sabato 14 marzo 2026

Commercio , allarme chiusure. Resistono ristoranti e crescono i B&B

 



La preoccupazione di Dubbio:

 

Il commercio  continua a fare i conti con una lenta ma costante riduzione delle attività e ciò  alimenta il timore di una progressiva desertificazione commerciale, soprattutto nei centri urbani.

A lanciare l’allarme è Confcommercio, che evidenzia come negli ultimi anni molti imprenditori abbiano scelto di chiudere o non proseguire l’attività, schiacciati da una combinazione di fattori economici e strutturali. Tra le cause principali figurano il calo dei consumi, la crescente diffusione degli acquisti online e l’aumento dei costi di gestione, dall’energia agli affitti fino alle spese per il personale.

Non tutti i comparti, però, registrano lo stesso andamento. Se il commercio al dettaglio tradizionale soffre e vede ridursi il numero di esercizi, altri settori mostrano una maggiore capacità di tenuta. In particolare la ristorazione continua a resistere, mantenendo una presenza significativa nel tessuto economico cittadino.

Parallelamente si registra una crescita delle strutture legate all’ospitalità turistica, con un aumento dei bed & breakfast, segnale di un settore che intercetta nuovi flussi e nuove forme di turismo. Un cambiamento che riflette anche l’evoluzione del mercato e delle abitudini di consumo.

Secondo Confcommercio, per invertire la tendenza non bastano interventi limitati ma servono strategie di lungo periodo. Tra le priorità indicate c’è la necessità di politiche urbanistiche mirate, capaci di sostenere la presenza del commercio di prossimità e di mantenere vivi i centri cittadini.

Senza interventi strutturali il rischio è quello di assistere a una progressiva desertificazione commerciale, con strade sempre più prive di negozi e con conseguenze non solo economiche, ma anche sociali e urbane.

Il commercio di vicinato, oltre a rappresentare un’importante fonte di lavoro, svolge infatti anche una funzione fondamentale nella vita delle comunità, contribuendo alla sicurezza, alla vivibilità e all’identità dei quartieri. Per questo, secondo le associazioni di categoria, il rilancio del settore passa anche da nuove politiche di sostegno alle imprese locali e da una maggiore integrazione tra commercio, turismo e servizi.

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