Cinquant’anni di storia, di voci e di comunità.
Festeggiare il mezzo secolo di Radio RDM non significa soltanto celebrare un
importante traguardo per un’emittente locale, ma rendere omaggio a una realtà
che ha accompagnato e raccontato la vita dell’Appennino bolognese per
generazioni.
Sabato 14 marzo, alla Polisportiva di Silla di Gaggio Montano, a pochi passi dalla sede dell’emittente, Radio RDM – nata a Monteacuto delle Alpi il 28 febbraio 1976 – ha celebrato i suoi primi cinquant’anni insieme a istituzioni, collaboratori storici, associazioni e tanti amici. L’incontro, intitolato “50 anni di Radio RDM: storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta”, è stato l’occasione per ripercorrere il cammino della radio e presentare il calendario delle iniziative previste nel corso del 2026.
Una radio che ha unito la montagna
Durante il
convegno è stato più volte sottolineato il ruolo sociale che la radio ha avuto
e continua ad avere per il territorio.
«Se ci
pensiamo bene, RDM è stata il primo vero social network della nostra montagna»,
è stato ricordato durante l’intervento principale, evidenziando come già
cinquant’anni fa la radio rappresentasse uno strumento capace di mettere in
contatto comunità distanti tra loro, proprio come fanno oggi le piattaforme
digitali.
Nata per
collegare tra loro gli ascoltatori delle diverse vallate, Radio RDM è diventata
nel tempo un punto di riferimento per istituzioni, associazioni, imprese e
cittadini, svolgendo una funzione di collegamento e informazione per tutto il
territorio appenninico.
Il riconoscimento delle istituzioni
A testimonianza
di questo forte legame con la comunità erano presenti numerosi rappresentanti
istituzionali. Sul palco sono intervenuti il sindaco di Gaggio Montano, Giuseppe
Pucci, comune in cui ha sede l’emittente, e Paolo Maini, assessore
alla cultura di Lizzano in Belvedere, in rappresentanza della sindaca Barbara
Franchi. Proprio nel territorio di Lizzano, a Monteacuto delle Alpi, la radio è
nata e ha mosso i primi passi.
«RDM si è
evoluta e si è strutturata in maniera perfetta – ha dichiarato Pucci –. In
questi anni ha sviluppato gli anticorpi per resistere e guardare oltre. Dà voce
al territorio con professionalità e rappresenta anche un filtro contro le fake
news».
Maini ha
ricordato con emozione gli anni della giovinezza trascorsi dietro al microfono:
«Per noi è stata un punto di riferimento. Se oggi riesco a parlare con
disinvoltura davanti a un pubblico è anche perché da ragazzo sono stato DJ a
RDM e ho passato lì parte della mia adolescenza».
Un presidio sociale e culturale
Sul palco
sono saliti anche rappresentanti del mondo associativo e imprenditoriale del
territorio. Silvia Bernabei e Marco Gualandi di CNA Bologna hanno sottolineato
come Radio RDM rappresenti a pieno titolo una realtà artigiana, profondamente
radicata nel territorio e capace di dimostrare grande resilienza nel tempo.
Il direttore
generale di BCC Felsinea, Andrea Alpi, ha invece tracciato un
parallelismo tra il ruolo svolto dalla radio e quello della banca nel sostenere
le comunità montane: «Cinquant’anni fa la radio, come la banca oltre un secolo
fa, ha dato voce – e fiducia – alla montagna, quando pochi altri lo facevano».
Tra gli
interventi anche quelli di Andrea Milani per ANT, Renzo Zagnoni, presidente del
Gruppo Studi “Nueter”, e Azzurra D’Agostino, fondatrice dell’associazione culturale
“SassiScritti”. Citando lo scrittore J. Lester, D’Agostino ha ricordato: «Fare
radio libera è una forma d’arte: le onde sono la tela bianca, il produttore è
l’artista e il suono è la pittura. Il quadro che esce da questa radio sono
cinquant’anni di ritratti della nostra terra».
Un convegno come una trasmissione radio
In perfetto
stile radiofonico, l’incontro è stato organizzato come se fosse un vero
programma in diretta. La mattinata si è aperta con un contributo audio dedicato
alla nascita delle radio libere, seguito dall’ascolto della storica sigla delle
prime trasmissioni di RDM: “Radioactivity” dei Kraftwerk.
Sono stati
poi ripercorsi i momenti più significativi della storia dell’emittente: dagli
esordi a Monteacuto delle Alpi fino al trasferimento a Silla negli anni
Novanta, con il cambio societario e l’arrivo del gruppo di soci guidati
dall’attuale presidente Giorgio Mattarozzi.
Proprio
Mattarozzi ha concluso l’incontro:
«Sono orgoglioso della grande partecipazione di pubblico, che dimostra
l’affetto e la fiducia che le persone ripongono nella nostra radio. Ringrazio
chi ha fondato RDM, chi l’ha fatta crescere negli anni e la squadra che oggi la
porta avanti con passione. Un grazie particolare ai soci, ai collaboratori e
agli inserzionisti che hanno reso possibile questo lungo viaggio».
Gli eventi del cinquantenario
Prima del
brindisi finale è stato presentato il calendario delle iniziative che
accompagneranno il cinquantesimo anniversario durante il 2026. Tra gli
appuntamenti previsti: la grande festa a Silla il 10 e 11 luglio,
l’installazione di una targa commemorativa a Monteacuto delle Alpi realizzata
dagli scalpellini di Montovolo, l’inaugurazione del “Cammino di RDM” a inizio
estate, una serata danzante al Dancing Barilani di Querciola a dicembre e la
pubblicazione di un libro dedicato ai cinquant’anni della radio.
Una comunità intorno alla radio
Il convegno
ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali, a conferma del
legame profondo tra l’emittente e il territorio. Presenti, oltre ai
rappresentanti dei comuni di Gaggio Montano e Lizzano in Belvedere, anche i
sindaci Giuseppe Argentieri (Vergato), Rossella Chiari (Castel d’Aiano),
Giuseppe Nanni (Alto Reno Terme) e Daniele Bertacci (Castel di Casio), insieme
a diversi assessori.
In
rappresentanza della Regione Emilia-Romagna era presente Maurizio Fabbri,
presidente dell’Assemblea legislativa, affiancato dai consiglieri regionali
Marta Evangelisti e Marco Mastacchi.
Cinquant’anni dopo la prima trasmissione, Radio RDM continua così a raccontare la montagna, mantenendo viva una voce che – come ricordato durante l’evento – non si è mai spenta.
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