Visualizzazione post con etichetta decesso.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta decesso.. Mostra tutti i post

domenica 1 gennaio 2012

Vedegheto piange Ninno, deceduto la sera di San Silvestro.


Il settantanovenne Domenico Righetti, conosciuto come ‘Ninno’ è deceduto per un malore improvviso la sera di capodanno nella chiesa di San Cristoforo di Vedegheto, mentre partecipava alla Messa di ringraziamento per l’anno trascorso. Quando il sacerdote ha iniziato la consacrazione, l’uomo, molto devoto e assiduo frequentatore della chiesa, inaspettatamente non si è inginocchiato, come faceva sempre. Il parroco, Dom Ildefonso Chessa, resosi immediatamente conto che qualcosa di grave stava succedendo, ha sospeso la funzione religiosa e ha invitato i fedeli a chiamare i soccorsi. Nel frattempo il sacerdote ha impartito la estrema unzione . Sono arrivate con solerzia ben due ambulanze, l’auto medica del 118 e quella della Pubblica Assistenza a di Vergato oltre ai Carabinieri di Savigno. Subito è stato individuata la causa del malore e praticato quindi il massaggio cardiaco, ma Ninno ormai aveva cessato di vivere. I medici non hanno potuto fare altro che accertare l’avvenuto decesso. L’uomo lascia la maglie, Iris, due figlie, Roberta e Lorena e tre nipoti Ilaria, Michael e Matteo. La piccola comunità di Vedegheto è rimasta molto colpita dal tragico avvenimento e si è stretta attorno alla famiglia nel tentativo di portare un po’ di consolazione. La famiglia ha voluto sottolineare: “il nostro Ninno era per noi un esempio da seguire per i suoi valori e per la sua profonda fede. Il suo esempio è per noi un viatico su cui continueremo a muoverci. Lascia un vuoto incolmabile, non solo per noi, ma anche per i tanti che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo per i suoi sentimenti sinceri e per il suo attaccamento alla famiglia e al lavoro”. Oggi, primo dell’anno, si è tenuta una veglia funebre , cui ha partecipato l’intera comunità di Vedegheto. Domani, 2 gennaio alle 14.30 si terranno i funerali a Vedegheto. L’amico Dante Lolli , fra i primi a portare soccorso, ha ricordato Ninno con molto rimpianto e ha riferito di una recente conversazione : “Domenica scorsa, dopo la Messa, mentre chiacchieravamo nella piazzetta, lui mi disse, ‘la mia salute è abbastanza buona. Spero che continui. Chiedo sempre alla Madonna che, quando verrà il mio momento, mi prenda in fretta perché io non sia un peso per nessuno’. Non poteva certamente immaginare che il suo desiderio fosse esaudito e che il suo appuntamento con la Madre Celeste fosse così vicino”.

sabato 29 ottobre 2011

Un uomo a Tignano finisce in una scarpata e muore.


Tragica fatalità a Tignano .
Un ottantenne di Calderino è morto dopo essere scivolato nella scarpata vicino alla sua casa a Tignano di Sasso Marconi. Lo ha ritrovato in fin di vita un vicino di casa.

Ieri sera, sabato 28 ottobre, intorno alle 22,l’ottantenne Alfredo Nanni non era ancora rientrato e ciò ha preoccupato i suoi parenti che hanno subito avviato una ricerca con l’aiuto dei vicini. La ricerca non è stata molto lunga poiché un vicino lo ha individuato a terra nel fondo di una scarpata non lontana dalla sua casa, in evidenti gravissime condizioni. L’allarme è stato immediato ma, anche se i soccorsi sono giunti in tempi brevissimi, a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. L’ottantenne dopo poco è deceduto.
Oltre all'ambulanza della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi e all'automedica del 118, sono intervenuti anche i Vigili del fuoco e i Carabinieri di Sasso Marconi.

L’uomo lascia la moglie Maria e il figlio Paolo.

I vicini lo escludono nel modo più assoluto che possa trattarsi di un’aggressione finita male poiché Nanni era benvoluto da tutti e non vi sono elementi che possano avvalorare questa ipotesi. Al momento tutti lo spiegano con un improvviso malore.

Si sta indagando per risalire alle cause e alle dinamiche che hanno portato al triste epilogo.

martedì 4 ottobre 2011

Il figlio di Carlo Zanni non era scomparso, era finito in un 'cono d'ombra telefonico'


Le ricerche del figlio di Carlo Zanni, l’uomo deceduto soffocato dai fumi del fuoco che aveva acceso ieri pomeriggio per liberasi delle sterpaglie, si sono concluse ieri pomeriggio. L’uomo era uscito per cercare il padre cui era sfuggito il controllo delle fiamme e non rispondeva più alle chiamate al telefono di chi si voleva sincerare che anche a lui non fosse successo un guaio. I soccorritori avevano trovato tra i rovi anneriti dal passaggio del fuoco il settantottenne e non il figlio. Il silenzio di quest’ultimo ha fatto temere il peggio per cui sono scattate subito le ricerche cui hanno partecipato anche squadre del Corpo Forestale dello Stato: i Comandi di Vergato, Gaggio e Lizzano.

Fortunatamente si è poi rilevato che ‘il ricercato’ nel suo peregrinare alla ricerca del padre era finito in un’area priva di segnale telefonico per cui il suo telefonino non riceveva gli impulsi delle chiamate.

Il suo incontro con i soccorritori è stato salutato con molto sollievo da tutti.