L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha
approvato una risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che esprime una
netta contrarietà al modello di gestione agricola sempre più centralizzato a
livello nazionale.
Al centro del documento, la critica al ruolo
accentratore di AGEA e al rischio che le
riforme della Politica Agricola Comune
post-2027 riducano in modo significativo l’autonomia delle Regioni.
Un’impostazione che, secondo Mastacchi e l’Aula, potrebbe tradursi in
inefficienze operative e ritardi nei pagamenti alle imprese agricole.
La risoluzione, condivisa anche dalla
maggioranza, sottolinea come la prossimità amministrativa sia un fattore
decisivo: “le imprese agricole hanno bisogno di liquidità in tempi rapidi”,
evidenziando che dall’efficienza dei pagamenti dipende la tenuta economica
dell’intera filiera.
Nel mirino anche il cosiddetto
“modello federato nazionale” introdotto da AGEA, ritenuto una formula che, pur
richiamando principi di collaborazione, rischia di nascondere una deriva
centralista. In particolare, vengono evidenziate criticità legate alla proposta
di un Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) unico, che potrebbe ridurre
gli organismi pagatori regionali a semplici terminali esecutivi, privandoli di
autonomia gestionale e decisionale.
Secondo la risoluzione, la perdita
del controllo diretto sui dati e sui fascicoli aziendali comprometterebbe la
capacità delle Regioni di intervenire con tempestività e precisione sui bisogni
del territorio. Inoltre, l’introduzione di un sistema centralizzato
rischierebbe di generare duplicazioni operative e maggiore complessità
burocratica, senza risolvere i problemi di interoperabilità.
Preoccupazioni analoghe sono state
espresse anche dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la maggioranza in
Assemblea ha parlato apertamente di “inutili complessità” introdotte dalle
scelte di AGEA.
A sostegno della posizione regionale,
vengono citati i risultati ottenuti da AGREA,
che nel 2025 ha erogato oltre 215 milioni di euro in anticipo rispetto ai tempi
standard, raggiungendo più di 36mila aziende agricole e garantendo interventi
tempestivi anche in caso di calamità naturali.
Numeri che, secondo l’Assemblea,
dimostrano come il modello territoriale sia più efficiente e competitivo
rispetto a una gestione centralizzata. Un timore rafforzato anche
dall’esperienza del PNRR, dove – è stato
evidenziato – l’accentramento ha spesso comportato rallentamenti e
frammentazione delle responsabilità.
La risoluzione impegna quindi la
Giunta regionale a difendere con decisione l’autonomia e il ruolo di AGREA,
garantendo risorse adeguate e promuovendo tutte le iniziative necessarie per
tutelare la governance agricola regionale.
“Non si tratta di una rivendicazione di principio – ha sottolineato Mastacchi – ma di una condizione indispensabile per assicurare competitività e sostenibilità al comparto agricolo, soprattutto in territori fragili come la montagna, oggi sempre più a rischio marginalizzazione”.
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