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domenica 16 febbraio 2020

Cellulari e pc: come disattivare servizi a pagamento non richiesti

Riceviamo:

telefoni adv

Può accadere che navigando nel web, cliccando banner pubblicitari, sia da smartphone che da tablet o pc, si attivino servizi a pagamento di intrattenimento (giochi, video, foto, musica, etc.) e di informazione (meteo, oroscopo, news, gossip, etc.).
 
L'AGCM - Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha diffuso un comunicato su come disattivare tali servizi a pagamento di intrattenimento che abbiamo attivato dal nostro device mobile.
L'utente infatti può ottenere la disattivazione del servizio ed il riaccredito di quanto addebitato chiamando il numero verde 800.44.22.99 entro sei ore dalla ricezione del messaggio di attivazione.
 
A partire dal 20 gennaio 2020, l'utente potrà ottenere la disattivazione del servizio e il riaccredito di quanto addebitato anche inviando, sempre entro sei ore, un SMS con il testo "annulla" al numero indicato nel messaggio di attivazione.

venerdì 1 novembre 2019

Risoluzione Pd-Si-Lega in Aula: Prevedere copertura per cellulari anche nelle aree montane

 

Dubbio segnala:





Garantire il buon funzionamento della telefonia mobile, specie nelle aree montane. A chiederlo, in Aula, è la consigliera del Partito democratico Katia Tarasconi, con una risoluzione firmata anche dagli altri dem Gian Luigi Molinari, Marcella Zappaterra, Alessandro Cardinali, Enrico Campedelli, Manuela Rontini, Barbara Lori, Roberto Poli, Antonio Mumolo, Luciana Serri, Stefano Caliandro, Mirco Bagnari, Lia Montalti, Giuseppe Boschini, Ottavia Soncini, dagli esponenti di Sinistra italiana Igor Taruffi e Yuri Torri, ma che ha ottenuto la firma anche dei consiglieri della Lega Matteo Rancan e Gabriele Delmonte. Il documento ha ottenuto il sì del Pd, Sinistra italiana, gruppo Misto e Lega. Astenuto, invece, Michele Facci di Fratelli d’Italia.
Proprio Facci ha mostrato delle perplessità, perché se “condivido la premessa, cioè quella di aiutare i territori disagiati, spesso non pensiamo alla sperequazione nella gestione delle nostre risorse”. Rancan, invece, ha spiegato che “è una risoluzione che condividiamo nel merito, sappiamo che c’è un problema di ricezione e dobbiamo portare a casa un risultato per il nostro territorio”. Gian Luigi Molinari ha sottolineato che “il traffico dati ormai è fondamentale per tutti, anche per i professionisti, e quindi serve un servizio dignitoso. La Regione su questo sta facendo prima di tutte le altre un tentativo di parziale copertura dopo aver raccolto le esigenze dei comuni, però se il problema non viene colto dalle compagnie, il problema si allarga a macchia d’olio”. Secondo Igor Taruffi (Si) “il servizio universale lo possiamo assicurare solo attraverso investimenti pubblici, dunque credo serva una riflessione perché il rischio è che chi spera nella liberalizzazione dei servizi pubblici, poi trova brutte sorprese”.
(Margherita Giacchi)


sabato 21 aprile 2018

Domenica con 'benedizione dei cellulari'

Benedizione dei cellulari, smartphone, tablet e di altri moderni strumenti di comunicazione, domani, domenica 22 aprile, a Sasso Marconi durante la Messa delle 9 e a San Lorenzo in quella delle 11. 

Il parroco don Paolo Russo ha spiegato l'iniziativa facendo notare che questi strumenti sono ormai nelle mani di tutti, di anziani, adulti, giovani e perfino bambini, tenuti sempre in tasca, spesso tra le mani e sotto i propri occhi. Per questo motivo è necessario ricordare che va fatto di questi oggetti un uso consapevole e 'buono'. “Benedire significa 'dire bene' di Dio, 'dire bene' di tutte le sue creature e quindi in particolare di tutte le persone”. 
Nella Chiesa Cattolica esiste un libro liturgico, il Benedizionale, frutto del Concilio Vaticano II, che contiene diverse benedizioni su persone e anche su oggetti e luoghi (case, negozi, laboratori). Una sezione particolare è rivolta agli impianti e agli strumenti tecnologici. Tra questi oggetti ci sono i mezzi di comunicazione.
Don Paolo termina citando un passaggio: “ Abbiamo tutti veramente bisogno di cominciare a 'dire bene' anche del nostro cellulare per il nostro bene e per il bene di chi ci sta accanto, spesso messo in ombra proprio perché stiamo troppo 'rivolti con gli occhi' al nostro dispositivo”.

Pertanto, benedire il cellulare significa sollecitare gli utenti– con l’aiuto di Dio -a 'dire' e a 'fare' un buon uso del proprio smartphone.




domenica 7 febbraio 2016

Stop anche alle chiamate degli operatori ai cellulari. La Cassazione ai call center basta con le telefonate mute.Sono quelle inviate da software. È il« trucco tecnologico» con il quale le aziende ottimizzano il tempo-lavoro degli operatori dei propri call center

Un lettore ha inviato questo articolo del Corriere.
 
Il lavoro quotidiano in un’agenzia di call center  

Il Lavoro quotidiano in un’agenzia di call center
Stop alle telefonate «mute» provenienti da piattaforme automatiche dei call center delle aziende, e stop in ogni caso al telemarketing sui cellulari dei consumatori: sono i due principi di diritto — destinati a innovare profondamente il mercato della vendita di prodotti o contratti o abbonamenti tramite telefonate — che la I sezione civile della Cassazione mette a fuoco nella sentenza con la quale non si limita a respingere il ricorso di Enel Energia spa e Reitek spa contro un provvedimento del Garante della Privacy del 2013, ma va appunto oltre e amplia la franchigia di privacy telefonica riconosciuta agli utenti.

Il meccanismo
A tutti, infatti, capita spesso di ricevere a casa telefonate mute, che perciò mettono spesso in allarme. In realtà, in molti casi, non sono malintenzionati che tastano le presenze domestiche, ma è il trucco tecnologico con il quale le aziende ottimizzano il tempo-lavoro degli operatori dei propri call center. Per cercare di eliminare le chiamate non produttive (padrone di casa assente o già occupato alla cornetta), le aziende sfruttano piattaforme automatiche che effettuano un numero di telefonate superiore al numero degli operatori nei call center, in modo che essi trovino da lavorare in continuazione: la controindicazione è però che si crea statisticamente una quota di telefonate che raggiungono i consumatori in un momento nel quale non ci sono operatori liberi nei call center (telefonata muta). Le norme lo consentono, a condizione però — stabilì il Garante della privacy — che una persona raggiunta da una telefonata muta non ne ricevesse altre prima di 30 giorni.
La direttiva Ue
È uno di questi casi — tra Enel Energia, Reitek (fornitore del software) e Garante — che arriva al vaglio dei giudici di Cassazione (presidente Aniello Nappi, estensore della sentenza Francesco Terrusi). I quali indicano che il trattamento dei dati personali, ovvero nome e numero, con sistemi automatici di chiamata è consentito da due articoli del Codice della privacy ma solo con il consenso dell’interessato. È vero, come obietta Enel, che esiste la deroga dell’«opt-0ut», cioè il consenso non è richiesto in chi, iscritto negli elenchi telefonici degli abbonati, non abbia esercitato il diritto di opposizione iscrivendo il proprio numero nell’apposito registro pubblico. Ma questa deroga, argomenta la Cassazione alla luce della direttiva comunitaria 2002/58, vale per le chiamate fatte dagli operatori, non per le chiamate automatizzate inviate da un software. «Anzi, a scopo di definitiva chiarificazione» — è l’altro punto cruciale della sentenza — anche nel marketing diretto, fatto da operatori fisici, «il trattamento del dato personale tratto da elenchi» telefonici «resta legittimo solo in quanto» questi elenchi (cartacei o elettronici) «siano pubblici, come non è invece per il caso della telefonia mobile»: il che significa che i call center non possono fare telemarketing sui cellulari.