Visualizzazione post con etichetta rimborsi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rimborsi. Mostra tutti i post

lunedì 6 aprile 2026

Iter e rimborsi per l’alluvione 2023

Una ricostruzione che non può attendere i tempi della carta



Un’interrogazione per denunciare le criticità burocratiche e finanziarie che ostacolano l’accesso ai rimborsi per i danni dell’alluvione del 2023 è stata presentata alla Giunta regionale da Marco Mastacchi, consigliere di Rete Civica. Al centro del documento, l’insufficienza delle coperture per le spese tecniche obbligatorie e l’assenza di accordi operativi con il sistema bancario per anticipare i costi degli interventi.

La richiesta alla Giunta è chiara: rivedere le percentuali di indennizzo e semplificare le procedure di accesso ai fondi tramite la piattaforma Sfinge, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione economica delle famiglie colpite e garantire percorsi di ristoro più rapidi ed equi.

A quasi tre anni dagli eventi che hanno devastato l’Emilia-Romagna, l’emergenza resta aperta. Se nelle prime settimane la priorità era affrontare fango e acqua, oggi – nel marzo 2026 – la sfida si gioca sul terreno della burocrazia: perizie, documenti e iter complessi rallentano la ricostruzione. Per molte famiglie e imprese, il percorso per ottenere i ristori si è trasformato in un labirinto amministrativo che sembra aver smarrito il senso dell’urgenza.

Tra i nodi principali emerge quello delle spese tecniche: per accedere ai contributi, i cittadini devono sostenere costi per perizie geologiche e relazioni progettuali, ma il rimborso previsto copre appena il 10%. Il restante 90% resta a carico dei richiedenti, trasformando un passaggio obbligatorio in un onere significativo. A questo si aggiungono i costi amministrativi per il caricamento delle pratiche sulla piattaforma Sfinge, operazioni complesse che richiedono l’intervento di professionisti e che non sono rimborsate.

Criticità anche sul fronte dell’erogazione dei contributi. Il sistema prevede un anticipo del 50% all’avvio dei lavori e il saldo solo a intervento concluso. Una struttura che, pur rispondendo all’esigenza di controllo, rischia di escludere chi non dispone della liquidità necessaria per anticipare le spese. In particolare, per gli interventi urgenti di messa in sicurezza, il meccanismo può trasformarsi in una barriera economica che limita l’accesso ai fondi.

Un possibile strumento per superare questo ostacolo era rappresentato dall’accordo con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), pensato per consentire alle banche di anticipare i costi attraverso il credito d’imposta. Tuttavia, a marzo 2026, il sistema risulta ancora non operativo, lasciando cittadini e imprese senza una rete di sostegno finanziario.

Infine, sotto osservazione anche la gestione della piattaforma Sfinge, segnata da lunghi tempi di risposta e da una comunicazione discontinua sullo stato delle pratiche. In alcuni casi, i ritardi nell’istruttoria hanno impedito la rendicontazione entro i termini previsti, costringendo i beneficiari a restituire contributi già ricevuti.

In questo contesto, denunciano i proponenti dell’interrogazione, l’inefficienza amministrativa rischia di tradursi in un danno ulteriore per i cittadini: non solo rallenta la ricostruzione, ma può arrivare a compromettere l’accesso stesso agli aiuti, trasformando il ritardo della macchina pubblica in una penalizzazione per chi ha già subito perdite ingenti.

mercoledì 20 novembre 2024

Via libera al credito d’imposta per i danni dell’alluvione: firmata l’ordinanza, disponibili 700 milioni



Il credito d’imposta diventa uno strumento chiave per i rimborsi legati ai danni dell’alluvione che ha colpito la Romagna nel 2023. Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario alla ricostruzione, ha firmato l’ordinanza che ufficializza l’introduzione di questa misura, consentendo ai privati di ottenere risorse statali per finanziare gli interventi di ricostruzione.

Il meccanismo prevede uno stanziamento di 700 milioni di euro tramite la Legge di Bilancio, destinati alla ricostruzione privata, che si aggiungono ai 1,2 miliardi già disponibili. Grazie al credito d’imposta, i costi per il ripristino delle abitazioni e delle attività commerciali danneggiate saranno interamente coperti dallo Stato, senza alcun onere diretto per i richiedenti.

Come funziona
I beneficiari dovranno semplicemente presentare la documentazione necessaria per i vari stati di avanzamento dei lavori. Una volta ricevuto il decreto di concessione dal Commissario straordinario, sarà possibile aprire un “conto tecnico” gratuito presso una banca aderente alla convenzione tra l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e Cassa Depositi e Prestiti. Su questo conto saranno accreditate le somme necessarie per saldare i lavori, evitando così ai cittadini di dover anticipare i costi.

Lo stato attuale delle erogazioni
Per quanto riguarda le risorse già disponibili, al 19 novembre risultano 2.620 domande registrate sulla piattaforma Sfinge, complete della documentazione richiesta. Di queste, 1.812 pratiche (pari al 69% del totale) sono state concluse con esito positivo: 1.478 riguardano famiglie, mentre 334 sono riferite a imprese.

Ad oggi, gli importi concessi ammontano complessivamente a 72 milioni di euro: 42 milioni destinati alle famiglie e 30 milioni alle imprese. Circa la metà delle somme è già stata erogata come anticipo ai beneficiari.

Questa misura rappresenta un ulteriore passo avanti nella gestione dell’emergenza e nella ricostruzione delle aree colpite, garantendo supporto economico immediato e diretto.

sabato 26 ottobre 2024

Alluvione e veicoli danneggiati: Mastacchi chiede alla Regione di mantenere le promesse

 



Marco Mastacchi, capogruppo di Rete Civica, ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna in merito al secondo bando per la sostituzione di veicoli danneggiati dall'alluvione del maggio 2023. La richiesta di Mastacchi si concentra su una questione controversa: ai cittadini che avevano già ricevuto un contributo con il primo bando sarebbe stato chiesto di ritirare le domande di rimborso presentate con il secondo.

La situazione ha suscitato preoccupazione tra i residenti delle aree colpite dall'alluvione, che lamentano di dover affrontare costi elevati per la riparazione o la sostituzione di più veicoli. Il bando, infatti, prevede il rimborso solo per un veicolo per nucleo familiare, nonostante molti abbiano subito danni multipli. Le difficoltà sono ulteriormente aggravate dalla mancanza di rimborsi per altri beni persi durante l'alluvione, per i quali gli aiuti tardano ad arrivare.

Nell'interrogazione, Mastacchi chiede alla Giunta regionale di chiarire se effettivamente gli uffici stiano invitando i cittadini a ritirare le domande di rimborso per chi ha già ottenuto un contributo con il primo bando, e sollecita interventi concreti per garantire rimborsi completi, come promesso inizialmente. La questione è rilevante poiché molte famiglie continuano a fronteggiare pesanti oneri economici, non solo per i veicoli, ma anche per altri danni subiti durante l'emergenza.

lunedì 14 ottobre 2024

C'è chi attende invano i rimborsi per i disservzi ferroviari.

 


I viaggiatori e i pendolari della linea Porrettana hanno diritto a rimborsi per i disservizi e i disagi subiti, soprattutto in seguito alla riorganizzazione degli orari dovuta all'attuazione del Passante Porretta-Pianoro? A quanto pare, no. Chi ha contattato la direzione di RFI per ottenere un risarcimento ha ricevuto risposta negativa, con la motivazione che la richiesta era infondata. Le penali per il mancato servizio vengono versate alla Regione, che, come precisa Valerio Giusti, presidente del Comitato per la Ferrovia Porrettana, dal 2020 non redistribuisce più tali somme agli utenti.

La delusione per chi ha sollevato la questione è stata notevole, soprattutto considerando che, nelle ultime settimane, il servizio ferroviario si è dimostrato particolarmente incostante, se non addirittura controproducente. I pendolari vengono spesso informati delle cancellazioni solo una volta giunti in stazione, costringendoli a utilizzare l'auto per raggiungere la scuola o il lavoro.

Sulla vicenda è intervenuta Marta Evangelisti ( nella foto ), capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta per chiarire quali siano le procedure di reclamo e richiesta di rimborso attualmente previste da Tper e dalla Regione Emilia-Romagna in caso di disservizi sulle linee ferroviarie di loro competenza, inclusa la Porrettana.

Resta da vedere cosa risponderanno Regione e Tper. 

sabato 18 novembre 2023

Rimborsi danni alluvione 2023



Il Comune informa: 


È attiva da oggi, 15 novembre, la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”, attraverso la quale famiglie e imprese possono richiedere il contributo per i danni degli eventi alluvionali dello scorso maggio, in base quanto deciso e comunicato dalla struttura commissariale. 

Link alla Piattaforma 👉 https://alluvione2023.regione.emilia-romagna.it


𝘗𝘦𝘳 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘰𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘚𝘗𝘐𝘋 personale (𝘰𝘱𝘱𝘶𝘳𝘦 𝘊𝘐𝘌, 𝘊𝘕𝘚) 𝘦𝘥 𝘦̀ 𝘯e𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘗𝘌𝘊 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘳𝘢̀ 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘥𝘢. 

Ulteriori info si trovano nella sezione dedicata all'alluvione sul sito Web della Regione Emilia-Romagna 👉 https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/aiuti

 ( Segnalato da Dubbio) 

lunedì 5 giugno 2023

Rimborsi e contributi per frane e maltempo, come ottenerli

 


 

Il Comune informa:

 

Per chi ha subito danni a seguito delle calamità di maggio, sono previsti rimborsi erogati dalla Regione Emilia-Romagna con fondi stanziati dal Governo. I cittadini costretti a lasciare la propria abitazione possono inoltre richiedere alla Regione il Contributo di autonoma sistemazione.

Le informazioni:
 

1) CONTRIBUTO PER I DANNI SUBITI
Un'Ordinanza del Dipartimento nazionale di Protezione Civile dispone un contributo, dell’importo massimo di 5.000 € (suddiviso in un acconto di 3.000 € e un saldo di 2.000 €), per i nuclei familiari (e condomìni per il tramite dell’amministratore) che, alla data dell'evento - frana o alluvione -, avevano dimora principale, abituale e continuativa in un’unità abitativa risultata:
• allagata;
• direttamente interessata da movimenti franosi;
• direttamente interessata da smottamenti che l’hanno resa non utilizzabile (per esempio una frana ha bloccato l’unica strada di accesso alla propria casa, impedendo di farvi rientro).

N.B: nel caso il danno superi i 5.000 €, al saldo si aggiungerà un importo forfettario di 750 €, utili a incaricare un professionista per la compilazione di una perizia necessaria a una ricognizione complessiva, che consideri anche danni non compresi in questa ordinanza.
Il contributo può essere riconosciuto anche per il ripristino dei danni alle parti comuni di un edificio residenziale, qualora i danni non ne consentano la fruibilità.

L'Ordinanza e i moduli da compilare per richiedere il contributo (allegati a fondo pagina) si trovano sul portale del Dipartimento di Protezione civile e sul portale della Regione Emilia-Romagna

Cosa copre il contributo 
a) il ripristino, anche parziale, dei danni all'abitazione principale;
b) il ripristino, anche parziale, dei danni ad una o più pertinenze dell'abitazione;
c) il ripristino di aree e fondi esterni necessari per 

l'accesso e fruizione dell'abitazione o delle sue 

pertinenze;
d) gli interventi di pulizia e rimozione di acqua, fango e detriti dall'abitazione, dal fabbricato e/o dalla relativa 

area esterna pertinenziale;

e) la sostituzione, o il ripristino, o l'acquisto di beni 

mobili distrutti o danneggiati situati all'interno

dell'abitazione, allo scopo di mitigare i più gravi disagi 

nella gestione degli aspetti correnti della vita quotidiana.


Cosa fare per richiedere il contributo
I beneficiari devono presentare al Comune una domanda per ricevere l’acconto (3.000 €) e una successiva rendicontazione per attestare le spesa dell’acconto accreditato e ricevere l’eventuale saldo (2.000 €).
Il Comune, alla ricezione della domanda dei cittadini, verifica i dati dichiarati e trasmette alla Regione i dati necessari per procedere ai pagamenti (nome, cognome, telefono, mail e codice IBAN).

Come inviare la domanda
I moduli da compilare sono:
• la richiesta di acconto (allegato 1. Gli allegati da 2 a 6 prevedono diverse casistiche a seconda se si è co-proprietari, amministratori, affittuari, procure speciali);
• la richiesta di saldo (allegato 7);
• eventualmente la perizia (allegato 8). La compilazione è a cura di un professionista e la presentazione non è necessaria ai fini del riconoscimento del contributo di 5.000 €, ma lo è per cifre che superino i 5.000 € o per altri danni non compresi nell'elenco allegato. La perizia è in ogni caso utile per accelerare la ricognizione complessiva dei danni subiti, anche in previsione di eventuali ulteriori forme di contributo.
La documentazione può essere inviata via e-mail all'indirizzo protocollogenerale@comune.sassomarconi.bo.it, oppure consegnata a mano all'ufficio comunale @TUxTU Comunica

I tempi
La Regione acquisirà dai Comuni le domande di acconto il 30 giugno 2023 e, in seguito, ogni 15 giorni (il giorno 15 e il giorno 30 del mese). L’ultimo invio verrà fatto in data 30 agosto 2023.
La Regione acquisirà dai Comuni le domande di saldo il 15 luglio 2023 e, in seguito, ogni 15 giorni (il giorno 15 e il giorno 30 del mese). L’ultimo invio verrà fatto in data 31 ottobre 2023. Alla domanda di saldo vanno allegati anche tutti i giustificativi di spesa. 
Le domande di acconto e saldo possono essere anche inviate contestualmente se si ha già a disposizione tutta la documentazione necessaria (l’erogazione avverrà comunque in due tempi perchè per il saldo vanno verificati i giustificativi allegati alla domanda di saldo).

 

2) CONTRIBUTO DI AUTONOMA SISTEMAZIONE (CAS)
Chi invece ha dovuto abbandonare la propria abitazione e ha trovato autonomamente ospitalità in un alloggio alternativo, può richiedere alla Regione Emilia-Romagna il contributo di autonoma sistemazione (CAS). E’ quanto prevede l’Ordinanza n. 74 del 28 maggio, firmata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Il contributo va richiesto entro il 30 giugno 2023, compilando l’apposito modulo QUI allegato
Il modulo va poi consegnato in Comune, all’ufficio “@TUxTU Comunica”, o inviato via e-mail a protocollogenerale@comune.sassomarconi.bo.it
Sarà il Comune a trasmettere all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile l’elenco riepilogativo delle domande arrivate insieme alla richiesta di trasferimento delle risorse. Il contributo verrà poi erogato ai nuclei familiari interessati direttamente dal Comune.

Per maggiori informazioni: https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/contributo-di-autonoma-sistemazione-cas-via-alle-richieste-per-chi-ha-dovuto-lasciare-la-casa


 

CAMPAGNE DI SOLIDARIETA'

Sono state attivate alcune campagne di solidarietà per raccogliere le donazioni a favore dei cittadini colpiti da frane e alluvioni.
Di seguito le iniziative cui è possibile partecipare:

CAMPAGNA PROMOSSA DALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
La Regione Emilia-Romagna ha avviato una raccolta fondi per sostenere le persone e le comunità colpite da frane e alluvioni.

▶️ E' possibile contribuire utilizzando queste coordinate bancarie:
IBAN: IT69 G 02008 02435 000104428964
Causale: “ALLUVIONE EMILIA-ROMAGNA”
Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna.
Maggiori informazioni

 

CAMPAGNA PROMOSSA DALLA CITTA' METROPOLITANA DI BOLOGNA
Anche Città metropolitana di Bologna e Comune di Bologna hanno avviato una raccolta straordinaria di risorse per le persone colpite da frane e allagamenti sul territorio metropolitano, attraverso Dare per Fare - Fondo sociale di comunità

▶️ E' possibile contribuire utilizzando queste coordinate bancarie:
IBAN: IT38 F 03069 02477 100000300304
Causale: “Emergenza alluvione”
Il conto corrente è intestato a “Alluvione maggio 2023 città metropolitana di Bologna”

 

RACCOLTA FONDI PROMOSSA DAL COMUNE DI SASSO MARCONI
Il Comune di Sasso Marconi ha avviato una raccolta fondi a sostegno dei cittadini in difficoltà a causa delle frane e per supportare il lavoro delle unità di Protezione civile per quanto riguarda l'emergenza frane

▶️ E' possibile contribuire utilizzando queste coordinate bancarie:
IBAN: IT70 J 07072 37100 000000085545
Causale: “Donazione per emergenza idrogeologica Maggio 2023”
Il conto corrente è intestato al Comune di Sasso Marconi

 

sabato 15 agosto 2020

Palestre e piscine, rimborsi entro il 18 agosto

Scadrà martedì 18 agosto il termine entro cui chi ha acquistato abbonamenti per l’accesso a palestre, piscine e impianti sportivi “di ogni tipo” deve presentare istanza di rimborso del corrispettivo già versato


di Francesco Cerisano


Tempi stretti per richiedere il rimborso degli abbonamenti a palestre, piscine e impianti sportivi. Scadrà infatti martedì 18 agosto il termine di 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del dl Rilancio (legge n.77/2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020 ed entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione) entro cui chi ha acquistato abbonamenti per l'accesso a palestre, piscine e impianti sportivi «di ogni tipo» deve presentare istanza di rimborso del corrispettivo già versato per i periodi di chiusura degli impianti a causa della pandemia da Covid 19.
La norma inserita nel decreto legge Rilancio (art. 216) estende agli abbonamenti alle strutture sportive le disposizioni già previste dal decreto Cura Italia (art. 88 del dl 18/2020) sul rimborso dei titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura.
La sospensione delle attività sportive, disposta dai dpcm governativi durante il lockdown, viene equiparata a una «sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta» ai sensi dell'articolo 1463 del codice civile. Aprendo così la strada alle istanze di rimborso dei corrispettivi già versati per tali periodi.
Per ottenere i rimborsi, sarà necessario allegare il titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato. Il gestore dell'impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza, in alternativa al rimborso vero e proprio, potrà rilasciare un voucher di pari valore «incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle misure di sospensione dell'attività sportiva». Il voucher sarà quindi utilizzabile entro il 25 maggio 2021, ossia un anno dalla riapertura di palestre e piscine, disposta, a livello nazionale, a partire dal 25 maggio 2020 (in Lombardia dal 1° giugno). Come chiarito dal ministero dello sport (si veda altro pezzo in pagina), la procedura dell'art. 216 e il rigido termine decadenziale in essa previsto, non riguarda il rimborso di abbonamenti e biglietti da parte delle società sportive che continua a essere disciplinato dall'art.88 del decreto legge Cura Italia (dl n. 18/2020). I tifosi interessati al rimborso dei ticket per le partite non giocate o giocate a porte chiuse non dovranno quindi affrettarsi a presentare domanda entro il 18 agosto.

Segnalato da Dubbio 

martedì 21 luglio 2020

Bus e treni, arrivano i rimborsi a studenti e pendolari per il mancato utilizzo di abbonamenti e biglietti durante il lockdown

Delibera della Giunta. Corsini: "Regole condivise con aziende di trasporto pubblico e associazioni dei consumatori"

Segnalato da Dubbio 

In arrivo i rimborsi agli abbonati e utenti del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale (bus urbani ed extraurbani) per il mancato utilizzo dei titoli di viaggio durante il periodo del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale che fissa gli indirizzi destinati alle aziende di trasporto pubblico per uniformare l’applicazione sul territorio regionale dell’articolo 215 del Decreto Rilancio, convertito in legge in via definitiva la scorsa settimana dal Parlamento italiano.

Hanno diritto al risarcimento, precisa la delibera regionale, gli studenti e i lavoratori-pendolari titolari di abbonamento mensile e annuale, rispettivamente per il periodo 23 febbraio-3 giugno 2020 e 8 marzo-17 maggio 2020.  La richiesta va presentata entro il 30 novembre prossimo all’Azienda di trasporto pubblico che ha emesso l’abbonamento, preferibilmente on line sul portale della stessa azienda, allegando alla domanda l’autocertificazione della condizione di studente, se richiesta.  

Il rimborso sarà effettuato mediante l’emissione di un voucher rilasciato al massimo entro 30 giorni dalla richiesta, come disposto dal Decreto Rilancio. L’entità sarà calcolata in rapporto ai giorni di mancato utilizzo dell’abbonamento, sia mensile che annuale. In alternativa, possono richiedere il rimborso in contanti, secondo modalità definite da ciascuna azienda di Tpl, gli studenti under 14 già titolari di abbonamento annuale che a partire dal prossimo mese di settembre non lo pagheranno più per la decisione presa dalla Giunta regionale di renderlo per loro gratuito. 

Per quanto riguarda i biglietti ferroviari di corsa semplice acquistati prima dell’8 marzo e con scadenza 8 marzo-17 maggio 2020, sarà riconosciuto un voucher di pari valore. Nessun rimborso invece per i biglietti di corsa semplice e i carnet validi sui bus urbani ed extraurbani in quanto per questi titoli di viaggio non è prevista una scadenza di utilizzo.
I voucher rilasciati dalle aziende di trasporto saranno validi fino ad un anno dall’emissione, sono spendibili in un’unica soluzione, non si possono cedere e vanno utilizzati preferibilmente come sconto sull’emissione di un nuovo abbonamento o per l’acquisto di singoli biglietti o carnet di biglietti.

Regole particolari valgono per alcune tipologie di abbonamento. Per quelli mensili, annuali e annuali per studenti della tipologia “Mi muovo anche in città” è previsto il rimborso per la sola tratta ferroviaria pagata dall’utente. La richiesta di rimborso va presentata all’azienda Trenitalia Tper anche se gli abbonamenti sono stati emessi da Tper.  Per gli abbonamenti riconducibili a politiche di “mobility management”, le modalità di rimborso saranno definite direttamente tra società di trasporto pubblico e azienda o altra istituzione convenzionata.

Per quanto riguarda gli abbonamenti ferroviari a tariffa sovraregionale, modalità e misura dei rimborsi dovranno necessariamente essere coordinate a livello nazionale e quindi al momento esulano dagli indirizzi regionali.

mercoledì 1 aprile 2020

Attenzione alle false email sui rimborsi del Fisco. Sono trappole.

L'Agenzia delle Entrate informa:


In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto diverse segnalazioni relative a nuove email di phishing che notificano ai destinatari rimborsi fiscali inesistenti con l’obiettivo di raccogliere informazioni riservate.

Le email in questione presentano come oggetto la dicitura “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” e provengono da indirizzi email non riconducibili all’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ha segnalato la comunicazione alla Polizia postale e raccomanda ai contribuenti di non aprire la mail e di cancellarla immediatamente, anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone. Inoltre, ricorda che non vengono mai inviate comunicazioni via email relative ai rimborsi fiscali e che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è possibile consultare la sezione “Come sono pagati i rimborsi” per conoscere le modalità corrette con cui vengono erogati

venerdì 15 novembre 2019

Elettricità: rimborsi fino a 1.200 euro ad appartamento per le ristrutturazioni degli impianti condominiali

Approvate le nuove regole sperimentali per incentivare il rinnovo delle vecchie colonne montanti elettriche. Contributi per impianti realizzati prima del 1970 e fino al 1985 se critici. Premiate le scelte di centralizzazione dei contatori.

Dubbio segnala 

 Un contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici interni ai condomini, per migliorarne sicurezza ed efficienza, con rimborsi al condominio per i lavori edili effettuati, fino a 1.200 euro per appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano.
Sono i principali contenuti della delibera con cui ARERA - l'Autorità per l'energia e l'ambiente - ha avviato una procedura sperimentale per l'ammodernamento delle "colonne montanti" vetuste, negli edifici condominiali più datati.
Si tratta in particolare degli interventi su quella che viene definita tecnicamente "la linea in sviluppo prevalentemente verticale che attraversa parti condominiali", cioè i cavi che giungono fino ai contatori elettrici dei singoli appartamenti (o al pannello comune quando i contatori sono tutti raggruppati in un unico spazio).
La fase sperimentale della regolazione durerà tre anni, dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, per l'ammodernamento degli impianti realizzati prima del 1970 o nella fascia tra il 1970 e il 1985 se ritenuti critici.
Il contributo viene erogato se i lavori edili vengono svolti direttamente dal condominio, differenziato in relazione al tipo di finitura presente, e vanno dai 400 euro ai 600 euro per piano e dai 700 ai 900 euro per utenza.
Gli importi sono aumentati (da 700 a 900 euro per piano e da 1000 a 1200 euro per utenza) se in occasione dei lavori sulla colonna montante il condominio decide anche di centralizzare tutti i misuratori in un unico vano. In tal caso il contributo è maggiore perché vengono effettuati anche i lavori di posa dei nuovi collegamenti elettrici tra i contatori centralizzati e gli appartamenti, collegamenti che resteranno di proprietà del condominio.
Si aggiungono poi 100 euro al metro (fino ad un massimo di 1500 euro) per l'eventuale parte di cavo destinata a collegare la colonna montante con il confine di proprietà.
Una volta rinforzata la rete elettrica e resa più sicura, per i condomini dovrà essere possibile attivare anche potenze contrattali fino a 6 kW.
L'obiettivo della delibera dell'Autorità è quello di facilitare l'accordo tra gli amministratori di condominio e i distributori di energia elettrica per rinnovare le "colonne montanti" più vecchie, mantenendo in sicurezza gli edifici e predisponendole alle eventuali richieste di aumento di potenza, visto il crescente ricorso registrato negli anni a nuovi apparati di riscaldamento e raffrescamento elettrico (pompe di calore) o per cucinare (piastre a induzione).
Un provvedimento particolarmente importante per quei condomini con vecchi impianti elettrici che stanno valutando ristrutturazioni o la centralizzazione dei contatori, considerando che il rimborso varierà anche in funzione del livello di pregio delle finiture dell'immobile.
La delibera di ARERA, nel regolare i rapporti tra distributore e condominio, ricorda che si dovrà partire da un'informativa preliminare, nella quale il distributore prospetti anche la sottoscrizione di un accordo sui costi, tempi e modalità per l'ammodernamento delle colonne montanti vetuste.
Le imprese dovranno definire entro il 30 giugno 2020, una versione sperimentale di contratto-tipo.
Al condominio (che dovrà conservare la documentazione su costi eventualmente sostenuti) saranno riconosciuti i dovuti rimborsi, erogati direttamente dal distributore. Verranno effettuati controlli a campione per evitare eventuali abusi.
Con l'occasione, attraverso le disposizioni finali della delibera, ARERA istituisce un censimento nazionale del parco colonne montanti vetuste e potenzialmente ammodernabili, obbligatorio per ogni distributore, anche al fine di disporre di una valutazione quanto più puntuale dei potenziali investimenti e dell'impatto in tariffa.

venerdì 14 agosto 2015

Dalla farmacia alla precompilata: stabilite le regole di trasmissione. I modi e le procedure che strutture sanitarie, studi specialistici e medici dovranno utilizzare per rendere disponibili spese e rimborsi degli assistiti.



Segnalazione:  

Si rincorrono i provvedimenti utili a perfezionare l'operazione "730 precompilato", che a partire dal 2016 conterrà anche le spese sanitarie sostenute dal contribuente nell'anno precedente. Ed è proprio in questa direzione che conduce il decreto Mef del 31 luglio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, contenente le specifiche tecniche e le modalità operative relative alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al "Sistema tessera sanitaria", da rendere disponibili all'Agenzia delle Entrate per il "confezionamento" della dichiarazione dei redditi.
Per completezza, si ricorda, che l'Agenzia, con provvedimento del 31 luglio, ha dettato le modalità di accesso ai dati sanitari in questione e al loro relativo trattamento, così da rispettare le misure di tutela indicate dal Garante per la protezione dei dati personali (vedi "Spese mediche nella precompilata: sì dal 2016, con l'ok del Garante").

Tornando al Dm, le disposizioni dettate interessano tutti i soggetti tenuti alla trasmissione delle informazioni relative a farmaci e prestazioni utili ai fini della dichiarazione dei redditi: Asl, ospedali, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, policlinici universitari, farmacie, ambulatori specialistici, strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per la prestazione dei servizi sanitari e gli iscritti all'albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri (articolo 3, comma 3, Dlgs 175/2014).

Cosa e come
I dati da trasmettere sono quelli riportati sul documento fiscale rilasciato all'assistito (scontrino parlante, ricevuta, fattura), il codice fiscale risultante dalla tessera sanitaria e gli eventuali rimborsi erogati. Finiscono nel flusso informativo anche i dati rilevati otticamente mediante lettura dei codici a barre presenti sulle ricette e richieste di prestazioni.
Le informazioni transitano attraverso il canale telematico in base alle modalità stabilite dal Dpcm 26 marzo 2008 e dall'articolo 50 del Dl 269/2003, disponibili, insieme al tracciato record dei dati, nell'allegato A al provvedimento in esame. Le specifiche tecniche, invece, saranno disponibili sul sito del "Sistema tessera sanitaria" entro 30 giorni dalla pubblicazione del Dm.

L'invio può essere effettuato dai diretti interessati, dalle associazioni categoria o incaricando soggetti terzi. Gli eventuali delegati devono richiedere preventivamente al Mef l'abilitazione alla trasmissione telematica dei dati per conto del delegante.

Il contribuente può sempre dire no
Il decreto ricorda che il contribuente può opporsi alla trasmissione delle informazioni e conferma le diverse modalità, già illustrate nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, per esprimere tale volontà.
Nulla è perduto, inoltre, per le spese (e i rimborsi) relative al 2015, in relazione alle quali l'assistito non ha potuto dire no al momento del rilascio dello scontrino o della fattura. Il "Sistema Ts", infatti, una volta che il contribuente ha manifestato la sua opposizione (collegandosi, tra il 1° e il 28 febbraio 2016, all'area web dedicata del "Sistema tessera sanitaria"), cancella prontamente dai propri archivi le informazioni che il cittadino non vuole rendere disponibili.

La privacy è garantita
Il decreto assicura, inoltre, il contribuente sulle misure di sicurezza applicate per garantire la riservatezza dei dati sanitari. Le modalità adottate sono contenute nell'allego B al decreto stesso.
Le informazioni ricevute dalla banca dati vengono immediatamente registrate con modalità automatiche in archivi distinti e non interconnessi, in modo che il codice fiscale del contribuente resti separato da tutti gli altri dati.

Dal "Sistema Ts" all'Agenzia delle Entrate
Le informazioni, quindi, transiteranno verso l'Amministrazione finanziaria e da questa nella dichiarazione precompilata, con esclusione, naturalmente, di quelle per le quali il cittadino ha manifestato la sua opposizione.
Ogni assistito, a partire dal 15 aprile di ogni anno, accedendo all'area autenticata dell'Agenzia delle Entrate dedicata alla precompilata, potrà consultare i dati di dettaglio delle spese sanitarie (e dei rimborsi) riportate nel 730.

Coordinamento necessario anche con Regioni e Province
Entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto, il ministero dell'Economia e della Salute, il Mef, l'Agenzia delle Entrate e le singole Regioni e Province autonome, dovranno definire accordi specifici per l'applicazione delle regole dettate dal Dm.
Non vanno all'aria le procedure eventualmente già messe a punto dagli enti territoriali; in tal caso, infatti, Regioni e Province possono chiedere la valutazione della conformità dei loro progetti.
Infine, al ministero della Salute, alle Regioni e alle Province autonome, e alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, viene chiesto di inviare al "Sistema tessera sanitaria" l'elenco aggiornato delle strutture e dei medici per procedere con l'abilitazione ai servizi telematici necessaria all'attuazione dal decreto.