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domenica 9 agosto 2026

Marzabotto escluso dai Comuni montani: Comune e organizzazioni agricole fanno fronte comune contro la decisione del Governo

 



Il Comune di Marzabotto, Coldiretti, Confagricoltura, CIA Agricoltori Italiani e Biodistretto Appennino Bolognese esprimono, in un comunicato congiunto, la loro profonda contrarietà alla decisione del Governo di escludere Marzabotto dalla classificazione dei Comuni montani.

«Marzabotto è, per la sua storia, le sue caratteristiche morfologiche, sociali ed economiche, un comune di montagna a tutti gli effetti. L'esclusione da tale classificazione rappresenta un grave danno per l'ente, per i cittadini e per il tessuto produttivo locale», si legge nella nota.

Secondo i firmatari, questa scelta rischia di compromettere gli sforzi compiuti negli ultimi anni per contrastare lo spopolamento delle aree interne, sostenere le attività economiche del territorio e valorizzare l'agricoltura di montagna, considerata un presidio essenziale per la tutela ambientale, la sicurezza idrogeologica e la salvaguardia del paesaggio.

Per queste ragioni, il Comune di Marzabotto, Coldiretti, Confagricoltura, CIA Agricoltori Italiani e Biodistretto Appennino Bolognese rivolgono un appello alle istituzioni competenti affinché venga riconosciuta e rafforzata la centralità della montagna attraverso politiche in grado di sostenerne lo sviluppo, contrastare lo spopolamento e valorizzarne le produzioni agricole e il ruolo strategico per il Paese.

giovedì 12 febbraio 2026

Fondo perequativo metropolitano: respinto l’ordine del giorno di Uniti per l’Alternativa. Santoni: “Risorse ferme che i territori aspettano”

 


La denuncia preoccupata del sindaco di San Benedetto Val di Sambro:

Non è stato approvato, nella seduta del Consiglio metropolitano di Bologna di ieri, mercoledì 12 febbraio, l’ordine del giorno presentato dal gruppo Uniti per l’Alternativa per sollecitare la pubblicazione del bando relativo ai Programmi metropolitani di rigenerazione, finanziati con le risorse del Fondo perequativo metropolitano. Una richiesta avanzata da mesi, in modo trasversale, da diversi Comuni, in particolare da quelli di minori dimensioni.

L’atto richiamava quanto previsto dall’articolo 5 del Regolamento per la gestione del Fondo, che stabilisce l’approvazione entro il 30 giugno di ogni anno del bando necessario a consentire a Comuni e Unioni di presentare le proprie proposte progettuali. Al 31 dicembre 2025, le risorse disponibili ammontavano a oltre 4,6 milioni di euro, somme che i territori attendono di poter utilizzare per interventi di rigenerazione e riequilibrio.

«Esprimiamo disappunto per la mancata approvazione dell’ordine del giorno – dichiara il consigliere metropolitano Alessandro Santoni –. Il tema era stato discusso in Commissione, dove erano emerse osservazioni e avevamo manifestato la disponibilità a rivedere in parte i contenuti. Per noi era fondamentale arrivare a un impegno concreto da parte della Città metropolitana. In Consiglio, invece, non vi è stato alcun intervento nel merito, né per motivare la contrarietà né per fornire risposte puntuali alle questioni sollevate».

Il gruppo ricorda inoltre che già a settembre, in risposta a una precedente interrogazione, il sindaco metropolitano aveva assicurato l’impegno dell’Ente a pubblicare il bando, seppur in ritardo, entro la fine dell’anno. Ad oggi ciò non è avvenuto e, considerando che entro il prossimo giugno dovrebbe essere approvato il bando relativo al 2026, si profila il rischio di un ulteriore slittamento, con possibili ripercussioni sulla programmazione degli enti locali.

Il Fondo perequativo metropolitano nasce con l’obiettivo di contribuire al riequilibrio territoriale, sostenendo in particolare i Comuni con minori capacità fiscali e maggiori fragilità strutturali. Si tratta, in larga parte, di realtà medio-piccole e appenniniche che attendono queste risorse per attivare interventi di rigenerazione urbana e sviluppo locale.

«Non comprendiamo le ragioni per cui risorse già disponibili debbano rimanere ferme – prosegue Santoni – quando potrebbero e dovrebbero essere messe a disposizione dei territori secondo quanto previsto dal Regolamento approvato da questo stesso Consiglio».

Uniti per l’Alternativa sottolinea infine come, nella stessa seduta, siano state espresse critiche rispetto al percorso nazionale di riclassificazione dei Comuni montani, senza che contestualmente si sia dato seguito alla distribuzione di risorse già nella disponibilità della Città metropolitana e potenzialmente decisive proprio per quei territori.

«Il nostro intento – conclude Santoni – era garantire il rispetto delle regole e offrire certezze agli enti locali. Continueremo a sollecitare l’emanazione del bando affinché i Comuni possano programmare con tempi chiari e risorse certe, nell’interesse dell’intero territorio metropolitano».

 

Il tema trattato ha portato Marco Dubbio a interviene sul tema della governance della Città Metropolitana, criticando l’attuale sistema di composizione degli organi amministrativi e politici. 

Secondo Dubbio, finché la guida dell’ente resterà affidata al sindaco di Bologna — eletto esclusivamente dai cittadini del capoluogo — e il Consiglio metropolitano sarà composto da membri nominati dai consiglieri dei Comuni della cintura, anziché eletti direttamente da tutti i cittadini della provincia, si continueranno a registrare decisioni che, a suo dire, finiscono per penalizzare i cittadini.

La riflessione viene estesa anche alle Unioni dei Comuni, alle Giunte e ai rispettivi Consigli, per i quali Dubbio auspica un sistema fondato su un’elezione diretta e su meccanismi di voto disgiunto che coinvolgano l’intera cittadinanza.

Infine, Dubbio sottolinea come non risultino, a sua conoscenza, atti politici o ordini del giorno presentati e approvati dai consiglieri metropolitani per modificare quella che definisce una normativa «fantasiosa e anacronistica», riferendosi alla cosiddetta Legge Del Rio.

sabato 28 giugno 2025

"La Città metropolitana dimentica le periferie: 'Strade al limite della decenza, servizi in ritirata'"

Un incontro degli esponenti di Rete Civica ha affrontato questi problemi anche per prepararsi alle prossime tornate elettorali



La Città Metropolita è molto città e poco metropolitana: E’ stato l’approccio con cui il consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) e gli esponenti di Rete Civica hanno incontrato la stampa, oggi, sabato 28 giugno, a Villa Benni di Bologna. La stortura amministrativa ha prodotto il sostanziale abbandono della larga periferia metropolitana e  alla amara constatazione di essere ridotti a una viabilità al limite della decenza, all’impoverimento dei servizi e a una mobilità più che impoverita. Il tutto porta al rimpianto delle abolite Province che dotate di strutture tecniche adeguate e finalizzate alla cura delle periferie, assicuravano una mobilità adeguata e interventi in tempi utili ad evitare il peggio. Fra le storture amministrative  il fatto che il sindaco di Bologna sia anche il sindaco metropolitano. Questi, eletto dai soli bolognesi, nella sua attività amministrativa è naturalmente incline ad affrontare più le esigenze della città, cui deve la sua elezione, che quelle dell’area metropolitana.

Emblematiche le considerazioni riportate dal sindaco di Monghidoro Barbara Panzacchi:  “Nel mio territorio, come in molti altri, si percepisce un senso di abbandono. Le strade sono sempre più dissestate, i collegamenti sempre più lenti e insicuri. La manutenzione ordinaria e diventata straordinaria e quella straordinaria è diventata un miraggio,” ha sottolineato il sindaco. “Questo degrado della viabilità non è solo un problema logistico: è un segnale di poca attenzione, è di ostacolo allo sviluppo economico, mina anche il senso di sicurezza dei cittadini. A questo si aggiunge il dissesto idrogeologico che ogni anno si manifesta con frane, smottamenti, allagamenti. E ogni anno ci troviamo a rincorrere l’emergenza, senza una strategia strutturale che si fondi sulla prevenzione. E mentre le infrastrutture crollano, anche i servizi arretrano: scuole accorpate, presidi sanitari ridotti, sportelli bancari chiusi, connessioni digitali lente o inesistenti. E’ un lento svuotamento che colpisce le comunità più fragili, quelle che invece avrebbero bisogno di più attenzione, non di meno, ” ha concluso. 

L’incontro era però anche finalizzato a una presentazione e una valutazione del progetto elettorale che Rete Civica si promette di mettere in campo per il prossimo appuntamento delle elezioni amministrative, al fine di essere protagonista. Un serrate le fila per la preparazione di formazioni, proposte e alleanze con cui affrontare la prossima sfida, prevista per la primavera del 2027, in modo determinato e con la concreta possibilità della vittoria. Un appuntamento apparentemente lontano, ma non troppo se ci si vuole presentare alla verifica elettorale preparati e non in modo improvvisato.    

martedì 18 febbraio 2025

Degrado e infrastrutture carenti: la provincia di Bologna tra disagi e mancata manutenzione



Pubblichiamo il comunicato-sfogo sullo stato della viabilità provinciale di Mauro Muratori ( nella foto), ex candidato sindaco a Sasso Marconi per il centrodestra e ora componente della neo formazione politica  ‘Bologna Città e Provincia Autonoma’. Non perdona nessuno e  spara sul mucchio: 


Girando per i comuni della provincia di Bologna, il degrado del paesaggio è sotto gli occhi di tutti. Strade dissestate, marciapiedi rovinati, aiuole trascurate, fossi e tombini ostruiti da terra ed erbacce: una situazione che peggiora con frane e smottamenti che ostacolano la circolazione e, in alcuni casi, costringono a deviazioni che causano disagi significativi, soprattutto per chi si sposta per lavoro.

A fronte di queste criticità, le istituzioni locali sembrano privilegiare la realizzazione di grandi opere, come il progetto del tram a Bologna, mentre il trasporto pubblico subisce rincari e la manutenzione ordinaria delle infrastrutture esistenti viene trascurata. La mancanza di interventi preventivi porta a situazioni di emergenza che, anziché essere gestite in modo tempestivo, subiscono ulteriori ritardi.

Il problema più grande, però, è l’assuefazione di una parte della popolazione a questa decadenza, con un atteggiamento passivo che rischia di lasciare campo libero all'inefficienza amministrativa. Eppure, le tasse richieste ai cittadini devono essere pagate con puntualità, pena sanzioni e conseguenze immediate.

Il gruppo Bologna Città e Provincia Autonoma sostiene con convinzione che, se le risorse fiscali rimanessero sul territorio e fossero gestite da amministratori locali responsabili, orientati alle reali esigenze dei cittadini anziché alle logiche di partito, sarebbe possibile avviare una concreta riqualificazione. Intervenire sul degrado urbano, migliorare sanità, istruzione, lavoro, sport e politiche giovanili potrebbe diventare una priorità, senza escludere la possibilità di un alleggerimento del carico fiscale per i residenti.

Mauro Muratori

sabato 8 giugno 2019

La nuova Giunta di Grizzana Morandi

E' stata deliberata la Nuova Giunta Comunale di Grizzana Morandi:

Il sindaco, uscito vincitore dalla recente consultazione elettorale, è Franco Rubini ( nella foto). Vice sindaco sarà Virginia Laffi, cui sono state affidate le deleghe per Turismo, Politiche culturali e Associazionismo.  Assessore esterno ai Servizi sociali e Scuola, Loretta Pinelli. L'assessorato ai Lavori pubblici e allo Sport è stato affidato ad Alessandro Sandri. L'assessore alle Politiche ambientali, Sviluppo sostenibile e Mobilità, sarò Sergio Salsedo.

sabato 14 luglio 2018

Il Comune di Bologna pensa a un Circuito turistico Lgbti per il 2019 ed è subito polemica

Un itinerario turistico interamente rivolto alle persone Lgbti.

Marco segnala: 
 


Questo la proposta messa in cantiere da Bologna Welcome, il servizio comunale d’informazione e accoglienza turistica che, inaugurato il 15 aprile 2011, punta per il 2019 a inserire nei tradizionali percorsi dedicati alla musica, al cibo, allo shopping, uno specifico Circuito Lgbt attraverso i l uoghi simbolio della collettività arcobaleno.
Pur trattandosi d’iniziativa ancora allo stadio progettuale, non sono già mancate le critiche.
La consigliera di centrodestra della Città metropolitana Marta Evangelisti (Uniti per l'alternativa) ne ha fatto oggetto di un'interpellanza al sindaco Virginio Merola e al consigliere metropolitano delegato nonché vicesindaco Massimo Gnudi, perché «non sembrerebbe particolarmente opportuno creare o promuovere anche con contributi pubblici o comunque istituzionali circuiti turistici basati sull'orientamento sessuale dei turisti stessi».
In particolare, la rappresentante di Uniti per l'alternativa ha chiesto se siano «previsti finanziamenti da parte della città per tale progetto» e, in più, se esso «rispetti gli obiettivi di promozione delle peculiarità e delle eccellenze territoriali».
Immediata la risposta di Gnudi, che ha in primo luogo dichiarato: «Il documento a cui fa riferimento la consigliera è una bozza tuttora in discussione».
Ciò premesso, il vicesindaco ha aggiunto: «Il riferimento al circuito turistico Lgbti si realizzerà su adesione di soggetti privati interessati a promuoverlo e quindi non si configura come utilizzo di denaro pubblico», tenendoci però a ricordare come «il turismo Lgbti sia un segmento di portata significativa».
Secondo le stime 2017 ogni anno sono 37 milioni i viaggi internazionali da parte di turisti appartenenti alla comunità e questo interessa da vicino anche l'Italia. Secondo dati de Il Sole 24 Ore su 60 milioni di visitatori complessivi del nostro Paese le persone Lgbti sarebbero dai 3 ai 6 milioni.
Insomma, per Gnudi tale scelta «è in forte coerenza con le linee di indirizzo della destinazione turistica che renderebbero Bologna un'esperienza turistica autentica» anche perché «non possiamo non ricordare che la città rappresenta un luogo simbolo per la storia della comunità Lgbti italiana, tradizionalmente amico e accogliente».

domenica 29 ottobre 2017

Nel 2015 le partecipate pubbliche calano, ma aumentano gli addetti



Richiesto da un lettore


Nel 2015 le unità economiche partecipate dal settore pubblico sono 9.655 e impiegano 882.012 addetti. Rispetto al 2014 sono meno numerose (-2,1%) ma con più addetti (+4,3%).
 
E' la fotografia scattata dall'Istat nel report "Le partecipate pubbliche in Italia" relativo al 2015.
I settori in cui si concentra la partecipazione pubblica si confermano quelli energetici, infrastrutturali e dei servizi avanzati. Il 59,9% delle unità economiche partecipate è a controllo pubblico.
Il 76,5% delle controllate pubbliche ha registrato un utile d'esercizio, il 23,5% una perdita. Diminuisce la quota di controllate pubbliche in perdita rispetto al 2014, quando tale quota era stata pari al 27,4%.
Le controllate pubbliche registrano nel 2015 perdite per circa 3 miliardi e 800 milioni di euro (con una flessione di 738 milioni rispetto al 2014) e utili per oltre 10 miliardi e 600 milioni di euro (-107 milioni circa rispetto al 2014), con un saldo complessivo positivo di circa 6 miliardi e 800 milioni di euro.
Le imprese attive partecipate da almeno una amministrazione pubblica regionale o locale si riducono del 12,7% rispetto all'anno precedente, con una flessione in termini di addetti del 12% (-46.847 addetti).
Tra le unità a partecipazione pubblica, le imprese attive sono 6.859 e impiegano 848.707 addetti (96,2% degli addetti di tutte le partecipate). Le imprese non attive che hanno presentato nel 2015 una dichiarazione contabile o fiscale, sono invece 1.092 (-4% rispetto al 2014). I settori con il maggior numero di imprese partecipate attive sono le Attività professionali, scientifiche e tecniche (vi opera il 14,3% delle partecipate e il 3,2% degli addetti) e il settore del Trasporto e magazzinaggio (rispettivamente 10,6% e 38,1%).
Le imprese attive a controllo pubblico sono 4.249 con 621.926 addetti. Al netto delle attività finanziarie e assicurative, generano quasi 54 miliardi di valore aggiunto, pari al 10% di quello realizzato dal complesso delle imprese dell'industria e dei servizi.
La produttività del lavoro, in termini di valore aggiunto per addetto, è di quasi il 50% superiore a quella delle aziende con le stesse forme giuridiche non partecipate dal settore pubblico (oltre 88 mila euro rispetto a circa 59 mila). Questo effetto medio è ampiamente determinato dalla differente composizione settoriale e dimensionale delle partecipate pubbliche. Tuttavia, i livelli di produttività del lavoro delle imprese controllate dalla PA risultano superiori a quelli medi in tutte le classi di addetti delle imprese.
 

domenica 19 marzo 2017

A SALERNO l'ASSEMBLEA NAZIONALE ANCI GIOVANI ha nominato Morris Battistini 'AMBASCIATORE D'EUROPA per conto della REGIONE EMILIA ROMAGNA!'



Riportiamo un commento alla nomina del neo 'Ambasciatore d'Europa':

Un traguardo importante oltre che una nomina di tutto rispetto che valorizza e onora ancora una volta la Regione Emilia Romagna e sopratutto da un lustro maggiore al Comune di Marzabotto.

Si perchè AMBASCIATORE D'EUROPA è l'incarico Importante conferito al giovane Consigliere Comunale di Marzabotto durante la plenaria di ANCI GIOVANI a Salerno in occasione dell' VIII Assemblea Nazionale.
Il progetto coinvolge tutti i comuni di Italia e i consiglieri Battistini e Carbonaro saranno chiamati a rappresentare non solo Marzabotto ma stavolta addirittura tutta l'Emilia Romagna, a livello Europeo.

Far parte del Coordinamento dei giovani amministratori di ANCI per la Regione Emilia Romagna, dice Battistini ( nella foto) , è una innegabile risorsa per avvicinare i giovani amministratori all'ideale europeo.
Una soddisfazione unica - continua Battistini - che delinea chiaramente come i giovani siano davvero il motore del futuro. Una nomina ed un incarico importante che sono onorato di aver ricevuto.

Sarà ora compito dei consiglieri di UCM dare lustro a questa nomina con un progetto fatto di proposte ed idee sul futuro dell'UE.

Parla chiaro Battistini, ai microfoni di ANCI: "La nostra idea si basa su l'organizzazione di un evento che veda protagonisti i consiglieri regionali, i parlamentari ed gli europarlamentari eletti nella circoscrizione dell'Emilia Romagna, oltre ad alcuni rappresentati delle associazioni di categoria, che potranno confrontarsi e scambiarsi opinioni con il pubblico presente, il tutto affrontando temi come il rilancio dell'ideale Europeo, in particolare per quanto riguarda i settori della sicurezza, dello sviluppo economico e del completamento dell'unione monetaria".

Così ancora una volta, oltre ai confini dell'Appennino Bolognese l'inarrestabile giovane Capogruppo Consigliere si riconferma una promessa della politica Emiliana-Romagnola.

Aggiungiamo il  comunicato sulla partecipazione di Battistini all' Assemblea di Salerno.

"Seppur si sia arrivati già all'VIII edizione dell'Assemblea Nazionale di ANCI giovani, si tratta del Secondo appuntamento per il neo eletto consigliere ANCI Giovani Emilia Romagna, Capogruppo di UNITI PER CAMBIARE MARZABOTTO, Morris Battistini, il quale anche nel 2017 viene riconfermato e scelto tra oltre 25000 amministratori giovani (sindaci, assessori e consiglieri comunali) di tutta Italia per partecipare ad uno dei  due importanti laboratori che si terranno a Salerno il 17 marzo c.a.
In questo caso Battistini viene selezionato per "POLITICHE DI SVILUPPO E NUOVE COMPETENZE: COME DARE OPPORTUNITÀ ALLE AREE INTERNE" . Anche quest'anno pertanto avrà l'onore di essere uno dei 60consiglieri/amministratori comunali a livello Nazionale a partecipare a questo importante momento di formazione, di crescita politica e non. L'aggiornamento nel settore politico, come in ogni settore, rappresenta un valore aggiunto che permette collaborazione e confronto, elementi non di facile riscontro negli amministratori di vecchia data. A coronare questo importante impegno sarà l'onore di rappresentare nuovamente Marzabotto e tutto l'Appennino Bolognese. Una mattinata a cui seguirà l' VIII Assemblea Nazionale ANCI Giovani che quest'anno si terrà presso il Grand Hotel di Salerno sotto lo slogan di "GENERATORI DI FUTURO".
Battistini: "mi ritengo soddisfatto di essere stato scelto ancora una volta tra i 60 su 25000 amministratori italiani, in qualità di consigliere di ANCI giovani ER. Rappresentare un ampio territorio Emiliano come quello del Nostro Appennino Bolognese alla plenaria di ANC ritengo essere un ottimo metodo per acquisire ulteriori conoscenze per governare bene in futuro . Apprezzo lo slogan utilizzato quest'anno per questa assemblea perché credo seriamente che è proprio dai giovani che si possa generare un futuro migliore ed appunto dalle idee innovative, anche se molte volte sottovalutate, che si porta vita ai nostri comuni tentando di far risvegliare nei cittadini quello spirito ormai affievolito per continuare ad impegnarsi per il proprio paese.
Il consigliere infatti non è nuovo ad incarichi di questo tipo perché ha già partecipato ad altre iniziative sempre a livello nazionale promosse da ANCI. Dunque venerdì 17 e sabato 18 Marzo sarà in compagnia di altri  amministratori di tutta Italia. Battistini sarà l'unico rappresentante dell'Appennino bolognese a prendere parte a questo importante evento. Il giorno 17 tra gli altri prenderanno parte all'evento il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il Ministro per la Coesione Territoriale e Mezzogiorno Claudio de Vincenti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio è il Coordinatore Nazionale ANCI Gianluca Callipo, mentre il giorno 18 sarà presente il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Per Morris Battistini sarà un'altra esperienza preziosissima che dovrà essere riportata al territorio al fine di un arricchimento generale dell'amministrazione comunale di Marzabotto e di anche tutto l'Appennino bolognese.