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giovedì 6 luglio 2023

Processo Natalia Chinni: chiesto l’ergastolo per Fabio Enrico Ferrari

La donna, insegnante in pensione,  fu uccisa nella sua abitazione di Gaggio Montano. I sospetti caddero subito sul cugino Fabio Enrico Ferrari


L’ergastolo per Fabio Enrico Ferri è la richiesta del Pubblico Ministero, Antonello Gustapane, avanzata alla Corte d'Assise di Bologna, presieduta dal giudice Pier Luigi Di Bari.

Secondo l'accusa, Ferrari, che attualmente si trova agli arresti domiciliari e che è imputato per omicidio aggravato dai futili motivi e per detenzione illegale di armi e munizioni, l'avrebbe uccisa con sette colpi di fucile al culmine di una lite scoppiata per motivi di vicinato. La moglie dell'imputato. 

Loredana Bicocchi, è stata condannata in abbreviato lo scorso aprile a un anno e quattro mesi per detenzione abusiva di armi in concorso con il marito. 


giovedì 14 aprile 2022

Conclusa l'inchiesta sul delitto di Gaggio Montano


 

Con la conclusione dell'inchiesta sul delitto di Gaggio Montano, dove lo scorso ottobre è stata uccisa con una fucilata l'insegnante in pensione Natalia Chinni ( nella foto), è stato dichiarato capace di intendere e di volere il cugino, ex bancario, che è indagato per omicidio aggravato dai futili motivi.


venerdì 17 dicembre 2021

Delitto di Gaggio Montano, l’indiziato non risponde al Gip

Interrogatorio di garanzia per Fabio Ferrari


Fabio Ferrari, 72enne accusato dell'omicidio della cugina e coetanea Natalia Chinni, ha scelto di non rispondere al Gip nell'interrogatorio di garanzia che ha fatto seguito all'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, eseguita il 14 dicembre.

    La donna, insegnante in pensione, è stata trovata morta il 29 ottobre nella sua casa di Santa Maria Villiana di Gaggio Montano.

Secondo l'accusa, il cugino e vicino di casa l'avrebbe colpita con una fucilata a bruciapelo e il movente sarebbe da ricondursi a una lite banale, nell'ambito dei cattivi rapporti di vicinato tra i due.  (ANSA).

mercoledì 15 dicembre 2021

Ex insegnante uccisa a Gaggio Montano, venerdì interrogatorio per il cugino

L'uomo è accusato di omicidio aggravato e detenzione di armi


Ansa comunica:

Si terrà venerdì mattina, 17 dicembre, l'interrogatorio di garanzia di Fabio Ferrari, il 72enne finito ieri ai domiciliari con l'accusa di aver assassinato la cugina, sua coetanea, Natalia Chinni.
    Secondo i carabinieri la donna, insegnante di inglese in pensione, la mattina del 29 ottobre sarebbe stata colpita da una fucilata sparata da un calibro 12 quasi a bruciapelo, mentre stava riparando la recinzione fra la sua proprietà di Santa Maria Villiana di Gaggio Montano e quella del cugino Fabio Ferrari.

I due parenti avevano già litigato in passato per questioni di confini e i loro rapporti erano da tempo deteriorati.
    Gravemente ferita, Natalia è riuscita a raggiungere la propria auto per prendere il cellulare, poi si è trascinata verso casa e, dopo aver salito alcuni gradini è entrata nell'abitazione ma ha perso i sensi prima di riuscire a chiedere aiuto. In serata è stata poi ritrovata senza vita dal figlio.
    Ferrari è stato indagato fin da subito per omicidio aggravato dai futili motivi ed è accusato anche di detenzione illegale di armi e munizioni. Poi con l'ordinanza del Gip Domenico Panza l'uomo, assistito dagli avvocati Franco Oliva e Angelita Tocci, è stato messo agli arresti domiciliari. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal pm Antonello Gustapane. 

venerdì 5 novembre 2021

Delitto di Gaggio Montano. Ansa aggiorna

Perquisita casa dell’ indagato a Rimini. Oggi inizia lo 'stub', ascoltati ancora figlio e marito

 

A una settimana dall'omicidio non ci sono ancora certezze sul caso Natalia Chinni, l'insegnante d'inglese in pensione di 72 anni trovata morta, lo scorso venerdì sera, sulla porta di casa della sua seconda abitazione a Santa Maria Villiana, frazione di Gaggio Montano sull'Appennino Bolognese.

Con il coordinamento del pm Antonello Gustapane, proseguono gli accertamenti dei carabinieri che, ieri sera, hanno perquisito anche l'abitazione di Rimini di proprietà del 72enne indagato, a piede libero, con l'accusa di omicidio aggravato da futili motivi per la morte dell'ex insegnante, sua cugina.

In tutto l'anziano, assistito dall'avvocato Franco Oliva, possiede quattro case: due in altrettante frazioni di Gaggio Montano (una è quella accanto a quella della vittima), una a Casalecchio di Reno e quella in Romagna, passata al setaccio per ultima. Oggi prende il via anche lo 'stub', l'esame per rilevare residui da sparo sul sospettato. Gli investigatori hanno sentito ancora anche il marito della vittima e il figlio: è stato lui a trovare il corpo senza vita della madre andata a trascorrere, come faceva spesso, una giornata nella seconda abitazione di famiglia dove era impegnata in alcuni lavori di manutenzione.
Sono in corso anche accertamenti balistici e i rilievi, a cura del Ris di Parma, sui bossoli rinvenuti, nelle case del 72enne, durante le perquisizioni. Nuove ricerche anche nel fiume Reno da parte dei sommozzatori dei vigili del fuoco: ieri le attività erano state interrotte per la corrente forte dell'acqua, oggi nuovo accertamento nel punto dove, secondo la ricostruzione dei militari, il sospettato si sarebbe fermato il giorno in cui è morta Natalia Chinni. (ANSA).

giovedì 4 novembre 2021

L’insegnante trovata morta a Gaggio Montano è stata colpita da sette pallini di fucile

 


L’autopsia in corso sul cadavere  di Natalia Chinni, l'insegnante  uccisa  a Gaggio Montano, ha dato conferma ai sospetti che la donna fosse stata colpita da pallini sparati da un fucile da caccia. I piccoli proiettili trovati sul corpo sono sette. 

Per il delitto è indagato a piede libero, con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi, un cugino della vittima, che risiede in una costruzione attigua a quella dove è stato trovato il corpo senza vita della donna.

Per capire quale sia l'arma utilizzata e se i proiettili siano compatibili con quelli ritrovati ieri nel fiume Reno, è necessario un esame balistico che sarà avviato a breve. I consulenti tecnici hanno inoltre  fissato l'orario della morte intorno alle 4.30 di sabato mattina.

I Carabinieri stanno continuando a indagare per far piena luce su tutti gli aspetti della tragica vicenda e individuare con certezza il colpevole.

venerdì 2 agosto 2019

Nuovi indizi aggravavo la situazione dei due sospettati della morte del 42enne Consolato Ingenuo, l'operaio trovato morto fra Cereglio e Tolè a Vergato


Sono state trovate tracce ematiche fuori dall'abitazione di uno dei fermati e l'ipotesi è che il pestaggio sia avvenuto proprio in quel punto. Sangue anche su gli abiti. E' stata eseguita una tac sul corpo della vittima e non è emersa alcuna frattura. E' stata predisposta l'autopsia sul corpo anche per individuare le cause del decesso. Oggi sono previsti gli interrogatori di garanzia per i due fermati e le eventuali convalide dell'arresto.
Sangue è stato trovato anche sulla Golf di colore grigio, la vettura, incidentata, trovata sul ciglio della strada di proprietà di uno degli indiziati e nel bagagliaio. Tracce ematiche, risultate di sangue umano.

Le indagini hanno convinto gli inquirenti che i due indiziati erano stati in compagnia di Ingenuo al bar del paese. I tre avrebbero bevuto qualche bicchiere. Ne è poi seguita una discussione, su temi ancora da individuare. I toni si sarebbero accesi e ne sarebbero seguite forse anche minacce. Le telecamere di sorveglianza hanno poi ripreso i tre che lasciato il bar a bordo della Golf, la stessa che poi verrà ritrovata sporca di sangue.


sabato 14 gennaio 2017

Trovato a Rimini l'uccisore di Lanfranco Chiarini.

La ricostruzione del delitto di Castel San Pietro Terme.

Nella mattinata del 4 gennaio veniva rinvenuto il cadavere del 75-enne imprenditore imolese CHIARINI Lanfranco all’interno della propria abitazione sita sulle colline di Castel San Pietro Terme. L’uomo era noto nella zona quale titolare del colorificio “Colba” sito in Castenaso.
La mattina di quel giorno la figlia si era preoccupata per il mancato arrivo del padre presso l’azienda di famiglia e aveva chiesto al marito di andare a verificarne la presenza presso l’abitazione. Qui il genero aveva ritrovato il cadavere dell’uomo riverso sul pavimento. La casa presentava alcuni focolai di incendio che avevano bruciato un divano ed altro mobilio, ma senza riuscire a far divampare fiamme tali da interessare tutta l’abitazione. Alcune stanze risultavano invase dal fumo, pavimenti e pareti erano annerite dalla fuliggine.
Sin dal primo sopralluogo si evidenziava la presenza di numerose ferite d’arma da taglio sul corpo che attestavano l’efferatezza con cui un assassino si doveva essere accanito sulla vittima.
Fondamentale per il successivo sviluppo delle indagini si è rilevato il tempestivo intervento sulla scena del delitto dei militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale Carabinieri che provvedevano a repertare tracce ematiche e dattiloscopiche dagli ambienti, nonché a rinvenire alcuni elementi illuminanti sul comportamento del responsabile dell’omicidio. Ad esempio esaminando i resti del divano carbonizzato riuscendo ad evidenziare quanto restava di una borsa e del telefono della vittima.
I sopralluoghi lungo le possibili vie di fuga dell’assassino permettevano dopo breve tempo di ritrovare nei pressi della via Emilia l’autovettura del Chiarini che era stata asportata dal garage dell’abitazione.
Il successivo esame autoptico sul cadavere confermava la ferocia dell’azione omicida documentando le numerose ferite inferte in particolare alla testa e al collo del Chiarini. Erano state prodotte lesioni sia alle vie respiratorie, sia alle strutture vascolari, determinando una massiva emorragia risultata letale. Gli accertamenti medico legali stabilivano che il decesso era avvenuto circa alle 20 della serata precedente.
L’attività investigativa si sviluppava secondo gli schemi tradizionali da una parte attraverso l’acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza che avrebbero potuto documentare l’arrivo e la fuga dell’assassino, dall’altra parte attraverso lo studio del circuito di contatti e frequentazioni della vittima.
Dai filmati della videosorveglianza veniva effettivamente trovato riscontro alle conclusioni dell’esame autoptico del cadavere poiché poco dopo le 20 del giorno 3 gennaio veniva immortalato l’allontanarsi dell’auto dall’abitazione, il suo abbandono e la successiva prosecuzione a piedi di un uomo che si dirigeva verso l’arteria stradale principale.
Dall’esame invece dei contatti telefonici del Chiarini durante il giorno della sua morte e quelli precedenti, si evidenziava invece un ristretto gruppo di 7 possibili sospettati, compatibili con la commissione del reato.
Nel contempo il complesso delle attività veniva supportato dalla specialistica collaborazione del R.I.S. di Parma, che procedeva ad approfondimenti sulla scena del delitto alla ricerca di ulteriori elementi indispensabili alla ricostruzione della dinamica dell’omicidio e all’identificazione del responsabile. Ad esito di questa ulteriore attività venivano individuate e raccolte tracce di sangue all’interno dell’autovettura e impronte digitali nell’abitazione. I carabinieri specializzati dei laboratori del R.I.S. sono tuttora all’opera per completare gli accertamenti tecnico scientifici.
Il meticoloso studio delle abitudini della vittima e l’audizione di numerose persone coinvolte quali conoscenti del Chiarini o degli individuati possibili sospetti, consentivano in breve tempo di restringerne il numero a 2 e infine di concentrare l’attenzione sul 25-enne nigeriano NEWTHING Desmond ( nella foto), nullafacente, celibe, richiedente asilo e ospitato nell’ultimo periodo presso il Centro di accoglienza di Castenaso.
L’accertamento dell’identità di questo ultimo soggetto e il suo rintraccio sono risultate alquanto laboriose. Infatti il giovane era stato inizialmente individuato solo come l’anonimo utilizzatore il giorno dell’omicidio di un’utenza telefonica, che era formalmente intestata a un cittadino liberiano irrintracciabile. Solo accurati accertamenti sulle persone in contatto con quell’utenza consentivano di identificarlo nel NEWTHING. Questi tuttavia dal giorno successivo all’omicidio si era di fatto reso irreperibile.
L’attivazione delle sue ricerche su tutto il territorio regionale, corroborate anche da attività tecniche, hanno infine consentito di rintracciarlo nel pomeriggio di ieri nei pressi della Stazione ferroviaria ove era di passaggio dopo essere rientrato da Rimini. Lì infatti si era rifugiato subito dopo l’omicidio con la scusa di essere alla ricerca di un lavoro.
A suo carico erano stati raccolti concordanti indizi di responsabilità: la quantità di contatti telefonici con il Chiarini anche il giorno stesso dell’omicidio, la sua presenza in prossimità di Castel San Pietro Terme subito prima e dopo la commissione del delitto, l’irraggiungibilità della sua utenza telefonica proprio tra le ore 19 e 20 di quel giorno in considerazione che l’abitazione del Chiarini non è servita dalla rete radiotelefonica, la valutazione antropometrica sull’uomo visto allontanarsi dall’autovettura del Chiarini dopo averla abbandonata nei pressi della via Emilia, la presenza il giorno 4 gennaio di tagli sul palmo di alcune dita della sua mano destra per come testimoniato da alcuni suoi conoscenti e per come verificato anche dai militari operanti dopo il suo rintraccio.
Il NEWTHING dopo essere stato individuato e accompagnato in una caserma dei Carabinieri è stato sottoposto a interrogatorio dal P.M. procedente, ma non ha fornito alcuna spiegazione a giustificazione del quadro indiziario a suo carico, né ha fornito un alibi che lo possa scagionare dalle responsabilità attribuitegli.
In relazione a quanto descritto, la Procura della Repubblica di Bologna, nella persona del P.M. dott.ssa Scandellari, nel concordare con gli attuali esiti delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna, ha disposto che il NEWTHING sia sottoposto a fermo di indiziato di delitto e custodito presso la casa circondariale di Bologna, ove attualmente è recluso.
Sono ancora in corso ulteriori accertamenti per completare la ricostruzione della dinamica dell’omicidio e per delineare compiutamente le motivazioni che hanno spinto il NEWTHING a commetterlo.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna