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lunedì 13 novembre 2023

Il Consorzio della Bonifica Renana replica alle critiche di Daniele Cipollini

 Il Consorzio, chiamato in causa da un comunicato del capogruppo consiliare di Alto Reno Terme, Daniele Cipollini, in cui si lamentava la scarsa manutenzione territoriale dell’Appennino e si puntava il dito accusatore proprio al Consorzio, invia la sua replica dove elenca  le  attività svolte dalla Bonifica Renana in Appennino.


Nel comunicato si legge:


Premesso che in tutto il territorio regionale i corsi d’acqua naturali (fiumi, torrenti e rii) sono gestiti e manutenuti dalla Regione Emilia-Romagna, occorre sapere che la legge 7/2012, riconoscendo lo storico ruolo attivo svolto dai Consorzi in Appennino prevede quanto segue: "La contribuenza di bonifica montana va destinata alla progettazione,  esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere e degli interventi di bonifica dei territori montani" . Nel decennio trascorso dall'emanazione della citata legge regionale, la Bonifica Renana ha progettato e realizzato in collina e montagna (nell'areale di propria competenza) 586 cantieri ed effettuato 1.100 sopralluoghi tecnici gratuiti. Con un investimento complessivo in opere di 35,5 milioni di euro (pari ad una media di 3,5 milioni di euro annui, su 3,9 milioni di contribuenza annua incassata dall'area collinare e montana).


Gli interventi che la Bonifica Renana progetta e realizza sono individuati in accordo con i Comuni e le Unioni di Comuni, sulla base delle loro priorità, grazie a convenzioni annuali o triennali. Nel corso del 2022 sono stati completati 78 cantieri in Appennino, con un investimento pari a 5,7 milioni di euro. Nello stesso anno, sono stati progettati ulteriori interventi per 3,8 milioni di euro, che si stanno realizzando nell'anno in corso.

La Bonifica Renana in collina e montagna progetta e realizza: opere di contrasto al dissesto idrogeologico, sistemazioni idrauliche nei corsi d’acqua regionali, interventi per valorizzare il territorio e l'ambiente. 

Inoltre a seguito dell'emergenza determinata dalle precipitazioni di maggio, sono stati eseguiti 10 interventi di somma urgenza non programmati, per i Comuni che ne hanno fatto richiesta.

Per saperne di più si invita a scaricare dal sito www.bonificarenana.it il REPORT annuale in cui sono indicati nel dettaglio le posizioni dei cantieri effettuati; oppure a seguire le attività del Consorzio tramite i social.

venerdì 10 novembre 2023

Il grido stizzito dell'Appennino arriva fino alla pianura

Se non si cura l'Appennino la paga anche la pianura. Cara Bonifica Renata a cosa sono serviti i soldi che vi arrivano dall'Appennino?



La Bonifica Renana ha inviato un comunicato relativo all’alluvione del maggio scorso che ha fatto saltare sulla sedia Daniele Cipollini: l'ha trovato parecchio fastidioso e ha scritto a sua volta un suo commento che riportiamo integralmente: 


Martedì mi sono trovato nella mail un comunicato stampa, un po' come fulmine a ciel sereno devo dire, della Bonifica Renana.

Comunicato in cui spiegano che normalmente loro sono bravi e belli e fanno un sacco di cose utili, ma lamentavano che in occasione delle alluvioni di Maggio di cui tutti ben ci ricordiamo, cito testualmente: "Le rotte e i sormonti dei corsi d’acqua regionali del maggio 2023 hanno riversato sulla pianura bolognese circa 100 milioni di metri cubi di acque esterne (cioè provenienti dall’Appennino)"

Una precisazione che mi ha lasciato a metà tra il perplesso e l'infastidito... tendente però al farmi incavolare parecchio.

Poi il comunicato prosegue con sbrodolate varie sempre su quanto siamo bravi e quanto lavorino bene, e poi torna sul punto fastidioso, e cito di nuovo testualmente: "Come illustra la presidente della Bonifica Renana, Valentina Borghi: “Durante le alluvioni primaverili, si sono dovuti tagliare gli argini di alcuni dei canali principali nelle zone allagate dai torrenti e, insieme alle acque di piena, centinaia di tonnellate di fanghi e argille appenniniche hanno invaso il reticolo dei canali consortili."

Quindi insomma... loro sono bravi e lavorano un sacco.. però dai.. tutte quelle "acque esterne" dell'Appenino... per non parlare delle centinaia di tonnellate di fanghi e argille APPENNINICHE...

Allora, cara Valentina Borghi e cara Bonifica Renana, ma anche caro Bonaccini, caro assessore invisibile alla montagna Taruffi, cara Schlein con delega alle politiche di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici e per la transizione ecologica.. cari ecotalebani vari ed assortiti... bisogna che facciate pace con voi stessi.

1) Cito sempre testualmente dal sito istituzionale della Bonifica RENANA: "Il comprensorio di competenza della Bonifica Renana corrisponde a 341.953 ettari, pari a 3.419 chilometri quadrati. Il confine è individuato dal bacino idrografico di scolo del fiume Reno."

Quindi anche tutta quella schifezza appenninica, tra acque esterne, fanghi, argille....è di VOSTRA COMPETENZA.

2) La precisazione sulla provenienza delle acque e dei fanghi è di un fastidioso che "chiama sberle"... sembra un tentativo di scarica barile della disperazione, perchè appunto, da qualsiasi punto la si guardi, c'è poi sempre di mezzo "lo zampino" della Bonifica Renana...

3) E considerato il fatto che l'origine del danno è "a monte" come amate tanto precisare, e che tradotto in pratica significa che sul territorio appenninico sono anni che non viene fatta manutenzione in modo sufficiente (altrimenti le acque, i fanghi, le argille, non vi arrivavano sul groppone... no??), non vi viene in mente che forse potreste renderci i soldi che vi abbiamo pagato OGNI ANNO per fare quello che invece, alla luce dei FATTI, non avete fatto o comunque fatto bene?

Perchè vi lamentate tanto delle acque appenniniche, ma della pioggia di soldi appenninici non vi lamentate mica...

Cari saluti... orgogliosamente appenninici.

 

giovedì 26 ottobre 2023

Daniele Cipollini: quello del 24 ottobre era un disastro annunciato

 



Il Capogruppo di ‘Cambiamo Passo’, Daniele Cipollini, interviene a proposito del disastro creato dalla bomba d'acqua dell'altro ieri. In un comunicato scrive:  

Il titolo perfetto per la giornata del 24 ottobre scorso è ‘cronaca di un disastro annunciato’, inutile e finanche offensivo il voler ricondurre quanto accaduto a un evento eccezionale e non governabile.

Inutile appellarsi al fato e cedere alla resa mistica: ‘… che Dio ci aiuti…’, come se non avesse mai piovuto abbondantemente per qualche giorno di seguito. I segni dell’incuria e della mala o mancata gestione del territorio li abbiamo visti a Maggio scorso, poi per mesi ecco arrivare da più voci l’allerta siccità, che sì c’è stata… ma non era il caso, visto che le piogge prima o poi arrivano di nuovo, sfruttare quei mesi in cui il livello dei fiumi e torrenti era (pericolosamente) basso per pulire gli argini, rifare le cunette, liberare le fogne e i chiusini e condotte intasati da ANNI?

Proprio sul Rio Maggiore che attraversa il centro di Porretta Terme erano state presentate anche istanze e segnalazioni da parte del Consigliere Regionale Marta Evangelisti (FDI), puntualmente inascoltate. Rio Maggiore che fino a pochi giorni fa sembrava una foresta amazzonica in miniatura da tanto era vegetato il suo alveo, e ieri le conseguenze di questo si sono viste bene, con l’acqua che solo per un miracolo non ha tracimato dai muretti d’argine, mettendo a rischio anche la vita dei cittadini. E pensare che proprio l’Assessore alla Montagna di questa Giunta Regionale, il sig. Igor Taruffi, risiede nel capoluogo dell’Appennino, e non perde occasione di sbandierare la sua vicinanza e colleganza col territorio… in realtà, in questo silenzio assordante del dopo disastro, non se ne rinviene traccia. Non da ieri, e nemmeno dalle alluvioni di Maggio scorso, come minoranza abbiamo sempre spinto per una maggiore cura del territorio e una particolare attenzione all’aspetto idrogeologico. Abbiamo più volte riportato nelle sedi istituzionali le segnalazioni dei cittadini, da noi verificate personalmente sul territorio, sulla totale assenza di manutenzione di tombini, condotte, griglie, cunette, da parte delle maestranze dell’amministrazione. Che sì, ieri si sono adoperate e hanno affiancato i Vigili del Fuoco, ma per rimediare a danni causati in parte dalla loro stessa inefficienza (loro, e di chi doveva dirigerli e controllarne l’operato). Alcuni operatori intervenuti ieri hanno addirittura ammesso di aver pulito tombini chiusi da detriti di anni, già più volte oggetto di segnalazione dei cittadini; e puliti i tombini, non sono invece state liberate tutte le condotte di smaltimento (!!)… Che dire? Prepariamoci al secondo round per questo fine settimana, almeno stando all’allerta meteo lanciata dall’Unione.