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venerdì 1 maggio 2026

Territorio Bologna, Evangelisti (FdI): “La Regione sostenga e rilanci il comprensorio del Corno alle Scale”

 La capogruppo chiede un confronto con gli enti locali per un piano alternativo dopo lo stop alla funivia



di Lucia Paci


La Regione Emilia-Romagna intervenga per sostenere e rilanciare il comprensorio del Corno alle Scale, nel territorio di Lizzano in Belvedere , alla luce dello stop al progetto di realizzazione della funivia. È questa la richiesta avanzata da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia), che ha presentato un’interrogazione per sollecitare un confronto con gli enti locali e definire un piano alternativo di sviluppo turistico e infrastrutturale per l’area.

Al centro dell’atto ispettivo vi sono le conseguenze dello stop deciso dalla Regione Toscana nell’ambito del procedimento autorizzativo, motivato da criticità di carattere ambientale e paesaggistico, anche in relazione ai vincoli insistenti sull’area interessata. Uno stop che rischia di incidere sul progetto di sviluppo condiviso tra Emilia-Romagna e Toscana.

“Il versante emiliano, e in particolare il comprensorio del Corno alle Scale – sottolinea Evangelisti – è direttamente interessato dalle ricadute della mancata realizzazione dell’opera. Il governo nazionale ha già concesso due proroghe per la realizzazione della funivia e resta aperta la questione relativa alla destinazione delle risorse economiche inizialmente previste per l’infrastruttura, considerata strategica per entrambi i versanti regionali e di forte impatto sulle economie locali”.

Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, la funivia rappresentava “una concreta opportunità di crescita e rilancio del territorio”, attesa da anni da cittadini, operatori economici e gestori degli impianti. “La prospettiva della sua realizzazione – aggiunge – ha alimentato aspettative, investimenti e programmazioni da parte delle comunità locali”.

Con l’interrogazione, Evangelisti chiede quindi di conoscere la posizione della Regione Emilia-Romagna dopo il parere negativo e lo stop al progetto, oltre a sapere se l’ente sia stato formalmente coinvolto o aggiornato nell’ambito della Conferenza dei Servizi svolta dalla Regione Toscana.

“È necessario avviare interlocuzioni con la Regione Toscana – conclude – per ridefinire il progetto complessivo di sviluppo dell’Appennino tosco-emiliano, chiarire la destinazione delle risorse economiche previste e verificare la possibilità di reindirizzarle verso interventi sul versante emiliano”.

lunedì 28 aprile 2025

Evangelisti : “Finanziare urgentemente studio tecnico su invaso di Castrola”

 La capogruppo di FdI in Regione sottolinea come l’acqua raccolta nell’invaso di Castrola “potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare ai terreni coltivati della pianura”


 Riceviamo: 


“Attivarsi urgentemente al fine di finanziare uno studio tecnico di riattualizzazione del progetto già redatto riguardante l’invaso di Castrola o equivalente intervento strutturale in grado di far fronte alle future emergenze idriche, nel rispetto di tutte le prescrizioni connesse al ‘giudizio positivo’ del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali”.

Questo l’impegno che la capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti propone alla giunta regionale con una risoluzione che tocca la storica carenza d’acqua che interessa Bologna, “tanto che i bolognesi, nella costruzione della città medievale dopo l’anno Mille, dovettero cercare la risorsa realizzando i canali del Setta e del Savena”.

Ricordando come la carenza di acqua si è andata aggravando nel corso degli anni, Evangelisti sottolinea come “durante i mesi estivi in molti dei nostri comuni è ormai grave necessità prevedere alla distribuzione di acqua potabile mediante autobotti, con un’entità dei costi sostenuti che supera ormai alcuni milioni di euro all’anno”.

Per ovviare al problema, la consigliera ricorda il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola, risalente al 1991, a opera della società ferroviaria adriatica, “quale parte di un più grande progetto delle ferrovie per l’elettrificazione delle linee Porrettana e Direttissima insieme ai bacini e alle centrali idroelettriche di Pavana, Suviana e Brasimone”.

Castrola, località tra Camugnano e Castel di Casio sul torrente Limentra orientale, “venne ritenuta idonea per la costruzione di uno sbarramento e un bacino idrico della capacità di 34 milioni di metri cubi”.

A fronte del parere positivo espresso dalla Regione nel 1991 in merito alla compatibilità ambientale condizionata all’esecuzione di una serie di approfondimenti conoscitivi e progettuali e al via libera dato nel 1996 dal Ministero dell’Ambiente di concerto con quello per i Beni Culturali, Evangelisti puntualizza come “da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di Castrola venga realizzato”.

Sottolineando come “l’acqua raccolta nell’invaso di Castrola potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare ai terreni coltivati della pianura” e stigmatizzando la decisione del 2005 che “incredibilmente e senza motivazioni ha archiviato il progetto”, Marta Evangelisti origina il proprio atto di indirizzo politico chiedendo la riattualizzazione del progetto “in grado di far fronte alle future emergenze idriche, nel rispetto di tutte le prescrizioni connesse al ‘giudizio positivo’ del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali”.

(Luca Boccaletti)

giovedì 13 febbraio 2025

Prolungata a tutto il 2025 la raccolta manuale di legname nei corsi d'acqua dell'Emilia-Romagna

Previsti prelievi fino a 250 quintali all’anno, finalizzati all’autoconsumo e senza scopo di lucro. Necessaria una comunicazione scritta alla sede dell’Ufficio territoriale di Protezione Civile



La Regione Emilia Romagna informa: 

Viene estesa a tutto il 2025 l'autorizzazione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile a raccogliere il legname caduto in alveo o trasportato nei pressi delle sponde in aree demaniali, da parte dei privati nei corsi d'acqua del reticolo emiliano-romagnolo.

Naturalmente si tratta di un’attività che affianca e non sostituisce in alcun modo la pulizia degli alvei che resta in capo alla Regione, ma rappresenta la possibilità di raccogliere manualmente, per soli usi personali e domestici, materiale vegetale, comunque privo di valore commerciale. La raccolta deve avvenire nel rispetto delle regole stabilite dall'amministrazione.

Il prelievo dovrà riguardare legna già sradicata, per un quantitativo non superiore a 250 quintali all'anno e deve essere finalizzato all’autoconsumosenza scopo di lucro. Il taglio delle piante cadute, per ridurne la dimensione, deve essere eseguito unicamente con una motosega o un altro strumento manuale.

L’attività può essere svolta con l’ausilio di mezzi di trasporto utilizzando esclusivamente la viabilità e gli accessi già presenti, senza comportare modifiche o alterazioni dello stato dei luoghi e, comunque, senza accedere all’alveo con mezzi a motore. Infine, il materiale prelevato (ramaglie, ceppaie e radici già asportate dalla corrente, ecc.) deve venire allontanato dall’alveo, trasportato in luogo idoneo e adeguatamente gestito. 

Come fare domanda

Le autorizzazioni sono rilasciate dall’Ufficio territoriale a seguito di apposita e specifica domanda. E’ necessario inviare una comunicazione scritta alla sede competente dell’Ufficio territoriale dell’Agenzia regionale. Nella comunicazione si dovranno indicare: il nominativo del richiedente e il relativo indirizzo e numero di telefono; il corso d’acqua, la località e il tratto interessati; il periodo in cui si svolgerà la raccolta.  

Per informazioni e moduli:   https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/servizi/richieste-uffici/raccolta-legname/comunicazione-raccolta-legname-1 

domenica 29 settembre 2024

Alluvione in Emilia-Romagna: Gibertoni (Misto) chiede lo stop al consumo di suolo nella regione

 "Il consumo di suolo alimenta il rischio idraulico: serve una revisione delle politiche regionali"


Dopo i devastanti eventi alluvionali che hanno colpito l'Emilia-Romagna, la consigliera Giulia Gibertoni ( nella foto) del gruppo Misto, ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale chiedendo un immediato intervento per fermare il consumo di suolo, che considera una delle principali cause dell'aggravarsi della pericolosità idraulica nella regione.

Secondo Gibertoni, l'Emilia-Romagna è tra le aree italiane con i più alti livelli di cementificazione, con un inevitabile aumento del rischio legato agli eventi meteorologici estremi. “Non si smette di cementificare nemmeno oggi”, denuncia la consigliera, sottolineando come la situazione sia resa ancora più critica dall'urbanizzazione incontrollata. A livello nazionale, Gibertoni cita dati recenti secondo cui l'ultimo anno ha visto un incremento di 917,6 ettari di suolo artificializzato in aree a rischio idraulico medio, dei quali ben 433,1 si trovano in Emilia-Romagna.

La consigliera richiama inoltre il rapporto della commissione tecnico-scientifica sugli eventi meteorologici estremi di maggio 2023, che evidenzia la necessità di un "controllo severo del consumo di suolo". Gibertoni accusa la nuova legge urbanistica regionale di aver contribuito a peggiorare la situazione, facendo da "volano" per l'incremento della cementificazione, in particolare con lo sviluppo di poli logistici che, nella regione, pesano il doppio rispetto alla media nazionale.

La consigliera propone quindi una revisione urgente delle politiche urbanistiche regionali, a partire dalla legge vigente, e la realizzazione di opere di regimazione delle acque per garantire adeguati spazi ai corsi d'acqua. "Le immagini di questi giorni mostrano alvei manomessi e disboscati senza criterio, che non necessitano di ulteriori spiegazioni", osserva Gibertoni con toni critici. "Questi fenomeni, ormai ricorrenti, possono essere affrontati solo con politiche di prevenzione rigorose e di adattamento alle nuove condizioni climatiche".

Con l'interrogazione, Gibertoni chiede alla giunta di intervenire concretamente per fermare la cementificazione e proteggere il territorio dall'aggravarsi degli eventi alluvionali.

sabato 23 aprile 2022

Raccontare il territorio con un ciak

 C’è tempo fino al 29 aprile per iscriversi ai workshop gratuiti che Emil Banca offre alle Amministrazioni dei piccoli Comuni emiliani per promuovere il turismo di prossimità attraverso video emozionali 

di Filippo Benni 


La scelta del soggetto e di come raccontarlo attraverso una sceneggiatura coinvolgente, poi le riprese e la realizzazione di un video emozionale che dovrà rappresentare e promuovere il territorio.

Si chiama Ciak – Grand Tour Emil Banca. Le Amministrazioni locali e il racconto del territorio l’iniziativa che si inserisce nell’ambito di Grand Tour Emil Banca e consiste in due workshop di approfondimento sul tema dell’audiovisivo per la promozione del territorio realizzati in collaborazione con l'Associazione Carta Bianca promotore di Festival Mente Locale.

Il progetto si rivolge a tutti i Comuni in cui è presente una filiale Emil Banca nelle province di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia (ad eccezione dei capoluoghi). 

Per iscriversi è sufficiente compilare un modulo on line reperibile su sito www.emilbancatour.it, entro e non oltre venerdì 29 aprile.



I partecipanti saranno affiancati dal team di Carta Bianca per la stesura di uno script di un video efficace ed entro fine giugno la Commissione del progetto selezionerà il migliore che verrà trasformato in un video emozionale, reso poi disponibile all’Amministrazione per le proprie finalità promozionali.

Gli incontri si svolgeranno giovedì 5 maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 esclusivamente sulla piattaforma Microsoft Team e giovedì 26 maggio sempre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 sia sulla piattaforma Microsoft Teams sia a MUG – Magazzini Generativi, lo spazio di Emil Banca in Via Emilia Levante 9 a Bologna. 

martedì 15 giugno 2021

Incendi boschivi, scatta la “fase di attenzione” su tutto il territorio regionale

Massima cautela nel bruciare stoppie e legname, esclusi nelle giornate ventose e da concludere entro le 11 del mattino. Il provvedimento resterà in vigore fino al 12 settembre. , Prima di procedere agli abbruciamenti è obbligatoria la comunicazione ai Vigili del Fuoco, numero verde: 800841051

Da oggi,  martedì 15 giugno e fino al 12 settembre,  scatta la “fase di attenzione” per incendi boschivi in tutte le province dell’Emilia-Romagna, a causa del rischio di innesco di focolai di incendio e della loro propagazione.

Il provvedimento è stato firmato dal direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Rita Nicolini, dopo una riunione in videoconferenza alla quale hanno partecipato rappresentanti della direzione regionale dei Vigili del fuoco, del Comando regionale Carabinieri forestale e di Arpae Emilia-Romagna. 

La raccomandazione è di gestire con la massima cautela gli abbruciamenti di stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali. Non vanno effettuati abbruciamenti in presenza di vento e vanno realizzati solo in mattinata. I fuochi,  infatti,  dovranno  essere spenti entro le ore 11. Vanno considerate, inoltre, le eventuali ordinanze più restrittive emanate dai singoli Comuni. 

La situazione sarà nuovamente valutata giovedì 17 giugno.  
I Servizi territoriali dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile provvederanno a informare i Comuni, che sono invitati ad attivare sui rispettivi territori azioni in materia di prevenzione e informazione sui fattori di rischio per incendi boschivi. In particolare, si invitano ad effettuare le necessarie manutenzioni e pulizie delle pertinenze stradali, lo sfalcio di cigli erbosi, la pulizia delle scarpate da vegetazione secca, la rimozione di depositi abbandonati di rifiuti infiammabili.

Sul sito dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile  https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/ si trova il Bollettino di informazione ai cittadini. A partire dalla mezzanotte di martedì 15 giugno e fino alla mezzanotte di lunedì 28 giugno sarà valido per tutta l’Emilia-Romagna il Bollettino 11/2021, corrispondente allo scenario di rischio medio – colore Giallo -, fatte salve sempre le ordinanze più restrittive e le specifiche limitazioni emanate da singoli Comuni.

Si ricorda che, in ogni caso, prima di procedere agli abbruciamenti, è obbligatorio darne comunicazione ai Vigili del Fuoco al numero verde: 800841051

Altri numeri utili

115 - numero di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

1515 numero dell’Arma dei Carabinieri-specialità Forestale per segnalare illeciti e comportamenti a rischio di incendio boschi /red

martedì 14 luglio 2020

Frana San Benedetto, Mastacchi: "Concludere i lavori"

di Francesca Mezzadri

Il consigliere chiede “quando verranno ultimati i lavori di messa in sicurezza del territorio” per evitare “il pericolo sul versante a monte del lago di Castel dell’Alpi”
Il blocco dei lavori di sistemazione e drenaggio delle acque nella frana di Cà di Mingoni a San Benedetto Val di Sambro, nel bolognese, è al centro di un’interrogazione di Marco Mastacchi (lista Borgonzoni). Il consigliere chiede alla Giunta per quale motivo i lavori si sono arrestati dopo che “nel 2013 un vasto movimento franoso, da ricondurre a un evento alluvionale estremo con grave dissesto idrogeologico, ha interessato le località di Case Mengoni, Cà di Burgiolo e Cà di Griffo” provocando “la distruzione di case, fabbricati e strade e rendendo impossibile la viabilità”.

I primi lavori sono stati effettuati con somma urgenza dal servizio tecnico Bacino Reno” spiega il consigliere, ma, sottolinea, “è evidente la necessità di ultimare gli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture essenziali, in particolare la viabilità comunale nelle aree interessate”.
Infatti, “oltre ai gravi disagi per la popolazione”, si rischia di “mettere in discussione anche gli stessi interventi effettuati in emergenza con ulteriore pericolo per tutto il versante a monte del lago di Castel dell’Alpi”.
Da qui il consigliere chiede alla Giunta il perché del blocco, “quali interventi intenda realizzare per chiudere i lavori di ripristino e messa in sicurezza del versante” e “quando verranno ultimati”.

mercoledì 18 gennaio 2017

La Via degli Dei, una opportunità per il territorio.

Venerdì prossimo, 20 gennaio, la Via degli Dei, lo storico tracciato che attraversa l'Appennino e che tante ricchezze ambientali attraversa e  conserva, sarà al centro di un convegno che si terrà a Sasso Marconi, nel Salone delle Decorazione di Colle Ameno, alle 16.30.


mercoledì 27 novembre 2013

A Sasso Marconi si parla di 'Territorio e Ambiente'.



Claudio Corticelli, presidente  del Circolo SettaSamoggiaReno di Legambiente, informa:

Venerdì prossimo, 29 novembre alle 20,30, nella sala consiliare del Municipio di Sasso Marconi è in programma un incontro - dibattito, su TERRITORIO E AMBIENTE.

Tutti sono invitati.

Per informazioni, tel. 051.4141070;   cell.  348.5618663 e.mail: claudio.corticelli@tin.it



lunedì 21 gennaio 2013

Agricoltura e territorio: due parole chiave per progettare il futuro



Il  Gruppo Ambiente di Marzabotto in collaborazione con ‘Il tempo ritrovato. Banca del Tempo di Marzabotto’ e con il patrocinio del Comune di Marzabotto ha organizzato un ciclo di serate su ‘Agricoltura e territorio: due parole chiave per progettare il futuro’.
Il primo incontro è in programma per venerdì  prossimo, 25 gennaio, alle  20.30, nella Biblioteca di Marzabotto.

Vinicio Ruggeri, presidente del CAI Bologna e  Emilio Veggetti, cultore innamorato  dell’Appennino bolognese, illustreranno con il supporto di filmati e fotografie,
 la storia dei boschi, il loro utilizzo nei secoli  e l’uso dei sentieri dell’Appennino che l’uomo ha fatto nei vari periodi storici.