lunedì 2 marzo 2026

Indennità di pronto soccorso, la Regione pronta a stanziare risorse proprie.

 Nursind: “Ora servono fatti concreti

La Regione Emilia-Romagna apre alla possibilità di integrare con risorse proprie i fondi destinati all’indennità di pronto soccorso prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro. Una disponibilità che arriva dopo settimane di confronto con le organizzazioni sindacali e, in particolare, con il Nursind, che rivendica un ruolo determinante nel risultato ottenuto. Un nuovo incontro tra le parti è fissato per il 6 marzo.

«L’indennità di pronto soccorso prevista dal Ccnl non è né un premio né una concessione politica: è un diritto contrattuale che riconosce una condizione lavorativa oggettivamente più gravosa», afferma Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind Emilia-Romagna. Il riferimento è alla possibilità, annunciata dall’ente di viale Aldo Moro, di coprire con fondi regionali il divario tra quanto stabilito dal contratto nazionale e le risorse effettivamente trasferite dallo Stato alle Regioni: una stima di circa 5,8 milioni di euro annui a partire dal 2026, oltre agli arretrati relativi al triennio 2023-2025.

Un’apertura che segue le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, e del presidente della Regione, Michele de Pascale, sull’importanza di investire nel capitale umano del servizio sanitario. «Accogliamo favorevolmente queste parole – prosegue Rodigliano – ma ora è fondamentale passare dalle dichiarazioni ai fatti, con un accordo che garantisca risorse reali e immediatamente visibili in busta paga».

Il sindacato degli infermieri sottolinea come il risultato sia frutto di un’azione costante, culminata anche nella proclamazione dello stato di agitazione. «Siamo stati presenti a ogni tavolo istituzionale senza arretrare di un centimetro», rivendica la segretaria.

Per il Nursind, il riconoscimento economico deve essere pieno e specificamente destinato agli infermieri dei pronto soccorso, chiamati a operare in contesti di particolare complessità: «Rappresentano il primo filtro clinico, gestiscono i codici a maggiore intensità assistenziale in condizioni di sovraffollamento strutturale, carenza cronica di organico e aggressioni sempre più frequenti, con responsabilità dirette e gravose».

Il sindacato chiede atti amministrativi chiari e immediatamente esecutivi, risorse aggiuntive e non semplici redistribuzioni interne, criteri trasparenti che non penalizzino la componente infermieristica e l’erogazione rapida degli arretrati 2023-2025. «Non accetteremo soluzioni al ribasso né interpretazioni restrittive», avverte Rodigliano. «La tenuta dei pronto soccorso passa dalla valorizzazione reale degli infermieri che ogni giorno li fanno funzionare».

Nel precedente incontro, a metà febbraio, la Regione aveva prospettato una ripartizione complessiva delle risorse inferiore rispetto a quanto previsto dal Ccnl 2022-2024, con una documentazione ritenuta insufficiente dai sindacati. Il confronto del 6 marzo sarà dunque decisivo. «Ci aspettiamo una chiarificazione definitiva sull’ammontare complessivo delle risorse – conclude la segretaria regionale – in caso contrario, ci riserviamo ogni forma di mobilitazione per garantire il pieno rispetto del contratto collettivo nazionale».

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