Primo passo: un concorso per il logo ufficiale dedicato agli studenti del territorio
L’Istituzione
Servizi Sociali Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino
Bolognese promuove una nuova rassegna artistica capace di attivare
percorsi di riflessione, confronto e approfondimento attraverso i linguaggi
delle arti, mettendo al centro la persona e la complessità del suo universo.
Il progetto, che abbraccia diverse forme espressive,
si intitola “DERIVE – Storie di naufragi e
approdi” e si rivolge in particolare alle persone in condizioni di
fragilità del territorio: giovani, donne, anziani, genitori, famiglie,
caregiver e persone malate.
La prima iniziativa della rassegna –
finanziata dall’IsSEC con programmazione annuale – è il concorso per la realizzazione del logo ufficiale. Il
bando è riservato agli studenti degli istituti superiori Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini
di Vergato (indirizzo Servizi Commerciali – Design della comunicazione visiva e
pubblicitaria) e Istituto Caduti della
Direttissima di Castiglione dei Pepoli (indirizzo Servizi Commerciali).
La partecipazione è ammessa sia in
forma individuale sia in gruppi composti da un massimo di tre studenti. Gli
elaborati dovranno essere presentati entro il 24 aprile 2026. La commissione valuterà i progetti
secondo criteri di originalità e creatività, coerenza con il tema della
rassegna, efficacia comunicativa, versatilità e riproducibilità grafica.
Al vincitore sarà assegnato un premio
di 500 euro sotto forma di
contributo. Il logo selezionato diventerà proprietà esclusiva dell’IsSEC, che
ne acquisirà tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e diffusione. La
premiazione è prevista durante l’inaugurazione ufficiale della rassegna, in
programma il 29 maggio 2026 al
Teatro comunale di Marzabotto.
«Con questa rassegna vogliamo dare
piena attuazione alla visione con cui è nata l’istituzione, mettendo davvero al
centro la persona e affrontando in modo integrato tutte le politiche che la
riguardano, dal sociale alla promozione culturale», ha dichiarato Alessandro Santoni, presidente dell’IsSEC.
«Si tratta di un passo concreto verso un nuovo modo di lavorare, che unisce lo sguardo dei servizi sociali a quello della cultura, intesa non come semplice offerta, ma come leva di sviluppo capace di generare benessere e bellezza. Crediamo che proprio da questa integrazione possa nascere un benessere diffuso, in cui anche le fragilità diventino occasione di incontro, espressione e crescita condivisa. Allo stesso tempo, il progetto rafforza il senso di comunità, costruendo e consolidando relazioni tra cittadini, istituzioni, scuole e territorio».
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