mercoledì 12 aprile 2017

Solidarietà alla delegazione russa al Vinitaly. Sequestrato il lotto dei prodotti crimeani: oltre al danno anche la beffa.


Il Presidente dell'associazione culturale Russia Emilia Romagna, Stefano Bonilauri, denuncia:      


La polizia di Verona ha sequestrato ieri il lotto di vini crimeani in catalogo all’esposizione internazionale Vinitaly 2017, come denunciato dal governatore della Crimea Sergej Aksenov.

Si tratta di un oltraggio e di un danno economico agli ospiti, che aggrava una situazione diplomatica già pesante a causa delle sanzioni commerciali volute da Stati Uniti e Unione Europea contro la Russia.
Diversi imprenditori crimeani avevano portato i propri prodotti all’esposizione ma la polizia italiana li ha sequestrati tutti, probabilmente su suggerimento delle autorità che fanno capo al governo banderista-atlantista di Kiev.

Il governatore Aksenov ha spiegato come fosse noto già da tempo che gli imprenditori crimeani avrebbero partecipato al Vinitaly 2017, con un proprio stand a pagamento come parte della delegazione russa, per cui il sequestro costituisce una vera e propria provocazione.
Il fatto è ancora più grave se si considera che proprio ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando Vladimir Putin a Mosca, aveva parlato di “amicizia solida” e di “Russia partner strategico dell’Italia”.
Peccato che a causa dell’allineamento del nostro Paese ai diktat di Kiev, Bruxelles e Washington, l’l'interscambio commerciale tra Russia e Italia negli ultimi tre anni sia sceso da 54 a 20 miliardi di dollari.
La nostra Associazione culturale Russia Emilia Romagna esprime perciò piena solidarietà alla delegazione russa per l’episodio accaduto ieri al Vinitaly, ribadisce il proprio impegno per superare la politica cieca delle sanzioni e comunica che una propria delegazione si recherà presto in Crimea per approfondire ulteriormente le relazioni culturali ed economiche con questa regione.

                                                              

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Articolo scritto con un linguaggio da MinCulPop ("governo banderista-atlantista", ci manca solo il complotto demo-pluto-giudaico-massonico...),che da per scontato che nella guerra (tutt'altro che fredda) tra Russia ed Ucraina il "buono" sia quel pover uomo di Putin, ma che alla fine non nasconde che quello che interesa è il tornaconto economico dell'interscambio commerciale, sicuramente più fiorente con la ricca Mosca che con la povera Kiev.

Mah...

Anonimo ha detto...

Se va bene le piante in Crimea saranno state irrorate dalle scorie delle armi usate nel recente conflitto, e chissà che buoni prodotti della terra ne vengono fuori...