sabato 28 marzo 2026

Appennino, un appello ai valori: “Siamo testimoni di dignità, memoria e impegno civile”


 

di Loris Bonantini


Nel nostro Appennino vivono persone che, con dignità e in silenzio, hanno contribuito a costruire il futuro e il presente delle nostre comunità. Donne e uomini dalle radici profonde, che incarnano il significato autentico di parole come lavoro, onestà, dignità, amicizia fraterna e famiglia, nucleo fondante della società.

Sono persone vere, la cui parola valeva quanto una firma: galantuomini e galant’uomini capaci di relazioni improntate alla gentilezza, all’impegno verso gli altri e al volontariato. Un patrimonio umano e morale che non può andare disperso.

A partire da questo esempio, nasce un invito alla riflessione e all’azione: essere testimoni attivi di questi valori, assumendoci la responsabilità di trasmetterli nelle scelte quotidiane e nella vita civile. Essere testimoni significa anche riconoscere il rispetto verso l’altro — persino verso il nemico — come espressione suprema della dignità umana.

Occorre mantenere viva una memoria civile, politica e umana, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, affinché non vadano perdute le conquiste maturate dopo le grandi tragedie del Novecento.

In un tempo segnato da conflitti e tensioni, è necessario saper distinguere e scegliere: valorizzare chi agisce con responsabilità e coerenza, e prendere le distanze da superficialità, opportunismo e atteggiamenti antidemocratici.

L’impegno deve tradursi anche nella difesa concreta dei diritti e dei doveri, a partire da ambiti fondamentali come la sanità e la scuola pubblica, indicatori essenziali del livello di civiltà di uno Stato.

Un messaggio che si chiude con un augurio e una dichiarazione d’identità: buona vita a tutti, e viva l’Appennino, patrimonio autentico di valori e comunità.

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