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venerdì 7 agosto 2026

Prosegue almeno fino a domenica 9 agosto, l’ondata di calore in atto a Bologna e nei comuni limitrofi e in Pianura.

Previste temperature fino a 35°C tra sabato 8 e domenica 9 agosto.

 



L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Prosegue almeno fino a domenica 9 agosto, l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 35°C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

Importante ricordare, che oggi, in tutto il territorio metropolitano dell’Azienda USL di Bologna, sono attivi gli ambulatori AFT di medicina generale, che possono offrire cura e assistenza esattamente come farebbe il proprio medico di base, nel corso della giornata a dalle 8 alle 20.
Dettaglio delle sedi e degli orari
In casi più gravi, naturalmente, il riferimento è il 112.

Sempre disponibile, infine, anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi
· Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
· Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
· Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
· Consumare frutta e verdura in abbondanza
· Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
· Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
· Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
· Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
· Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it raggiungibile al link Ondate di calore 

mercoledì 8 luglio 2026

Ondata di calore a Bologna e nei comuni limitrofi e in pianura. Allertati i servizi sanitari

 Temperature fino ai 39 °C almeno fino a giovedì 9 luglio. Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore luogo dove trovare cura e assistenza.

 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Per oggi e almeno fino a giovedì 9 luglio è prevista un’ondata di calore con temperature che potrebbero raggiungere i 39 °C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

L'Azienda USL di Bologna, in linea con le direttive regionali per mitigare gli effetti delle ondate di calore, ha predisposto un sistema integrato di interventi a tutela della salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Le misure per l'estate 2026, basate su un'attenta analisi dei dati degli anni precedenti, mirano a rafforzare prevenzione, assistenza e comunicazione.

Le misure
Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio. Il numero verde, gratuito, è 800 562 110 ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Il servizio fornisce informazioni su come prevenire e mitigare gli effetti delle ondate di calore ma permette anche di attivare i servizi di supporto messi a disposizione dal proprio comune di residenza.

Importante ricordare, che oggi, in tutto il territorio metropolitano dell’Azienda USL di Bologna, sono attivi gli ambulatori AFT di medicina generale, che possono offrire cura e assistenza esattamente come farebbe il proprio medico di base, nel corso della giornata a dalle 8 alle 20. A questo link: www.ausl.bologna.it/guida-ai-servizi/luoghi?text=aft&comune=&distretto=&tipoluogo= il dettaglio delle sedi e degli orari. In casi più gravi, naturalmente, il riferimento è il 112.

Sempre disponibile, infine, anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi
· Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
· Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
· Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
· Consumare frutta e verdura in abbondanza
· Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
· Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
· Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
· Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
· Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it raggiungibile al link https://www.ausl.bologna.it/seztemi/ondate-di-calore


mercoledì 24 giugno 2026

Ondata di calore a Bologna e nei comuni limitrofi e in Pianura. Allertati i servizi sanitari

 Temperature fino ai 38° almeno fino a venerdì 26. Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore riferimento per cura e assistenza.


 

L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Prosegue almeno fino a venerdì 26 giugno l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 38 °C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

L'Azienda USL di Bologna, in linea con le direttive regionali per mitigare gli effetti delle ondate di calore, ha predisposto un sistema integrato di interventi a tutela della salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Le misure per l'estate 2026, basate su un'attenta analisi dei dati degli anni precedenti, mirano a rafforzare prevenzione, assistenza e comunicazione.

Le misure

Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio. Il numero verde, gratuito, è 800 562 110 ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Il servizio fornisce informazioni su come prevenire e mitigare gli effetti delle ondate di calore ma permette anche di attivare i servizi di supporto messi a disposizione dal proprio comune di residenza.

Importante ricordare, che oggi, in tutto il territorio metropolitano dell’Azienda USL di Bologna, sono attivi gli ambulatori AFT di medicina generale, che possono offrire cura e assistenza esattamente come farebbe il proprio medico di medicina generale, nel corso della giornata dalle 8 alle 20. A questo link il dettaglio delle sedi e degli orari. In casi più gravi, naturalmente, il riferimento è il 112.

Sempre disponibile anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi

· Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda

· Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri

· Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina

· Consumare frutta e verdura in abbondanza

· Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea

· Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna

· Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo

· Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)

· Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute.

lunedì 9 febbraio 2026

Cgil Bologna, 'manca il personale per i nuovi servizi sanitari'

 'No a scelte che gravano sui dipendenti, servono nuove assunzioni'



A fronte dell'apertura e l'estensione di nuovi servizi, tra cui gli Ospedali di comunità (Osco), le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Case della comunità (Cdc), la Fp Cgil di Bologna esprime preoccupazione, chiedendosi "con quale personale e con quali ricadute organizzative" verranno gestite queste attività.
    "Contrasteremo - fa sapere il sindacato - scelte che gravino ancora sul personale presente, già pesantemente provato o che determinino la chiusura di altri reparti".

L'avvertimento arriva a pochi giorni dal nuovo accordo regionale per la medicina generale, siglato tra Regione e sindacati dei medici di base, che però si sono divisi, e mette al centro proprio il potenziamento di queste strutture.
    Secondo Marco Pasquini e Gaetano Alessi, rispettivamente segretario generale e responsabile sanità del sindacato, nel territorio bolognese si registra un "blocco sostanziale delle assunzioni" con graduatorie già scadute per infermieri e autisti, mentre quelle per Oss (operatori socio-sanitari) e riabilitatori scadranno a breve.

La Fp Cgil chiede quindi alla politica e alle direzioni sanitarie di "rideterminare condizioni di attrattività" per i professionisti, sottolineando che senza nuove assunzioni e una programmazione condivisa sia "difficile parlare di ampliamento dell'offerta". (ANSA)

sabato 10 gennaio 2026

Lizzano in Belvedere reclama la presenza di una ambulanza H24

 


La sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, chiede l’istituzione di un servizio di ambulanza attivo 24 ore su 24 nel comprensorio sciistico del Corno alle Scale e, più in generale, un presidio sanitario fisso sull’Appennino bolognese. La richiesta nasce da un episodio recente: il trasferimento di una partoriente a Bologna ha lasciato temporaneamente il territorio senza ambulanze, evidenziando la fragilità del sistema di emergenza in zone montane prive di ospedali.
Tra le soluzioni prospettate c’è una convenzione con la società Corno alle Scale per garantire un supporto infermieristico stabile in stazione, rafforzando un servizio oggi affidato anche a Carabinieri e Soccorso alpino. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, sottolinea che la qualità della sanità territoriale è fondamentale non solo per i residenti, ma anche per i turisti, e rappresenta un fattore di attrattività per il territorio.

La richiesta, riportata da Il Resto del Carlino,  ha stuzzicato l’ironia e la preoccupazione di Dubbio che scrive:

Del resto, sulla carta i conti tornano. Il punto nascite di Porretta, promesso in campagna elettorale e rilanciato anche in sede europea, resta formalmente confermato: si farà, prima o poi, nel consueto e rassicurante “mese del poi”, nell’ormai noto “anno del mai”. Stessa sorte per la riconversione dell’ex ospedale Costa, destinato – secondo gli impegni assunti dalla Regione nel 2022, accompagnati da uno stanziamento annunciato di 20 milioni di euro – a diventare Direzione sanitaria e residenze per il personale sanitario. Progetti che esistono soprattutto nei comunicati e nelle slide, molto meno nella realtà quotidiana dei territori.

Intanto, un’ambulanza non si nega a nessuno. Almeno nelle dichiarazioni. Peccato che, nella lista della spesa, manchi ancora l’automedica, tassello essenziale per rendere davvero efficace il sistema di emergenza-urgenza in un’area montana vasta e complessa come l’Appennino bolognese. Ma va bene così, verrebbe da dire: “ma siiii, abbondiamo”, per citare Totò.

E allora rilanciamo: perché non costruire anche un Punto di primo intervento a Lizzano? Un’altra promessa da aggiungere al catalogo delle buone intenzioni, utile a tamponare l’emergenza comunicativa più che quella sanitaria. Perché il problema, ancora una volta, non è l’annuncio, ma la distanza crescente tra ciò che viene proclamato e ciò che realmente garantisce sicurezza e diritti ai cittadini che vivono – e lavorano – in montagna.

Aggiungiamo una nostra considerazione che non vuole ribattere a quelle di Dubbio, ma arricchire il confronto:

“L’articolo mette a fuoco una contraddizione strutturale delle aree montane: territori sempre più promossi come mete turistiche, ma ancora fragili nei servizi essenziali. L’episodio dell’ambulanza “assente” non è un’eccezione, bensì il sintomo di un sistema che regge finché non accade l’imprevisto. In questo senso, la richiesta di un’ambulanza h24 non appare come una pretesa eccessiva, ma come una condizione minima di equità territoriale.

Interessante è anche il collegamento tra sanità e turismo: la sicurezza sanitaria non è solo un diritto dei residenti, ma un prerequisito implicito per chi frequenta la montagna. Senza un presidio stabile, la narrazione della montagna come luogo accogliente e sicuro rischia di restare retorica. L’articolo suggerisce quindi una questione più ampia: la tenuta dei servizi pubblici nelle aree interne non può essere demandata a soluzioni emergenziali o stagionali, ma richiede una visione strutturale e di lungo periodo”.

 

venerdì 20 agosto 2021

C’è preoccupazione per i servizi sanitari dell’Appennino bolognese.


L’esperienza di questi ultimi 18 mesi ha messo in luce diverse criticità del nostro sistema sanitario, in particolare legate al sottofinanziamento degli anni passati, quando le compatibilità economiche sono state considerate prioritarie rispetto alle compatibilità sociali.

By Redazione AssoCareNews.it

Oggi le importanti risorse che arriveranno dal PNRR dovranno essere pertanto investite per recuperare situazioni che nel tempo sono state sottovalutate: ammodernamento di ospedali e tecnologie, potenziamento della medicina territoriale, una forte integrazione con il sociale attraverso l’implementazione e la rivisitazione delle Case della Salute in Case di Comunità, senza ripetere gli errori del passato che hanno portato ad una diminuzione dei servizi di prossimità, in particolare quelli dislocati nell’appennino bolognese.

A tal proposito citiamo il singolare percorso dell’Ospedale di Vergato, Presidio Ospedaliero che copre un rilevante e vasto territorio dell’appennino. Ospedale che ha contribuito, come altri della nostra rete ospedaliera, a dare risposte nelle fasi più acute della pandemia e che avrebbe dovuto dall’11 maggio, secondo le dichiarazioni della Direzione dell’Ausl, ritornare alla normalità; anzi il progetto aziendale prevedeva un ampliamento e miglioramento della Struttura, a partire dal Pronto Soccorso – che attualmente è aperto solo 12 ore al giorno – quando come UIL FPL riteniamo, così come pare stiano evidenziando tutte le istituzioni locali, che un PS come quello di Vergato debba operare sulle 24 ore.

Ora che ci auguriamo di poter essere nella fase post emergenziale, bisogna dare concretezza al rilancio di tutte le nostre strutture, e il Presidio di Vergato dovrà essere destinatario di attenzione per l’implementazione di servizi e di personale; d’altronde la notizia del potenziamento del servizio notturno, attraverso l’inserimento di una nuova ambulanza, non è sufficiente a coprire le necessità di un territorio come quello di Vergato, dove a Pronto Soccorso chiuso chi si fa carico delle necessità dei cittadini è il personale infermieristico del 118.

Sempre in un contesto di miglioramento dei nostri servizi dell’appennino bolognese, la decisione di affidare i referti di laboratorio ai medici di guardia e la gestione delle analisi – per una parte rilevante della giornata – al personale infermieristico dei Pronti Soccorso, sembra sia adottata per carenza di tecnici di laboratorio. È vero che osserviamo da diversi mesi – ancora una volta grazie alle disattenzioni del passato – difficoltà nel reperire diverse professionalità, non ci risulta però sia il caso dei tecnici di laboratorio. La nostra preoccupazione è che il percorso tracciato per gli esami di laboratorio, attraverso l’introduzione di strumenti analitici estremamente limitati e a gestione infermieristica negli ospedali di Vergato – Bazzano – San Giovanni in Persiceto – Loiano e Budrio, possa essere il preludio alla inaccettabile chiusura completa dei Laboratori analisi dei suddetti Presidi.

Auspichiamo pertanto che l’attuale situazione sia transitoria e ci aspettiamo un progetto strutturato chiaro dal quale verificare le reali attenzioni della CTSS e dell’Ausl di Bologna nei confronti dei cittadini che risiedono nell’appennino bolognese e nei Comuni dell’Area Metropolitana, ricordando che i servizi pubblici sono fondamentali anche per attrarre investimenti e nuovi residenti. Su molte aree che negli anni hanno visto migrare la popolazione riteniamo pertanto si debba investire anche con risorse che, siamo certi, la nostra Regione metterà a disposizione – è quanto si legge a termine della nota stampa a firma di Massimo Aufieri della UIL FPL Ausl Bologna e del Segretario Generale UIL FPL Emilia Romagna e Bologna, Paolo Palmarini.

Inviato da Dubbio

giovedì 23 luglio 2020

L'Appennino sperimenta una collaborazione informatica tra Ausl e farmacie

Una campagna di comunicazione incentiverà l’uso dei servizi telematici anche con il supporto dei farmacisti

di Carmine Caputo

Si chiama “Tutto qui” il progetto avviato in via sperimentale in questi giorni nel distretto socio-sanitario dell’Appennino bolognese, con il coinvolgimento delle farmacie che hanno deciso di aderire. Il progetto è volto ad incentivare l’uso delle tecnologie per l’interazione con il servizio sanitario. Se gli esiti saranno favorevoli, sia per i cittadini che per i titolari delle farmacie stesse, verrà esteso a tutte le attività del distretto.

L’idea è molto semplice. Con manifesti e promemoria cartacei distribuiti alle farmacie, l’Ausl ricorderà all’utenza come esistano numerosi servizi che possono essere tranquillamente fruiti da casa tramite dispositivi informatici: la scelta del medico curante, l’autocertificazione del reddito per ottenere esenzioni, la domanda di estensione del congedo di maternità per gravidanza a rischio e tanti altri. Non solo: online si possono prenotare visite senza recarsi al CUP e reperire i propri referti e si può prendere appuntamento per evitare code allo sportello. Ed è online anche la possibilità di richiedere al servizio veterinario la prenotazione per la macellazione al domicilio di animali destinati all’alimentazione umana.

L’idea di posizionare questo materiale informativo nasce dalla consapevolezza che magari non tutti i cittadini accedono a uffici dell’Ausl o ad ambulatori medici, ma di sicuro tutti prima o poi passano in farmacia. E i farmacisti aderenti hanno dato la loro disponibilità ad incentivare questi servizi, assicurando i cittadini più diffidenti sulle enormi potenzialità dei servizi on-line.

«I giorni difficili della quarantena ci hanno mostrato quanto sia importante oggi saper usare un computer, uno smartphone o un tablet» spiega il presidente del Distretto Socio Sanitario dell’Appennino bolognese Alessandro Santoni (nella foto) «strumenti ormai a disposizione di tutti che però oltre a servire per la comunicazione o lo svago possono evitarci disagi, code o addirittura il rischio contagio. Per questo abbiamo creduto in questo progetto e con l’aiuto dei farmacisti, che da sempre nei nostri paesi sono un punto di riferimento per i cittadini e che ringrazio di cuore per la disponibilità, contiamo di sostenerne la diffusione»

«Questa attività» aggiunge la direttrice del distretto Sandra Mondini «rientra in un più ampio progetto di collaborazione con le farmacie del territorio finalizzato ad accrescere sempre di più l’accessibilità da parte dei cittadini ai servizio sanitari».

domenica 15 marzo 2020

Ridotti i servizi sanitari in Appennino per l’emergenza Covid-19.

L’Ausl, vista l’emergenza Covid-19, ha ridotto i servizi sanitari notturni a Vergato e Vado per concentrare le energie altrove. La risposta dei comuni: “quando c’è bisogno, noi ci siamo. L’importante è che sia temporanea”. I sindaci scrivono che è giusto fare qualche sacrificio ma a patto che il diritto alla salute dei cittadini dell’Appennino venga comunque tutelato

di Carmine Caputo

L’Ausl ha adottato due provvedimenti che entreranno in vigore da domani, lunedì 16 marzo e che potrebbero avere un certo impatto sui servizi sanitari nell’Appennino bolognese: la riduzione dell'orario del pronto soccorso dell'ospedale di Vergato, che resterà aperto dalle 8 alle 20, e la riduzione orario del servizio di Pubblica assistenza a Vado, operativo solo dalle 6 alle 18. Lo scopo di questa decisione è concentrare le risorse dove più servono in questo momento, in quelle aree dove le strutture sanitarie sono in sofferenza.
A fronte di questa situazione Alessandro Santoni, presidente del Distretto Socio-Sanitario dell'Appennino bolognese, ha scritto una lettera aperta ai cittadini pubblicata su Facebook e sul sito dell’Unione Appennino per tranquillizzare i cittadini allarmati.

«L'emergenza sanitaria legata al coronavirus Covid-19 sta stravolgendo la vita di tutti noi: possiamo anche dire che tutto andrà bene, ma la verità è che non andrà bene per tutti, se non mostriamo spirito di sacrificio e solidarietà» scrive il sindaco, in contatto con gli altri primi cittadini dei territori coinvolti. «Alla luce di questa situazione i vertici dell'Ausl ci chiedono un sacrificio temporaneo. Quando c'è bisogno di dare una mano i cittadini dell'Appennino non si tirano mai indietro e non lo faranno certo questa volta».

Fortunatamente infatti fino ad ora il territorio dell’Appennino è stato raggiunto da un numero di contagi piuttosto limitati, e questo è confortante. Tuttavia Santoni ha contestualmente scritto ai vertici della Comune di Bologna, Città metropolitana e Ausl affinché questa nuova e temporanea riorganizzazione garantisca il livello di qualità del servizio legato alla gestione delle emergenze in Appennino.
È stato inoltre chiesto anche che, in questa fase emergenziale, l'Ausl si impegni a intervenire ripristinando i servizi qualora se ne ravvisassero le necessità, per il coronavirus o per altri motivi. Infine si sottolinea la necessità che sia per l'ospedale di Vergato che per il servizio di pubblica assistenza di Vado, ad emergenza terminata, venga ripristinata la situazione strutturale e di servizio attuale.

«Stiamo inoltre aspettando maggiori delucidazioni sulle modalità di gestione delle emergenze notturne a fronte di questa riorganizzazione temporanea per garantire al continuità del servizio. Vigileremo affinché, seppure in spirito di assoluta solidarietà, il diritto alla salute dei cittadini dell'Appennino vengano sempre tutelato.» conclude il sindaco. La lettera si conclude con l’invito ai cittadini a continuare a rispettare le direttive sin qui emanate, a non uscire di casa se non per i casi di necessità, a fare di tutto perché il contagio in Appennino rimanga limitato e a evitare anche, per quanto possibile, polemiche e aggressività che la situazione tesa e la comunicazione via social network possono solo esasperare.

venerdì 9 agosto 2019

Week end a 37° gradi. In arrivo da domani, 10 agosto, una nuova ondata di calore a Bologna. Allertati i servizi sanitari

L'Azienda USL di Bologna informa:


Una nuova ondata di calore, in arrivo domani 10 agosto, accompagnerà tutto il prossimo fine settimana, proseguendo almeno fino a lunedì 12. Attese temperature sino a 37° gradi (fonte www.arpae.it). A farne le spese i cittadini di Bologna, dei comuni limitrofi (Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena) e della pianura (Anzola dell’Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d’Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese).

L’Azienda Usl di Bologna, così come previsto dal piano anti ondate di calore, attivo dallo scorso 15 giugno, ha già allertato i pronto soccorso, gli ospedali, le case di cura e le strutture di assistenza per gli anziani, i medici e i pediatri di famiglia, gli infermieri dell’assistenza domiciliare dell’area metropolitana.
Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede telefonate con frequenza settimanale, eventuali interventi di assistenza a domicilio, attività di socializzazione presso strutture ricreative. Il numero verde, gratuito, da chiamare è 800 562 110.

Numeri utili
Oltre al numero verde gratuito 800 562 110, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17, il sabato dalle 8.30 alle 13, ci si può rivolgere anche al numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 17.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

Come affrontare le ondate di calore
Limitare la permanenza all’aperto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 17), bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando alcol e caffeina, bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. Fare bagni o docce con acqua tiepida, per abbassare la temperatura corporea, e utilizzare i climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo.
Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, delle donne in gravidanza, degli anziani con patologie croniche (ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco), di chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, in condizioni socio-economiche disagiate, di chi vive da solo e in appartamenti soggetti a surriscaldamento come i piani alti privi di condizionamento dell’aria, di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore.

martedì 25 giugno 2019

Ondata di calore da domani, 26 giugno, a Bologna, nei Comuni limitrofi e in pianura. Giovedì 27 giugno anche in collina.


LAzienda USL di Bologna informa:

In arrivo domani, mercoledì 26 giugno, la prima ondata di calore di questa estate 2019, con temperature che potrebbero salire sino a 38° gradi (fonte www.arpae.it), e possibili disagi per i cittadini di Bologna, dei comuni limitrofi di Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena, e dell’area della pianura, Anzola dell’Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d’Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese.
Dopo domani, giovedì 27 giugno, l’ondata si estenderà anche ai comuni della collina, dove le temperature potranno raggiungere i 35° gradi: Loiano, Marzabotto, Monterenzio, Monte San Pietro, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, Sasso Marconi, Zola Predosa, Valsamoggia.

L’Azienda Usl di Bologna, così come previsto dal piano anti ondate di calore, attivo dallo scorso 15 giugno per i prossimi tre mesi, ha già allertato i pronto soccorso, gli ospedali, le case di cura e le strutture di assistenza per gli anziani, i medici e i pediatri di famiglia, gli infermieri dell’assistenza domiciliare dell’area metropolitana.
Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede telefonate con frequenza settimanale, eventuali interventi di assistenza a domicilio, attività di socializzazione presso strutture ricreative. Il numero verde, gratuito, da chiamare è 800 562 110.

Numeri utili
Oltre al numero verde gratuito 800 562 110, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17, il sabato dalle 8.30 alle 13, ci si può rivolgere anche al numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 17.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

Come affrontare le ondate di calore
Limitare la permanenza all’aperto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 17), bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando alcol e caffeina, bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. Fare bagni o docce con acqua tiepida, per abbassare la temperatura corporea, e utilizzare i climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo.
Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, delle donne in gravidanza, degli anziani con patologie croniche (ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco), di chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, in condizioni socio-economiche disagiate, di chi vive da solo e in appartamenti soggetti a surriscaldamento come i piani alti privi di condizionamento dell’aria, di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore.

giovedì 27 dicembre 2018

Monzuno. Natale con gli ospiti di Bellavalle


L'inizio delle feste natalizie nella Residenza Bellavalle di Monzuno è stato accolto con una grande festa per lo scambio degli auguri, cui hanno partecipato anche i famigliari degli ospiti. E' stata inoltre l'occasione per una valutazione tecnico-operativa sull'anno che sta per concludersi e una conferma sulla buona efficacia e l'adeguata accoglienza offerte. 
Grazie alla posizione favorevole ( si trova a soli 30 minuti da Bologna e a 40 da Firenze) Residenza Bellavalle rappresenta una comoda e qualificata soluzione ad ospiti provenienti dalle due città e una sede salutare grazie alla ottimale posizione di collina. La residenza offre servizi socio sanitari assistenziali come servizi medici, infermieristici, fisioterapici e di animazione. Inoltre serve menu’ differenziati e dietetici realizzati con l'utilizzo di materie prime selezionate. La residenza può ospitare fino a 35 anziani anche non autosufficienti, prendendosi cura degli aspetti psico-fisico-relazionali degli stessi.

La festa è stata accompagnata da un apprezzato intrattenimento musicale del musicista Peter , per cui chi ha voluto ha potuto ballare, ed è servita anche per un riconoscimento agli operatori che da più tempo prestano servizio a Bellavalle e che, come tutti coloro che vi lavorano, si dedicano agli ospiti con l'attenzione desiderata e con comprovata capacità professionale, affrontando con dedizione il difficile compito a loro assegnato. A costoro la direzione, dopo aver ricordato che la società gestisce altre due strutture , Villa Poma a Miagliano Biella e la Casa Protetta Sant'Antonio a Migliaro Ferrara, ha consegnato ufficialmente una targa di riconoscimento.



Hanno avuto il riconoscimento della società proprietaria, R.B.G. Unipersonale s.r.l. con sede a Miagliano, rappresentata dall'Amministratore Unico Asmaa Gacem ( nella foto) , Daniela Biagi, responsabile di struttura, Giangregorio Monica, Lucia Faggioli, Michela Rosalia Spitale e Orsina Nicolina. 
 
L'incontro natalizio ha avuto una doppia festeggiata : una delle ospiti, Katia, di cui ricorreva il 62° compleanno e ha avuto così dai parenti e dagli ospiti il dono natalizio e quello di compleanno.

Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Monzuno, Marco Mastacchi (al centro della foto a fianco). Partecipazione sentita ha spiegato il primo cittadino: “Perchè Residenza Bellavalle è una realtà che funziona molto bene. I parenti in ogni occasione di incontro mi sottolineano la loro soddisfazione per il servizio offerto a un target di persone molto fragili . Inoltre è una presenza importante per i posti di lavoro che offre. Ho conosciuto la casa in momenti di emergenza e sempre ha dato il massimo di disponibilità e la più piena collaborazione per alleviare i disagi. In più occasioni hanno accolto in modo molto generoso chi era in difficoltà, divenendo una presenza più che apprezzata”.