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lunedì 5 maggio 2025

A Vergato un percorso di benessere per le future mamme: al via il corso di canto prenatale



Prende il via oggi, lunedì  5 maggio, alle 14,30, presso la palestra del Consultorio di Vergato (via dell’Ospedale n. 1, primo piano), il ciclo di incontri dedicati al Canto Prenatale, un percorso esperienziale pensato per accompagnare le future madri nella scoperta del potere della propria voce come strumento di consapevolezza, benessere e preparazione al parto.

Il corso, tenuto dalla musicoterapeuta Annamaria Andrei, esperta in psicofonia e canto prenatale, offre un’opportunità preziosa per entrare in connessione profonda con sé stesse e il proprio bambino. Attraverso esercizi di respirazione, rilassamento corporeo, canto istintivo, ninnananne e tecniche vocali, le partecipanti potranno imparare a gestire le energie del travaglio e del parto in modo naturale e armonico.

Gli incontri si terranno nelle seguenti date:
5, 12, 19, 26 maggio e 9, 16 giugno, con orario 14:30 – 16:00.

L’attività è a posti limitati. Per informazioni e iscrizioni:
📞 338 366 0763 (anche via WhatsApp)
📩 centroperlefamiglie@unioneappennino.bo.it

È possibile inserirsi anche a corso iniziato, previa verifica della disponibilità.

L’iniziativa è promossa dal Centro Famiglie Appennino Bolognese, con il patrocinio del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna – Azienda USL di Bologna, in collaborazione con l’Istituto delle Scienze Neurologiche e il Centro per le Famiglie dell’Unione Appennino.

domenica 24 novembre 2019

Diventare mamma in Appennino, senza punti nascita: ”Nove mesi di angoscia”

La voce delle gestanti che vivono in paesi di montagna privati dei punti nascita

Dubbio sollecita la pubblicazione di questo bell'articolo di Bologna Today

"Se ci fosse qualche complicanza il rischio è quello di partorire in ambulanza. E' una situazione assurda, paradossale,  che viene presa sotto gamba e mette a rischio due vite, quella della mamma e del bambino. Molte trascorrono nove mesi con l'ansia che possa accadere qualcosa all'improvviso, e solo perché siamo in montagna e hanno deciso di togliere i punti nascita. La situazione si commenta da sola".
Questa è l'opinione generale di molte donne residenti in Appennino, che a BolognaToday hanno espresso tutta la preoccupazione per la loro salute e quella dei piccoli che portano in grembo.
A poco infatti, fino ad adesso sono valse le lunghe prese di posizione di comitati, cittadini e istituzioni dopo la chiusura di numerosi punti nascita, come quello di Porretta Terme, che "nel bene o nel male - sottolineano le mamme - era un punto di riferimento". Chi partorisce prima del previsto, ha un'emergenza o un problema improvviso infatti, viene caricata in ambulanza e trasferita al primo pronto soccorso a Bologna.
Se il travaglio della donna è in atto, l'ambulanza genericamente non può superare i 50 chilometri all'ora, e il tempo per raggiungere il primo pronto soccorso è di circa di un'ora e un quarto. Questa è la situazione che ha dovuto affrontare Benedetta Palmieri, che la scorsa settimana ha partorito in ambulanza: "A me è andata bene - spiega a BolognaToday - ma non si può pensare di agire solo quando qualcosa andrà male, non si può sperare che tutti i parti vadano bene prima di prendere provvedimenti perché si rischia la vita. E non è normale che gli operatori sanitari debbano addossarsi la responsabilità di fermare il mezzo di soccorso e farti partorire dove capita. Spero che non ricapiti a nessuna quanto accaduto a me, ed è necessario che le istituzioni prendano una posizione chiara e forte su questo argomento". 
Perla Bortolotti, 32 anni, abita a Porretta Terme. E' in attesa del terzo figlio e partorirà domani: "Vivendo qui e sentendo anche gli ultimi avvenimenti è normale che tutte siamo un pò agitate - commenta a BolognaToday - La strada da fare prima di arrivare in ospedale è tanta.Sono in attesa del terzo figlio, e se dovessi partorire improvvisamente non ci impiegherei delle ore. Ho dovuto programmare il  parto per diabete gestazionale, ma con questa situazione anche se ci fosse stato il punto nascita a Porretta mi avrebbero trasferito all'ospedale Maggiore perché non mi avrebbero fatto partorire. Se dovessero rimetterlo spero che sia almeno attrezzato per le prime emergenze. Stiamo parlando di vite di donne, di mamme e bambini. C'è un po di rabbia per tutto questo, e per stare completamente tranquilla ho scelto di farmi seguire da due ginecologi, uno a Vergato e uno a Bologna, anche perché a Bologna fanno visite complete  ogni volta. Ho deciso di essere seguita in due ospedali per maggiore sicurezza... è normale tutto questo?".
Erica Albertazzi, 34 anni, è in attesa del primo figlio e abita a pochi chilometri dal Lago di Suviano, sopra Porretta Terme: "Sono alla 38esima settimana di gravidanza, quindi quasi al termine - sottolinea a BolognaToday -  Sono stata presa in carico dall'ospedale Maggiore la settimana scorsa, ho una gravidanza regolare ma mi han detto che al primo sintomo di contrazioni, se non mi sentissi bene o se mi si dovessero rompere le acque devo subito partire e andare in ospedale facendomi un'ora e mezza di macchina, o farmi caricare in ambulanza. In queste settimana una sta sempre in allerta. Personalmente ho la fortuna di avere anche casa a Bologna, quindi se non mi dovessi sentire bene so dove andare subito, ma sapere di avere un punto nascita più vicino psicologicamente aiuterebbe tantissimo. La cosa migliore sarebbe quello di fare a Porretta non solo un punto nascite, ma anche un piccolo reparto per poter affrontare tutte le  possibili emergenze. I corsi pre parto e l'assistenza c'è, ma è in visto del parto che sale l'ansia e la preoccupazione". 
Della stessa opinione Giulia Casadei, 32 anni, in attesa del primo figlio e residente in località Silla, a Gaggio Montano: "Sono originaria di Forlì ed è inutile negare che con mio marito abbiamo pensato anche di ritrasferisci lì per partorire con più tranquillità. Alla fine siamo rimasti a Silla, perché non era fattibile. Sono alla prima gravidanza e sono abbastanza tranquilla nonostante il diabete gestazionale, ma dover andare a partorire al Maggiore, in un ospedale nel quale sono stata solo due volte, per aprire la cartella e parlare con anestesista, mette un po di ansia. La verità è che avere un punto nascite a Porretta, in grado di gestire un cesareo o un'emergenza aiuterebbe tutte le future mamme, e spero che non si attenda qualche tragedia prima di prendere i dovuti provvedimenti".





mercoledì 14 novembre 2018

A Vado si tiene un 'corso pediatrico per mamme, papa', nonni, nonne e giovani coppie'.

di Roberto Brusori


La Pubblica Assistenza di Vado organizza 'un corso pediatrico per mamme, papa', nonni, nonne e giovani coppie'. Domani, giovedì 15 novembre, alle 20, il primo incontro.




Un capitolo importante è assegnato alle emergenze pediatriche poiché sono eventi, quelli che accadono ai minori, che a volte si presentano in modo drammatico, e una preparazione è utile anche per saper dominare il panico: quando hai un figlio in stato febbrile  o con una convulsione in atto, attivarsi in modo appropriato potrebbe rivelarsi essenziale. Ecco quindi l'importanza del corso pediatrico che ogni anno viene ripetuto. Corso che solitamente è frequentato da mamme, maestre di scuola, nonni, nonne e giovani coppie.
Si tratta di quattro lezioni in cui si potranno apprendere le nozioni basilari di primo soccorso pediatrico. Un piccolo sacrificio che potrebbe risultare di una utilità enorme.

Inoltre, si informa che gia' da anni i volontari Pubblica Assistenza organizzano corsi di primo soccorso rivolti alla cittadinanza e utili ad illustrare come attivare la chiamata al 118, cosa fare e cosa non fare in presenza di un'emergenza, sia in casa , sia in strada, come mettere in atto manovre di rianimazione in caso di arresto cardiaco improvviso. Tutti i corsi prevedono una preparazione teorica e pratica, con ausilio di manichini e defibrillatore semi automatico.



giovedì 23 ottobre 2014

Bologna. Analgesia epidurale per partorire senza dolore, garantita gratuitamente a tutte le future mamme, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 .



ASL informa:

Analgesia epidurale al parto gratuita, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per tutte le future mamme. Da ieri, 22 ottobre, nei punti nascita degli ospedali cittadini Maggiore e S. Orsola, e di Bentivoglio, tutte le future mamme, senza alcuna esclusione, potranno scegliere anche l’epidurale tra le diverse opportunità offerte per partorire senza dolore. Sono state superate, quindi, le limitazioni precedenti, in base alle quali l’accesso all’epidurale era garantito solo alle donne al di sotto dei 26 anni e al di sopra dei 38 anni, o in presenza di specifiche patologie.



Semplificate anche le modalità di accesso. Alle donne che vorranno utilizzare l’epidurale basterà partecipare, entro la trentesima settimana di gravidanza, ad uno degli incontri offerti mensilmente dai tre punti nascita, nel corso dei quali vengono fornite tutte le informazioni necessarie per una scelta consapevole della tecnica più idonea per partorire senza dolore, e sottoporsi alla valutazione anestesiologica. Le future mamme che scelgono di utilizzare l’epidurale devono sostenere, infatti, entro la trentacinquesima settimana di gravidanza, una valutazione anestesiologica, sulla base di esami di laboratorio (emocromo con test coagulativi) e di un elettrocardiogramma.

Per prenotare gli esami e la successiva visita anestesiologica nei tempi appropriati, le donne che scelgono di partorire nei punti nascita dell’Ospedale Maggiore e dell’Ospedale di Bentivoglio possono utilizzare un modulo, compilabile online, presente sul sito internet della Azienda USL di Bologna all’indirizzo http://www.ausl.bologna.it/form/epiduraleparto. Per prenotare l’Azienda ha messo a disposizione delle future mamme anche un numero di telefono, 051 3172753, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. Per chi sceglie il punto nascita dell’Ospedale S. Orsola, invece, la richiesta va inoltrata utilizzando il modulo disponibile online all’indirizzo http://www.aosp.bo.it/files/richiesta-parto-analgesia.pdf. Una volta compilata, la richiesta può essere consegnata direttamente al punto nascita, inviata tramite fax al numero 051.6364321 o per posta elettronica all’indirizzo partoanalgesia@aosp.bo.it.


Dal momento della prima prenotazione la futura mamma viene presa in carico e non dovrà  più preoccuparsi di esami e visite, tutti gli appuntamenti le saranno programmati e garantiti nei tempi appropriati. 


Il calendario dei corsi per il 2014 e il 2015 è disponibile sui siti delle aziende Usl e Ospedaliero-Universitaria di Bologna.