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giovedì 19 febbraio 2026

Bonifica Renana, eletti gli amministratori per il mandato 2026-2030

 Nel nuovo Cda anche Daniele Bertacci, sindaco di Castel di Casio

Il nuovo Consiglio di amministrazione della Bonifica Renana ha eletto gli organi del Consorzio per il mandato 2026-2030. Alla presidenza è stata confermata Valentina Borghi, imprenditrice agricola di Minerbio. Riconfermati anche i vicepresidenti Marco Bergami e Davide Venturi. Completano il Comitato amministrativo Andrea Degli Esposti e Daniele Passini.

Nel suo intervento, Borghi ha ringraziato per la fiducia e ha richiamato le sfide degli ultimi anni, segnati da eventi climatici estremi, sottolineando l’impegno del Consorzio nella gestione e nel potenziamento del sistema idraulico.

Il direttore generale Paolo Pini ha indicato tra le priorità del nuovo mandato il completamento degli interventi in corso, compresi quelli legati al PNRR, e la progettazione di opere strategiche per rafforzare la sicurezza idraulica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel nuovo CdA, oltre ai membri del Comitato, siedono Giordano Alpi, Marco Barattini, William Brunelli, Giorgia Cazzani, Maurizio Cesari, Mattia Dall’Olio, Eros Gualandi, Ubaldo Lazzari, Vittoria Maccolini, Medardo Montaguti, Mirco Mugnaini, Roberto Nanni, Claudio Pazzaglia, Astro Turrini e Alessandro Zambonelli.

Fanno parte del Consiglio anche tre rappresentanti degli enti locali designati dall’assemblea dei sindaci: Paolo Crescimbeni (San Giorgio di Piano), Claudio Franceschi (Castel Guelfo) e Daniele Bertacci (Castel di Casio).

mercoledì 7 agosto 2024

Quando siccità fa rima con solidarietà

Pompa della Bonifica Renana in prestito al consorzio lucano


In un'estate particolarmente difficile per le regioni del Sud, a causa della persistente siccità che sta mettendo in difficoltà coltivazioni e allevamenti, una notizia positiva viene dalla solidarietà attiva tra Consorzi di Bonifica. 

La Bonifica Renana, nei giorni scorsi, ha reso disponibile una propria motopompa idrovora di ultima generazione ai colleghi del Consorzio di Bonifica della Basilicata, che stanno gestendo una vera e propria emergenza irrigua.  

Come spiega l'ing. Ilihc Ghinello - direttore degli impianti del consorzio bolognese: 'L'esigenza di una soluzione urgente per salvare le colture della zona di Metaponto, in Basilicata, è giunta alla Renana tramite l'ANBI nazionale. Immediatamente abbiamo accolto la richiesta e già il giorno successivo i colleghi lucani sono venuti a prelevare una nostra motopompa mobile, in grado di sollevare fino a 700 metri cubi all'ora, che potranno utilizzare fino alla fine della stagione irrigua'.  

A cosa servirà questa pompa di sollevamento? A prelevare acqua ancora disponibile in un canale di scolo locale per alzarla e immetterla nella rete di distribuzione irrigua consortile che serve le coltivazioni orticole specializzate dell'area metapontina, attualmente a secco. 

Poter contare sull'autogoverno e sulla rapidità decisionale delle strutture consortili anche in questo caso ha evidenziato l'utilità che una rete efficiente e solidale di consorzi è in grado di fornire all'intero Paese. 

venerdì 17 novembre 2023

Parte il restauro del Ponte di Castrola

La sua riqualificazione consentirà il ripristino del collegamento sentieristico tra Castel di Casio e Camugnano, grazie alla collaborazione e al contributo dei due Comuni, delle sezioni CAI Alto Appennino Bolognese e Bologna-Castiglione e  dell'Ass. Camminatori Camugnanesi. Il restauro del ponte è finanziato dl GAL dell’Appennino Bolognese e dalla Bonifica Renana.

di Martina Mari


Fissati i ponteggi, partono i lavori di restauro di un simbolo dell’ Appennino bolognese. Si tratta del Ponte di Castrola, classico ponte a schiena d'asino a cavallo dell'antico percorso che collega i territori della valle del Limentra con le valli del Brasimone, del Setta e del Bisenzio.

L'attuale manufatto risale alla metà dell'800 ma si hanno notizie di un attraversamento del torrente in questo punto già nel 1189 d.C., appartenente all’importante Abbazia benedettina di Montepiano, posta proprio sul valico fra Setta e Bisenzio. Da diversi atti di donazione risalenti all’epoca, conservati presso l’Abbazia, è possibile dedurre la funzione strategica che il ponte ha avuto nel Medioevo, così come il sovrastante castello del vicino borgo di Castrola. 

Il ponte, bene storico tutelato, versava in condizioni pessime ed era a rischio di crollo. Dopo un piccolo consolidamento provvisorio (effettuato dalla Bonifica Renana nel 2020), si dà il via al restauro completo dell'opera: un ponte a schiena d'asino, a campata unica, realizzato con blocchi squadrati di arenaria locale e caratterizzato da un'elegante sagoma incurvata, con appoggi massicci, in contrasto con il sottile spessore dell’arco in chiave. L'orografia della stretta valle e le frequenti condizioni di piena hanno determinato l'altezza del manufatto. 

Il ponte era funzionale allo storico cammino che, dai borghi di Caprara, Vigo e Montovolo, nell'Appennino Bolognese, conduceva al porto della città marinara di Pisa, meta di mercanti, pellegrini, crociati e viandanti.

Dopo una complessa attività preventiva per fissare i ponteggi, parte ora il restauro vero e proprio, con il consolidamento delle strutture portanti, la ricostruzione di parapetti e selciato di transito.

Fortemente voluto dai Comuni di Castel di Casio e di Camugnano (congiuntamente alle associazioni locali, a Nuèter e al CAI), il restauro del Ponte di Castrola comporta un investimento di 500 mila euro, resi disponibili per il 90% dal GAL Appennino Bolognese e per il 10% dalla Bonifica Renana cui compete anche la progettazione esecutiva (già conclusa) e la direzione lavori. Il restauro del ponte è un intervento connesso al recupero anche di 10 chilometri dell'antico percorso citato, nel tracciato coincidente con il sentiero CAI 149 che collega il borgo di Guzzano con la piazza di Castel Casio. Anche tale intervento è in fase di realizzazione da parte della Bonifica Renana; entrambe le opere verranno concluse entro la primavera del 2024. 

venerdì 10 novembre 2023

Il grido stizzito dell'Appennino arriva fino alla pianura

Se non si cura l'Appennino la paga anche la pianura. Cara Bonifica Renata a cosa sono serviti i soldi che vi arrivano dall'Appennino?



La Bonifica Renana ha inviato un comunicato relativo all’alluvione del maggio scorso che ha fatto saltare sulla sedia Daniele Cipollini: l'ha trovato parecchio fastidioso e ha scritto a sua volta un suo commento che riportiamo integralmente: 


Martedì mi sono trovato nella mail un comunicato stampa, un po' come fulmine a ciel sereno devo dire, della Bonifica Renana.

Comunicato in cui spiegano che normalmente loro sono bravi e belli e fanno un sacco di cose utili, ma lamentavano che in occasione delle alluvioni di Maggio di cui tutti ben ci ricordiamo, cito testualmente: "Le rotte e i sormonti dei corsi d’acqua regionali del maggio 2023 hanno riversato sulla pianura bolognese circa 100 milioni di metri cubi di acque esterne (cioè provenienti dall’Appennino)"

Una precisazione che mi ha lasciato a metà tra il perplesso e l'infastidito... tendente però al farmi incavolare parecchio.

Poi il comunicato prosegue con sbrodolate varie sempre su quanto siamo bravi e quanto lavorino bene, e poi torna sul punto fastidioso, e cito di nuovo testualmente: "Come illustra la presidente della Bonifica Renana, Valentina Borghi: “Durante le alluvioni primaverili, si sono dovuti tagliare gli argini di alcuni dei canali principali nelle zone allagate dai torrenti e, insieme alle acque di piena, centinaia di tonnellate di fanghi e argille appenniniche hanno invaso il reticolo dei canali consortili."

Quindi insomma... loro sono bravi e lavorano un sacco.. però dai.. tutte quelle "acque esterne" dell'Appenino... per non parlare delle centinaia di tonnellate di fanghi e argille APPENNINICHE...

Allora, cara Valentina Borghi e cara Bonifica Renana, ma anche caro Bonaccini, caro assessore invisibile alla montagna Taruffi, cara Schlein con delega alle politiche di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici e per la transizione ecologica.. cari ecotalebani vari ed assortiti... bisogna che facciate pace con voi stessi.

1) Cito sempre testualmente dal sito istituzionale della Bonifica RENANA: "Il comprensorio di competenza della Bonifica Renana corrisponde a 341.953 ettari, pari a 3.419 chilometri quadrati. Il confine è individuato dal bacino idrografico di scolo del fiume Reno."

Quindi anche tutta quella schifezza appenninica, tra acque esterne, fanghi, argille....è di VOSTRA COMPETENZA.

2) La precisazione sulla provenienza delle acque e dei fanghi è di un fastidioso che "chiama sberle"... sembra un tentativo di scarica barile della disperazione, perchè appunto, da qualsiasi punto la si guardi, c'è poi sempre di mezzo "lo zampino" della Bonifica Renana...

3) E considerato il fatto che l'origine del danno è "a monte" come amate tanto precisare, e che tradotto in pratica significa che sul territorio appenninico sono anni che non viene fatta manutenzione in modo sufficiente (altrimenti le acque, i fanghi, le argille, non vi arrivavano sul groppone... no??), non vi viene in mente che forse potreste renderci i soldi che vi abbiamo pagato OGNI ANNO per fare quello che invece, alla luce dei FATTI, non avete fatto o comunque fatto bene?

Perchè vi lamentate tanto delle acque appenniniche, ma della pioggia di soldi appenninici non vi lamentate mica...

Cari saluti... orgogliosamente appenninici.

 

sabato 5 agosto 2023

Si progetta la ricostruzione dopo l’emergenza maltempo

Unione Reno Lavino, Samoggia ha destinato 50mila euro dell’avanzo di amministrazione per le attività progettuali affidate a Bonifica Renana.  

L’Unione Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia informa:

Nel corso degli eventi meteorologici che hanno colpito a maggio l’Emilia-Romagna si sono verificati molteplici dissesti idrogeologici nel territorio dell’Unione Valli Reno Lavino Samoggia, in particolare nei comuni montani di Monte San Pietro, Sasso Marconi e Valsamoggia. I Sindaci dei territori coinvolti - Monica Cinti per Monte san Pietro, Roberto Parmeggiani per Sasso Marconi e Daniele Ruscigno per Valsamoggia - per poter avviare il prima possibile la ricostruzione e ripristinare la viabilità danneggiata, in attesa dello stanziamento delle risorse governative, si sono attivati per avviare tempestivamente la progettazione degli interventi di sistemazione delle criticità ritenute prioritarie.

L'Unione per attivare a tale scopo tutte le risorse disponibili, anche in modo innovativo, ha deciso di coinvolgere la Bonifica Renana, attraverso una specifica collaborazione istituzionale per affidare al Consorzio le attività di progettazione e di analisi di fattibilità tecnica ed economica degli interventi. La scelta espressa dai Comuni dell'Unione, specifica Monica Cinti, Vicepresidente dell’Unione con delega alla Montagna, è motivata dalle specifiche competenze tecniche e professionali che il settore montano della Renana ha espresso nei numeri interventi realizzati nell'ultimo decennio per il contrasto al dissesto idrogeologico nell'Appennino bolognese.

Il coordinamento e finanziamento delle attività progettuali sono in capo al settore montagna dell’Unione. A tale finalità si è destinato l’avanzo di amministrazione per un importo di 50.000 euro e contestualmente è stato sottoscritto in questi giorni il relativo Accordo tra l'Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia e Bonifica Renana, per far partire subito le attività dei progettisti consortili. 

martedì 15 giugno 2021

Bonifica Renana: conclusi oltre 500 cantieri in 8 anni

3° edizione di Forum Appennino e primo convegno in presenza post-Covid quello che la Bonifica Renana dedica al territorio collinare e montano. Numerosi i sindaci presenti, con il presidente nazionale ANBI Francesco Vincenzi e l'ass. regionale Barbara Lori. 

Più di 500 lavori conclusi e 1100 sopralluoghi tecnici effettuati: basterebbero questi due numeri da dar conto dei risultati ottenuti grazie al ruolo attivo che la Bonifica Renana ha svolto negli ultimi 8 anni nell'Appennino del bacino del Reno.

Come specifica la presidente del Consorzio, Valentina Borghi: "Collina e montagna rappresentano da sempre l'incipit della buona gestione idraulica complessiva dei bacini a monte, anche a vantaggio della sicurezza complessiva del reticolo. Per questo la manutenzione puntuale e la prevenzione del rischio idrogeologico è da sempre nel DNA del Consorzio che, in questa  attività di presidio, ha rafforzato il rapporto di collaborazione operativa con le aziende agricole appenniniche, anche grazie alle risorse del Piano Regionale di Sviluppo Rurale'.

Entrando nel dettaglio, Paolo Pini, direttore generale della Bonifica Renana, spiega che 'Grazie al nostro team di tecnici ed operatori professionali, negli ultimi otto anni è stato possibile realizzare 500 opere e 1100 sopralluoghi tecnici, con un investimento annuale medio di circa 5 milioni di euro, tra interventi e progettazioni esecutive. I nostri cantieri sono destinati alla manutenzione straordinaria dei presidi idraulici lungo i corsi d'acqua demaniali, al consolidamento della viabilità locale, alla valorizzazione territoriale attraverso la fruibilità ambientale'.

 Francesco Vincenzi, presidente nazionale ANBI, ha evidenziato il valore della sinergia attuata dai Consorzi con gli Enti locali, come 'precondizione per attuare una reale ed efficace gestione territoriale, uscendo dalle logiche emergenziali. E' necessario, però, superare un certo un ambientalismo ideologico d'antan a favore di un approccio fondato su tecniche di gestione ambientale, compatibili con la permanenza antropica in montagna.'

 A conclusione del 3' Forum Appennino per la montagna bolognese, presenti i sindaci e i tecnici regionali dei settori coinvolti, Barbara Lori, ass. regionale per la montagna ha sottolineato come: 'Il rapporto sinergico tra enti territoriali e Consorzi di Bonifica stia dando buoni frutti ed i numeri illustrati per l'Appennino Bolognese dimostrino l'efficacia reale di questa alleanza che la legge dell'Emilia-Romagna ha consentito. La vivibilità di collina e montagna è prioritaria e si declina attraverso le risorse per l'insediamento dei giovani, per la digitalizzazione e per la salvaguardia della viabilità locale.'

 questo link è disponibile un video illustrativo delle tipologie di intervento realizzate di recente dalla Bonifica Renana nel bacino appenninico del Reno! 

 

(Segnalato da Dubbio)

mercoledì 10 maggio 2017

I volontari all'opera, domenica prossima, per ridare al lago di Castel dell’Alpi un aspetto adeguato. L'invitante isola dell'Appennino è stata interessata da numerosi interventi manutentivi.


Riceviamo:

Si terrà domenica 14 maggio l’iniziativa “Puliamo il Lago di Castel dell'Alpi", organizzata dalle associazioni L'Alice nel paese Della Meraviglia, ABC - Appennino Bene Culturale e U.S.C.A. e patrocinata dal Comune di San Benedetto Val di Sambro. Il Sindaco e diversi amministratori saranno in prima fila.

A partire dalle 9 è prevista la registrazione dei volontari con la consegna del materiale per la pulizia. A seguire ci sarà una breve spiegazione delle attività che saranno eseguite per pulire le sponde, fino alla conclusione prevista per le 12:30. Con l'occasione il consorzio Proambiente e la ditta Professione Droni metteranno a disposizione i propri droni per lo scandagliamento sia aereo che anfibio del lago e verrà effettuata una verifica subacquea di eventuali punti di interesse con personale tecnico subacqueo Aqua-Aria T.S.A.

Il lago di Castel dell'Alpi, frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro, si originò nel 1951 in seguito ad una frana che ostruì il percorso del fiume Savena distruggendo in parte il borgo originale di cui si salvarono solo chiesa e campanile. È lungo un chilometro, largo circa 250 metri e attraversato da due ponti. Negli anni si è caratterizzato come un’oasi di pace e tranquillità, particolarmente apprezzata dagli amanti della natura e della pesca.

Negli ultimi anni il Comune di San Benedetto, in collaborazione con l’Ente della Bonifica Renana ha avviato un processo di valorizzazione e recupero del lago: a settembre 2016 sono stati infatti realizzati dei lavori che hanno conseguito una parziale riduzione della portata dell’invaso con l’escavazione di materiale terroso dall’interno dell’alveo, per rimuovere i detriti presenti. Si è trattato del terzo intervento in poco più di due anni (gli altri due risalgono a giugno e ottobre 2014) cui è importante che ne seguano altri in particolare a monte del bacino, dove sarà necessario intervenire per trattenere i detriti del fiume prima che si depositino sul fondale.

Sono già stati pianificati altri lavori per quest’anno che il Comune eseguirà con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

Si tratta di un percorso continuo a cui teniamo particolarmente – spiega il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santonisin dal nostro insediamento abbiamo sottolineato quanto importante sia per noi la valorizzazione del territorio di Castel dell’Alpi e del suo lago. Ci sono ancora parecchie cose da sistemare, e in questo riteniamo che sarà indispensabile anche il supporto fondamentale della Regione”.

lunedì 27 marzo 2017

Gaggio Montano. Il Ponte pedonale di Marano è stato ristrutturato.

L'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese informa:

Mercoledì prossimo, 29 marzo alle 11, è prevista l'inaugurazione del Ponte pedonale di Marano (via Porrettana 199) sul fiume Reno, dopo i lavori di ripristino.

Saranno presenti:
  • Elisabetta Tanari, sindaco di Gaggio Montano
  • Graziella Leoni, sindaco di Grizzana Morandi
  • Mauro Brunetti, sindaco di Castel di Casio
  • Giovanni Tamburini, presidente della Bonifica Renana
Il programma prevede, alle 11.30 la presentazione dell’intervento e delle opere realizzate dal Consorzio di Bonifica Renana nel comprensorio, cui seguirà il taglio del nastro e l'aperitivo inaugurale.




giovedì 4 aprile 2013

Monte San Pietro, incontro sulla ‘salute’ dell’ Appennino.





Domani, venerdì 5 aprile, alle 16.30, nella Sala Consiliare del municipio di Monte San Pietro a Calderino, si terrà un incontro su ‘La proposta della Bonifica Renana per la prevenzione del dissesto idrogeologico in collina e montagna e le opportunità di sinergia con gli enti locali previste dalla legge regionale n.7/2012 sulle bonifiche’.

Dopo i Saluti di Stefano Rizzoli, sindaco di Monte San Pietro, relazioneranno Augusto Casini Ropa, presidente dell’Unione Valsamoggia e Paolo Pini, direttore generale della Bonifica Renana.

Seguirà un confronto-dibattito.

Concluderà l’incontro Giovanni Tamburini, presidente della Bonifica Renana.