martedì 17 marzo 2026

Milano, intervento straordinario su una neonata: rimossa con successo una rara massa epatica

 Al Policlinico un’operazione di alta complessità salva Jasmine, 40 giorni. Determinante il lavoro di un’équipe multidisciplinare


Una febbre improvvisa, un sintomo comune nei primi mesi di vita. È iniziato così il percorso clinico di Jasmine (nome di fantasia), una neonata di appena 40 giorni, che non raggiungeva ancora i cinque chilogrammi di peso. Quello che sembrava un episodio banale ha invece rivelato una condizione ben più complessa: gli accertamenti hanno evidenziato una voluminosa massa epatica localizzata nel lobo sinistro del fegato, un quadro eccezionale sia per l’età della paziente sia per le dimensioni della lesione.

Nonostante i numerosi esami diagnostici, non è stato possibile definirne con certezza la natura prima dell’intervento. Dopo un approfondito confronto multidisciplinare, l’équipe del Policlinico di Milano ha deciso di procedere con un intervento chirurgico altamente delicato, reso ancora più complesso dalla tenerissima età della paziente e dal significativo rischio vascolare associato alla massa.

L’operazione, durata circa quattro ore, si è conclusa con l’asportazione completa della lesione. Un risultato reso possibile dalla stretta collaborazione tra Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato e Chirurgia Pediatrica, con il supporto fondamentale dell’Anestesia Pediatrica e del personale infermieristico specializzato.

Il decorso post-operatorio è stato regolare e privo di complicanze. L’esame istologico ha poi confermato la natura benigna della massa, rendendo non necessarie ulteriori terapie.

Oggi Jasmine sta bene e potrà crescere senza limitazioni, anche grazie alla straordinaria capacità rigenerativa del fegato.

«Ogni riscontro di lesioni epatiche genera comprensibile apprensione, soprattutto quando le dimensioni sono rilevanti e non è possibile stabilire con certezza la diagnosi senza ricorrere a procedure invasive come la biopsia, che in questo caso avrebbe comportato rischi significativi», spiega il professor Cristiano Quintini, direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato.

«I tumori epatici maligni in epoca neonatale sono estremamente rari ma possibili e spesso aggressivi. In situazioni selezionate, un’asportazione tempestiva e completa rappresenta l’unica soluzione. Fortunatamente, in questo caso, l’esame istologico ha confermato la benignità della lesione, consentendoci di guardare con serenità al futuro della paziente».

«Operare una neonata di appena quaranta giorni significa intervenire su equilibri fisiologici estremamente delicati», aggiunge Ernesto Leva, direttore della Chirurgia Pediatrica. «La decisione chirurgica è stata il risultato di un confronto collegiale approfondito e di una diagnosi costruita con grande attenzione, basata sull’esperienza del nostro gruppo nella chirurgia neonatale».

«Questa storia rappresenta il senso più profondo del nostro lavoro: integrare competenze diverse per affrontare anche le situazioni più complesse, soprattutto quando riguardano i pazienti più fragili», sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano. «Nel caso di Jasmine abbiamo visto all’opera una squadra multidisciplinare di altissimo livello, capace di coniugare esperienza clinica, tecnologia e umanità».

Accanto alla piccola, durante tutto il percorso, sono rimasti i genitori, che oggi esprimono profonda gratitudine verso l’équipe medica. Il Policlinico di Milano si conferma così non solo un centro di eccellenza clinica, ma anche un luogo di accoglienza, competenza e speranza.

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