lunedì 30 marzo 2026

PAC e governance agricola, l’Emilia-Romagna si oppone alla centralizzazione: “Rischi per autonomia ed efficienza”

 



L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che esprime una netta contrarietà al modello di gestione agricola sempre più centralizzato a livello nazionale.

Al centro del documento, la critica al ruolo accentratore di AGEA e al rischio che le riforme della Politica Agricola Comune post-2027 riducano in modo significativo l’autonomia delle Regioni. Un’impostazione che, secondo Mastacchi e l’Aula, potrebbe tradursi in inefficienze operative e ritardi nei pagamenti alle imprese agricole.

La risoluzione, condivisa anche dalla maggioranza, sottolinea come la prossimità amministrativa sia un fattore decisivo: “le imprese agricole hanno bisogno di liquidità in tempi rapidi”, evidenziando che dall’efficienza dei pagamenti dipende la tenuta economica dell’intera filiera.

Nel mirino anche il cosiddetto “modello federato nazionale” introdotto da AGEA, ritenuto una formula che, pur richiamando principi di collaborazione, rischia di nascondere una deriva centralista. In particolare, vengono evidenziate criticità legate alla proposta di un Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) unico, che potrebbe ridurre gli organismi pagatori regionali a semplici terminali esecutivi, privandoli di autonomia gestionale e decisionale.

Secondo la risoluzione, la perdita del controllo diretto sui dati e sui fascicoli aziendali comprometterebbe la capacità delle Regioni di intervenire con tempestività e precisione sui bisogni del territorio. Inoltre, l’introduzione di un sistema centralizzato rischierebbe di generare duplicazioni operative e maggiore complessità burocratica, senza risolvere i problemi di interoperabilità.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la maggioranza in Assemblea ha parlato apertamente di “inutili complessità” introdotte dalle scelte di AGEA.

A sostegno della posizione regionale, vengono citati i risultati ottenuti da AGREA, che nel 2025 ha erogato oltre 215 milioni di euro in anticipo rispetto ai tempi standard, raggiungendo più di 36mila aziende agricole e garantendo interventi tempestivi anche in caso di calamità naturali.

Numeri che, secondo l’Assemblea, dimostrano come il modello territoriale sia più efficiente e competitivo rispetto a una gestione centralizzata. Un timore rafforzato anche dall’esperienza del PNRR, dove – è stato evidenziato – l’accentramento ha spesso comportato rallentamenti e frammentazione delle responsabilità.

La risoluzione impegna quindi la Giunta regionale a difendere con decisione l’autonomia e il ruolo di AGREA, garantendo risorse adeguate e promuovendo tutte le iniziative necessarie per tutelare la governance agricola regionale.

“Non si tratta di una rivendicazione di principio – ha sottolineato Mastacchi – ma di una condizione indispensabile per assicurare competitività e sostenibilità al comparto agricolo, soprattutto in territori fragili come la montagna, oggi sempre più a rischio marginalizzazione”.

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