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giovedì 11 luglio 2024

Il passante ferroviario Porretta-Pianoro riscalda ancor più il clima di questa estate torrida

Da oggi anche on line la petizione per la sospensione della linea Passante Porretta - Pianoro 

La capogruppo FDI in Regione, Marta Evangelisti, scrive:

Le affermazioni riportate dalla stampa, della consigliera metropolitana Larghetti a proposito della nuova tratta passante Porretta Pianoro, lasciano davvero a bocca aperta e forse davvero meritano una revisione di quella delega alla mobilità, che il Sindaco Metropolitano, assieme ad altre, ha avocato a se. 

Il progetto delle linee passanti è contenuto dal 2020 nel piano della mobilità sostenibile e dal 2021 nel piano dei trasporti entrambi approvati da Regione e Città metropolitana. Non comprendiamo quindi come  l’amministrazione regionale e provinciale possano aver avviato la tratta senza sperimentazione, avendo avuto tutto il tempo per farlo e per avviare tavolo di confronto serio e concreto. 

Il servizio infatti, contrariamente a quanto affermato, non è affatto migliorato e sono proprio gli utenti - pendolari e studenti in special modo - che lo attestano. Alla loro protesta si è aggiunta anche quella dei Sindaci dell’Unione Comuni dell’Appennino bolognese che esprimono preoccupazione e chiedono di risolvere la situazione. 

Per queste motivazioni riteniamo invece che sia utile continuare a promuovere  la petizione promossa da Fratelli d’Italia  sul territorio dell’Appennino interessato dalla tratta ferroviaria e per dare maggiore forza alla stessa, offrendo da oggi la possibilità di sottoscriverla anche a chi è impossibilitato a raggiungerci,  firmandola così on line al seguente indirizzo

https://forms.gle/H9f1rtkeHC6aKPLa9 . 

Le firme  saranno poi consegnate al Presidente della Regione ed al Sindaco Metropolitano

mercoledì 10 luglio 2024

Passante Porretta Pianoro, bello ma con troppe criticità

I sindaci presentano il conto  e chiedono   un incontro all’assessore  regionale Corsini per mitigare i disagi e rafforzare il servizio

di Martina di Mari


I Sindaci dell’Unione Comuni Appennino Bolognese esprimono interesse per le novità ma anche la loro preoccupazione per l’attuazione delle linee passanti del Servizio Ferroviario Metropolitano. Tali linee sono pensate per favorirne l’utilizzo anche per trasferimenti con destinazioni diverse dalla stazione centrale di Bologna e per tragitti interni all’area cittadina. Si tratta di obiettivi condivisibili che vanno combinati con le esigenze dei viaggiatori a più lunga percorrenza che costituiscono la frazione più fragile dell’utenza e che non dispongono di valide alternative di trasporto pubblico in caso di disservizi o malfunzionamenti del servizio. Per questo motivo l’attivazione delle linee passanti a partire dallo scorso giugno ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini e l'attenzione degli amministratori dei Comuni dell’Appennino bolognese e in particolare tra gli utenti della tratta Porretta – Bologna, di gran lunga la più utilizzata del SFM.

Da più parti si era richiesto un rinvio del provvedimento, nel timore che l’allungamento delle corse, in una situazione di perdurante inaffidabilità del servizio più volte denunciata dal comitato degli utenti e dagli amministratori locali e in assenza di interventi infrastrutturali quali il raddoppio parziale della linea, causasse un ulteriore peggioramento della qualità con aumento dei ritardi, cancellazione di corse e dilatazione dei tempi di viaggio.

A distanza di tre settimane dall’adozione del nuovo sistema, l’esperienza dei viaggiatori provenienti dalle stazioni più periferiche conferma purtroppo diverse criticità che vanno prontamente corrette per evitare che un modello pensato per favorire la mobilità sostenibile vada a scapito dei cittadini che più dipendono dal trasporto pubblico per le proprie esigenze quotidiane.

Tra le tante l’Unione Comuni Appennino Bolognese segnala:

- fermate non programmate di alcuni treni nella zona di Marzabotto;
- la mancata coincidenza con la linea per Pistoia (i treni partono pochi minuti prima dell’arrivo dei treni da Bologna);
- la necessaria riorganizzazione del trasporto pubblico su gomma e le necessarie verifiche con gli istituti scolastici del territorio per il coordinamento degli orari;


L’Unione chiede all’Ass.re Cosini con urgenza un incontro per discutere le criticità espresse, con l’auspicio:

1. di una rapida definizione di un piano di interventi straordinari per la risoluzione rapida e definitiva dei ricorrenti guasti a deviatoi e passaggi a livello, che da qualche anno appaiono essere tra le principali cause di disservizio nonostante l’innegabile miglioramento del materiale rotabile ottenuto a fronte di ingenti investimenti pubblici;

2. dell’impegno da parte degli esercenti del servizio che ai treni passanti sia garantita la necessaria priorità nell’accesso ai binari passanti a Bologna;
3. del miglioramento della fruibilità del servizio mediante l’assegnazione stabile dei binari utilizzati (che idealmente per una linea cadenzata dovrebbero essere sempre gli stessi per tutte le corse) e la fornitura di adeguata informazione all’utenza;

4. del reinserimento delle fermate eliminate;
5.di essere interpellati, come amministratori dei territori che presentano ad oggi le maggiori criticità, agli incontri di analisi e condivisione dei dati che ciclicamente vengono organizzati invitando i diversi comitati dei pendolari.

I sindaci dell’Unione sono inoltre a richiedere la realizzazione, sia lungo la linea Porrettana sia sulla Direttissima, del livello di servizio previsto nell’assetto potenziato dell’SFM, con estensione dell’orario di esercizio fino alla mezzanotte e aumento della frequenza delle corse anche a lunga distanza. Infine, in un’ottica di più lungo termine, ribadiscono l’esigenza della definizione di un piano operativo per il raddoppio almeno parziale della linea Bologna – Porretta. 

domenica 7 luglio 2024

La riorganizzazione del trasporto ferroviario Porretta- Pianoro ha trovato sostenitori e denigratori



Il nuovo passante ferroviario ( la linea diretta Porretta Pianoro passando dalla stazione centrale di Bologna e non più da piazzale Ovest) tiene ancora banco per le difficoltà operative che incontra e anima la discussione e il dibattito politico. 

Sui social si moltiplicano gli interventi e le denunce di disservizio. E’ ad esempio di questi giorni il racconto su Facebook di una pendolare che scrive:  

Il 5 giugno scorso sono stati cancellati i treni 17698, 17699 e 17701 ( l’ho preso con 15 minuti di ritardo, ma a San Ruffillo mi hanno fatto scendere: soppresso, il treno torna indietro per andare a Porretta, e noi lì ad  aspettare quello dopo.

Cancellati poi il 17703, il 17782 e il 17784

Morale: dalle 17,16 alle 19,20 per arrivare a Pianoro,  con cambio a San Ruffillo.

Il tema è stato portato anche all’attenzione della Città in un  question time dal consigliere Francesco  Sassone ( nella foto) che  ha sostenuto l’infondatezza delle informazione diffuse sull’apprezzamento e sui risultati positivi ottenuti dal  nuovo passante poiché non sono state considerate le 40 soppressioni di convogli avvenute nelle due settimane prese in esame e le numerose critiche portate da pendolari, amministratori e comitati di cittadini.

Sassone ha portato ad esempio della inaccettabile nuova programmazione il fatto che l’ultimo treno della giornata che parte da Porretta per Pistoia si avvii pochi minuti prima del convoglio in arrivo da Bologna, vanificando per un nonnulla lo scambio .


Ha risposto l’assessore Massimo Bugani ( nella foto)  il quale ha precisato che il nuovo servizio del passante è ora in fase di osservazione e monitoraggio; i  rilievi saranno quindi utilizzati per ‘migliorare e adeguare il tiro organizzativo’. E’ comunque da considerare che nelle due settimane monitorate sono state registrate 36000 presenze in più e ciò smentisce che il servizio sia privo di apprezzamento. In merito alle soppressioni di corse esse non sono dovute alla nuova organizzazione portata dal passante ma da carenze strutturali che comunque non sono aumentate con l’avvio del passante. A tal proposito ha ricordato che, per migliorare la linea, nel mese di agosto verrà attuato un importante intervento di manutenzione straordinaria.

Intanto Fratelli d’Italia ha avviato una raccolta di firme per chiedere la sospensione  del Passante Porretta – Pianoro. La raccolta è già stata effettuata a Porretta, continuerà domani a Vergato e di seguito  alla Berzantina,  a Marzabotto e a Lizzano.

Infine c’è da registrare l’ennesimo intervento di critica del vicesegretario provinciale Lega Matteo Di Benedetto ( nella foto in basso) con tanto di richiesta di rimandare la nuova programmazione a quando la Porrettana  avrà il secondo binario, permettendo così una più agevole organizzazione del nuovo servizio.

In un comunicato il vicesegretario infatti scrive:

“L’inserimento della nuova tratta della Porrettana, a oggi, ha portato gravi disfunzioni al servizio, con disagi per l’utenza e ritardi che continuano a moltiplicarsi. Si tratta di un disastro annunciato per quando riapriranno le scuole. Molti ragazzi, di tutti i Comuni dell’area, rischieranno di non poter più andare a fare sport o a dover tagliare le attività extrascolastiche a causa del raddoppio dei tempi di trasporto. Il servizio non è ancora stato armonizzato con il trasporto pubblico su gomma. Ci chiediamo come sia possibile che per Città metropolitana tutto questo non sia stato oggetto di un precedente approfondimento.

Per questo chiediamo che si valuti la sospensione della nuova tratta fino a che tutte le problematiche che stanno emergendo non saranno affrontate adeguatamente. In prospettiva, quando i binari saranno raddoppiati, sicuramente la tratta di cui parliamo costituirà un valore aggiunto innegabile.” 

domenica 2 giugno 2024

Dal 9 giugno la Porrettana cambia orario e Renzo Zagnoni si scaglia per la seconda volta contro la proposta

I sassolini che  si taglie dalle scarpe sono numerosi

Carissimi, vi invio un secondo messaggio che inoltrerò anche ai presidenti delle regioni Emilia-Romagna e Toscana, alle rispettive giunte ed ai sindaci del territorio.

Prima di tutto, l’unica notizia buona: l’assessore regionale Igor Taruffi ha confermato quanto anticipato sul Carlino di qualche giorno fa: il treno da Porretta per Bologna delle 5,35 fermerà anche a Silla. Qualche volta il buonsenso prevale anche nelle ferrovie, magari se sollecitato. 

Poi le dolenti note:

il nuovo orario, che sembra fatto da persone che non prendono mai il treno, prevede soluzioni orarie a dir poco scellerate che non tengono in minimo conto i cittadini che abitano nel territorio montano fra Emilia e Toscana. I nuovi orari in vigore dal 9 giugno, rimodulati da Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia Tper su indicazione della Regione e della Città metropolitana di Bologna, non terranno in nessuna considerazione l’attuale orario dei treni per Pistoia. Per questo avremo treni che arriveranno a Porretta quando quello per Pistoia è già partito da pochissimi minuti. Avete capito bene: il treno da Bologna arriva pochissimi minuti dopo la partenza del treno per Pistoia.

Ecco i nuovi orari:

Treno 17733 arriva a Porretta alle ore 07.28, treno 18153 è già partito per Pistoia alle ore 07.15

Treno 17741 arriva a Porretta alle ore 09.28, treno 18155 è già partito per Pistoia alle ore 09.26 (il successivo è dopo quattro ore)

Treno 17757 arriva a Porretta alle ore 13.28, treno 18159 è già partito per Pistoia alle ore 13.22

Treno 17765 arriva a Porretta alle ore 15.30, treno 18161 è già partito per Pistoia alle ore 15.24

Treno 17777 arriva a Porretta alle ore 18.28, treno 18163 è già partito per Pistoia alle ore 18.24

Il MASSIMO SI RAGGIUNGE ALLE 9,28, QUANDO IL TRENO PER PISTOIA È PARTITO DUE MINUTI PRIMA. SÌ, DUE MINUTI PRIMA DELL’ARRIVO DI QUELLO DA BOLOGNA!

Negli altri casi si tratta di 4, 6 e 13 minuti prima.

Evidentemente i toscani, visto che in Emilia dal 9 giugno i treni a Porretta arriveranno un po’ più tardi, non hanno neppure preso in considerazione la semplice idea di ritardare di poco anche le partenze per Pistoia! I casi sono due: o la Regione Emilia-Romagna non ha comunicato alla Regione Toscana questi cambiamenti o in Toscana qualcuno non ha capito.

Una situazione onirica, che sembra cioè un sogno, o meglio, un incubo!!!!!!

Nella tratta toscana c’è un servizio “a spola”, con un unico treno che va avanti e indietro tutto il giorno. Sarebbe stato dunque piuttosto semplice “traslare” in blocco tutti gli orari dei treni dei pochi minuti sufficienti a garantire a Porretta l’interscambio. Un’idea da giganti!!! 

Linea Porretta-Pianoro:

la messa in pratica di questa poco probabile linea farà sì che, dal 9 giugno, i treni da e per Porretta non arriveranno e partiranno più dal piazzale ovest, che, da quando fu costruito il nuovo ponte sul Reno a Santa Viola, funzionava benissimo con un binario dedicato.

Dal 9 giugno tutti treni transiteranno per i binari centrali della stazione di Bologna.

Quando vennero rimossi i binari dal 12 al 15 per lo scavo della stazione sotterranea dell’alta velocità, il progetto iniziale, dopo la rimozione, ne prevedeva anche il successivo ripristino, che non fu mai realizzato. In questo modo la stazione di Bologna ha subito una drastica riduzione della capacità infrastrutturale: ben 4 binari in meno rispetto a vent’anni fa, in presenza di un traffico aumentato a dismisura, circa 550 treni al giorno sui 9 binari passanti e i due piazzali est ed ovest.

Tutto ciò fa comprendere come il progetto dei treni passanti Porretta–Pianoro molto probabilmente partirà male fin dal primo giorno, perché intaserà ancora di più la strettoia dei nove binari centrali.

Tutti i ferrovieri con cui parlo spesso affermano che basterà un nonnulla per aggravare i già pesanti ritardi che nel passato inverno hanno caratterizzato la circolazione sulla Porrettana (oggi sembra andare un po’ meglio).

Qualche esempio di come potrà saltare tutto il perfetto orologio teorico:

- un treno che non parte

- una porta che non si chiude

- un intervento dell’ambulanza o delle forze dell’ordine

- un semplice treno in ritardo che occupa un binario in un orario in cui non ci dovrebbe essere

- un piccolo guasto tecnico ai binari o al materiale rotabile.

A questo proposito Vergato insegna: alcuni anni fa gli ingegneri della Rete Ferroviaria Italiana decisero di eliminare molti binari considerati inutili, come quello di Vergato, perché, teoricamente, con tutti i treni in orario perfetto durante il giorno non vi sarebbe stato alcun bisogno di un incrocio in questa stazione. Poi i duri fatti smentirono la teoria: era sufficiente che un treno partisse da Bologna con soli dieci minuti di ritardo per arrivare a Pioppe ed essere impossibilitato a ripartire, perché la stazione successiva per incrociare il treno da Porretta era Riola!!! Risultato: dopo qualche anno e dopo una lunga lotta portata avanti dal Comitato per la Ferrovia Porrettana, che si era sempre opposto a quello scempio, e grazie anche al determinante intervento dell’assessore regionale Donini, il binario di incrocio a Vergato fu, per fortuna, ripristinato ed oggi mostra tutta la sua utilità.

Immaginate poi quando verranno deviati, come accade spesso per motivi vari, i treni dell’alta velocità sulla linea Bologna - Prato, che hanno ovviamente la precedenza sui regionali.

Un’ulteriore riflessione: voi credete che un abitante di Sasso o della valle del Reno per andare a lavorare a Pianoro preferirà prendere il treno (55 minuti di percorrenza) o invece prenderà la macchina per arrivare in 15/20 minuti a destinazione passando dalle Ganzole?

Altra considerazione ancora: quanti saranno i viaggiatori provenienti dalla stessa valle che proseguiranno per quella del Savena? Credo quasi nessuno. Molto probabilmente su questo unico treno che collegherà Porretta a Pianoro continueranno a salire persone della valle del Reno che si fermeranno a Bologna e persone dalla valle del Savena che scenderanno ugualmente a Bologna, senza quindi consentire una diminuzione significativa dell’utilizzo del mezzo privato.

Ricapitolando: secondo me, e secondo il 95% dei soliti ferrovieri con cui parlo spesso, i motivi per i quali si può prevedere che l’innovazione della Porretta-Pianoro sarà un fallimento sono due: un primo motivo tecnico legato alla circolazione già satura in condizioni normali e con treni in orario; un secondo motivo di tipo commerciale, legato al collegamento tra paesi che sono più facilmente raggiungibili tra loro in auto e che quindi non considereranno attraente il nuovo servizio.

È evidente che questa nuova linea è stata pensata, come la maggior parte di provvedimenti simili, in chiave urbano-centrica: interessa a pochi che Bologna sia raggiungibile da Porretta o da Vergato in tempi snelli da migliaia di pendolari, magari anche con qualche treno che preveda solo tre o quattro fermate da Porretta alla città.

Nel caso in cui i fatti dovessero smentire questa previsione, sarò ben felice di riconoscere l’errore e manderò a Regione e ferrovie una sentita lettera di scuse.

In relazione ai treni che collegano i capoluoghi emiliani e quelli toscani si può ulteriormente osservare che le due regioni “amiche”, Toscana ed Emilia-Romagna, hanno innalzato a Porretta un muro di Berlino fra i due tratti della linea, quello emiliano e quello toscano. Si tratta di una scelta incomprensibile e del tutto in controtendenza con quanto è avvenuto sulle altre tre ferrovie transappenniniche (Pontremolese, Direttissima, Faentina). Da Parma si può infatti andare direttamente a La Spezia senza cambiare a Borgo Val di Taro o a Pontremoli, da Bologna si va direttamente a Prato senza cambiare treno a San Benedetto o a Vernio e così da Faenza a Firenze senza cambio a Marradi o a Borgo San Lorenzo. Sulla Porrettana si deve invece cambiare obbligatoriamente a Porretta. E dal 9 giugno non ci sarà più nemmeno il cambio a Porretta, PERCHÉ IL TRENO PER PISTOIA SARÀ GIÀ PARTITO DA DUE-TREDICI MINUTI!!!

Concludo il mio sfogo con un’osservazione su un’altra bellissima trovata: il check-in, divenuto obbligatorio per i biglietti acquistati online. Anche questo è un provvedimento incomprensibile e poco apprezzato non solo dagli utenti, ma proprio dal personale ferroviario, che è tenuto, spesso controvoglia, a multare giovani e anziani che non sono riusciti a fare il check-in in tempo, perché sono giunti in stazione di corsa o magari non avevano sufficiente rete nello smartphone. Ringraziamo prima di tutto il cielo e le alte sfere ferroviarie che recentemente hanno abbassato da 75 euro (settantacinque, avete capito bene, ne ho diretta esperienza familiare) a 5 euro la multa per chi non fa il check-in prima di salire in treno. Ma è lo stesso sistema del check-in che rivela la sua totale inutilità: quando sei salito in treno il biglietto non può più essere utilizzato! Segno che il check-in non serve a nulla. L’avrà introdotto l’apposito ufficio UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici) perché le ferrovie sembrino esteticamente più simili alle società aeree.

Da ultimo, ricordo che il Comitato della Porrettana, presieduto con competenza e grande passione civile da Valerio Giusti, da anni parla di tutte queste cose e sollecita costantemente ferrovie e Regione a tenere conto delle sue coerenti osservazioni, collegate alla realtà concreta soprattutto dei pendolari. Ma mi sembra che sia come San Giovanni Battista: “VOCE DI COLUI CHE GRIDA NEL DESERTO”.

Vi saluto in modo molto cordiale,

Renzo Zagnoni, un cittadino qualunque (non qualunquista) che ritiene il trasporto pubblico, soprattuto quello ferroviario, un grande bene per la comunità e che si è interessato dal 1985 alla ferrovia Porrettana nelle sue ricerche storiche.