Visualizzazione post con etichetta alluvione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alluvione. Mostra tutti i post

sabato 15 novembre 2025

Alluvione, il punto sugli interventi di ripristino delle strade provinciali nei territori dei Comuni di Monzuno, Marzabotto e San Benedetto Val di Sambro

Interventi per 8,35 milioni di euro su SP 325, SP 79, SP 61 e SP 38. Conclusi i lavori da 2,1 milioni sulla SP 59


La Città Metropolitana informa:

Proseguono nei Comuni dell’Appennino bolognese gli incontri dedicati alla presentazione degli interventi di ripristino delle infrastrutture provinciali danneggiate dalle alluvioni. Nei giorni scorsi il consigliere metropolitano delegato alla ricostruzione post-alluvione, Matteo Montanari, ha incontrato il sindaco di Monzuno Bruno Pasquini, insieme ai tecnici comunali di Monzuno e San Benedetto Val di Sambro e ai progettisti incaricati.

Gli interventi presentati riguardano le provinciali SP 325 “Val di Setta e Val di Bisenzio”, SP 79 “Pian di Balestra”, SP 61 “Val di Sambro” e SP 38 “Monzuno-Rioveggio”, colpite dall’alluvione del 2023. A questi si aggiunge la SP 59 “Monzuno”, interessata dagli eventi del 2024 e già oggetto di lavori di somma urgenza conclusi.

Tutti i progetti sono finanziati tramite i fondi dell’Ordinanza 13/2023, ora ricompresi nelle ordinanze 33 e 48 del Commissario straordinario alla ricostruzione per Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Gli interventi comprendono ricostruzione delle sedi stradali, opere di contenimento e consolidamento, drenaggi, regimentazione delle acque e ripristini delle pavimentazioni e della segnaletica.

SP 325 – Marzabotto e Monzuno

Importo: 3 milioni di euro
Il progetto esecutivo è concluso. I lavori saranno appaltati entro fine 2026.

Marzabotto (km 6+890 e 7+530)

·         Rinforzo delle scarpate e argini contenitivi per caduta massi.

·         Asfaltatura e ripristino barriere.

·         Sostituzione dell’attraversamento sul rio Ancini.

Monzuno

Km 10+080 e 10+405:

·         Rinforzo versanti e installazione di barriere anti-colata (4,5–6 m).

·         Spostamento della sede stradale verso valle.

·         Interventi per il deflusso delle acque.

Km 12+250:

·         Rinforzo versanti, barriere paramassi (2,5 m) e rete debris-flow (6 m).

·         Palizzate in castagno lungo le linee di deflusso per ridurre erosione e trasporto solido.

 

SP 325 – San Benedetto Val di Sambro

Importo: 2 milioni di euro
I lavori saranno eseguiti nel 2026 nell’ambito dell’Accordo Quadro di manutenzione della Città metropolitana.

Previsti interventi su più punti tra il km 9+800 e il km 15, tra cui:

·         nuovi cordoli e barriere di sicurezza,

·         riprofilatura dei versanti e opere di contenimento,

·         pulizia e adeguamento degli attraversamenti idraulici,

·         realizzazione e consolidamento di muri in gabbioni e in cemento armato,

·         riasfaltature e adeguamento delle pendenze stradali.

SP 61 e SP 79 – San Benedetto Val di Sambro

Importo: 2,35 milioni di euro
Progetti e lavori rientrano nella convenzione con
CONSAP.

SP 79 – Diversi interventi tra km 4+200 e km 10+270

·         Costruzione di muri di sostegno lato monte e valle.

·         Sistemazione dei drenaggi e nuove canalette.

·         Realizzazione di cordoli porta-barriera.

·         Nuovi attraversamenti idraulici.

·         Sistemazioni delle scarpate con biostuoie.

·         Risagomatura sottofondi e riasfaltature.

SP 61 (km 18+900)

·         Due tratti di cordolo porta-barriera da 30 metri ciascuno per consolidare il ciglio di valle.

SP 38 – Monzuno

Importo: 1 milione di euro
Interventi inseriti nella convenzione con
CONSAP.

Tra gli interventi principali:

·         Palificate di contenimento profonde fino a 10 metri (km 3+395 – 3+643).

·         Consolidamento di muri esistenti con nuove palificate (km 6+887 – 6+902).

·         Gabbionate per la stabilità delle scarpate (km 3+190 – 3+220 e km 3+042 – 3+052).

·         Rifacimento pavimentazioni e potenziamento dei sistemi di smaltimento delle acque.

 

SP 59 – Monzuno

Lavori di somma urgenza conclusi
Importo: 2,1 milioni di euro

Gli interventi, realizzati dopo gli eventi meteo del settembre 2024, hanno riguardato diversi punti tra il km 1+780 e il km 11+880, con:

·         costruzione di numerosi muri di sostegno, alcuni fondati su pali profondi fino a 10 metri;

·         riprofilatura della sede stradale e rifacimento del manto;

·         nuove cunette in cemento armato;

·         sistemazione dei fossi e opere di regimentazione idraulica. 

lunedì 10 marzo 2025

Alluvione: prosegue l’attività dello sportello per il risarcimento danni a Sasso Marconi

Giovedì prossimo la prima apertura



Anche nel mese di marzo continua l'attività dello sportello commissariale di Sasso Marconi, dedicato all’assistenza per la richiesta di risarcimento danni causati dall’alluvione. Il servizio è rivolto a tecnici e periti, che possono ricevere supporto nella compilazione delle pratiche a beneficio di famiglie e imprese colpite dall’emergenza.

Lo sportello sarà operativo giovedì 13 marzo presso la palazzina ex-Ausl, in via Porrettana 314/2, con orario continuato dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30. L’accesso è consentito esclusivamente su appuntamento, prenotabile al numero 051 843534.

L’iniziativa rientra nel piano di sostegno alle comunità colpite, garantendo un punto di riferimento per chi necessita di chiarimenti e assistenza nella gestione delle richieste di risarcimento.

domenica 5 gennaio 2025

Alluvioni: agevolazioni per le imprese agricole

 Riduzione del 68% dei contributi per i datori di lavoro agricolo nelle zone colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Marche e Toscana: le istruzioni. 


INPS informa:

 

Il decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63 prevede, per il 2024, una riduzione del 68% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro agricolo nelle zone colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Marche e Toscana. L’agevolazione è applicabile a tutti i datori di lavoro iscritti alla Gestione contributiva agricola, inclusi quelli con contratti a tempo indeterminato, determinato e apprendistato.

Per accedere al sostegno è necessario possedere il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e rispettare le normative europee sugli aiuti di Stato. La Commissione europea ha autorizzato questa misura, compatibile con altri aiuti, purché non si superino i massimali stabiliti (280.000 euro per le imprese agricole e 300.000 euro per il settore agroalimentare in tre anni).

I datori di lavoro devono richiedere l'attribuzione di un codice di autorizzazione specifico e riportare i dati relativi all'agevolazione nei flussi UNIEMENS. L'INPS gestirà la registrazione e il monitoraggio delle agevolazioni, garantendo che siano rispettati i limiti di concedibilità. Le istruzioni nella circolare INPS 31 dicembre 2024, n. 114.

(Suggerito da Dubbio)

lunedì 11 novembre 2024

Alluvione a Casalecchio: interrogazione sulla gestione della Chiusa di Casalecchio

 



Come è stata gestita la Chiusa di Casalecchio durante la recente alluvione? È questa la domanda posta alla Giunta da Marco Mastacchi ( nella foto), capogruppo di Rete Civica, attraverso un'interrogazione scritta.

Costruita nel XIV secolo, la Chiusa di Casalecchio è una delle opere idrauliche più antiche d'Europa ancora in funzione. La sua funzione principale è quella di deviare una parte delle acque del fiume Reno, distribuendole poi, tramite un complesso sistema di canali, per alimentare la città di Bologna e le sue industrie. Durante l'alluvione che ha recentemente colpito Casalecchio di Reno, la Chiusa ha giocato un ruolo cruciale nella gestione del flusso delle acque.

Le forti piogge, con picchi di 175 millimetri in poche ore, hanno causato allagamenti nei sottopassi e sulle strade cittadine. A causa delle condizioni meteorologiche avverse, centinaia di spettatori di un concerto di Umberto Tozzi all'Unipol Arena sono stati costretti a rimanere all'interno della struttura per oltre due ore dopo la fine dell'evento. Questa misura, adottata per garantire la sicurezza pubblica, ha evitato ulteriori ingorghi su strade già congestionate dal maltempo. L'alluvione ha inoltre provocato la chiusura di alcune arterie principali di Casalecchio di Reno, inclusa via Belvedere alta, resa impraticabile da una frana che ha lasciato fango e acqua nelle strade circostanti.

La Chiusa di Casalecchio, situata nel punto in cui il Reno passa dal percorso montano alla pianura, riveste un ruolo strategico nella regolazione delle acque. Durante eventi critici come un'alluvione, la gestione delle sue paratoie è fondamentale per controllare il flusso d'acqua, riducendo il rischio di esondazioni e limitando i danni alle aree circostanti.

Mastacchi chiede quindi alla Giunta dettagli sulle modalità di gestione della Chiusa durante l'alluvione, vista la sua importanza per l’intero sistema idraulico del fiume Reno.

sabato 26 ottobre 2024

Alluvione, ancora criticità nel Bolognese

 Per la frana a Ca' di Sotto sono state evacuate 56 persone a Monzuno e 8 famiglie nel comune di San Benedetto Val di Sambro.


Migliora la situazione meteo in Emilia-Romagna dopo le piogge che hanno interessato pressoché tutti i rilievi dell'area occidentale della regione anche se per domani resta allerta arancione sulla costa ferrarese del delta Po per il defluire della piena.

Questa mattina la presidente facente funzioni della Regione Irene Priolo ha fatto il punto sulla situazione nei Comuni del Reggiano interessati dagli allagamenti della scorsa settimana e nel Bolognese, in particolare a San Benedetto Val di Sambro, località Cà di Sotto, dove resta la maggiore criticità per la frana che continua a muoversi verso la fondovalle, fino al torrente Sambro.

In regione il numero delle persone in carico al sistema pubblico di protezione civile è sceso a 18, mentre gli evacuati sono ancora più di 2.600. Operativi, a ieri, sul territorio oltre 800 volontari.
    Per la frana a Ca' di Sotto, nel Bolognese, in via precauzionale sono state evacuate nelle ultime ore 56 persone a Monzuno e 8 famiglie nel comune di San Benedetto Val di Sambro.
    Continua a essere operativo un presidio composto da tecnici dell'Agenzia regionale, le colonne mobili regionali di Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Trentino, esercito, vigili del fuoco, ingegneri e geologi dell'Università di Bologna ed i consorzi di bonifica. Si sta intervenendo soprattutto per garantire il regolare deflusso delle acque, con il supporto di nuove idrovore ed il potenziamento del sistema di tubature.
    Per quanto riguarda la viabilità continuano ad esserci forti limitazioni. La Strada Statale 64 Porrettana è aperta di giorno a senso unico alternato. Sono ancora chiuse la Fondovalle Savena e la strada statale 569 Vignola-Bologna.
 

Alluvione e veicoli danneggiati: Mastacchi chiede alla Regione di mantenere le promesse

 



Marco Mastacchi, capogruppo di Rete Civica, ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna in merito al secondo bando per la sostituzione di veicoli danneggiati dall'alluvione del maggio 2023. La richiesta di Mastacchi si concentra su una questione controversa: ai cittadini che avevano già ricevuto un contributo con il primo bando sarebbe stato chiesto di ritirare le domande di rimborso presentate con il secondo.

La situazione ha suscitato preoccupazione tra i residenti delle aree colpite dall'alluvione, che lamentano di dover affrontare costi elevati per la riparazione o la sostituzione di più veicoli. Il bando, infatti, prevede il rimborso solo per un veicolo per nucleo familiare, nonostante molti abbiano subito danni multipli. Le difficoltà sono ulteriormente aggravate dalla mancanza di rimborsi per altri beni persi durante l'alluvione, per i quali gli aiuti tardano ad arrivare.

Nell'interrogazione, Mastacchi chiede alla Giunta regionale di chiarire se effettivamente gli uffici stiano invitando i cittadini a ritirare le domande di rimborso per chi ha già ottenuto un contributo con il primo bando, e sollecita interventi concreti per garantire rimborsi completi, come promesso inizialmente. La questione è rilevante poiché molte famiglie continuano a fronteggiare pesanti oneri economici, non solo per i veicoli, ma anche per altri danni subiti durante l'emergenza.

domenica 29 settembre 2024

Alluvione in Emilia-Romagna: Gibertoni (Misto) chiede lo stop al consumo di suolo nella regione

 "Il consumo di suolo alimenta il rischio idraulico: serve una revisione delle politiche regionali"


Dopo i devastanti eventi alluvionali che hanno colpito l'Emilia-Romagna, la consigliera Giulia Gibertoni ( nella foto) del gruppo Misto, ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale chiedendo un immediato intervento per fermare il consumo di suolo, che considera una delle principali cause dell'aggravarsi della pericolosità idraulica nella regione.

Secondo Gibertoni, l'Emilia-Romagna è tra le aree italiane con i più alti livelli di cementificazione, con un inevitabile aumento del rischio legato agli eventi meteorologici estremi. “Non si smette di cementificare nemmeno oggi”, denuncia la consigliera, sottolineando come la situazione sia resa ancora più critica dall'urbanizzazione incontrollata. A livello nazionale, Gibertoni cita dati recenti secondo cui l'ultimo anno ha visto un incremento di 917,6 ettari di suolo artificializzato in aree a rischio idraulico medio, dei quali ben 433,1 si trovano in Emilia-Romagna.

La consigliera richiama inoltre il rapporto della commissione tecnico-scientifica sugli eventi meteorologici estremi di maggio 2023, che evidenzia la necessità di un "controllo severo del consumo di suolo". Gibertoni accusa la nuova legge urbanistica regionale di aver contribuito a peggiorare la situazione, facendo da "volano" per l'incremento della cementificazione, in particolare con lo sviluppo di poli logistici che, nella regione, pesano il doppio rispetto alla media nazionale.

La consigliera propone quindi una revisione urgente delle politiche urbanistiche regionali, a partire dalla legge vigente, e la realizzazione di opere di regimazione delle acque per garantire adeguati spazi ai corsi d'acqua. "Le immagini di questi giorni mostrano alvei manomessi e disboscati senza criterio, che non necessitano di ulteriori spiegazioni", osserva Gibertoni con toni critici. "Questi fenomeni, ormai ricorrenti, possono essere affrontati solo con politiche di prevenzione rigorose e di adattamento alle nuove condizioni climatiche".

Con l'interrogazione, Gibertoni chiede alla giunta di intervenire concretamente per fermare la cementificazione e proteggere il territorio dall'aggravarsi degli eventi alluvionali.

lunedì 23 settembre 2024

Alluvione. “Riutilizzare terra e pietre delle frane per sistemare le strade”

Il capogruppoin regione  di Rete civica, Marco Mastacchi   chiede  di derogare alle norme sui rifiuti speciali per ripristinare la viabilità delle zone colpite dal nubifragio, come avvenne per il dissesto provocate dall’acqua nel 2023



La Regione consenta il riutilizzo di pietre e terra rimosse dalle frana – in deroga alle norme sui rifiuti speciali – per ripristinare la viabilità nelle zone della Romagna colpite da una seconda alluvione dopo quella del maggio 2023.

Lo chiede Mastacchi, con una interrogazione alla giunta permettendo ai Comuni di utilizzare il materiale “per gli interventi di ripristino, di reinterro, di riempimento e di rimodellazioni del terreno in deroga alle disposizioni vigenti in materia di rifiuti speciali, analogamente a quanto già disposto con le precedenti ordinanze emesse in occasione degli eventi alluvionali del maggio 2023.

Il consigliere afferma che “l’acqua defluirà sarà necessario agire tempestivamente per liberare le strade e le case dal fango ripristinando una viabilità che in diverse zone non c’è più; è necessario che i Comuni interessati dai gravi eventi alluvionali possano utilizzare la terra e le pietre rimosse a seguito delle frane” per sistemare le strade.

(Gianfranco Salvatori)

venerdì 20 settembre 2024

Alluvione: si conferma allerta rossa su Romagna e sul Bolognese

 



Permane, anche per la giornata di domani, sabato 21 settembre, l'allerta rossa sulla Romagna e sul Bolognese, a seguito delle forti piogge che si sono abbattute in questi giorni sul territorio e che hanno determinato, esondazioni, frane e allagamenti.

L'allerta - in vigore dalla mezzanotte di oggi a quella di domani - è invece di colore arancione sulla pianure modenese e sulla collina e la montagna dell'Emilia centrale.
    Malgrado siano previste precipitazioni deboli sull'Appennino orientale - viene evidenziato nel provvedimento adottato dall'Arpae e dalla Protezione Civile regionale - alla luce delle precipitazioni cumulate nelle scorse ore e quelle attese sulle aree montane centro-orientali si manterranno livelli sostenuti nei tratti montani dei corsi d'acqua e diffuse condizioni di criticità idrogeologica.

Le criticità sul Bolognese e sulla Romagna, viene sottolineato, sono dovute alle gravi problematiche già presenti sul territorio. (ANSA) 

giovedì 12 settembre 2024

Alluvione: Figliuolo, governo ha messo a disposizione tantissimo

'Ci sono 1,9 miliardi per la ricostruzione privata'

 


Per la ricostruzione post alluvione in Romagna "il governo ha messo a disposizione tantissimo, 2,8 miliardi per la ricostruzione pubblica, 1,9 per quella privata.

A breve avremo ordinanza del credito d'imposta: io sulla base di quello che devo gestire cerco di fare il meglio e cercando di dare un volto umano".

Lo ha detto, intervenendo all'inaugurazione di una scuola a Solarolo (Ravenna), il commissario per la ricostruzione post-alluvione Francesco Paolo Figliuolo. "È sufficiente? - ha proseguito - è una prima cifra, non so che altre riflessioni si faranno". (ANSA)

giovedì 16 maggio 2024

Il diluvio del maggio scorso anima la campagna elettorale

 


Come era prevedibile le profonde e irrisolte ferite alla viabilità lasciate dall’alluvione del maggio dello scorso anno sono entrate nella campagna elettorale in corso. A dare fuoco alla miccia, un video su facebook nel quale il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, attribuisce ai mancati finanziamenti governativi la causa dei ritardi negli interventi di riparazione dei dissesti, reclama quindi che da Roma si operi per destinare risorse a Sasso Marconi. Ricorda poi che il Comune, a riprova della decisa volontà di affrontare il disastro,  ha provveduto in somma urgenza a riaprire le strade  con lo sgombero delle frane affrontando un costo di mezzo milione di euro.

Piccata, se non irritata, la reazione del gruppo locale di destra che si è sentito ingiustamente additato in quanto sostengono che il Governo ha fatto tutto il possibile, stanziando somme importanti. “ Il sindaco dica dove ha messo i tre milioni e tre di euro che ha già incassato,” denunciano i componenti della formazione politica. “ Spieghi poi perché ha omesso di inserire fra le zone alluvionate le frazioni martoriate dall’alluvione del paese da lui amministrato, limitandosi a inserire in questo elenco solo Le Ganzole. Spieghi poi perché il comune ha un avanzo di bilancio di oltre settecento mila euro, un  tesoretto che usa quale indicatore della sua buona amministrazione, quando invece avrebbe potuto utilizzarlo per la cura della viabilità e del territorio. Un bell’escamotage per distrarre gli elettori”.

Sul tema interviene anche la capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti che in una nota scrive:

“Invece che lanciare accuse infondate, il sindaco di Sasso Marconi provveda a mettere in sicurezza la strada delle Ganzole. A un anno dall’alluvione il Governo ha dimostrato di sapere dare risposte adeguate anche in Appennino. Per questo ascoltiamo con stupore le parole dell’attuale primo cittadino  di Sasso Marconi che pare dimenticare sia quanto fatto a livello di infrastrutture dal Mit,  sia quanto già posto in essere dalla struttura commissariale proprio nel suo comune dove, addirittura, sono state programmate nuove date di apertura dello sportello pubblico territoriale  attivato già ad aprile dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Gen. Figliuolo, al fine proprio di offrire supporto a tecnici e periti nella compilazione delle richieste di risarcimento danni a favore di famiglie e imprese e che, visti i positivi riscontri registrati durante le aperture di aprile, è a tuttora aperto.

L’accusa di mancanza di personale è destituita di fondamento proprio perché lo sportello offre assistenza e consulenza sia per la redazione delle perizie necessarie per consentire la compilazione e l’invio delle richieste di contributo attraverso la piattaforma regionale "Sfinge", sia per l’istruttoria di primo livello a favore dei Responsabili unici del procedimento dei Comuni.

Ci piacerebbe che il Sindaco ottemperasse invece alle proprie competenze, ad esempio rimuovendo completamente il materiale legnoso e fangoso, che giace da un anno ai bordi della strada provinciale delle Ganzole, una delle principali arterie di collegamento, e provoca, durante il maltempo, disagi alla sicurezza stradale e quindi alla circolazione. Ci risulta infatti che queste opere a carico del comune dovessero già essere iniziate e comunque ultimate entro fine mese, ma così non è, e questo non permette alle famiglie lì residenti di poter tornare ad una normale vivibilità delle loro abitazioni e quindi della loro quotidianità. Le risorse e il supporto tecnico ci sono, tanto che il Sindaco di Sasso nulla ha eccepito durante la recente visita del Generale, perché oggi se ne esce così? L’amministrazione farebbe bene  a procedere senza perdersi in spot da campagna elettorale che lasciano il tempo che trovano”. 

venerdì 22 marzo 2024

Alluvione: il Commissario Figliuolo ha visitato Marzabotto e San Benedetto Val di Sambro

 I Sindaci dei due Comuni hanno ringraziato la Struttura non solo per la visita ma anche per il grande lavoro fatto durante gli eventi eccezionali e che ancora sta proseguendo


 di Martina Mari


Oggi,  venerdì 22 marzo, il Commissario Straordinario alla ricostruzione Generale Figliuolo ha incontrato gli Amministratori ed i tecnici dei Comuni di Marzabotto e San Benedetto Val di Sambro, alla presenza della Regione Emilia-Romagna, con l’Assessore allo sviluppo della Montagna Igor Taruffi, e della Città Metropolitana con il delegato Marco Monesi, per visitare i luoghi più colpiti dagli eventi eccezionali dello scorso maggio, verificare lo stato di attuazione degli interventi di ricostruzione, nonché ascoltare e raccogliere le istanze del territorio.

I Sindaci, dopo un primo incontro nel quale hanno discusso di vari temi quali la collaborazione istituzionale, l’illustrazione degli interventi di ripristino eseguiti, ma anche la conferma della bontà del sistema messo in piedi dalla Struttura Commissariale, hanno accompagnato il Commissario straordinario nei luoghi colpiti.

Abbiamo fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori nel nostro Comune - spiega la Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi - e il Commissario Figliuolo ha voluto mettersi in ascolto di tutte le necessità e problematiche che abbiamo riscontrato come Comune, anche rispetto al percorso di espletamento dei lavori e la richiesta dei fondi, anche da parte dei privati. Ho personalmente espresso l'apprezzamento per sua la visita e per la celerità nell’erogazione dei fondi, arrivati tutti appena chiusi i lavori. Da parte nostra abbiamo chiesto di avere un supporto soprattutto per quanto concerne la parte privata, per aiutare le persone a compilare la modulistica e le richieste di fondi per chi ha avuto dei danni nelle proprie abitazioni. A Marzabotto, dopo aver accompagnato il Commissario nel Sacrario ai Caduti che aveva piacere di visitare, lo abbiamo portato a visionare alcune frane del territorio, tra cui quella in via Ca' Bianca, dove in maggio erano rimaste isolate diverse famiglie a causa dell’erosione della strada e che nuovamente ha riscontrato delle problematiche. Dopo gli eventi estremi dello scorso anno, era stato costruito un bypass dal Genio militare ma in febbraio la stessa strada aveva rischiato di franare nuovamente. Come Comune siamo intervenuti con una procedura di somma urgenza, in accordo con la struttura commissariale, e stiamo attuando i lavori in attesa dell’intervento definitivo della Struttura commissariale”. 

Ho molto apprezzato la visita del Generale Figliuolo e della sua struttura - aggiunge il Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni -. Li ho ringraziati, non solo per la loro presenza per noi molto importante, ma anche e soprattutto per esserci stati vicini fin da subito, per la velocità con cui hanno messo a disposizione le risorse occorrenti per fare i lavori urgenti di messa in sicurezza, necessari per non tenere chiuse le strade e ridare ai cittadini la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni. E’ stata anche un’importante occasione per illustrate le ulteriori necessità emerse nel corso degli ultimi mesi, che hanno aggravato alcune situazioni manifestatisi nel nostro Comune a seguito degli eventi eccezionali di allora, ricevendo la disponibilità a lavorare per cercare di finanziarle con la prossima ordinanza. Un altro importante segno di attenzione e collaborazione istituzionale che rappresenta davvero l’esempio di un Paese che funziona e che è riuscito a dare in poco tempo una risposta straordinaria ad un evento altrettanto straordinario, che senza l’aiuto dello Stato noi da soli non saremmo riusciti minimamente ad affrontare”. 

martedì 26 dicembre 2023

Post alluvione: il Rapporto della Commissione tecnico-scientifica: “In Emilia-Romagna un evento senza precedenti nella storia osservata”.

La vicepresidente Priolo: “Abbiamo affrontato qualcosa di difficilmente immaginabile, uno spartiacque tra passato e futuro di cui però adesso vogliamo essere i migliori interpreti. Insieme alla comunità scientifica per interventi innovativi nei territori colpiti, in un contesto su cui i cambiamenti climatici possono impattare pesantemente”. Gli esiti del lavoro della Commissione incaricata dalla Regione, coordinata dal professor Armando Brath e composta da Nicola Casagli (Università di Firenze), Marco Marani (Università di Padova), Paola Mercogliano (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici), Renzo Motta (Università di Torino). Quanto successo a maggio ha avuto tempi di ritorno “in alcuni casi nell’ordine di qualche migliaio di anni”

 “Uno spartiacque tra passato e futuro nel settore della difesa idraulica e idrogeologica del territorio”. A maggio l’Emilia-Romagna è stata colpita da un evento che per portata, intensità e vastità del territorio interessato, non ha precedenti nel passato (da quando nel 1921 si sono iniziati a raccogliere i dati idrologici), con una “maggiore severità anche rispetto all’alluvione del 1939”.

A metterlo nero su bianco, con un’ampia e articolata comparazione dei dati disponibili, sono i professori Armando Brath (Università di Bologna, coordinatore), Nicola Casagli (Università di Firenze), Marco Marani (Università di Padova), Paola Mercogliano (Cmcc, Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici), Renzo Motta (Università di Torino).

La Commissione tecnico-scientifica è stata incaricata dalla Regione - prima della nomina a commissario per la ricostruzione del generale Figliuolo - di stilare un Rapporto sugli eventi meteorologici estremi del mese di maggio 2023.

Delle quasi 150 pagine del documento, 98 sono dedicate all’analisi puntuale di quanto accaduto: dai 23 fiumi esondati contemporaneamente, per un volume di esondazione stimato in circa 350 milioni di metri cubi, circa 11 dighe di Ridracoli, che ha provocato allagamenti in pianura su circa 540 chilometri quadrati quadrati di territorio (distribuiti pressoché nell’intera area romagnola, con interessamento anche della regione in destra del Reno e, per il primo dei due eventi, anche dei bacini del Panaro e del Secchia); alle 65.598 frane - scivolamenti rapidi in terra o detrito, colate di fango, scivolamenti in roccia - censite su un’area di 72,21 chilometri quadrati; alle 1.950 infrastrutture stradali coinvolte da dissesto (il 3,6% dell’intero tracciato stradale delle sei province colpite, di cui il 36,2% delle comunali e il 35,7% di quelle vicinali a uso pubblico, e il 18,5% delle private).  

“Un evento senza precedenti nella storia osservata” scrivono gli esperti, con tempi di ritorno - grandezza statistica che esprime la probabilità che un evento accada - “in alcuni casi molto superiori ai 500 anni dove le esondazioni sono state più significative”. Parliamo soprattutto dei bacini di Senio, Lamone e Montone, con un ruolo decisivo della rete artificiale di scolo presente in pianura (reticolo di bonifica e Canale Emiliano-Romagnolo) che ha inciso sulla dinamica di propagazione delle inondazioni. Ancora più alta, quasi inestimabile e nell’ordine di qualche migliaio di anni, la probabilità di accadimento dei due eventi come quello del 2-3 maggio e quello del 16-17 maggio. E proprio il susseguirsi dei due eventi ha portato le conseguenze note dal momento che i terreni erano già saturi e avevano impermeabilizzato i suoli che non riuscivano più a ricevere.  

Elementi e considerazioni che per la ricostruzione consigliano, anziché una semplice riproposizione di modelli di intervento tipici del passato, di sviluppare percorsi di approfondimento tecnico-scientifico per implementare nuove modalità di intervento e agire su più fronti, con interventi non strutturali e strutturali.

“Abbiamo affrontato qualcosa di difficilmente immaginabile. Ce lo dice anche la Commissione esterna, di elevato profilo tecnico-scientifico, che abbiamo incaricato per effettuare valutazioni specifiche e qualificate sull’evento di maggio, per aggiornare il quadro conoscitivo e fornire indicazioni per una futura corretta gestione del rischio idraulico e idrogeologico nella regione- sottolinea la vicepresidente con delega alla Protezione civile, Irene Priolo-. Quello che ci restituisce, inoltre, è un’elevata complessità che non potrà essere affrontata con un’unica soluzione: approfondiremo le indicazioni contenute in questo Rapporto per la pianificazione degli interventi futuri e utilizzeremo queste preziose indicazioni tecniche per impostare la ricostruzione. L’apporto della comunità scientifica è fondamentale, tenendo conto anche dell’orizzonte in cui ci muoviamo, e su cui impattano pesantemente i cambiamenti climatici. Comprendere bene gli eventi e cosa hanno significato era necessario per aiutarci ad individuare le scelte corrette di fronte ad un evento così complesso. Bisogna cambiare paradigma rispetto all’approccio tradizionale alla luce di statistiche completamente stravolte”.

Caratterizzazione dei movimenti gravitanti di versante

Dopo un’accurata analisi della caratterizzazione idrologico-idraulica dell’evento con la valutazione dei volumi di pioggia caduti sui bacini, anche in sede storica, il Rapporto prosegue con una sezione dedicata alle frane. Base dell’analisi, l’accurata mappatura effettuata dalla Regione Emilia-Romagna che evidenzia come oltre 65mila frane abbiano completamente sconvolto il territorio. Di queste solo 576 hanno un’estensione superiore all’ettaro ma le restanti, seppur piccole, sono caratterizzate dall’essere veloci (si parla in tanti casi di spostamenti di metri al secondo) e per questo molto distruttive.

Le curve della distribuzione delle frane censite, di cui il 78,5% di neoformazione, evidenzia ancora di più l’eccezionalità di entrambi gli eventi meteorologici, e ancor più della loro concomitanza, sia dal punto di vista della vastissima estensione del territorio coinvolto, sia dal punto di vista delle quantità di pioggia caduta. In particolare, l’evento del 15-17 maggio è stato caratterizzato non solo da una maggiore intensità ed estensione, ma anche, a differenza del primo, da condizioni iniziali di totale saturazione dei suoli. La maggiore densità delle frane rilevate e mappate è localizzata effettivamente nelle aree dove sono cadute le quantità massime di pioggia nelle province di Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena.

I principali cambiamenti dell’uso del suolo

Il Rapporto dedica poi ampio spazio all’analisi di cambiamenti dell’uso del suolo in Emilia-Romagna nel corso degli anni e agli elementi che possono incidere sul rischio idraulico. A partire dal ruolo esercitato dalla copertura forestale nel prevenire o mitigare il dissesto: “Un’azione regimante importantissima e fondamentale ma quando si verificano eventi meteorici eccezionali la capacità di ritenzione viene saturata”. La foresta (indipendentemente da densità composizione, struttura e modalità di gestione) non può impedire le ondate di piena quando si verificano eventi di intensità e durata tali da saturare l’effetto “spugna”.  Gli esperti sottolineano che la copertura forestale in Emilia-Romagna, tra il 1954 e il 2017, si è estesa su 287.543 ettari di nuova superficie (neoformazione), a fronte di una contrazione di 58.717 ettari (deforestazione), con un bilancio perciò nettamente a favore dell’espansione della foresta.

E poi la vegetazione sugli argini dei fiumi e corsi d’acqua che svolge, da un punto di vista idraulico, “un ruolo di fondamentale importanza durante gli eventi di piena: aumenta la scabrezza, cioè la resistenza che l’acqua incontra scorrendo e quindi protegge le sponde dall’erosione, rallenta la velocità del flusso ed intrappola sedimenti e materiali trasportati dalla corrente”. Ragion per cui è consigliato dagli esperti un taglio di tipo selettivo e colturale, mantenendo una copertura di alberi e arbusti non inferiore al 20%.

Infine, la relazione tra rischio idraulico e consumo di suolo. L’Emilia-Romagna è la regione con la maggiore superficie compresa nelle aree a pericolosità media P2 (oltre il 45% del territorio regionale). Un dato sovrastimato, dicono gli esperti, dal momento che l’Emilia-Romagna, a differenza delle altre Regioni, “ha deciso di considerare nella mappatura anche le aree che risultano allagabili da parte del reticolo artificiale di pianura (ovvero dalla rete di bonifica), anziché soltanto quelle interessate dall’esondazione dal reticolo idrografico naturale”, decisione che di fatto fa ricadere in area P2 tutta l’area di pianura.

Elementi che portano gli esperti a concludere che, oltre a proseguire nel controllo severo sul consumo di suolo, le prime e indispensabili misure preventive di mitigazione del rischio sono la redazione e l’applicazione di Piani forestali di indirizzo territoriale.

I cambiamenti attesi di precipitazioni negli scenari climatici futuri

Il Rapporto, prima di passare alle conclusioni, prende in considerazione sette bacini (Idice, Sillaro, Santerno, Senio, Lamone, Montone e Ronco) e, tra le altre cose, estrae proiezioni climatiche dei massimi annuali delle piogge previste per il periodo 2041-2070 sulla base di due diversi scenari emissivi, ma evidenzia, allo stesso tempo, come questi dati possono essere solo una prima valutazione perché analisi di questo tipo devono necessariamente essere basate sull’uso di proiezioni fornite non da un unico modello climatico ma da più modelli in modo da poter caratterizzare adeguatamente l’incertezza delle previsioni.

Gli esiti dello studio

Alla luce della portata degli eventi, la Commissione, nella parte conclusiva del Rapporto, ritiene quindi che un’opportuna proposta operativa di gestione territoriale debba essere basata sulla combinazione di interventi non strutturali e strutturali di mitigazione del rischio.

Tra i non strutturali, emerge la necessità di aumentare le attuali capacità di previsione degli aspetti meteorologici, idraulici e idrogeologici, attraverso dati ad alta risoluzione, la costruzione di gemello digitale idrogeologico regionale (digital twin) e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data; una nuova redazione dei principali strumenti in ambito di pianificazione; l’esecuzione di accurate modellazioni specifiche di scenario per valutare gli effetti della rete artificiale di scolo su inondazioni future; migliorare la pianificazione di Protezione civile, portando a piena conoscenza di tutti cittadini sia il sistema di allertamento che i piani, mediante esercitazioni e il pieno utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione; ancora, la necessità di procedere ad attente verifiche sulla pianificazione del territorio, che vadano ad agire sulla riduzione del consumo di suolo e il ripristino delle aree di pertinenza fluviale.

Tra gli interventi strutturali, è sottolineata la necessità di opere di ingegneria opportunamente progettate e realizzate, anche attraverso l’utilizzo delle più recenti innovazioni nel settore; per quanto riguarda le frane, occorre realizzare opere di stabilizzazione di singoli versanti e di regimazione delle acque superficiali; per i fenomeni alluvionali, è necessario costruire nuove opere di laminazione delle piene, realizzare interventi strutturali indirizzati a restituire maggiore spazio ai fiumi e predisporre nuovi piani di gestione del verde.

Il Rapporto e la presentazione dei contenuti sono disponibili sul sito Alluvione: https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione


martedì 14 novembre 2023

Alluvione: da domani al via le richieste di contributo per i danni subiti

 Dalle ore 15 di mercoledì 15 novembre sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”



Da domani, mercoledì 15 novembre, alle 15, sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”. Si tratta della stessa piattaforma utilizzata per il sisma del 2012, riconvertita secondo i nuovi parametri. Da domani, quindi, tutte le imprese e le famiglie che hanno subito danni dall’alluvione potranno chiedere il contributo dello Stato. 

“La quantificazione del danno subito – scrive la Regione in una nota – ma soprattutto il nesso di casualità tra il danno e gli eventi calamitosi dovrà essere giustificato tramite perizia asseverata o, a seconda dei casi, tramite perizia giurata, utilizzando l’apposito modello riportato negli allegati delle ordinanze, e dovrà essere redatta da un tecnico abilitato, iscritto a un Ordine o a un Collegio, privo di interessi comuni con il committente”.

“Ciò che sarà riconosciuto – continua il testo – è indicato dettagliatamente nelle singole ordinanze commissariali: sul sito della struttura commissariale (https://commissari.gov.it/alluvionecentronord2023/), e a breve saranno anche disponibili domande e risposte (FAQ) illustrative, nelle quali si troveranno anche casi particolari e le risposte ai quesiti e dubbi più frequenti”.

Accesso e presentazione della domanda

Per accedere a “Sfinge Alluvione 2023” occorre avere l’accreditamento digitale (Spid, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale Servizi) e possedere un indirizzo di posta certificata (Pec).

La domanda per ottenere i rimborsi deve essere presentata dagli interessati o da un loro delegato munito di procura speciale solo tramite la piattaforma informatica dedicata. Alla domanda dovranno essere allegati obbligatoriamente i documenti: scheda di rilevazione dei danni, redatta da un professionista abilitato, secondo lo schema riportato negli allegati; perizia tecnica asseverata o giurata rilasciata da un professionista abilitato; progetto degli interventi proposti, con l’indicazione degli interventi di ricostruzione, di ripristino e di riparazione necessari, corredati da computo metrico estimativo, da cui risulti l’entità del contributo richiesto.

Il link d’accesso alla piattaforma, così come le informazioni via via che saranno aggiornate, si troverà anche sul portale della Regione Emilia-Romagna (https://www.regione.emilia-romagna.it/) e nella sezione ‘Misure di sostegno’ del sito dedicato all’alluvione (https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/aiuti).

(ANSA)

mercoledì 27 settembre 2023

Sasso Marconi e Pianoro possono ancora sperare di essere destinatari dei primi interventi urgenti post alluvione

Le Ganzole 

 

Per quale motivo alcune zone, ad esempio del comune di Pianoro o di Sasso Marconi, pur avendo subito, nel maggio scorso, laceranti danni da maltempo   non sono comprese  nell’elenco dei destinatari dei primi interventi urgenti post alluvione?

Lo ha chiesto il consigliere regionale Marco Mastacchi in una audizione del consiglio regionale:


"Nelle prime fasi, quando è stato sollevato questo problema, sono state date rassicurazioni a questi Comuni, a queste persone, dicendo loro che, in fase di conversione del decreto, sarebbe stato possibile  l’inserimento di ulteriori zone, quindi nei 60 giorni successivi sarebbe stato possibile  recepire  le ulteriori segnalazioni inviate dai Comuni  e inserirli  in fase di conversione.

Purtroppo questo non è avvenuto e nel decreto che è stato approvato, parecchie zone sono rimaste escluse. Parliamo veramente di tante zone del nostro territorio. Io faccio specifico riferimento ad alcune come  la strada delle Ganzole a Sasso Marconi, che è devastata, a tutt’oggi non risulta ancora inserita in questo lungo elenco e ad altre di Pianoro.

Fra pochi giorni saranno passati cinque mesi da quegli eventi e ancora queste zone non sono in grado di sapere se rientreranno o meno in questo elenco,  che consentirà loro eventualmente di essere risarcite dei danni". 

Ha risposto l’assessore regionale al bilancio Paolo Calvano, precisando:

“Già lo scorso 25 giugno la richiesta di integrazione era stata inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Non conosciamo le motivazioni per le quali, pur  avendo  avuto per tempo la trasmissione delle nuove perimetrazioni, il Governo non ne abbia tenuto conto nella legge di conversione 31 luglio 2023, n. 100,   recante, appunto, ‘Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio ’.

Il 25 agosto  abbiamo nuovamente provveduto  a consegnare tale elenco, all’interno del quale era già ricompresa la località Ganzole del comune di Sasso Marconi e diverse località del comune di Pianoro, al commissario straordinario per la ricostruzione, che ha facoltà d’integrare l’elenco.

La struttura commissariale ha, pertanto, effettuato specifici sopralluoghi nei suddetti ambiti al fine di valutare l’estensione dell’elenco, il cui esito, ritengo, ci verrà comunicato a breve”.

Mastacchi ha concluso: “ Grazie, assessore, la sua risposta è rassicurante, poiché pare che la struttura commissariale stia lavorando per inserire queste zone. L’auspicio è che avvenga veramente. Mi dichiaro  parzialmente soddisfatto e lo sarò pienamente nel momento in cui l’allegato sarà integrato”.