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venerdì 12 giugno 2026

Allarme furti in autostrada: attenzione ai falsi power bank che impediscono la chiusura dell'auto

 



Nuovo allarme sulle aree di servizio dell'Autostrada A1. Due uomini sono stati denunciati dalla Polizia Stradale dopo essere stati sorpresi mentre utilizzavano sofisticati dispositivi elettronici nascosti all'interno di comuni power bank per colpire le auto in sosta.

L'episodio è avvenuto nell'area di servizio Badia, lungo la Variante di Valico. Secondo quanto accertato dagli agenti della Sottosezione di Pian del Voglio, i due sospetti attendevano che gli automobilisti si allontanassero dai propri veicoli per entrare nell'autogrill. A quel punto entravano in azione con particolari disturbatori di frequenza, capaci di bloccare i segnali utilizzati dai sistemi di chiusura centralizzata e dalle chiavi elettroniche.

Il trucco è tanto semplice quanto insidioso: il conducente preme il telecomando convinto di aver chiuso l'auto, ma il segnale viene neutralizzato dal dispositivo e le portiere restano aperte senza che nessuno se ne accorga. I malviventi possono così accedere facilmente all'abitacolo e impossessarsi di oggetti di valore.

Durante il controllo, la polizia ha sequestrato due jammer camuffati da caricabatterie portatili e ha rinvenuto nell'auto dei sospettati numerosi articoli di pregio e capi firmati, sui quali sono in corso verifiche per individuare i legittimi proprietari. I due uomini sono stati denunciati per ricettazione e per possesso di apparecchiature atte a interferire con le comunicazioni radio.

Le forze dell'ordine invitano tutti gli automobilisti, soprattutto in vista dell'aumento del traffico estivo, a non lasciare beni preziosi all'interno dei veicoli e a controllare sempre manualmente che le portiere siano effettivamente bloccate dopo aver azionato il telecomando.

Un gesto di pochi secondi può evitare spiacevoli sorprese durante una sosta in autostrada.

sabato 17 gennaio 2026

Camion si ribalta in autostrada, muore il conducente

Ha perso il controllo del mezzo sul raccordo di Casalecchio di Reno

Foto dal Web


Un autotrasportatore di 59 anni, Santo Cocomero, originario della provincia di Enna e residente a Portomaggiore, nel Ferrarese, ha perso la vita in un incidente mortale avvenuto poco dopo le 22 di ieri, venerdì sera, sul raccordo autostradale di Casalecchio di Reno che collega A1 e A14.
    Era alla guida di un mezzo pesante proveniente da Firenze quando, nell'immettersi sul raccordo in direzione Ancona, per cause da accertare ha perso il controllo del camion, che si è ribaltato sul fianco sinistro, senza coinvolgere altri veicoli.
    L'uomo è deceduto nell'impatto.

Per recuperare la salma dall'abitacolo sono intervenuti i vigili del fuoco, mentre dei rilievi di legge e della ricostruzione della dinamica dell'incidente si è occupata la Polizia Stradale di Bologna. (ANSA) 

lunedì 8 novembre 2021

Altra tegola sulla viabilità di Sasso Marconi: Autostrade informa che la bretella ai piedi di Monte Mario a Sasso Marconi resterà chiusa per anni.

Chiusura della corsia sud (quella in direzione Cinque Cerri) almeno fino al 31 marzo 2022, mentre per la corsia nord, in direzione Sasso Marconi capoluogo, si prospetta la chiusura di ben quattro anni, fino al 31 dicembre 2025. Dopo di che verrà chiusa la galleria sotto Monte Mario. Auguri !


 Al peggio non c’è mai fine e la viabilità di Sasso Marconi lo testimonia. Alla impattante chiusura del ponte Leonardo da Vinci, che ha portato al limite del collasso la viabilità cittadina, si aggiunge ora la chiusura per mesi e per anni delle bretelle che mettono in comunicazione Sasso Marconi con l’ingresso della A1 di Cinque Cerri. Come se non bastasse tutto il traffico in arrivo e in ritorno per la Valle del Setta si troverà a dover utilizzare il povero tratto di provinciale Val di Setta che attraversa Sasso Marconi e l’ancor più super utilizzato ponte sul Reno a Ponte Albano.

Stavolta però gli amministratori dei comuni non ci stanno e in coro chiedono un deciso cambio di programma:

 

In un comunicato si legge:

Autostrade annuncia la chiusura della bretella di collegamento tra Sasso Marconi città e il casello autostradale di Cinque Cerri. Il sindaco Roberto Parmeggiani e altri 12 sindaci dell’Appennino scrivono a Governo, Regione, Città Metropolitana, Prefettura e Autostrade chiedendo di rivedere urgentemente un provvedimento che rischia di paralizzare il nodo stradale di Sasso Marconi e creare gravi problemi di sicurezza Autostrade per l’Italia ha comunicato la necessità di procedere urgentemente, a partire da lunedì 15 novembre, alla chiusura in entrambi i sensi di marcia del Raccordo autostradale di Sasso Marconi R43, la bretella di collegamento tra il casello autostradale in località Cinque Cerri e la rotatoria di intersezione con la SP325 Val di Setta e lo svincolo di accesso alla Nuova Porrettana nel capoluogo. La chiusura è stata motivata con la necessità di svolgere interventi di manutenzione straordinaria delle barriere di sicurezza e di messa in sicurezza della parete rocciosa, esposta al rischio di caduta massi. Nella sua nota, Autostrade informa che si tratta di interventi necessari per garantire la piena funzionalità e la sicurezza del raccordo R43 in vista della chiusura della galleria autostradale di Monte Mario (che dalla primavera 2022 sarà interessata per alcuni anni da importanti lavori di manutenzione) e annuncia la chiusura della corsia sud (quella in direzione Cinque Cerri) almeno fino al 31 marzo 2022, mentre per la corsia nord, in direzione Sasso Marconi capoluogo, si prospetta un periodo di chiusura di ben quattro anni, fino al 31 dicembre 2025. Questi due interventi (messa in sicurezza della parete rocciosa e manutenzione della galleria di Monte Mario) verranno eseguiti in continuità e avranno l’effetto di scaricare sulla SP 325 Val di Setta, nel tratto che attraversa il territorio di Sasso Marconi, tutto il traffico veicolare in transito da e verso la valle del Setta: sulla Provinciale 325 si riverseranno sia i mezzi provenienti da Bologna e diretti a Rioveggio/Monzuno sia i veicoli provenienti dall’Appennino (o in uscita dal casello autostradale di Cinque Cerri) e diretti a Sasso Marconi, Casalecchio di Reno o Bologna. Il rischio concreto di gravi disagi alla circolazione e di pericoli per la sicurezza stradale ha indotto i Sindaci dell’Appennino a scrivere al Ministero delle Infrastrutture, a Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana, Prefettura e Società Autostrade per manifestare il proprio disappunto e la ferma contrarietà rispetto a un provvedimento che, oltre ad impattare ulteriormente sulla viabilità di Sasso Marconi - già in forte difficoltà a causa della chiusura del ponte Leonardo Da Vinci -, avrà ricadute negative su chi ogni giorno si sposta dall’Appennino verso la città di Bologna. Tra le richieste contenute nella comunicazione inviata in forma congiunta dai sindaci di Sasso Marconi, Alto Reno Terme, Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monzuno, S. Benedetto Val di Sambro e Vergato, c’è la convocazione di un incontro urgente per individuare possibili soluzioni alternative e una diversa gestione dei lavori programmati da Autostrade, che rischiano di portare ad un vero e proprio blocco dei collegamenti tra l’Appennino e il territorio metropolitano. “Questo intervento, deciso senza un adeguato preavviso, con i tempi e le modalità che ci vengono prospettate, rischia di mandare definitivamente al collasso la viabilità di Sasso Marconi, già in grave sofferenza a causa della chiusura del ponte Da Vinci, e di paralizzare i collegamenti tra l’Appennino e la città di Bologna”, protesta il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani. “Non è ipotizzabile che un disagio così straordinario debba essere gestito da un piccolo Comune come il nostro e non è possibile che gli interventi di manutenzione delle infrastrutture viarie, per quanto necessari, diventino causa di enormi difficoltà per gli spostamenti e di pericolo per gli automobilisti e i cittadini esposti al pesante aumento del carico di traffico sulle strade della nostra città: chiediamo dunque di rivedere urgentemente le modalità di un intervento che rischia di avere ripercurssioni insostenibili per chi vive e lavora nei comuni delle valli del Reno e del Setta”

 

Ecco la lettera dei Sindaci:

Come ben sapete la viabilità urbana di Sasso Marconi è già pesantemente aggravata dalla chiusura

del Ponte Da Vinci e richiede un sovraccarico giornaliero di lavoro alla Polizia Locale per la

gestione in presenza dei principali attraversamenti pedonali, immissioni da vie laterali e controllo

dei mezzi pesanti - su Viale Kennedy e su Via Ponte Albano. Le conseguenze della chiusura del

raccordo R43 unite a quelle dell’intervento sulla canne della galleria Monte Mario metteranno in

crisi anche l’asse viario, di competenza comunale, lungo la Val di Setta, portando Sasso Marconi,

che è  il più importante snodo stradale tra la città e l’Appennino , a una situazione di disagio ed

emergenza generalizzata con ricadute negative anche per i cittadini delle altre città dell’Appennino

che da qui transitano quotidianamente, con l’aumento dei tempi di percorrenza dei tragitti casa

lavoro, di maggiori rischi legati alla sicurezza stradale e agli interventi di emergenza sanitaria.

Fermo restando che non mettiamo in discussione le valutazioni tecniche che hanno portato a questa

decisione - anche perché se vengono presentate con carattere di urgenza risulta oggettivamente

difficile opporsi - tutto ciò non è per noi accettabile. Stanti le ricadute sulla nostra viabilità come

prima precisato, il Comune di Sasso Marconi   

non è in grado di garantir la gestione in sicurezza della viabilità non solo nel caso in cui si verifichino eventi avversi e straordinari (incidenti, nevicate, bombe d’acqua...) ma anche in situazioni di normalità.

Come sindaci dell’Appennino dobbiamo evidenziare il rischio reale di blocco delle connessioni tra

l’Appennino e il resto della Città Metropolitana di Bologna, causando gravi danni non solo alla

vita personale degli abitanti, ma anche allo sviluppo di un territorio già fortemente colpito dalle crisi

degli ultimi anni. Non è accettabile, inoltre, che un disagio così straordinario debba essere gestito da

un piccolo ente comunale. Ribadiamo la necessità di un maggiore coordinamento degli interventi

manutentivi delle infrastrutture viarie che, seppur auspicati per mantenerle in piena funzionalità,

non possono diventare causa di pericolo per i cittadini.

Credo  sia  nostro  dovere   rendere   noto  quanto  espresso  e  chiediamo   un  incontro   urgente   per

affrontare i temi espressi.

Contestualmente chiediamo che si intervenga con sollecitudine:

- per valutare una diversa gestione degli interventi che non comportino un impatto così gravoso

sulla viabilità locale;

-   per   procedere   rapidamente   con   la   risoluzione   degli   altri   interventi   necessari   alla   viabilità

dell’Appennino;

- per valutare sconti o gratuità sul tratto autostradale interessato per i cittadini dell’Appennino, in

modo che possa essere utilizzato maggiormente per spostarsi dal proprio territorio da e verso la

Città Metropolitana;

- con l’asfaltatura  della SP 325, con asfalto drenante, prima della chiusura della galleria Monte

Mario;

- con l’installazione di cartellonistica puntuale e dettagliata che indichi chiaramente il percorso da

seguire per immettersi sulla Nuova Porrettana ed evitare che le auto e soprattutto i mezzi pesanti

utilizzino il Ponte Albano;

- con l’integrazione, nel casello autostradale “Sasso Marconi Nord” al momento provvisto solo di

Telepass, di un sistema di pagamento tramite carte (Viacard e bancomat);

- con un supporto strutturato alla Polizia Locale o tramite personale o con contributi ad hoc per

l’assunzione di personale a tempo determinato legato al periodo di emergenza;

-  nell’analizzare   e  considerare  soluzioni  alle  problematiche   che  nasceranno   in  caso  di   neve,

individuando   alternative   all'attuazione   del   piano   neve   che,   per   come   è   pensato   attualmente,

aggraverebbe ancora di più la situazione contingente.

Certi di un vostro celere un riscontro, si inviano cordiali saluti.

Per i sindaci dell’Appennino

Maurizio Fabbri

Sindaco di Castiglione dei Pepoli

Valentina Cuppi

Sindaca di Marzabotto

Bruno Pasquini

Sindaco di Monzuno

Giuseppe Argentieri

Sindaco di Vergato

Alessandro Santoni

Sindaco di San Benedetto Val di Sambro

Marco Masinara

Sindaco di Camugnano

Alberto Nasci

Sindaco di Castel d’Aiano

Marco Aldrovandi

Sindaco di Castel di Casio

Giuseppe Pucci

Sindaco di Gaggio Montano

Franco Rubini

Sindaco di Grizzana Morandi

Sergio Polmonari

Sindaco di Lizzano in Belvedere

Giuseppe Nanni

Sindaco di Alto Reno Terme

martedì 5 febbraio 2019

Incidente in A1 a Casalecchio di Reno

Camion si è incastrato la notte scorsa tra la rampa di uscita della A1 a Casalecchio e un cartellone stradale. Sul posto i vigili del fuoco che hanno dovuto mettere in sicurezza il mezzo poiché l'urto aveva forato il contenitore del carburante, quindi il mezzo perdeva pericolosamente gasolio.
L'autista, liberatosi da solo dalle lamiere attorcigliate, è stato trasferito al Maggiore per le verifiche mediche, ma le sue ferite non risultano gravi. Impegnative e lunghe invece le operazioni per rimuovere il mezzo incidentato e ridare la piena agibilità alla A1
Rilievi e verifiche sono state affidate alla Polizia stradale. 

 

martedì 27 novembre 2018

Allargamento della vecchia autostrada o creazione dell'anello viario con il passante sud ? L'interrogativo agita la politica.

Il pesante transatlantico con la soluzione della strozzatura viaria bolognese è tornato in alto mare e non si sa quando rientrerà in porto. Intanto la tangenziale e l'autostrada sono gonfie di automobili in fila. Ad amareggiare ancor più si aggiunge la notizia, ancora incerta, della formulazione sbagliata del bando per la gara del passante di Casalecchio di Reno che dovrà essere rivista. Piove sul bagnato. Un nuovo ritardo?


Crescono le quotazioni del passante sud, il passaggio in sotterranea a sud di Bologna, sotto le prime colline della cintura, che dovrebbe formare con la tangenziale un anello completo attorno alla città. Le quotazioni sono salite dopo la bocciatura da parte del Governo del passante nord e dell'allargamento in sede sia dell'attuale tangenziale, sia dell'autostrada in modo tale da portare la capacità viaria di questo tratto, a sei corsie per senso di marcia. La notizia ha sconcertato gli attuali amministratori regionali e del comune di Bologna che vedevano nell'allargamento l'attesa soluzione della viabilità bolognese e ha aumentato la speranza di coloro che sostengono la necessità del passante sud quale soluzione per alleggerire l'attuale tangenziale, avvicinare l'Appennino alla città e generare una alternativa strategica utile in caso di emergenza. Per di più questa seconda tangenziale costerebbe meno dell'allagamento in sede dell'attuale.
Per illustrare i vantaggi del passante sud si è tenuto recentemente un convegno a Casalecchio di Reno che ha visto, lamentano gli organizzatori, l'assenza di tutto l'apparato amministrativo locale, provinciale e regionale.
Fra questi organizzatori, il consigliere comunale a Casalecchio di Reno di Lista Civica, Bruno Cevenini, cui abbiamo chiesto, quale attento conoscitore della materia e sostenitore del passante sud, notizie sulla confusa situazione attuale. Come si suol dire, 'in quanti piedi d'acqua stiamo', poiché l'emergenza viaria a Bologna esiste ed è pressante.

È veramente pressante. Nessuno prende decisioni e così non si può andare avanti. Non è più tempo di melina”.

Quale conoscitore della dinamica amministrava, come pensa si potrà risolvere il dissidio che c'è sulla ipotesi di soluzione viaria fra sinistra e opposizioni su queste importantissimo tema la cui soluzione determinerà il prossimo futuro di Bologna?

Solo con il buon senso. Si devono superare le posizioni precostituite di appartenenza e considerare l'utilità generale”.

Sarà questo l'ultimo Natale amaro per gli automobilisti bolognesi?

Riguardo la viabilità di attraversamento della città, non nascondo che sono molto preoccupato. Si è tra l'altro aggiunta la notizia di ieri che il bando per la nuova Porrettana è sbagliato per cui dovrà essere riformulato, con inevitabili ritardi. L'inefficienza della pubblica amministrazione è in Italia purtroppo acclarata e spesso si rivela una palla al piede per gli enti gestori”. 

mercoledì 3 ottobre 2018

Camion in fiamme, autostrada A1 chiusa a Sasso Marconi

Nessun ferito, code di oltre tre chilometri verso Bologna


Un mezzo pesante ha preso fuoco poco prima delle 9 sull'Autostrada del Sole, all'altezza di Borgonuovo, nelle vicinanze del nuovo casello Sasso Marconi nord, direzione Bologna. Il tratto, comunica Autostrade, è stato chiuso. 
Secondo quanto si apprende non ci sono feriti gravi. Solamente una bruciatura all'autista ricevuta nel tentativo di spegnere l'incendio. L'uomo è stato trasferito al Maggiore per la medicazione dalla autoambulanza della Pubblica di Sasso Marconi. 
Il camion non trasportava materiale pericoloso, si sono però sentiti tre forti boati e qualcuno ha pensato a fuochi d'artificio. L'ipotesi non è confermata.  Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con diverse squadre che hanno dovuto operare per oltre due ore per domare l'incendio. Presenti anche la polizia stradale e il personale di Autostrade. 

Si registrano oltre tre chilometri di coda in direzione di Bologna e due chilometri di coda in direzione di Firenze, dove il traffico scorre su due delle tre corsie disponibili.

sabato 29 settembre 2018

Lunedì riapre l'autostrada a Bologna

Lavori completati in 53 giorni dopo danneggiamento del viadotto

Da ANSA

Dopo 53 giorni dall'incendio che ha gravemente danneggiato un ponte sul raccordo A1-A14 a Borgo Panigale, alle porte di Bologna, lunedì prossimo, 1 ottobre, riapre al traffico il tratto in questione. Lo annuncia Autostrade per l'Italia.
    All'inaugurazione parteciperà Giovanni Castellucci, di Autostrade per l'Italia.
   

lunedì 12 marzo 2018

E' morta la lupa investita a Sasso Marconi e lasciata sul raccordo autostradale.

"Avremmo voluto chiamarla Luna, come quella che splendeva la sera del 6 marzo scorso, quando l’abbiamo recuperata" si legge sulla pagina Facebook del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica - Monte Adone che alle 20.30 è stato contattato dai Carabinieri per soccorrere un lupo investito sul raccordo autostradale di Sasso Marconi, che purtroppo non ce l'ha fatta ed è morta. 
Un esemplare femmina di circa 10 mesi, inizialmente soccorsa dai militari dell'Arma e dai medici del 118 che si trovavano a transitare sul posto. Le sue condizioni erano gravissime e gli operatori si sono subito diretti alla Clinica Veterinaria Sasso Marconi - Dott. Amati: una frattura della base cranica, una frattura dell’omero e fratture multiple del bacino, un pneumotorace e un versamento addominale, la diagnosi.

"A chi l’ha investita - scrive il Centro Tutela - lasciandola in mezzo alla strada, andrebbe ricordato che, non ha investito solo un animale .. Oltre ad aver commesso un grave reato, ha commesso un gesto incivile che ha messo a serio rischio chi ha percorso dopo di lui quella carreggiata" e conclude "soccorrere un animale e mettere in sicurezza il luogo dell'incidente è in primis un atto civile".

Da Bolognatoday

domenica 8 febbraio 2015

Vado di Monzuno: una nuova scuola 'firmata' Autostrada.


La scuola attuale



Il periodico di Società Autostrade  in distribuzione in questo periodo riporta la notizia della presentazione del progetto della nuova scuola materna della realizzarsi a  Vado con i finanziamenti legati alla Variante di Valico.
“Il Comune di Monzuno, in provincia di Bologna,” si legge nell’articolo, “ha presentato il progetto per la realizzazione di una scuola materna a Vado, frazione della Val di Setta posta a metà strada tra i caselli di  Sasso Marconi e Rioveggio. Las spesa del nuovo plesso, 2.085.000 euro, sarà coperto interamente da Autostrade per l’Italia con i fondi della Variante dii Valico. La notizia in paese era attesa da tempo. La nuova opera sostituirà il vecchio edificio che sorge a due passi dalla piazza centrale, ma che oggi non è più utilizzabile. Di questo, come si può notare dal confronto con l’immagine di rendering, verrà comunque mantenuta la fisionomia esterna così cara a tanti vadesi. La nuova scuola sarà su due piani per complessivi 800 mq. Per la sua costruzione si prevede l’impiego di materiale ecologico di provenienza naturale. Al piano terra sono previste tre aule direttamente collegate con il parco esterno tramite ampie vetrate e lo spozio accoglienza. Al primo piano saranno invece ricavati il dormitorio e due ambienti dedicati alle attività formative: pittura e disegno, ma anche danza e musica. L’intervento di costruzione della mnuova scuola materna va ad aggiungersi a quelli già realizzati a Vado in favore della scuola elementare, che è stata ristrutturata e ampliata, e della locale scuola media e sempre grazie ai fondi della Variante di Valico. Oltre alla fisionomia esterna, la nuova scuola materna manterrà anche la vecchia denominazione: “Enrico Conti” dal nome del facoltoso cittadino vadese che all’inizi del secolo scorso donò al consiglio cittadino il terreno su cui edificare un asilo al fine di ‘   togliere i bambini dalla strada …’. “

Il progetto