Carissimi, vi invio un secondo messaggio che inoltrerò anche ai presidenti
delle regioni Emilia-Romagna e Toscana, alle rispettive giunte ed ai
sindaci del territorio.
Prima di tutto, l’unica notizia buona: l’assessore
regionale Igor Taruffi ha confermato quanto anticipato sul Carlino di qualche
giorno fa: il treno da Porretta per Bologna delle 5,35 fermerà anche a Silla. Qualche
volta il buonsenso prevale anche nelle ferrovie, magari se sollecitato.
Poi le dolenti note:
il nuovo orario, che sembra fatto da persone che non
prendono mai il treno, prevede soluzioni orarie a dir poco scellerate che non
tengono in minimo conto i cittadini che abitano nel territorio montano fra
Emilia e Toscana. I nuovi orari in vigore dal 9 giugno, rimodulati da Rete Ferroviaria
Italiana e Trenitalia Tper su indicazione della Regione e della Città
metropolitana di Bologna, non terranno in nessuna considerazione l’attuale
orario dei treni per Pistoia. Per questo avremo treni che arriveranno a
Porretta quando quello per Pistoia è già partito da pochissimi minuti. Avete
capito bene: il treno da Bologna arriva pochissimi
minuti dopo la partenza del treno per Pistoia.
Ecco i nuovi orari:
Treno 17733 arriva a Porretta alle ore 07.28, treno
18153 è già partito per Pistoia alle ore 07.15
Treno 17741 arriva a Porretta alle ore 09.28, treno
18155 è già partito per Pistoia alle ore 09.26 (il successivo è dopo quattro
ore)
Treno 17757 arriva a Porretta alle ore 13.28, treno
18159 è già partito per Pistoia alle ore 13.22
Treno 17765 arriva a Porretta alle ore 15.30, treno
18161 è già partito per Pistoia alle ore 15.24
Treno 17777 arriva a Porretta alle ore 18.28, treno
18163 è già partito per Pistoia alle ore 18.24
Il MASSIMO SI RAGGIUNGE ALLE 9,28, QUANDO
IL TRENO PER PISTOIA È PARTITO DUE MINUTI PRIMA. SÌ, DUE MINUTI PRIMA DELL’ARRIVO
DI QUELLO DA BOLOGNA!
Negli altri casi si tratta di 4, 6 e 13 minuti
prima.
Evidentemente i toscani, visto che in Emilia dal 9
giugno i treni a Porretta arriveranno un po’ più tardi, non hanno neppure preso
in considerazione la semplice idea di ritardare di poco anche le partenze per
Pistoia! I casi sono due: o la Regione Emilia-Romagna non ha comunicato alla
Regione Toscana questi cambiamenti o in Toscana qualcuno non ha capito.
Una situazione onirica, che sembra cioè un sogno, o
meglio, un incubo!!!!!!
Nella tratta toscana c’è un servizio “a spola”, con
un unico treno che va avanti e indietro tutto il giorno. Sarebbe stato dunque piuttosto semplice “traslare” in
blocco tutti gli orari dei treni dei pochi minuti sufficienti a garantire a Porretta l’interscambio.
Un’idea da giganti!!!
Linea Porretta-Pianoro:
la messa in pratica di questa poco probabile linea farà
sì che, dal 9 giugno, i treni da e per Porretta non arriveranno e partiranno
più dal piazzale ovest, che, da quando fu costruito il nuovo ponte sul Reno a
Santa Viola, funzionava benissimo con un binario dedicato.
Dal 9 giugno tutti treni transiteranno per
i binari centrali della stazione di Bologna.
Quando vennero rimossi i binari dal 12 al 15 per lo
scavo della stazione sotterranea dell’alta velocità, il progetto iniziale, dopo
la rimozione, ne prevedeva anche il successivo ripristino, che non fu mai realizzato.
In questo modo la stazione di Bologna ha subito una drastica riduzione della
capacità infrastrutturale: ben 4 binari in meno rispetto a vent’anni fa, in
presenza di un traffico aumentato a dismisura, circa 550 treni al giorno sui 9
binari passanti e i due piazzali est ed ovest.
Tutto ciò fa comprendere come il progetto
dei treni passanti Porretta–Pianoro molto probabilmente partirà male fin dal primo giorno, perché intaserà
ancora di più la strettoia dei nove binari centrali.
Tutti i ferrovieri con cui parlo spesso affermano
che basterà un nonnulla per aggravare i già pesanti ritardi che nel passato
inverno hanno caratterizzato la circolazione sulla Porrettana (oggi sembra
andare un po’ meglio).
Qualche esempio di come potrà saltare tutto il perfetto orologio teorico:
- un treno che non parte
- una porta che non si chiude
- un intervento dell’ambulanza
o delle forze dell’ordine
- un semplice treno in ritardo che occupa un binario
in un orario in cui non ci dovrebbe
essere
- un piccolo guasto tecnico ai binari o al materiale
rotabile.
A questo proposito Vergato
insegna: alcuni anni fa gli
ingegneri della Rete Ferroviaria Italiana decisero di eliminare molti binari
considerati inutili, come quello di Vergato,
perché, teoricamente, con tutti i treni in orario perfetto
durante il giorno
non vi sarebbe stato alcun bisogno di un incrocio in questa stazione. Poi i duri fatti smentirono la
teoria: era sufficiente che un treno partisse da Bologna con soli dieci minuti
di ritardo per arrivare a Pioppe ed
essere impossibilitato a ripartire, perché la stazione successiva per
incrociare il treno da Porretta era Riola!!!
Risultato: dopo qualche
anno e dopo una lunga lotta
portata avanti dal Comitato per la Ferrovia Porrettana, che si era sempre
opposto a quello scempio, e grazie anche al
determinante intervento dell’assessore regionale Donini, il binario di incrocio a Vergato fu, per fortuna, ripristinato ed oggi mostra tutta la sua utilità.
Immaginate poi quando verranno deviati, come accade spesso per motivi vari, i
treni dell’alta velocità sulla linea Bologna - Prato, che hanno ovviamente la precedenza
sui regionali.
Un’ulteriore riflessione: voi credete che un abitante
di Sasso o della valle del Reno per andare a lavorare a Pianoro preferirà
prendere il treno (55 minuti di percorrenza) o invece prenderà la macchina per
arrivare in 15/20 minuti a destinazione passando dalle Ganzole?
Altra considerazione ancora: quanti saranno i
viaggiatori provenienti dalla stessa valle che proseguiranno per quella del
Savena? Credo quasi nessuno. Molto probabilmente su questo unico treno che collegherà Porretta a
Pianoro continueranno a salire persone della valle del Reno che si fermeranno a
Bologna e persone dalla valle del Savena
che scenderanno ugualmente a Bologna, senza quindi consentire una diminuzione
significativa dell’utilizzo del mezzo privato.
Ricapitolando: secondo me, e secondo il 95% dei soliti
ferrovieri con cui parlo spesso, i motivi per i quali si
può prevedere che l’innovazione della Porretta-Pianoro sarà un
fallimento sono due: un primo motivo tecnico legato alla circolazione già satura in condizioni normali e
con treni in orario;
un secondo motivo di tipo commerciale, legato
al collegamento tra paesi che sono più facilmente raggiungibili tra loro in auto e che quindi non considereranno attraente
il nuovo servizio.
È evidente che questa nuova linea è stata pensata,
come la maggior parte di provvedimenti simili, in
chiave urbano-centrica: interessa a pochi che Bologna sia
raggiungibile da Porretta o da Vergato in tempi snelli da migliaia di pendolari,
magari anche con qualche treno che preveda solo tre o quattro fermate da
Porretta alla città.
Nel caso in cui i fatti dovessero smentire
questa previsione, sarò ben felice di riconoscere l’errore e manderò a Regione
e ferrovie una sentita lettera di scuse.
In relazione ai treni che collegano i capoluoghi
emiliani e quelli toscani si può ulteriormente osservare che le due regioni
“amiche”, Toscana ed Emilia-Romagna,
hanno innalzato a Porretta un muro di Berlino fra i due tratti della linea,
quello emiliano e quello toscano. Si tratta di una scelta incomprensibile e del
tutto in controtendenza con quanto è avvenuto sulle altre tre ferrovie transappenniniche
(Pontremolese, Direttissima, Faentina). Da Parma si può infatti andare direttamente a La Spezia senza cambiare
a Borgo Val di Taro o a Pontremoli, da Bologna si va
direttamente a Prato senza
cambiare treno a San Benedetto o a Vernio e così da Faenza a Firenze
senza cambio a Marradi o a Borgo San Lorenzo. Sulla Porrettana si deve invece cambiare
obbligatoriamente a Porretta. E dal 9 giugno non ci sarà più nemmeno
il cambio a Porretta,
PERCHÉ IL TRENO PER PISTOIA SARÀ GIÀ PARTITO DA DUE-TREDICI
MINUTI!!!
Concludo il mio sfogo con un’osservazione su un’altra
bellissima trovata: il check-in, divenuto obbligatorio per i biglietti
acquistati online. Anche questo è un provvedimento incomprensibile e poco
apprezzato non solo dagli utenti, ma proprio dal personale ferroviario, che è
tenuto, spesso controvoglia, a multare giovani e anziani che non sono riusciti
a fare il check-in in tempo, perché sono giunti in stazione di corsa o magari
non avevano sufficiente rete nello smartphone. Ringraziamo prima di tutto il
cielo e le alte sfere ferroviarie che recentemente hanno abbassato da 75 euro (settantacinque, avete capito bene, ne ho diretta
esperienza familiare) a 5 euro la multa per chi non fa il check-in prima di
salire in treno. Ma è lo stesso sistema del check-in che rivela la sua totale
inutilità: quando sei salito in treno il biglietto non può più essere
utilizzato! Segno che il check-in non serve a nulla. L’avrà introdotto
l’apposito ufficio UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici) perché le
ferrovie sembrino esteticamente più simili alle società aeree.
Da ultimo, ricordo che il Comitato della Porrettana,
presieduto con competenza e grande passione civile da Valerio Giusti, da anni parla
di tutte queste cose e sollecita costantemente ferrovie e Regione a tenere
conto delle sue coerenti osservazioni, collegate alla realtà concreta
soprattutto dei pendolari. Ma mi sembra che sia come San Giovanni Battista: “VOCE DI COLUI CHE GRIDA NEL DESERTO”.
Vi saluto in modo molto cordiale,
Renzo Zagnoni, un cittadino qualunque (non qualunquista) che
ritiene il trasporto pubblico, soprattuto quello ferroviario, un grande bene
per la comunità e che si è interessato dal 1985 alla ferrovia Porrettana nelle
sue ricerche storiche.