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giovedì 26 marzo 2026

Nevicata sull’Appennino bolognese: sorpresa e disagi contenuti tra Medelana, Monzuno e Vergato

 




«Questa mattina, a Medelana, ci siamo svegliati così». Con una punta di compiacimento e divertimento, l’ingegner Mauro Filippini racconta il risveglio imbiancato nella frazione di Marzabotto, offrendo un’immagine efficace della sorpresa che ha accompagnato l’arrivo della neve.

Le precipitazioni erano state ampiamente annunciate, ma in pochi si aspettavano un accumulo così significativo a quota 750 metri, l’altitudine di Medelana. Una sorpresa condivisa anche da altri centri dell’Appennino bolognese posti alla stessa quota, dove il manto nevoso ha superato le previsioni.

A Monzuno, i mezzi spazzaneve sono entrati in azione fin dalle prime ore del mattino, lavorando senza sosta per garantire la viabilità. «Tutto è stato affrontato con efficacia – spiega il sindaco Bruno Pasquini –. Abbiamo registrato qualche ritardo, ma non è possibile intervenire ovunque nello stesso momento. In particolare, abbiamo dovuto concentrare gli sforzi sul tracciato che conduce a Trasasso per consentire un intervento d’emergenza. Nel complesso, possiamo ritenerci soddisfatti. D’altronde, le nevicate sono situazioni a cui siamo abituati a far fronte».

Più tranquillo il quadro a Vergato, dove non si segnalano criticità rilevanti. Il vicesindaco Stefano Pozzi sottolinea come la situazione sia rimasta sotto controllo: «Qualche ritardo è inevitabile in queste circostanze, ma il fatto che non abbia nevicato in modo significativo a fondo valle ha permesso interventi rapidi ed efficaci nelle zone collinari. Si è verificato solo un intoppo sulla provinciale di Tolè, prontamente risolto grazie all’intervento dei mezzi della Città Metropolitana».

Nel complesso, la nevicata ha regalato scenari suggestivi all’Appennino, senza però causare disagi rilevanti, grazie a una gestione tempestiva e coordinata degli interventi sul territorio.

lunedì 17 dicembre 2018

Sorpreso nel bosco dalla nevecata, è stato salvato e ricoverato

Sorpreso dall'abbondante nevicata di ieri pomeriggio mentre faceva una passeggiata in un'area boschiva nei pressi del parco Talon tra Casalecchio e Sasso Marconi, un 83enne di Casalecchio di Reno ha perso l'orientamento e non è più in grado di trovare la strada del ritorno. E' stato lui stesso a chiamare i soccorsi che sono giunti da Casalecchio e da Sasso Marconi. I soccorritori in poco tempo l'hanno ritrovato con un principio di ipotermia. L'uomo è stato ricoverato in condizioni non gravi.

mercoledì 15 novembre 2017

La bassa temperatura persistente dopo l'abbondante e martoriante nevicata di lunedì, non raffredda gli animi, anzi...

Disagi in Appennino da nevicata: dalla pesante condanna alla proposta di costituire la Città Metropolita parte civile. Marta Evangelisti: "Non portiamo alla sbarra solamente il ragazzo autore di un gesto sbagliato a Marzabotto".



Il consigliere regionale Galeazzo BIGNAMI, presidente del Gruppo Forza Italia in regione, chiede la convocazione dei vertici Enel nelle 'Commissioni competenti, e precisa:

Questa mattina ho richiesto la convocazione immediata dei vertici di Enel nelle commissioni Territorio e Ambiente e Attività Produttive perché rispondano dello scempio e dei gravissimi disagi che la popolazione dell’Appennino bolognese sta subendo a causa della incapacità di programmare un evento, come la nevicata di lunedì, assolutamente ordinario e normale in montagna nel periodo stagionale attuale. Se Enel pensa di potersela cavare solo aprendo i cordoni della borsa magari risarcendo i cittadini e le popolazioni, scaricando sulle assicurazioni le richieste risarcitorie, si sbaglia di grosso.
Solleciteremo la Regione affinché si costituisca parte civile in qualsiasi procedimento penale dovesse essere avviato, e che auspichiamo venga avviato, nei confronti di chi avrebbe dovuto mettere in campo le soluzioni utili a far sì che non si riproponesse quanto già avvenuto due anni e mezzo fa. Spiace constatare che l’unico modo per farsi ascoltare è quello di chiamare in causa anche la responsabilità personale dei vertici di Enel.
Enel, magari facendo qualche conto, probabilmente crede che scaricare sulle assicurazioni le richieste risarcitorie sia molto più economico di una manutenzione costante e continua delle linee. Ma, qui lo ribadiamo, Enel ha l’obbligo giuridico e morale di assicurare il funzionamento di queste linee e di questo dovrà rispondere nelle sedi, anche giudiziali, competenti.


Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sui pesanti disagi che si sono registrati dopo la nevicata del 13 novembre. “Strade e ferrovie in tilt. Giunta chieda maggiore autonomia per la manutenzione dei collegamenti”. 
 La nota della consigliera:
La lunga lista di disagi e disservizi che si sono verificati in seguito alla nevicata dei giorni scorsi sono inaccettabili. Dal 2015, quando il maltempo provocò dei danni molto simili ma con precipitazioni di gran lunga superiori a quella di lunedì scorso, nulla sembra essere cambiato. Per questo visto che la Regione sta portando avanti una trattativa con il Governo per chiedere maggiore autonomia, forse sarebbe il caso di inserire anche le richieste di maggiori disponibilità economiche per garantire una viabilità stradale e ferroviaria adeguata. Sono bastati pochi centimetri di neve, tra l’altro ampiamente annunciati nelle località di montagna, per mandare in tilt il sistema elettrico, quello idrico oltre che ai collegamenti su strada e per quello che riguarda le ferrovie. Dall’interruzione di due linee (la Bologna-Porretta e, parzialmente, la Bologna-Prato) al blocco del traffico su molte strade provinciali a causa dell’arrivo in ritardo dei mezzi spazzaneve, passando per l’incredibile storia di un gruppo di studenti di Monte San Pietro costretti ad aspettare per ore al freddo un servizio di trasporto che non è mai arrivato, crediamo che la lunga lista di disservizi sia inaccettabile. Anche perché sembra di rivivere la stessa e identica situazione del 2015. Da allora nulla sembra essere cambiato nonostante le promesse della politica. Chiedo quindi alla Giunta di intervenire, oltre che con un richiamo formale ad RFI per i disagi dal punto di vista dei collegamenti ferroviari, anche inserendo all’interno della trattativa con il Governo per l’autonomia  una richiesta di “maggiore disponibilità dei fondi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture ricadenti sul territorio e l’attribuzione alla Regione della potestà concessoria della rete ferroviaria fondamentale, complementare e linee di nodo attualmente conferite al gestore dell’infrastruttura nazionale, per migliorare le condizioni di esercizio del servizio anche sotto il profilo della manutenzione.

Marta Evangelisti, del Gruppo Uniti per l’Alternativa, chiede che la Città metropolitana si costituisca parte civile:

Siamo in Appennino e in Appennino, in inverno, nevica. Per questo è ancora più inaccettabile che una nevicata di poche ore, ampiamente annunciata, abbia creato tanti e tali disagi”. Così ha esordito la consigliera metropolitana Marta Evangelisti in apertura del Consiglio, sollecitando la Città metropolitana, nei panni del sindaco Merola, "a costituirsi parte civile accanto ai sindaci del territorio nei confronti di Enel, Hera, RFI e più in generale di tutti i soggetti che con il loro comportamento colpevole, hanno messo in ginocchio tutto il territorio metropolitano".

La consigliera ha poi ribadito la necessità di intervenire immediatamente "con la puntuale verifica delle linee elettriche, della sostenibilità complessiva delle infrastrutture dei trasporti, con un monitoraggio e presidio costante del territorio. In Regione c’era già stato un incontro tra Prefettura, Enel, Hera, RFI, affinché i disagi non si ripetessero ed il territorio venisse costantemente monitorato e manutenuto. La situazione si è verificata uguale se non peggio. È ora quindi di individuare i responsabili e di chiedere conto a chi sbaglia degli errori commessi", ha affermato.

"Mi piacerebbe leggere domani sulla stampa locale – ha concluso Evangelisti - che il Sindaco Metropolitano si costituisce parte civile non solo a sostegno del Sindaco Franchi nei confronti di un gesto sbagliato di un ragazzo che già ha chiesto scusa e che sarà multato, ma anche nei confronti dei responsabili dei disagi che sistematicamente le popolazioni dell’Appennino patiscono ad ogni nevicata. Perché è facile parlare di Appennino, inserire qualche paragrafo in ogni documento e poi lasciare gli Amministratori abbandonati alle loro sorti. Avevano ragione gli 11 Sindaci che hanno anche delega in Città metropolitana, quando hanno affermato pubblicamente che il partito di maggioranza abbandona i territori metropolitani ed è distante da loro. Me lo possono confermare tutti i Sindaci: da Santoni che si associa a queste mie parole, ai Sindaci Panzacchi e Mastacchi della Valle del Setta che da lunedì sono al buio ed al freddo e non trovano soluzioni, al Sindaco Fabbri di Castiglione il cui Comune da giorni non ha energia elettrica e telefonia, al Sindaco di Grizzana, di Castel d'Aiano dove i volontari della Croce Rossa vanno a portare i viveri e tra essi ci sono anche i nostri amministratori, al Sindaco di Camugnano, dove gli allevatori non hanno di che abbeverare le bestie, al Sindaco di Castel di Casio che domenica aveva già chiuso le scuole".





martedì 14 novembre 2017

L’Unione dell’Appennino: “Senza acqua e luce alla prima nevicata, situazione non più sostenibile”.

I sindaci dell’Unione dei comuni denunciano: occorre maggiore manutenzione e prevenzione da parte dei gestori delle reti, non è possibile alla prima nevicata lasciare le famiglie senza luce e acqua. Grave soprattutto la carenza di comunicazioni da parte di Enel

A Tolè di Vergato
Riceviamo dall'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese


Manca ancora luce e acqua in molte aree dell’Appennino bolognese (e non solo) dopo la nevicata di ieri 13 novembre, uno scenario che tristemente ricorda quello vissuto nel 2015.
E questa volta non si può certo parlare di condizioni inattese: i meteorologi avevano infatti avvisato dell’arrivo dell’ondata di maltempo, con nevicate abbondanti anche a quote collinari. E infatti i servizi di protezione civile dell’Appennino bolognese avevano per tempo diramato l’allerta rossa, avvisando tutti i cittadini tramite i sistemi di allerta a disposizione (messaggistica, telefonia mobile, social network).
La neve è arrivata, ben oltre i 60 cm. Se i comuni però si sono trovati pronti a gestire l’emergenza utilizzando le risorse disponibili per liberare le strade, sono i gestori di servizi (luce elettrica e, come diretta conseguenza, acqua e telefonia) a trovarsi ancora una volta impreparati.
Mentre la protezione civile, i vigili del fuoco, i dipendenti comunali e le ditte incaricate stanno operando per ripristinate la viabilità interrotta dalla caduta degli alberi, mancano notizie dall’ENEL, con la conseguente segnalazione fatta dai comuni all’Unità di crisi della prefettura.
Anche l’incontro tenuto nel primo pomeriggio a Monghidoro alla presenza del prefetto e dei sindaci Mastacchi (Monzuno) e Santoni (San Benedetto Val di Sambro) in rappresentanza dell’Unione non ha dato gli esiti sperati, visto che i sindaci denunciano risposte interlocutorie e poco chiare. Ancora una volta i primi cittadini sono chiamati pertanto a gestire da soli l’emergenza individuando spazi in locali per ospitare le persone che sono senza luce e riscaldamento e che si stanno allestendo in queste ore.

I sindaci dell’Unione dei comuni dell'Appennino bolognese commentano: “Ancora una volta a fronte di una nevicata di importanti dimensioni registriamo l'inadeguatezza delle reti di energia elettrica e, come conseguenza, i problemi all’erogazione dell’acqua e alla telefonia. Il tutto nella quasi totale assenza di informazioni da parte delle aziende preposte. Nonostante i solleciti mancano da ENEL risposte certe sui tempi. In molte zone i municipi non riescono nemmeno a essere in contatto con le popolazioni se non attraverso sopralluoghi. Ringraziamo tutti quanti si stanno impegnando per limitare i disagi ma certo non possiamo non rilevare ancora una volta quando fondamentale la manutenzione preventiva del territorio e delle reti tecnologiche”.

martedì 18 aprile 2017

Nevicata improvvisa a Monghidoro e Livergnano. Qualche fiocco caduto anche su Loiano e Monzuno.

Da BolognaToday

"Colpo di coda" dell'inverno come si dice di solito. Dopo una Pasqua e una Pasquetta con tempo variabile, oggi le temperature meno primaverili e tiepide, tant'è che sull'Appennino è tonata la neve: fiocchi bianchi su Livergnano, frazione di Pianoro, Loiano, Monzuno e Monghidoro. 
Per mercoledì proseguirà un afflusso di aria fredda dal nord Europa con nuvolosità irregolare e possibili piovaschi o rovesci sparsi, più probabili su rilievi e Romagna meridionale, nche su Emilia centro-orientale nelle ore pomeridiane. Brevi nevicate sui rilievi da quota 800-900 m. Temperature in ulteriore flessione.



lunedì 16 marzo 2015

E ora la Giunta regionale chieda 'lo stato di calamità naturale'.



Marco ha inviato l’indirizzo in cui si può trovare la risoluzione, approvata dal consiglio regionale alla unanimità, che impegna la Giunta  a richiedere lo stato di calamità naturale  per i disastri provocati dalle nevicate del 5 e 6 febbraio scorso:



Ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale consentirà ai soggetti colpiti dalla pesante nevicata di ottenere  il risarcimento dei danni subiti dalla sospensione di servizi, verificare l’operato delle società che li erogano coinvolgendo i consumatori e di  prevenire inoltre situazioni di emergenza e di dissesto idrogeologico.
La risoluzione è a  firma dei consiglieri: Montalti, Iotti, Gibertoni, Taruffi, Rontini, Marchetti Francesca, Prodi, Poli, Boschini, Molinari, Zoffoli, Serri, Lori, Mumolo, Rossi Nadia, Pruccoli, Zappaterra, Soncini, Calvano, Ravaioli, Torri, Bagnari, Mori.

Il riconoscimento è attesa da molti e fra questi i castanicoltori dell’Appennino fra i più colpiti dalla pesante nevicata. In alcuni casi i castagneti sono stati portati allo stato di ‘ campi bombardati’. La cultura del marrone, di forte interesse economico e ambientale per le aree appenniche,  ha patito negli ultimi anni forti sofferenze causate da un andamento climatico penalizzante e dall’arrivo della deleteria ‘vespa cinese’. Il flagello ‘neve pesante’ rischia di portare altri abbandoni e scoraggiare ulteriormente i produttori agricoli dell’Appennino. Un aiuto che consenta di riavviare alla produzione i castagneti  è più che necessario.


Marco conclude sottolineando : “Hanno approvato risoluzioni con tanti positivi e buoni propositi. Ora è necessario  che ognuno faccia la sua parte affinchè si possa fare da cassa sa risonanza a Roma e si vigili passo passo il percorso della risoluzione”.

martedì 17 febbraio 2015

Marzabotto riflette sull’ultima infausta nevicata e cerca una strategia per i risarcimenti.



Potrebbe essere una Class Action ( una azione collettiva) a portare i risarcimenti dei ‘danni maltempo’ ai cittadini di Marzabotto. L’ipotesi è stata presentata durante il consiglio comunale straordinario di ieri sera nella cittadina dai referenti sia di Federconsumatori, sia di Unione Nazionale Consumatori.
Il pubblico presente
La proposta di indennizzi da parte di Enel, che è di 30 euro per le prime 12 ore di black out, più 15 per ogni 4 ore successive fino a un massimo di 300 euro di indennizzo a utenza famigliare, è stato ritenuto insufficiente come il massimo di 1000 euro per ogni operatore economico. Lo scontro legale è stato considerato probabile anche perché Enel è presumibile sostenga che il danno è dovuto a un ‘fatto straordinario’ , mentre dovrà essere dimostrato che il disservizio è da imputare a cause organizzative come quella di mancata o scarsa manutenzione. All’incontro di ieri sera potrebbero quindi seguirne altri.
L’idea è stata esposta a margine del confronto politico richiesto dalle minoranze consiliari  che è iniziato con un resoconto di ciò che è avvenuto nei giorni di emergenza: il tutto ha comportato un onere di spesa di 50.000 euro per il Comune e ha messo in evidenza le difficoltà di comunicazione che hanno reso ancor più problematica la rete dei soccorsi. Questa presentazione si è conclusa con la proposta di valutare l’organizzazione di una rete di comunicazione via radio per sopperire a un eventuale blocco delle comunicazioni telefoniche fisse e mobili, come si è verificato in quei giorni.
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Le minoranze hanno duramente criticato quella che è stata valutata come una disorganizzazione nella gestione dell’emergenza. “C’è stata da parte della popolazione tanta buona volontà nel cercare di rendersi utili, ma è mancata una coordinazione e una organizzazione degli aiuti,” ha detto Morris Battistini, del gruppo Uniti per Cambiare Marzabotto. Maria Giuseppina Cusimano del Movimento 5 Stelle ha lamentato la mancanza di un piano di Protezione Civile riguardo a situazioni di black out e ha suggerito che sia l’Unione dei Comuni a promuovere una  azione nei confronti di Enel. Dalla maggioranza è venuta una difesa dell’amministrazione: è stato a causa delle difficoltà  di comunicazione che non si è potuto agire con la necessaria tempestività.
Il sindaco Romano Franchi ha poi ricordato che nella prima giornata di neve tutte le strade sono state sgombrate ad eccezione delle parti alte di montagna del comune. Situazione risolta comunque nel giorno successivo.
La presidente della Protezione civile di Marzabotto ha detto che è vero che non c’è un piano per affrontare questo tipo di situazione e emergenza neve in quanto questi eventi meteorologici non sono considerati emergenze particolari. “Inizialmente eravamo tutti impreparati anche per mancanza di comunicazione,” ha detto. “Sono stati i cittadini stessi che ci hanno aiutato molto. E’ in via di predisposizione un piano che dovrà anche delineare quali sono in questi casi i doveri e gli obblighi di ogni cittadino e di ogni associazione”.
Dai cittadini presenti le critiche più severe sono state rivolte  ad Enel. C’è stato chi ha auspicato che l’ente preveda investimenti anche per l’interramento delle linee di distribuzione.
Nella sua replica, Battistini ha voluto mettere in evidenza che il rischio che comporta la richiesta di riconoscimento di ‘calamità naturale’ per l’evento all’origine dei disagi. “ A quel punto ENEL, HERA, e gli altri  non risponderebbero dei loro disservizi”, ha detto. “E così anche le assicurazioni private che spesso escludono dalla copertura assicurativa i danni derivanti da calamità naturali. Non vorremmo che si prendessero per due volte in giro i cittadini. Da un lato mazziati da una nevicata che, in inverno, in Appennino è di dimensioni non apocalittiche, tutto può dirsi tolto che sia stata una "calamità".
Dall'altro beffati da un intervento della Regione che rischia di tradursi in un regalone a ENEL, HERA, assicurazioni”, ha concluso.


venerdì 13 febbraio 2015

Giunta dell’Unione Comuni Appennino Bolognese: nevicata del 5, 6 e 7 febbraio, conseguenze troppo elevate ed inaccettabili. Supporto ai Comuni e ai cittadini per le richieste di rimborso.



Il  comunicato:  

L’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, il cui territorio ha subito gravi danni, disagi e disservizi dovuti alla nevicata del 5, 6 e 7  febbraio scorsi, intende prima di tutto ringraziare, anche a nome dei Comuni aderenti, tutti coloro che hanno lavorato intensamente per tornare alla normalità: dipendenti comunali, polizia municipale, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, soccorso alpino, tutte le associazioni di volontariato, le strutture di Hera e le squadre operative di Enel e tanti altri.

Detto ciò, non si può tacere, anche a fronte di un evento eccezionale che ha prodotto una nevicata molto pesante, peraltro annunciata, con una distruzione diffusa delle piante e dei boschi che hanno ostruito gran parte della viabilità di montagna, che le conseguenze sono state veramente troppo elevate ed inaccettabili. In particolare la mancanza di energia elettrica ha causato situazioni davvero estreme: famiglie al freddo anche per oltre 5 e 6 giorni, con casi che raggiungono ormai gli 8 giorni, mancanza di acqua, rete telefonica fissa generalmente interrotta, telefonia mobile guasta quasi ovunque, trasporto ferroviario sospeso. La nostra gente ha comunque reagito con forza, spesso aiutando che si trovava in maggiori difficoltà.

Riteniamo che, pur con limiti e mancanze, il sistema complessivo di protezione civile sul nostro territorio abbia dato una risposta all’altezza, anche se, riteniamo vada fatta una riflessione più ampia. In particolare, la maggiore criticità si è evidenziata nell’impossibilità di comunicare, cioè di fornire le informazioni dovute ai cittadini.

Tuttavia, con fermezza, chiediamo:

1-    Enel deve, con trasparenza, comunicare le ragioni di questo tracollo. Inoltre, vogliamo sapere tempi e modi per riportare tutta la rete elettrica in condizioni di normalità, in quanto spesso, sono stati giustamente fatti interventi emergenziali e provvisori che vanno stabilizzati.
2-    I cittadini e le nostre aziende devono essere risarcite per il danno effettivo subito, quindi non solo con il meccanismo previsto dalla norma del rimborso in bolletta, ma con una valutazione oggettiva del danno stesso.
3-    I Comuni devono ricevere per intero le risorse che hanno speso in questi giorni per liberare le strade dagli alberi caduti, per fornire l’assistenza alla popolazione, per gli interventi di varia natura effettuati sul territorio e per quelli che dovranno essere fatti per il dissesto che si è determinato (frane, smottamenti, regimazione dei fiumi e decorsi d’acqua, etc.). A questo proposito sosteniamo la richiesta attivata dalla Regione al Governo per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
4-    Le attività produttive del territorio devono essere messe in condizione di ripartire immediatamente, eventualmente anche promuovendo forme agevolate di sostegno finanziario.

L’Unione si impegna a coordinare i Comuni nelle operazioni di richiesta danni e nel sostenere le azioni singole o collettive che unitariamente si vorranno esercitare nei confronti di Enel e di chiunque possa essere ritenuto responsabile di quanto avvenuto.

Di fronte a quanto è successo, che allo stato attuale vede ancora situazioni di emergenza nei Comuni di Monzuno e San Benedetto Val di Sambro, riteniamo che solo attraverso una politica di prevenzione e manutenzione delle reti e del territorio si possano evitare questi disastri annunciati.

Basta con tagli indiscriminati ai Comuni, alle ex Province, oggi Città Metropolitana.
Basta con privatizzazioni di aziende che nell'esclusiva logica del profitto determinano tagli al personale tecnico e operativo, frammentano la gestione dei servizi e non danno nessun risultato in termini di concorrenza.

Nei prossimi giorni l’Unione assicurerà supporto e informazioni ai Comuni e ai cittadini per le richieste di rimborso, predisponendo la necessaria documentazione.