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venerdì 7 giugno 2019

Sasso Marconi. Il nuovo Consiglio Comunale non si è ancora insediato, ma già si discute

La partecipazione del neo sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, all’Id al-fitr, la festa di fine Ramadan della comunità islamica di Sasso Marconi, tenutasi presso il centro sociale Casa dei Campi, non ha trovato la condivisione del neo eletto consigliere per la Lega, Mauro Muratori, che in una nota dal titolo' Sindaco si ricordi la laicità delle istituzioni', scrive: 


Mauro Muratori
Trovo alquanto inopportuno che il rappresentante di un'istituzione della Repubblica Italiana presenzi, legittimandola, alla celebrazione di una religione priva di un'intesa con lo Stato. Ricordo inoltre a Parmeggiani che anche in paesi relativamente progrediti come il Marocco, disertare il digiuno del Ramadan è punito dalla legge fino a sei mesi di galera. Legittimare questi ricorrenze contribuisce a emarginare ulteriormente chi, all'interno di quella comunità, vorrebbe integrarsi e magari accantonare tradizioni arcaiche, talvolta pericolose per la salute.”

Mauro Muratori
Consigliere Lega
Sasso Marconi

A Bologna il più grande Iftar d'Italia

Anche il sindaco Merola e il vescovo Zuppi alla festa

 © ANSA

"Il più grande Iftar d'Italia con almeno seimila partecipanti. Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile". Così Yassine Lafram, coordinatore della Comunità islamica di Bologna e presidente nazionale dell'Ucoii, ha commentato la festa di sabato in via Torleone, nel centro della città, per celebrare l'Iftar, la cena che interrompe il digiuno nel mese di Ramadan. Per l'occasione, per il terzo anno consecutivo, è stata organizzata una festa aperta alla città alla quale hanno partecipato anche il sindaco Virginio Merola e l'arcivescovo monsignor Matteo Maria Zuppi. Sono stati allestiti stand dove provare abiti tradizionali, fare decorazioni con l'henné o banchetti dove assaggiare dolci e specialità tipiche della tradizione islamica. Programmate anche attività ludiche per i bambini, con letture in arabo e in italiano, e visite guidate al centro culturale islamico di via Torleone. (ANSA)

mercoledì 5 giugno 2019

Quasi un migliaio di persone hanno partecipato alla cena offerta dalla locale comunità islamica a Marzabotto

Si è conclusa in un clima di festa la serata organizzata dalla Comunità islamica di Marzabotto per la fine del Ramadan

Dopo l'aspra polemica che ha accompagnato la notizia della 'cena islamica' a Marzabotto, ora la Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese invia:

Quasi un migliaio di persone hanno gremito sabato sera la piazza Martiri delle Fosse Ardeatine di Marzabotto, ospiti dell’Associazione Islamica che ha voluto condividere con la cittadinanza l’Iftar, la cena con la quale i musulmani tradizionalmente interrompono il digiuno durante il mese del Ramadan. Chi ha voluto ha potuto lasciare una offerta libera: il raccolto sarà utilizzato per i giochi delle scuole materne.

Una serata all’insegna della pace e del rispetto reciproco che ha rappresentato la migliore risposta a chi aveva temuto che la manifestazione avrebbe potuto rappresentare un’offesa alla chiesa cattolica, visto che sulla piazza si affaccia la chiesa parrocchiale di San Giuseppe e San Carlo.
Preoccupazioni che a dire il vero non venivano certo dalla diocesi bolognese visto che nei giorni precedenti l'Ufficio per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso della Chiesa di Bologna aveva manifestato pubblicamente «la propria attenzione amica verso i fedeli musulmani e le diverse celebrazioni pubbliche degli Iftar per l'interruzione del digiuno. Il tempo del Ramadan, dedicato al digiuno, alla preghiera e all'elemosina, è anche un mese per rafforzare i legami spirituali che condividiamo nell'amicizia tra cristiani e musulmani». In un comunicato stampa l'ufficio diocesano aveva apertamente citato diversi appuntamenti tra cui proprio quello di Marzabotto, ricordando le parole co-firmate dal Papa con l'Imam di Al Azhar lo scorso febbrario ad Abu Dhabi, che invitano «a restare ancorati ai valori della pace; a sostenere i valori della reciproca conoscenza, della fratellanza umana e della convivenza comune; a ristabilire la saggezza, la giustizia e la carità».


Non è stato la prima volta che la comunità islamica ha organizzato questa cena, ma in passato si era svolta nel parco cittadino Bottonelli: l’amministrazione comunale uscente guidata da Romano Franchi, aveva però spiegato che lo spostamento nella piazza cittadina era dovuto al fatto che il parco era occupato dal festival del Turismo Responsabile, non certo quindi alla volontà di provocare.


Ovviamente solo una parte dei partecipanti alla cena era di religione musulmana, segno che l’invito è stato accolto dalla cittadinanza, come spiega la prima cittadina di Marzabotto Valentina Cuppi: «Marzabotto è un cantiere di pace e di dialogo interreligioso. Quello di sabato sera è stato un momento di incontro tra culture diverse a cui hanno partecipato anche tante famiglie non musulmane, i parroci del territorio, alcune sorelle della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Monte Sole, in una atmosfera di festa e condivisione. Farlo in piazza, che è il luogo di incontro per eccellenza, è stata una idea bellissima».

domenica 18 giugno 2017

Romano Prodi celebra la fine del Ramadan: "Abbiamo un avvenire in comune".

La comunità islamica bolognese ha invitato a partecipare anche il sindaco Virginio Merola, l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell'Università Francesco Ubertini.

Un lettore sollecita:

Anche l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha preso parte ieri sera a Bologna all'iftar, il pasto di rottura del digiuno nel corso del Ramadan, al quale la comunità islamica cittadina ha invitato istituzioni e cittadini.
Una lunga tavolata in via Torleone, dietro le Due Torri, a unire non solo le storiche vie di Strada Maggiore e San Vitale, ma anche i musulmani di Bologna con le istituzioni e i cittadini. Per la prima volta nel capoluogo la comunità islamica celebra l'iftar, il pasto di rottura del digiuno nel mese sacro del Ramadan, in un luogo diverso dal centro di preghiera di via Pallavicini, e lo fa invitando a partecipare il sindaco Virginio Merola, l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell'Università Francesco Ubertini e tutta la cittadinanza.
All'iftar ha preso parte anche Romano Prodi. Un'apertura particolarmente gradita, visto anche il periodo di allerta e preoccupazione diffusa a causa del terrorismo. "Oggi siamo tutti qui - ha detto l'ex premier - e siamo tutti italiani, abbiamo un avvenire in comune, comportiamoci in modo da costruirlo bene". "È bello che le nostre strade si chiudano per aprirsi agli altri - ha dichiarato il sindaco Virginio Merola - ne abbiamo bisogno come Paese e come europei. Dobbiamo continuare a saper costruire insieme".
"Senza ponti non si vive - ha detto l'arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi - se ci si conosce l'estremismo cala, per combatterlo dobbiamo continuare a costruire ponti e creare legami di rispetto e amicizia". "Rompiamo il digiuno assieme ai bolognesi, donne, uomini e amici - spiega il coordinatore della comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram - per noi il Ramadan è autodisciplina, una scuola che ci insegna anche amicizia e convivenza. Servono più momenti comunitari, con Zuppi abbiamo fatto passi avanti, speriamo di continuare".