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martedì 27 dicembre 2022

Fratelli d’Italia: “ Il Passante di Mezzo è dannoso. Nulla è green. La soluzione del nodo viario bolognese è il Passante Sud”.

 L' incontro con i vertici della società Autostrade per l'Italia S.p.A è stato un proficuo inizio.



  

Il Gruppo Bolognese di Fratelli d’Italia, dopo un incontro con Autostrade per l’Italia,  informa:

 

Il 16 dicembre abbiamo incontrato una delegazione di Autostrade per l'Italia S.p.A, cui  abbiamo espresso le nostre valutazioni sul progetto del Passante di Mezzo e del conseguente potenziamento dell’attuale tangenziale, ribadendo tutta la nostra contrarietà alla realizzazione dell’opera che, dopo trentacinque anni di inutile dibattito, è rimasta ferma alla soluzione prospettata e progettata negli anni ottanta. 

Il Passante di Mezzo non può essere considerato un’opera infrastrutturale utile ai fabbisogni della città, anzi per molti versi dannosa. Come è noto, il nodo stradale di Bologna è  di rilevanza nazionale e per la sua importanza la soluzione, da noi sempre sostenuta e in questa occasione ribadita ma mai sufficientemente approfondita, rimane quella del Passante Sud.

Nella sola ottica della riduzione del danno, per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che rappresentiamo, abbiamo evidenziato tutte le nostre preoccupazioni riguardo la cantierizzazione, la viabilità, in particolare sulle aree strategiche della città. A riguardo abbiamo esposto ad Autostrade per l'Italia S.p.A. le opere che riteniamo utili a contenere danni e disagi che certamente si verificheranno nei prossimi anni. Danni di cui sono responsabili i partiti che hanno promosso con tanto entusiasmo questa opera.

La società ha recepito quanto proposto riservandosi ulteriori verifiche. In particolare, si è convenuto sulla opportunità di approfondire il potenziale di un nuovo svincolo autostradale sull’Aeroporto Marconi, anche in un’ottica strategica, così come di valutare migliorie alla viabilità locale nella zona compresa tra San. Donato e Via delle Roveri. Inoltre hanno confermato disponibilità a valutare la fattibilità di nuovi tratti coperti degli assi stradali a traffico intenso, in prossimità delle aree abitate.

Abbiamo constatato che attualmente nulla è stato previsto formalmente in merito, cosa che ci sorprende vista le roboanti dichiarazioni di chi governa la città di un passante green. Di green non c’è nulla se non chiacchiere da carta stampata.

Proseguiremo il lavoro per portare miglioramenti veri e riteniamo l’incontro con i vertici della società Autostrade per l'Italia S.p.A un proficuo inizio.


lunedì 27 dicembre 2021

Il progetto sul passante di mezzo oggi in Consiglio Comunale a Bologna. Diverse le voci contro e le perplessità.

Il consiglieri FDI in comune di Bologna: "Passante  di Mezzo, infrastruttura inutile e dannosa. L’alternativa del Passante Sud più utile, meno costosa e realizzabile con pochi disagi"

Anche l'ingegner Crocioni dell'Unibo esprime perplessità. 


I consiglieri di FdI scrivono: 

"Oggi, lunedì 27 dicembre,  in Consiglio Comunale di Bologna  si voterà l'ultima delibera sul Passante di Mezzo prima dell'inizio dei lavori, Si consentirà l’avvio dei lavori  per realizzare un'infrastruttura inutile sul piano della mobilità e dannosa per gli enormi disagi nella realizzazione.
Fratelli d'Italia terrà una ferma opposizione al Passante anche in Comune, esattamente come ha già fatto in Regione, dove è stato l'unico partito a fare le barricate contro il Prit (Piano Regionale dei Trasporti), posizione intransigente tradotta con un voto contrario, di cui siamo orgogliosi.
Anche in Comune continueremo ad opporci all'opera e proporremo il completamento dell'anello autostradale e tangenziale a SUD della Città, opera più utile, meno costosa e con pochi disagi nella realizzazione".

Una delle questioni di maggiore importanza nella fase attuativa dell’opera sarà la configurazione dei cantieri. Sul tema interviene l’ingegner Giovanni Crocioni, per 35 anni docente di pianificazione alla facoltà di ingegneria dell'Università di Bologna ed ex consulente del Comune: “ La procedura non è stata fatta correttamente, ci saranno diversi problemi”.

Al seguente link la sua intervista all'emittente èTV:

https://e-tv.it/2021/12/26/domani-in-consiglio-comunale-approda-il-passante-di-mezzo/ 


mercoledì 1 dicembre 2021

E’ necessario il Passante Sud. Lo sostiene con forza FdI di Bologna

Una nota pervenuta dai consiglieri FdI in Comune di Bologna Francesco Sassone, capogruppo e  Stefano Cavedagna, rimarca la necessità della realizzazione del Passante Sud ( quasi totalmente in galleria) per risolvere il nodo viario bolognese.

 

Il testo: 

Dopo l'ennesimo incidente avvenuto nel tratto bolognese dell'A14 che ha bloccato la viabilità, non solo in autostrada ma anche in Tangenziale, torniamo a ribadire come sia necessario completare l'anello Autostradale e della Tangenziale progettando il Passante SUD, così che qualsiasi evento che blocchi la circolazione possa essere aggirato percorrendo Autostrada e Tangenziale dall'altro lato, come in tutte le grandi Città Italiane.

Per non parlare dell'inquinamento che causa un blocco del genere. Altro che passante "green".

Sembra banale, ma forse non lo è per la maggioranza a trazione PD che governa la nostra Città. Non si può essere ciechi e sordi di fronte a questa situazione.

FDI continuerà la sua battaglia per ottenere il Passante SUD certi che questa sia l'unica seria e vera alternativa possibile al Passante di Mezzo che, se realizzato, non produrrà altro che ulteriori danni, tanto in termini di blocco alla viabilità cittadina, quanto in termini di emissioni inquinanti, con buona pace della maggioranza che governa la Città di Bologna che si professa ambientalista a parole ma nei fatti è ben altro.


giovedì 17 giugno 2021

Evangelisti: "Rivedere il Piano della mobilità, sì al Passante Sud e Bretella Reno - Setta: la mia lettera aperta al Sindaco metropolitano"


La consigliera metropolitana del gruppo ‘Uniti per l’Alternativa’, Marta Evangelisti, ha dichiarato:

 

"Nella seduta di ieri del Consiglio ho anticipato al Sindaco metropolitano i contenuti della lettera aperta che subito dopo gli ho fatto pervenire.


Si fa un gran parlare in questi giorni, infatti, del Sindaco di Bologna che ricoprirà tale veste anche nella Città metropolitana e francamente seppure ne resto un po’ stupita di perché alcuni di questi “saputi” possono uscire fuori porta solo con il navigatore, rischiando sennò di perdersi al primo bivio per l’Appennino, in realtà so bene che il Sindaco di Bologna “uno ma bino” – come è stato scritto di recente – rappresenta anche i 70mila residenti dell’Appennino bolognese.


Questi residenti da più di cinque mesi sono costretti a code, disagi, incertezza, perdita di soldi e tempo e consumo di risorse per via della chiusura del ponte Leonardo da Vinci, a Sasso Marconi.

I centri urbani sono congestionati dal traffico, con file stagnanti che avvelenano l’aria e conseguentemente la vita di chi vi abita.

La certezza è che questo stato di cose durerà anni, addirittura due: e dovremmo festeggiare perché vi è stata una riduzione nel tempo originariamente previsto, a cui nessuno crede però..!

In questo momento la tensione è alta: protestano i cittadini, le imprese, le categorie, i partiti e anche tutti i sindaci, di qualsiasi appartenenza politica. Protesta anche il PD locale, che raccoglie firme contro sé stesso, per sollecitare sé stesso, in Città metropolitana, in Regione ed al Governo della Nazione e per fare quanto avrebbe già dovuto fare e poi porre in essere.

 

È una situazione che non fa certamente onore al territorio che a livello di governo sovracomunale è stato affidato  al Sindaco metropolitano Virginio Merola, il quale dopo l’istituzione della Città metropolitana, rappresenta i 400mila abitanti di Bologna e in veste metropolitana, i 600mila abitanti della Provincia. Non basta il tavolo in Prefettura e le risultanze emerse: troppo poco, tardivo e scontato. Occorre in primis rimettere mano a quel Piano della mobilità che sostenibile non è. Bene il potenziamento del trasporto su ferro: ma fatelo. Occorrono più corse con cadenzamento minore, corse con valenza turistica (un tempo si andava da Bologna a Firenze, via Pistoia, con un treno diretto), corse in tardo orario – perché i giovani possano accedere dalla città alla provincia – e viceversa - in sicurezza, anche di sera e anche coloro che lavorano ne possano fare uso – perché si lavora anche dopo le 21. E ciò non solo in Appennino, ma in tutta la Provincia.

 Resta però il tema infelice delle infrastrutture: il Tram così come progettato nelle sue linee va rivisto: la principale, quella Rossa, metterà a dura prova la mobilità cittadina nel suo complesso e la Città ve lo sta dicendo in tutte le “lingue politiche” così come è una follia il progetto del Passante di Mezzo, anche con i correttivi recentemente proposti.

 Per queste motivazioni ho affermato – senza presunzione, ma con coraggio e credo buon senso – che occorre correggere quei piani.

 Non so se qualcuno ha pensato di coinvolgere davvero il Sindaco su questi temi a livello di pianificazione generale, né se ha interesse al tema, anche se questo, non posso in verità escluderlo.

Perché proprio all’inizio di questo mandato, fui proprio io a richiedere attenzione al Sindaco su un’opera che ad avviso di molti, risolverebbe tanto il problema dei collegamenti da e verso l’Appennino ed il rilancio di quel territorio. Il Sindaco accolse quella proposta di riattualizzare il progetto della Bretella Reno – Setta (proposta supportata da 14mila firme consegnata nelle Sue mani) e lo fece proponendo un emendamento in consiglio, al fine di finanziare un nuovo studio.

Successivamente gli “Illuminati” del partito (molto poco) democratico, Presidente della Regione in testa, amministratori – paladini della montagna – “secondo convenienza”, decisero che no – l’opera non era fattibile, necessaria opportuna ecc ecc, proponendo soluzioni alternative, cioè palliativi, di cui oggi, peraltro, non vi è traccia se non tre rotonde.

 Per questo nell’ambito della Sua autonomia, ho domandato al Sindaco di intervenire nuovamente, assumendo, prima della scadenza di mandato, una posizione diversa e di favore, rispetto le determinazioni già assunte, nei confronti di queste due opere: Passante Sud (perorato ad oggi anche da associazioni apolitiche che hanno fatto studi tecnici ad avvalorare la scelta) e soprattutto BRETELLA RENO – SETTA. Raccoglierebbe in questo modo le istanze di una quota non trascurabile dei Cittadini, degli imprenditori, dei pendolari, che gravitano nell’orbita del Suo governo di secondo grado e che oggi vedono e vedranno fortemente compromessi una buona quota parte dei loro diritti e delle loro tutele a fronte delle scelte ad oggi assunte nei Piani programmatici citati. Mentre noi, come forza politica, raccoglieremo nuovamente firme, ad aggiungersi alle precedenti, che faremo pervenire sino ai tavoli ministeriali romani".

 

mercoledì 14 agosto 2019

Evangelisti-Bignami: “Passante di Mezzo scelta sbagliata e assurda”

Riceviamo:

Il Passante di Mezzo non è la soluzione: la Città metropolitana continua ad avallare la scelta progettistica sbagliata. Lo abbiamo detto e ribadito in ogni sede: allargare la strada non è sufficiente, contribuirà solo a far sì che su quella arteria transiti un numero di veicoli ancora superiore, a discapito della sicurezza e della tutela ambientale. Il PD, con a capo il governatore della Regione Stefano Bonaccini, pur di portare a casa una soluzione, si è piegato addirittura alle condizioni peggiorative imposte dal Ministro Toninelli. Occorre una infrastruttura alternativa, il progetto proposto è peggiorativo in tutto”. Ad affermarlo è Marta Evangelisti, consigliere metropolitano di Uniti per l’Alternativa. “Ribadisco che l’ipotesi migliore sarebbe il Passante Sud, utile ad eliminare tutto il traffico dalla città e propedeutico anche alla revisione delle infrastrutture e della viabilità del territorio metropolitano. Penso alla richiesta del progetto di collegamento stradale Sasso Marconi-Pianoro proposto recentemente dai Sindaci e la Bretella Reno Setta, opere che totalmente o parzialmente si sarebbero inserite con il passante Sud”.

Dello stesso avviso il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami che da tempo conduce la battaglia per uno studio di fattibilità per il passante Sud. “Chi prosegue in questa inutile soluzione del Passante di Mezzo condannerà il nostro territorio a soffrire per i prossimi decenni sul fronte delle infrastrutture. Il Passante di Mezzo è solo un palliativo che viene però presentato come soluzione definitiva. Ma in realtà è un’opera dannosa che non solo non risolverà il problemi di traffico ma allontanerà definitivamente i futuri investimenti da parte di Autostrade che potrà sostenere di aver realizzato il Passante secondo le richieste delle Istituzioni locali. Non è così che si programma il futuro di un territorio”.

lunedì 12 agosto 2019

Nodo di Bologna. 'Passante di Mezzo scelta sbagliata e assurda. La soluzione è il 'Passante Sud'

di Marta Evangelisti
consigliere Alto Reno Terme e metropolitano

Il Passante di Mezzo non è la soluzione del 'noido viario di Bologna': la Città metropolitana continua ad avallare la scelta progettistica sbagliata. Lo abbiamo detto e ribadito in ogni sede: allargare la strada non è sufficiente, contribuirà solo a far sì che su quella arteria transiti un numero di veicoli ancora superiore, a discapito della sicurezza e della tutela ambientale. Il PD, con a capo il governatore della Regione Stefano Bonaccini, pur di portare a casa una soluzione, si è piegato addirittura alle condizioni peggiorative imposte dal Ministro Toninelli. Occorre una infrastruttura alternativa, il progetto proposto è peggiorativo in tutto.

Ribadisco che l’ipotesi migliore sarebbe il Passante Sud, utile ad eliminare tutto il traffico dalla città e propedeutico anche alla revisione delle infrastrutture e della viabilità del territorio metropolitano. Penso alla richiesta del progetto di collegamento stradale Sasso Marconi-Pianoro proposto recentemente dai Sindaci e la Bretella Reno Setta, opere che totalmente o parzialmente si sarebbero inserite con il passante Sud.  Ribadisco quindi con fermezza il voto negativo verso questo progetto già espresso in seno al consiglio metropolitano.

martedì 30 luglio 2019

Lista Civica di Casalecchio: " Il Passante Sud potrebbe risolvere molti problemi in caso di incidenti".

Il gravissimo incidente tra tre mezzi pesanti, che ha provocato anche una vittima, verificatosi oggi a Casalecchio di Reno nel tratto di Autostrada dove lo scorso anno esplose una cisterna, ha spinto la Lista Civica di Casalecchio a riproporre con insistenza il tema della necessità del 'passante sud' anche per evitare il blocco totale della viabilità intorno a Bologna, in casi come questi. 
 
Scrive infatti il gruppo politico in un comunicato: 

“L'incidente di oggi ha visto il ripetersi purtroppo di bilanci gravissimi sia sotto il profilo umano, sia organizzativo, con relativa chiusura di Autostrada e Tangenziale. La Lista Civica di Casalecchio ritiene auspicabile e improcrastinabile la realizzazione del cosiddetto 'Passante Sud' con ricucitura ad anello a San Lazzaro. La Politica non può essere così distante dai cittadini da non capire la necessità di un'opera del genere. 
In vista delle prossime elezioni regionali, come Rete Civica Metropolitana daremo indicazioni di voto solo alle liste che si impegneranno in questo senso”.

domenica 10 febbraio 2019

Il Passante Sud fa insorgere i sindaci della cintura collinare bolognese.


Passante sì... passante no . Passante nord …. passante sud “ E' ormai divenuto un ritornello, che ricalca quello della 'La Terra dei Cachi' di Elio delle Storie Tese, la soluzione del nodo viario di Bologna. 

Sembrava giunto al punto del via l'allargamento in sede con tre corsie per arteria e per senso di marcia dell'attuale tangenziale, quando è stata riportata all'attenzione da un convegno tenutosi a Casalecchio, organizzato dalla Lista Civica, la proposta del passante Sud. La proposta abbandona l'allargamento in sede della tangenziale e prevede in alternativa l'abbraccio viario della città con un nuovo tracciato che attraversa le colline in galleria da Casalecchio a San Lazzaro formando un cerchio con l'attuale tangenziale. I vantaggi sarebbe molteplici, si disse nel convegno, da quelli economici ( i costi sarebbero sensibilmente inferiori rispetto a quelli richiesti per l'allargamento in sede) a quelli ambientali per il contenimento degli inquinamenti, fra cui quello acustico. Inoltre migliorerebbe l'allacciamento della viabilità montana e collinare a quella nazionale, con benefici sensibili per l'economia di questa zona, non secondaria quella turistica. Infine quello di interrare le grandi arterie sarebbe una soluzione già attuata con esiti soddisfacenti nei paesi più avanzati dell'Europa. 

Al convegno seguì una lettera al ministero delle infrastrutture di cinque sindaci non di sinistra dell'Appennino a sostegno alla proposta, ribadita da una seconda a pochi mesi di distanza.

Di pochi giorni fa lo scontro su questo tema dell'assessore regionale Donini con il ministro , con informazioni di ricorsi alla giustizia amministrativa.

Ora, probabilmente perchè l'ipotesi di passante sud sta aumentando i consensi, cinque sindaci PD, hanno affidato a Dire una loro lettera congiunta di decisa critica al passante Sud, ribaltando persino il dato economico: è il passante sud, scrivono, che costa di più e mette a repentaglio equilibri ambientali di parchi e aree protette. Sarebbe poi inefficace per il volume pressochè insignificante di traffico che intercetterebbe. Inoltre non darebbe il servizio desiderato alla collina e alla montagna.

Insomma è un confronto per valutare oggettivamente il futuro viario di Bologna o è uno dei tanti scontri di parte ?


Forse la risposta la può dare solo Elio delle Storie Tese con la sua 'Terra dei Cacchi'....


I cinque sindaci Pd del bolognese che hanno firmato una dichiarazione congiunta per ribadire la propria contrarietà al "Passante sud", sono Massimo Bosso di Casalecchio, Stefano Mazzetti di Sasso Marconi, Gabriele Minghetti di Pianoro, Isabella Conti di San Lazzaro e Luca Lelli di Ozzano. Annunciando anche di essere pronti ad avviare una raccolta firme.

martedì 27 novembre 2018

Allargamento della vecchia autostrada o creazione dell'anello viario con il passante sud ? L'interrogativo agita la politica.

Il pesante transatlantico con la soluzione della strozzatura viaria bolognese è tornato in alto mare e non si sa quando rientrerà in porto. Intanto la tangenziale e l'autostrada sono gonfie di automobili in fila. Ad amareggiare ancor più si aggiunge la notizia, ancora incerta, della formulazione sbagliata del bando per la gara del passante di Casalecchio di Reno che dovrà essere rivista. Piove sul bagnato. Un nuovo ritardo?


Crescono le quotazioni del passante sud, il passaggio in sotterranea a sud di Bologna, sotto le prime colline della cintura, che dovrebbe formare con la tangenziale un anello completo attorno alla città. Le quotazioni sono salite dopo la bocciatura da parte del Governo del passante nord e dell'allargamento in sede sia dell'attuale tangenziale, sia dell'autostrada in modo tale da portare la capacità viaria di questo tratto, a sei corsie per senso di marcia. La notizia ha sconcertato gli attuali amministratori regionali e del comune di Bologna che vedevano nell'allargamento l'attesa soluzione della viabilità bolognese e ha aumentato la speranza di coloro che sostengono la necessità del passante sud quale soluzione per alleggerire l'attuale tangenziale, avvicinare l'Appennino alla città e generare una alternativa strategica utile in caso di emergenza. Per di più questa seconda tangenziale costerebbe meno dell'allagamento in sede dell'attuale.
Per illustrare i vantaggi del passante sud si è tenuto recentemente un convegno a Casalecchio di Reno che ha visto, lamentano gli organizzatori, l'assenza di tutto l'apparato amministrativo locale, provinciale e regionale.
Fra questi organizzatori, il consigliere comunale a Casalecchio di Reno di Lista Civica, Bruno Cevenini, cui abbiamo chiesto, quale attento conoscitore della materia e sostenitore del passante sud, notizie sulla confusa situazione attuale. Come si suol dire, 'in quanti piedi d'acqua stiamo', poiché l'emergenza viaria a Bologna esiste ed è pressante.

È veramente pressante. Nessuno prende decisioni e così non si può andare avanti. Non è più tempo di melina”.

Quale conoscitore della dinamica amministrava, come pensa si potrà risolvere il dissidio che c'è sulla ipotesi di soluzione viaria fra sinistra e opposizioni su queste importantissimo tema la cui soluzione determinerà il prossimo futuro di Bologna?

Solo con il buon senso. Si devono superare le posizioni precostituite di appartenenza e considerare l'utilità generale”.

Sarà questo l'ultimo Natale amaro per gli automobilisti bolognesi?

Riguardo la viabilità di attraversamento della città, non nascondo che sono molto preoccupato. Si è tra l'altro aggiunta la notizia di ieri che il bando per la nuova Porrettana è sbagliato per cui dovrà essere riformulato, con inevitabili ritardi. L'inefficienza della pubblica amministrazione è in Italia purtroppo acclarata e spesso si rivela una palla al piede per gli enti gestori”. 

lunedì 29 ottobre 2018

Botta e risposta sulla proposta di soluzione del NODO VIARIO BOLOGNESE: “Il passante Sud è una banalizzazione' ; No, l'anulare è la soluzione di tutti i problemi

Acceso scambio di punti di vista fra il Comitato per l'Alternativa al Passante Nord, che definisce la proposta di 'Anello viario di Bologna con una galleria a sud della città un 'RIPIEGO', e chi sostiene quale panacea dei mali 'viari' di Bologna il Passante SUD. Di questa ultima soluzione beneficerebbe anche l'Appennino. Santoni e altri 4 sindaci dell'Appennino sostengono il Passante Sud e hanno scritto al Ministero per sollecitarne la realizzazione ( che riportiamo in coda).

L'argomento è molto importante per Bologna e per le vallate dell'Appennino boloignese, quindi l'articolo è molto lungo, ma dati i contenuti merita la pazienza di leggerlo per intero. 

Il Comitato per l'Alternativa al Passante Nord mediante un allargamento della tangenziale , ma contrario a quello sud, sostiene:

Alla casa della Cultura a Casalecchio, è tornata in scena la banalizzazione della Tangenziale di Bologna come la magica soluzione di tutti i mali del Nodo di Bologna, seguendo le conclusioni di un Convegno sulla mobilità metropolitana del 19 gennaio 2018 in cui tre docenti (o ex docenti) della Scuola di Ingegneria dell'Università di Bologna l'hanno indicata come il miglior intervento possibile bocciando,
senza mezzi termini, l'allargamento in sede.
Peccato che questa banalizzazione, dalla sua comparsa nel 2003 ai giorni nostri sia stata la soluzione più criticata e bocciata da varie "parti" di alto livello come il Convegno tenutosi nell'Aula Magna di Ingegneria
del dic. 2015 con docenti ed ex docenti dell'Università, e in varie occasioni dalla Società Autostrade per l'Italia, definita dai relatori del convegno "la migliore del mondo" che "ha insegnato a tutti come si costruiscono le reti autostradali".
Attendevamo nell'incontro del 19 ultimo scorso a Casalecchio di sentire gli argomenti che avevano resuscitato il "cadavere" della banalizzazione e bocciato l'allargamento in sede, impropriamente chiamato Passante di Mezzo.
Siamo rimasti molto sconcertati dalla ricostruzione "lacunosa" dei diversi progetti sulla Tangenziale da metà anni 80 ai giorni nostri e delle relative
responsabilità politiche. Non abbiamo avuto il conforto di dati che giustificassero la disinvoltura con cui venivano minimizzati i limiti e le difficoltà della banalizzazione né sono state presentate ragioni convincenti per la drastica bocciatura dell'allargamento in sede.
Per quanto riguarda la ricostruzione storica è stato detto che la decisione di cancellare l'allargamento a 3+3 corsie con relative emergenze di Tangenziale ed Autostrada, voluta da Imbeni alla fine degli
anni '80, è stata un grave errore politico perché ha impedito la soluzione dei problemi del nodo stradale di Bologna e ha dato inizio ad un calvario che si è trascinato per altri 30 anni.
Non è però stato spiegato in modo convincente perché oggi la stessa soluzione venga dallo stesso relatore bocciata senza appello. E' stato solo vagamente accennato alle condizioni (quali?) che sarebbero nel frattempo cambiate.
In realtà ben poco è cambiato da allora, se non la netta diminuzione di inquinanti emessi dai veicoli, mentre molti dei punti più critici come San Donnino erano già presenti.
Tutta la vicenda del Passante Nord, durata dal 2002 al 2015, è stata liquidata dall'ing. Salizzoni in poche parole dicendo che si trattava di un mediocre progetto trasportistico che poi si è perso, dimenticando di citare che il Passante era stato fermato dal ns Comitato con solidi argomenti e con dati che ne avevano messo in luce non solo la inefficienza dal punto di vista trasportistico e urbanistico, ma anche il suo devastante impatto ambientale, lo spreco energetico e di risorse, in spregio tutti gli attuali concetti di sostenibilità.
Facciamo notare inoltre che il Progetto Passante Nord era stato firmato anche dalla Giunta Guazzaloca in cui l'ing. Salizzoni era Vice Sindaco e prevedeva, tra l'altro, una banalizzazione della Tangenziale eliminando l'autostrada al centro dell'asse con la soppressione di una delle cinque corsie per diminuire i flussi turbolenti di traffico. Questo progetto non "si è perso" ma è rimasto vivo e vegeto, con tanto di progetto esecutivo costato 20 milioni, fino al 2015, anno della scelta del Sindaco Merola di ripudiare il Passante Nord.
Nessuno ha ricordato che il ns Comitato ha presentato fin dal 2004 un progetto, alternativo al passante Nord, di "allargamento in sede" dell'asse Tangenziale a 3+3 corsie per senso di marcia più emergenze senza uscire dal sedime attuale, e quindi senza espropri, trasformando la Tangenziale da problema a risorsa per la città; un progetto ben diverso come concezione rispetto a quello presentato da Società Autostrade nel 2016, illustrato al popolo nei vari quartieri, ribattezzato Passante di Mezzo, e bloccato dal rinvio "sine die" della Conferenza dei Servizi imposto dall'attuale Ministro pochi mesi fa ad un passo dalla
fase di cantierizzazione.
La ns proposta di allargamento della Tangenziale e sistemazione della viabilità del quadrante Nord è stata appoggiata in tutti questi anni e fino al 2015 da diverse forze politiche e associazioni tra cui ricordiamo Rifondazione, i Verdi, la Lega, i M5S, Legambiente, WWF e Italia Nostra. Dopo la conversione nel 2015 del Sindaco Merola verso il potenziamento in sede, molti di questi sostenitori hanno cambiato rotta di 180" e ai giorni nostri sono contro qualsiasi allargamento e appoggiano la banalizzazione.
Il progetto di allargamento di Autostrade, il cosiddetto Passante di Mezzo, approvato dal Ministero e finanziato con budget della stessa Società, pur avendo scelto la discutibile strada degli espropri, mantiene
una visione d'insieme del territorio che il Comitato fin dall'inizio ha sostenuto. Infatti comprende anche il completamento della viabilità minore incompiuta del quadrante a nord della città che contribuirebbe anche, e in maniera rilevante, ad alleggerire il traffico ordinario sulla Tangenziale.
Nel disegno della banalizzazione tutto questo non è neppure contemplato.
A proposito di responsabilità politiche non è stato detto che II Passante Sud, presentato fin dal 2003, venne sostenuto da una parte della destra in contrapposizione al Passante Nord, ma dopo qualche tempo, dimenticandone tutti i pregi tecnici sostenuti fino a quel momento, si convertì al Passante Nord quando si capì che i finanziamenti sarebbero
andati in quella direzione.
Ricordiamo in ogni caso che oggi più che mai la priorità n°l del Nodo Bolognese è l'eliminazione della congestione sulla Tangenziale nelle ore di punta. Secondo noi la soluzione migliore per risolvere definitivamente questo problema in una prospettiva futura può essere solo l'allargamento a 3+3 corsie più emergenze e non la banalizzazione che rappresenta comunque un provvedimento forzato, pieno di escamotages per minimizzarne le difficoltà, le incognite sulla funzionalità le lacune sulla sicurezza e una cantierizzazione tutt'altro che "banale" e poco invasiva.
Il Passante SUD potrà servire a chiudere un anello attorno a Bologna e a mettere in comunicazione due vallate, ma da solo influisce in modo insufficiente sulla congestione della Tangenziale.
Purtroppo ci siamo resi conto che per la soluzione del più importante Nodo Viario italiano ancora una volta si cerchi di ricorrere ad un ripiego e non ad un grande progetto di lunga prospettiva, in accordo con tutti i
principi di funzionalità e sostenibilità ambientale ormai affermatisi in tutto il mondo.

Gianni Galli e Severino Ghini (www.passantenord.org


LISTA CIVICA CASALECCHIO DI RENO, che sostiene la necessità del Passante Sud, replica:

Bologna è il più importante nodo infrastrutturale di collegamento fra il nord ed il centro-sud Italia.
La crisi della mobilità del nodo bolognese continua a far pagare un prezzo altissimo alla popolazione.
I nodi di Casalecchio e di Rastignano negli ultimi decenni sono costati in ore perdute oltre 300 milioni di Euro senza contare i danni da inquinamento atmosferico, acustico ed il maggior consumo di carburante.
Non fare costa! E finora ha prevalso purtroppo la cultura del non fare nella manutenzione, nell’adeguamento e nell’ammodernamento.
Il blocco del nodo di Bologna divide l’Italia in due pezzi e sbarra il collegamento fra il nord Europa ed il centro-sud Italia. Bologna deve quindi garantire sempre il transito, anche veicolare, di attraversamento dell’area. Le migliori garanzie a questo riguardo sono offerte dalla realizzazione di un
GRANDE RACCORDO ANULARE
Per attuare il raccordo anulare è indispensabile realizzare il PASSANTE SUD, che secondo l’ultimo progetto particolareggiato – illustrato sinteticamente nel Convegno della Lista Civica di Casalecchio di Reno del 19 ottobre u.s. – avrebbe una lunghezza complessiva di 14 km di cui 11 in galleria, realizzabile in 2 anni senza interferenze (se non marginali) con la viabilità esistente e con costi stimati di circa 0,9 miliardi di euro.
La realizzazione del passante sud sarebbe inoltre un toccasana sia per il nodo di Casalecchio che per le valli della montagna bolognese – come ben evidenziato dall’intervento del Sindaco di S. Benedetto, Santoni -.
Il Convegno della Lista Civica di Casalecchio ha inteso mettere a punto una tematica che interessa i cittadini di Casalecchio ed insieme l’intero sistema metropolitano di Bologna.
I relatori, su cui gli apprezzamenti del Comitato per l’alternativa al passante nord appaiono fuori luogo e gratuitamente polemici, hanno ragionato sulle alternative oggi effettivamente in campo, una volta tramontato il progetto del Passante Nord, di cui è emersa con crescente evidenza l’inadeguatezza trasportistica e l’effettivo notevole impatto ambientale.
Di fatto, oggi le alternative in campo sono le seguenti:
A) la soluzione delle tre corsie autostradali per senso di marcia a cui aggiungere le tre corsie stradali, con aumento di una corsia stradale per senso di marcia ed un sensibile allargamento della piattaforma;
B) la soluzione della banalizzazione/liberalizzazione dell’intera tangenziale, mantenendo invariata l’attuale piattaforma, con barriere ai terminali di Casalecchio, Borgo Panigale, Interporto e Ozzano, a cui integrare nel tempo il cosiddetto Passante autostradale Sud, in galleria naturale tra Pontecchio e San Lazzaro.
La soluzione A), proposta da Autostrade per l’Italia, è oggi sostenuta dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana, oltre che dalla Regione. Essa incontra difficoltà gravi per l’impatto urbanistico e ambientale che determinerebbe, emerso con grande evidenza anche nella fase delle osservazioni al progetto da parte delle proprietà interessate, ed ancor più per una cantieristica di cui è immediato riconoscere le gravi criticità estese per un lungo periodo di tempo, ragionevolmente non sostenibili dalle centinaia di migliaia di utenti stradali e autostradali, che ogni giorno sono costretti ad utilizzare un’infrastruttura di assoluto rilievo nazionale, che non presenta alternative, nemmeno a livello locale. Essa avrebbe un impatto consistente anche per i cittadini che si trovano a vivere in prossimità di tale infrastruttura.
La soluzione B), al di là di ogni inutile polemica, garantisce, con il mantenimento della attuale piattaforma, degli attuali svincoli, degli attuali cavalcavia e dei due viadotti ferroviari, la cantieristica più semplice e meno gravosa per gli utenti e per i cittadini, oltre che costi e tempi relativamente contenuti.
Le criticità realizzative segnalate, alcune anche relativamente impegnative, sembrano tutte agevolmente superabili; mentre le criticità trasportistiche addotte non sembrano avere ragione di essere.
La soluzione garantisce una fluidità di utilizzo, con notevoli garanzie di netto incremento della capacità di trasporto e contenimento dell’impatto sulla qualità dell’aria e sul clima acustico. Essa inoltre, con le barriere portate a Interporto e Ozzano, appare preziosa per rispondere al meglio alla domanda dei pendolari, che rappresenta ben oltre la metà della domanda complessiva sull’intero sistema della Tangenziale.
Questa soluzione, integrata con il progetto del Passante autostradale Sud in galleria, capace di ripartire e alleggerire sensibilmente il carico e l’impatto della mobilità autostradale sull’intera città, offre infine quelle garanzie di sicurezza che si dimostrano sempre più necessarie. Nello stesso tempo questo programma potrebbe aprire nuove prospettive di integrazione per i territori della media e alta collina bolognese.
Si osserva inoltre che la finalità dell'incontro non era limitata alle considerazioni relative a tangenziale/passante. Riteniamo doveroso ricordare le proposte volte a rendere più efficiente e meno impattante la mobilità sia pubblica sia privata, che prevedono:
A) interventi di tipo operativo (a bassissimo costo e ridotti tempi di messa a regime), quali la riduzione del tempo di permanenza in strada dei veicoli tramite riprogrammazione semaforica e la riconversione della rete Tper urbana verso un sistema hub & spoke a coincidenze per alleggerire i punti critici di congestione (Staz. FS, Via Rizzoli, ecc).
B) Opere di adeguamento su più livelli di alcune intersezioni viarie critiche (Rotonda Biagi di Casalecchio, intersezioni urbane con Emilia Ponente ed Emilia Levante, ecc). Tali interventi, una volta a regime, consentirebbero un incremento di efficienza e una riduzione di consumi ed emissioni valutabili nell'ordine del 25% rispetto ad oggi, oltretutto con tempi e costi definiti e certi, diversamente dalle ipotesi generiche e indefinite inserite nel PUMS 2018.
In campo trasportistico non esiste solo la realizzazione di adeguate infrastrutture, ma per ridurre l’inquinamento e per favorire la fluidificazione del traffico sono importantissime l’organizzazione e la gestione della mobilità attraverso una corretta progettazione multidisciplinare che renda realmente competitivo il mezzo pubblico.
Non è questa la sede per intervenire sulle proposte del Comitato per l’alternativa al passante nord, né per sviluppare inutili polemiche in una fase che richiede l’impegno da parte di tutti nella ricerca della miglior soluzione, una soluzione non più rimandabile.
È questo il significato dell’iniziativa presa dalla Lista Civica di Casalecchio, per cercare di dare un contributo nell’interesse dei cittadini rappresentati.
Casalecchio, 25.10.2018
Per la Lista Civica Casalecchio di Reno
Romano Stefanelli





La lettera dei Sindaci:




Al
MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

On. Danilo TONINELLI

Al

PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Stefano BONACINI










OGGETTO:
Interventi di potenziamento in sede del sistema autostradale-tangenziale di Bologna.
Richiesta di rivalutazione del progetto complessivo in favore del tracciato denominato “Passante Sud”.



Onorevole Ministro e caro Presidente,

a nome delle Amministrazioni che rappresentiamo Vi inviamo questa richiesta con l’intento di portare il nostro contributo sulla discussione tuttora aperta relativamente agli “Interventi di potenziamento in sede del sistema autostradale-tangenziale di Bologna”.

Riteniamo necessario fare emergere la voce di queste comunità avanzando la formale richiesta di rivedere il progetto di potenziamento del passante di Bologna, prendendo in considerazione l’ipotesi di sviluppo a favore del tracciato a Sud che alleggerirebbe anche il traffico a Nord.

Non sono motivi politici a spingere tale richiesta, che peraltro è sempre stata da noi sostenuta in tutte le sedi ed in ogni occasione in cui ce ne è stata data la possibilità, bensì la consapevolezza che oltre ad essere una soluzione utile per lo sviluppo infrastrutturale dell’intera valle del Savena e dell’Idice, e dunque dei relativi Comuni che da troppo tempo sono esclusi dalla programmazione infrastrutturale, grazie ad uno sviluppo per lo più in galleria il tracciato a Sud consentirà:
  1. di limitare l’impatto paesaggistico;
  2. di limitare al minimo il consumo di suolo;
  3. di ridurre notevolmente l’inquinamento atmosferico ed acustico;
  4. di ridurre notevolmente la vulnerabilità sismica delle strutture;
  5. di non perdere definitivamente l’opportunità della ricucitura a sud della città e la conseguente possibilità di creare una bretella autostradale capace di rappresentare una valida alternativa in caso di problemi legati ad incidenti e/o necessità manutentive.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo quantomeno opportuno che le Istituzioni sovraordinate si attivino per fare una analisi di fattibilità che non si limiti esclusivamente a confrontare le spese vive occorrenti al finanziamento delle opere, ma che metta a confronto anche i costi sociali e quelli eventualmente derivanti dalle infrazioni comminate dall’Unione Europea in tema di inquinamento, con i benefici economici sociali e sanitari che tale soluzione porterebbe alla città di Bologna ed alla Città Metropolitana nel suo complesso, tenuto anche in debito conto che si potrebbero riutilizzare gli enormi volumi di terra scavati per la realizzazione delle gallerie per il riempimento di vecchi siti estrattivi di cave di gesso dismesse che rappresentano oggi delle criticità dal punto di vista della sicurezza, prima fra tutte l’Ex cava del Prete Santo alla Ponticella di San Lazzaro di Savena, intervento questo che sancirebbe la definitiva messa in sicurezza dell’abitato.

Avevamo da tempo preparato questa lettera, ma a seguito delle recenti tragedie che hanno colpito prima Bologna e poi Genova abbiamo ritenuto opportuno aspettare ad avanzare tali richieste per rispetto delle persone coinvolte e purtroppo decedute, delle loro famiglie, ed anche per non distogliere attenzione al lavoro svolto e tuttora in corso da parte dei vari soggetti istituzionali con i quali ci complimentiamo.

Concludiamo con la più ovvia, ma crediamo motivata, richiesta: la disponibilità da parte del Ministero e dei competenti uffici Regionali ad adottare, con gli strumenti ordinari e straordinari di cui disponete, tutte le azioni opportune affinché si proceda con la rivisitazione del progetto in argomento sostituendo il potenziamento in sede in favore del Passante autostradale a Sud di Bologna che favorirebbe oltre che le aziende del territorio anche l’aspetto sociale e turistico.

Certi che comprenderete le ragioni di tale richiesta, nell’attesa di un cortese riscontro ed a disposizione in qualsiasi momento, l’occasione ci è gradita per porgerVi i nostri più cordiali saluti e l’augurio di buon lavoro.

I Sindaci dei Comuni di Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Loiano, Monterenzio e  Monghidoro









lunedì 22 ottobre 2018

L'Appennino merita il 'Passante sud'


Aspettiamo e speriamo”, è la conclusione a fine incontro cui sono giunti gli organizzatori del convegno voluto dal gruppo consiliare ' Lista Civica di Casalecchio di Reno', sulla viabilità riguardo al nodo di Bologna, tenutosi venerdì scorso nella città della chiusa del canale bolognese del Reno. L'incontro è stato voluto per fare il punto sulla situazione 'viabilità' nella cintura bolognese e , soprattutto, per avere un confronto con la cittadinanza. 
Dato per approvato e 'digerito' il progetto di superamento del nodo di Casalecchio sia ferroviario sia stradale in sottopasso, il tema principale era il Passante Sud cioè la tangenziale sud di Bologna, indispensabile, a giudizio degli organizzatori, per garantire una sufficiente percorribilità anche in caso di incidente e necessaria per valorizzare tutta la collina della cintura di Bologna con una infrastruttura snellente. Tutti interessanti i contributi dei relatori poiché in linea con le aspettative e capaci di sollecitare interventi appropriati. Il più seguito è stato quello dell'ex vicesindaco di Bologna nella giunta Guazzaloca, ingegner Giovanni Salizzoni, che ha spiegato come il costo della galleria che unirebbe Casalecchio con San Lazzaro è di gran lunga inferiore al costo del Passante di Mezzo per realizzare il quale sono state avviate numerose procedure di esproprio impegnative sia sotto il profilo dei costi, sia per i tempi di iter burocratico. Invece, nell'ipotesi di Passante Sud, questi problemi non ci sarebbero (11 chilometri di gallerie) e l'infrastruttura richiederebbe un tempo di esecuzione massimo di 3 anni. I vantaggi che porterebbe sarebbero quindi sia organizzativi, sia di costi e di strategia provinciale.

Il pubblico ha dimostrato di gradire l'argomento e le proposte, di apprezzare l'ipotesi di Passante Sud e ha voluto approfondire la tematica con numerose richieste di chiarimenti. Persino le associazioni ambientaliste presenti hanno dato la sensazione di non avere contrarietà. Note negative, le perplessità di un consigliere di quartiere di Bologna e il fatto che nessuno dei sindaci del PD invitati era presente. Brillava per la sua assenza anche il sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso. Il commento è stato che persino alle proposte di soluzione della viabilità si dà un colore politico: il Passante di Mezzo è di sinistra, il Passante Sud è di destra e questa logica impedisce un confronto vero sulla scelta da applicare.
Ultima considerazione e stata quella che il progetto esecutivo della soluzione in sotterranea del nodo di Casalecchio, contrariamente a quanto assicurato dall'assessore regionale alla viabilità al consiglio comunale di Casalecchio di Reno, non sarà il regalo di Natale per Bologna e la valle del Reno. 
A destra  nella foto
“ Tutto ci fa presumere che le promesse resteranno tali,” ha detto il consigliere della Lista Civica casalecchiese, Bruno Cevenini. “ Ciò è avvalorato dal fatto che quando c'è una riunione organizzativa su questo argomento non ci chiamano. Il PD fa tutto da solo, nella logica politica falsamente democratica di sempre.
Il convegno è stato voluto per sollecitare questa tematica ai livelli più alti della politica,” ha continuato Cevenini. “Da trent'anni subiamo la 'politica del no'. Ora vogliamo quella del fare. Il tema non è più rinviabile. Dopo la tangenziale, l'abbandono totale della viabilità cittadina. Dall'avanguardia viaria degli anni '60, Bologna è sprofondata in una colpevole dimenticanza che ci strozza”, ha concluso.