mercoledì 16 settembre 2026

IT.A.CÀ, un mese di eventi tra Bologna e Appennino per esplorare le “Geografie di Pace”

 Dal 18 settembre al 18 ottobre torna la tappa bolognese di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, con appuntamenti anche a Monzuno, Lizzano in Belvedere e Marzabotto



Dalla città all’Appennino, passando per la pianura e i territori modenesi: dal 18 settembre al 18 ottobre torna la tappa Bologna di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, con un ricco programma di iniziative ispirate al tema nazionale di quest’anno, “Geografie di Pace: Mobilità/rsi attraverso confini e culture”.

Un mese di eventi, cammini, laboratori e incontri per esplorare il rapporto tra mobilità, territori e culture, mettendo al centro accoglienza, memoria, inclusione e sostenibilità.

Tra gli appuntamenti in programma, anche diverse iniziative sull’Appennino bolognese.

A Lizzano in Belvedere, domenica 27 settembre, il progetto “Ricuciamo le distanze” metterà in relazione il territorio di Corno alle Scale con Lampedusa attraverso laboratori di cucito solidale, mostre e momenti conviviali dedicati ai temi dell’accoglienza, delle migrazioni e della libertà di movimento.

L’iniziativa sostiene il progetto della Biblioteca IBBY di Lampedusa, realizzato in collaborazione con Mediterranean Hope e Forum Lampedusa Solidale, per accogliere bambine e bambini che arrivano sulle coste dell’isola.

Si rinnova anche la storica collaborazione con il gruppo di Monzuno. Grazie all’intervento de La Girobussola, il 4 ottobre, nella frazione di Montorio, sarà possibile partecipare per la prima volta a un trekking ad anello di 7 chilometri accessibile anche a persone non vedenti.

Il percorso attraverserà paesaggi rurali, vigneti, tradizioni e saperi locali di un territorio sospeso tra memoria e natura, dove un tempo sorgeva un antico castello medievale. Un’esperienza pensata per favorire una fruizione inclusiva del paesaggio e riscoprire le connessioni tra storia, comunità e ambiente.

A Marzabotto, il 10 ottobre, sarà invece protagonista il trekking artistico “Radici resistenti. I racconti dell’acqua tra civiltà etrusca, Resistenza e rigenerazione urbana”, accompagnato da un laboratorio di serigrafia. Un itinerario tra memoria, Resistenza, arte e rigenerazione urbana, per riscoprire il territorio e le sue identità attraverso i linguaggi dell’arte e della letteratura.

Gli appuntamenti della tappa bolognese di IT.A.CÀ invitano così a guardare i territori da prospettive diverse, creando connessioni inattese tra cultura, paesaggio, memoria e conoscenza e trasformando il viaggio in uno strumento di incontro, consapevolezza e costruzione di nuove geografie di pace.

Il link del comunicato completo:

Il bramito del cervo: una notte d’autunno a Monte Sole

Escursione notturna nel Parco Storico Regionale per ascoltare il suggestivo richiamo dei cervi



Il Parco Storico di Monte Sole propone una serata dedicata a uno degli spettacoli più affascinanti della natura in autunno: il bramito del cervo, il potente richiamo con cui i maschi, durante la stagione degli amori, segnalano la propria presenza e cercano di conquistare le femmine.

L’appuntamento è in programma venerdì 18 settembre 2026, dalle ore 18 alle 23, per un’esperienza pensata per avvicinare i partecipanti alla conoscenza del cervo e delle sue abitudini, nel contesto naturale dell’Appennino bolognese.

La serata prenderà il via con una presentazione dedicata al cervo, alla sua biologia e al particolare comportamento legato al periodo riproduttivo. Al termine dell’incontro, quando la luce del giorno inizierà a lasciare spazio alla sera, il gruppo si metterà in cammino per una escursione notturna lungo i sentieri del Parco, con l’obiettivo di ascoltare il bramito nel suo ambiente naturale.

Il richiamo del cervo, profondo e potente, è uno dei suoni più caratteristici dei boschi appenninici durante il periodo degli amori. Ascoltarlo nel silenzio della notte permette di vivere il territorio da una prospettiva particolare, prestando attenzione non soltanto a ciò che si vede, ma anche ai suoni e ai segnali che animano il bosco dopo il tramonto.

Ritrovo: ore 18 presso il Poggiolo, in via San Martino 25, Marzabotto (BO).

Termine: previsto intorno alle ore 23.

L’escursione è classificata con difficoltà T (turistica) e prevede un percorso di circa 3 chilometri, con un dislivello di 150 metri e un tempo effettivo di cammino di circa un’ora. La durata complessiva dell’iniziativa comprende la presentazione, le soste e i momenti dedicati all’ascolto.

Per affrontare l’escursione in condizioni adeguate è necessario indossare scarponi da trekking con suola scolpita e un abbigliamento adatto alla stagione. È inoltre consigliato portare una giacca antipioggia, almeno un litro d’acqua e una luce frontale, indispensabile per muoversi sui sentieri dopo il tramonto.

La partecipazione è a prenotazione obbligatoria e le iscrizioni devono essere effettuate entro il giorno precedente.

Prenotazioni e informazioni

Cell. 333 2660329
Tel. 051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

Bandi GAL Appennino Bolognese: proroga per il bando Agriturismo e scadenze aperte

 Prorogata al 30 novembre la scadenza del bando Agriturismo


Il  GAL, Gruppo di Azione Locale, partenariato pubblico-privato che gestisce fondi europei per favorire la crescita e lo sviluppo delle aree rurali,  informa: 

Il Consiglio di Amministrazione del GAL Appennino Bolognese ha approvato la proroga della scadenza del bando AB SRD03 a) – Agriturismo.

La nuova scadenza per la presentazione delle domande di sostegno è fissata alle ore 13:00 del 30 novembre 2026.

Il testo completo del bando e la relativa scheda riassuntiva sono disponibili nella pagina dedicata:

https://www.bolognappennino.it/2026/05/25/ab-srd03-agriturismo/

Bandi GAL ancora aperti

È ancora possibile presentare domanda di sostegno a valere sui seguenti bandi del GAL Appennino Bolognese:

AB AS 2B – Interventi di mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico in azienda agricola

Scadenza: 30 settembre 2026, ore 12:00

Il testo completo del bando è disponibile alla pagina:

https://www.bolognappennino.it/2026/03/05/ab_as_2b-interventi-mitigazione-del-rischio-dissesto-idrogeologico-azienda-agricola/

AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole

Scadenza: 30 ottobre 2026, ore 12:00

Il testo completo del bando è disponibile alla pagina:

https://www.bolognappennino.it/2026/06/03/ab_as_6b_investimenti-in-neo-imprese-extra-agricole/

Bandi della Regione Emilia-Romagna – Sviluppo Rurale 2023-2027

Si segnalano inoltre i seguenti bandi nell’ambito dello Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna.

Attenzione: i bandi riportati di seguito non sono gestiti dal GAL Appennino Bolognese. Per informazioni, chiarimenti e modalità di presentazione delle domande è pertanto necessario rivolgersi all'ufficio regionale indicato nei singoli bandi.

  • SRD11 – Investimenti non produttivi forestali
    Scadenza: 15 ottobre 2026
  • SRD15 – Investimenti produttivi forestali
    Scadenza: 15 ottobre 2026
  • SRE01 – Insediamento dei giovani agricoltori e SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole
    Scadenza: 30 ottobre 2026
  • SRH01 – Erogazione di servizi di consulenza (II edizione 2025)
    Scadenza: 12 novembre 2026
  • SRH03 – Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia e industrie alimentari e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali
    Scadenza: 11 dicembre 2026

Informazioni e appuntamenti

Per maggiori informazioni sui bandi del GAL Appennino Bolognese o per prenotare un appuntamento presso gli uffici:

E-mail: info@bolognappennino.it
Tel.: 051 4599907

martedì 15 settembre 2026

A Monzuno la polentata solidale per ANT: una giornata di comunità, volontariato e solidarietà

 



di Carla Elvira Pedrazzi

 

È stata una giornata all’insegna della partecipazione, della solidarietà e della convivialità quella vissuta domenica 13 settembre alla Baita degli Alpini di Monzuno, dove si è svolta la tradizionale Polentata pro-ANT, organizzata dal Comitato Soci Monzuno di Emil Banca in collaborazione con il Gruppo Alpini di Monzuno.

L’iniziativa ha richiamato oltre 120 partecipanti, ai quali si sono aggiunte una trentina di porzioni da asporto, confermando ancora una volta quanto sia forte e radicato nel territorio il sentimento di vicinanza nei confronti di ANT – Associazione Nazionale Tumori, impegnata quotidianamente nell’assistenza gratuita ai malati e alle loro famiglie.

A rendere speciale la giornata è stata anche la componente gastronomica, con una polentata accompagnata da diversi condimenti, preparata con cura dagli Alpini. Ma al di là della convivialità, il vero protagonista dell’incontro è stato il valore della solidarietà: l’intero ricavato di 2.800 euro sarà infatti devoluto ad ANT.

Un risultato importante, reso possibile dalla generosità dei partecipanti e dalla collaborazione di numerose realtà del territorio.

Il Comitato Soci Monzuno di Emil Banca ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: alla presidente di ANT Emilia-Romagna Raffaella Pannuti e al vicepresidente Daniele Ravaglia; al sindaco di Monzuno Bruno Pasquini; al consigliere regionale Marco Mastacchi; al Gruppo Alpini di Monzuno, per l’impegno organizzativo e per l’ottima accoglienza; al Comitato Soci Emil Banca di Rioveggio e agli Amici di Rioveggio, San Benedetto Val di Sambro, Vado e Loiano, con i quali da tempo si condividono iniziative e momenti di aggregazione; nonché ai parroci don Marco Pieri e don Andrea, con don Enrico Petrucci impossibilitato a partecipare per un’assenza giustificata.

Un riconoscimento speciale al volontariato

Nel corso della giornata c’è stato anche un momento particolarmente significativo, dedicato alla memoria, al riconoscimento e alla valorizzazione di alcuni volontari di ANT Emilia-Romagna che hanno dedicato e dedicano tempo, energie e passione al servizio degli altri.

Tra le figure ricordate, Silvana Benini, volontaria della sede di Sasso Marconi per 13 anni, cinque dei quali nel ruolo di responsabile, scomparsa purtroppo prematuramente nel corso di quest’anno.

Un riconoscimento particolarmente sentito è stato tributato a Graziella Buganè, responsabile ANT dell’Appennino, figura da anni profondamente radicata nel territorio e autentico punto di riferimento per il volontariato dell’area appenninica bolognese.

Con discrezione, passione e una straordinaria capacità di coinvolgimento, Graziella Buganè ha saputo costruire nel tempo una preziosa rete di volontarie e collaboratrici nei Comuni di Monzuno, Loiano, Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Grizzana Morandi. Una rete capace di trasformare la disponibilità e la generosità delle persone in iniziative concrete a sostegno di ANT.

Il suo impegno rappresenta uno degli esempi più significativi di quel volontariato silenzioso ma fondamentale che tiene unite le comunità locali. Attraverso le numerose iniziative promosse e coordinate sul territorio, Graziella Buganè e le sue collaboratrici contribuiscono in maniera determinante alla raccolta di fondi destinata alla sede ANT di Sasso Marconi, sostenendone le attività e, soprattutto, permettendo di mantenere vicino alle persone più fragili un servizio di assistenza di straordinario valore umano e sociale.

La sua esperienza testimonia quanto il volontariato possa diventare una vera forza della comunità: non soltanto attraverso la raccolta di risorse, ma soprattutto creando relazioni, coinvolgendo cittadini e associazioni e mantenendo vivo quel senso di solidarietà che costituisce una delle ricchezze più autentiche del territorio bolognese.

La giornata di Monzuno ha dunque rappresentato molto più di una semplice iniziativa benefica. È stata la dimostrazione concreta di una comunità che sa ritrovarsi, collaborare e mettere insieme energie diverse per un obiettivo comune.

Proprio questo spirito, secondo il sindaco Bruno Pasquini e gli organizzatori, può rappresentare anche un importante esempio e uno stimolo per le giovani generazioni, alle quali trasmettere il valore dell'impegno civico, della partecipazione e dell'attenzione verso chi attraversa momenti di difficoltà.

La Polentata pro-ANT si chiude così con un bilancio particolarmente positivo: una grande partecipazione, 2.800 euro raccolti e destinati interamente ad ANT e, soprattutto, la conferma che quando istituzioni, associazioni, volontari e cittadini lavorano insieme, la solidarietà riesce davvero a trasformarsi in un aiuto concreto.

Bretella Reno-Setta, il sì dei sindaci prende quota

 



Prende quota tra gli amministratori comunali il progetto per la realizzazione della Bretella Reno-Setta. Lo si è appreso in questi giorni dalla stampa locale: tutti i sindaci dei Comuni coinvolti sarebbero d’accordo. Se così fosse, sarebbe superato e risolto quello che finora è apparso come il principale ostacolo all’opera, vale a dire l’impatto ambientale, elemento che in passato aveva fatto storcere il naso a diversi primi cittadini dell’area.

Del nuovo orientamento dei sindaci si è parlato nel corso del recente incontro organizzato nell’Appennino bolognese per fare il punto sullo stato di salute dell’economia montana e individuare possibili indirizzi sui quali concentrare l’attenzione per favorirne la ripresa.

Una netta preferenza per la Bretella Reno-Setta è stata espressa, nel suo intervento, dalla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi. Il suo ruolo di presidente della Comunità del Corno alle Scale e dell’Ente Parchi Emilia Orientale, oltre alle funzioni svolte nell’ambito della Città Metropolitana anche sul fronte del turismo, ha fatto ritenere che il consenso sull’opera fosse ormai generale.

A rafforzare questa impressione ha contribuito anche l’assenza di obiezioni da parte degli altri sindaci presenti, compresi quelli dei Comuni direttamente interessati. Un silenzio interpretato come una sostanziale condivisione della posizione espressa dalla sindaca Franchi.

Ma dietro questa apparente calma potrebbero ancora covare alcune perplessità. Il confronto tra gli amministratori, infatti, non sembra essersi concluso e sotto la cenere del consenso potrebbero esserci ancora alcune braci.

Abbiamo provato a contattare uno dei sindaci coinvolti. La sua prima reazione è stata improntata alla prudenza e ha accettato di parlare soltanto dopo aver avuto la rassicurazione che si trattasse di un confronto informale, come si suol dire, “a microfoni spenti”.

«A me la bretella sta bene, sono d’accordo – ha spiegato – ma ho notato che qualcuno tra i miei colleghi è rimasto piuttosto sorpreso dall’annuncio. D’altronde, tra noi non ci sono stati incontri per concordare il sì alla bretella. Il fatto che la sindaca Franchi abbia parlato di unità in un incontro di tale importanza, però, fa ritenere che qualcosa di concreto sia ormai stato deciso nei diversi livelli dell’amministrazione pubblica».

Il sindaco ha poi affrontato un altro tema destinato a intrecciarsi con il futuro della viabilità della Valle del Reno: che fine farà il progetto di ammodernamento della vecchia Porrettana nel tratto compreso tra Vergato e Sasso Marconi?

Anche su questo punto la risposta è stata netta, seppure accompagnata dalla richiesta di mantenere ancora riservate le sue dichiarazioni: «Quel progetto è già morto. Né Vergato né Marzabotto vogliono una tangenziale al paese che passi in galleria, sia per l’impatto dell’opera sia, soprattutto, perché una soluzione del genere, in quelle posizioni, non garantirebbe il livello di sicurezza che un’infrastruttura di questo tipo dovrebbe assicurare».

Rimarrebbe, secondo il sindaco, una sola soluzione da portare avanti: «Di quel progetto l’unica soluzione che potrà essere realizzata è quella del ponte, per risolvere il problema del blocco della Rupe a Sasso Marconi».

Se questa lettura degli orientamenti in campo troverà conferma, lo scenario che si prospetta per la viabilità della Valle del Reno potrebbe dunque essere quello di una Bretella Reno-Setta in buona parte sotterranea, accompagnata da un lungo ponte destinato a sostituire l’attuale e problematico tratto della statale ai piedi della Rupe di Sasso Marconi.

Sarebbe un’altra importante tappa del percorso per restituire fluidità alla viabilità della Valle del Reno, condizioni considerate indispensabili per sostenere l’economia locale e, soprattutto, creare le condizioni per una sua possibile ripresa.

A Sasso Marconi un corso gratuito di primo soccorso per cittadini: al via le iscrizioni

 



Imparare a intervenire in modo corretto e tempestivo può fare la differenza in una situazione di emergenza. È questo l’obiettivo del corso di Primo Soccorso per cittadini 2026, promosso dalla Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, che propone un percorso formativo gratuito rivolto alla cittadinanza.

Il corso si svolgerà dal 5 ottobre al 12 novembre 2026, con 12 incontri programmati il lunedì e il giovedì alle ore 21. Un’occasione per acquisire conoscenze e competenze utili a gestire le principali situazioni di emergenza e a intervenire in attesa dell’arrivo dei soccorsi professionali.

Il percorso è gratuito e, al termine, sarà rilasciato un attestato di frequenza. Per garantire un’adeguata qualità della formazione, il numero dei partecipanti è limitato a 50 persone.

Le lezioni si terranno presso la sede della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, in via San Lorenzo 4.

La partecipazione è subordinata all’iscrizione obbligatoria via email, scrivendo a primosoccorso@pubblicasassomarconi.it.

Un’iniziativa pensata non soltanto per fornire nozioni tecniche, ma per promuovere una maggiore consapevolezza e preparazione nella comunità: conoscere le corrette procedure di primo soccorso significa infatti essere maggiormente pronti ad aiutare chi si trova in difficoltà e, in alcuni casi, contribuire concretamente a salvare una vita.


Dalla prigionia alla rinascita: le storie degli ex internati militari. Quinta puntata

 



di Patrizia Zanasi

Presidente Anei Marzabotto


Prosegue il percorso dedicato agli ex internati militari italiani (IMI) e alle loro storie, ricostruite attraverso documenti, testimonianze e ricordi delle famiglie. In questa nuova puntata vengono ricordati Luigi Borelli, Guerrino Idalghi, Mario Laffi e Arciso Lanzarini, uomini originari dell'Appennino bolognese che, dopo l'8 settembre 1943, furono catturati e internati nei campi tedeschi.

Le medaglie loro conferite saranno ritirate dai familiari, che oggi ne custodiscono la memoria.


Luigi Borelli

Borelli nacque a Pian del Voglio, frazione di San Benedetto Val di Sambro, il 10 novembre 1924, figlio di Malachia Borelli e Maria Rinaldi. Colono e celibe, era stato arruolato nell'11° Reggimento Alpini.

Fu catturato il 9 settembre 1943 a Brunico, in provincia di Bolzano, e internato in uno Stalag del Distretto militare X di Amburgo. Dalla documentazione risulta inoltre che fu impiegato come lavoratore prigioniero presso la ditta Karl Haß di Schmalfeld, nel distretto di Bad Segeberg, nello Schleswig-Holstein.

Dopo la guerra fece ritorno in Italia. Morì a San Benedetto Val di Sambro il 6 aprile 1984.

Nella foto: il foglio matricolare di Luigi Borelli.


Guerrino Idalghi

Idalghi nacque il 12 dicembre 1915, figlio di Enrico, detto Arrigo, e Zaira Tigli. Celibe, era artigliere e fu internato nello Stalag VI D di Dortmund, nel Distretto militare di Münster, con numero di internamento 112030.

Fu rimpatriato il 13 agosto 1945. Al momento del ritorno in Italia la famiglia risiedeva a Vado, nel territorio di Monzuno. Guerrino Idalghi è morto a Crespellano il 18 aprile 2005.

A restituire il volto più umano e doloroso della sua esperienza è la testimonianza della figlia Silvia, che ha raccolto negli anni i racconti del padre.

Il ricordo della figlia

«Mio padre era nato a San Benedetto Val di Sambro durante la Prima guerra mondiale. Suo padre Enrico aveva combattuto in Abissinia e venne poi insignito del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto.

La sua era una famiglia di contadini sulle colline di Rioveggio. Nonostante la povertà, erano in dieci tra fratelli e sorelle. I ragazzi cominciavano a lavorare fin da piccoli e mio padre, a soli nove anni, fu mandato a fare il garzone presso una famiglia alla quale era stato ucciso il ragazzo che si occupava del bestiame. Aveva tanta paura, ma doveva andare avanti. Raccontava che doveva passare vicino al cimitero e che tremava di paura, ma non poteva ribellarsi.

Quando fu catturato era militare a Bologna. Venne caricato su un carro bestiame senza sapere dove sarebbe stato portato. Dopo diversi giorni di viaggio, senza mangiare né bere e ammassati gli uni sugli altri come bestie, arrivarono a Dortmund, in Germania.

Furono sistemati in baracche fredde, dove pioveva anche dentro, e durante quell'inverno mio padre ebbe il congelamento dei piedi. Non avevano praticamente nulla. Al mattino, legati con le catene e sorvegliati da guardie armate, si incamminavano tutti incolonnati verso le officine, dove fabbricavano le bombe.

Chi cadeva lungo la strada veniva ucciso. Mio padre raccontava di aver visto sparare a un suo compagno e di essere stato costretto a spostarlo sul bordo della strada. Doveva resistere a tutti i costi.

Un giorno trovò delle bucce di patate e, utilizzando l'acqua piovana, le cucinò dentro una scatoletta di tonno. Una guardia se ne accorse e lo riempì di botte. Diceva che avrebbe avuto la forza di reagire, ma che per sopravvivere non lo fece e lasciò che lo picchiassero.

Nei suoi racconti c'era anche una famiglia tedesca che lo aveva aiutato a sopravvivere. Diceva di essere stato trattato quasi come un cane, sotto al tavolo, ma non dimenticò mai che gli avanzi del loro pranzo gli avevano salvato la vita».

Poi arrivò la liberazione.

«Quando fu liberato partì a piedi e, dalla Germania, riuscì dopo molto tempo a tornare a casa. La famiglia non lo riconobbe perché era pelle e ossa.

Lui era una persona sempre allegra, cantava sempre e diceva a noi figli: “Ho visto tante cose brutte che non posso neppure raccontare. Ho patito tanta fame, ho avuto tanta paura, che ora, anche se ho poco, quel poco che ho mi rende felice”.

Nel 1957 si trasferì a Sasso Marconi con la famiglia, con un carro, due mucche e pochi mobili. Lì iniziò una nuova vita, fatta di sacrifici e ancora sacrifici. Ma il suo spirito e la sua forza gli permisero di diventare l'uomo meraviglioso che tutti ricordano».

È una testimonianza che racconta non soltanto la durezza della prigionia, ma anche la straordinaria capacità di Guerrino Idalghi di ricominciare, trasformando una vicenda segnata dalla fame, dalla paura e dalla violenza in una vita dedicata alla famiglia.

Nella foto: Guerrino Idalghi in uniforme militare.

Mario Laffi

Laffi nacque a Marzabotto il 2 febbraio 1923, figlio di Carlo e Celsa Sandrolini. Operaio pilarino, fu arruolato nella Guardia alla Frontiera, 25° Settore.

Alcune fotografie inviate alla famiglia consentono di ricostruire la sua presenza nei reparti di confine a presidio della Slovenia occupata, in particolare nella zona di Zagorje, allora compresa nel Governatorato della Provincia di Lubiana, amministrata dal Regno d'Italia.

Il suo reparto era alloggiato in una casa fortificata e in un posto di blocco denominato “Casa Christian”. È probabile che proprio in questa zona Laffi sia stato catturato dalle truppe tedesche e successivamente inviato in Germania.

Secondo alcuni documenti conservati nell'Archivio federale di Aquisgrana, il suo identificativo era 047134. Risulta entrato l'11 settembre 1944 nell'Organizzazione Todt-Speer, struttura impegnata principalmente nella realizzazione di strade, ponti e altre infrastrutture fondamentali per le comunicazioni e le linee di approvvigionamento dell'esercito tedesco.

Fu rimpatriato il 18 settembre 1945 da Müllrose. Probabilmente era stato internato nel Distretto militare III di Berlino, con matricola n. 36048.

Dopo la guerra Laffi fu presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci. Morì a Vergato il 20 ottobre 1970, all'età di 47 anni.

Nella foto: Mario Laffi davanti alla “Casa Christian”.

Arciso Lanzarini

Lanzarini nacque a Castel d'Aiano il 15 gennaio 1920 e risiedeva a Marzabotto. Era figlio di Federico e Amedea Bernardoni e fratello di Aldo, anch'egli internato militare. Di professione colono, fu arruolato nel 2° Battaglione C.A., di stanza in Grecia, e successivamente nel 226° Reggimento Fanteria.

Fu catturato l'11 settembre 1943 in Albania e internato nello Stalag XI A di Altengrabow, nel Distretto militare di Hannover, con matricola n. 14298.

A Marzabotto venne inizialmente dichiarato disperso: i genitori avevano infatti smarrito ogni riferimento e non disponevano più di un indirizzo attraverso il quale poter avere sue notizie.

Dopo due anni di guerra e prigionia, Lanzarini fu rimpatriato il 17 settembre 1945.

Morì a Marzabotto il 24 luglio 2002.

Nella foto: una pagina dell'archivio comunale di Marzabotto con gli elenchi delle famiglie che percepivano sussidi e assegni di guerra.

Quattro storie, una memoria comune

Le vicende di Luigi Borelli, Guerrino Idalghi, Mario Laffi e Arciso Lanzarini aggiungono nuovi tasselli alla memoria degli uomini che, dopo l'8 settembre 1943, vennero catturati e deportati nei territori controllati dalla Germania nazista.

Documenti, fotografie e soprattutto le testimonianze dei familiari permettono oggi di ricostruire percorsi personali che altrimenti rischierebbero di rimanere confinati negli archivi.

Le medaglie consegnate alle famiglie assumono così un significato che va oltre il riconoscimento individuale: sono un simbolo di memoria e un ponte tra le generazioni, perché quelle storie di prigionia, sofferenza e ritorno possano continuare a essere conosciute e ricordate.

A passo di musica: un fine settimana tra musica, tradizione e territorio

 

L’invito del Gruppo di Studi 10 Righe:


Il prossimo fine settimana sarà ricco di appuntamenti per la nostra rassegna “A Passo di Musica”, un percorso che unisce musica, tradizione e valorizzazione del territorio.


SABATO 19 SETTEMBRE 2026

Alle ore 19, nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Sasso Marconi, è in programma il concerto con Paola Matarrese, voce, e Stefano Pellini, organo.

Un appuntamento musicale nella suggestiva cornice della chiesa, che inaugura un intenso weekend all’insegna della musica e della cultura.


DOMENICA 20 SETTEMBRE 2026

La giornata proseguirà all’insegna della scoperta del territorio.

Alle ore 16.30 è prevista una visita guidata all’Oasi di San Gherardo, un’occasione per conoscere e apprezzare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio.

Alle ore 17.30, il programma musicale vedrà protagonisti i “MUSICANTI DLA BÁSA”, con la loro musica tradizionale del territorio: melodie da ascoltare, riscoprire e, perché no, anche da ballare.

A conclusione dell’appuntamento sarà possibile fermarsi per uno spuntino a cura di 081 BISTRÒ, Neapolitan cusine per condividere un momento conviviale e chiudere insieme il pomeriggio.

Un intero fine settimana per vivere la musica in maniera diversa: nei luoghi della comunità, immersi nella natura e nelle tradizioni che raccontano la nostra terra.




Vi aspettiamo per camminare, ascoltare e stare insieme… a passo di musica!

A Capugnano l’ultima Lectura Dantis dell’estate

 



Renzo Zagnoni informa: 


È in programma venerdì 18 settembre, alle ore 17.30, l’ultima Lectura Dantis dell’estate alla Torre di Capugnano. Un appuntamento dedicato ancora una volta alla lettura e all’approfondimento della Divina Commedia, che vedrà protagonista uno dei canti più celebri e suggestivi dell’Inferno di Dante.

A causa della chiusura della strada per la Torre, interessata da lavori per il dissesto provocato da una frana, l’incontro si terrà eccezionalmente in una nuova sede: la sede della Pro Loco di Capugnano.

Al centro dell’appuntamento sarà il Canto XXVI dell’Inferno, dedicato ai consiglieri fraudolenti e, in particolare, alla celebre figura di Ulisse, accompagnato da Diomede. Un canto tra i più intensi dell’opera dantesca, nel quale la poesia e la riflessione sul desiderio di conoscenza, sul limite umano e sulle conseguenze delle proprie scelte si intrecciano nella straordinaria narrazione del viaggio di Ulisse.

L’appuntamento rappresenta dunque l’occasione per concludere il ciclo estivo delle Lectura Dantis ritrovandosi a Capugnano nel segno di Dante e della sua inesauribile capacità di parlare ancora al presente.

Venerdì 18 settembre 2026 – ore 17.30
LECTURA DANTIS
Inferno, Canto XXVI – I consiglieri fraudolenti: Ulisse e Diomede

Sede della Pro Loco di Capugnano

L’organizzazione ringrazia il pubblico per la comprensione rispetto al cambio di sede, resosi necessario a causa dei lavori in corso sulla strada di accesso alla Torre.

 

lunedì 14 settembre 2026

Cittadinanza onoraria ad Albanese, Battistini: «Scelta divisiva. Marzabotto non diventi il palcoscenico del fascismo rosso»

Il capogruppo di Forza Italia e Voce per Marzabotto annuncia la presenza alla cerimonia del 23 settembre: «Diremo chiaramente ciò che pensiamo»



Al termine della terza giornata di Azzurra Libertà, la manifestazione dei giovani di Forza Italia in corso a Montesilvano, il capogruppo di Forza Italia – Voce per Marzabotto, Morris Battistini (nella foto), torna sulla decisione dell’Amministrazione comunale di conferire a Francesca Albanese la cittadinanza onoraria di Marzabotto.

Battistini, che aveva già manifestato la propria contrarietà in Consiglio comunale, definisce la scelta «sbagliata, divisiva e controproducente» e accusa la maggioranza di aver trasformato un riconoscimento istituzionale in un atto di carattere politico e ideologico.

«La cittadinanza onoraria dovrebbe essere il più alto riconoscimento che una comunità attribuisce a una persona – sostiene Battistini – e non può diventare uno strumento di posizionamento politico».

Secondo il capogruppo, la particolare storia di Marzabotto rende la decisione ancora più delicata. «Marzabotto è uno dei simboli della memoria italiana. Il suo nome dovrebbe unire, ricordare e difendere i valori della democrazia e della libertà, non essere utilizzato per alimentare nuove contrapposizioni ideologiche».

Nel mirino finiscono quindi le posizioni di Albanese sul conflitto israelo-palestinese, che Battistini giudica «fortemente divisive e controverse». Il rappresentante di Forza Italia precisa tuttavia che la posizione del centrodestra non implica, a suo giudizio, una negazione delle sofferenze della popolazione palestinese.

«Condannare Hamas e il terrorismo non significa non avere pietà per i civili palestinesi, così come difendere il diritto di Israele a esistere e a proteggere i propri cittadini non significa condividere ogni scelta del governo israeliano. Israele non è il suo governo, così come il popolo palestinese non è Hamas».

Da qui l'appello a «stare dalla parte della pace, della verità e dei civili innocenti, non delle tifoserie politiche». Battistini richiama anche il tema dell'universalità dei diritti umani e critica quelle che considera forme di difesa «selettiva» dei diritti civili.

Nel mirino del capogruppo finisce anche l'Anpi, chiamata in causa sul tema della memoria e dell'antisemitismo.

«Per anni abbiamo ascoltato lezioni sulla memoria, sulla persecuzione degli ebrei e sulla necessità di combattere ogni forma di antisemitismo. Oggi assistiamo invece a un silenzio che considero preoccupante. L'antisemitismo deve essere condannato sempre, indipendentemente da chi lo manifesta».

È però sul terreno dello scontro politico che Battistini usa i toni più duri. «Da tempo assistiamo a una deriva ideologica che considero pericolosa. Io la chiamo fascismo rosso: una mentalità che pretende di stabilire chi siano i buoni e i cattivi, chi abbia diritto di parlare e chi debba essere delegittimato».

Il riferimento viene esteso ai totalitarismi comunisti e allo stalinismo. «Non possiamo permettere che le logiche del totalitarismo tornino sotto altre forme, magari attraverso un estremismo ideologico che pretende di imporre una verità unica».

Battistini parla quindi della necessità di una «nuova Resistenza liberale, democratica, costituzionale e occidentale», da contrapporre «a ogni forma di totalitarismo, estremismo e negazione del dissenso».

«Il 23 settembre saremo a teatro»

La contrarietà alla cittadinanza onoraria si tradurrà anche nella presenza alla cerimonia del 23 settembre.

«Ci saremo – annuncia Battistini – nel pieno rispetto delle istituzioni, ma senza alcun timore reverenziale. Diremo chiaramente alla signora Albanese ciò che pensiamo delle sue posizioni e di una scelta amministrativa che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata».

Battistini contesta inoltre l'abbinamento tra il conferimento della cittadinanza e la presentazione, nella stessa serata, del libro di Albanese. Una concomitanza che definisce «politicamente discutibile» e che, a suo giudizio, rischia di confondere il piano istituzionale con quello della promozione editoriale.

L'ultima critica riguarda il metodo seguito dall'Amministrazione. «È grave che un'iniziativa di questa rilevanza non abbia visto un vero coinvolgimento del Consiglio comunale e che i consiglieri abbiano appreso dai giornali dettagli relativi all'iniziativa».

La conclusione ribadisce la netta contrapposizione politica: «Come Forza Italia e come Voce per Marzabotto ci dissociamo completamente da questa scelta. Non siamo disponibili a lasciare che Marzabotto venga trascinata dentro una guerra ideologica permanente».

E chiude con un richiamo diretto al significato storico della città: «Marzabotto non appartiene alla sinistra né alla destra. Appartiene alla storia d'Italia, alle vittime, alle famiglie che hanno sofferto, alla memoria della Repubblica e ai valori della Costituzione. Ed è proprio in nome di quella memoria che continueremo a combattere ogni forma di estremismo e di totalitarismo, rosso o nero che sia».

Sciopero di medici di Medicina Generale, il 15 e 16 settembre, possibili disagi

 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Per domani e dopodomani, 15 e 16 settembre, è previsto uno sciopero nazionale dei medici di Medicina Generale, proclamato dalla sigla sindacale SMI (Sindacato Medici Italiani); ad esso aderisce anche SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani).

I medici aderenti del Ruolo Unico di Assistenza Primaria a ciclo di scelta (detti anche medici di famiglia) garantiranno le visite domiciliari, in considerazione delle condizioni cliniche e della possibilità o meno di spostamento del paziente, le visite in assistenza programmata a malati terminali e le prestazioni di assistenza domiciliare integrata, ma potranno sospendere l’attività ambulatoriale.

Nel caso dei medici aderenti del Ruolo Unico di Assistenza Primaria ad attività oraria saranno garantite in ogni caso le prestazioni di Continuità Assistenziale, con i contingenti minimi previsti dalla regolamentazione dei servizi essenziali.

Per i medici di Emergenza Territoriale aderenti è prevista la sospensione di tutte le attività lavorative, ma saranno comunque assicurati gli interventi di soccorso avanzato, le attività nell’ambito di maxiemergenze o per rischio nucleare, biologico, chimico o radiologico, i trasferimenti urgenti e le attività presso le centrali operative.

Rifiuti lungo il Setta, sopralluoghi tra Lama di Setta e Vado

 



di Alessandro Ori


Sopralluoghi e recupero di rifiuti nelle aree golenali del fiume Setta, nel tratto compreso tra Lama di Setta e Vado. È quanto avvenuto domenica scorsa,  13 settembre, con particolare attenzione ai luoghi che durante la stagione estiva sono abitualmente frequentati dai bagnanti.

L'obiettivo dell'attività era verificare la presenza di eventuali illeciti, con particolare riferimento all'abbandono di rifiuti nelle aree golenali e lungo le sponde del fiume. Purtroppo, le aspettative non sono state disattese: le principali criticità sono state riscontrate nelle zone di Lama di Setta e Vado, dove sono stati individuati diversi materiali abbandonati.

Situazione decisamente migliore, invece, nella località Allocco, che, nonostante l'elevata frequentazione durante i mesi estivi, è risultata pressoché priva di rifiuti.

Nel corso dell'intervento si è quindi proceduto al recupero e alla differenziazione dei materiali, avviando alla filiera del riciclo quantitativi significativi di bottiglie di vetro, lattine e imballaggi in plastica. Materiali che, grazie alla corretta raccolta, potranno essere recuperati e avere una nuova vita.

Resta però forte la preoccupazione per il fenomeno dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti. I fiumi rappresentano un patrimonio ambientale di tutti e la loro tutela passa anche attraverso comportamenti responsabili e rispettosi dell'ambiente. È importante ricordare, inoltre, che l'abbandono di rifiuti costituisce un illecito e, nei casi previsti dalla normativa, può configurare un reato penale.

Nel corso del sopralluogo sono stati individuati anche alcuni oggetti voluminosi nella cosiddetta “buca del cimitero di Vado”. Per la loro rimozione si farà carico l'Amministrazione comunale di Monzuno, che negli anni ha dimostrato particolare sensibilità verso queste tematiche, in collaborazione con la locale Protezione Civile.

L'auspicio è che l'attività di controllo e prevenzione possa proseguire e intensificarsi. Per questo viene rivolto un invito alle forze dell'ordine affinché implementino le azioni di contrasto nei confronti di chi deturpa il territorio e abbandona rifiuti lungo il corso del Setta.

La tutela del fiume e delle sue aree naturali è una responsabilità collettiva: conservarle pulite significa preservare un patrimonio che appartiene all'intera comunità e alle generazioni future.

Le fotografie effettuate durante i sopralluoghi:





Il fiume che chiede tutela: