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giovedì 4 settembre 2025

La brama del cervo, escursioni tra natura e suggestioni a Monteacuto Ragazza

 


Due appuntamenti imperdibili per gli amanti della natura e della montagna: sabato 6 e venerdì 12 settembre torna “La brama del cervo”, l’escursione organizzata nei boschi di Monteacuto Ragazza, nel comune di Grizzana Morandi .

L’iniziativa, con partenza dal ristorante Montàgò, prevede un percorso ad anello lungo la Via della Lana e della Seta, con deviazioni su sentieri laterali, per un totale di circa 6 chilometri. Durante la camminata, i partecipanti potranno scoprire i luoghi in cui si svolge il suggestivo bramito del cervo, comprendere le strategie con cui il maschio costruisce il proprio harem e fronteggia i rivali, oltre a osservare le tracce lasciate durante le attività notturne.

Al rientro a Montàgò è prevista la proiezione di materiale fotografico e video inedito, raccolto proprio nei territori di Monteacuto Ragazza.

Informazioni pratiche

  • Durata: circa 4 ore e 30 (di cui 3 ore e 30 di cammino e 1 ora di presentazione)
  • Partenza: ore 15:00 dal ristorante Montàgò
  • Dislivello attivo: +/- 200 metri
  • Difficoltà: turistica, bassa difficoltà
  • Equipaggiamento consigliato: scarpe da trekking, zaino, acqua (1 litro), felpa/giubbino e abbigliamento adatto al meteo

Per informazioni e prenotazioni: Giovanni 3491487353.

L’evento è a cura di Palens, in collaborazione con Montàgò ed ExtraBo.

giovedì 25 luglio 2024

La storica Via del Ferro rinasce dopo secoli di oblio

 La via utilizzata dagli Etruschi per il trasporto del ferro si dona ora agli innamorati dell’Appennino  


Fabio Righi informa:
  

Domenica prossima,  28 luglio, alle 17,  si terrà presso l'area sacra etrusca di Monteacuto Ragazza l'evento di inizio lavori per la costruzione della Via del Ferro Etrusca. 

Negli ultimi due anni, come già anticipato, abbiamo lavorato intensamente per valorizzare l'Appennino Tosco Emiliano e promuovere il turismo attraverso la creazione di questo cammino che segue l'antico tracciato della via  etrusca. 

La Via del Ferro Etrusca è la prima strada costruita in Occidente, risalente a 2500 anni fa, e rappresenta la prima grande opera sul suolo italiano. Le potenzialità offerte da questo cammino sono uniche e ineguagliabili, poiché lungo il percorso si incontrano circa 25 siti di rilevanza nazionale e 6 città d'arte di primaria importanza: Pisa, Lucca, Pistoia, Prato, Bologna, e Ferrara, che ospitano complessivamente 66 musei di grande interesse. 



Il cammino è, senza dubbio, tra i più interessanti dal punto di vista culturale e paesaggistico e detiene un'importanza storica straordinaria. Le iniziative che abbiamo intrapreso per promuovere il turismo e valorizzare il territorio sono numerose e variegate.

Il 28 luglio daremo inizio alla tabellazione dell'intero percorso, da Pisa a Comacchio, grazie alle generose donazioni di numerose aziende private. Abbiamo inoltre organizzato un mese fa grazie alla collaborazione con gli amici del Circuito dei Santuari la prima edizione dell'Archeo bike Tour, un tour in bicicletta lungo l'antico tracciato della Via del Far Etrusca, che permette di visitare le aree archeologiche, i musei, le aziende agricole che producono prodotti agroalimentari di altissima qualità e i nostri eccellenti ristoranti. L'iniziativa ha visto la partecipazione di un centinaio di ciclisti e del comico romagnolo Cevoli. 

Un'altra iniziativa di grande rilievo e strategica per la promozione turistica in fase di concretizzazione è la collaborazione con RFI per la creazione di un biglietto dedicato a un tour archeologico in treno lungo la Via del Far Etrusca, che consentirà di visitare le città d'arte, i musei lungo il percorso e di vivere l'esperienza dell'Appennino Tosco Emiliano.

Questi sono i risultati del nostro lavoro degli ultimi due anni, un progetto ambizioso e importante per la promozione del nostro territorio,  il progetto più importante per la promozione turistica della valle del Bisenzio e Setta 

Vi invitiamo a partecipare all'evento di inizio lavori.


domenica 12 luglio 2020

Ha riaperto a Grizzana 'Montagò'

Monteacuto Ragazza torna ad avere un negozio di alimentari e si prepara ad accogliere i camminatori che percorrono le vie che attraversano l’Appenino bolognese

di Carmine Caputo


A Monteacuto Ragazza, nel Comune di Grizzana Morandi, ha riaperto 'Montagò', dopo la forzata chiusura legata al Covid-19, e lo ha fatto presentando i nuovi i servizi: oltre al bar con ristorante e pizzeria, infatti, la struttura offrirà anche la possibilità di sostare o pernottare ai camminatori (qui vicino infatti passano la “Via della Lana e della Seta” e la “Via Mater Dei”) e gestirà anche una piccola bottega.

Una bella notizia per i turisti ma anche i residenti della frazione che avranno modo di comprare vicino casa frutta e verdura, generi alimentari di prima necessità con particolare attenzione verso i prodotti locali a km zero e l’agricoltura biologica. Non solo: ci saranno anche semi, spezie, frutta secca e uno spazio per l’erboristeria.

Montagò” è un gioco di parole che è da un lato un richiamo alle radici (nel dialetto grizzanese infatti Monteacuto Ragazza si chiama appunto “Muntagò”) dall’altro uno sguardo rivolto al futuro, perché l’assonanza con “Mountain go!” è un segnale di accoglienza nei confronti dei ciclisti amanti di mountain bike che qui non mancano e sono ben accolti.

A gestire il locale da poco più di un anno sono Marco Macchione e Martina Corsini, ( nella foto) giovanissimi (sono entrambi del 1986) e attenti alle possibilità che offre il territorio.

«Montagò si è trasformato» racconta emozionato Marco Macchione «l'anno scorso abbiamo aperto come bar e pizzeria, dopo un anno, meno di quanto ci aspettassimo, siamo riusciti ad ampliare la gamma di servizi per viandanti, camminatori, ciclisti abbiamo un bed & breakfast per chi volesse fermarsi qui e scoprire quest'angolo di Appennino. Inoltre abbiamo allestito una piccola bottega, uno spaccio di generi alimentari e non, con un occhio di riguardo per il biologico e i prodotti del territorio.»

Erano presenti alla cerimonia la consigliera comunale Manuela Nanni e la vicesindaca di Grizzana Morandi Virginia Laffi che ha salutato i presenti dicendo che «Ci siamo sentiti spesso durante il lockdown con i ragazzi e l'umore non era dei migliori: è stato un periodo duro, perciò mi fa molto piacere che abbiamo trovato la caparbietà necessaria. Questo può essere un nuovo inizio anche culturale per Monteacuto».


Con l’occasione Montagò ha ospitato il primo spettacolo della rassegna “Appennini in circo”, una rassegna di circo contemporaneo e teatro di strada che congiunge la passione per il circo e l’amore per la natura. Organizzata dall’associazione Arterego, la rassegna si sposterà poi a Lizzano, Loiano, Monzuno, Alto Reno Terme, Sambuca Pistoiese, Monghidoro, Marzabotto, Sasso Marconi.

venerdì 29 giugno 2018

A Grizzana Morandi si passeggia con gli Etruschi.




Festa Etrusca a Monteacuto Ragazza nel ricordo degli antichi abitanti della Valle del Reno che sulla cima del monte avevano costruito un edificio religioso di sosta e conforto dei viandanti e dei mercanti etruschi i quali, come ora, avevano fatto della Valle del Reno una via di transito preferita.  

I Rievocatopri
Domenica prossima a Monteacuto Ragazza di Grizzana Morandi si camminerà sui sentieri e sulle strade degli antichi etruschi. Il ritrovo è stato fissato alle 9 presso la chiesa della frazione e la partenza sarà preceduta da 'una caffettata'. Il percorso impegnerà per circa tre ore, poi sarà festa campagnola nel campo sportivo con pranzo, giochi, balli e laboratori. Antonietta farà tintura dei tessuti con colori naturali, Siri un laboratorio di argilla e a coniatura di una moneta di metallo. La festa si concluderà alle 21 con un grande falò di commiato.

L'appuntamento segue quello di Calvenzano, nel quale alla passaggiata storica si aggiunse la presentazione del nuovo libro di Gianfranco Bracci e Marco Parlanti, ' I leoni dell'Etruria', ambientato appunto nel periodo in cui gli Etruschi erano i leoni del centro Italia.

La giornata grizzanese sarà caratterizzata dalla presenza dei rievocatori Methlum Kainual, ispirati da Kainua l'antica città etrusca di Marzabotto, che hanno fatto della riscoperta e rivalutazione della presenza etrusca nella valle del Reno, una missione. 
 
Il compianto Pietro Vicinelli fu tra i primi a volere  valorizzare il sito archeologico di Monteacuto Ragazza.  In questa foto mostrava due bronzetti ritrovati fra i resti del tempio





La locandina e la mappa della passeggiata sulla Via degli Etruschi.








lunedì 15 luglio 2013

Un percorso tra i boschi di Grizzana per incontrare gli antichi Etruschi.

La stipe votiva rinvenuta negli
scavi di Monteacuto Ragazza.
 Come il ‘genio della lampada’ gli Etruschi sono riapparsi a Monteacuto Ragazza, riappropriandosi del loro santuario sulla cima del monte che fiancheggia l’attuale caseggiato della frazione di Grizzana Morandi , dedicato al ‘culto del filmine’. Ma la posizione dominante del sito consentiva anche di avvistare ogni arrivo dalla Toscana per prepararsi ad ogni eventuale attacco.

 A sfregare la ‘lampada magica’ un cacciatore di frodo che, nel 1882, nel girovagare sulla cima di quel monte nella speranza di incontrare qualche animale  selvatico  ‘inciampò’ in un bronzetto a figura umana. Affascinato da quel bell’oggetto frugò ancora e ne portò alla luce altri due. Verificato che, come aveva sperato in un primo momento, le statue non erano in oro, resosi conto comunque che non erano oggetti  di poco valore, non si recò dalle autorità civili poiché temeva di essere accusato di furto e quindi di perderle, ma  chiese aiuto  al parroco. 

I rievocatori: al centro il generale (al secolo Gianni Passini)
Questi le portò al museo civico di Bologna dove venne immediatamente riconosciuto l’altissimo valore storico  dei magnifici bronzetti. Per il cacciatore fu quindi previsto un corrispettivo d’acquisto. “Allora era così”, ha precisato la direttrice del museo etrusco di Marzabotto Paola Desantis nel raccontare la suggestiva storia del sito.
“Dopo quel primo ritrovamento, venne avviata una ricerca ufficiale il cui lavoro fruttò altri 7 bronzetti votivi e soprattutto una cinta muraria di 4 per 4 metri ritenuta la base uno degli altari del santuario. L’acropoli di Marzabotto ne ha una di misure identiche. Poi le ricerche furono sospese e solamente nel 2007 si tornò a indagare il sito e si intende proseguire”, ha aggiunto la direttrice.
L'ingresso all'area sacra-
Le ricerche hanno permesso di identificare nella parte meridionale del pianoro, quella affacciata sul massiccio del Monte Vigese, il punto centrale del culto. La fondazione quadrangolare che circoscriveva il pozzo da cui provengono 14 bronzetti e un cippo con iscrizione etrusca, oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna.
All’estremità settentrionale del pianoro sono stati individuati i resti di un’ampia costruzione , in cui sono stati trovati resti di granaglie e oggetti di uso quotidiano.

C'è stato chi per salire si è aiutato con mezzi meccanici. 
Ieri è stato inaugurato il sentiero, ovvero il tracciato etrusco, che porta al sito. Da visitare per il valore storico e anche per la bellezza panoramica che offre.  Ad adottare e prendersi cura delle vestigia di quella storia etrusca sono poi stati incaricati gli studenti della scuola dell’obbligo di Grizzana Morandi e di Vergato

Ci piace riportare la presentazione della giornata inaugurale divulgata dagli organizzatori:

“Di fronte, le valli del Setta e del Brasimone, di fianco l’imponente massiccio del Vigese e in lontananza, sullo sfondo, la valle del Reno.
Benvenuti nel sito del santuario etrusco di Monteacuto Ragazza. Nulla è più visibile del sacro luogo di 2500 anni fa, il cippo e i bronzetti rinvenuti negli scavi sono esposti da anni al Museo Civico Archeologico di Bologna.
Eppure da qui gli Etruschi non hanno mai traslocato: uguale il paesaggio che ammiravano, identica la suggestione e la magia del sito.
Per questo il Comune e i Lions Club di Grizzana Morandi e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna hanno creato un nuovo percorso naturalistico-archeologico che consenta di conoscere caratteristiche e vicende di questo luogo sacro agli antenati etruschi”.

 Il sindaco Leoni taglia il nastro: alla sua sinistra 
Minghetti, alla destra Desantis e Gambari
L’’inaugurazione  è avvenuta alla presenza del Sindaco di Grizzana, Graziella Leoni, che dopo aver precisato che in quel luogo ‘2500 anni fa prosperava una delle civiltà più importanti del mondo antico”, ha anticipato che è volontà dell’amministrazione comunale dedicare una sala di Villa Mingarelli, dove dovrà sorgere la nuova biblioteca comunale, alla civiltà etrusca, con particolare riferimento alla storia locale. Nel suo intervento, Aldo Minghetti, presidente, dei Lions Club Grizzana Morandi – Caterina De Vigri’, ha ricordato come la direttrice del museo di Marzabotto , Paola Desantis  e il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari, hanno saputo coinvolgere i soci nel recupero dell’importante sito storico per Grizzana Morandi.  
Alla cerimonia hanno partecipato, riscuotendo molto apprezzamento,  anche i rievocatori del gruppo “Methlum Kainual” di Marzabotto che in perfetto abbigliamento etrusco hanno reso ancora più reale il ritorno nel tempo di 25 secoli fa.

La Trottina.
L’incontro è terminato con il rinfresco etrusco offerto da Pietro Vicinelli e dal Ristorante Cavanella di Monteacuto Ragazza a base di ‘Trottina etrusca (così chiamata perché in un trekking competitivo in Toscana la squadra di Monteacuto Ragazza si piazzò a sorpresa in una ottima posizione e a chi chiedeva la ragione dell’exploit i podisti spigavano di essersi rifocillati con quel ‘cocktail’ a base di ‘prosecco, limone, zucchero e succo di lampone cresciuto a Grizzana).

Il percorso naturalistico-archeologico, con i suoi pannelli e didascalie, vuole facilitare a tutti l’accesso a questo luogo di grande suggestione caro agli etruschi e favorire una ripresa delle ricerche per approfondirne la conoscenza.

I religiosi

Gli Aruspici

Graziella Leoni e Paola Desantis

Gli intervenuti

Vicunelli con le copie di due bronzetti rinvenuti sul luogo.

Il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari.





lunedì 8 luglio 2013

Grizzana Morandi si riappropria delle sue ‘radici’ Etrusche con l’inaugurazione del percorso naturalistico-archeologico di Monteacuto Ragazza.


La stipe votiva rinvenuta negli scavi di Monteacuto Ragazza,
ora esposta al Museo Civico Archeologico di Bologna


Di Carla Conti

Sono riaffiorate dalle ceneri del tempo, riesumate  dal vento della storia, le belle tracce  lasciate dalla presenza etrusca nella valle del Reno. Tracce che inorgogliscono e fanno sentire i valligiani del Reno eredi di un passato importante e bello, così che affascinati assistono gli Etruschi riappropriarsi della loro storia, delle tradizioni e dei siti che li videro protagonisti del passaggio dall’Italia dei villaggi, all’ Italia delle città.
Dopo la recentissima escursione alle cascate di Labante per la presentazione dei riti etruschi legati  all’acqua, domenica prossima 14 luglio, alle 11, sarà la volta di una visita a Monteacuto Ragazza, frazione di Grizzana Morandi, per percorrere il tragitto storico naturalistico che porta alla cima del monte della bella frazione, dove aveva sede  un santuario etrusco che per la sua posizione dominante era evidentemente più vicino al mondo divino e raccoglieva quindi i voti e le suppliche dei viandanti impegnati nel difficile tragitto appenninico.
La camminata nel bosco è di circa 1 chilometro e impegna per 30-35 minuti. Arrivati, si avrà di fronte le valli del Setta e del Brasimone, di fianco l’imponente massiccio del Vigese e in lontananza, sullo sfondo, la valle del Reno. Alla suggestione della storia si aggiunge quindi il piacere della vista che può spaziare in un orizzonte appenninico dalla rara bellezza.
Nulla è  visibile in superficie del sacro luogo di 2500 anni fa. Testimoni discreti ed eloquenti di quella storia , il cippo e i bronzetti rinvenuti negli scavi e esposti da anni al Museo Civico Archeologico di Bologna.
Eppure da qui gli Etruschi non hanno mai traslocato: uguale il paesaggio che ammiravano, identica la suggestione e la magia del sito.
Per questo il Comune e i Lions Club di Grizzana Morandi, unitamente alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna hanno creato un nuovo percorso naturalistico-archeologico che consenta di conoscere caratteristiche e vicende di questo luogo sacro agli antenati etruschi.

L’inaugurazione ufficiale del percorso avverrà proprio domenica  alla presenza del Sindaco di Grizzana, Graziella Leoni, di Aldo Minghetti, Antonio Bolognesi e Anna Ardizzoni Magi, dei Lions Club, del Direttore Generale alle Antichità, Luigi Malnati, del Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari, di Don Roberto Pedrini, Parroco di Burzanella e Monteacuto Ragazza, e delle archeologhe Paola Desantis e Silvana Sani che illustreranno la storia del sito e le prospettive di valorizzazione.

Protagonisti anche i rievocatori del gruppo “Methlum Kainual” di Marzabotto che in perfetto abbigliamento etrusco renderanno ancora più reale questo salto nel tempo di 25 secoli.
A seguire, aperitivo offerto da Pietro Vicinelli al Ristorante Cavanella di Monteacuto Ragazza.
Dalle 9.50 alle 10.10, un incaricato dell'organizzazione (riconoscibile dal logo raffigurante un bronzetto etrusco) sarà presente nella Piazza del Municipio di Grizzana Morandi per accompagnare il pubblico al luogo dell'inaugurazione

Il santuario etrusco di Monteacuto Ragazza fu individuato casualmente nel 1882 grazie alla scoperta di alcuni bronzetti a figura umana che dettero il via, negli anni immediatamente successivi, a ricerche più approfondite.
I risultati di questi scavi, sommati a quelli delle indagini più recenti (1997-98), hanno permesso di identificare nella parte meridionale del pianoro, quella affacciata sul massiccio del Monte Vigese, il punto centrale del culto. Una fondazione quadrangolare che circoscriveva il pozzo da cui provengono 14 bronzetti e un cippo con iscrizione etrusca, oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna.
All’estremità settentrionale del pianoro sono stati individuati i resti di un’ampia costruzione quadrangolare, la cosiddetta “torraccia”, in cui sono stati trovati resti di granaglie e oggetti d’uso quotidiano.
Il percorso naturalistico-archeologico, con i suoi pannelli e didascalie, vuole facilitare a tutti l’accesso a questo luogo di grande suggestione e favorire una ripresa delle ricerche per approfondire la conoscenza di questo sito sacro agli etruschi.

martedì 8 gennaio 2013

Le statuette etrusche di MonteAcuto Ragazza





Di Dario Mingarelli, ispettore onorario per i beni archeologici dell'Appennino bolognese

In una località chiamata Torraccia di proprietà di Giuseppe Faccioli, nei pressi della Collina di MonteAcuto ‘in cima a un monticello che sembra appiattito’ furono trovati da un cacciatore,nel 1882,alcuni oggetti che affioravano dal terreno:erano tre statuette di bronzo. In seguito a ulteriori esplorazioni e saggi effettuati dall'ispettore U.Betti e dal commissario G. Gozzadini furono trovate altre undici statuette. Altre indagini furono effettuate più tardi, da Brizio e da Mansuelli (relatore della mia tesi di laurea in Archeologia Romana all'Università di Bologna),fino agli ultimi scavi del 97 diretti dal Lippolis. Fu rinvenuto anche un parallelepipedo irregolare di molassa con incisa un'iscrizione...etrusca.
Tutte le statuette trovate rappresentano degli offerenti, i devoti le offrivano al santuario come ex voto e si differenziano fra di loro per la differente qualità della lavorazione. 

Due di esse si distinguono particolarmente per la raffinatezza e la qualità dell'esecuzione (sono riprodotte in foto qui accanto) Si tratta di una figura maschile e di una figura femminile.
L'offerente maschile indossa un corto mantello,cinto in vita,che si avvolge anche intorno al braccio sinistro e nella mano destra regge una patera umbilicata nel tipico gesto della libazione; il torso appare nudo in una attenta descrizione delle caratteristiche anatomiche quasi che l'offerente volesse sottolineare la sua condizione di atleta.
La statuetta che rappresenta l'offerente femminile invece,indossa un chitone molto elegante,cinto in vita e finemente pieghettato sul petto. Sopra le spalle porta un pregevole e ampio mantello che ricade sul torace in armoniosi panneggi. Nella mano destra stringe un fiore che,secondo Graziano Baccolini,potrebbe essere un Narcisus poeticus (presente a Monteacuto) e, nella mano sinistra una melagrana frutto legato all'oltretomba. Ambedue le statuette protendono le braccia in avanti e hanno la gamba sinistra in leggero movimento in avanti. Gli elementi descritti fanno pensare a ex voto donati da personaggi di rango giunti al santuario forse da lontano,da qualche opulenta città dell'Etruria in cui lavoravano eccellenti scultori bene informati di ciò che avveniva in Grecia nel campo dell'arte. Gli ex voto infatti sono sicuramente databili alla seconda decade del V°sec. a.C.(480 a,C).






A Dario Mingarelli è stato chiesto, in totale quindi quante statuette sono state trovate? Dove sono esposte?

Le statuette ritrovate sono 14 conservate al
Museo Civico di Bologna.Gli ultimi scavi sono del 97 che hanno offerto elementi di riflessioni nuovi;più che in situ, sarebbe necessaria una nuova ricognizione su un territorio più ampio adiacente al santuario scoperto”.

Il Santuario di Monteacuto Ragazza era isolato o sorgeva in un contesto di carattere urbano?

“Data la collocazione del Santuario,tutto fa pensare che non sorgesse in un contesto urbano ma che dovesse essere raggiunto appositamente dagli offerenti e dai devoti dell'epoca così come si fa oggi con Montovolo, santuario cristiano non molto lontano da questo e ancora oggi frequentatissimo. Si deve poi aggiungere che,l'area santuariale antica in questione,sorgeva in prossimità di una via antica di valico percorsa anche nell'età del bronzo,che metteva in comunicazione l'Etruria toscana e la cosiddetta Etruria padana ,via attestata sia dalle fonti storiche (Pseudo Silace) che da numerosi riferimenti archeologici. I reperti numerosi e importanti di epoca etrusca venuti alla luce a Oreglia di sotto, a Prada,a Nadia,a Vimignano,a Stanco e all'Archetta,dimostrano poi, senza ombra di dubbio, che il luogo sacro non doveva essere certamente isolato, ma al centro di una intensa vita civile e politica che si esercitava in ragguardevoli agglomerati urbani”.

Che valore hanno le statuette se si può decifrare? Quel cacciatore le ha vendute? O a chi le ha esposte?
“Posso riportare testualmente,quello che il commissario di Bologna Giovanni Gozzadini, socio dell'Accademia dei Lincei, riferì ai colleghi nella seduta tenuta a Roma, il 16 dicembre del 1882...’da tre anni in qua sono tornate alla luce alcune antichità etrusche nell''Alto Appennino Bolognese , a Casio, a Montecavalloro, a Montaguragazza, parrocchia della provincia di Bologna,comune di Tavernola Reno, ove un cacciatore...inciampò in una statuetta di bronzo che emergeva dal suolo e la dissotterrò insieme con altre due poi (e qui viene il bello) le fece esibire in vendita al Museo Civico di Bologna che le comprò....’
Cosa significhi veramente’le fece esibire in vendita’ non saprei dire con sicurezza (farebbe pensare ad un'asta ) , sta di fatto che il Museo le comproò. La cifra sborsata non si sa ,ma non credo fosse particolarmente alta anche se...’ il ritrovamento, è sempre il Gozzadini che riferisce, già corso di bocca in bocca tra i montanari circostanti,fu trasformato nella solita fanfaluca di un tesoro dissepolto....’. Oggi questi reperti,avrebbero un valore venale, credo ,abbastanza alto,sempre inferiore comunque a quello storico-scientifico dinnanzi al quale non esiste valore di mercato che nessun reperto possa eguagliare. Tutti i reperti archeologici sono di proprietà dello Stato e precise disposizioni di Legge regolano il ritrovamento,lo scavo e i rapporti col privato”.

Un santuario ex voto etrusco ha una struttura muraria o è solo un luogo all'aperto con una stele votiva? Secondo lei, quante possibilità ci sono che nella zona siano ancora presenti ulteriori tracce archeologiche?

“La distruzione di parte delle strutture murarie rinvenute nel corso delle esplorazioni del secolo scorso non permettono una lettura agevole del sito soprattutto per quanto attiene la parte architettonica. Ulisse Bettini e il conte Gozzadini pensarono di trovarsi di fronte a un tempio orientato come quelli di Marzabotto dentro la cui linea perimetrale erano sorte costruzioni di altra epoca. Gli scavi, invece, del 97, hanno permesso una rilettura del sito considerandolo come un recinto santuariale a cielo aperto, con mura per la protezione che comprendevano i doni votivi fissati su cippi o basi in arenaria come la stele con iscrizione etrusca ritrovate e, forse un altare. Risulta difficile pensare che le strutture rinvenute siano pertinenti ad un tempio destinato a contenere le statue. In epoca posteriore, si ebbe una diversa destinazione d'uso del sito con un probabile sviluppo abitativo fino alle soglie della romanizzazione dei luoghi. Per quanto attiene la seconda domanda, non ci sono possibilità di insediamenti ma, certezze; luoghi come Prada, Oreglia di sotto, Stanco ed anche Tavernola (si sono recentemente rinvenute monete romane non lontano dalla chiesa) dimostrano la presenza di antichi insediamenti”.

Non ritiene che si debba valorizzare e far conoscere l'area del ritrovamento?

“Credo che la valorizzazione dell'area in questione sia fondamentale e inderogabile. Si tratterrebbe di organizzare visite guidate sul posto, favorendo l'accesso al sito nel quale, opportuni pannelli illustrativi potrebbero far vedere come si presentava il recinto santuariale in epoca etrusca...secondo le indicazioni date negli scavi del 97. Potrebbe diventare una meta obbligata per le scuole del circondario, opportunamente inserita in un contesto più articolato di visita culturale; le strade tuttora percorribili dalla Collina di Monteacuto e dalla localita' S.Abramo, che raggiungono il santuario, sono probabilmente quelle percorse anche in antico e attraversano luoghi di grande suggestione storica e paesaggistica”.


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