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sabato 5 novembre 2022

Dalla Regione 2,5 milioni di euro per promuovere la parità di genere e contrastare la violenza sulle donne, gli stereotipi e le discriminazioni.

Iniziative di formazione e comunicazione per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali. Contributi fino all’80% per sostenere le iniziative di enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, onlus. Domande a partire dal 4 novembre


di Gianni Boselli

Proteggere, prevenire e contrastare qualsiasi fenomeno di violenza di genere e discriminazione. Questo attraverso il sostegno concreto a iniziative di formazione e comunicazione per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali ma soprattutto per eliminare le pratiche basate su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini.

È quanto previsto da un nuovo bando biennale della Regione che, stanziando 2,5 milioni di euro per il biennio per 2023/2024, punta a valorizzare e supportare le azioni e le iniziative che in Emilia-Romagna promuovono la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi di genere e a ogni forma di discriminazione.
Un impegno che continua dunque al fianco delle tante realtà che sul territorio si attivano per rispondere ai bisogni e cogliere le opportunità di cambiamento.
Il bando prevede anche azioni rivolte a favore delle donne che vivono specifiche condizioni di fragilità, ma anche che si trovano a rischio di emarginazione sociale, discriminazione e violenza per la loro condizione di migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

A partire dal prossimo 4 novembre potranno presentare progetti gli enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e onlus. Le iniziative dovranno essere realizzate nel territorio emiliano-romagnolo: verranno, in particolare, valorizzate le iniziative che si realizzeranno nei comuni montani, nonché nei comuni che ricadono nelle aree interne.

Con questo nuovo bando prosegue l’impegno della Regione ad attuare i principi contenuti nella Legge regionale n. 6/2014 per la parità e contro le discriminazioni di genere e del Piano regionale contro la violenza di genere.

“Anche quest’anno, con il nostro bando, vogliamo valorizzare e sostenere azioni e progettualità su tutto il territorio regionale, per promuovere la cultura della parità e contrastare gli stereotipi di genere - afferma l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori -. Sono contenta di poter aumentare i fondi a disposizione per le tante realtà impegnate in iniziative a favore del cambiamento culturale. Solo insieme, facendo rete, potremo realizzare una società finalmente paritaria, in cui le donne siano libere di esprimere a pieno il loro potenziale”.

Nelle scorse edizioni del bando, sono stati 83 i progetti sostenuti, nel 2021 e 2022, dalla Regione con 2 milioni 120 mila euro, mentre nel 2020 sono state 67 le iniziative sostenuti con 1 milione di euro per promuovere le pari opportunità e contrastare le discriminazioni, gli stereotipi e la violenza di genere. A questi vanno aggiunti i 42 progetti promossi da enti locali e Terzo settore, finanziati con 1 milione e 350 mila euro, sempre tra il 2021 e il 2022, per sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale.

Il bando
Le domande dovranno essere presentate per via telematica e corredata della relativa documentazione, dalle ore 10 del 4 novembre 2022 ed entro le ore 13 del 2 dicembre 2022.
I progetti dovranno avere un costo compreso tra i 10 mila e i 50 mila euro e il contributo potrà arrivare a coprire fino all’80% delle spese.  Tutti gli interventi dovranno essere realizzati tra il 2023 e il 2024.
La domanda e la modulistica allegata deve essere sottoscritta, per tutti i soggetti proponenti, esclusivamente dal legale rappresentante. Il servizio online è disponibile nella sezione “leggi atti bandi” del sito http://parita.regione.emilia-romagna.it/.

(Suggerito da Dubbio)

venerdì 15 ottobre 2021

Mostra in Regione: l'Appennino nella memoria di Santoli


Scritture primitive, anni Ottanta, paesaggi, fiori e ritratti


    Paesaggi con gli occhi della memoria' è il titolo della mostra di Leonardo Santoli inaugurata negli spazi espositivi dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. "Queste opere - ha spiegato l'artista - raffigurano l'Appennino tosco-emiliano, paesaggi legati alla memoria e arricchiti di segni e simboli che nascono da uno sviluppo artistico maturato negli anni Ottanta".

    La personale, a cura di Sandro Malossini, si compone di una selezione di 16 opere realizzate nel 2019. Tutta l'arte di Santoli è legata alla memoria: scritture primitive, anni Ottanta, paesaggi, fiori e ritratti. Santoli usa colori accesi e con la fantasia si rende protagonista di nuove visioni. "I quadri di Santoli - ha sottolineato il consigliere Marco Mastacchi - ritraggono specchi d'acqua e i campanili tipici dei paesi dell'Appennino. Paesaggi che evocano la località di Monte Sole, a me molto cara".
    La mostra è visitabile fino a martedì 2 novembre dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, escluso sabato e festivi. Per accedere occorre prenotare all'indirizzo mail: gabinettopresidenteal@regione.emilia-romagna.it. È obbligatorio il Green pass, e seguire le regole anticovid 19. (ANSA).

 

mercoledì 8 luglio 2020

M5S: “ Basta disagi su linea ferroviaria Porrettana. Regione intervenga altrimenti corriamo il rischio di azzerare tutti gli sforzi fatti per rilanciare l’Appennino”


 Il Gruppo Assembleare MoVimento 5 Stelle in Regione scrive:

“I pesanti disagi che in queste settimane si sono verificati sulla Porrettana devono essere risolti al più presto. La Regione non può continuare ad ignorare ciò che ormai da anni, nonostante anche l’arrivo dei nuovi treni Pop, si verifica lungo una delle linee ferroviarie più utilizzate in Emilia-Romagna. Domani in aula chiederemo all’assessore Corsini di valutare l’applicazione delle penali per il gestore della linea visto il perdurare di ritardi, cancellazioni e treni perennemente affollati”. Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, domani 7 luglio presenterà in apertura della seduta dell’Assemblea Legislativa un question time riguardo ai disagi che nella scorsa settimana si sono verificati lungo la linea ferroviaria Porrettana e denunciati dal comitato dei pendolari. “Da un lato si stanziano risorse per frenare lo spopolamento delle zone della nostra Montagna e si concedono risorse anche a fondo perduto per le imprese turistiche, dall’altro non si capisce il perché non si riesca a contrastare una volta per tutte l’inefficienza del sistema di trasporto – spiega Silvia Piccinini – Se si risponde con ritardi, soppressioni, convogli non adeguati alla sempre più crescente domanda di mobilità sostenibile allora il rischio che corriamo è di azzerare tutti gli sforzi fatti per rilanciare il nostro Appennino. Ecco perché domani in aula solleciteremo la Giunta ad intervenire con forza. I nostri pendolari devono avere la certezza di poter contare su un servizio ferroviario puntuale, efficiente e sicuro, soprattutto durante la delicata fase di ripartenza dopo l’emergenza Coronavirus. La Regione non può più sottovalutare questo aspetto” conclude la capogruppo M5S.

lunedì 22 giugno 2020

Coronavirus: 22 nuovi casi positività in Regione

36 nuove guarigioni. La scorsa settimana fatti 42.000 tamponi

Salgono a 28.243 i casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna:, 22 in più rispetto a ieri, di cui 16 persone asintomatiche individuate attraverso l'attività di screening regionale. Tra ieri e oggi sono stati effettuati 2.138, tamponi - 455.992 il computo totale - cui si aggiungono 1.012 test sierologici,. Sono stati più di 42.000 i tamponi fatti la scorsa settimana da lunedì a sabato per una media di oltre 7.000 al giorno.
    Le nuove guarigioni - evidenziano i numeri presentati dalla Regione - sono state 36, per un totale di 22.854 mentre i casi attivi sono 1.154, 18 in meno di ieri. Le persone in isolamento a casa sono complessivamente 1.013, (-16) mentre i pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, e quelli ricoverati negli altri reparti Covid 129 (-2)..
    Nelle ultime 24 ore si registrano 4 nuovi decessi: tre donne e un uomo. Due in provincia di Bologna, uno in quella di Piacenza e uno in quella di Modena. Complessivamente, i decessi sono arrivati a quota 4.235.


lunedì 24 giugno 2019

Raccolta differenziata, Bologna ultima in Regione

I dati di tutte le province: in vetta c’è Parma, seguita da Reggio Emilia e Ferrara. In Emilia-Romagna si raggiunge il 68%, sotto le Due Torri è al 52,9%e la provincia al 63,8%

Sollecitato


C’é Bologna, con la sua provincia, all’ultimo posto in Emilia per quanto riguarda la raccolta differenziata nel 2018. Se la città migliora ma non va oltre il 52,9%, il territorio, col suo 63,8%, non spicca comunque. In Emilia risultano più brillanti tutte le altre province (Piacenza al 68,7%, Parma al 78,3%, Reggio al 77%, Modena al 70,7%, Ferrara al 76,2%) mentre in Romagna persino Rimini, col suo carico di turisti, va oltre Bologna, col 66,6% (Ravenna e Forlì-Cesena invece arrivano al 55,9% e al 56,6%).

Ma la Regione conta anche e soprattutto sui progressi bolognesi per continuare a crescere nella differenziata, arrivata complessivamente al 68% in Emilia-Romagna l’anno scorso e proiettata (almeno) al 73% nel 2020, visto fra l’altro che solo di questo passo si potrà cominciare a spegnere qualche vecchio inceneritore in regione (come ha ripetuto spesso il governatore Stefano Bonaccini). «Bologna- osserva l’assessore Paola Gazzolo analizzando gli ultimi dati- non è messa male: la città era al 48,2% nel 2017 e l’anno scorso è arrivata al 52,9%, più o meno cinque punti in più. È positivo, anche Bologna dovrà arrivare ad altri traguardi ma senza dubbio i capoluoghi sono le aree più complesse, per via dei non residenti, e non dimentichiamo che la città ha presentato migliorie sperimentali sul servizio in diversi quartieri». Dunque, la Regione non si mostra preoccupata per il ritardo storico di Bologna, battuta sulla differenziata anche da città più grandi come Milano.
Aspettando la tariffa puntuale
«Su Bologna- continua Gazzolo- abbiamo destinato anche risorse, proprio per accompagnare la nuova fase anche verso la tariffa puntuale. Abbiamo stanziato quasi cinque milioni di euro, proprio perché il Comune capoluogo è quello in cui è più difficile, come in tutte le grandi città, raggiungere percentuali importanti come il 70%, che noi chiediamo sia realtà in tutti i centri maggiori».


lunedì 16 luglio 2018

ACQUA PUBBLICA: “SERVE UN TESTO UNICO PER RIBADIRNE I PRINCIPI ESPRESSI DAL REFERENDUM DEL 2011”

Risoluzione presentata da Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che prende spunto dal rapporto sullo stato delle acque dell’Agenzia europea dell’Ambiente.

Riceviamo:

“ La Regione dovrebbe chiedere con forza l’approvazione in tempi brevi di un testo unico nazionale sull’acqua che ribadisca con forza il suo valore di bene comune e al di fuori dalle logiche legate al profitto”. È questa la richiesta di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta all’interno di una risoluzione presentata
alla Giunta. “Secondo un rapporto pubblicato il 3 luglio scorso sullo stato delle acque, a cura dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), nonostante i progressi osservati negli ultimi decenni in termini di miglioramento della qualità ambientale, per molti laghi, fiumi, acque costiere e sorgenti sotterranee d’Europa, l’inquinamento e strutture come
le dighe e l’eccessiva estrazione restano tra le principali minacce per la salute nel lungo termine dei corpi idrici. La stragrande maggioranza di essi non raggiunge ancora il traguardo minimo UE del ‘buono stato’ – spiega Silvia Piccinini – Le ragioni per il mancato conseguimento dei traguardi minimi sono dovute per lo più alla contaminazione dei siti acquatici con nitrati provenienti dallo scarico delle acque piovane, all’intrusione salina e alla dispersione di sostanze chimiche pericolose provenienti da siti contaminati (per esempio siti industriali, aree
estrattive o depositi di rifiuti). Solo il 38 % dei laghi, dei fiumi e degli altri corpi idrici superficiali monitorati è in buono stato chimico, con concentrazioni di inquinanti non superiori agli standard dell’UE in materia di qualità ambientale”. Se si scende a livello nazionale il rapporto ci dice che solo il 58% delle acque sotterranee italiane sono buone, contro la media del 74% dell'Unione europea. Inoltre, un rapporto Ispra mette in evidenza un altro problema che colpisce la nostra nazione: le dispersioni della rete idrica. Esaminando 116 capoluoghi di provincia si è potuto rilevare infatti che la perdita media di acqua nella rete idrica nazionale è del 35,4% (Nord 26%, Centro 46%, Sud 45%). Anche nella nostra regione ci sono diverse criticità a carico del sistema idrico, tra cui la più grave risulta l’incremento di nitrati e sostanze organoalogenate come la trielina (tricloroetilene) e il percloroetilene (tetracloroetilene) nelle falde sotterranee. Le fonti principali che contribuiscono all’incremento di queste sostanze nelle falde sono riconducibili prioritariamente ai settori civile (dispersione dalla rete fognaria, trattamenti depurativi
senza denitrificazione), agricolo e zootecnico (spandimento dei liquami zootecnici in quantitativi superiori alle esigenze colturali). “È stato palesemente disatteso, e per troppo tempo, quanto espresso chiaramente dagli italiani con il referendum sull’acqua del 2011, cioè che il servizio idrico non andava messo sul mercato, ma gestito dal pubblico senza fini di lucro -aggiunge Silvia Piccinini – ecco perché è necessario realizzare a livello nazionale un testo unico sull’acqua, intesa come un bene comune a gestione pubblica e trasparente, alla quale tutti hanno diritto e sulla quale non si possono fare profitti, in un’ottica di risparmio, conservazione e riutilizzo. Richiesta che la
Regione dovrebbe avanzare sia in Conferenza Stato-Regioni che in ogni altra sede opportuna”.
 
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle
Viale A. Moro, 50 - 40127 Bologna
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giovedì 1 marzo 2018

Emergenza neve, i sindaci della montagna chiedono aiuto alla Regione

In una lettera inviata ieri in Regione i comuni delle unioni dell’Appennino bolognese, del Savena-Idice e del Reno Lavino Samoggia chiedono un incontro urgente in Regione perché la neve sta mettendo a rischio i bilanci comunali

Romano Franchi, presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, chiede un incontro urgente con i vertici regionali anche a nome dell’Unione dei comuni Savena-Idice e dell’Unione dei comuni Reno Lavino Samoggia che hanno deciso di presentare una comunicazione univoca visto che i temi sono condivisibili. Le spese legate al maltempo stanno superando quanto i comuni avevano previsto, anche perché questa stagione sarà ricordata per essere stata molto “clemente” con la la pianura e aver colpito duramente i rilievi sopra i 500/600 metri.
Le difficili condizioni meteorologiche, ben oltre le consuetudini, hanno infatti messo in difficoltà un territorio già abituato a convivere con il freddo e la neve: una nevicata straordinaria a novembre, che ha costretto i comuni a pulire le strade oltre che dalla neve anche da ramaglie, vegetazione, foglie e provvedere al taglio di piante pericolanti; poi un vento senza precedenti a inizio dicembre che ha scoperchiato case e capannoni; infine questo febbraio e inizio marzo che sta costringendo agli straordinari i mezzi spalaneve a disposizione degli enti locali.
Senza contare che i sindaci sono stati in prima linea nell’assistere la popolazione colpita dalle interruzioni ai servizi elettrici e idrici (che per fortuna in questi ultimi giorni sono stati molto limitati).
“La situazione idrogeologica si è aggravata” rilevano i sindaci “nuove frane si sono mosse e altre minacciano i nostri territori. Anche il gelo siberiano di questi ultimi giorni ci ha costretti a prevedere ulteriori straordinari per i nostri operatori che garantiscono la viabilità, senza contare che appena la neve si scioglierà dovremo fare i conti con il dissesto del fondo stradale e, come detto, le frane”. Si ricorda poi come le elezioni previste in inverno non consentono ai comuni di tirare il fiato, perché “garantire il diritto di voto vuol dire anche non risparmiare nemmeno un euro per garantire la pulizia di strade e marciapiedi da neve e ghiaccio”.
I comuni chiederanno pertanto che la Regione Emilia-Romagna si attivi per stanziare fondi di emergenza che mettano in salvo la programmazione economica 2018, che altrimenti avrebbero grosse difficoltà a gestire, per garantire i conti.
“I nostri concittadini sono abituati a tirarsi su le maniche e darsi da fare senza lamentarsi troppo, però a questo punto l’orgoglio non basta più” si conclude “abbiamo davvero bisogno del sostegno di tutta la popolazione regionale, anche e soprattutto di quella che per fortuna non ha conosciuto queste difficoltà. Quest’estate per fortuna la popolazione emiliano-romagnola soffrirà meno la siccità che in passato, ma se vogliamo preservare il territorio e frenare lo spopolamento dobbiamo fare qualcosa di concreto per sostenere le popolazioni che lo custodiscono”.