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venerdì 14 novembre 2025

Sostenere Ant è anche gustoso: a Vedegheto e a Marano lo si aiuta mangiando

Due cene con menù montanaro. E a  Sasso Marconi  il negozio di Ant dispone  un ricco assortimento  di proposte regalo

 

Cena di beneficenza al “Portone” .

Una serata di solidarietà e buona cucina è in programma martedì  prossimo 19 novembre alle ore 20:00 al Ristorante Pizzeria “Il Portone”, in via Faggeto 364/B, di Vedegheto . L’occasione è la cena di beneficenza a favore della Fondazione ANT “Franco Pannuti”, realtà che da anni si impegna nell’assistenza medico-specialistica domiciliare ai malati oncologici e nella prevenzione gratuita.

Il menù, ispirato ai sapori della tradizione, propone diverse varianti a base di polenta: con ragù di salsiccia, con formaggi e intingoli vari, e polenta fritta, accompagnate da dolce, acqua, vino della casa e caffè.
Il contributo per la serata è di 20 euro a persona, e l’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione ANT per sostenere le sue attività sul territorio.

La partecipazione è aperta a tutti, ma è gradita la prenotazione contattando Silvana al 347/157.46.58.
Un’occasione per unire il piacere della buona tavola alla solidarietà, in un contesto accogliente e familiare come quello del “Portone”.


Cena di beneficenza a Marano per ANT e AIL.

Una serata all’insegna della solidarietà e della buona tavola è inoltre in programma sabato 22 novembre presso la Sala Civica di Marano, in via della Fiera 13. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Amici per Marano, è una cena di beneficenza il cui intero ricavato sarà devoluto alle associazioni ANT  e AIL Bologna, entrambe impegnate da anni nel sostegno ai malati oncologici e nella ricerca.

L’appuntamento inizierà alle 19:30 e proporrà un menù ricco di sapori tradizionali: polenta con ragù, cacciatora di cinghiale e spezzatino di vitello in umido con tigelle e polenta, con bevande incluse.
Il contributo per la partecipazione è di 25 euro a persona.

La prenotazione è obbligatoria, contattando Carlo (349 7103450) o Luciano (340 1509897).

Un’occasione conviviale per sostenere due importanti realtà del territorio bolognese, unendo gusto, impegno e solidarietà.

Solidarietà e riuso: a Cervetta di Sasso Marconi il negozio ANT di Carla e Ombretta


A Sasso Marconi, nel cuore della comunità, Carla Ognibene e Ombretta Bernardi (nelle foto mostrano alcuni oggetti in vendita) gestiscono con passione il negozio solidale ANT, un punto di riferimento per chi desidera unire la solidarietà al rispetto per l’ambiente. Il negozio mette in vendita, a prezzi più che accessibili, una vasta scelta di oggetti, capi di abbigliamento, biancheria e accessori per la casa, tutti donati da privati cittadini che scelgono di dare una seconda vita a ciò che non utilizzano più.

Il ricavato delle vendite è interamente destinato a sostenere le attività della Fondazione ANT “Franco Pannuti”.

Un gesto semplice che genera valore: chi acquista trova un’occasione conveniente e originale, chi dona contribuisce concretamente a un progetto di solidarietà, e chi lotta contro la malattia riceve un aiuto concreto. Come amano ricordare le due volontarie, «è un po’ come moltiplicare il valore dell'acquisto : un regalo per chi si ama e un sostegno per chi dedica la propria vita ad aiutare gli altri».

Il negozio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Al sabato solo al mattino, dalle 10 alle 12.30.


mercoledì 12 marzo 2025

Anche Vedegheto ha la sua Panchina Rossa: un simbolo contro la violenza


 


Il piccolo borgo appenninico di Vedegheto, incastonato lungo il torrente Venola, affluente del fiume Reno, e a pochi chilometri da Tolè, Marzabotto e Montepastore, ha inaugurato sabato scorso,  8 marzo, una nuova panchina rossa davanti al suo Centro Civico. Un'iniziativa dal forte valore simbolico, volta a mantenere viva l’attenzione sulla lotta contro la violenza di genere.


La panchina, dipinta di rosso per ricordare le vittime della violenza e per ribadire che, come diceva lo scrittore Isaac Asimov, "la violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci", è stata fortemente voluta da Michela, cittadina impegnata nel sociale. Per contribuire all'acquisto, Michela ha organizzato un pranzo inclusivo con gli amici dell'associazione Passo Passo, un momento di convivialità che ha unito la comunità attorno a una causa tanto importante.

L’inaugurazione si è svolta alla presenza dell’Assessora del Comune di Valsamoggia, Laura Ghiaroni, e della Presidente della Vedegheto Company Aps, Silvana Suppini, entrambe testimoni dell’importanza della sensibilizzazione su temi sociali cruciali come la violenza sulle donne.

L’evento si è inserito all’interno di una giornata di festa che ha visto la partecipazione di grandi e piccoli. I bambini sono stati protagonisti con letture e disegni ispirati al tema della giornata, mentre il benessere ha avuto il suo spazio grazie a un incontro dedicato ai fiori di Bach. Non è mancata la convivialità con un ricco aperitivo, né la tradizione con un torneo di briscola misto uomini e donne, a sottolineare l’importanza della condivisione e dell’inclusione.

Con questo articolo, un sentito ringraziamento va a tutti i volontari e agli amici del Centro Civico di Vedegheto, che ogni giorno contribuiscono con la loro presenza, le loro parole, il loro impegno e i loro sorrisi a rendere grande un piccolo paese nel cuore dell’Appennino, e soprattutto nel cuore di chi lo vive.



giovedì 14 novembre 2024

Sabato 16 novembre: penultima occasione per visitare la mostra "Cantiere della Memoria"



Sabato 16 novembre si terrà la penultima giornata dedicata alla mostra Cantiere della Memoria, evento inserito tra le iniziative culturali che accompagnano la Tartufesta di Savigno, Tartòfla.

Alle ore 16:30, nel Teatro Frabboni, si svolgerà una conferenza a cura di Paola Foschi, durante la quale la storica illustrerà la nascita e lo sviluppo della comunità di Vedegheto, a partire dalle prime attestazioni medievali. La conferenza esplorerà la storia del castello, della chiesa, e dei luoghi e personaggi rilevanti del territorio.

L’ingresso è libero.

Il programma completo della giornata è disponibile su: www.tartufosavigno.com.

venerdì 16 agosto 2024

Il Cantiere della Memoria di Vedegheto ha in mostra la sua ricchezza documentale

La ricca esposizione offre uno spaccato dell’Appennino in cui si possono riconoscere tutte le realtà di un tempo della collina bolognese  e  sarà ancora visitabile nei prossimi due  fine settimana

 


di Roberta Ricci

Grande interesse e partecipazione per l'inaugurazione della mostra "CANTIERE DELLA MEMORIA - lavori in corso a Vedegheto", che si è aperta sabato 3 agosto, presso il Centro Civico di Vedegheto.

La mostra è frutto del lavoro di un gruppo di ricerca sulla storia e la memoria del paese il cui interesse per le case e le borgate storiche si è esteso poi alle famiglie i cui cognomi attraversano i secoli.



Un lavoro importante ha riguardato il riordino e digitalizzazione di un archivio fotografico realizzato negli anni '90, riemerso da polverosi scaffali e integrato promuovendo tra i paesani la raccolta di nuovo materiale, sia fotografico che testimoniale. Parte dei racconti e aneddoti raccolti e trascritti è contenuta nelle didascalie delle 42 fotografie messe in mostra, scelte tra le oltre quattrocento facenti parte dell'archivio.



 In mostra troviamo poi alcuni elaborati di particolare interesse, frutto di ricerche storiche e d'archivio, come l'albero genealogico di una delle famiglie più antiche del paese; la riproduzione di una antica mappa del territorio dove sono indicate case torri e castelli; un plastico che lascia immaginare come poteva essere, in epoca medievale, il sistema di comunicazione e difesa dei tre castelli di Vedegheto, Montasico e Vignola dei Conti, documentati assieme a partire dal 1116. Infine troviamo quattro pannelli che illustrano le case e torri per cui è noto il paese, nel confronto tra le immagini di ieri, tratte dal Fondo Luigi Fantini, e quelle di oggi.

La mostra rimarrà aperta a Vedegheto per tutti i fine settimana di agosto con orario 10/17, e in autunno si trasferirà, ampliata, a Savigno presso il Teatro Frabboni, in concomitanza con il Festival Internazionale del Tartufo bianco pregiato "Tartòfla".

La realizzazione della mostra è stata possibile con la collaborazione della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e il contributo del Comune di Valsamoggia e della Regione Emilia Romagna.



mercoledì 31 luglio 2024

La memoria a Vedegheto è un 'cantiere'

Le foto del Fantini confrontate con la situazione attuale   


Sabato prossimo, 3 agosto, alle 17, nel Centro Civico di Vedegheto verrà  presentata la mostra 'Cantiere della  Memoria lavori in corso a Vedegheto'. 

Si tratta di una prima esposizione, a cura di un gruppo di ricerca di storia locale dove  le foto delle case e torri antiche di ieri (foto L. Fantini), verranno confrontate con quelle di oggi. Ci saranno elaborati e mappe d'archivio, l'albero genealogico di una delle famiglie storiche ancor oggi presente e fotografie tratte dagli album personali dei paesani, da inizio Novecento, corredate dalle testimonianze orali raccolte.  

Il materiale, integrato con una linea del tempo, che illustra le vicende del territorio attraverso i secoli e altri elaborati e mappe, sarà ancora in mostra in autunno a Savigno, presso il Teatro Frabboni, nell'ambito del festival Internazionale del tartufo bianco "Tartòfla". 

Alla realizzazione della mostra ha collaborato la Fondazione Rocca dei Bentivoglio, con il patrocinio e il contributo del Comune di Valsamoggia e della Regione Emilia Romagna.

 


sabato 2 dicembre 2023

Concerto di beneficenza a Vedegheto


 

Domani, domenica 3 dicembre, a Vedegheto concerto del Coro AcCanto al Sasso, alle 15.30, nella Chiesa di San Cristoforo, con introduzione storica a cura del Progetto 10 Righe di Sasso Marconi.

La partecipazione è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto a favore dell'Arca della Misericordia che proprio a Vedegheto ha una casa  che ospita una decina di persone.

giovedì 12 gennaio 2023

Il Cardinale Zuppi arriva a Vedegheto

Don Eugenio Guzzinati, amministratore parrocchiale di Vedegheto, informa dell'arrivo a Vedegheto, sabato prossimo 14 gennaio, del Cardinale Zuppi  per inaugurare la 'casa canonica' messa a disposizione dell'associazione 'Arca della Misericordia'. 

Il sacerdote invita a partecipare. 



L'associazione cattolica 'Arca della Misericordia' si presenta: 



martedì 1 ottobre 2019

A Vedegheto l'illuminazione sarà sistemata a breve, la frana no.

I problemi di Vedegheto ci sono e restano. E', in sostanza, quanto emerso nell'incontro di ieri sera con i consiglieri di Civicamente Samoggia. La denuncia dei residenti della frazione di essere stati abbandonati è arrivata all'onore della cronaca da alcune settimane: soprattutto essi lamentano il mancato ripristino della viabilità sulla strada che dal centro della frazione conduce a Tolè, a causa della frana, attiva da oltre un anno, il cui abbandono l'ha peggiorata nel tempo fino a farla divenire un impegnativo problema che si aggiunge ai tanti denunciati. Fra questi una illuminazione pubblica ormai inesistente, il cui funzionamento, quando c'è, è a intermittenza.
La denuncia dei vedeghetesi è stata raccolta dai civici che, prima di incontrare la cittadinanza, hanno incontrato tecnici e i politici del Comune per fare il punto e soprattutto per sollecitare gli interventi richiesti.

Essi hanno riportato lo stato di fatto: l'intervento sull'illuminazione pubblica è già stato appaltato a una azienda privata che dovrà intervenire su tutto l'ampio territorio di Valsamoggia. Non si opererà per il ripristino, ma verranno sostituiti tutti i lampioni con altri a led e quindi a risparmio. E' stato sollecitato l'inizio da Vedegheto dell'intrervento perchè è la frazione con il maggior disagio.
La risistemazione della frana è invece ancora nel settore 'buone intenzioni'. Non è ritenuta prioritaria perchè non procura isolamenti. Interrompe la viabilità sulla comunale ma nessuno è isolato. Si sta aspettando il contributo della Protezione Civile. Intanto però il movimento franoso si allarga e si approfondisce ad ogni caduta di pioggia prolungata, con significativo incremento dei costi per il ripristino. L'impegno dei consiglieri 'civici' è quello di fare pressione con costanza perchè la riparazione della ferita viaria diventi una realtà.
Da parte del pubblico presente si sono aggiunte numerose denunce nei riguardi dell'amministrazione: la mancata asfaltatura di via Olara anche se promessa dagli amministratori in una riunione pubblica e offerta a 'consolazione' per altri ritardi. La via invece ora non ha neppure il controllo delle acque piovane, ha chiusini inattivi e mancano le traversine di scolo, per cui presenta dissesti e profonde buche. “ Si è speso un milione e mezzo, ricavato da un prestito bancario, per numerose riasfaltature di strade del Comune, ma Vedegheto è stato lasciato nel settore 'promesse elettorali'”, è stato accusato.

Forte poi la denuncia per la disorganizzazione del nuovo comune che appalta ormai tutti i lavori esterni, ma non controlla la efficienza e la qualità delle opere, troppo spesso non risolutive. Si è ipotizzato che il 'mancato controllo' sia da attribuire al fatto che nell'organico comunale manchino le figure professionali in grado di farlo. Denunciata anche l'inadeguato utilizzo delle risorse umane, a cui spesso vengono affidati compiti per cui non sono preparati. Ne conseguono difficoltà per il cittadino nel relazionarsi con gli operatori, fino a trovarsi 'stoppato' nelle sue legittime intenzioni di intervento e inappagato. Mancano poi gli esperti del lavoro pratico e quindi manca un disegno di intervento su cui indirizzare gli operatori. Denunciata anche la mancanza di una presenza pratica del luogo, capace di affrontare le semplici esigenze della viabilità. La mancanza di una cura tempestiva moltiplica i danni per i frontisti e deteriora la viabilità con notevole accelerazione: più operatori e meno titolati, è stato detto in sostanza.
L'incontro si è concluso con l'impegno di mantenere in essere la collaborazione con i politici, al fine di portare alla soluzione dei numerosi problemi di Vedegheto.




lunedì 2 settembre 2019

Domenica prossima tutti a Vedegheto per il 'restauro della chiesa'

Si cura l'anima con la Messa e la Processione, il corpo con paella e sangria e la chiesa con tutti gli introiti.



domenica 25 agosto 2019

E Vedegheto ? Dobbiamo aspettare le prossime elezioni

Una frana lungo la strada diretta per Tolè penalizza pesantemente gli abitanti della borgata del comune di Valsamoggia



Vedegheto è la frazione più abbandonata fra quelle all'interno del comune di Valsamoggia”. La denuncia è di un gruppo di residenti che guardano sconsolati la frana che interrompe ormai da due anni la strada verso Tolè, loro centro di riferimento commerciale e per i servizi essenziali .
Fanno a gara a raccontare il loro disagio per essere privati ormai da troppo tempo di un collegamento che permetteva di raggiungere negozi, servizi pubblici e sanitari in meno di 10 minuti, mentre ora sono costretti a un lungo giro sulle colline che richiede un tempo ben diverso, soprattutto in caso di maltempo. Il proprietario di un bosco-castagneto situato al di là della frana spiega che per portare a casa la sua legna è costretto a un giro di molti chilometri passando da Case Bortolani, quando invece la sua casa è a 200 metri dal castagneto. E il disagio non è solo il loro, raccontano, poiché tanti utilizzavano questo comodo tracciato da Tolè, da Cereglio e da Savigno per raggiungere la valle del Reno e il posto di lavoro. Senza contare i cicloamatori e gli amanti del trekking che trovavano in questa strada tra il verde delle colline un ottimo e panoramico itinerario e transitavano volentieri dal borgo di Vedegheto. 
 
Ma ciò che brucia di più è che essi avevano già fatto presente agli uffici preposti dei primi movimenti franosi avvenuti nel febbraio dello scorso anno (2018): “ Non ci hanno ascoltati poiché dopo le prime avvisaglie un intervento poco oneroso avrebbe risparmiato questo disastro che si è poi aggravato nel marzo scorso e che ora richiede una cifra sicuramente molto importante per essere rimediato”, denunciano. Imputato principale per l'accaduto un chiusino, lungo la scolina principale, ostruito da tempo e non più in grado di convogliare lungo il percorso predisposto le acque meteoriche che invece esondano in un tracciato improprio e hanno eroso la fiancata a valle della via. Questa incuria porta il gruppo di Vedegheto a sfogarsi elencando tutti i disservizi che la zona deve sopportare: “Tanto non ci ascoltano mai: abbiamo l'illuminazione pubblica che funzione solo sporadicamente, le buche lungo la strada mai chiuse, la manutenzione generale delle vie dimenticata, persino il cimitero è in una situazione di abbandono, tanto che alcuni giorni fa, in occasione di un funerale, si è dovuto camminare in mezzo ad alte erbacce”. E uno di loro conclude: “ Qui si vedono solo in periodo elettorale. E le promesse si moltiplicano. Poi vengono dimenticate”. Un altro fra il serio e il faceto aggiunge: “Quasi quasi c'è da augurarsi che l'attuale crisi di Governo ci porti alle elezioni. Chissà che Vedegheto non ne abbia un vantaggio”.

giovedì 25 aprile 2019

Dante Lolli non è più con noi.

La comunità di Vedegheto e quanti lo hanno conosciuto lo piangono


di Mirella Gnudi
Il 13 aprile scorso è tornato alla casa del Padre, al compimento dei suoi 92 anni, Dante Lolli.
Nato l'11 aprile 1927, ha sempre dato prova di un temperamento combattivo e insofferente verso tutte le ingiustizie e i soprusi. Ha attraversato il XX secolo aiutando i suoi concittadini e prodigandosi per far fronte alle necessità di chiunque gli si rivolgesse per un aiuto. Emblematica la sua autodifesa in giudizio contro una ingiusta punizione amministrativa a suo carico, rifiutando l'assistenza legale, nella più semplice delle convinzioni: l'ingiustizia è talmente lampante che chiunque la può verificare, più che mai, quindi, il giudice investito di tale compito dalle istituzioni.
Numerosi sono stati i suoi interventiper il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti della sua Vedegheto: dalla illuminazione pubblica all' asfaltatura della strada comunale, per citarne solo alcuni.
Si è sempre prodigato per far fronte alle necessità della Parrocchia: riscaldamento della chiesa, restauri dell' antica struttura e degli affreschi, campetto di gioco per i ragazzi. Tutte queste attività lo hanno visto protagonista appassionato.
Sono note le sue battaglie contro quelli che lui riteneva "soprusi" , già ricordate nel corso degli ultimi anni nelle pagine di questo notiziario.
Notevole il suo interesse per le novità tecnologiche che lo ha portato, già alle soglie degli 80 anni, all'utilizzo dei mezzi informatici ed alla comunicazione via etere con amici dei 5 continenti.
Uomo di profonda fede religiosa, fino agli ultimi giorni era un appuntamento fisso della sua giornata il rosario alle ore 19 in comunicazione con numerosi amici in varie parti del mondo.
Dante lascia la moglie Vittoria, con cui aveva da poco festeggiato i 61 anni di matrimonio e tanti amici cui mancherà per la sua bella e rasserenante compagnia, la sua determinata convinzione e per aver sempre teso la mano in caso di bisogno.

venerdì 20 luglio 2018

Vedegheto festeggia San Cristoforo con l'Arcivescovo Zuppi

Vedegheto, domenica prossima 22 luglio, festeggia San Cristoforo con l'Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e prepara una 'cena montanara' per restaurare la propria chiesa. Alla tradizionale processione con la statua del Santo seguirà la benedizione delle auto.



martedì 26 dicembre 2017

Imelde Neri: 105 anni e non sentirli

di Dante Lolli

Il 2018 avrà una ultracentenaria in più. E' Imelde Neri ( nella foto) che il prossimo 30 dicembre compirà ben 105 anni.
Ospite di Villa Teresa a Sasso Marconi dal 2009, è ammirata per la sua lucidità e per la capacità di districarsi in ogni situazione. Riferendosi poi al suo prossimo compleanno chiede di non essere festeggiata, nel rispetto dell'educazione famigliare ricevuta che impone di evitare l'effimero. A chi poi vedendola tanto in forma dice 'questa signora arriverà certamente a 110 anni', lei risponde fra il sarcastico e il compiaciuto 'perchè dopo non ce ne sono più?'
Nata a Vedegheto di Savigno nel 1912, ha fatto normalmente comunella con i conterranei, fra cui la 97enne Vittoria Francia ( nella foto) che, anche se nata a Casalecchio di Reno, si è trasferita a Vedegheto dopo il matrimonio.

Il più compiaciuto per il bel traguardo che Imelde sta per raggiungere, il Direttore di Villa Teresa, Otello Domenichini, che con dedizione e trasporto segue i ben 98 degenti presenti nella struttura, curati con attenzione dal numeroso personale. I risultati si vedono, Imelde e tanti ultra novantenni sono emblematici”. 

Il presepe dei 'nonni'.

 

giovedì 3 novembre 2016

A Vedegheto il cortile della discordia.



Il passaggio pubblico secondo la sentenza
Franco Dondarini ( nella foto) di Vedegheto mostra le fotocopie della sua ricerca all’archivio regionale di San Giorgio che, a suo giudizio, comprovano il suo buon diritto a far ‘ricorso’ contro la sentenza che impone e consente il libero passaggio nel suo cortile ai confinanti.

L’archivio avrebbe fornito la prova inconfutabile che il passaggio pubblico per congiungere le varie proprietà attigue alla sua alla provinciale è piuttosto quello che utilizza un ponticello realizzato appunto dalla Regione stessa per tale scopo. L'intervento dell'ente pubblico nella realizzazione del manufatto, a giudizio di Dondarini, dimostra senza ombra di dubbio che il passaggio su quel ‘ponte dei sospiri’ è pubblico e quindi esonera la sua proprietà dalla servitù imposta dalla sentenza contestata.

Il ponte pubblico secondo Dondarini

Dondarini in un comunicato racconta anche la storia giudiziaria in cui è stato coinvolto, iniziata appunto per individuare il tracciato viario di pubblica fruizione:
Con l’arrivo di un nuovo proprietario nella zona interessata al passaggio, aggiuntosi dopo aver acquistato un lotto di terra, si presentò il problema del passaggio. Costui ricorse al tribunale poiché si trovava senza via di uscita e quindi avrebbe dovuto raggiungere la sua nuova proprietà con l’elicottero. La causa aveva per tema il diritto del nuovo proprietario di passare su quel benedetto ponte. Nel confronto giudiziario fui chiamato di conseguenza poiché si riteneva possibile un'alternativa sul mio cortile. L’aspro contraddittorio si è protratto a lungo per ben 11 anni e i tecnici incaricati dal tribunale hanno fatto addirittura cinque sopralluoghi, uno dei quali li ha visti persino scavare nel mio cortile alla ricerca di ‘ghiaia ‘ in profondità che potesse dimostrare l’antica presenza di un tracciato stradale. La ricerca di costoro per individuare la proprietà del ponte ha coinvolto il comune di Savigno e la Provincia e ha inspiegabilmente dimenticato l’archivio regionale dove invece si trovava tutto ciò che consentiva di far luce nella vicenda.
Dopo la sentenza avversa alla mia tesi, il ricorso al giudice di secondo grado è stato quindi, non solo opportuno, ma necessario,” conclude Dondarini baldanzoso e sicuro di vincere il secondo round in tribunale. Ma si sa, quella davanti al giudice si chiama ‘scommessa giudiziaria’ e scommessa vuol dire che entrambi i contendenti sono sicuri della vittoria e di avere le prove che giustificano la loro pretesa. Ma l’ultima parola spetta alla legge.
Aspetteremo quindi con interesse l’esito di questo secondo confronto . 

Lo storico mulino che si trova nella casa di Dondarini.
 

venerdì 22 luglio 2016

Sabato e domenica Vedegheto è in festa.

Silvana Suppini ricorda che il prossimo a Vedegheto sarà un fine settimana di festa e che la festa di Vedegheto 'merita'. 

 


mercoledì 8 giugno 2016

Vedegheto: Dante Lolli 'inciampa' nel quarto confronto giudiziario contro la Regione.

Battuta d'arresto nella solitaria battaglia legale intrapresa da Dante Lolli di Vedegheto. Dopo aver vinto 3 confronti legali nell'azione contro altrettanti provvedimenti dalla Comunità Montana con cui l'ente puniva l'intervento per la realizzazione di un acquedotto privato, il quarto confronto, scaturito dal ricorso in appello della Regione, ha visto soccombere il vedeghese. Ora a Lolli non rimane che ricorrere in Cassazione ed egli è intenzionato a intraprendere anche quest'ultima scommessa legale. “Quello che irrita”, spiega ora il soccombente, “è il fatto che nei primi tre confronti legali mi sono assunto personalmente la difesa e l'ho avuta vinta. In quello davanti al giudice dell'appello, per la delicata impegnativa procedura tecnica ho dovuto ricorrere alla tutela legale. Mi sono servito di due fra i più quotati avvocati della città e sono stato condannato. Ora quindi è tutto da rifare e passare al vaglio del giudice superiore. Procederò certamente,” assicura Dante. “ Anche perchè la sentenza del giudice d'appello si basa su presupposti sbagliati. C'è un errore di persona. E' stata per esempio attribuita a me una proprietà non mia ma di un altro Lolli. Ci sono poi altre imprecisioni che a mio giudizio hanno influito in modo determinante sul pronunciamento del giudice. Non voglio essere malizioso e pensare al peggio e cioè all'errore voluto, quindi a una volontà preconcetta. La verifica legale è comunque d'obbligo”. Dante non spiega se in questo quinto confronto davanti al giudice si avvarrà di un legale o sosterrà egli stesso la difesa. Conoscendo il tipo, potrebbe anche agire solo. Sarà interessante seguirlo.

Ecco la sentenza:


La Corte di Appello di Bologna Prima Sezione Civile riunita in Camera di Consiglio nelle persone dei Magistrati: dott. Francesco Parisoli  Presidente rel. dott. Antonella Palumbi   Consigliere dott. Riccardo Di Pasquale  Consigliere ha pronunciato la seguente  SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 2448 del Ruolo Generale dell’anno 2015, promossa da REGIONE EMILIA ROMAGNA, in persona del Presidente pro tempore, con domicilio eletto in Bologna, presso la sede del Servizio Avvocatura della Regione Emilia Romagna, rappresentata e difesa dall’avv. Gaetano Pugliatti come da delega a margine del ricorso in appello - appellante - contro LOLLI DANTE, con domicilio eletto in Bologna, presso lo studio dell’avv. Silvia Salvati, che lo rappresenta e difende come da delega in calce alla comparsa di costituzione - appellato -
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
Sentenza n. 923/2016 pubbl. il 01/06/2016 RG n. 2448/2015
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IN PUNTO A: Opposizione all’ordinanza ingiunzione ex art. 22 e ss. L. n. 689/1981 Decisa all’udienza pubblica del 27 maggio 2016, sulle seguenti CONCLUSIONI come da verbale d’udienza RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE Con ordinanza della Direzione Generali Affari Istituzionali e Legislativi in data 20 maggio 2013, notificata il 24 maggio 2013, la Regione Emilia Romagna ingiungeva a Lolli Dante il pagamento della sanzione amministrativa di euro 5.000,00, di cui euro 3.000 per la violazione dell’art. 17, comma 1° del R.D. n. 1775 del 1933, per avere derivato e utilizzato l’acqua pubblica del rio o fosso Calanco senza concessione, ed euro 2.000,00 per violazione dell’art. 21 comma 4° della legge regionale n. 7 del 2004 per avere realizzato opere su area del demanio idrico senza provvedimento concessorio della Regione con alterazione dello stato dei luoghi e pregiudizio del sistema idraulico Lolli Dante presentava opposizione davanti al Tribunale di Bologna e chiedeva l’annullamento della ordinanza impugnata. Con il primo motivo eccepiva la estinzione dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per le
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
Sentenza n. 923/2016 pubbl. il 01/06/2016 RG n. 2448/2015
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violazioni giacché l’ordinanza indicava che l’accertamento del fatto era stato compiuto in data 19 gennaio 2008 e la notificazione della violazione era avvenuta il 22 ottobre 2008 e, dunque, oltre il termine di cui all’art. 14 della legge 689 del 1981. Con il secondo motivo eccepiva in ogni caso la prescrizione del diritto dell’amministrazione a riscuotere le somme dovute per le violazioni stante il decorso del termine di cinque anni dalla data dell’accertamento, sempre identificato nel giorno 19 gennaio 2008. Con il terzo motivo si doleva della erronea contestazione della violazione di norme ulteriori rispetto alla norma citata nel verbale di contestazione ed estranee alla fattispecie. Con il quarto motivo, relativo al merito della contestazione, deduceva che la stessa ordinanza aveva contraddittoriamente evidenziato l’esistenza di una autorizzazione all’attingimento che rendeva lecito l’operato di esso ricorrente Sosteneva, poi, che la delibera della Regione ER n. 1117/2000 del 11 luglio 2000 precisava che non erano soggette ad autorizzazione o comunicazione gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di acquedotti. Nelle premesse del ricorso il Lolli assumeva di essere comproprietario di un acquedotto rurale sito in Vedegheto
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
Sentenza n. 923/2016 pubbl. il 01/06/2016 RG n. 2448/2015
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Savigno, captante acqua dal rio Calanco, costituito nel 1966 e “riconvalidato” nel 1977 come da convenzione con il Comune di Savigno; evidenziava, poi, che nell’occasione gli agenti accertatori, appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, avevano redatto altri verbali con i quali gli aveva contestato diversi altri illeciti amministrativi che lo stesso Tribunale di Bologna aveva poi ritenuto insussistenti Si costituiva la Regione Emilia Romagna e resisteva al ricorso deducendone la infondatezza Con sentenza in data 18 marzo 2015 il Tribunale di Bologna accoglieva l’opposizione del Lolli e annullava la impugnata ordinanza-ingiunzione, affermando che l’amministrazione non aveva dimostrato i fatti posti a fondamento della pretesa punitiva e, in particolare, non aveva dimostrato quali opere il Lolli aveva realizzato nell’alveo del torrente Calanco ed aveva, al contrario, riconosciuto che l’impianto di captazione dell’acqua era già esistente e munito delle necessarie autorizzazioni La Regione Emilia Romagna proponeva appello, criticando la sentenza per avere ritenuto non provati fatti che, al contrario, dovevano dirsi del tutto pacifici perché mai contestati dal Lolli non soltanto nel giudizio di opposizione, ma, prima ancora, in sede di redazione del verbale di accertamento dell’illecito e nelle sue difese stragiudiziali nel corso del procedimento amministrativo.
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
Sentenza n. 923/2016 pubbl. il 01/06/2016 RG n. 2448/2015
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Riproponeva le argomentazioni difensive, già svolte in primo grado e non considerate dal Tribunale. in ordine ai motivi di opposizione svolti dal Lolli. Questi si costituiva nel grado e, nel difendere la appellata decisione, sosteneva che la ordinanza-ingiunzione era viziata “sotto il profilo motivazionale” non essendo dato comprendere quale fosse l’addebito mosso al trasgressore e quali i comportamenti a lui ascritti; e, facendo proprie le considerazioni del primo giudice, affermava che la Regione non aveva assolto l’onere probatorio essendosi limitata ad una mera petizione di principio senza dimostrare che il soggetto sanzionato aveva posto in essere la condotta contestata e senza neppure avere dedotto “in cosa consistessero le pretese violazioni imputate al Lolli”. Contestava, poi, che potesse trovare applicazione nel presente giudizio il principio di non contestazione, in quanto regola propria del sistema civilistico e non del processo di opposizione a sanzione amministrativa. Nel merito, negava di avere mai derivato e utilizzato acqua pubblica in quanto i tubi posati in corrispondenza della preesistente condotta, travolta da una frana, non erano stati collegati al collettore, come riferito in sede testimoniale, e di avere compiuta alcuna opera nell’alveo del torrente.
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
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Ribadiva che le modeste opere da lui realizzate non richiedevano alcun provvedimento concessorio o autorizzatorio ai sensi della delibera regionale 1117 del 2000. La Corte decideva la causa, all’udienza odierna, come da dispositivo. La decisione del primo giudice è infondata per due ragioni. La prima è che effettivamente il fatto oggetto di contestazione non risulta mai essere stato contestato dal Lolli con la opposizione e, prima ancora, nel corso del procedimento amministrativo, dal momento che le sue difese erano fondate sulla liceità della condotta descritta nel verbale di accertamento, vuoi perché egli era stato autorizzato nel passato a servirsi dell’acquedotto vuoi perché si era trattato di intervento manutentivi dell’impianto che non esigevano alcuna preventiva autorizzazione. E’ poi infondato l’assunto del Lolli che il principio della non contestazione non trova cittadinanza nel giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione che rimane, invece, soggetto alle regole generali del processo ordinario di cognizione dove non risultino espressamente derogate. La seconda ragione è che i fatti erano chiaramente descritti nel verbale di accertamento redatto alla presenza
Firmato Da: IUPPO ANNA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 122f2c - Firmato Da: PARISOLI FRANCESCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: a739a
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del Lolli e configuravano la realizzazione di interventi diretti a deviare e captare per intero le acque del torrente per condurle alle due cisterne e alla vasca di raccolta delle acque piovane “così implementata nella capacità e utilizzata dal ... trasgressore”. Del resto, non è comprensibile l’assunto del Tribunale laddove afferma che l’amministrazione ha indicato l’esistenza di un approntamento al di sopra della briglia esistente nel torrente senza descrivere l’allestimento o le opere che Lolli avrebbe asseritamente eseguito né accertando se l’approntamento fosse stato eseguito dal Lolli medesimo. Viceversa è agevole comprendere dalla descrizione dei fatti che l’autore dell’intervento fu proprio il Lolli, che l’approntamento si risolse in uno sbarramento diretto a deviare le acque verso le condotte private, e che le nuove condutture vennero collegate al collettore, circostanza che ha trovato conferma anche nella deposizione del teste Scannavini il quale ha riferito che l’impianto non funzionava soltanto perché vi era poca acqua nel rio Calanco  In ordine alle altre difese svolte dalla parte appellata deve osservarsi che la convenzione conclusa dal Lolli con il Comune di Savigno nel 1977 (documenti nn. 1 e 2 del Lolli) aveva ad oggetto il diritto del Lolli di utilizzare acque provenienti da uno sfioratore ossia l’esubero di acque dell’acquedotto e non del rio o torrente Calanco (delle
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quali il Comune non poteva disporre). La precedente ‘concessione’ rilasciata dall’allora Ufficio del Genio Civile, non solo risaliva al 1969, ma aveva addirittura una durata annuale (“concessione annuale di attingimento acqua pubblica” n. 13208 del 6 novembre 1969: v. doc. 2 allegato al ricorso introduttivo). Quanto alla asserita legittimità della condotta sulla scorta di quanto previsto dalla delibera regionale n. 1117 del 2000, deve condividersi l’assunto della Regione appellante, secondo cui l’intervento manutentivo non comportava la possibilità per l’autore di realizzare opere nell’alveo del torrente né, ovviamente, captare le acque appartenenti al demanio pubblico, ciò che era stato specificamente contestato al trasgressore. In accoglimento dell’appello, dunque, va rigettata la opposizione proposta dal Lolli con conseguente suo obbligo di rifondere alla parte appellante le spese di entrambi i gradi del giudizio P.Q.M. Visto l’art. 6 del D. Lgs. n. 150 del 2011 in riforma dell’appellata sentenza, rigetta l’opposizione proposta da Lolli Dante all’ordinanza-ingiunzione della Regione Emilia Romagna 4965/SA del 20 maggio 2013 e condanna parte appellata a rifondere alla controparte le spese di entrambi i gradi del giudizio che liquida in euro 1.860,00
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 9 quanto al primo grado, ed in euro 2.800,00 quanto al presente grado di giudizio, oltre spese generali, IVA e C.P. come per legge Bologna, 27 maggio 2016 

martedì 13 ottobre 2015

A Vedegheto tre arresti per furto.


Foto dei Carabinieri di Vergato.
Una decisa caccia ai ladri nei boschi di Vedegheto ha impegnato ieri i Carabinieri dell'intera media valle del Reno fino alle 11 della notte, quando i ricercati sono stati individuati e arrestati.


I Carabinieri di Vergato, unitamente a quelli delle Stazioni di Gaggio Montano, Marzabotto e Vado di Monzuno, hanno infatti arrestato tre bolognesi di 46, 36 e 26 anni per furto in abitazione in concorso. Verso le 14 di ieri, lunedì 12 ottobre, alcuni residenti di Vedegheto, in Comune di Valsamoggia, hanno chiamato il 112 per informare di un furto presso un’abitazione. Prontamente convergevano sul posto i militari del Radiomobile e del Nucleo Operativo della Compagnia di Vergato, delle Stazioni di Vergato, di Vado, di Marzabotto, di Gaggio Montano e di Savigno. Nel mentre, sono stati segnalati, da altri cittadini, tre soggetti sospetti allontanarsi dal luogo del furto a bordo di un’auto. I militari hanno subito individuato l’auto in fuga, l'hanno raggiunta e hanno arrestato colui che era alla guida, uno tre soggetti segnalati, un 46enne, apprendendo che gli altri due si erano dileguati a piedi penetrando nelle vicine zone boschive. Il fermato, proprietario dell’auto, oltre a non essere in grado di giustificare la sua presenza sul luogo, non sapeva neanche spiegare la provenienza di una serie di oggetti rinvenuti nell’abitacolo: una motosega, una cassetta contenente un cric idraulico, un paio di scarponcini, la federa di un cuscino contenente diversi monili d’argento, due orologi, un binocolo, un giubbotto di pelle nero, una pinza, una corda e un cellulare con all’interno due SIM intestate a un'altra persona (poi identificata nel 36enne in seguito arrestato). Mentre altre pattuglie dell’Arma proseguivano le ricerche dei due complici, la proprietaria dell’abitazione in cui si era verificato il furto ha sporto denuncia, avendo riconosciuto come suoi gran parte degli oggetti ritrovati dai Carabinieri, ad eccezione della motosega, del giubbotto di pelle, del cellulare e di altri oggetti da scasso. Incalzato dalle domande degli inquirenti, il 46enne ha poi ritrattato la sua prima versione , ammettendo le proprie responsabilità di 'autista' per conto di due fratelli, il 36enne e il 26enne, che aveva accompagnato nell’Alta Valle del Reno con lo scopo di 'ripulire' qualche appartamento. Da subito è stata posta in essere una battuta di tutta la zona boschiva e di tutte le strade di collegamento ed è stato predisposto l’accerchiamento della area, operazione che si è prolungata fino alle 23, quando a distanza di circa tre chilometri dal fatto sono stati tratti in arresto i fuggitivi che avevano trovato nascondiglio nella fitta vegetazione della zona nel tentativo di far perdere le loro tracce, procedendo verso valle per sottrarsi alla cattura.
Si è trattata di una vera e propria caccia al ladro nella quale è stata preziosa la collaborazione offerta dai cittadini del posto che hanno contribuito al buon esito dell’attività dei Carabinieri nella ricerca dei due predoni.
L’autista, incensurato, ha trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma Carabinieri di Vergato, mentre i due fratelli, gravati da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e provenienti da uno dei campi nomadi del capoluogo, sono stati tradotti in carcere. A carico del 36enne è emersa anche un’Ordinanza di Carcerazione per l’espiazione di un anno e quattro mesi di reclusione, emessa nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Bologna a seguito di reati contro il patrimonio. Tutti gli arrestati sono stati accompagnati questa mattina in Tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. L’origine della refurtiva è stata individuata e gli oggetti sono stati restituiti, ad eccezione della motosega visibile nella foto, i cui proprietari, qualora la riconoscessero, potranno rivolgersi ai Carabinieri di Vergato.




L'esito del processo per direttissima di convalida:

Il giudice ha convalidato l'arresto. A seguito di patteggiamento, condannati il 36enne a 10 mesi di reclusione ma in carcere per ordine di carcerazione eseguito e gli altri due a 8 mesi pena sospesa.



Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

domenica 11 ottobre 2015

PROTAGONISMO ENDURO a VEDEGHETO.



Giuseppe Bonantini a Daniele Ruscigno Sindaco di VALSAMOGGIA e a DANIELA Cannetti presidente del consiglio municipale di SAVIGNO
Il 4 ottobre scorso si è tenuto il raduno ' ENDURO SPORT A VEDEGHETO PER L' Ambiente'.
Sono passati 45 anni dalla prima Manifestazione Sportiva di MOTOREGOLARITA' a VEDEGHETO. Erano i mitici ani 70.
Oggi si è ripetuto un evento organizzato dal moto club Collina Motori cioè da' persone che da 50 anni percorre gli eventi mondiali di ENDURO.
IN PRIMIS GIOVANNI COLLINA, UN MITO. Non ci sono parole !!
Coadiuvati dal mitico Antonio DONDARINI in arte il Dondaro .

E con un certo orgoglio che pubblico un breve resoconto di una giornata che si è voluto dedicare  all'enduro Bolognese con il Bonantini senza Moto ma' in 4x4 alla Postazione n. 1 : Accesso alla Prova Speciale in Fettucciato.
E si' dedicata all'enduro perché vogliamo continuare a praticarlo senza essere considerati come dei fuorilegge noi agiamo nel rispetto della Legalità, perché siamo stufi di essere additati come quelli che non rispettano niente e nessuno è arrivato il momento di provare a cambiare le cose.
Basta,chiacchiere !!!

Grazie Sindaco
Grazie Presidente

Giuseppe Bonantini : Coordinatore / Responsabile MOTOSOCCORSO F.M.I. BOLOGNA
PATRIZIO Fiorini      : Referente CER Bologna