domenica 29 marzo 2026

Derive – Storie di naufragi e approdi: al via la rassegna artistica dell’IsSEC

Primo passo: un concorso per il logo ufficiale dedicato agli studenti del territorio



L’Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese promuove una nuova rassegna artistica capace di attivare percorsi di riflessione, confronto e approfondimento attraverso i linguaggi delle arti, mettendo al centro la persona e la complessità del suo universo.

Il progetto, che abbraccia diverse forme espressive, si intitola “DERIVE – Storie di naufragi e approdi” e si rivolge in particolare alle persone in condizioni di fragilità del territorio: giovani, donne, anziani, genitori, famiglie, caregiver e persone malate.

La prima iniziativa della rassegna – finanziata dall’IsSEC con programmazione annuale – è il concorso per la realizzazione del logo ufficiale. Il bando è riservato agli studenti degli istituti superiori Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini di Vergato (indirizzo Servizi Commerciali – Design della comunicazione visiva e pubblicitaria) e Istituto Caduti della Direttissima di Castiglione dei Pepoli (indirizzo Servizi Commerciali).

La partecipazione è ammessa sia in forma individuale sia in gruppi composti da un massimo di tre studenti. Gli elaborati dovranno essere presentati entro il 24 aprile 2026. La commissione valuterà i progetti secondo criteri di originalità e creatività, coerenza con il tema della rassegna, efficacia comunicativa, versatilità e riproducibilità grafica.

Al vincitore sarà assegnato un premio di 500 euro sotto forma di contributo. Il logo selezionato diventerà proprietà esclusiva dell’IsSEC, che ne acquisirà tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e diffusione. La premiazione è prevista durante l’inaugurazione ufficiale della rassegna, in programma il 29 maggio 2026 al Teatro comunale di Marzabotto.

«Con questa rassegna vogliamo dare piena attuazione alla visione con cui è nata l’istituzione, mettendo davvero al centro la persona e affrontando in modo integrato tutte le politiche che la riguardano, dal sociale alla promozione culturale», ha dichiarato Alessandro Santoni, presidente dell’IsSEC.

«Si tratta di un passo concreto verso un nuovo modo di lavorare, che unisce lo sguardo dei servizi sociali a quello della cultura, intesa non come semplice offerta, ma come leva di sviluppo capace di generare benessere e bellezza. Crediamo che proprio da questa integrazione possa nascere un benessere diffuso, in cui anche le fragilità diventino occasione di incontro, espressione e crescita condivisa. Allo stesso tempo, il progetto rafforza il senso di comunità, costruendo e consolidando relazioni tra cittadini, istituzioni, scuole e territorio».

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