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mercoledì 28 agosto 2024

Passeggiata alla scoperta della ‘natura di notte’

 Camminata sotto le stelle cadenti per scoprire le misteriose vite degli animali notturni in un paesaggio protetto dei boschi di S. Luca e destra Reno


Venerdì  prossimo, 30 agosto, l’ Ente Parchi Emilia Orientale organizza una passeggiata nel parco di San Luca sotto le stelle cadenti  per indagare e svelare, attrezzati con i più moderni strumenti tecnologici, i segreti della vita notturna nel bosco.

Ci si muoverà lungo un sentiero nel Parco…alla ricerca dei resti di un'antica Villa dove dimorano rapaci notturni e pipistrelli, tra il fruscio delle foglie, canti misteriosi ed improvvisi frullo d'ali…la natura della notte si rivela.

Passeggiata per adulti, bambini e bambine.

 Ritrovo 20:30 presso l’ingresso Parco della Chiusa (Parco Talon) di fronte alla Chiesa di San Martino (Casalecchio di Reno).

Termine previsto per le 23

Note: Indossare scarpe da trekking, abbigliamento comodo adatto alla stagione

Informazioni e prenotazione (obbligatoria) entro il giorno precedente: Cell. 333 2660329 oppure Tel. 051 6254821 -  eventi@enteparchi.bo.it

lunedì 9 maggio 2022

Il Cardinale Matteo Zuppi a San Luca per ricordare Mauro Talini

 



Domani, martedì 10 maggio, alle 10.30, nella Basilica di San Luca, il Cardinale S.E. Matteo Zuppi celebrerà una Messa in ricordo del compianto ciclista Mauro Talini e di tutti i ciclisti defunti. 

Alla cerimonia saranno presenti i ciclisti del gruppo Stelvio Over 70, coordinati da Giancarlo Maini,  che ogni anno ricordano il giovane Mauro, diabetico insulino-dipendente, morto tragicamente, travolto da un camion,  mentre affrontava la traversata in bicicletta delle Americhe, da Sud al Nord, per dimostrare che il diabete non è un limite all'attività sportiva. 

venerdì 4 giugno 2021

Si è conclusa domenica 23 maggio l’iniziativa in ricordo di Mauro Talini “perché l’Amore e la Speranza non si fermino mai!” pedalata da San Luca alla Madonna del Ghisallo

In programma per il futuro la pedalata fino in Alaska, riprendendo il progetto e il programma di Mauro, interrotto dalla sua tragica morte


Tre giorni intensi sulle due ruote, vissuti su quel percorso di 380 km tra l’Emilia Romagna e la Lombardia, portando nel cuore “tanta amicizia” verso Mauro Talini e il desiderio di “tanto futuro di speranza”.

Tre giorni di incontri, di bellezze naturali, di gioia e di fatica; tre giorni all’insegna della sensibilizzazione verso temi attualissimi come il dilagare del diabete, l’ecosostenibilità e la necessità di maggiore sicurezza stradale; tre giorni che hanno regalato una certezza:  RI-PARTIRE, sempre!

Alberto Fiorin, così come ci ha consegnato ogni sera un resoconto della giornata ci dona ora, con la sua magica penna, una sorta di resoconto del viaggio.

È stato come riannodare i capi di un filo spezzato, riprendere un discorso interrotto bruscamente dopo tante discussioni forzatamente on-line, una vera e propria ripartenza alla vita, un ritorno a ciò che era la normalità e che ora ci sembra un’eccezione, un regalo. 

Ritrovarsi è stato semplice, immediato e rotondo come una morbida pedalata, la lingua che noi cicloviaggiatori siamo abituati a parlare. E ci siamo riconosciuti subito, tutti e undici pedalatori: Teodros, Federico, Mirco, Paolo, Anacleto, Antonio, Alberto, Dino, Alessio, Francesco, Emanuele assieme agli indispensabili accompagnatori e organizzatori Marta, Massimiliano e Marcello, con il nostro fotografo Luca.

Ci siamo ritrovati qui per portare avanti il progetto di Mauro, con questo assaggio che è stato il primo passo del nostro cammino: nello scorso week-end abbiamo infatti toccato e unito grazie a una lunga pedalata i santuari mariani di San Luca, a Bologna, con quello della Madonna del Ghisallo, proclamata la patrona universale dei ciclisti.

Il gruppo si è quindi coeso attorno a questa anteprima che vuole essere, per l’appunto, il primo passo di un progetto ben più ambizioso – promosso dall’associazione «Ancora in viaggio» assieme all’«Aniad», Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici – che prevede la realizzazione e il completamento del grande viaggio ideato da Mauro Talini dell’attraversamento delle Americhe da Ushuaia a Prudhoe Bay, in Alaska, interrotto drammaticamente dall'incidente in Messico che gli ha rubato la vita. 

E noi nel 2022 riprenderemo proprio da Caborca, in Messico, e a staffetta ci passeremo il testimone per cinque lunghe tappe fino a riportare idealmente Mauro alla sua meta agognata, Prudhoe Bay, nell’estremo nord dell’Alaska. 

E assieme al suo ricordo, che ancora alberga vivissimo nei nostri cuori e nelle nostre menti, cercheremo di diffondere il suo messaggio (che è profondamente anche il nostro) relativo alla sensibilizzazione e informazione sulla patologia del diabete, alla scelta di stili di vita compatibili con la salvaguardia del creato e finalizzati a un futuro eco-sostenibile, alla promozione di una campagna specifica sulla sicurezza stradale per evitare la strage degli innocenti che si verifica sulle strade del nostro pianeta.

Lungo la strada, in queste tre giornate, si è ancor più cementato il nostro rapporto, fortificato dalle numerosissime attestazioni di interesse raccolte lungo la strada, dall'abbraccio fraterno alla partenza del cardinale Matteo Zuppi – vescovo di Bologna – e di mons. Remo Resca, rettore del Santuario di San Luca, per arrivare all’accoglienza calorosa di don Gioel alla Madonna del Ghisallo, senza trascurare la moltitudine di persone che, durante le soste (ci siamo fermati a Brescello e a Crema), hanno chiesto informazioni e hanno sostenuto questo strano gruppetto di ciclisti color canarino.

Ecco, le nostre belle maglie luminose, pronte a irradiare di luce Messico, America e Canada, sono il segnale che siamo ormai pronti, decisi e profondamente determinati a realizzare il nostro ambizioso obiettivo.

E noi, in questi pochi giorni, dopo la stasi di questi lunghi mesi passati sotto l’angoscia della pandemia, abbiamo percepito perfettamente di essere ANCORA IN VIAGGIO”.


Noi di Ancora in Viaggio Odv  e di Aniad siamo profondamente commossi e grati verso questo gruppo di ciclisti e verso tutti coloro che hanno accompagnato e sostenuto il progetto fino a questo momento e a quanti si  uniranno in futuro.  Grazie!

Galleria fotografica: https://photos.app.goo.gl/mXpaUmoG8do948bd8

Associazione “Ancora in Viaggio OdV – Diabetes no limits e Povertà no limits”

sito internet: www.maurotalini.org 

pagina FB:     https://www.facebook.com/MauroTalini 

Canale YouTube: https://www.youtube.com/user/TaliniMauro


A.N.I.A.D. Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici ODV-ETS

sito internet: www.aniad.org 

pagina FB:     https://www.facebook.com/aniad.org  

Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCDR6fwbChVg0AX0qA_Ws3cw/videos

 

martedì 14 maggio 2019

Ancora una volta i ciclisti 'Over 70' a San Luca con Mauro Talini


Talini in uno dei suoi fantastici viaggi
La pioggia non ha scoraggiato gli amici di Mauro Talini, il compianto ciclista insulinodipendente che da solo, in bici, ha viaggiato per migliaia di chilometri allo scopo di dimostrare che il diabete non è un limite e per sensibilizzare sulla situazione in cui versano le popolazioni in difficoltà.


Come ogni anno gli Over 70 guidati da Giancarlo Maini, si sono dati appuntamento al Nettuno di Bologna e poi sono saliti a San Luca per un incontro fraterno cui è seguita una funzione religiosa officiata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi. Alla cerimonia erano presenti anche la mamma di Mauro, Brunetta, e il fratello Massimiliano. 

Alla funzione religiosa, seguita con grande partecipazione, era presente anche don Massimo Vacchetti, responsabile Sport e Pellegrinaggi della Curia di Bologna, il quale ha annunciato che il 13 maggio diventerà la 'Giornata della Memoria per tutti i ciclisti deceduti'.

Maini, durante la celebrazione, ha letto alcuni passaggi del diario di Talini in cui egli riportava le impressioni sulle sue giornate trascorse sulla bicicletta in solitaria e ha ringraziato l'arcivescovo per la disponibilità e la sensibilità dimostrata verso l'indimenticabile 'atleta della fede'.

Era presente anche Marco Mastacchi, candidato sindaco per la lista Dimmi a Sasso Marconi, che ha sempre ammirato le imprese di Mauro, atleta che, pur essendo egli stesso colpito da una grave e invalidante inabilità come il diabete, si è adoperato a favore delle persone più sfortunate.
Mastacchi, grande camminatore, è salito a San Luca a piedi per i portici.


lunedì 30 maggio 2016

I ciclisti 'Over 70' pellegrini a San Luca per ricordare tre amici.


Il gruppo dei ciclisti Stelvio Over 70 di Sasso Marconi, al seguito del fondatore Giancarlo Maini, si è ritrovato alcuni giorni fa per un'altra 'scalata': quella al Colle della Guardia con meta il Santuario di San Luca e questa volta lo ha fatto per ricordare tre amici particolari. Il primo, Mauro Talini, il ciclista diabetico insulino-dipendente, morto il 13 maggio 2012 in Messico, investito da autocarro mentre era impegnato nell'impresa di percorrere in bici e in solitaria l'intero continente americano, per dimostrare che la malattia non è un limite e per raccogliere fondi destinati a bambini abbandonati. Il secondo, Romano Venturini, scomparso il 13 maggio 2009, amico da sempre di Maini e soprannominato 'uomo del sole' poiché, racconta Giancarlo, prima di morire gli promise il beltempo in ogni importante uscita del gruppo. “E io,” spiega Maini, “ il giorno prima di ogni tappa gli recito una preghiera con cui gli chiedo una giornata di sole”. Il terzo è Gino Drusiani, scomparso a Casalecchio due mesi fa.
Prima della partenza per San Luca il gruppo è stato ricevuto nel cortile della Curia dall'arcivescovo Matteo Zuppi, il quale, dopo aver benedetto i ciclisti – pellegrini, ha detto di apprezzare lo slogan stampato sulle magliette con cui da anni gli Over 70 corrono. 'ragazzi non fumatevi la vita ', a significare l'importanza di una vita sana e lontana dai vizi, in particolare quello della droga, per raggiungere in salute ed efficienza una età ragguardevole. Il Gruppo è formato infatti da cicloamatori, tutti abbondantemente oltre i settant'anni e Maini, ad esempio, ne ha ottantuno.
La pedalata è stata affronta percorrendo la strada di Casaglia in compagnia del sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso e di quello di Monzuno, Marco Mastacchi, che è salito a piedi, essendo questi un noto camminatore, reduce dalla camminata Monzuno-Roma di due mesi fa. 
Ad accogliere i ciclisti a San Luca, il vicesindaco di Sasso Marconi, Marilena Lenzi, accompagnata dai ragazzi del Centro Disabili 'Modiano'. 


 

giovedì 9 luglio 2015

In quaranta hanno sfidato il caldo africano di questi giorni per un pellegrinaggio da San Luca a Montevenere in ricordo di don Dario Zanini.



Di Ermanno Pavesi

Si è svolto nel fine settimana del 4 e 5 luglio un pellegrinaggio molto particolare: una quarantina di partecipanti infatti ha deciso di percorrere a piedi il tragitto che da San Luca porta a Montevenere, per collegare idealmente due luoghi simbolo della cristianità bolognese.
L’iniziativa è stata voluta dall’associazione “Nuovo Emporio Cattolico" Totus Tuus e organizzata con il Comune di Monzuno e la collaborazione di Appennino Slow che ha facilitato i pernottamenti dei viandanti. Alla guida dei pellegrini c’è stato il vescovo di Carpi Monsignor Francesco Cavina.

A Montevenere infatti c’è l’imponente croce (14 metri), restaturata nel 2014, voluta da don Dario Zanini, il sacerdote monzunese recentemente scomparso che la fece erigere nel 1956 come simbolo della conciliazione nel dopoguerra. Sempre recentemente, inoltre, Monzuno ha voluto dedicare una via crucis e una piazzetta antistante la croce a due beati cristiani, Josè Sanchez del Rio e Rolando Rivi, particolarmente cari all’associazione in questione.
Il pellegrinaggio si è svolto, per ovvi motivi, in diversi momenti: la mattina del 4 i partecipanti sono partiti da San Luca per raggiungere Sabbiuno. Da lì c’è stato un trasferimento in auto a Badolo da dove hanno poi proseguito per Brento. Qui hanno trascorso la notte per ripartire la mattina del 5 alla volta di Monzuno, dove Emili Banca ha offerto il pranzo e i partecipanti hanno potuto incontrare l’attore Pietro Sarubbi, il Barabba del film “The Passion” che proprio dopo quell’interpretazione ha intrapreso un percorso di fede. Anche in questo caso il caldo torrido ha consigliato di concludere il tragitto con l’auto nonostante l’entusiasmo dei partecipanti che avrebbero volentieri proseguito a piedi.

“Cosa spinge, nelle giornate più calde dell’anno, un medico a cambiare turno di guardia, una dottoressa a chiudere lo studio, un negoziante ad abbassare le serrande per partecipare a una camminata così faticosa? Solo la consapevolezza che non esiste la possibilità di salvezza se non dentro la chiesa, di cui siamo parte viva e che vogliamo difendere” ha dichiarato Albachiara Cristiani, un membro dell’assocazione che ha organizzato l’iniziativa “È stata un’esperienza bellissima: porterò sempre dentro lo sguardo di chi ha camminato con me, dal vescovo Cavina che è sempre stato con noi ai seminaristi che ci hanno fatto coraggio”.

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In conclusione è stata celebrata la messa alla presenza di Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, e i partecipanti, alla presenza dei sindaci di Monzuno e di Monghidoro, hanno posto il colletto del clergyman appartenuto a don Zanini sulla croce che ha tanto voluto e amato.

lunedì 6 luglio 2015

Sulla cima di Monte Venere, una festa per ricordare don Dario Zanini e due giovanissimi martiri del novecento.



“Ricorda che stai andando a celebrare un grande uomo di Dio, mi ha detto il cardinale Caffarra nel salutarmi sapendo che sarei venuto qui”. Con queste parole l’Arcivescovo di Ferrara monsignor Luigi Negri ha iniziato l’omelia della Messa celebrata ieri sotto la grande croce di Montevenere. 

La cerimonia voleva infatti anche rendere omaggio a don Dario Zanini, recentemente scomparso, che dell’installazione di quella croce fu il promotore nei primi anni del dopoguerra per dedicarla a tutte  le vittime delle guerre. Monsignor Negri ha voluto rimarcare che don Zanini con quel gesto non voleva alzare steccati, ma solo cercare di unire tutte le vittime in un unico grande ricordo perché a tutti loro sia reso il dovuto omaggio.

La funzione religiosa ha chiuso il lungo cammino da San Luca a Monte Venere che una quarantina di pellegrini ha voluto intraprendere nonostante il caldo proibitivo.
Il pellegrinaggio di quasi  è stato diviso in due tappe: quella di sabato fino a Brento, dove hanno pernottato e una domenica, fino a Monzuno a piedi, dove sono stati ospitati dal direttore di Emil Banca, Daniele Ravaglia, al parco Bottonelli dove c'era la festa dei 120 anni dell'istituto bancario. Poi da qui, di fronte al caldo insopportabile, l’ultimo tratto, la salita fino alla cima del monte,  è stato percorso in bus.
Tra i camminatori anche il vescovo di Carpi monsignor Francesco Cavina, che ha concelebrato la Messa di Montevenere,  l’assessore di Monzuno Ermanno Pavesi e l’attore Pietro Sarabbi, comico di Zelig e tra i protagonisti di ‘The Passion’ di Mel Gibson, in cui interpretava Barabba. Egli ha raccontato il suo cammino di conversione avvenuto proprio durante le lavorazioni del film. Sulle prime, ha raccontato, aveva rifiutato la parte in quanto poco convinto del ruolo. Poi, dopo una lunga conversazione con il regista, ha accettato. Travorsi dentro al racconto della passione di Gesù è stato per lui così coinvolgente che lo ha portato a riflettere e ad abbracciare con piena convinzione la fede cristiana.

Alla Messa conclusiva sulla cima di Montevenere  sono stati ricordati due martiri bambini, da poco beatificati dal Papa, Rolando Rivi, torturato e ucciso nell’immediato dopo guerra perché non rinunciava alla idea di farsi prete e morto dicendo ‘Io sono di Gesù’ e il giovane messicano Josè del Rio, ucciso per non aver rinnagato la propria fede cattolica e   anch’egli morto urlando ‘Viva Cristo Re’.  
  

Hanno partecipato numerosi fedeli fra cui i sindaci di Monghidoro, Alessandro Ferretti e di Monzuno Marco Mastacchi che hanno ufficializzato l’ultimo atto della giornata: l’apposizione alla base della grande Croce dell’ultimo colletto sacerdotale portato da don Zanini.  In questo modo più che mai la Croce sarà legata al ricordo del sacerdote monzunese, per ben 58 anni alla guida della comunità religiosa di Sasso Marconi.





sabato 29 giugno 2013

GLI ‘STELVIO OVER 70’ ALLA BASILICA DI SAN LUCA PER RICORDARE MAURO TALINI .





Foto prima della partenza
 Favoriti anche da un’imprevista giornata di sole, gli ‘attempati solo anagraficamente’ ciclisti Over 70 ed  il loro fondatore Giancarlo Maini, hanno pedalato in ricordo di Mauro da piazza del Nettuno a Bologna  fino alla Basilica di San Luca, insieme ad altri ciclisti del bolognese.

A dare partecipazione e consistenza alla manifestazione erano presenti  Benedetto Zacchiroli consigliere comunale di Bologna, Stefano Mazzetti sindaco di Sasso Marconi, Raffaele Ammendola  assessore allo sport del Comune di Sasso Marconi, Adolfo del Soldato  vice sindaco di Massarosa, il professor Francesco Rivelli presidente della LILT, Claudio Pesci presidente dell’Associazione Fausto e Serse Coppi, Franco Magli presidente UIPS ciclismo, il rappresentante dell’Associazione Aido di Sasso Marconi, Marta Graziani presidente AIPK Onlus, Beppe Guidotti mentore del ciclismo bolognese e Francesco e Chiara nipoti di Mauro Talini.

Dopo le foto di rito i ciclisti hanno inforcato le biciclette e hanno raggiunto con la pedalata dei ventenni il Santuario di San Luca dove  è stata  celebrata la Messa dal Rettore della Basilica di San Luca mons. Arturo Testi.
Al termine della Messa, Marta Graziani ha ricordato Mauro Talini tracciandone il profilo morale e spirituale e sportivo e, tra gli altri, ha passato parola a Giancarlo Maini, che ha consegnato al monsignore, a nome dei ‘Ragazzi di Stelvio Over 70’, una delle maglie di Mauro incorniciata e sottolineata dalla targa ‘Mauro Talini: Atleta di Dio’.

Tra le tante parole in ricordo di Mauro è emerso un comune denominatore: quando la semplicità, la purezza dei sentimenti e l’amore per la vita sono valori veri, niente e nessuno può disconoscerli. Egoismi e distorsioni ideologiche scompaiono per incanto. Mauro era tutto questo e il suo insegnamento, costruito con infinita passione e forza di volontà, non avrà mai fine.

Diabetes no limits e Povertà no limits


I ciclisti di ‘Stelvio Over 70’ si sono formati nel 2005 e la finalità che il gruppo si è dato è sintetizzato  nella scritta sulle maglie dei giovani settantenni ‘Ragazzi non fumatevi  la vita’ ed è questo il messaggio che rivolgono  soprattutto ai giovani: non sciupate la vita con droghe e altri vizi.
“Per noi che ne abbiamo vissuto una bella fetta, la grande magia della vita va apprezzata ed amata fino all’ultimo giorno che il Buon Dio ci ha riservato,” scrive il fondatore Giancarlo Maini. “Con questo spirito, il 18 giugno 2005 è stato programmato il raduno ciclistico nazionale della scalata al passo dello Stelvio riservato a ciclisti Over 70. Sulla carta una follia, nella realtà un’incredibile successo documentato da stampa e televisione. Dopo due anni di forzata inattività, ho ripreso il discorso creando un gruppo prettamente bolognese di ‘ragazzi’ over 70. Con loro, nel giugno 2008, ho scalato il Monte Grappa per rendere omaggio ai 23.000 ragazzi, per lo più ignoti, sepolti  nel grande Sacrario posto sulla cima. A loro la vita l’ha fumata l’orrore della guerra. Nel 2009 la scelta è caduta sul Piccolo San Bernardo. Siamo andati là per ritrovarci con il meno giovane della prima impresa allo Stelvio, il valdostano Franco Cuaz. Un personaggio straordinario ancora oggi in forma smagliante con i suoi 87 anni! Ma ancora tante sono state le imprese ciclistiche che abbiamo messo in campo a tutt’oggi. Cito le più significative:
Lo Stelvio nel 2010 per ricordare i 50anni della morte di Fausto Coppi
Il Gran San Bernardo nel 2011 e, tanto per cambiare, lo Stelvio nel 2012 per festeggiare i 90 anni della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Questa volta sono saliti con noi Francesco Moser e Gilberto Simoni, una giornata indimenticabile.
A contorno di queste ‘passeggiate’, abbiamo messo in campo alcune iniziative a sfondo umanitario, come la collaborazione con la LILT presso le scuole Medie in diversi comuni della nostra provincia e interventi  presso Centri di Recupero per Tossicodipendenti. Indimenticabile il viaggio a San Patrignano su invito di quella comunità: una giornata di grande gioia e commozione.  Durante il pranzo nella immensa sala della struttura, per un attimo ho creduto di sognare e quando mi sono reso conto che era tutto vero, ho avuto come unico desiderio la condivisione con quei 1800 ragazzi di una mia antica sofferenza. Per me una taumaturgica liberazione, per loro un segno di amicizia e solidarietà”.