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domenica 2 agosto 2026

Bretella contro Porrettana, una scelta politica che rischia di dividere il territorio

 



La bretella Reno Setta è di destra, l’adeguamento della statale Porrettana Vergato Sasso Marconi, con il superamento della strozzatura della Rupe di Sasso Marconi,  di sinistra. L’ultima prova arriva dall’informazione data al Carlino dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti:

Per garantire un futuro diverso alla mobilità dell'Appennino – viene riportato come dichiarazione della  Evangelisti – c'è la bretella Reno-Setta, ovvero il collegamento tra la SS 64 e l'autostrada A1. Il Ministero ha autorizzato il proseguimento dell'iter progettuale con il prosieguo delle indagini necessarie per completare la successiva fase di progettazione e questo è un dato importantissimo. Desta quindi stupore la scelta di alcuni Comuni di voler indicare come priorità l'ammodernamento della SS 64 nel tratto Vergato-Sasso Marconi, un intervento complesso, con costi molto elevati e rilevanti criticità, invece di concentrare l'attenzione sulla realizzazione della bretella Reno-Setta. Le due opere – sostiene la consigliera ragionale – non possono essere realizzate contestualmente: occorre quindi una scelta politica chiara da parte delle istituzioni interessate».

Ovviamente la scelta è a favore della Bretella. Resta  da chiarire con quali risorse poiché il miglioramento della statale Vergato-Sasso Marconi, i cui costi sono simili a quelli della realizzazione della Bretella,  si diceva fosse già stato finanziato. Si trasferirebbero queste risorse  alla Bretella ? E se si farà la Bretella il rischio è evidente: ciò richiederà tempi inevitabilmente lunghi perchè occorrerà definire il tracciato, raggiungere un accordo tra tutti i territori interessati, completare la progettazione, ottenere le autorizzazioni e infine realizzare l'opera, con i ritardi che spesso accompagnano le grandi infrastrutture pubbliche, quindi per la Porrettana Sasso Marconi Vergato si arriverà all’anno del mai.

Per questo motivo sarebbe auspicabile una scelta diversa: non mettere in contrapposizione le due opere, ma programmare la realizzazione di entrambe. Si tratta infatti di interventi complementari e non alternativi, indispensabili per migliorare la mobilità dell'Appennino. Il credito della zona nel settore viabilità ‘decente’ e non ‘eccezionale’rimarrebbe comunque ancora elevato: raddoppio e interramento della ferrovia nel tratto di Nuova Porrettana a Casalecchio di Reno, raddoppio del binario Casalecchio Sasso Marconi, superamento della provinciale Pianoro-casallo A1 Sasso Marconi, eliminazione o realizzazione del Casello Autostradale a Rioveggio, oggi mirabile prova della negligenza gestionale di un opera utile alla viabilità.  

L’impressione che ne ricava la persona comune è che ci siano in ballo solo annunci utili per le prossime campagne elettorali e non ricerche di soluzioni che portino al miglioramento generale. Pare poi, sempre al cittadino,  di arrivare alla conclusione che con l’interramento della Porrettana a Casalecchio di Reno sia già stato dato alla zona tutto il necessario e che le diversità di opinioni sulla tematica fra destra e sinistra sia creata ad arte per bloccare tutto il resto.  

sabato 14 febbraio 2026

Viabilità in Valle del Reno, tra annunci e interrogativi



Sarebbe utile capire che cosa stia realmente “bollendo nella pentola” della viabilità della Valle del Reno. Ma, al momento, il quadro appare tutt’altro che definito.

Nei giorni scorsi la stampa locale ha riportato le dichiarazioni del capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha accostato due interventi strategici: la Bretella Reno-Setta e l’ammodernamento della storica Porrettana nel tratto Vergato–Sasso Marconi. Dicendo che le due cose debbono procedere in parallelo.

A seguire, una nuova comunicazione ha attribuito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dall’onorevole Matteo Salvini, l’avvio dell’iter per la realizzazione della Bretella Reno-Setta. I titoli di alcuni articoli lasciavano intendere un’accelerazione imminente, quasi che le macchine operatrici e la grande trivella “Martina” fossero già pronte a entrare in azione.

A rafforzare questa impressione è arrivato poi un post della sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, che ha salutato con favore la notizia diffusa dal Ministero, sostenendo che la Bretella Reno-Setta sarebbe avviata a diventare realtà. Nello stesso intervento, la sindaca ha ribadito come “resti una priorità assoluta la messa in sicurezza della statale Porrettana”. Ciò non tranquillizza poiché essere una ‘priorità’ non dà concretezza a un possibile prossimo intervento.

Il punto, tuttavia, resta da chiarire: siamo di fronte a un indirizzo politico condiviso e già tradotto in scelte operative, oppure a un’intenzione programmatica ancora in fase preliminare?

Nei mesi scorsi, su impulso dello stesso Bignami — allora viceministro — ANAS aveva presentato tre possibili tracciati per la Bretella, demandando agli enti locali la scelta definitiva. È stato selezionato uno di questi tracciati? E, in caso affermativo, quale?

Sul piano istituzionale, Vergato e Gaggio Montano sembrano aver espresso un orientamento favorevole alla proposta ministeriale. Ma quale posizione ha assunto Grizzana Morandi, il Comune maggiormente coinvolto dal progetto?

Le domande restano numerose, mentre le certezze appaiono ancora limitate. Al momento, più che di cantieri imminenti, si ha l’impressione di trovarsi davanti a una fase di proposte e dichiarazioni d’intenti.

Un chiarimento ufficiale, capace di distinguere tra annunci politici e passaggi amministrativi già compiuti, contribuirebbe a rassicurare cittadini e imprese del territorio. Fino ad allora, non resta che attendere sviluppi più concreti — con l’auspicio, magari, di essere smentiti dai fatti.

Riportiamo i passaggi salienti del post della sindaca Franchi e chiediamo, se lo ritenete opportuno, di riferire una vostra lettura. A noi sembra che siamo ancora alle proposte non concrete.

«Accolgo con favore il nulla osta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». Così Barbara Franchi commenta il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al proseguimento dell’iter della Bretella Reno–Setta.

Il nulla osta del MIT consente ad ANAS di avanzare nella fase progettuale successiva al quadro esigenziale. «Si tratta di un passaggio importante – sottolinea – che riporta la Bretella Reno–Setta all’interno di un percorso tecnico concreto».

Resta ora da chiarire formalmente l’entità delle risorse destinate alla progettazione e i tempi per l’inserimento definitivo dell’opera nella programmazione nazionale. «È evidente che i tempi di realizzazione saranno necessariamente lunghi», osserva Franchi.

Proprio per questo, ribadisce, «resta una priorità assoluta la messa in sicurezza della Strada Statale 64 Porrettana: le opere urgenti non possono attendere la Bretella».

La sindaca ricorda inoltre il lavoro svolto insieme ad altri primi cittadini dell’Appennino, attraverso incontri in Regione, al Ministero a Roma e con ANAS, per arrivare a questo risultato. «Ora servono risorse certe e tempi chiari. La montagna non può più aspettare».

sabato 7 febbraio 2026

Adeguamenti della viabilità nella Valle del Reno, se ne parla, se ne riparla, si propone, si replica, ma poi nulla avviane

 Parlarne serve solo ad allungare i tempi e a zittire l’opinione pubblica: Il tema è all’attenzione degli amministratori. Poi quando la valle del Reno sarà un deserto, tutto risulterà inutile e i politici potranno recitare ‘il de profundis’ della vallata.

L'on Galeazzo Bignami 

L’articolo di oggi, del Resto del Carlino,  riporta l’intervento di Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) sul dibattito riguardante la Bretella Reno-Setta e la riqualificazione della Porrettana (SS64). Bignami sostiene la necessità di riallineare i due progetti per consentire una valutazione comparativa più corretta, evitando decisioni affrettate o ideologiche. Secondo lui, prima di scegliere bisogna confrontarsi con i territori e le comunità locali, basandosi su analisi tecniche e sul merito delle soluzioni. Alla buon’ora. Ma ciò richiederà altri lunghi tempi. A chi segue il tema da sempre le affermazioni appaiono come l’ultimo tentativo di allungare i tempi , posticipare ulteriormente il problema.

Punti chiave

·         No a scelte ideologiche: le decisioni infrastrutturali devono basarsi su dati, studi e impatti reali. E’ notorio che ci sono due tesi basate soprattutto su visioni idelogiche diverse e difficilmente compatibili.

·         Riallineare i progetti: Bretella e Porrettana devono essere valutate insieme, con lo stesso livello di approfondimento.

·         Ruolo di Anas e del governo: necessario proseguire gli approfondimenti progettuali per una comparazione oggettiva.

·         Coinvolgimento dei territori: confronto con enti locali e cittadini come passaggio imprescindibile.

·         Obiettivo finale: individuare la soluzione migliore per l’Appennino, fondata su merito e contenuti concreti.

Contesto politico (perché se ne parla ora)

Il tema rientra nel dibattito nazionale sulle infrastrutture strategiche, soprattutto nelle aree appenniniche spesso penalizzate.
Fratelli d’Italia, con Bignami (figura di peso sul territorio emiliano), vuole marcare una linea: sviluppo sì, ma senza forzature ideologiche. In pratica:

  • evitare scontri “strada sì / strada no” a prescindere;
  • mostrare attenzione ai territori locali;
  • chiedere al governo e ad Anas un approccio più tecnico e comparabile.

È anche un modo per raffreddare le tensioni locali, dove il tema divide amministrazioni e cittadini.

Condivisibili gli obiettivi, ma si rischia solo di perdere altro tempo perché sono decine di anni che se ne parla. Comunque vediamo questa volta cosa succederà.

Differenza tra Bretella Reno-Setta e Porrettana

Bretella Reno-Setta

  • Nuovo collegamento stradale tra le due valli
  • Maggiore impatto ambientale
  • Promette tempi di percorrenza più rapidi
  • Più controversa sul piano politico e locale

Porrettana (SS64)

  • Riqualificazione di una strada esistente
  • Impatto ambientale più contenuto
  • Migliora sicurezza e viabilità attuale
  • Spesso vista come soluzione più “prudente”


In concreto:

  • portarli allo stesso livello di progettazione;
  • usare gli stessi criteri di valutazione (costi, benefici, impatto);
  • solo dopo decidere quale soluzione sia davvero migliore.

Non è uno stop, ma una richiesta di metodo, secondo Bignami.  

giovedì 14 novembre 2024

L’Appennino non è una riserva indiana. La bretella Reno Setta allevierebbe l’isolamento e lo spopolamento economico


 

di Giovanni  Zaccanti


Ci eravamo lasciati 5 anni fa con la speranza di vedere risorgere l’Appennino con i nuovi eletti del Consiglio Regionale, ma purtroppo ancora una volta nulla , le promesse elettorali le possiamo dimenticare , eppure tutti speravamo in un cambiamento di passo, addirittura con un nuovo assessore alla Montagna che non si è mai visto.

Basterebbe fare una attenta verifica di come sono le nostre strade di montagna dove la manutenzione è un ricordo del passato con i vecchi cantonieri addetti alla sorveglianza, ma i nuovi amministratori non possono ricordarsi, è roba del passato oggi con l’intelligenza artificiale tutto è più semplice.

Avevamo avuto promesse importanti, sul rilancio del Corna alle scale , ma nulla di più dell’impegno dei gruppi locali a spingere su nuove attività marginali, eppure alla scadenza elettorale passate erano intervenuti politici nazionali a garantire investimenti faraonici  irrealizzabili, e allora accontentiamoci almeno  che vengano fatte le manutenzioni necessarie per poter avviare in tempo utile la stagione invernale, anche se si trascura il fatto che senza un adeguato sistema di innevamento in quota oggi inesistente  e che sarebbe una priorità difficilmente si potrà utilizzare al meglio gli impianti esistenti, eppure nel cassetto dei politici esiste un progetto già approvato e pagato da  20 anni ma chi lo  conosce ?

Chiaramente per poter avere un territorio fruibile occorrono le infrastrutture ferroviarie e stradali oggi obsolete, la ferrovia è uno dei principali problemi dove l’inaffidabilità del servizio peggiora ogni giorno , i nostri studenti non hanno la possibilità di raggiungere i plessi scolastici in orario, non avendo alternative sul servizio, come quanti debbono raggiungere il loro posto di lavoro.

Occorrerebbe anche fare una attenta verifica su tutta la rete del servizio trasporto pubblico, che utilizza mezzi costosissimi e sovradimensionati , che viaggiano in orari dove l’utenza non esiste  completamente vuoti dove si potrebbero usare altri mezzi meno costosi e meno inquinanti, credo che oggi chi gestisce questa attività abbia il monitoraggio di ciò che accade, occorre solo che gli amministratori  o chi è preposto controlli e verifichi la situazione che potrebbe portare un risparmio importante.

Non parliamo della situazione delle strade, chi ha amministrato questa regione si dovrebbe confrontare con chi tutti i giorni utilizza la strada Porrettana negli ultimi tempi esempio di grande disattenzione e di pericolo, la rupe causa di interruzioni  continue la percorribilità minacciata da continui smottamenti, abbiamo anche consiglieri Regionali locali che dovrebbero aver capito quali disagi corre la comunità con questa situazione, si continua ad avere incontri  su un progetto che allevierebbe tutto ciò con la bretella Setta-Reno, ma nulla è stato fatto nonostante un progetto di fattibilità datato 2006 e già presente  in provincia, forse c’è una volontà politica di continuare a ritenerci una riserva indiana ?

Il territorio con grande potenzialità turistica che deve essere sostenuto ancora dopo 20 anni non decolla, ne sono un esempio chiaro le Terme di Porretta terme un gioiello del benessere che ha bisogno di un forte investimento di rilancio a livello nazionale ma di alta qualità ,  con una storia importante e riconosciuta.

La recente alluvione che ha colpito Bologna è un esempio della mancata cura e attenzione al territori , i nostri fiumi e i nostri torrenti oggi abbandonati lo hanno dimostrato, le opere in passato venivano eseguite , oggi il servizio di manutenzione è inesistente, attività   che potrebbe essere integrata alle attività degli operatori locali come era un tempo, ma probabilmente chi amministra oggi non ha ben presente la situazione del territorio rimanendo escluso delle problematiche giornaliere.

Sicuramente in questa settimana tutti i candidati si muoveranno sul territorio per cercare di strappare un voto , ma i cittadini come faranno a dare fiducia ad un sistema così lontano dalla realtà quotidiana, noi avevamo sperato in un cambiamento che però non è avvenuto e lo dimostra la grave crisi occupazionale che oggi vive in Alto Reno, sempre meno occupazione, sempre più spopolamento e quali saranno le prospettive per i nostri figlie i nostri nipoti?

Dovranno anche loro emigrare come fecero i nostri bisnonni a inizio ‘900 ? Oggi parliamo solo di intelligenza artificiale , non parliamo di Impresa e non parliamo di lavoro, se ci sarà un progetto vero allora vedremo altri imprenditori credere nel territorio e investire per il futuro come è avvenuto in passato , ma ci sarà bisogno di più attenzione e come il mondo corre così anche la politica dovrà cambiare passo, meno proclami e più attenzione e presenza sul territorio per guardare avanti e investire per il futuro.

L’alto Reno è sempre stata una valle dove tanti imprenditori locali hanno creduto ed hanno investito, purtroppo   molte volte delusi dalla politica per la mancanza di risposte , è mancata la sensibilità ad affrontare le sfide del futuro, sfide  che vanno affrontate con una visione che non può essere solo imprenditoriale, le nostre difficoltà hanno bisogno di essere compensate , il mondo sta cambiando e solo se riusciremo a dare risposte certe al mercato  potremo vedere un futuro migliore.

Abbiamo comunque perso 5 anni preziosi, forse qualche risorsa del PNRR poteva essere spesa sul territorio ma non abbiamo visto nulla, tutto si è fermato all’uscita di Sasso Marconi.

 

foto L. Marchi

(Richiesto da Dubbio)

mercoledì 1 febbraio 2017

Il NO di Legambiente alla 'bretella Reno Setta'.

Il Circolo SettaSamoggiaReno di Legambiente in un COMUNICATO motiva il suo NO alla bretella Reno-Setta e 'rigetta' la proposta di galleria, perchè opera di inaccettabile impatto ambientale.

Il comunicato:

Nelle ultime settimane si è tornato a parlare del collegamento stradale Reno-Setta.
Diverse personalità locali, soprattutto nel mondo imprenditoriale, e successivamente alcune forze politiche, sostengono che quest’opera sarebbe strategica in quanto unico modo di contrastare la crisi economica ed occupazionale delle nostre vallate.
Noi di LEGAMBIENTE riteniamo che riproporre, dopo 10 anni dalla prima valutazione che mostrò come i flussi previsti sulla bretella (sia pure sotto ipotesi francamente irrealistiche di aumenti futuri) non sono tali da permettere che degli investitori privati si accollino le spese di realizzazione, sia un errore gravissimo.
Sostenere, come fanno i proponenti, che il declino economico ed occupazionale dell’Appennino bolognese sia dovuto solo o principalmente alla mancanza di infrastrutture stradali, ed addirittura che la bretella Reno-Setta sia una “indispensabile infrastruttura, la sola in grado di … scongiurare la definitiva marginalizzazione [dell’area montana]”, è una forzatura sorpassata ed antistorica.
Sostenere che la competitività di un’industria locale possa essere significativamente aumentata dall’accorciamento dei tempi di collegamento dell’ordine di alcune decine di minuti, non ha fondamento.
Infatti nel commercio moderno l’incidenza dei costi di trasporto è un elemento assolutamente secondario.
La sostanziale irrilevanza del costo del trasporto è purtroppo dimostrata dalla esasperata globalizzazione dei mercati e dalla conseguente delocalizzazione delle produzioni in sedi distanti talvolta migliaia di chilometri dai principali mercati, resa possibile proprio dalla bassa incidenza di questo elemento. Le aziende della montagna che hanno chiuso non lo hanno certo fatto perché i loro prodotti impiegano 20 / 30 minuti in più per arrivare ai Caselli A1 di Sasso Marconi, o Pian di Setta.
Ancora minore la possibilità che una tale opera possa favorire lo sviluppo turistico. Se crediamo davvero che il turismo nelle nostre zone debba essere “slow” e orientato alla valorizzazione delle tante località distribuite sul territorio, un’opera che ne faciliti l’attraversamento andrebbe proprio nella direzione opposta.
A queste considerazioni prettamente economiche si aggiunge l’incoerenza strategica di un progetto che si propone di favorire al massimo il trasporto su gomma a fronte della persistente emergenza ambientale causata dall’inquinamento atmosferico, di cui una delle principali cause è il traffico automobilistico.
Se sono disponibili risorse pubbliche per un’opera dai costi così elevati (si parla infatti di almeno QUATTROCENTO MILIONI DI EURO), allora bene sarebbe spingere per impegnarle piuttosto:
  • nella realizzazione o di una copertura ad ampia banda su tutto il territorio dell’Appennino,
  • di migliorie infrastrutturali della ferrovia (quali il raddoppio della linea tra Casalecchio e Sasso Marconi, peraltro previsto nel Piano Regionale dei Trasporti) che avrebbero anche il vantaggio di renderne possibile l’uso per il trasporto merci.
  • la possibilità di interventi di miglioramento ed adeguamento delle strade esistenti, Porrettana tra questi, molto meno costosi ed impattanti di una singola grande opera, per rendere la viabilità del nostro territorio più sicura e scorrevole.
Per quanto detto finora le preoccupazioni ambientali non sono né le sole né le principali ragioni di opposizione alla proposta di bretella Reno – Setta.
Ma certamente per chiunque abbia a cuore la difesa dell’ambiente del nostro Appennino, che rappresenta anche un enorme patrimonio, e fondamentale supporto ad ogni prospettiva di sviluppo sostenibile, l’ipotesi di un’opera stradale quasi completamente in galleria, in un territorio così fragile posto tra il Parco di Montesole e l’area di Montovolo, è chiaramente una seria minaccia sia in termini d’impatto durante la costruzione – con l’inevitabile movimentazione di milioni di metri cubi di materiale di scavo, la loro problematica collocazione, DOVE ? e le alterazioni della rete idrica e i possibili effetti sulla stabilità dei versanti, già sperimentati in territori non lontani dal nostro.
Per non dimenticare le conseguenze sul peggioramento sulla qualità dell’aria e del paesaggio, per le MIGLIAIA di percorsi dei camion di movimentazione terra.
Riteniamo quindi che questa opera non poteva nemmeno essere inserita nelle linee programmatiche metropolitane 2017-2021di mandato, che sono state illustrate nello scorso 25 Gennaio a Palazzo Malvezzi, poiché giudicata NEGATIVAMENTE nel 2008 dalla Regione Emilia -Romagna nel Piano dei Trasporti: “ l'insostenibilità dell'infrastruttra, per la necessità di una rilevante quota di contributo pubblico, ulteriore rispetto agli introiti da pedaggio, per garantire il funzionamento dell'opera”.
LEGAMBIENTE pertanto chiede alla Regione e alla Citta' Metropolitana di escludere questo percorso di verifica del progetto, adoperandosi invece per le alternative sia da noi proposte sopra evidenziate, ma avanzate anche dai Consigli Comunali di Marzabotto, Grizzana Morandi e Vergato.





lunedì 30 gennaio 2017

Linee di mandato in Consiglio metropolitano: Merola accoglie alcuni emendamenti dei Consiglieri, l'8 febbraio la presentazione del documento definitivo


Marta Evangelisti, consigliere metropolitano del Gruppo Uniti per l'Alternativa ha inviato un comunicato con il quale sottolinea la sua soddisfazione per l'accoglimento dei suoi emendamenti ed in particolare quello relativo alla bretella Reno – Setta, nella proposta di programma dell'ente metropolitano. "Considero l'inserimento di questo progetto un gesto concreto di attenzione del Sindaco Merola nei confronti dell'Appennino, avvalorato anche dal congiunto accoglimento di altri temi, quali ferrovia, turismo, viabilità. Auspico tempi brevi per la verifica  concreta dell'accordo-progetto." 

Il comunicato:
Si è svolta la discussione sugli emendamenti proposti dai Consiglieri metropolitani al documento programmatico del sindaco Virginio Merola.

L'iter per le Linee programmatiche stabilito dallo Statuto della Città metropolitana prevede infatti, a differenza di quanto accade negli enti elettivi di primo livello, che nei trenta giorni successivi  alla presentazione (avvenuta il 14 dicembre) ciascun Consigliere possa "proporre modifiche, adeguamenti ed integrazioni, mediante la presentazione di emendamenti al documento" che possono venire accolti dal Sindaco metropolitano.

Sono stati presentati formalmente emendamenti da parte delle consigliere
Marta Evangelisti e Erika Seta del gruppo Uniti per l'Alternativa e del consigliere Paolo Rainone del Movimento 5 stelle. Altri Consiglieri sono invece intervenuti durante il dibattito in Aula: Alessandro Santoni e Lorenzo Mengoli di Rete civica (che hanno anche presentato un documento al sindaco), Raffaele Persiano, Simona Lembi e Francesco Errani del gruppo PD.

Ora il Sindaco metropolitano valuterà quali emendamenti recepire nelle linee di mandato e porterà il documento definitivo all'approvazione del Consiglio nella seduta dell'8 febbraio.

Nel suo intervento in Aula di replica ai Consiglieri il sindaco Merola ha anticipato che "solo alcuni degli emendamenti proposti possono essere ritenuti adeguati e coerenti con il mio indirizzo di governo. Vi sono certamente interventi delle opposizioni pregevoli e significativi perché sinceramente volti ad una dialettica costruttiva e competente che peraltro tocca alcuni dei temi a me più cari come: la cura del nostro Appennino, la mobilità, il turismo.

In particolare con riferimento alla proposta della Consigliera Evangelisti – ha proseguito Merola - "ritengo ammissibile ad un maggior approfondimento il progetto della Bretella Setta – Reno, non tanto perché questa possa essere già oggi definita un'opera prioritaria o strategica, quanto perché è corretto dare una risposta chiara e definitiva ai cittadini dell'area metropolitana interessata. A tal proposito devo fin d'ora anticipare che i finanziamenti pubblici necessari alla realizzazione dell'opera sarebbero certamente ingenti come anche discutibile rimane l'impatto ambientale dell'opera. Di conseguenza non rifiutando a priori una valutazione da effettuarsi con la massima accuratezza è per me primario rilevare come su questa materia è opportuno anzitutto:
a) intervenire sul potenziamento del Sistema ferroviario metropolitano anche portando a termine il piano degli investimenti regionali sulla linea Porrettana e Direttissima Bologna-Firenze, pensando anche al raddoppio del binario almeno fino a Sasso Marconi;
b) completare tutte le opere connesse all'Apertura della Variante di valico;
c) intervenire pesantemente sulla manutenzione e ristrutturazione della statale Porrettana realizzando in sede percorsi che possano aumentare la sicurezza e velocizzare alcuni tratti.
Proprio tale ultimo punto mi consente di portare anche in Consiglio la discussione svoltasi nei giorni passati sulla stampa locale peraltro tradottasi in emendamenti da parte dei Consiglieri Seta e Rainone.
È chiaro che il progetto di rinforzare la statale Porrettana è una delle priorità di questa amministrazione ma non possiamo qui dimenticare il significato di "strada statale". Il nostro compito è quello di continuare a fare pressing su Roma e sulla Regione affinché questa tratta sia quanto prima resa più sicura e più veloce. Con questa mia affermazione spero così di rispondere alle osservazioni mosse dai consiglieri Seta e Rainone ribadendo il mio impegno su questo fronte e sottolineando come la Città metropolitana si occuperà non solo del tratto che riguarda il Comune di Casalecchio ma, più strategicamente, dell'intera arteria".

Merola ha risposto anche all'emendamento del Consigliere Rainone in materia di turismo (si chiedeva in particolare la realizzazione di un portale e di un'applicazione mobile che costituisca un vero e proprio sistema informativo centralizzato del turismo) spiegando che "è certamente coerente con il mio progetto di governo" e con le strategie che la Città metropolitana (riconosciuta come "destinazione turistica") promuove, insieme a Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Comuni, nel quadro del posizionamento del brand turistico del "Sistema Bologna", anche nell'ambito del Focus Appennino".