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venerdì 24 ottobre 2025

Sanità, sciopero provinciale del comparto il 27 ottobre




L’Azienda USL di Bologna informa:


L’Associazione sindacale FIALS ha proclamato uno sciopero provinciale del personale del comparto delle Aziende Sanitarie bolognesi per la giornata di lunedì 27 ottobre 2025, dalle ore 7 del 27 ottobre alle ore 7 del 28 ottobre.

Per quanto riguarda l’Azienda USL di Bologna, l’agitazione interesserà infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi.

L’Azienda USL ha comunicato di aver attivato le procedure necessarie a garantire i servizi pubblici essenziali e i contingenti minimi di personale, come previsto dalle normative e dagli accordi sindacali in materia di sciopero.

Le attività non urgenti eventualmente sospese verranno riprogrammate nei tempi più favorevoli per l’utenza, con l’obiettivo di limitare i disagi e tutelare il diritto alla fruizione dei servizi sanitari.

lunedì 8 gennaio 2024

Aumento del 10% dei ricoveri e ritmi di lavoro insostenibili: la Fials diffida il Policlinico Sant’Orsola

 Lavoratori allo stremo


da Sanità Oggi 


Le attuali condizioni di lavoro dei dipendenti del Policlinico Sant’Orsola di Bologna sono a dir poco allarmanti. L’Azienda ospedaliera ha incrementato del 10% i ricoveri presso le unità operative, l’aumento dei posti letto occupati nei reparti è finalizzato al deaffollo del pronto soccorso. Decisione che crea fortissimi disagi ai lavoratori.

L’incremento esponenziale dei carichi di lavoro per il singolo lavoratore, il mancato rispetto del DLGS 81/08, l’aumento del rischio di stress lavoro correlato con conseguente alta probabilità di infortunarsi e l’incremento dei ricoveri senza assunzione di personale a tempo indeterminato, ricorrendo a personale interinale. Sono le motivazioni che hanno spinto Fials Bologna a diffidare il Policlinico Sant’Orsola.

Federico Pellegatti ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito: “I lavoratori del Sant’Orsola sono allo stremo a causa di ritmi di lavoro davvero insostenibili ed un aumento dei carichi di lavoro che mette a rischio la loro salute. Abbiamo, perciò, deciso di diffidare l’Azienda e non abbiamo intenzione di fermarci qui finchè la situazione non cambierà. Prima di recarci in Prefettura e dichiarare lo stato di agitazione, abbiamo deciso di fare dei presidi itineranti e distribuire dei volantini per portare il problema alla conoscenza di tutti i dipendenti”.

Il Segretario Aziendale Fials Bologna ha aggiunto ancora: “Il motivo della diffida è l’incremento del 10% dei ricoveri presso le unità operative. Comprendiamo la particolare circostanza del sovraffollamento del pronto soccorso causa influenze e Covid, ma non riteniamo giusta la decisione dell’Azienda di non assumere personale a tempo indeterminando, affidandosi a personale interinale. Nè tantomeno che il personale dipendente sia oberato di lavoro fino allo stremo, con carichi e ritmi di lavoro insostenibili per chiunque. Il prossimo 12 gennaio, inoltre, ci riuniremo per decidere i successivi passaggi da fare al fine di tutelare la salute dei lavoratori”. 

(Sollecitato da Dubbio )

domenica 2 aprile 2023

La Fials boccia la gestione della Sanità Emiliano Romagnola e ne chiede il commissarimento

 Il 15 aprile grande manifestazione in piazza a Bologna 


Il comunicato del Segretario Generale  FIALS Emilia Romagna, Alfredo Sepe:


La Sanità in Emilia Romagna è ormai in stato catatonico, una Regione in deficit che non assume personale sanitario (mancano 5 mila operatori del comparto e migliaia di Medici) non riesce a pagare lo straordinario ai professionisti e nemmeno a fargli smaltire le ferie accumulate, non considerando (al minimo storico) la qualità dei servizi clinico/assistenziali a favore dei cittadini.

La Sanità Emiliano Romagnola andrebbe Commissariata per le gestione disastrosa degli ultimi anni e soprattutto per gli scandali da cui è stata più volte colpita. Basti pensare all’appalto di 400.000 € relativo ad Accreditation Canada su sui è intervenuta l’ANAC, la Procura che ha smantellato il Mega Appalto di 120 milioni di € che un dirigente del S. Orsola aveva assegnato in maniera illegittima, ed ancora, come non menzionare l’inchiesta della Procura sull’AOU di PARMA per l’impiego e la sperimentazione di farmaci e dispositivi medici, le riduzioni delle auto mediche nel forlivese e l’assunzione di un Mega dirigente, ex AIFA con un incarico di 700.000 € presso la USL della Romagna, dulcis in fundo la chiusura di 14 posti letto della Terapia Intensiva del S.Orsola e la riduzione dei posti letto della Terapia Intensiva del Maggiore, e la lista sarebbe ancora lunga

Una Regione che ha pagato milioni di euro al Privato Accreditato per Posti Letto in Leasing (dopo tagli indiscriminati, circa 3000 posti letto ) come dimenticare inoltre, a Reggio Emilia il Blitz della Guardia di Finanza per 2 milioni di mascherine, e ancora gli scandali sulla mancata vaccinazione dei pazienti fragili a Modena e la mega lite tra Donini e Petropulacos ( ex comitato tecnico scientifico) che ha visto quest’ultima poi sottoposta a provvedimento disciplinare dalla stessa Regione

Una Regione che spende e spande nonostante il Deficit di Bilancio, e che non tiene conto che pochi anni fa la Sanità è stata riorganizzata con il sistema HUB e Spoke, Case della salute e Complessità Assistenziale (investimento da milionari e milioni di euro) ed ora vorrebbe unire gli Ospedali Bolognesi con il rischio di declassare l’Azienda USL di Imola e snaturare la mission del S.Orsola e del Maggiore

Negli ultimi anni sono state centinaia le riorganizzazioni che hanno contraddistinto le strutture sanitarie del territorio regionale, e l’idea di trasformare le Case della Salute in OSCO ( Ospedali di Comunità) dopo che la Regione aveva ‘’puntato tutto ‘’ su queste strutture è sostanzialmente indifendibile

Un Assessore insomma a cui sembra non interessare il Deficit di Bilancio, le lunghe attese ai PS dei cittadini e le liste per interventi chirurgici ed esami strumentali (che non accennano a diminuire) come non si placano e le proteste dei cittadini a cui vengono tolti i servizi (dalla chiusure dei PS h24 alla non riapertura dei punti nascita fino alla carenza di posti letto e di ricoveri in barella)

La Regione afferma che il turn over sia stato coperto per il 120%, ma non ci dice come sia possibile che le Aziende Sanitarie spendano circa 13 milioni di € all’anno per pagare lavoro straordinario al personale del comparto (proprio perché manca personale in servizio) un dato inquantificabile se parliamo anche della Dirigenza Medica, al netto dei rientri sul giorno di riposo e dei turni di lavoro che rasentano le 13 ore consecutive

Come FIALS Emilia Romagna riteniamo che sia necessaria una ripartenza concreta della sanità emiliano – romagnola, che passa necessariamente attraverso un Commissariamento D’Urgenza e un cambio di passo nella gestione e nella filosofia organizzativa e gestionale dei servizi sanitari

Bisogna puntare sulla tanto contemplata interconnessione tra servizi sanitari e socio sanitari, non tralasciando gli obbiettivi di deospedalizzazione e cure domiciliari, che passano attraverso un miglioramento della tecnologia e dell’evoluzione degli strumenti di cura, favorendo anche una diversa cultura delle stesse, che non passa necessariamente e pedissequamente attraverso il concetto ospedale, ma che mira alla delocalizzazione delle cure, al domicilio del paziente, al fine quindi di snellire ed alleggerire le strutture ospedaliere e di rispondere in maniera celere ai bisogni clinico assistenziali di tutti i cittadini

Per una concreta ripartenza è necessario un restyling del sistema emergenza urgenza ed un rafforzamento del concetto dei distretti, bisogna creare le condizioni per favorire una simbiosi concreta tra la medicina di prossimità e quella territoriale, c’è bisogno di una visione prospettica e lungimirante che tenga necessariamente conto dell’evoluzione delle patologie croniche, legate indissolubilmente all’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione regionale.

Una piena ripartenza necessita anche di una maggiore integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali, coinvolgendo tutti gli stakeholders ed i professionisti del settore, fattore fondamentale per ricercare una concreta interconnessione dei servizi sanitari e sociali Per un pieno rilancio della sanità in Emilia Romagna è necessario un investimento di risorse straordinario, implementando la spesa per il personale dipendente ed integrando in maniera sostanziale i fondi contrattuali, al fine di valorizzare in maniera significativa i professionisti che operano sul nostro territorio e soprattutto limitare i rischi inerenti una diminuzione dei salari, ipotesi che potrebbe concretizzarsi alla luce della condizione economico/finanziaria che sta’ attraversando la nostra Regione In questo quadro difficile e drammatico, il rilancio passa necessariamente attraverso il coinvolgimento di tutte le comunità professionali che concorrono al mantenimento dei sevizi sociali e sanitari in Emilia Romagna, Medici, Professioni Sanitarie e Tecniche che sono la chiave di volta per la ripartenza della sanità emiliano romagnola.

Una piena riforma passa infine necessariamente per un confronto concreto con le pari sociali, che di fatto sono la voce di tutti quei professionisti che tengono in piedi l’intero sistema sanitario, e che garantiscono la salute ed il benessere di tutti i cittadini

Queste le nostre proposte e le rivendicazioni di lavoratori e cittadini che ci porteranno il 15 Aprile in Via Rizzoli – Due Torri per una Grande Manifestazione di Piazza in Difesa della Sanità Pubblica e dei Diritti di Lavoratori e Cittadini

Abbiamo invitato anche l’Assessore Donini per un confronto Pubblico con la FIALS Emilia Romagna, in Piazza, alla presenza di lavoratori e cittadini

giovedì 9 marzo 2023

La FIALS Trascina La Regione Emilia Romagna Davanti Al Prefetto


E’ Scontro Aperto tra la FIALS e LA REGIONE EMILIA ROMAGNA, il Sindacato trascina la Regione davanti al Prefetto Capoluogo di Regione


IL Sindacato ha elencato nella nota inviata al Prefetto una serie di criticità che attanagliano tutti i Professionisti della Sanità Emiliano Romagnola, che da troppi anni sono oggetto di sdegno e di strumentalizzazione politica da parte della Regione Emilia Romagna

Al centro del conflitto con l’Assessorato alla Sanità spiega SEPE,  c’è  il mancato pagamento delle indennità COVID, il blocco delle Graduatorie e del turn over, la difficoltà nel Pagare il lavoro straordinario, lo smaltimento delle ferie e le continue riorganizzazioni degli ospedali emiliano romagnoli, a cui si aggiunge la mancata integrazione dei fondi contrattuali come previsto dal contratto ( mancano circa 7 milioni di € )

Questi i motivi principali per cui la FIALS ha deciso di Proclamare lo Stato di Agitazione Sindacale di Tutti i Lavoratori del Comparto , dirigenza medica e dirigenza tecnico – amministrativa della Sanità Pubblica del Servizio Sanitario Regionale, come previsto dalla legge 146/90

In Prefettura se non ci sarà un Accordo si rischia uno Sciopero Generale di 24 ore che potrebbe paralizzate tutta la Sanità Regionale,  visto il coinvolgimento di migliaia di operatori (non solo del comparto ma anche Medici e dirigenti amministrativi)

Il Segretario Regionale Sepe non esclude una imponente Manifestazione di Protesta contro l’Assessore Donini, e continua, ” Porteremo in centro a Bologna migliaia di lavoratori per Protestare contro un Assessore che non ascolta le nostre istanze e le richieste dei lavoratori ‘‘ , inoltre  non mancherà il coinvolgimento della cittadinanza e di tutte le forse politiche che hanno a cuore la sanità pubblica

Redazione Sanità Oggi 

martedì 14 gennaio 2020

Sciopero di 24 ore del comparto sanità. I servizi garantiti

L'Azienda USL di Bologna informa:

Domani, mercoledì 15 gennaio, l’organizzazione sindacale FIALS ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore del Comparto Sanità nell’Area Metropolitana di Bologna.
Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa i seguenti operatori sanitari: infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi.

L’Azienda assicura i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento.
In particolare, oltre all’assistenza di base e alle urgenze, l’Azienda Usl di Bologna garantisce le seguenti attività:
-    Emergenza 118, Centrale Operativa 118, Pronto Soccorso, trasporti sanitari assistiti
-    Terapie Intensive, Rianimazione e attività di Emodinamica
-    Salute Mentale: urgenze nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Trattamento Sanitario Obbligatorio, REMS, Cento di Salute Mentale
-    Dialisi: trattamenti di emodialisi in tutti i centri Dialisi Ausl
-    Ostetricia - Ginecologica e Assistenza Pediatrica: accettazione urgenze ostetrico-ginecologiche, sala travaglio parto, terapia intensiva neonatale, pronto soccorso pediatrico
-    Blocchi operatori – Endoscopie: garantite le prestazioni collegate all’attività di emergenza e urgenza
-    Diagnostica per immagini: garantite le prestazioni collegate all’attività di emergenza e a percorsi terapeutici oncologici 
-    Riabilitazione Ospedaliera, Fisioterapia e Logopedia presso Ospedale Maggiore, Fisioterapia presso Corte Roncati e Ospedale Bellaria, Fisioterapia e Terapia Occupazionale presso Casa dei Risvegli
-    Day Service Ambulatoriale Area Oncologica: assicurati trattamenti chemioterapici
-    Laboratorio Unico Metropolitano, Anatomia Patologica, Servizio Trasfusionale, Casa del Donatore
-    ISNB (IRCSS), assicurata l’assistenza sanitaria di base in tutte le aree di degenza ordinaria, l’attività di urgenza dei laboratori di neuro fisiopatologia interventi di diagnostica neuro radiologica in urgenza
-    Punti prelievo Ospedalieri e Territoriali: esecuzione prelievi TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie, percorsi nascita
-    Assistenza Domiciliare: esecuzione prelievi, TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie. Attività terapeutiche ed urgenze non procrastinabili
-    Servizi Dipendenze Patologiche (SERT): garantita la continuità assistenziale nella distribuzione di metadone
-    Sanità Pubblica: garantiti gli interventi e le attività nei casi di urgenza nei servizi di Igiene Pubblica e degli alimenti, Tutela ambienti di lavoro, Veterinario, Funzione Clinico Assistenziale.



mercoledì 13 aprile 2016

Venerdì 15 aprile sciopero generale all'AUSL di Bologna.

ASL informa:


L’Organizzazione Sindacale FIALS ha proclamato per venerdì 15 aprile uno sciopero generale dei lavoratori dell’Azienda Usl di Bologna.
L’Azienda USL di Bologna garantisce, oltre alle urgenze, parte dell’attività programmata. Saranno assicurati, infatti, i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento.  

martedì 1 marzo 2016

Rispetto di Regolamenti e Accordi e nuove assunzioni. L’impegno dell’Azienda Usl di Bologna non basta alla FIALS.

Asl informa:



Presentarsi con le carte in regola e la disponibilità a nuove assunzioni non basta, non è bastato neanche questa mattina. Facciamo molta fatica a non percepire questo comportamento, che vediamo ripetersi sempre più spesso, come strumentale.” Così Chiara Gibertoni ha commentato l’esito dell’incontro di raffreddamento svoltosi questa mattina in Prefettura tra Azienda USL di Bologna e FIALS. 

L’Azienda si è presentata all’incontro avendo già adempiuto, come precisato più volte in tutti i tavoli sindacali, al rispetto dei Regolamenti e degli Accordi sottoscritti in precedenza con le Organizzazioni Sindacali. Ha offerto, inoltre, il potenziamento del personale di assistenza per rispondere ad alcune criticità segnalate di recente dalla sigla sindacale, come l’Ostetricia dell’Ospedale Maggiore, il Consultorio di San Lazzaro, l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale.
Tutto ciò non è bastato, tuttavia, per giungere ad un accordo.