La preoccupazione di Dubbio:
Il
commercio continua a fare i conti con
una lenta ma costante riduzione delle attività e ciò alimenta il timore di una progressiva
desertificazione commerciale, soprattutto nei centri urbani.
A lanciare l’allarme è Confcommercio, che evidenzia come negli ultimi anni molti
imprenditori abbiano scelto di chiudere o
non proseguire l’attività, schiacciati da una combinazione di fattori
economici e strutturali. Tra le cause principali figurano il calo dei consumi, la crescente
diffusione degli acquisti online e
l’aumento dei costi di gestione,
dall’energia agli affitti fino alle spese per il personale.
Non tutti i comparti, però,
registrano lo stesso andamento. Se il commercio
al dettaglio tradizionale soffre e vede ridursi il numero di esercizi,
altri settori mostrano una maggiore capacità di tenuta. In particolare la ristorazione continua a resistere,
mantenendo una presenza significativa nel tessuto economico cittadino.
Parallelamente si registra una
crescita delle strutture legate all’ospitalità
turistica, con un aumento dei bed
& breakfast, segnale di un settore che intercetta nuovi flussi e
nuove forme di turismo. Un cambiamento che riflette anche l’evoluzione del
mercato e delle abitudini di consumo.
Secondo Confcommercio, per invertire la tendenza non bastano
interventi limitati ma servono strategie
di lungo periodo. Tra le priorità indicate c’è la necessità di politiche urbanistiche mirate, capaci di
sostenere la presenza del commercio di prossimità e di mantenere vivi i centri
cittadini.
Senza interventi strutturali il
rischio è quello di assistere a una progressiva desertificazione commerciale, con strade sempre più
prive di negozi e con conseguenze non solo economiche, ma anche sociali e
urbane.
Il
commercio di vicinato, oltre a rappresentare un’importante fonte di lavoro,
svolge infatti anche una funzione fondamentale nella vita delle comunità, contribuendo alla sicurezza, alla
vivibilità e all’identità dei quartieri. Per questo, secondo le associazioni di
categoria, il rilancio del settore passa anche da nuove politiche di sostegno alle imprese locali e da una
maggiore integrazione tra commercio, turismo e servizi.
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