lunedì 16 marzo 2026

Radio RDM festeggia 50 anni: mezzo secolo di voce, comunità e informazione per l’Appennino

 



Cinquant’anni di storia, di voci e di comunità. Festeggiare il mezzo secolo di Radio RDM non significa soltanto celebrare un importante traguardo per un’emittente locale, ma rendere omaggio a una realtà che ha accompagnato e raccontato la vita dell’Appennino bolognese per generazioni.

Sabato 14 marzo, alla Polisportiva di Silla di Gaggio Montano, a pochi passi dalla sede dell’emittente, Radio RDM – nata a Monteacuto delle Alpi il 28 febbraio 1976 – ha celebrato i suoi primi cinquant’anni insieme a istituzioni, collaboratori storici, associazioni e tanti amici. L’incontro, intitolato “50 anni di Radio RDM: storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta”, è stato l’occasione per ripercorrere il cammino della radio e presentare il calendario delle iniziative previste nel corso del 2026.

Una radio che ha unito la montagna

Durante il convegno è stato più volte sottolineato il ruolo sociale che la radio ha avuto e continua ad avere per il territorio.

«Se ci pensiamo bene, RDM è stata il primo vero social network della nostra montagna», è stato ricordato durante l’intervento principale, evidenziando come già cinquant’anni fa la radio rappresentasse uno strumento capace di mettere in contatto comunità distanti tra loro, proprio come fanno oggi le piattaforme digitali.

Nata per collegare tra loro gli ascoltatori delle diverse vallate, Radio RDM è diventata nel tempo un punto di riferimento per istituzioni, associazioni, imprese e cittadini, svolgendo una funzione di collegamento e informazione per tutto il territorio appenninico.

Il riconoscimento delle istituzioni

A testimonianza di questo forte legame con la comunità erano presenti numerosi rappresentanti istituzionali. Sul palco sono intervenuti il sindaco di Gaggio Montano, Giuseppe Pucci, comune in cui ha sede l’emittente, e Paolo Maini, assessore alla cultura di Lizzano in Belvedere, in rappresentanza della sindaca Barbara Franchi. Proprio nel territorio di Lizzano, a Monteacuto delle Alpi, la radio è nata e ha mosso i primi passi.

«RDM si è evoluta e si è strutturata in maniera perfetta – ha dichiarato Pucci –. In questi anni ha sviluppato gli anticorpi per resistere e guardare oltre. Dà voce al territorio con professionalità e rappresenta anche un filtro contro le fake news».

Maini ha ricordato con emozione gli anni della giovinezza trascorsi dietro al microfono:
«Per noi è stata un punto di riferimento. Se oggi riesco a parlare con disinvoltura davanti a un pubblico è anche perché da ragazzo sono stato DJ a RDM e ho passato lì parte della mia adolescenza».

Un presidio sociale e culturale

Sul palco sono saliti anche rappresentanti del mondo associativo e imprenditoriale del territorio. Silvia Bernabei e Marco Gualandi di CNA Bologna hanno sottolineato come Radio RDM rappresenti a pieno titolo una realtà artigiana, profondamente radicata nel territorio e capace di dimostrare grande resilienza nel tempo.

Il direttore generale di BCC Felsinea, Andrea Alpi, ha invece tracciato un parallelismo tra il ruolo svolto dalla radio e quello della banca nel sostenere le comunità montane: «Cinquant’anni fa la radio, come la banca oltre un secolo fa, ha dato voce – e fiducia – alla montagna, quando pochi altri lo facevano».

Tra gli interventi anche quelli di Andrea Milani per ANT, Renzo Zagnoni, presidente del Gruppo Studi “Nueter”, e Azzurra D’Agostino, fondatrice dell’associazione culturale “SassiScritti”. Citando lo scrittore J. Lester, D’Agostino ha ricordato: «Fare radio libera è una forma d’arte: le onde sono la tela bianca, il produttore è l’artista e il suono è la pittura. Il quadro che esce da questa radio sono cinquant’anni di ritratti della nostra terra».

Un convegno come una trasmissione radio

In perfetto stile radiofonico, l’incontro è stato organizzato come se fosse un vero programma in diretta. La mattinata si è aperta con un contributo audio dedicato alla nascita delle radio libere, seguito dall’ascolto della storica sigla delle prime trasmissioni di RDM: “Radioactivity” dei Kraftwerk.

Sono stati poi ripercorsi i momenti più significativi della storia dell’emittente: dagli esordi a Monteacuto delle Alpi fino al trasferimento a Silla negli anni Novanta, con il cambio societario e l’arrivo del gruppo di soci guidati dall’attuale presidente Giorgio Mattarozzi.

Proprio Mattarozzi ha concluso l’incontro:
«Sono orgoglioso della grande partecipazione di pubblico, che dimostra l’affetto e la fiducia che le persone ripongono nella nostra radio. Ringrazio chi ha fondato RDM, chi l’ha fatta crescere negli anni e la squadra che oggi la porta avanti con passione. Un grazie particolare ai soci, ai collaboratori e agli inserzionisti che hanno reso possibile questo lungo viaggio».

Gli eventi del cinquantenario

Prima del brindisi finale è stato presentato il calendario delle iniziative che accompagneranno il cinquantesimo anniversario durante il 2026. Tra gli appuntamenti previsti: la grande festa a Silla il 10 e 11 luglio, l’installazione di una targa commemorativa a Monteacuto delle Alpi realizzata dagli scalpellini di Montovolo, l’inaugurazione del “Cammino di RDM” a inizio estate, una serata danzante al Dancing Barilani di Querciola a dicembre e la pubblicazione di un libro dedicato ai cinquant’anni della radio.

Una comunità intorno alla radio

Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali, a conferma del legame profondo tra l’emittente e il territorio. Presenti, oltre ai rappresentanti dei comuni di Gaggio Montano e Lizzano in Belvedere, anche i sindaci Giuseppe Argentieri (Vergato), Rossella Chiari (Castel d’Aiano), Giuseppe Nanni (Alto Reno Terme) e Daniele Bertacci (Castel di Casio), insieme a diversi assessori.

In rappresentanza della Regione Emilia-Romagna era presente Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa, affiancato dai consiglieri regionali Marta Evangelisti e Marco Mastacchi.

Cinquant’anni dopo la prima trasmissione, Radio RDM continua così a raccontare la montagna, mantenendo viva una voce che – come ricordato durante l’evento – non si è mai spenta.

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