Nursind: “Ora servono fatti concreti”
La
Regione Emilia-Romagna apre alla possibilità di integrare con risorse proprie i
fondi destinati all’indennità di pronto soccorso prevista dal Contratto
collettivo nazionale di lavoro. Una disponibilità che arriva dopo settimane di
confronto con le organizzazioni sindacali e, in particolare, con il Nursind,
che rivendica un ruolo determinante nel risultato ottenuto. Un nuovo incontro
tra le parti è fissato per il 6 marzo.
«L’indennità di pronto soccorso
prevista dal Ccnl non è né un premio né una concessione politica: è un diritto
contrattuale che riconosce una condizione lavorativa oggettivamente più
gravosa», afferma Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind
Emilia-Romagna. Il riferimento è alla possibilità, annunciata dall’ente di
viale Aldo Moro, di coprire con fondi regionali il divario tra quanto stabilito
dal contratto nazionale e le risorse effettivamente trasferite dallo Stato alle
Regioni: una stima di circa 5,8 milioni di euro annui a partire dal 2026, oltre
agli arretrati relativi al triennio 2023-2025.
Un’apertura che segue le recenti
dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, e del
presidente della Regione, Michele de Pascale, sull’importanza di investire nel
capitale umano del servizio sanitario. «Accogliamo favorevolmente queste parole
– prosegue Rodigliano – ma ora è fondamentale passare dalle dichiarazioni ai
fatti, con un accordo che garantisca risorse reali e immediatamente visibili in
busta paga».
Il sindacato degli infermieri
sottolinea come il risultato sia frutto di un’azione costante, culminata anche
nella proclamazione dello stato di agitazione. «Siamo stati presenti a ogni
tavolo istituzionale senza arretrare di un centimetro», rivendica la
segretaria.
Per il Nursind, il riconoscimento
economico deve essere pieno e specificamente destinato agli infermieri dei
pronto soccorso, chiamati a operare in contesti di particolare complessità:
«Rappresentano il primo filtro clinico, gestiscono i codici a maggiore
intensità assistenziale in condizioni di sovraffollamento strutturale, carenza
cronica di organico e aggressioni sempre più frequenti, con responsabilità
dirette e gravose».
Il sindacato chiede atti
amministrativi chiari e immediatamente esecutivi, risorse aggiuntive e non
semplici redistribuzioni interne, criteri trasparenti che non penalizzino la
componente infermieristica e l’erogazione rapida degli arretrati 2023-2025.
«Non accetteremo soluzioni al ribasso né interpretazioni restrittive», avverte
Rodigliano. «La tenuta dei pronto soccorso passa dalla valorizzazione reale
degli infermieri che ogni giorno li fanno funzionare».
Nel precedente incontro, a metà febbraio, la Regione aveva prospettato una ripartizione complessiva delle risorse inferiore rispetto a quanto previsto dal Ccnl 2022-2024, con una documentazione ritenuta insufficiente dai sindacati. Il confronto del 6 marzo sarà dunque decisivo. «Ci aspettiamo una chiarificazione definitiva sull’ammontare complessivo delle risorse – conclude la segretaria regionale – in caso contrario, ci riserviamo ogni forma di mobilitazione per garantire il pieno rispetto del contratto collettivo nazionale».
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