzazione dei contribuenti attraverso un modus operandi non neutro». Va precisato tuttavia che tale moral suasion è ammessa dalla vigente legislazione, anche se ciò «confligge potenzialmente con la necessità di una assoluta terzietà del titolare della funzione». Nell'adunanza del 28 giugno 2018 il rappresentante della Consulta dei Caf ha dichiarato la disponibilità della categoria ad affrontare la problematica, anche attraverso una modifica legislativa. Le critiche della Corte conti non risparmiano le Entrate. Non sono ancora state irrogate sanzioni, mentre sul fronte delle segnalazioni alla procura «l'Agenzia ha soprasseduto su tale possibilità».


giovedì 10 maggio 2018

Truffe agli anziani: nomade denunciato dai Carabinieri.


Il Comando Provinciale Carabinieri di Bologna informa nell'ennesimo tentativo di truffa e invita a fare tesoro dei consigli dell’Arma per tutelarsi da raggiri. Ricorda poi prosegue la campagna informativa sulle truffe agli anziani, avviata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna. 

L’iniziativa è stata apprezzata dalla popolazione, soprattutto dalle persone più anziane che a forza di sentire i consigli dei militari e leggere i vari opuscoli che trattano l’argomento, hanno iniziato a difendersi dalle truffe più svariate che esperti manipolatori mentali mettono in atto ogni giorno per arricchirsi a spese degli altri. Il problema, però, non è stato ancora risolto e per questo è importante continuare la campagna informativa. Di recente, infatti, un’ottantaquattrenne di Baricella che stava guidando in via Severino Ferrari, all’altezza dell’intersezione con via Canale della Botte, località San Pietro Capofiume, è stata truffata dall’ennesimo malvivente originario di Noto (SR). La donna è stata avvicinata da un’automobilista che pretendeva di avere 300 euro, come forma di risarcimento per la rottura dello specchietto retrovisore che, a suo dire, gli aveva provocato durante un sorpasso. L’anziana ha preso il portafogli, ma si è mostrata sin da subito contraria ad assecondare le richieste dell’automobilista che stava iniziando a innervosirsi. Questi, alla vista dei soldi che l’anziana teneva tra le mani, glie li ha sottratti ed è fuggito a bordo di una Volkswagen Golf. I Carabinieri della Stazione di Molinella, dopo essere risaliti alla targa dell’auto, hanno rilevato che il mezzo è intestato a una ventenne di Bologna ed è utilizzato anche da un suo conoscente, un ventiquattrenne di Noto (SR), corrispondente alla descrizione che la vittima aveva fornito in sede di denuncia. La ventenne e il ventiquattrenne sono nomadi con precedenti di polizia soprattutto per reati in danno delle fasce più deboli (invalidi e anziani). Il ragazzo, ricercato dai Carabinieri, perché irreperibile, è stato denunciato per danneggiamento, truffa e furto con strappo.  

Opuscolo “Come difendersi – I consigli dell’Arma per tutelarsi da truffe e raggiri”.









lunedì 25 luglio 2016

Camugnano. Approfittano del 'Triathlon Olimpico Brasimone' per 'alleggerire' le auto dei partecipanti, ma vengono sorpresi e denunciati.


Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

Al Brasimone non per applaudire gli atleti del Triathlon, ma per derubarli. I due 'furbacchini' sono però stati scoperti e fermati prima di  raggiungere il 'loro traguardo'. 

Ieri pomeriggio, i Carabinieri di Camugnano, impegnati in un servizio di contrasto ai reati predatori, hanno denunciato due modenesi di 52 e 54 anni per tentato furto aggravato in concorso, poiché avevano tentato di aprire le auto in sosta degli atleti partecipanti al 'Triathlon Olimpico Brasimone', una manifestazione sportiva che ha luogo nell’omonimo lago dell’Appennino bolognese.

I due malviventi, gravati da numerosi precedenti di polizia, dovranno rispondere anche di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli poiché detenevano, nascoste all’interno di un’auto a loro in uso, due aste di metallo e una fiamma ossidrica portatile, di cui non sono stati in grado di giustificarne il possesso.




sabato 16 luglio 2016

I Carabinieri lo denunciano per rapina aggravata, lui esce dalla caserma e ci riprova.


Foto dei Carabinieri Bologna Bertalia.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ecco una prova.

Alle 14 di giovedì scorso, i Carabinieri della Stazione Bologna Bertalia hanno sentito le grida di aiuto di una donna che si era avvicinata al cancello d’ingresso che si affaccia in via Agucchi. Raggiunta dai Carabinieri, la donna, italiana di 61 anni, ha riferito che, mentre si trovava sotto la pensilina della fermata dell’autobus situata di fronte alla caserma, era stata minacciata da un uomo seduto sulla panchina, il quale, apparentemente disarmato, le aveva rivolto le seguenti parole: 'Signora, se mi da il portafogli, non succede niente'. Senza mostrare alcun segno di debolezza, la donna, benché terrorizzata per la propria incolumità, si rivolgeva al soggetto assecondandolo, ma invece di dargli il portafogli si dirigeva velocemente verso la caserma per chiedere aiuto. Pochi istanti dopo, i Carabinieri hanno raggiunto il malvivente e lo hanno arrestato, scoprendo così che lo stesso, 40enne italiano, era appena uscito proprio da quella caserma, dove i Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bologna lo avevano accompagnato qualche ora prima per denunciarlo.
Alle 11.15 di ieri, infatti, il 40enne, fermato da una pattuglia dell’Arma del Radiomobile, mentre si trovava in via Alfredo Oriani, poiché era stata segnalata la presenza di un “tipo sospetto” nelle vicinanze di una farmacia. A seguito del controllo, l’uomo era stato trovato in possesso di un taglierino e un ciondolo in argento a forma di goccia. I successivi accertamenti permettevano di rilevare che il ciondolo faceva parte di una collana che l’uomo aveva poco prima venduto a un “Compro Oro” situato nelle vicinanze e che la collana era stata rubata il giorno precedente durante una rapina. Infatti mercoledì sera in via della Rampa, una 57enne italiana si trovava alla guida della sua autovettura Volkswagen Polo ferma in un parcheggio, quando l’uomo era entrato improvvisamente nell’auto e, minacciandola con il taglierino, l’aveva costretta a consegnargli la collana, dopodiché si era dato alla fuga, riuscendo a sfuggire alla cattura dei Carabinieri che stavano cercando il rapinatore.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 40enne, gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Bologna.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 8 marzo 2016

A Fontana il vento ha scoperchiato un capannone.

Riportiamo la preoccupata denuncia di un residente di Fontana a Sasso Marconi: vuole porre l'attenzione generale su una situazione piuttosto difficile creata dall'abbandono e soprattutto dal maltempo di questi giorni.

Nella denuncia, corredata con foto, si legge:

 "Il vento di venerdì scorso ha staccato e fatto volar via una buona parte della sovracopertura del capannone in Eternit della ex fabbrica Puccetti che si trova a Fontana .
Sono volati via parecchi pannelli di polistirolo e diversi metri quadri di membrana bituminosa. La sovracopertura venne installata negli anni 90 per isolare l'eternit.

Al momento nessuno si è presentato e preoccupato di verificare i danni e tanto meno di prendere i necessari provvedimenti per mettere in sicurezza il tetto del capannone.

La speranza è che l'informazione sia utile e faccia capire a chi di dovere la pericolosità rappresentata dalla copertura fatiscente e provveda a risolvere il danno del maltempo alla sovracopertura. Ora ci sono infiltrazioni e un'altra bufera di vento potrebbe scoperchiare l'intero tetto con conseguenze facilmente immaginabili.

Chi volesse verificare di persona il disastro, può vedere la copertura danneggiata dalla parta alta della piana che fiancheggia l'ex fabbrica. Salendo poi lungo via Rupe si vede ancor meglio l'entità del danno alla copertura".






 

giovedì 25 febbraio 2016

Il presidente del Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno.

Claudio Corticelli,  presidente del Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno, lancia una forte accusa: “ Ci viene negata a Porretta Terme la sala della biblioteca per un incontro politico. Si impedisce così la circolazione delle idee. E' un atto incostituzionale”.

Corticelli scrive infatti:

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
 
Partiamo dall'art. 17 della Costituzione della Repubblica Italiana per denunciare un fatto grave per il quale non è possibile trovare nessuna spiegazione, se non considerarlo un atto che rischia di limitare il necessario dibattito democratico.
Com'è noto nel Comune di AltoReno Terme si terranno le primarie del Pd e il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, presente e attivo da tempo sul territorio, sta seguendo con interesse il dibattito elettorale e ha scelto di prenderne parte preparando 16 domande da sottoporre a tutti i candidati per conoscere la loro visione sul futuro della montagna.
Per questo motivo lo scorso 22 febbraio abbiamo inviato al segretario comunale e al Comune la richiesta per poter utilizzare gratuitamente la Biblioteca Comunale di Porretta il giorno mercoledì 3 marzo per un incontro con la cittadinanza alla presenza dei candidati dove affrontare i temi ambientali connessi con le future elezioni comunali.
Purtroppo ieri abbiamo appreso con grande stupore che ci è stato negato l'uso della Biblioteca ed è stata quindi respinta la nostra richiesta.
Il fatto è quantomeno inusuale, anche perchè nella risposta si sostiene che la Biblioteca non può essere concessa per attività politiche e/o connesse ad attività di partito, ma non si fornisce nessun'altra alternativa di luogo. Non solo, le 16 domande che saranno poste ai candidati erano pubbliche, note a tutti. Nulla, quindi, di eversivo, nulla che possa considerarsi pericoloso per la sicurezza e l'incolumità pubblica.
Per questa vicenda assurda abbiamo già informato gli stessi candidati ed abbiamo inviato una comunicazione anche alla Presidente del Consiglio Regionale, Simonetta Saliera, denunciando la violazione dell'art. 17 della Costituzione e chiedendo una sede alternativa per svolgere il dibattito pubblico. Oggi ci siamo organizzati prenotando una sala a pagamento, picolissima, PER GIOVEDì 3 MARZO ALLE ORE 17,45 AL DLF di PORRETTA TERME, ma questo non chiude la questione, che rimane grave.
Ci auguriamo venga fatta piena chiarezza, attendiamo che la democrazia faccia il suo corso.
Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno

Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno


lunedì 15 febbraio 2016

Fra le tante, c'è anche la 'truffa dell’automobilista rimasto a piedi'. Stavolta però i truffatori non hanno avuto la complicità della fortuna e sono stati denunciati dai Carabinieri.


I Carabinieri di Portonovo hanno denunciato tre rumeni di 24, 46 e 49 anni, senza fissa dimora, per tentata truffa in concorso.

Nelllo scorso venerdì pomeriggio, un automobilista di 22 anni, residente a Medicina, mentre stava transitando in via Bassa è stato improvvisamente fermato da un uomo che gesticolava al centro della carreggiata. Avvicinatosi al 22enne, il soggetto ha detto di essere rimasto a secco di carburante e, poiché doveva recarsi a Milano a fare visita al fratello ricoverato in Ospedale, ha chiesto un prestito di denaro, proponendo come garanzia, fino al suo ritorno a Bologna, due anelli in 'oro' (di fatto metallo color oro), del peso di 35 grammi. Proprio in quel momento, mentre il giovane chiedeva al truffatore di rivolgersi ad altri, poiché aveva intuito di avere di fronte un disonesto, è giunta sul posto una pattuglia di Carabinieri. I militari, informati dal 22enne su quanto accaduto, hanno provveduto ad identificare il pedone e altri due complici, il 24enne e il 49enne, che si trovavano a bordo di un’auto, con targa bulgara, parcheggiata sul ciglio della strada. La verifica ha rilevato che i tre rumeni erano già noti noti alle forze dell’ordine per numerosi ' precedenti di polizia', in particolare, per la 'Truffa dell’automobilista rimasto a piedi'.

mercoledì 30 dicembre 2015

Ferrovie Nord, denunciò le spese allegre. Per premio lo mettono a fare passacarte.



Riferendosi evidentemente al confronto in corso sulla opportunità o meno di consentire l'anonimato a chi vuole postare commenti sul blog , un lettere ha inviato l'articolo che riportiamo pubblicato da 'Il Fatto Quotidiano .it' e commenta: “e chi invece ci mette la faccia nell'interesse pubblico riceve calci in faccia”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/22/ferrovie-nord-denuncio-le-spese-allegre-per-premio-lo-mettono-a-fare-passacarte/2324965/
Ferrovie Nord, denunciò le spese allegre. Per premio lo mettono a fare passacarte



Esautorato il funzionario che presentò l'esposto sugli sprechi nella controllata della Regione Lombardia. Il capo dei revisori (tra gli indagati e poi costretto alle dimissioni) lo avvertì: "Te l'avevo detto di non insistere, ora sei messo male"



Grazie a lui i ladri sono stati cacciati da Fnm, Ferrovie Nord Milano, una società quotata in borsa e controllata dalla Regione Lombardia. Grazie a lui, non grazie alla Regione o alla Commissione di controllo sulla borsa (Consob), le spese pazze per auto, quadri, scarpe, viaggi e pranzi sono state scoperte dai magistrati, l’ex presidente Norberto Achille è stato indagato per peculato e truffa e l’ex presidente del collegio sindacale Carlo Alberto Belloni per tentato favoreggiamento. Per premio il funzionario dell’audit di Fnm Andrea Franzoso è stato messo fuori gioco. Né la Regione Lombardia a guida leghista né la Consob di Vincenzo Vegas hanno mosso un dito per proteggerlo.
Il whistleblower di Fnm (letteralmente “il soffiatore di fischietto” ossia chi, come l’arbitro davanti a un fallo, fischia per fermare il gioco sporco e dovrebbe essere protetto dalla legge e dai codici aziendali, tra l’altro Fnm ne ha approvato appena uno che non comprende il caso di Franzoso), non fischierà più. La gola profonda che ha collaborato con i magistrati per far scoprire i reati dei dirigenti Fnm, amici dei politici, è rimasto senza voce. Niente più controlli per lui ma un incarico da passacarte. Così impara la lezione. D’altro canto l’ex presidente del collegio sindacale Belloni (poi indagato e costretto alle dimissioni) il 27 aprile scorso, dopo lo scandalo dell’inchiesta ma prima dell’uscita delle carte dell’ordinanza, era stato chiaro con lui.
Franzoso ha registrato quel colloquio e ha allegato la trascrizione nel ricorso al giudice del lavoro appena presentato contro Fnm per chiedere di essere rimesso dove stava: “Con franchezza, te e Nocerino (l’altro funzionario dell’audit che aveva parlato con i carabinieri, ndr) siete messi molto male”, parte Belloni. Il perché è presto detto: “Io vi avevo spiegato, sia a te che a Nocerino, di non insistere sulla strada su cui stavate insistendo”.
Belloni è amareggiato perché dopo l’arresto del precedente capo del servizio audit voleva promuovere proprio le due serpi piene di un veleno chiamato onestà che si era cresciuto in seno. “Io pensavo da voi, o da te o dall’altro di tirare fuori il responsabile dell’Internal Audit… non l’avete voluto capire… sono uscite cose che negli audit non andavano scritte… io te lo dico con molta franchezza: dal 26 maggio in poi quell’ufficio lì (Internal Audit, ndr) viene smantellato”.
La questione interessante è che Belloni sta parlando del nuovo corso di Andrea Gibelli, il nuovo presidente leghista: “Gibelli secondo te cosa fa? Si tiene questo audit? Si tiene questo Odv (Organismo di vigilanza, ndr)? si tiene questa gente qua? Secondo te? Gibelli la cambia. Il minimo che deve fare. Se a te ti mandano a Como? E Nocerino lo mandano ad Iseo? Cosa facciamo? Eh? Ci hai pensato a questo? Ci avete pensato, te e Nocerino, a questa roba qua? Che forse bastava venire su e dire le cose man mano che venivano avanti, e seguire quello che vi dicevo io, e stare più prudenti… e non farvi prendere dalla foga di capire, di avere”.
Belloni fa un ragionamento sottile. Franzoso e il suo collega hanno sbagliato a usare quelle carte nell’interesse della società e non nel loro. Come direbbe Razzi, “fatti un po’ i c… tuoi”, sembra dire Belloni. “Non dicevo che non bisognava trovarle… bisognava trovarle, fare come faceva Orlandini (l’ex responsabile Internal Audit Fnm, poi arrestato per altre storie, ndr), a cui le davate le cose. Orlandini veniva dal presidente e le mediava… a suo vantaggio, a suo vantaggio… che Orlandini fosse un figlio di puttana lo sapevate. Bastava dirmele le cose”.
Poi c’è l’apologo agghiacciante sul campo di sterminio: “Il comandante di Auschwitz, che di certo non era uno stinco di santo (…) l’unica cosa che non ha mai fatto è indagare sui revisori dei conti che gli mandava Berlino. Mai. Mai fatto. Aveva il Comitato di controllo interno, aveva l’Odv interno del campo, fatto da Ss. Quando una Ss si svegliava, in questo caso l’Ss Quaini (ex membro del Cda, ndr) si svegliava e diceva: bisogna indagare sul comandante, su su… sul presidente dei revisori dei conti che arriva da Berlino, gli diceva: ‘Guarda, tu non sei ariano perfetto, comincia ad accomodarti dentro al forno crematorio’”. La leghista Laura Quaini era allora presidente del Comitato controllo e rischi, ed è stata decisiva nell’aiutare i controllori onesti come Franzoso. Dopo essere stata paragonata da Belloni al controllore onesto di Auschwitz, non è stata confermata nel cda scelto dalla Regione a guida leghista.


martedì 1 settembre 2015

Continuano gli imbrogli online. A Budrio e a Porretta Terme due vittime.


La nuova frontiera della truffa viaggia on line. I Carabinieri hanno ieri denunciato due persone per truffa, poiché responsabili di vendite online fasulle. I fatti sono accaduti in luoghi diversi. Uno è successo a Budrio, dove i militari del posto hanno denunciato una napoletana di 22 anni, con precedenti di polizia, per aver in ingannato un 50enne della bassa bolognese attraverso un annuncio che pubblicizzava la vendita di un’impastatrice al costo di 511 euro. L’altra truffa è stata scoperta dai Carabinieri di Porretta Terme che hanno denunciato un leccese incensurato di 43 anni per aver simulato la vendita di una consolle per video giochi di ultima generazione al prezzo di 100 euro, ai danni di un’altra 50enne dell’Alta Valle del Reno. In ogni caso, i soggetti denunciati hanno adottato lo stesso modus operandi: inserzione fasulla, disponibilità nella prima fase della vendita, ricezione del denaro tramite bonifico o ricarica della carta di credito prepagata e irreperibilità nei confronti dei clienti che, a fronte della mancata spedizione postale del prodotto acquistato chiedevano spiegazioni, senza riceverle. Poi si palesava la truffa.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


mercoledì 22 luglio 2015

Sasso Marconi. Picchia il capotreno e il controllore. passeggero 'manesco' denunciato dalla Polfer.


Da ANSA. 

ha dato un pugno al controllore che gli aveva chiesto il biglietto. E' successo  oggi, mercoledì 22 luglio,  su un treno regionale all'altezza della stazione di Sasso Marconi  e il responsabile, un italiano di 31 anni, è stato identificato e denunciato dalla Polfer.
Poco prima aveva aggredito anche un capotreno. 
Il controllore colpito ha avuto una prognosi di 10 giorni. Nei servizi di vigilanza la polizia ferroviaria ha anche rintracciato quattro minori stranieri, tre riaffidati alle famiglie, uno in una struttura.

lunedì 6 luglio 2015

Porretta Terme. Due foggiani denunciati per truffa online.




I Carabinieri di Porretta Terme hanno denunciato un uomo e una donna di 44 anni, nati e residenti a Lucera (Foggia), per truffa in concorso. Sono stati individuati nel corso di un’indagine avviata a seguito della denuncia di un marocchino di 51 anni che ha informato di essere stato ingannato da una persona che aveva conosciuto sul web durante per una compravendita di quattro ruote per auto (pneumatici + cerchioni), proposta in un sito internet di annunci. La vittima ha precisato agli inquirenti che, dopo il versamento della caparra,  pari a 250 euro, il venditore si era reso irreperibile senza provvedere a spedire la merce. Analizzando i dati, i Carabinieri hanno attribuito la responsabilità dei fatti ai due foggiani, tra cui soltanto l’uomo è gravato da precedenti di polizia.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

giovedì 4 giugno 2015

Marzabotto. Si rifiuta di esibire i documenti al capotreno e il convoglio ritarda: marocchino denunciato dai Carabinieri.




I Carabinieri di Marzabotto hanno denunciato un 34enne marocchino, residente a Vergato, per rifiuto di fornire le proprie generalità, oltraggio e minaccia a un pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Alle ore 20.10 circa di sabato 23 maggio 2015, la Centrale Operativa del 112 ricevette una richiesta di aiuto da parte del capotreno del convoglio regionale ‘6367’ che riferiva di essere in difficoltà a identificare un marocchino ubriaco che aveva sorpreso a viaggiare senza il titolo di viaggio necessario per la tratta ‘Bologna-Porretta Terme’. Una pattuglia dell’Arma di Marzabotto si recò presso la Stazione Ferroviaria del luogo per identificare il 34enne che, nel frattempo, era stato costretto a scendere sulla banchina dei binari per evitare di incidere sugli altri passeggeri, infastiditi dal ritardo che il treno aveva cominciato ad accumulare. Confuso dai fumi dell’alcol, il marocchino, noto alle forze dell’ordine per i suoi reati contro il patrimonio e la persona, fu trasportato all’Ospedale di Vergato per le cure del caso.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna