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giovedì 14 luglio 2022

Il ricambio meccanico dell’aria salva dal Covid

 Barcaiuolo:  “Uno studio condotto dalla Fondazione David Hume, in collaborazione con la Regione Marche, certifica che con la massima portata di ricambio dell’aria, (6 o più ricambi-ora), gli impianti di Ventilazione meccanica controllata (Vcm), installati in un ambiente chiuso abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Covid”


di Luca Molinari

Fondi regionali per acquistare ventilatori da mettere nelle scuole per contrastare la diffusione del Coronavirus.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Michele Barcaiuolo (Fdi) che ricorda come “già durante la sessione di bilancio regionale, lo scorso mese di dicembre, Fratelli d’Italia avesse evidenziato la necessità di seguire la strada intrapresa dalla Regione Marche e di stanziare fondi per la ventilazione meccanica nelle scuole pubbliche, ma che, in replica a un’interrogazione di Fratelli d’Italia durante la seduta dell’Assemblea Legislativa Regionale del 18 gennaio 2022, l’assessore alle politiche per la Salute, Raffaele Donini, avesse affermato che era impossibile utilizzare fondi destinati alla sanità per l’acquisto di macchinari adibiti alla ventilazione meccanica

Da qui l’atto ispettivo per sapere “se la Regione abbia destinato parte del proprio bilancio a Comuni e Province per l’acquisto di macchinari adibiti alla ventilazione meccanica da installare nelle scuole dei territori, e in caso contrario, quali azioni la Regione stia intraprendendo per ottenere i fondi necessari per consentire a Comuni e Province l’acquisto dei suddetti macchinari, scongiurando eventuali chiusure dei plessi scolastici e garantendo un maggiore contenimento dei contagi”.

sabato 5 marzo 2022

Sanità. Riconoscere validità nuovi tipi di vaccini per facilitare accoglienza profughi ucraini

 Necessario facilitare al massimo, con una sburocratizzazione d’emergenza, le assunzioni di chi è arrivato e cerca lavoro. Molte le offerte e disponibilità dal mondo del turismo, dell’impresa, del commercio per profughi che magari si ricongiungono con parenti qui in Italia, e deve essere fatto in modo che chi vuole assumere lo possa fare velocemente e senza lacci burocratici

di Luca Molinari

 

Accelerare il riconoscimento di quei vaccini che ad oggi non lo sono, come CoronaVac e Sputnik, per evitare, a fronte della necessità di vaccinare i profughi ucraini, il rischio di trovarci di fronte a un blocco insuperabile di tipo sanitario.

A chiederlo, in un’interrogazione, è  Michele Barcaiuolo (Fdi) che ricorda come “in Ucraina, secondo il grafico elaborato dalla Fondazione Gimbe, il 63,8% della popolazione non ha ricevuto neanche una dose di vaccino. Questo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, potrebbe determinare una sensibile ripresa dell’incremento giornaliero di contagi. I vaccini a disposizione in Ucraina sono tre: AstraZeneca, Pfizer e CoronaVac (di fabbricazione cinese). Quest’ultimo non riconosciuto dall’UE, eccezion fatta per la Francia, che ha garantito qualche riconoscimento ai vaccinati con farmaco cinese”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “come l’Emilia-Romagna si ponga in merito alla questione dei profughi sprovvisti di green pass che potrebbero già essere collocati nel mondo del lavoro, se la Regione Emilia-Romagna intenda sottoporre i profughi destinati al nostro territorio a una campagna vaccinale e se questi dovessero già essere stati vaccinati, come si ponga nei confronti dei vaccini non riconosciuti”.

 

sabato 15 gennaio 2022

L'emergenza lo suggerisce: medici di base anche over 70 per garantire i servizi ai cittadini

“È noto che vi sia un vero e proprio allarme legato alla difficoltà di reperire Medici di Medicina Generale, non soltanto nelle cosiddette aree disagiate”


Prorogare di ulteriori due anni i contratti di lavoro per i Medici di Medicina Generale che abbiano compiuto il 70esimo anno d’età, in modo da assicurare la presenza del medico di base anche nei territori più fragili.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Michele Barcaiuolo (Fdi) che ricorda come “sono numerosi i medici di medicina generale in età da pensionamento che vorrebbero proseguire il proprio incarico. La prosecuzione dei suddetti incarichi consentirebbe di evitare ulteriori disagi e disservizi nel Servizio sanitario e garantirebbe ai cittadini l’adeguata assistenza territoriale, sempre più fondamentale in questo periodo di riacutizzazione della pandemia da Covid”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere “se la Regione abbia valutato la possibilità di definire, di concerto con le Ausl competenti, la proroga di ulteriori due anni per i medici di medicina generale che abbiano compiuto il 70esimo anno d’età oppure, in caso contrario, come la Regione intenda sopperire alla carenza di organico e come intenda garantire a tutti i cittadini la possibilità di essere assegnati a un medico operante in zone vicine alla propria abitazione”.

(Luca Molinari)

mercoledì 3 febbraio 2021

Barcaiuolo: “Hera deve rispettare l’Agenda 2030”

Nell’ultimo anno il titolo Hera è sceso del 35 per cento e la società non sembra poi particolarmente impegnata nella cosiddetta transizione ‘green’, in linea con l’Agenda 2030”

 

Da Cronaca Bianca Emilia Romagna

Per Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia le cose devono cambiare: le amministrazioni locali che si affidano per la gestione dei servizi a Hera debbono pretendere il rispetto degli impegni indicati nell’Agenda 2030 (“e se gli impegni non verranno onorati possono valutare affidamenti ad aziende più virtuose”). Per questo il consigliere sollecita, con un’interrogazione, l’intervento della Regione Emilia-Romagna.

Il consigliere chiede quindi, su questo tema, “l’impegno, come stabilito nell’Agenda 2030, delle amministrazioni regionale e locali, che rappresentano il livello di governo più vicino ai cittadini e alle imprese e hanno quindi gli strumenti per promuovere processi di consultazione e partecipazione sui temi dello sviluppo sostenibile”.

Barcaiuolo parla poi della gestione di Hera: “Nell’ultimo anno il titolo Hera è sceso del 35 per cento, i dividendi distribuiti dagli azionisti sono cresciuti solo dell’11 per cento rispetto ad aumenti del 60 per cento e oltre delle altre aziende multiservizi presenti sul territorio nazionale e la società non sembra poi particolarmente impegnata nella cosiddetta transizione ‘green’, in linea con l’Agenda 2030 (l’azienda risulta indietro sulle rinnovabili, impegnata marginalmente nell’ambito delle bioenergie e praticamente assente in settori innovativi e a minor impatto ambientale come idroelettrico, eolico e solare)”.

Il consigliere chiede poi tutele per i cittadini che hanno investito in azioni Hera, sollecitando l’esecutivo regionale a vigilare sulla variazione del valore di questi titoli.

(Cristian Casali)

 

sabato 2 gennaio 2021

Barcaiuolo: “Hera deve rispettare l’Agenda 2030”

Nell’ultimo anno il titolo Hera è sceso del 35 per cento e la società non sembra poi particolarmente impegnata nella cosiddetta transizione ‘green’, in linea con l’Agenda 2030”

 

Da Cronaca Bianca Emilia Romagna


Per Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia le cose devono cambiare: le amministrazioni locali che si affidano per la gestione dei servizi a Hera debbono pretendere il rispetto degli impegni indicati nell’Agenda 2030 (“e se gli impegni non verranno onorati possono valutare affidamenti ad aziende più virtuose”). Per questo il consigliere sollecita, con un’interrogazione, l’intervento della Regione Emilia-Romagna.

Il consigliere chiede quindi, su questo tema, “l’impegno, come stabilito nell’Agenda 2030, delle amministrazioni regionale e locali, che rappresentano il livello di governo più vicino ai cittadini e alle imprese e hanno quindi gli strumenti per promuovere processi di consultazione e partecipazione sui temi dello sviluppo sostenibile”.

Barcaiuolo parla poi della gestione di Hera: “Nell’ultimo anno il titolo Hera è sceso del 35 per cento, i dividendi distribuiti dagli azionisti sono cresciuti solo dell’11 per cento rispetto ad aumenti del 60 per cento e oltre delle altre aziende multiservizi presenti sul territorio nazionale e la società non sembra poi particolarmente impegnata nella cosiddetta transizione ‘green’, in linea con l’Agenda 2030 (l’azienda risulta indietro sulle rinnovabili, impegnata marginalmente nell’ambito delle bioenergie e praticamente assente in settori innovativi e a minor impatto ambientale come idroelettrico, eolico e solare)”.

Il consigliere chiede poi tutele per i cittadini che hanno investito in azioni Hera, sollecitando l’esecutivo regionale a vigilare sulla variazione del valore di questi titoli.

(Cristian Casali)