giovedì 30 luglio 2026

Controlli nelle campagne del Bolognese: scoperti 18 lavoratori in nero e 3 irregolari, sospese tre aziende agricole




Diciotto lavoratori in nero, tre cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e tre aziende agricole sospese. È il bilancio della vasta operazione di controllo condotta tra il 9 giugno e il 29 luglio dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e dall'Ispettorato dell'Area Metropolitana di Bologna, con il supporto del Comando provinciale dell'Arma, nell'ambito della vigilanza straordinaria disposta dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro per contrastare caporalato e sfruttamento nel settore agricolo.

Le verifiche, svolte quotidianamente lungo l'intera filiera agroalimentare, hanno interessato 18 aziende agricole risultate irregolari. Ai controlli hanno preso parte i militari del NIL, gli ispettori ordinari e tecnici dell'Ispettorato del lavoro, affiancati dai Carabinieri delle Stazioni territoriali, in un'azione coordinata che conferma l'attenzione delle istituzioni verso un comparto particolarmente esposto al rischio di sfruttamento.


Lavoratori in nero e stranieri senza permesso

L'attività ispettiva ha evidenziato che circa il 20% dei lavoratori controllati presentava una posizione irregolare. In particolare, 18 braccianti sono risultati impiegati completamente "in nero", senza contratto, copertura assicurativa o contributi previdenziali.

La maggior parte della manodopera impiegata era costituita da lavoratori extracomunitari, soprattutto di nazionalità pakistana, oltre a marocchini e albanesi. Tra i 18 lavoratori irregolari, 13 erano cittadini pakistani.

I casi più gravi hanno riguardato tre lavoratori stranieri privi di regolare permesso di soggiorno: due cittadini pakistani, impiegati nelle attività stagionali di raccolta dei cereali, coltivazione del girasole e raccolta di prodotti ortofrutticoli, e un cittadino albanese addetto alla raccolta ortofrutticola. Tutti erano sprovvisti della formazione obbligatoria sulla sicurezza e non erano mai stati sottoposti alla prevista sorveglianza sanitaria.

Gli ispettori hanno inoltre accertato irregolarità relative a ore di lavoro non registrate sul Libro Unico del Lavoro e compensi corrisposti fuori busta, con conseguente evasione fiscale e contributiva.

Le violazioni sulla sicurezza

I controlli hanno riguardato anche il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Quasi tutti i lavoratori irregolari erano privi della formazione obbligatoria e delle visite mediche previste.

Per questo sono state impartite specifiche prescrizioni ai datori di lavoro, chiamati ad avviare immediatamente i dipendenti alla formazione, all'addestramento per l'utilizzo delle macchine agricole e dei fitofarmaci e alla sorveglianza sanitaria.

Sono inoltre emerse ulteriori criticità:

  • in sette aziende sono state riscontrate carenze nella manutenzione e nell'idoneità delle attrezzature di lavoro;
  • in due aziende sono state contestate gravi irregolarità nello stoccaggio dei fitofarmaci;
  • in un'azienda è stata rilevata l'assenza di adeguate protezioni contro il rischio di caduta dall'alto.

Durante tutti gli accessi ispettivi è stato verificato anche il rispetto dell'ordinanza regionale sul rischio calore, che prevede particolari tutele per chi lavora all'aperto nei campi.

Sospensioni, denunce e sanzioni

Al termine dell'operazione sono stati adottati diversi provvedimenti:

  • sospensione dell'attività imprenditoriale per tre aziende agricole, nelle quali la percentuale di lavoratori irregolari superava il limite del 10% previsto dalla legge;
  • tre comunicazioni di reato alla Procura della Repubblica per l'impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno, ai sensi dell'articolo 22, comma 12, del D.Lgs. 286/1998;
  • sanzioni amministrative per circa 48 mila euro per lavoro nero, omesse comunicazioni obbligatorie di assunzione e irregolarità nella tenuta del Libro Unico del Lavoro;
  • ammende per 25 mila euro per violazioni della normativa sulla salute e sicurezza.

Complessivamente, l'ammontare delle sanzioni supera i 73 mila euro.

«Tutela della dignità dei lavoratori»

"L'attività congiunta dell'Ispettorato del Lavoro e dell'Arma dei Carabinieri – sottolineano gli organi ispettivi – mira innanzitutto a tutelare la salute e la dignità dei lavoratori, contrastando pratiche che alterano la concorrenza e penalizzano le numerose aziende agricole che operano nel rispetto delle regole."

I controlli, concludono le autorità, proseguiranno anche nelle prossime settimane su tutto il territorio metropolitano bolognese.

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