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sabato 18 luglio 2026

Diabete, rinnovato l'accordo tra Ausl Bologna e Fimmg: più assistenza sul territorio e presa in carico integrata

 Rinnovata l'intesa tra Azienda USL di Bologna e FIMMG Bologna per rafforzare il ruolo del medico di famiglia e migliorare il percorso di cura delle persone con diabete.



A un anno dalla firma del precedente accordo, l'Azienda USL di Bologna e la FIMMG Bologna hanno rinnovato oggi l'intesa sul progetto di Gestione Integrata del Diabete, confermando e rafforzando un modello organizzativo che mette al centro la persona e punta a garantire percorsi di cura sempre più efficaci, appropriati e vicini ai cittadini.

La Gestione Integrata del Diabete è un modello assistenziale che consente alle persone con diabete di essere seguite in modo continuativo dal proprio medico di medicina generale, in costante raccordo con il diabetologo e con gli altri professionisti coinvolti nel percorso di cura. L'obiettivo è assicurare un'assistenza condivisa e coordinata, evitando frammentazioni e garantendo a ogni paziente gli interventi diagnostici, terapeutici e di monitoraggio più appropriati nel momento opportuno.

Elemento centrale del progetto è il coinvolgimento attivo della persona con diabete, considerata parte integrante del percorso assistenziale e non soltanto destinataria delle cure. Attraverso un programma strutturato di educazione sanitaria, il paziente viene accompagnato nella gestione quotidiana della malattia, acquisendo maggiore consapevolezza sugli stili di vita, sull'aderenza alle terapie e sul controllo dei principali fattori di rischio. Quando necessario, anche i caregiver vengono coinvolti per sostenere il percorso di cura.

Il monitoraggio costante dei parametri clinici, l'applicazione condivisa delle linee guida e la collaborazione tra medicina generale e specialistica consentono di individuare tempestivamente eventuali criticità, prevenire o ritardare l'insorgenza delle complicanze e migliorare la qualità della vita delle persone assistite. Un modello che rende le cure più accessibili e vicine al domicilio, valorizzando il ruolo del medico di famiglia come primo punto di riferimento per il cittadino.

L'accordo, sottoscritto per la prima volta nel 2025 come evoluzione del progetto avviato nel 2018, ha permesso di adeguare il modello organizzativo ai nuovi scenari epidemiologici e clinici, caratterizzati dall'aumento della prevalenza del diabete, dall'introduzione di nuove linee guida terapeutiche e dall'ampliamento delle possibilità prescrittive riconosciute ai medici di medicina generale.

Con il rinnovo dell'intesa, Azienda USL di Bologna e FIMMG confermano la volontà di consolidare ulteriormente il percorso di gestione integrata, ampliando progressivamente il numero delle persone che potranno beneficiare di un'assistenza sempre più coordinata, personalizzata e vicina al territorio.

domenica 19 novembre 2023

Anche i bambini possono avere il diabete

 

Professionisti, scuola, famiglie e associazioni insieme per conoscere e riconoscere il diabete in età evolutiva e migliorare insieme la presa in carico dei piccoli pazienti cronici 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Anche i bambini possono avere il diabete. È il claim dell’evento organizzato dall’Azienda USL di Bologna, rivolto ai professionisti sanitari e del mondo della scuola per conoscere e riconoscere il diabete in età evolutiva.

Il diabete in età evolutiva (tipo 1) colpisce prevalentemente bambini e ragazzi. Si tratta, infatti, di una malattia molto diversa dal diabete di tipo 2, che interessa soprattutto persone in età avanzata ed è legato in gran parte allo stile di vita.

Il diabete in età evolutiva è una malattia autoimmune, per la quale non esiste prevenzione. Esordisce in modo subdolo, con sintomi a volte difficili da cogliere e da collegare alla patologia, che però è importante riconoscere in breve tempo, perché solo così si può evitare il rischio di conseguenze anche pericolose. Il bambino con diabete 1 è un bambino come tutti gli altri. Infatti, se diagnosticato in tempo il diabete di tipo 1 è ben gestibile e non limita la vita sociale del bambino, che a scuola come a casa può condurre una vita come tutti gli altri suoi coetanei.

Conoscere questa patologia è fondamentale per tutti gli operatori scolastici, che condividono molte ore della giornata con i bambini e possono segnalare tempestivamente ai genitori i segni predittivi della malattia, in modo che, a loro volta, ne parlino con il Pediatra. Conoscere il diabete di tipo 1 è altrettanto importante per gli insegnanti che hanno già, tra i loro alunni, alcuni bambini che convivono con questa patologia. Per approfondire insieme gli aspetti più rilevanti della gestione della malattia, per un quotidiano scolastico uguale a quello di tutti gli studenti.

In occasione della giornata mondiale del diabete, l’Azienda USL di Bologna ha voluto organizzare un corso di formazione dedicato ad operatori scolastici e sanitari per approfondire, insieme alle famiglie dei piccoli pazienti e all’Associazione Giovani Diabetici (AGD), alcuni aspetti che riguardano le nuove tecnologie, l’alimentazione, l’attività motoria, gli aspetti psicologici. In sintesi, per rafforzare l’alleanza educativa e terapeutica con le famiglie dei piccoli pazienti con diabete 1e il Terzo settore.

Dati relativi alle nuove diagnosi di diabete 1

Nel 2022 i bambini di età 0-18 anni con diabete 1 seguiti dall’Azienda USL di Bologna sono 199, di cui 13 nella fascia di età 3-6 anni, 66 tra 7-11 anni, 90 tra 12-15, 35 tra 16-18 anni. Il trend dei nuovi casi registra 31 nuovi casi nel 2020, 29 nel 2021, 26 nel 2022 con una incidenza di 20 casi ogni 100.000 minori.  Non si registra una differenza di genere (il 50% sono femmine e il 50% maschi). 83 sono residenti a Bologna città, i restanti nei 5 distretti periferici. In rapporto alla popolazione infantile la prevalenza è più alta in Appennino, la più bassa nel distretto di Pianura Est.

Nel 2023 ad oggi i nuovi casi sono 14. Il 53% dei bambini con diabete 1 utilizza il microinfusore, in particolare, la percentuale di bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 11 anni che utilizzano il microinfusore è pari al 47%. D’altro canto, il 63% dei ragazzi della medesima fascia di età usufruisce a scuola del servizio infermieristico per la somministrazione dell’insulina ai pasti.

Il percorso interaziendale di assistenza e cura del diabete di tipo 1

Dal 2022, nel territorio dell’Azienda USL di Bologna, è attivo un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) interaziendale per la gestione del paziente pediatrico con diabete di tipo 1, che prevede la collaborazione attiva e coordinata tra la famiglia, l’ambulatorio di diabetologia pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola, i servizi sanitari territoriali dell’Azienda USL di Bologna come la pediatria territoriale, l’assistenza infermieristica domiciliare i Pediatri e i Medici di Medicina Generale, le istituzioni educative/scolastiche di ogni ordine e grado, le associazioni dei pazienti e familiari.

Il PDTA è rivolto a pazienti di età inferiore ai 18 anni con diagnosi di diabete di tipo 1 che risiedono e frequentano scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, nel territorio dell’Azienda Usl di Bologna.

La fase di diagnosi, la cura, il programma di educazione alimentare/terapeutica, il follow up vengono gestiti dall’ambulatorio di diabetologia pediatrica del Sant’Orsola, che comunica l’esordio di un nuovo caso alla Pediatria territoriale e al punto di accesso ai servizi del territorio di residenza.

La Pediatria territoriale successivamente organizza l’incontro con la famiglia e la scuola, si occupa della formazione del personale scolastico, e insieme vengono approfonditi i temi più rilevanti della gestione e dell’inserimento a scuola. In alcuni casi il personale della Assistenza domiciliare effettua a scuola interventi finalizzati, da un lato, ad educare e guidare l’alunno al raggiungimento della autonomia nella gestione della terapia, dall’altro, ad affiancare il personale scolastico per la gestione della presa in carico.

mercoledì 20 luglio 2022

La 'lunga' pedalata per finire la fatica di Mauro Talini e per riconfermare che ‘il diabete non è un limite’


 Resoconto di un sogno divenuto realtà: ‘IN VIAGGIO… VERSO L’ALASKA”’


di Marta Graziani

Il testimone di un viaggio iniziato da Mauro il 1 gennaio 2013 ed interrotto per un fatale incidente il 13 maggio sulle strade messicane di Trincheras/Caborca, 16.142 km dopo. Un viaggio poi ripreso, almeno nella progettazione e nella preparazione dei 10 ciclisti staffettisti che a due a due avrebbero raggiunto il grande Nord, un viaggio rimandato più di una volta causa COVID-19 ma che in quest’anno 2022 aveva visto la sua realizzazione. Perché così è stato.

Il 10 aprile i primi due ciclisti messicani Sebastian Gaxiola e Luis Daniel Avila (diabetico) sono partiti da Trincheras, esattamente dal luogo dove Mauro è stato investito e hanno raggiunto il confine Messico/Usa. Una pedalata esaltante, una comunicazione straordinariamente coinvolgente che ce li ha fatti seguire per oltre 700 km, momento per momento. Video, testimonianze, riprese, interviste… tutto fantastico.

Il messaggio di speranza ha risuonato fortemente nel Messico e in Italia: sensibilizzazione al diabete, sicurezza stradale, salvaguardia del creato, solidarietà… La bandiera poi è passata nelle mani di Teodros Talini (nipote di Mauro) e Federico Angeli, due giovani di Massarosa. Hanno percorso per più di 1000 km tutta la costa Californiana. La loro prima grande impresa e la loro prima esperienza. Fantastica. Dura in certi tratti ma piena d’incontri significativi: persone straordinarie, accoglienti. Luoghi incantevoli, di una bellezza unica. Il messaggio di speranza anche qui ha risuonato fortemente.

A San Francisco, un altro passaggio del testimone/bandiera, firmata da ciascuno di loro. Da là hanno iniziato a pedalare Alessio Fresco e Francesco Zazza, entrambi diabetici di tipo 1. Che impresa! Straordinaria. Piena d’imprevisti fin dalla partenza da Roma. A questi due giovani è successo di tutto o quasi… ma sono rimasti sempre “sul pezzo”, determinati, sapienti nel fare le scelte e nel cambiare programmi quando necessario. Hanno pedalato sotto la pioggia, con la neve, un freddo devastante e non certo con l’equipaggiamento adeguato perché non previsto (un clima che non si era mai visto). La conferma della possibilità di gestire la propria cronicità, la capacità di gestire il Diabete quale frutto di un percorso importante di conoscenza della patologia e di sè stessi, di allenamento adeguato e strutturato, di alimentazione corretta… insomma il lemma “diabetes no limits” reso comprensibilissimo. La speranza per i diabetici… è certezza di una vita vissuta in pienezza.

E poi, a Salt Lake City, terzo passaggio del testimone/bandiera. Sono partiti Anacleto Zanfi e Antonio Tavoni di Maranello. Esperti cicloviaggiatori. Brillanti, un po’ poeti e amanti della musica. Sempre, prima di partire, un post con una saggia frase sulla vita e una melodia adeguatamente suggestiva per quel tratto di strada. Magnifico! Ci siamo sentiti, anche noi, in viaggio… già leggendo i loro report. Emozioni uniche. Panorami infiniti, sali scendi denominati “mangi e bevi”, il perché ce lo spiegheranno. Divertenti. Fotogenici. Una 4° tratta lunga oltre 2000 km. Tanta acqua e vento. Ma tutto per realizzare quel sogno di Mauro Talini, diventato anche il nostro sogno. Tutto per portare speranza, solidarietà e pace. Tutto per esaltare la bellezza dell’amicizia, della condivisione… dei valori che contano, che danno colore e calore all’essere umano e alla vita.

E infine Calgary. I due ciclisti veneziani, Alberto Fiorin e Dino Facchinetti, che arrivano in orario ma… senza bici. Certo, anche la 5° Tratta doveva “sorprenderci”. Il passaggio del testimone/bandiera, che a questo punto portava le firme di tutti gli otto ciclisti che avevano precedentemente pedalato. Lo scambio di fronte al Console dott. Andrea Riccio, avvenuto nel “Calgary Italian Cultural Centre”. Un incontro istituzionale significativo. Bello. Una grande accoglienza. Il recupero delle bici, arrivate il giorno dopo. La sistemazione e la partenza. Perfetti pedalatori, esperti, sicuri, che in 9 giorni hanno macinato km a gogò (direbbe Alberto). Il diario di bordo, puntuale ogni mattina… su Facebook (fuso orario con 8/9 ore di differenza). Splendido. Emozionante… ma su questo non avevamo dubbi. Alberto Fiorin, scrittore di guide turistiche e di libri in cui racconta i suoi viaggi. Cicloviaggiatore carismatico, sempre in coppia con l’amico Dino. Uno sguardo straordinario capace di cogliere i particolari e raccontarli per esaltare la bellezza del viaggio lento (a piedi o in bici), della natura, delle persone incontrate e dei messaggi di speranza… che nel progetto “In viaggio … verso l’Alaska” ha abbracciato con fedeltà e nel nome di Mauro Talini. Una presenza, quella di Mauro, percepita da tutti i 10 ciclisti come “compagno di viaggio”. Ma il testimone, meglio la bandiera… non è arrivata a Prudhoe Bay ma a Fort Nelson alla 10° tappa, circa a metà della 5° tratta del viaggio. Alberto ha subito un distacco della retina all’occhio destro. Poteva succedergli dappertutto, all’improvviso a casa o nei tanti viaggi di presentazione dei suoi libri… ma “il destino” ha voluto che fosse lì, nel nulla, durante questo progetto per una qualche “ragione” che davvero non sappiamo e non conosciamo, almeno per il momento. Fort Nelson, un comune con poco più di 4000 abitanti, in Canada, dove le distanze sono immense. Pochi giorni dopo Alberto e Dino sarebbero stati davvero isolati e i soccorsi sarebbero stati ancora più lenti, difficili e con il distacco di retina, lo sappiamo tutti, è necessario intervenire subito per non perdere l’occhio. Ma non solo, sono riusciti ad arrivare di venerdì presso una clinica: bastava un’ora dopo e avrebbero dovuto aspettare il lunedì per una prima visita. Una provvidenza. Sì, la possiamo chiamare solo così. Sono gli aspetti positivi, sono gli sguardi di speranza che fanno vedere “l’altra faccia della medaglia” quando tutto diventa insostenibile. Sono riusciti, grazie al medico, a fissare l’intervento all’occhio, nell’unica clinica possibile, già per quel lunedì.

Hanno ripercorso la stessa strada a ritroso, con un’auto noleggiata per oltre 1000 km e, grazie a Dio, l’amico Dino aveva con sé la patente. Piccoli particolari che ora assumono un’importanza unica.

Poi sono stati giorni di angoscia e di speranza, giorni d’attesa e di ricerca di soluzioni possibili. Giorni di alti e bassi. Giorni in cui nelle nostre menti hanno frullato tanti pensieri e ci siamo posti tante domande. La domanda centrale? Il viaggio richiama sempre con sé i messaggi delle fondamentali 4 “S”: Sicurezza stradale, Solidarietà, Salvaguardia del creato e Salute con l’accento particolare al diabete: abbiamo avuto tante occasioni in questi mesi di ripeterlo, mentre seguivamo le imprese dei nostri ciclisti. E ora, che succederà? Ora il concetto di salute è da considerarsi a tutto campo. La priorità assoluta, senza dubbio, per noi tutti è stata proprio questa. Perché è così. I nostri progetti, i nostri viaggi, le nostre mete, le nostre destinazioni, sono sì importanti, ma al primo posto resta la persona. Resta l’attenzione assoluta alla persona. Perché è questo il senso profondo della nostra vita. Così, Alberto e Dino sono rientrati a Venezia e siamo rassicurati sulle condizioni di salute di Alberto, anche se ne avrà per molto, ci vorrà pazienza e anche speranza perché non è certo che possa recuperare la vista come prima… ma è oggi che il nostro comunicato pone la parola “fine” al progetto “In viaggio… verso l’Alaska”. E l’ultima considerazione è proprio sulla parola “fine”. Perché questo termine, per noi, oggi ha un significato particolare: anzi noi essere umani non conosciamo il “concetto di fine”, perché di fatto non esiste ma è un vocabolo che significa in realtà trasformazione, passaggio da una realtà ad un’altra. E nell’esperienza di Mauro Talini, pur non totalmente consapevoli, lo abbiamo messo in evidenza dando il nome all’Associazione stessa “Ancora in Viaggio”… perché di fatto è così: c’è la “NON FINE”. L’esperienza della vita e del viaggio come metafora, lo abbiamo ripetuto più volte: “il viaggio non finisce mai”, perché non è tanto la destinazione (Alaska – Prudhoe Bay), ma come si è viaggiato ed è quello che conta. Come lo abbiamo scritto nel libro di Mauro Talini “Ancora in Viaggio”, edito da Pendragon nell’anno 2018. A pag. 278 – leggiamo, forse come segno premonitore: . Così i nostri 10 ciclisti hanno viaggiato e come hanno viaggiato! Racconteremo ancora le tratte, con testimonianze, foto, video, incontri. Promuoveremo eventi dove porteremo l’esperienza personale di ciascuno. Tutti hanno vissuto con intensità e ricchezza un’avventura indimenticabile e noi insieme a loro. E i messaggi della “Salute”, di “Diabetes no limits”, della “Sicurezza stradale”, della “Salvaguardia del creato” e della “Solidarietà” continueranno ad impegnare noi in primis “Associazione Ancora in Viaggio” e “ANIAD” e a coinvolgere tutte le persone che in tanti modi hanno espresso prossimità, impegno, condivisione.

Ancora in viaggio”… sì, Mauro Talini sarà sempre in viaggio! Non potevamo noi, in questo anno 2022, mettere la parola FINE a quel grande sogno di portare a tutti un messaggio di speranza!

Era il nostro sogno: vedere la bandiera del viaggio di Mauro Talini “L’amore crede nell’impossibile” - Diabetes no limits, un vessillo di cm. 37x90 con impresse le bandiere di tutte le nazioni attraversate in bici dal Sud al Nord delle Americhe… vederlo a Prudhoe Bay. E il sogno si è avverato.

Un ringraziamento particolare va alle Istituzioni che hanno patrocinato e sostenuto il progetto, Enti, Federazioni diabetiche e ciclistiche, Associazioni e partners. Tanta gratitudine alle persone incontrate dai ciclisti durante il viaggio, sono stati veri “angeli del cammino”; tanta riconoscenza alle moltissime persone che ogni giorno si collegavano sui social per seguire il viaggio e un grazie sincero e pieno di affetto a Mauro Talini. Grazie, grazie davvero a tutti! E sempre e ancora … in viaggio!

Tutti i particolari e i dettagli dell’iniziativa si possono visualizzare nel sito www.maurotalini.org 

e nello specifico attraverso il blog http://maurotalini.blogspot.com/ Oppure dai social delle due Onlus: https://www.facebook.com/MauroTalini https://www.facebook.com/aniad.org

sabato 13 novembre 2021

Domenica 14 Novembre Giornata mondiale del Diabete: oltre 500 terze dosi a libero accesso in città e provincia per i pazienti diabetici

 Sabato all’Ospedale Maggiore un convegno per sensibilizzare e informare i pazienti sull’importanza del vaccino anticovid e non solo

AUSL informa:

 

La due giorni dedicata al Diabete si aprirà oggi, sabato 13 novembre, con il convegno “Diabete, accesso alle cure. Se non ora quando” organizzato presso l’Ospedale Maggiore dall’Unità operativa di Endocrinologia, dal Dipartimento di Sanità Pubblica e dal Dipartimento delle Professioni Sanitarie dell'AUSL di Bologna, in collaborazione con le associazioni dei pazienti diabetici, FedER e DiaBO.

Il convegno prenderà le mosse dai risultati di una recente pubblicazione – frutto di uno studio che ha coinvolto endocrinologi, anestesisti e rianimatori dell’Azienda USL di Bologna, da cui è emerso che il diabete mellito, in caso di infezione da Sars-CoV-2, è il principale predittore di una prognosi infausta, indipendentemente dal sesso e dall’età del paziente.

Non solo covid. Il tema principale della giornata sarà l’accesso alle cure per la presa in carico del paziente diabetico, in particolare con un focus su: ambulatori infermieristici della cronicità, prevenzione del piede diabetico e importanza dell’alimentazione. 

Domenica 14 novembre, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, dopo la recente apertura delle prenotazioni per le terze dosi a tutti i soggetti estremamente vulnerabili (categoria a cui appartengono anche i diabetici), l’Azienda USL di Bologna organizza una giornata straordinaria ad accesso diretto dedicata ai diabetici di tutte le età

- Distretto di Bologna: 8.00-18.30 in Autostazione 250 dosi di vaccino anticovid riservate ai diabetici

- Distretto di Pianura Ovest: 8-13 Hub Bonfiglioli a Calderara 80 dosi di vaccino anticovid riservate ai diabetici

- Distretto Savena-Idice: 8.30-13 Casa della Salute di San Lazzaro 60 dosi di vaccino anticovid riservate ai diabetici

- Distretto Appennino: 8.30-13 Casa della Salute di Vergato 100 dosi di vaccino anticovid riservate ai diabetici; 8.30-13 Casa della Salute di Castiglione de Pepoli 100 dosi riservate ai diabetici

- Distretto di Pianura Est: 8.30-12.30 presso gli ambulatori vaccinali dell’Ospedale di Bentivoglio (Day Hospital oncologico) 60 dosi di vaccino anticovid riservate ai diabetici

"La scoperta dell'insulina, 100 anni fa, ha rivoluzionato l'approccio al paziente diabetico permettendo di salvare la vita a persone prima definite incurabili, dichiara Alessandra Sforza, responsabile del servizio di Endocrinologia dell’Azienda Usl di Bologna. L'evoluzione della terapia, inoltre, e l'introduzione di device tecnologicamente sempre più avanzati, hanno permesso un miglioramento della qualità della vita della persona diabetica.

I dati epidemiologici dimostrano che il paziente diabetico è ad alto rischio di complicanze in corso di infezione da SARSCov2. A tal proposito la vaccinazione rappresenta l'unico strumento efficace nel ridurre mortalità e ospedalizzazione in caso di infezione”.

In Emilia Romagna il diabete mellito interessa il 7% della popolazione, che significa circa 264.000 cittadini di cui 900 bambini. Per coloro viene attivato un modello di assistenza a gestione integrata, in grado di coinvolgere diverse figure professionali, sia dell’ospedale che del territorio, del sanitario e del sociale, le associazioni dei pazienti e il volontariato. Un modello in cui il paziente è un vero e proprio partner dell’équipe professionale. 

Questa scelta ha portato negli anni buoni risultati. Lo dimostrano i dati delle principali complicazioni associate alla patologia diabetica, oggi significativamente ridotte: mortalità (-2,5% rispetto al 2010), coma diabetico (-41,1%), cardiopatia ischemica (-23,7%), infarto (-13,3%), ictus (-21,9%), vasculopatie periferiche (-7,1%), amputazioni (-19,2%), complicanze oculari (-38,2%).

martedì 14 maggio 2019

Ancora una volta i ciclisti 'Over 70' a San Luca con Mauro Talini


Talini in uno dei suoi fantastici viaggi
La pioggia non ha scoraggiato gli amici di Mauro Talini, il compianto ciclista insulinodipendente che da solo, in bici, ha viaggiato per migliaia di chilometri allo scopo di dimostrare che il diabete non è un limite e per sensibilizzare sulla situazione in cui versano le popolazioni in difficoltà.


Come ogni anno gli Over 70 guidati da Giancarlo Maini, si sono dati appuntamento al Nettuno di Bologna e poi sono saliti a San Luca per un incontro fraterno cui è seguita una funzione religiosa officiata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi. Alla cerimonia erano presenti anche la mamma di Mauro, Brunetta, e il fratello Massimiliano. 

Alla funzione religiosa, seguita con grande partecipazione, era presente anche don Massimo Vacchetti, responsabile Sport e Pellegrinaggi della Curia di Bologna, il quale ha annunciato che il 13 maggio diventerà la 'Giornata della Memoria per tutti i ciclisti deceduti'.

Maini, durante la celebrazione, ha letto alcuni passaggi del diario di Talini in cui egli riportava le impressioni sulle sue giornate trascorse sulla bicicletta in solitaria e ha ringraziato l'arcivescovo per la disponibilità e la sensibilità dimostrata verso l'indimenticabile 'atleta della fede'.

Era presente anche Marco Mastacchi, candidato sindaco per la lista Dimmi a Sasso Marconi, che ha sempre ammirato le imprese di Mauro, atleta che, pur essendo egli stesso colpito da una grave e invalidante inabilità come il diabete, si è adoperato a favore delle persone più sfortunate.
Mastacchi, grande camminatore, è salito a San Luca a piedi per i portici.


domenica 1 aprile 2018

Diabete, come si può curare in Italia con il calore

Richiesto 

Diabete, come si può curare in Italia con il calore

di Melania Rizzoli

È stata testata con successo una nuova ed efficace cura non farmacologica su pazienti diabetici, che permette al loro pancreas di ricominciare a produrre l' insulina endogena, e promette di riequilibrare la glicemia con molta più facilità ed in alcuni così di sospendere l' assunzione quotidiana di farmaci antidiabetici orali e non avere più iperglicemie.
Si chiama DMR, ovvero «ringiovanimento della mucosa duodenale», e consiste in una innovativa procedura endoscopica, che avviene, in anestesia generale, con l' introduzione trans-orale di un tubicino della grandezza di un catetere, il quale, una volta fatto avanzare oltre lo stomaco, è in grado di fornire una dose controllata di energia termica, cioè di calore, sulla superficie della mucosa duodenale, esattamente nelle zone dove vengono rilasciati i vari ormoni regolatori della glicemia, in particolar modo quelli coinvolti nell' insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico. La prima sperimentazione in Italia, chiamata Revita1, è stata condotta due anni fa al Policlinico A.
Gemelli di Roma dal prof Guido Costamagna, direttore dell' Unità Operativa Complessa di Endoscopia Digestiva Chirurgica, e direttore dell' Istituto di Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica dell' Università Cattolica, leader riconosciuto a livello mondiale in endoscopia terapeutica. Personalmente nel 2016 ho avuto l' occasione e la fortuna di assistere ad uno di questi interventi, allora in prima fase sperimentale, su un mio paziente diabetico complicato, che ha visto risolvere la sua malattia cronica, e quel giorno il prof Costamagna mi confidò: «Cara Melania, ci auguriamo risultati definitivi degli studi attualmente in corso entro un paio di anni» e devo dire l' amico Guido è stato di parola.
LA MAPPA DEI CENTRI
Dallo scorso febbraio infatti, è in atto al Policlinico Gemelli e all' Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano) l' arruolamento di pazienti con Diabete di tipo 2, in qualunque stadio di malattia, per la seconda sperimentazione clinica che è stata approvata ed è chiamata "Revita2", che coinvolgerà centinaia di pazienti in Italia ed altrettanti in dieci centri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterra, Irlanda, Olanda e Germania, per poi applicare su larga scala questa incredibile terapia termica miniinvasiva, e per determinarne l' efficacia anti-diabete, che pare inequivocabile a detta degli specialisti, e con risultati fino ad ora molto promettenti, e che naturalmente accende molte speranze in milioni di malati.

La procedura per questo tipo di esame strumentale è quasi priva di rischio e non è affatto complicata, perché operativamente si tratta di una normale gastroscopia, con la differenza che l' endoscopio introdotto fin dentro il duodeno, dove c' è lo sbocco del dotto pancreatico, scalda la mucosa duodenale, distruggendo le cellule che producono gli ormoni responsabili dell' insulino-resistenza e inducendo quindi la rinascita di una mucosa normale, riportandola allo stato di giovinezza, tramite l' invio di una dose controllata di energia termica sulla sua parete posteriore, quella adagiata sul pancreas, e tale calore viene diffuso con la massima precisione e per brevissimo tempo in diverse aree, così da garantire la sicurezza della procedura, che risulta molto ben tollerata dai malati. L' intervento di DMR dura meno di un' ora e il paziente viene dimesso il giorno dopo, e tale dispositivo ha già ricevuto il marchio CE, e per commercializzarlo si attendono i risultati di questa seconda fase di studio europeo.
I risultati clinici consistono in una normalizzazione evidente della glicemia, e, cosa più importante, nell' interruzione dell' avanzamento delle note complicanze diabetiche, tra le quali l' angiopatia, la neuropatia e la nefropatia, a dimostrazione che tale trattamento ha un impatto notevole sulla malattia diabetica, si spera in modo definitivo. A due anni di distanza sui pazienti trattati sono stati registrati normalizzazione costante dell' emoglobina glicata, e miglioramento significativo di altri parametri, tra i quali quelli degli gli enzimi epatici, oltre che del livello di insulina endogena. I pazienti idonei per tale terapia endoscopica sono reclutati in una fascia di età tra i 28 ed i 74 anni, con Diabete di tipoII, non insulino-dipendente, in terapia con farmaci orali, non ancora sottoposti a terapia insulinica e con valori di Emoglobina Glicata superiore a 7,5%.
«Questa ulteriore fase sperimentale dello studio Revita2» mi riferisce Costamagna «si concluderà nell' arco di circa due anni, dopo di che questo trattamento innovativo potrà essere esteso a tutti i pazienti affetti da diabete che non riescono a tenere sotto controllo la glicemia con i farmaci, che registrano continui sbalzi glicemici, e che sono oltre la metà del totale».

LA PLATEA DEI PAZIENTI
Il diabete tipo II è una malattia di proporzioni pandemiche, spesso, ma non sempre, associata all' obesità. Nel mondo si stima ne siano affetti circa 400milioni di persone, e l' incidenza della patologia sta aumentando a ritmi allarmanti, se solo in Italia ne soffrono oltre 4milioni di persone, delle quali il 90% del tipo2. Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo della malattia vi sono la predisposizione genetica, l' obesità, lo stile di vita sedentario e una dieta ad alto contenuto di zuccheri e grassi. Le ricerche di base hanno dimostrato che le diete ipercaloriche provocano cambiamenti della mucosa duodenale, che "invecchia", e tali modifiche alterano il segnale ormonale che regola la glicemia, determinando prima la resistenza all' insulina, poi la disfunzione delle cellule del pancreas che producono tale ormone, infine l' insorgenza del diabete. Attualmente il diabete tipo2 si controlla con farmaci somministrati per bocca, il più usato dei quali è la metformina, anche se sono disponibili altre molecole, ma con la progressione della malattia molti pazienti necessitano di ricorrere alle iniezioni quotidiane di insulina. Il diabete tipo2 inoltre è un fattore di rischio significativo per il peggioramento della demenza e lo sviluppo di complicanze cardiovascolari, oculari, neurologiche e renali.

Onore quindi al prof Guido Costamagna, che sarà seguito da medici americani per iniziare una analoga sperimentazione anche negli Usa, una volta ottenuta l' approvazione della Fida, l' organo regolatorio sui farmaci e terapie degli Stati Uniti, che importeranno dall' Italia la sua tecnica endoscopica del ringiovanimento della mucosa duodenale per sconfiggere il diabete.

mercoledì 29 marzo 2017

Diabete, cibo, salute e prevenzione. Se ne parlerà nella sede di Emil Banca in via dei Trattati Comunitari.


Riceviamo:

Stili di vita e prevenzione. Di questo si parlerà domani alle 17.30 nella sede di Emil Banca(Sala Marconi - Via dei Trattati Comunitari 19/2) in un incontro a cui parteciperà il dottor Adolfo Ciaverella, consulente sanitario dell’Associazione Diabetici di Bologna. Assieme al diabetologo bolognese porteranno i loro contributi la nutrizionista Carolina Poli e i docenti dell’Istituto Alberghiero B. Scappi di Castel San Pietro, Onorina Carpino (che parlerà dei metodi di cottura più sani) e lo chef Giorgio Celotti.

Durante l’incontro, dal titolo DIABETE, CIBO E SALUTE, verrà presentata la nuova convenzione tra l’Associazione Diabetici di Bologna “ADB” Onlus ed Emil Banca per gli screening e le visite gratuite riservate ai soci della Banca di Credito Cooperativo.

L’ingresso è libero e gratuito ma per motivi organizzativi è consigliata la prenotazione all’ufficio soci Emil Banca (sico@emilbanca.it- Numero verde 800.217.295)


venerdì 14 giugno 2013

Gli Over 70 di Giancarlo Maini sui pedali fino al Santuario della Madonna del Ghisello con Mauro Talini a fianco e nel cuore.



Di Marta Graziani, 
dell’ Associazione Internazionale Padre Kolbe A.I.P.K. Onlus

Martedì  scorso 11 giugno, al Santuario della Madonna del Ghisallo, di Magreglio, in provincia di Como, si è svolta una singolare manifestazione. Una carovana di 70 ciclisti over 70 ha raggiunto l’impegnativa cima che ospita la Madonna del Ghisallo,  protettrice di tutti i ciclisti.
Il gruppo di ciclisti dai capelli bianchi ha voluto onorare con la propria fatica la protettrice dei ciclisti di tutte le età e ricordare il  carissimo amico ciclista, diabetico insulino dipendente MAURO TALINI, deceduto lo scorso 13 maggio a seguito di un incidente stradale in Messico, durante una delle sue pedalate per esaltare i messaggi di Speranza (diabetes no limits) ai milioni di diabetici sparsi in tutto il mondo, e di Solidarietà (povertà no limts) ai bambini dell’America Latina laddove l’Associazione Internazionale Padre Kolbe AIPK Onlus (Mauro era socio dal 2008) opera con  le missionarie e i volontari dell’Immacolata di Padre Kolbe per dare un’istruzione ed un futuro migliore a chi vive nella piena povertà.

E’ stata celebrata la S. Messa dal rettore del Santuario e concelebrata da don Giuseppe Ghiduzzi sacerdote ciclista della Parrocchia di Vado (BO) appartenente al gruppo degli over. Emozionante è stato il momento in cui è stato donato al Santuario, in ricordo di Mauro, un quadro contenente una maglia del suo ultimo viaggio e su una targhetta riportava queste parole:   
Mauro pedala dal cielo e noi abbiamo ricevuto il “suo testimone”:  continuare a “pedalare” per portare nel mondo  messaggi di speranza, “senza mollare mai”.
Grazie Mauro!


martedì 21 maggio 2013

Mauro Talini: notizie dal Messico.




Bici in onore di Mauro
 Una bicicletta bianca e una croce collocati sul punto dell’incidente che ha preso la vita a Mauro Talini ricorderanno il ciclista italiano,  la sua battaglia solitaria  contro la malattia e contro la povertà dell’anima dell’uomo quando non guarda chi è in difficoltà.  La notizia è di Marta e Massimiliano giunti da Bologna in Messico subito alla notizia della tragica scomparsa dell’amico. 

Essi scrivono: 
 
L'accoglienza
 Oggi Domenica 19 Maggio, siamo giunti ad Hermosillo volando da Città del Messico, verso le 11 locali. Ad attenderci c’erano Maria del rosario Zamaccona, missionaria dell’immacolata che opera ad Ensenata- Maneadero sulla costa occidentale del Messico (dove Mauro avrebbe fatto tappa proprio in questi giorni) e due funzionari del municipio, oltre ad un numeroso gruppo di fotografi e giornalisti rappresentanti di tv e giornali locali.

La cerimonia con le autorità
Siamo partiti verso Caborca dove abbiamo trovato la salma di Mauro, accompagnati dai 2 funzionari Abbiamo ripercorso la stessa strada che Mauro fece domenica 12 maggio e lunedì 13 maggio, fino a risalire al luogo dell’incidente. Ad aspettarci c’erano i rappresentanti dei comuni limitrofi, il sindaco (Francisco Jiménez Rodrìguez) e il gruppo dei ciclisti ‘club.corallilos MTB’ della città di Caborca.
Ci è stata presentata dalla polizia federale, la dinamica dell’incidente che conferma che un tir ad alta velocità ha travolto Mauro, trascinandolo per circa 100 metri e lasciandolo senza vita ai bordi della strada. Ci hanno assicurato che le indagini sono in corso e proseguiranno con l’intento di individuare il guidatore del tir, che risulta tutt’oggi sconosciuto.
Cosa toccante è stata una bici che il gruppo dei ciclisti ha fatto in onore di Mauro, collocandola assieme ad una croce nel luogo dove è stato trovato il suo corpo.
Dopo un breve momento di preghiera siamo ripartiti per Caborca.
A Caborca abbiamo per prima cosa riconosciuto la salma e poi sbrigato diverse pratiche burocratiche che normalmente richiedono molti giorni, ma che con l’aiuto di molte persone, forse potranno concludersi prima della fine della settimana, con il rimpatrio del feretro.
C’è stata dimostrata grande sensibilità ed accoglienza; l’incidente di Mauro ha toccato il cuore di molte persone creando al tempo stesso dolore e un desiderio di partecipazione e di condivisione a tener viva la testimonianza di Mauro con atti concreti per dare continuità al messaggio di speranza racchiuso nelle 3 S (salute, solidarietà e sport).
Ci son stati riconsegnati  gli effetti personali di Mauro, escluso la bici che rimarrà a disposizione delle autorità fino al completamento dell’indagine.
La giornata si è conclusa con un incontro/intervista con molti giornalisti, che desideravano particolarmente conoscere chi era Mauro, questo ragazzo ciclista insulino-dipendente che con la sua semplicità e umiltà ha seminato valori, come l’amore, la fiducia, il coraggio e trasmesso la fede e la gioia di non mollare mai.
La promessa e la certezza da parte nostra e di tutte le persone che hanno seguito Mauro, è quella che questi semi possano produrre i frutti … che l’amore crede nell’impossibile.